Romani 5
Cap. 5
Pace e riconciliazione con Dio.
In questo capitolo Paolo spiega come abbiamo ricevuto la giustificazione da parte di Dio e quali benedizioni si preannunciano per coloro che hanno fede nel Signore.
I benedizione: pace con Dio grazie alla riconciliazione.
Vs. 1. Giustificati(= come se non avessimo mai commesso neanche un peccato) dunque per fede (Dio ci vede giusti, anche se siamo tutt’altro, ossia degli empi; questo è ciò che dichiara la parola di Dio. La giustificazione ci dà la cancellazione totale di tutti i nostri peccati) abbiamo pace presso Dio (Prima di conoscere Gesù eravamo in guerra con Dio, come Caino, ed avevamo per lui un rifiuto totale. Ora, grazie a Gesù, abbiamo pace con Dio.) per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, (Questa pace non è un sentimento, una sensazione piacevole, ma un vero trattato di pace, come quello tra due nazioni in guerra; è una pace permanente, la quale non è subordinata al nostro comportamento.)
II benedizione: Ora i credenti possono accedere liberamente a Dio, in quanto i loro peccati sono stati cancellati.
Vs.2. per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia (ogni giorno abbiamo accesso alla grazia di Dio, la quale continua a purificarci) nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. (Un giorno il Signore farà grandi cose nella nostra vita e ci farà vedere la Sua gloria.)
In Isaia 57:21 il Signore dichiara che non c’è pace per gli empi.
Efesini 2:11-18. Perciò ricordatevi che un tempo voi gentili di nascita, chiamati incirconcisi da quelli che si dicono circoncisi, perché tali sono stati fatti nella carne per mano d’uomo, 12 eravate in quel tempo senza Cristo, estranei dalla cittadinanza d’Israele e estranei ai patti della promessa, non avendo speranza ed essendo senza Dio nel mondo. Chi è senza Cristo non ha alcuna speranza di salvezza; l’ira di Dio è su di lui perché chi è senza Cristo è senza Dio. 13 Ma ora, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete stati avvicinati per mezzo del sangue di Cristo. A Dio possiamo avvicinarci solo attraverso il sangue di Gesù Cristo 14 Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, 16 e per riconciliare a ambedue con Dio in un sol corpo per mezzo della croce, avendo ucciso l’inimicizia in se stesso. Eravano nemici di Dio, ma per il sacrificio di Cristo tale inimicizia è stata annullata.17 Ed egli venne per annunziare la pace a voi che eravate lontani e a quelli che erano vicini, 18 poiché per mezzo di lui abbiamo entrambi accesso al Padre in uno stesso Spirito. Grazie a Gesù possiamo accedere al luogo santissimo, alla presenza di Dio, colui che ha creato l’universo, il Re dei re, il Signore dei signori.
III benedizione: chi è riconciliato con Dio prova gioia. Pace e gioia vanno sempre assieme. La gioia viene per tre ragioni:
per la speranza della gloria di Dio: essa è il fine per il quale fu creato l’universo e sarà raggiunto grazie all’opera compiuta da Gesù. Tale speranza si compirà certamente e coloro che la nutrono hanno ricevuto già una garanzia che attesta questo, ossia il dono dello Spirito Santo, che riempie il cuore umano con l’amore di Dio.
La gioia nelle afflizioni.
Altro motivo di gioia è Dio stesso: Salmo 43:3. Allora verrò all’altare di DIO, al Dio, che è la mia gioia e il mio giubilo; e ti celebrerò con la cetra, o DIO, DIO mio. Egli con il suo amore ci ha perdonati e riconciliati a sé.
Vs. 3-5. E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza, 4 la perseveranza esperienza e l’esperienza speranza. 5 Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
Se vogliamo essere come Gesù dobbiamo accettare anche le sofferenze, le quali hanno lo scopo di produrre pazienza, perseveranza, esperienza e carattere. In questo modo veniamo forgiati. E’ un processo duro, ma anche la croce lo è stata. Le afflizioni ci fortificano e, quando ne sopraggiunge un’altra, siamo molto più forti e radicati nel Signore.
