Romani 4

Romani 4:1-12
Craig Quam
Romani 4:13-25
Craig Quam

Cap. 4

Due esempi nel vecchio testamento: Abramo e Davide.

Ora Paolo dimostra che anche i padri sono stati salvati per la fede e non per le opere della legge. 

Vs. 1-3. Che cosa diremo dunque in merito a ciò, che il nostro padre Abrahamo ha ottenuto secondo la carne? 2  Perché se Abrahamo è stato giustificato per le opere, egli ha di che gloriarsi; egli invece davanti a Dio non ha nulla di che gloriarsi. 3  Infatti, che dice la Scrittura? "Or Abrahamo credette a Dio e ciò gli fu imputato a giustizia". 

Abramo è stato giustificato prima della legge, essendo nato molti secoli prima del ricevimento della stessa da parte di Mosè. 

Genesi 15:1-6.  Dopo queste cose, la parola dell’Eterno fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: "Non temere o Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima". 2  Ma Abramo disse: Signore, Eterno, che mi darai, perché sono senza figli e l’erede della mia casa è Eliezer di Damasco?". 3  Poi Abramo soggiunse: "tu non mi hai dato alcuna discendenza; Ora ecco, uno nato in casa mia sarà mio erede". 4  Allora la parola dell’Eterno gli fu rivolta, dicendo: Questi non sarà tuo erede; ma colui che uscirà dalle tue viscere sarà tuo erede". 5  Poi lo condusse fuori e gli disse: "Mira il cielo e conta le stelle, se le puoi contare", quindi aggiunse: "Così sarà la tua discendenza". 6  Ed egli credette all’Eterno, che glielo mise in conto di giustizia.  

Abramo diviene giusto agli occhi di Dio grazie alla sua fede. Egli non aveva compiuto alcuna azione gradita a Dio (ad es. non aveva ancora accettato di sacrificargli suo figlio Isacco, che ancora non era nato) e non era neppure circonciso (ciò avverrà più avanti). La stessa cosa è valida anche per noi oggi: non esiste alcuna azione che possiamo compiere per essere graditi a Dio; la salvezza non è qualcosa che possiamo guadagnarci, ma ci viene data solo se facciamo un passo di fede, ossia se crediamo che il sacrificio di Gesù ci renda salvi. Le buone opere di Abramo e la sua obbedienza ai comandamenti divini erano frutto della sua totale fede in Dio; egli crede alle promesse del Padre e, in virtù di esse, lascia la sua terra e parte per un luogo a lui ignoto. Da quel momento ha vissuto seguendo la volontà di Dio.

Questa giustificazione di Abramo è la prefigurazione della nostra nuova nascita: qualcuno di noi ha fatto qualcosa per meritare la salvezza? No, tanto quanto Abramo.

Nel cap. 17 di Genesi Dio comanda ad Abramo di circoncidersi: questo è un segno esteriore che caratterizza coloro che fanno parte di un popolo separato dagli altri. Analogo è il battesimo in acqua: esso non  ha il potere di cancellare i peccati, non ci purifica e non ci cambia; è solo un atto esterno ed una proclamazione pubblica di un cambiamento avvenuto nel cuore.

Poi nasce Isacco in modo miracoloso. Così è stata anche la nascita di Gesù.

In Ge. 22 Abramo è pronto a sacrificare suo figlio, in obbedienza a Dio, il quale, invece, ha provveduto un montone al posto del ragazzo. Gesù, al contrario, ha portato a termine il suo sacrificio per noi.

Poi Abramo manda a prendere una sposa per Isacco; nel caso di Gesù, la chiesa è la sua sposa.

Vs.4-5.  Ora a colui che opera, la ricompensa non è considerata come grazia, ma come debito; 5  invece colui che non opera, ma crede in colui che giustifica l’empio, la sua fede gli è imputata come giustizia. 

Chi ritiene di essere in grado di ottenere la salvezza grazie alle proprie azioni, si considera giusto e meritevole di una ricompensa; quindi, ritiene che Dio sia un suo debitore, obbligato a dare il dovuto.

Ma la salvezza viene solo per la grazia di Dio. Le nostre azioni non la potranno mai meritare, e per questo essa è un dono.

