Romani 6

Romani 6:1-14
Craig Quam
Romani 6:14-23
Craig Quam

Cap. 6

In questo cap. Paolo spiega come vivere una vita santa.

Vs.1 Che diremo dunque? Rimarremo nel peccato, affinché abbondi la grazia? 2  Niente affatto!(=non sia mai così) 

Se siamo salvati per grazia, indipendentemente dalle nostre azioni, allora possiamo peccare quanto vogliamo? Se siamo veramente nati di nuovo, una nuova creatura è dentro di noi; se vogliamo fare la volontà di Cristo dobbiamo comportarci in modo a lui gradito. La religione cerca di mascherare l’uomo vecchio, di fingerlo migliore, attraverso la religiosità e un comportamento santo; tuttavia emerge sempre la sua natura peccaminosa. La ricetta di Dio, invece, è la morte e la nuova nascita. 

Noi che siamo morti al peccato, come vivremo ancora in esso?

Il battesimo. 

Vs.3  Ignorate voi, che noi tutti che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, siamo stati battezzati nella sua morte? 

Paolo non vuole che siamo ignoranti, ma che conosciamo la nostra posizione in Cristo. Possiamo soffrire, peccare e morire per mancanza di conoscenza.

Infatti, la vita nel peccato non può coesistere con la morte al peccato, avvenuta col battesimo.

Vs.4.  Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita. 

Se una persona è in Cristo è una nuova creatura. Paolo qui dichiara che agli occhi di Dio siamo stati crocifissi con Gesù in croce. Il battesimo in acqua è un passo di identificazione con Cristo, una dichiarazione di fede di sepoltura e resurrezione con Lui. Il battesimo non è in grado di purificarci, ma ci libera dal peccato, in quanto è un atto pubblico figurativo. 

Il popolo di Israele in Egitto ha dipinto col sangue dell’agnello gli stipiti della porta e vedendo questo segno, l’angelo della morte ha oltrepassato quelle case. Pasqua significa oltrepassare; grazie a Gesù, infatti, saremo risparmiati nel giorno del giudizio. Dopo il passaggio dell’angelo della morte, però, gli israeliti sono rimasti ancora schiavi del faraone. La loro liberazione è avvenuta in modo totale solo in occasione del passaggio del mar Rosso, il quale ha travolto i loro persecutori. In quell’occasione essi sono stati battezzati in modo figurato.

Tutti abbiamo ereditato la natura peccaminosa da Adamo; l’unico modo che abbiamo per liberarci da essa è la morte; nel battesimo viene spezzato il legame con Adamo e noi nasciamo in una nuova famiglia, quella di Dio.

Certamente Paolo non considerava il battesimo come qualcosa di facoltativo per un cristiano; al contrario, raccomandava a tutti i credenti di adempiere a questo comandamento, dato da Gesù. Al tempo degli apostoli, la fede in Cristo e il battesimo erano due parti della stessa esperienza, tanto che il battesimo seguiva immediatamente la dichiarazione di fede. Atti racconta di moltissimi battesimi. Con tale atto, dice Paolo, termina la vita precedente e ne comincia una nuova. Il cristiano viene sepolto nell’acqua con Cristo (morte della vecchia vita) e risorge a nuova vita. Per questo motivo non è possibile vivere nel peccato se veramente si è uniti a Cristo risorto.

Galati 3:27. Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 

Con il battesimo siamo incorporati a Cristo, ossia diveniamo membra del suo corpo.

Vs.5-6. Poiché, se siamo stati uniti a Cristo per una morte simile alla sua, saremo anche partecipi della sua risurrezione, 6  sapendo questo (Paolo vuole che conosciamo ciò che Dio ha preparato per noi): che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui, perché il corpo del peccato possa essere annullato e affinché noi non serviamo più al peccato. 

La crocifissione del credente è avvenuta con Cristo nel passato, quando egli fu crocifisso. La nostra liberazione totale ci sarà quando il Signore ci chiamerà; però Cristo dichiara che queste cose sono già reali adesso. Ogni giorno siamo tentati in vari modi, ma Paolo ci dice che i peccati del vecchio uomo non hanno più potere in noi. Satana, invece, vuole farci credere che siamo ancora legati ai nostri peccati.

Vs. 7.  Infatti colui che è morto è libero dal peccato. 

Chi il figlio ha liberato è libero veramente. Oggi il nostro legame con Adamo è spezzato e, liberi dai legami di Satana, possiamo vivere una vita nuova.

Vs. 8-10.  Ora se siamo morti con Cristo, noi crediamo pure che vivremo (sia oggi che nell’eternità) con lui, 9  sapendo che Cristo, essendo risuscitato dai morti, non muore più; la morte non ha più alcun potere su di lui. 10  Perché, in quanto egli è morto, è morto al peccato una volta per sempre; ma in quanto egli vive, vive a Dio. 

Gesù è morto una sola volta; la sua morte non si rinnova ogni volta che viene celebrata la santa cena (essa è solo un ricordare quanto Cristo ha fatto per noi). Il suo sacrificio è definitivo ed ha concluso la battaglia col peccato, vincendo su esso una volta e per sempre.

Vs.11-12.  Così anche voi consideratevi (non solo accettare mentalmente un fatto, ma considerarlo come una cosa già accaduta, appropriarsene, credere alle parole di Dio) morti al peccato, ma viventi a Dio, in Gesù Cristo, nostro Signore. 12  Non regni quindi il peccato nel vostro corpo mortale, per ubbidirgli nelle sue concupiscenze. Comprendere fino in fondo di essere morto al peccato, il quale non ha più potere nella nostra vita. O crediamo alla liberazione donataci da Dio o agli inganni di Satana. Non è un “far finta”, bensì il comprendere ciò che Dio ha fatto di noi.