Vs.6-8. Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi.( In Romani 4:5 è scritto che Dio giustifica l’empio) 7 Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. 8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
Cristo è morto per noi quando eravamo suoi nemici, per la sua misericordia. Molte persone non conoscono ciò che Dio ha fatto, altre sono indifferenti; ma un giorno saremo alla Sua presenza ed Egli chiederà a tutti se hanno accettato o ricevuto Gesù nella loro vita.
Vs. 9-10. Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. 10 Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.
Dio ha perdonato i nostri peccati tramite Gesù; poi ha versato in noi la vita di Cristo, che ci porta avanti e ci dà la forza di vivere una vita santa.
1 Tessalonicesi 5:9. Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, : chi è stato dichiarato giusto da Dio può rallegrarsi fin da ora per la propria liberazione dall’ira, fatto che avverrà alla fine dei tempi.
Vs. 11. E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Dio ha compiuto un’opera completa in noi, quando eravamo suoi nemici. La riconciliazione parte da Dio e viene compiuta unicamente per Sua iniziativa. L’uomo, quindi, è oggetto di tale azione. Compito dell’uomo è quello di desiderare tale stato di cose e cercare di vivere nella riconciliazione. Dio odia il peccato, non il peccatore, e per tale motivo desidera la salvezza per ogni essere umano.
Adamo e Cristo.
1 Corinzi 15:22. Perché, come tutti muoiono in Adamo, così tutti saranno vivificati in Cristo.
Dal vs. 12 Paolo ci spiega da cosa deriva questa natura peccaminosa, la quale deve convivere con il nuovo uomo spirituale nato in Cristo.
In Cristo abbiamo un’eredità, ossia quella di vivere un giorno in eterno col Signore. Se non comprendiamo queste cose, non possiamo neanche godere oggi della nostra ricchezza: il perdono dei peccati e la liberazione da essi, grazie a Cristo. Ancora non siamo giunti pienamente a questo livello, ma un giorno lo saremo.
Vs. 12-14. Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; 13 perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; 14 ma la morte regnò da Adamo fino a Mosé anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire.
Adamo, il primo uomo, viene contrapposto a Cristo, “l’ultimo Adamo” o “il secondo uomo”.
Vs. 15-16. La grazia però non è come la trasgressione; se infatti per la trasgressione di uno solo quei molti sono morti, molto più la grazia di Dio e il dono per la grazia di un uomo, Gesù Cristo, hanno abbondato verso molti altri. 16 Riguardo al dono, non è avvenuto come per quell’uno che ha peccato, perché il giudizio produsse la condanna da una sola trasgressione, ma la grazia produsse la giustificazione da molte trasgressioni.
Un uomo ha disobbedito e molti sono stati condannati; un uomo ha pagato e tutti coloro che lo desiderano sono salvati e giustificati.
Vs. 17-18. Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, che è Gesù Cristo. 18 Per cui, come per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure con un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita.
In Adamo abbiamo ricevuto questa natura peccaminosa, in Cristo abbiamo la liberazione dal peccato. La morte è entrata nel mondo per mezzo della disobbedienza di Adamo, ma la nuova vita entra grazie all’obbedienza di Cristo.
