Romani 11
Cap. 11
Anche in questo capitolo Paolo parla del piano di Dio circa Israele:
nel cap. 9 parla del comportamento di Dio nel passato, nel 10 nel presente (età della chiesa), nell’11 nel futuro.
La salvezza è per tutti gli uomini, ma Dio ha un piano per Israele anche circa il futuro. Infatti, non ha dimenticato il suo popolo, anche se ha espanso la salvezza a tutta la gente.
In tutto il cap. 10 Paolo ha parlato della grazia. Ora, invece, desidera comunicare ai fratelli romani i propri sentimenti per il popolo di Israele. Paolo era un ebreo, un rabbino, un uomo fariseo e molto religioso; aveva studiato con Gamaliele, era molto zelante ed in passato anche orgoglioso quando aveva visto la persecuzione colpire i cristiani. Oggi che è un apostolo, è orgoglioso del fatto di essere ebreo, anche perché, proprio per questo motivo, è stato usato da Dio per la conversione dei gentili.
Vs.1-3. Dico dunque: Dio ha forse ripudiato il suo popolo? No di certo! Perché anch’io sono Israelita, della discendenza d’Abraamo, della tribù di Beniamino. Quando Paolo scrive, sono trascorsi circa 50 anni dalla crocifissione di Cristo; forse, pensa Paolo, i gentili si sentivano migliori degli ebrei, in quanto questi ultimi avevano rifiutato Cristo. Per questo l’apostolo vuole smorzare il sentimento anti-semita. 2 Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha riconosciuto già da prima. Non sapete ciò che la Scrittura dice a proposito di Elia? Come si rivolse a Dio contro Israele, dicendo:
3«Signore, hanno ucciso i tuoi profeti, hanno demolito i tuoi altari, io sono rimasto solo e vogliono la mia vita»?
Per quanto Israele sia stato disobbediente, Dio non ha mai cancellato il proprio disegno di salvezza.
Paolo è la prova vivente del fatto che Dio vuole la salvezza degli Israeliti, i quali erano presenti anche nelle chiese primitive. La porta è aperta per qualunque ebreo che accetta Gesù quale proprio salvatore.
Al tempo di Elia, i popolo ebraico ha seguito Baal, sotto re Acab e la regina Jezebel; essi hanno istigato i fedeli a lasciare il proprio Dio per seguirne uno pagano. Allora il profeta Elia ha sfidato 450 profeti di Baal in una competizione: entrambe le parti hanno edificato un altare al proprio Dio, loro a Baal, lui all’Eterno, per vedere quale Dio avrebbe risposto. Erano 450 persone contro una. I profeti di Baal pregano il loro dio, ma nulla accade. Allora Elia si prende gioco di loro, dicendo che forse Baal era impegnato, sordo o distratto. I seguaci di Baal arrivano al punto di tagliarsi per versare il proprio sangue sull’altare, ma nulla accade. L’altare a Baal viene distrutto.
Elia ricostruisce l’altare, vi mette un sacrificio e fa costruire un canale, ove vengono versate 4 botti d’acqua. Elia comincia a pregare e chiede a Dio di mostrarsi. Un fuoco scende dal cielo e consuma l’altare, le pietre e l’acqua: di fronte a tale visione, la gente si spaventa e accetta Dio. I 450 falsi profeti vengono uccisi.
Questa è la storia che Paolo racconta ai romani. Elia credeva di essere l’unico a seguire Dio, ma, quando lo dice al Signore, Egli risponde che altre 7000 persone non si erano inchinate a Baal.
Vs.4-5. Ma che cosa gli rispose la voce divina? «Mi sono riservato settemila uomini che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal». (I Re 19:18) 5 Così anche al presente, c’è un residuo eletto per grazia.
Anche al tempo di Paolo c’erano degli ebrei che avevano creduto in Cristo e che costituivano un residuo che il Signore aveva tenuto per sé. Essi non sono salvati mediante la legge, come credenza ebraica, ma per la grazia.
Anche oggi esiste un residuo che segue il Signore e per questo è salvato.
Paolo desidera che i gentili comprendano questo piano di salvezza destinato ad Israele e che amino i propri fratelli. Tale messaggio riguarda i gentili di allora e anche noi oggi. Infatti, dal 1948 Israele si è ricomposta come nazione e nel 1967 Gerusalemme è divenuta di nuovo capitale.
Vs.6. Ma se è per grazia, non è più per opere; altrimenti, la grazia non è più grazia.
La grazia e le opere sono qualcosa di antitetico: una esclude l’altra. Non è possibile essere salvati per grazia e per opere. Questo è quanto Paolo dice anche ai Galati, ai quali un gruppo di ebrei predicava anche la circoncisione e l’adesione ad altri canoni della legge, allo scopo di ottenere la salvezza.
