Romani 13

Romani 13:1-6
Craig Quam
Romani 13:8-10
Craig Quam
Romani 13:11-14
Craig Quam

Cap. 13

Nel cap. 12 Paolo ha parlato di come possiamo utilizzare i nostri doni per il fabbisogno di tutti; nel cap. 13 tratta il rapporto tra i credenti e il governo dello stato in cui vivono.

Vs.1.  Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori, poiché non c’è autorità se non da Dio, e le autorità che esistono sono istituite da Dio.

Paolo tratta  tale argomento in quanto la chiesa era composta da ebrei e da gentili, ossia da gruppi aventi mentalità ed usanze differenti. Infatti, la posizione degli ebrei all’interno dell’Impero romano era regolata dagli editti imperiali. Pur essendo un popolo soggetto a Roma, godevano di privilegi alquanto eccezionali, primo fra tutti la possibilità di riunirsi per espletare le pratiche religiose. Il loro credo, ad esempio, stabiliva delle regole riguardo ai cibi, al sabato o alla proibizione  delle immagini sacre, che ai romani sembravano ideologie superstiziose. Ai governatori che si succedettero in Giudea fu proibito di far entrare a Gerusalemme gli stendardi che riproducevano l’immagine dell’imperatore. Per la legge mosaica era proibito ai gentili entrare nei cortili interni del tempio e Roma riconosceva la condanna della pena di morte per chiunque violasse tale divieto, anche se si fosse trattato di un cittadino romano.

I cristiani, siano essi ebrei che gentili, venivano considerati quali un particolare tipo di Ebrei. Talvolta le loro dispute crearono dei subbugli nelle province romane e nella stessa Roma e l’imperatore Claudio, ad esempio, li espulse dalla città.

Già Cristo aveva insegnato il rispetto per le leggi dello stato, anche quando le stesse rivelano di essere molto gravose per i cittadini.

Certamente Dio è apolitico, tuttavia è colui che ha stabilito l’autorità sulla terra, ed ha anche limitato il potere di Satana. Quest’ultimo, infatti, non conosce il piano di Dio, perché altrimenti, in caso contrario, non avrebbe permesso la morte di Cristo, dal momento che essa è ancora oggi l’unica via di salvezza per gli uomini. Satana credeva di colpire Dio in profondità uccidendone il figlio, l’erede, ed invece ha adempiuto alla sua volontà. Comprendere queste cose  deve donare pace al cuore umano, in quanto ogni cosa viene gestita da Dio e fa parte del suo piano.

L’autorità sulla terra è indispensabile per garantire a tutti una vita civile; per questo dobbiamo essere sottomessi ad essa, rispettare le leggi e il codice della strada. Solamente nel momento in cui i decreti sono in conflitto con i comandamenti di Dio, i cristiani devono obbedire al Padre piuttosto che agli uomini (Atti 5:29).

I Corinzi 6:1-8 dissuade i cristiani dal ricorrere in giudizio gli uni contro gli altri, non perché non venga riconosciuta l’autorità dei tribunali civili, quanto perché i figli di Dio sono chiamati a trovare un accordo di pace tra loro e davanti a Dio. Anche se i magistrati sono stati ordinati da Dio, essi non rivestono alcuna autorità all’interno della chiesa.

Vs. 2-3. Perciò chi resiste all’autorità, resiste all’ordine di Dio; e quelli che vi resistono attireranno su di sé la condanna. 3  I magistrati infatti non sono da temere per le opere buone, ma per le malvagie; ora vuoi non temere l’autorità? Fa’ ciò che è bene, e tu riceverai lode da essa, 

Un esempio di questo concetto è in 1 Samuele 24:1-6.  nella vita di Davide e Saul. 

Saul era un re malvagio e perseguitava Davide, il quale, al contrario, si era sempre comportato in modo corretto nei suoi confronti.