Nel vs. 20 del cap. 4 di Romani viene addirittura dichiarato che Abramo non ha mai dubitato della promessa di Dio. In realtà le cose non sono andate esattamente così, tant’è vero che carnalmente è nato Ismaele dalla schiava Aggar. Tuttavia Dio lo ha giustificato e non vede in lui questo peccato.

Chi ha posto la propria fede in Gesù viene considerato giusto, non per proprio merito, ma per il sangue di Cristo. Egli vive per intercedere per noi, contro le accuse di Satana.

I credenti devono fare attenzione a non comportarsi come i Galati, i quali inizialmente hanno posto la propria fiducia unicamente in Cristo, per poi lasciarsi convincere che il Suo sacrificio non fosse sufficiente; pertanto bisognava aggiungere ad esso delle azioni: la circoncisione, il rispetto della legge… Oggi il pericolo è quello di stabilire delle regole circa le modalità di vestirsi, di sedersi, l’uso del velo, ecc. Anche in questo modo si rischia di aggiungere delle opere umane al sacrificio di Cristo, facendo nascere un nuovo Ismaele, ossia un figlio nato dall’uomo e non dall’opera di Dio.

La comunità dei Galati aveva creduto a Dio ed aveva visto fiorire doni e miracoli. Poi alcuni ebrei avevano fatto credere loro che la grazia da sola non fosse sufficiente per la salvezza e che ad essa bisognava aggiungere la circoncisione e l’obbedienza alla legge.

Galati 4:21-23. Ditemi, voi che volete essere sotto la legge, non date ascolto alla legge?  La legge ci dice che siamo tutti colpevoli, peccatori ed in cammino verso l’inferno. 22  Infatti sta scritto che Abrahamo ebbe due figli: uno dalla serva e uno dalla libera. 23  Or quello che nacque dalla serva fu generato secondo la carne, ma quello che nacque dalla libera fu generato in virtù della promessa. Anche la nostra salvezza viene da una promessa che Dio ha fatto a tutti gli uomini, perché tutti i figli di Dio sono discendenti di Abramo; tutti siamo considerati giusti grazie all’opera compiuta da Gesù. Per questo le nostre azioni non potranno mai aggiungere nulla a quanto è stato già compiuto.

Galati 5:1-6. State dunque saldi nella libertà con la quale Cristo ci ha liberati, e non siate di nuovo ridotti sotto il giogo della schiavitù. 2  Ecco, io, Paolo, vi dico che se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla. 3  E daccapo attesto ad ogni uomo che si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta la legge. 

Dio ci dice che se vogliamo essere santificati attraverso la legge, allora dobbiamo osservarne ogni punto. 4  Voi, che cercate di essere giustificati mediante la legge, vi siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia. Questo vuol dire essere fuori dalla grazia di Dio. Poi il Signore cerca sempre di far rientrare i propri figlioli, riprendendoli, correggendoli e facendo capire loro i propri errori. Infatti, la salvezza per grazia dà riposo, libertà e gioia. 5  Noi infatti in Spirito, mediante la fede, aspettiamo la speranza della giustizia, 6  poiché in Cristo Gesù né la circoncisione, né l’incirconcisione hanno alcun valore, ma la fede che opera mediante l’amore. Per fede oggi siamo giustificati ed un giorno vedremo la redenzione dei nostri corpi, ossia la liberazione completa dalla carne e dal peccato; questo è il compimento dell’opera che il Signore ha cominciato in noi.

Vs.6-8. Davide stesso proclama la beatitudine dell’uomo a cui Dio imputa la giustizia senza opere, dicendo: 7  "Beati coloro le cui iniquità sono perdonate e i cui peccati sono coperti. 8  Beato l’uomo a cui il Signore non imputerà il peccato". (Salmo 32)

In questo Salmo Davide, certo di essere stato perdonato da Dio, canta le sue benedizioni perché cancella i peccati e non  gli imputa la sua iniquità. Davide è chiaramente un peccatore, tuttavia è stato perdonato gratuitamente da Dio ed è stato considerato giusto. Nel salmo si comprende che Davide è stato assolto unicamente perché ha ammesso la sua colpa e si è affidato alla misericordia di Dio.