Vs.13. Non prestate le vostre membra al peccato come strumenti d’iniquità, ma presentate voi stessi a Dio, come dei morti fatti viventi, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia. 

Liberati da Satana, possiamo anche evitare il peccato, chiedendo aiuto a Dio di fronte alle tentazioni. Lo spirito santo è dentro di noi e ci guida nelle difficoltà.

Vs.14. Infatti il peccato non avrà più potere su di voi, poiché non siete sotto la legge, ma sotto la grazia. 

Come credenti dobbiamo sapere di essere liberi dal peccato, perché il nostro vecchio uomo è morto; magari carnalmente non ci sembra che sia esattamente così, ma la parola di Dio afferma proprio questo non siamo più sotto il potere di Satana.

Quale rapporto avevamo con Dio sotto la legge?

Galati 3:10. Ora tutti coloro che si fondano sulle opere della legge sono sotto la maledizione, perché sta scritto: "Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge per praticarle".  Qui Paolo sta citando Deuteronomio 27:26-28:1-3. "Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica!". E tutto il popolo dirà: "Amen"".  "Ora, se tu ubbidisci diligentemente alla voce dell’Eterno, il tuo DIO, avendo cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti che oggi ti prescrivo, avverrà che l’Eterno, il tuo DIO, ti innalzerà sopra tutte le nazioni della terra;  tutte queste benedizioni verranno su di te e ti raggiungeranno, se ascolterai la voce dell’Eterno, il tuo DIO: 

Bisognava obbedire a tutta la legge per essere benedetto; per questo le persone cercavano di guadagnare con i propri mezzi il rapporto con lui.

Ora, invece, siamo nati nuovamente nella famiglia di Dio e quindi, per nascita, siamo eredi di Dio: non per nostro merito, quindi, ma per il sangue di Gesù. Questo perché siamo sotto la grazia.

Vs.15. Che dunque? Peccheremo noi, perché non siamo sotto la legge, ma sotto la grazia? Così non sia. 

Chi è in Cristo è una nuova creatura; il suo desiderio è quello di vivere una vita santa, anche se le cadute ritornano giornalmente.

Qui Paolo ripete l’obiezione fatta al vs. 1 e risponde usando l’analogia del mercato degli schiavi.

 

Vs.16-17. Non sapete voi che a chiunque vi offrite come servi per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite, o del peccato per la morte, o dell’ubbidienza per la giustizia?  Ora sia ringraziato Dio, perché eravate servi del peccato, ma avete ubbidito di cuore a quell’insegnamento che vi è stato trasmesso. , ossia alla parola di Dio.

Efesini 4:17. Questo dunque attesto nel Signore, che non camminiate più come camminano ancora gli altri gentili, nella vanità della loro mente,  ottenebrati nell’intelletto, estranei alla vita di Dio, per l’ignoranza che è in loro e per l’indurimento del loro cuore.  Essi, essendo diventati insensibili, si sono abbandonati alla dissolutezza, commettendo ogni impurità con insaziabile bramosia. Paolo dice che per i figlioli di Dio non è più questa la realtà.  Voi però non è così che avete conosciuto Cristo,  se pure gli avete dato ascolto e siete stati ammaestrati in lui secondo la verità che è in Gesù  per spogliarvi, per quanto riguarda la condotta di prima, dell’uomo vecchio che si corrompe per mezzo delle concupiscenze della seduzione,  per essere rinnovati nello spirito della vostra mente,  e per essere rivestiti dell’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e santità della verità. 

Dio ha creato in noi un uomo nuovo, il quale vuole vivere secondo la volontà di Dio. Dal peccato di Adamo siamo stati liberati e ora siamo liberi. Prima eravamo schiavi del peccato, il quale era nostro padrone, e dovevamo obbedirgli. Ora siamo schiavi di Dio e il nostro dovere è quello di fare ciò che Egli ci comanda. Diverso è il risultato che perseguiamo seguendo l’uno o l’altro dei due padroni: il peccato porta alla morte, Dio ci dona la vita eterna per grazia, mediante l’unione a Cristo. 

Vs.18-21.  E, essendo stati liberati dal peccato, siete stati fatti servi della giustizia. 19  Io parlo in termini umani per la debolezza della vostra carne. Perché, come un tempo prestaste le vostre membra per essere serve dell’impurità e dell’iniquità per commettere l’iniquità, così ora prestate le vostre membra per essere serve della giustizia, per la santificazione. 20  Perché, quando eravate servi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia. 21  Quale frutto dunque avevate allora dalle cose delle quali ora vi vergognate? Poiché la loro fine è la morte. 

Il frutto delle cose peccaminose è la morte; per questo è importante ricordare come eravamo prima di conoscere il Signore, al fine di evitare di essere come gli antichi ebrei, i quali rimpiangevano ciò che avevano lasciato in Egitto. Invece, ciò che c’era dietro le loro spalle (e le nostre) era solo la rovina e la morte.


Vs.22-23. Ora invece, essendo stati liberati dal peccato (con la nuova nascita) e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna. 23  Infatti il salario( ciò che meritiamo per le nostre azioni) del peccato è la morte, ma il dono (gratis) di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore.

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