1  Quando Saul ritornò dall’inseguimento dei Filistei, gli riferirono: "Ecco, Davide è nel deserto di En-Ghedi". 2  Allora Saul prese tremila uomini scelti da tutto Israele e andò a cercare Davide e i suoi uomini di fronte alle rocce delle capre selvatiche. 3  Arrivato ai recinti di pecore lungo la strada, dove c’era una caverna, Saul vi entrò per fare un bisogno naturale. (Or Davide e i suoi uomini se ne stavano in fondo alla caverna). 4  Gli uomini di Davide gli dissero: "Questo è il giorno in cui l’Eterno ti dice: "Ecco, io ti consegno nelle mani il tuo nemico; fa’ di lui quello che ti piace". Allora Davide si alzò e, senza farsi notare, tagliò il lembo del mantello di Saul. 5  Ma dopo ciò a Davide batté il cuore, perché aveva tagliato il lembo del mantello di Saul. 6  Così disse ai suoi uomini: "Mi guardi l’Eterno dal fare questa cosa al mio signore, all’unto dell’Eterno, dallo stendere la mia mano contro di lui, perché è l’unto dell’Eterno".

Davide ha solamente tagliato un pezzo di stoffa del mantello del suo nemico, eppure si sente colpevole. Dio, infatti, lo reputava un uomo secondo il suo cuore perché rispettoso delle autorità preposte da Dio.

Più avanti nel racconto, Davide ha di nuovo l’opportunità di uccidere Saul.

1 Samuele 26:8-11   Allora Abishai disse a Davide: "Oggi DIO ti ha messo nelle mani il tuo nemico; perciò ti prego, lascia che lo colpisca con la lancia e lo inchiodi a terra con un sol colpo; non ci sarà bisogno di un secondo". 9  Ma Davide disse ad Abishai: "Non ucciderlo, chi infatti potrebbe stendere la mano contro l’unto dell’Eterno senza rendersi colpevole?". 10  Poi Davide aggiunse: "Com’è vero che l’Eterno vive, solo l’Eterno lo colpirà: o perché arriverà il suo giorno e morirà, o perché andrà a combattere e verrà ucciso. 11  L’Eterno mi guardi dallo stendere la mia mano contro l’unto dell’Eterno! Ora, ti prego prendi la lancia che è vicina al suo capo e la brocca dell’acqua e andiamocene". 

Davide era un uomo di fede e lascia a Dio la scelta di vita o di morte su questo governatore malvagio. Come credenti non siamo chiamati a fare proteste contro le decisioni del governo, perché non sarà mai questo il modo giusto per salvare l’Italia, bensì la trasformazione di ogni singolo individuo. Nel Galles, famoso all’inizio del secolo per essere una nazione di beoni e bestemmiatori,  nel 1903 c’è stato un grande risveglio attraverso la predicazione del Vangelo. Conseguenza di tale fatto è stata una trasformazione totale delle persone, fino alla chiusura di tutti i saloons. 

All’inizio l’America è stata benedetta da Dio perché fondata da alcuni credenti; il consiglio di chiesa governava il Paese, in base alla parola di Dio.

Quindi: Dio ci dice di essere sottomessi all’autorità, anche se non concordiamo con la sua linea politica, e di pregare per i capi di governo.

Vs. 4.  perché il magistrato è ministro di Dio per te nel bene; ma se tu fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; poiché egli è ministro di Dio, un vendicatore con ira contro colui che fa il male. 

Il poliziotto porta la pistola al fine di mantenere l’ordine ed intervenire in caso di necessità. Coloro che compiono il male saranno giudicati, raccogliendo il frutto del loro agire.

Chiaramente Paolo attribuisce ai tutori dell’ordine delle azioni punitive che Dio non permette ai cristiani, poiché lo stato viene considerato qualcosa di a sé stante rispetto alla chiesa di Dio.

Vs.5.  Perciò è necessario essergli sottomessi, non solo per timore dell’ira ma anche per ragione di coscienza. 

La sottomissione alle leggi non nasce dalla paura, ma dalla coscienza, ossia dall’obbedienza alla volontà di Dio.