La fede di Abramo

Vs. 9-12. Ora dunque questa beatitudine vale solo per i circoncisi, o anche per gli incirconcisi? Perché noi diciamo che la fede fu imputata ad Abrahamo come giustizia. 10  In che modo dunque gli fu imputata? Mentre egli era circonciso o incirconciso? Non mentre era circonciso, ma quando era incirconciso. 11  Poi ricevette il segno della circoncisione, come sigillo della giustizia della fede che aveva avuto mentre era ancora incirconciso, affinché fosse il padre di tutti quelli che credono anche se incirconcisi, affinché anche a loro sia imputata la giustizia, 12  e fosse il padre dei veri circoncisi, di quelli cioè che non solo sono circoncisi ma che seguono anche le orme della fede del nostro padre Abrahamo, che egli ebbe mentre era incirconciso. 

Abramo fu giustificato per fede quando ancora non era circonciso, cosa che avvenne tempo dopo, 13 anno dopo la nascita di Ismaele. Quando Abramo fu circonciso, tale atto rappresentò il segno esteriore di quella condizione di giusto che Dio gli aveva concessa molto tempo prima, in virtù della sua fede. Questa, infatti, era ciò che Dio voleva da lui, non la circoncisione. Da ciò nasce la speranza per i gentili, perché Abramo è il padre di tutti coloro che credono in Dio e nelle sue parole. E’ il padre degli incirconcisi, in quanto egli stesso lo era quando la sua fede gli fu contata come giustizia, ed è il padre dei circoncisi, non tanto in base a tale segno esteriore, quanto sulla base della fede.

La fede di Abramo è la stessa che noi abbiamo quando dichiariamo di credere alla resurrezione di Cristo dalla morte. 

La fede di Abramo è biblica e genuina.

In Ebrei 11:6 è scritto che senza la fede non possiamo piacere a Dio;

in Efesini 2:8 è scritto che siamo salvati per grazia mediante la fede;

in Romani 14 è scritto che tutto ciò che non viene dalla fede è peccato.

In I Giovanni 5:4-5. 4  Poiché tutto quello che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo: la nostra fede. 5  Chi è che vince il mondo, se non colui che crede che Gesù è il Figlio di Dio? 

Quindi la fede ci permette di piacere a Dio, ci porta alla salvezza, ci tiene lontano dal peccato, ci da la vittoria. La fede biblica è basata su Gesù e su Dio, gli oggetti della nostra fede.

Vs.13.  Infatti la promessa di essere erede del mondo non fu fatta ad Abrahamo e alla sua progenie mediante la legge, ma attraverso la giustizia della fede. 

In Galati 3:16 Paolo afferma che il termine “discendenza” deve essere riferito a Cristo, essendo un singolare collettivo e, di conseguenza, a tutto il popolo cristiano (Gal. 3:29). Qui Paolo afferma che la validità della promessa non ha nulla a che fare con la legge, la quale fu data secoli dopo (Gal. 3:17); la promessa è valida “in base alla giustizia che viene dalla fede”.

Vs. 14-17.  Poiché se sono eredi quelli che sono della legge, la fede è resa vana e la promessa è annullata, 15  perché la legge produce ira (cioè porta la punizione a chi non la osserva); infatti dove non c’è legge, non vi è neppure trasgressione. 16  Perciò l’eredità è per fede, in tal modo essa è per grazia, affinché la promessa sia assicurata a tutta la progenie, non solamente a quella che è dalla legge, ma anche a quella che deriva dalla fede di Abrahamo, il quale 17 (come sta scritto: "Io ti ho costituito padre di molte nazioni"), è padre di tutti noi davanti a Dio a cui egli credette, (Abramo credette in Dio e nella Sua parola, per questo la sua fede è biblica) il quale fa vivere i morti e chiama le cose che non sono come se fossero. 

Proverbi 3: 5-10.  Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; 6  riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri. 7  Non ritenerti savio ai tuoi occhi, temi l’Eterno e ritirati dal male; 8  questo sarà guarigione per i tuoi nervi e un refrigerio per le tue ossa. 9  Onora l’Eterno con i tuoi beni e con le primizie di ogni tua rendita; i tuoi granai saranno strapieni e i tuoi tini traboccheranno di mosto. 

Dobbiamo confidare nell’Eterno con tutto il nostro cuore, senza fondarci nella nostra intelligenza; Abramo non ha considerato la promessa di Dio attraverso gli occhi umani (la sua tarda età o quella della moglie), ma con gli occhi della fede.