Genesi 3: 1-19. Ora il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l’Eterno DIO aveva fatto, e disse alla donna: "Ha DIO veramente detto: "Non mangiate di tutti gli alberi del giardino?". Satana chiede alla donna se è veramente sicura delle parole di Dio. Anche oggi fa così, mettendoci in testa i dubbi circa ciò che Dio dice. 2 E la donna rispose al serpente: "Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete". Dio non ha mai detto di non toccare il frutto, ma di non mangiarlo. In questa sua risposta c’è un insegnamento anche per noi oggi: Eva è caduta perché non era affatto sicura della parola di Dio; per questo dobbiamo conoscere bene ciò che dice Dio nella sua parola, anche per difenderci dagli inganni di Satana. 4 Allora il serpente disse alla donna: "voi non morrete affatto; 5 ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male". 6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò. 7 Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; cosi cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi. Adamo non prende la sua posizione di capo della sua famiglia e segue la moglie nell’errore. Allora il peccato è entrato nella loro vita e si sono accorti di essere nudi. In modo goffo cercarono di coprirsi, prendendo le foglie di fico, che sono molto bucate. Anche oggi cerchiamo goffamente di coprire i nostri peccati, ma Dio vede ogni cosa. 8 Poi udirono la voce dell’Eterno DIO che passeggiava (nell’originale dice che sentirono il vento di Dio) nel giardino alla brezza del giorno; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno DIO fra gli alberi del giardino. 9 Allora l’Eterno DIO chiamò l’uomo e gli disse: "Dove sei?". 10 Egli rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura perché ero nudo, e mi sono nascosto". 11 E DIO disse: "Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero del quale io ti avevo comandato di non mangiare?". 12 L’uomo rispose: "La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato". Ora l’uomo dà la colpa alla sua compagna per i propri sbagli. 13 E l’Eterno DIO disse alla donna: "Perché hai fatto questo?". La donna rispose: "Il serpente mi ha sedotta, e io ne ho mangiato".Ora lei dà la colpa a Satana. 14 Allora l’Eterno DIO disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le fiere dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. 15 E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno". Questa è una profezia su Gesù, la cui morte e resurrezione non è stato un pensiero improvviso, ma programmato da sempre. I piedi e le mani di Gesù sono state ferite sulla croce, ma Egli schiaccerà il serpente. Anche in questo momento dobbiamo pensare che Satana è stato schiacciato da Gesù nella nostra vita e completamente distrutto. Satana non ha più alcun potere su di noi, tranne quello che gli diamo noi stessi, invitandolo a regnare in alcune aree del nostro essere. 16 Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze(primo frutto del peccato è la sofferenza, il dolore) e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te".(schiavitù; questi frutti vengono alle donne da Eva). Prima del peccato, la donna era considerata come un’entità diversa dall’uomo, ma non sottomessa a lui, bensì un aiuto convenevole. Poi la situazione è cambiata. Prima di Gesù le donne in tutte le culture del mondo erano considerate senza alcun valore; in alcune parti del mondo è ancora così. Solo nei paesi cristiani le donne hanno dei diritti, ed il vangelo ha restaurato questa dignità. L’uomo deve guidare la moglie, amarla come Cristo ha amato la chiesa: farsi anche inchiodare per la sua famiglia.
17 Poi disse ad Adamo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; Altro frutto del peccato è la maledizione sulla terra: ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. 18 Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi; Nel creato originario di Dio non c’era la sofferenza, ma l’uomo l’ha prodotta con il peccato. 19 mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai". Maledizione, sudore, sofferenza, dolore, fatica, difficoltà ogni giorno della vita; poi torneremo alla polvere: questa è l’eredità in Adamo.
Adamo, padre di tutta l’umanità, è stato il prototipo, l’uomo perfetto. Se egli ha peccato, certamente tutti noi l’avremmo fatto.
In Adamo siamo peccatori, in Cristo abbiamo la salvezza e la vita.
Vs.19. Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti. Geneticamente abbiamo ricevuto questa natura peccaminosa; per perderla dobbiamo nascere in una nuova famiglia. Per questo non tutti riceveranno la vita, ma solo chi nascerà nella famiglia di Cristo: chi non nasce di nuovo non vedrà il regno di Dio; chi non è nato per lo spirito di Dio non entrerà nel regno di Dio: non per meriti personali, ma per nascita spirituale nella famiglia di Dio Padre.
Vs. 20-21. Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, 21 affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.
Galati 3:19. Perché dunque fu data la legge? Essa fu aggiunta a causa delle trasgressioni, finché fosse venuta la discendenza a cui era stata fatta la promessa; essa fu promulgata dagli angeli per mano di un mediatore.
La legge ha incrementato la trasgressione perché ha dato l’opportunità di violare degli ordini ben precisi. Da qui la necessità della grazia, l’unica in grado di donare all’uomo la vita eterna, grazie a Gesù.