Vs. 6. Infatti per questo motivo pagate anche i tributi, perché essi sono ministri di Dio, dediti continuamente a questo servizio. 

Bisogna pagare le tasse ed è vietato imbrogliare con i tributi.

Vs. 7. Rendete dunque a ciascuno ciò che gli è dovuto: il tributo a chi dovete il tributo, l’imposta a chi dovete l’imposta, il timore a chi dovete il timore, l’onore a chi l’onore. 

Se siamo obbedienti ai comandamenti di Dio, saremo benedetti in ogni cosa. Quindi è necessario pagare le tasse, rispettare le leggi e il codice della strada, perché è giusto.

Vs.8. Non abbiate alcun debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri, perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge. 

Il fatto di non avere debiti non vuol dire che non bisogna stipulare un mutuo per acquistare la casa o la macchina; al contrario significa di pagare i propri debiti, al fine di non espandere una testimonianza negativa.

L’unico debito che dobbiamo avere per tutta la vita è l’amore che dobbiamo nutrire per gli altri. Esso è il reale segno che identifica un cristiano, molto più dei miracoli e dei prodigi, i quali possono essere compiuti anche in virtù di Satana.

1 Corinzi 12:31- 13:10.  Ora voi cercate ardentemente i doni maggiori; Molte persone sono attratte dai segni e dai prodigi, oppure da persone ritenute inviate dal Signore. Il Padre, però, ci dice di fare attenzione e di cercare  la via eccellente, ossia l’amore.

 e vi mostrerò una via ancora più alta. 1  Quand’anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo. 2  E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla. 3  E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova. 4  L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, 5  non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; 6  non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, 7  tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8  L’amore non viene mai meno, ma le profezie saranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza sarà abolita 9  perché conosciamo in parte e profetizziamo in parte. 10  Ma quando sarà venuta la perfezione, allora quello che è solo parziale sarà abolito. 

Molti credenti non credono più all’attualità dei doni pentecostali, in quanto ritengono che, alla luce di questo versetto, siano stati aboliti. Tuttavia è evidente che nel mondo non regna la perfezione, la quale diventerà reale quando Gesù regnerà sulla terra, con potenza, alla fine di ogni cosa.

Paolo dice che chi possiede tutti i doni, ma non prova amore, non ha nulla agli occhi di Dio.

In questi versetti vengono descritte le caratteristiche di molte chiese attuali:

  • parlano in lingue tutte le chiese pentecostali, le quali utilizzano tale mezzo per pregare Dio. Questa caratteristica può diventare negativa e fastidiosa per coloro che non hanno questo dono e che non lo comprendono. Questo dono non basta e deve essere accompagnato da molte altre caratteristiche, quali l’ordine nella vita, la coerenza con la parola di Dio, l’amore.

  • altri enfatizzano le profezie circa gli ultimi tempi, le quali sono solo una parte del messaggio di Dio.

  • altre ancora parlano dei misteri, della vera rivelazione.

  • molte studiano mentalmente la Bibbia, hanno il diploma della scuola biblica e si sentono superiori per questa loro caratteristica.

  • Alcune enfatizzano la parola di fede,

  • Altre l’aspetto umanitario, materiale,

  • Altre ancora ritengono importante la sofferenza  fisica (frustarsi, camminare in ginocchio…).

Tutte questi aspetti sono vani se le azioni non sono accompagnate dall’amore. Essa è la via più alta. Il miracolo più grande che Gesù ha compiuto è stata la sua morte sulla croce, perché in questo modo ha vinto la propria volontà umana, al fine di permettere a tutti gli uomini di arrivare al regno di Dio. Per tre volte ha pregato Dio affinché allontanasse da Lui questo enorme sacrificio; nel frattempo è stato abbandonato dai suoi amici, i quali, invece di vegliare con Lui, si erano addormentati. Se solo lo avesse desiderato, avrebbe potuto chiamare delle legioni di angeli per farsi soccorrere, ma ha scelto di donarsi per tutti gli uomini. In questo modo è stato perdonato anche quel centurione che, dopo aver partecipato alla crocifissione di Cristo, di fronte al cielo oscurato e allo strapparsi del telo posto nel luogo santissimo del tempio, ha capito che Gesù era il figlio di Dio.