Vs.18-22. Egli, sperando contro ogni speranza, credette per diventare padre di  molte nazioni secondo ciò che gli era stato detto: "Così sarà la tua progenie". 19  E, non essendo affatto debole nella fede, non riguardò al suo corpo già reso come morto (avendo egli quasi cent’anni), né al grembo già morto di Sara. 20  Neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, 21  pienamente convinto che ciò che egli aveva promesso era anche potente da farlo. 22  Perciò anche questo gli fu imputato a giustizia. 

Galati 2:16 dice che la nostra fede deve unicamente fondarsi sull’opera fatta da Gesù Cristo.

Alcune persone cadono in errore credendo che:

  • la fede sia una forza,

  • dobbiamo avere fede nella nostra fede ( ma la nostra fede è labile, pertanto non possiamo poggiarci su di essa. Inoltre, noi non possiamo considerare possibili o meno le cose in base ai nostri occhi, ma attraverso Dio),

  • pregando ripetutamente qualcosa si ottiene l’avverarsi di tale cosa; (in questo caso la fede non è in Dio, ma in una formula e questa è stregoneria);

  • la fede è il biglietto per una vita facile.

1 Pietro :1-7.  Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4  per un’eredità incorruttibile, incontaminata e immarcescibile, conservata nei cieli per voi 5  che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi. 6  A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un pò di tempo, dovete essere afflitti da varie prove, 7  affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo, 

La nostra fede viene perfezionata e raffinata attraverso le difficoltà, non grazie alla prosperità e al lusso. Questo alla gloria di Gesù Cristo.

Abramo credeva in Dio e non dubitava di lui; Lo lodava in ogni circostanza, anche quando le circostanze lo avrebbero portato a dubitare. 

Filippesi 4:4-7. Rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: Rallegratevi. Bisogna rallegrarsi continuamente nel Signore, sempre 5  La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini; il Signore è vicino. 6  Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. Ringraziamo il Signore delle cose che abbiamo, perché egli è in noi e completerà l’opera che ha cominciato in ognuno. Ci porterà avanti e ci santificherà; si prenderà cura della nostra famiglia e ci mostrerà le sue meraviglie. Il nemico vuole che dubitiamo di Dio e che ci arrendiamo, ma la fede vuole portarci avanti e farci vincere. Se facciamo un passo di fede vediamo la gloria di Dio, come accadde a Pietro che, obbedendo a Gesù, è uscito dalla barca ed ha camminato sulle acque. 7  E la pace  di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.  Conseguenza della nostra vicinanza al Signore è la pace. 

Abramo aveva anche fede nel carattere di Dio (vs.21), ossia nel fatto che Egli realizza le cose che promette. Se ci fidiamo realmente in Dio possiamo fare dei passi di fede.

Dio ha chiesto ad Abramo di sacrificare il proprio figlio, anche se questa richiesta era contraria al carattere di Dio; infatti, Dio ha sempre vietato i sacrifici umani, al punto di chiedere agli israeliti di sterminare i pagani che abitavano nel loro paese perché uccidevano i propri figli per Molec, bruciandoli vivi. Eppure ha chiesto ad Abramo di fare la stessa cosa: sembra una contraddizione; ma Dio, che non avrebbe mai permesso l’attuazione di tale omicidio, ha voluto dimostrarci la grandezza del gesto che avrebbe compiuto un giorno sacrificando per noi Gesù. 

Romani 8:31-34.Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32  Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? 33  Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34  Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. 

Dio ci ha dimostrato che possiamo fidarci di lui perché ci ama grandemente; non ci è possibile dubitare di Lui.

Se vogliamo crescere nella fede dobbiamo leggere la parola di Dio, perché attraverso di essa impariamo a conoscerlo e scopriamo tutte le cose che ha fatto per noi.

Compiere passi di fede aiuta all’accrescimento della stessa. 

2 Timoteo 1:12. Per questo motivo io soffro anche queste cose, ma non me ne vergogno, perché so in chi ho creduto, e sono persuaso (Sicuro) che egli è capace di custodire il mio deposito fino a quel giorno. 


Vs. 23-25. Ora non per lui solo è scritto che questo gli fu imputato, 24  ma anche per noi ai quali sarà imputato, a noi che crediamo in colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, 25  il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.

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