Il Padre ci chiama a seguire l’esempio di Gesù, a comportarci come Lui ed a seguire le sue orme. Spinti da un amore vero, dobbiamo consolare il fratello in difficoltà, aiutarlo e sollevarlo, perché se non amiamo il fratello che è sotto i nostri occhi, difficilmente potremo amare un Dio invisibile.

Giovanni 13:34-35.   Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, anche voi amatevi gli uni gli altri. 35  Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri".

Vs. 9-10.  Infatti questi comandamenti: "Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dir falsa testimonianza, non desiderare", e se vi è qualche altro comandamento, si riassumono tutti in questo: "Ama il tuo prossimo come te stesso". 10  L’amore non fa alcun male al prossimo; l’adempimento dunque della legge è l’amore. 

Sul ritorno di Cristo.

Paolo dice di svegliarci, perché attorno a noi sono evidenti i segni dell’imminente ritorno di Cristo.

Vs. 11.  E questo tanto più dobbiamo fare, conoscendo il tempo, perché è ormai ora che ci svegliamo dal sonno, poiché la salvezza ci è ora più vicina di quando credemmo. 

Questa lettera è stata scritta circa 2000 anni fa, ma le esortazioni e i concetti in essa contenuti sono attuali ancora oggi, e indirizzati ad ogni singolo credente; anzi, se a quel tempo Paolo affermava che la salvezza era vicina, tanto più lo è oggi!

Per questo non dobbiamo lasciarci addormentare da Satana e darci da fare per il Signore in questo momento.

Giacomo 4:13-14.  E ora a voi che dite: "Oggi o domani andremo nella tale città, e vi dimoreremo un anno, commerceremo e guadagneremo", 14  mentre non sapete ciò che accadrà l’indomani. Cos’è infatti la vostra vita? In verità essa è un vapore che appare per un po’ di tempo, e poi svanisce. 

Non dobbiamo pensare di avere davanti a noi ancora tanti anni da vivere; la nostra certezza è l’oggi, e per questo va vissuto pienamente.

E’ vero che grazie alla nuova nascita siamo salvati, tuttavia dovremo rendere conto a Dio di tutto il tempo che abbiamo sprecato e di tutte le opere che abbiamo compiuto: in base ad esse riceveremo la ricompensa.

Vs. 12.  La notte è avanzata e il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. 

Se non parliamo di Gesù ai nostri conoscenti, sprechiamo del tempo, il quale svanisce come un vapore. Dobbiamo scuoterci. Ogni giorno al telegiornale parlano di Israele, di Gerusalemme, secondo le promesse di Dio circa gli ultimi tempi.

Zaccaria 12:2-3.  "Ecco, io farò di Gerusalemme, una coppa di stordimento per tutti i popoli circostanti; verranno pure contro Giuda, quando cingeranno d’assedio Gerusalemme. 3  In quel giorno avverrà che io farò di Gerusalemme una pietra pesante per tutti i popoli; tutti quelli che se la caricheranno addosso saranno interamente fatti a pezzi, anche se tutte le nazioni della terra fossero radunate contro di lei. 

Questa profezia è stata scritta migliaia di anni fa, eppure sembra la cronaca quotidiana dei nostri telegiornali. Americani, palestinesi, israeliti, europei, stanno ideando dei piani di pace attraverso l’ONU, eppure non è ancora possibile un accordo.

Infatti Dio aveva profetizzato che Gerusalemme sarebbe stata una coppa inebriante per tutte le nazioni: questo è esattamente ciò che è sotto i nostri occhi. Un terzo di tutte le deliberazioni dell’ONU, dalla sua costituzione ad oggi, riguarda i problemi di Israele, uno stato piccolissimo rispetto al mondo, eppure così presente nella scena mondiale in tutto l’arco della storia.

1 Tessalonicesi  4:13-5:1-11.   Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono(è un modo figurato per indicare coloro che sono morti), affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. 

Le persone hanno paura di fronte ad avvenimenti che non riescono a spiegarsi:terremoti, la sars, il tempo meteorologico che sembra impazzito rispetto al passato…I credenti, invece, sanno di dover guardare a Dio, ossia alla loro speranza per l’eternità. Gesù ha detto che di fronte a tali fatti inspiegabili è necessario guardare verso l’alto, perché la redenzione del credente è vicina. Non è tempo di dormire o di scoraggiarsi, bensì è il momento di guardare a Dio e dirgli di tornare presto.

14  Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati. 15  Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati 16  perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo e con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 17  poi noi viventi, che saremo rimasti saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; così saremo sempre col Signore. 18  Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole.

La Bibbia insegna chiaramente che il nostro futuro è in cielo con Dio, e questo deve essere per noi fonte di consolazione.

1  Ora, quanto ai tempi e alle stagioni, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva, 2  poiché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. 3  Quando infatti diranno: "Pace e sicurezza", allora una subitanea rovina cadrà loro addosso, come le doglie di parto alla donna incinta e non scamperanno affatto. 4  Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno vi sorprenda come un ladro. 

Il giorno del Signore arriverà all’improvviso per i non convertiti, mentre i credenti saranno preparati a tale evento, essendo stati aperti loro gli occhi dalla rivelazione di Dio. Nessuno conosce il giorno e l’ora del ritorno di Cristo, tuttavia la Bibbia ci rende eruditi circa i segni che precederanno tale fatto.

Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. 6 Perciò non dormiamo come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri. 7  Infatti coloro che dormono, dormono di notte, e coloro che s’inebriano, s’inebriano di notte. 8  Ma noi, poiché siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore, e preso per elmo la speranza della salvezza. 9  Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, 10  il quale è morto per noi perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. 11  Perciò consolatevi gli uni gli altri ed edificatevi l’un l’altro, come già fate.

Paolo ci incita a vegliare, prendendo tale impegno davanti a Dio.

Il vs 12 può essere inteso metaforicamente come la fine imminente del regno delle tenebre e del dominio di Satana, soppiantato per l’eternità dall’avvento di quello della giustizia di Cristo. Per questo siamo esortati a liberarci dai domini della carne, perché il suo tempo è alla fine, e a consacrare il nostro tempo e la nostra vita a Dio e alla preghiera.

Vs. 13.  Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie. 

Il mondo di oggi è molto immorale, ma da queste cose dobbiamo difenderci.

Vs. 14.  Ma siate rivestiti del Signor Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le sue concupiscenze. 

Questa è la chiave che ci porta ad una vita di santità, di vittoria, di gioia, di pace, a rivestirci totalmente di Gesù Cristo, al fine di dichiarare come Paolo di non essere più noi che viviamo, ma Cristo in noi; Egli comanda la nostra vita e la conduce.

Spogliamoci delle opere delle tenebre e della nostra carnalità, in quanto essa è in antitesi con lo Spirito che vive in noi.

Non prendersi cura della carne vuol dire non darle spazio, ossia evitare tutti quegli atteggiamenti che possono farci cadere in tentazione. Genesi ci dice di separare anche nella nostra vita ciò che è delle tenebre e ciò che appartiene a Dio, ponendo una linea di demarcazione e sforzandoci di rispettarla. Infatti, se diamo a Satana anche un piccolo spazio in noi, egli cercherà in tutti i modi di espandersi ed invadere aree della nostra vita sempre più grandi. Prendiamo ogni giorno la nostra croce, ossia dedichiamo a Dio la nostra esistenza e dichiariamo morta la nostra vecchia vita.

Il dominio della notte è quasi finito, il Signore sta tornando e deve trovarci pronti, svegli, dediti alla comunione con Lui.

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