Galati 5: 1-6. State dunque saldi nella libertà con la quale Cristo ci ha liberati, e non siate di nuovo ridotti sotto il giogo della schiavitù. (la legge) Ecco, io, Paolo, vi dico che se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla. 3 E daccapo attesto ad ogni uomo che si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta la legge. 4 Voi, che cercate di essere giustificati mediante la legge, vi siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia. 5 Noi infatti in Spirito, mediante la fede, aspettiamo la speranza della giustizia, 6 poiché in Cristo Gesù né la circoncisione, né l’incirconcisione hanno alcun valore, ma la fede che opera mediante l’amore.
Molti giudei hanno creduto in Cristo, e fra questi vi è Paolo. L’indurimento del cuore giudaico ha fatto sì che le benedizioni del Vangelo fossero estese con maggiore celerità ai gentili. In Atti si vede come il rifiuto sistematico dell’offerta di salvezza da parte dei giudei abbia fornito agli apostoli l’occasione di presentare la medesima offerta ai gentili.
Vs.7-12. Che dunque? Quello che Israele cerca, non lo ha ottenuto; mentre lo hanno ottenuto gli eletti; e gli altri sono stati induriti, 8 com’è scritto: «Dio ha dato loro uno spirito di torpore, occhi per non vedere e orecchie per non udire, fino a questo giorno». 9 E Davide dice: «La loro mensa sia per loro una trappola, una rete, un inciampo e una retribuzione. 10 Siano gli occhi loro oscurati perché non vedano e rendi curva la loro schiena per sempre». 11 Ora io dico: sono forse inciampati perché cadessero? No di certo! Ma a causa della loro caduta la salvezza è giunta agli stranieri per provocare la loro gelosia. 12 Ora, se la loro caduta è una ricchezza per il mondo e la loro diminuzione è una ricchezza per gli stranieri, quanto più lo sarà la loro piena partecipazione!
Questi versetti sono molto importanti perché qui Paolo ci spiega il motivo per il quale gli ebrei hanno rigettato Gesù, il Messia, il figlio di Dio, atteso fin dai tempi di Mosè. Al vs. 7 è detto che Gerusalemme non ha ottenuto ciò che cercava: chi ha accettato ha avuto, gli altri sono stati induriti. Dio ha compiuto questo, colpendo con la cecità gli ebrei. Dio li ha resi ciechi perché la grazia di Dio potesse essere versata sui gentili; ha sacrificato il suo popolo per dare la vita ai gentili.
Dio aveva già profetizzato la caduta degli israeliti, quando hanno rigettato il Messia. Quindi ha aperto il proprio piano salvifico a tutti. Ora Dio chiama tutti gli uomini al ravvedimento e gli ebrei saranno gelosi. Il tempio di Dio è stato distrutto ed è nata una chiesa che ha una viva relazione col Signore; ogni cristiano è il tempio di Dio, la sua dimora e una pietra vivente.
In noi c’è la certezza della vita eterna perché sappiamo che chi crede in Gesù la ottiene per grazia; è una certezza e non una mera speranza.
1Giovanni 1:8-9. Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.
Non solo per quanto riguarda la vita eterna, ma anche nel nostro quotidiano cammino cristiano sappiamo con certezza di essere perdonati da Dio; non solo questo, ma anche purificati.
Giovanni 14:1-3. "Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me. 2 Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, ve lo avrei detto; io vado a prepararvi un posto. 3 E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi.
Questa è una promessa fattaci da Gesù e per questo motivo ne dobbiamo essere certi.
Romani 8:32. Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?
Dio ha confermato le sue promesse mediante il sangue di suo figlio, per questo non dobbiamo dubitare di nessuna parola.
Il ritorno di Gesù.
Israele è l’orologio profetico di Dio perché è sufficiente guardare la storia di questo stato per comprendere a che punto siamo nella storia dell’umanità.
Dio sta usando la chiesa per suscitare la gelosia nel popolo israelita, nel vedere che il Signore ha stabilito con “i gentili” un rapporto personale e profondo, migliore di quello che gli stessi israeliti hanno.
Vs.11-18. Io dico dunque: Hanno inciampato perché cadessero? Così non sia; ma per la loro caduta la salvezza è giunta ai gentili per provocarli a gelosia. 12 Ora, se la loro caduta è la ricchezza del mondo e la loro diminuzione la ricchezza dei gentili, quanto più lo sarà la loro pienezza? 13 Infatti io parlo a voi gentili, in quanto sono apostolo dei gentili; io onoro il mio ministero, 14 per provare se in qualche maniera posso provocare a gelosia quelli della mia carne e salvarne alcuni. 15 Infatti, se il loro rigetto è la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non la vita dai morti? 16 Ora, se le primizie sono sante, anche la massa è santa; e se la radice è santa, anche i rami sono santi. 17 E se pure alcuni rami sono stati troncati, e tu che sei olivastro sei stato innestato al loro posto e fatto partecipe della radice e della grassezza dell’olivo, 18 non vantarti contro i rami, ma se ti vanti contro di loro ricordati che non sei tu a portare la radice, ma è la radice che porta te.
Alla fine dei tempi, tutto Israele si unirà al Messia, la cecità sarà rimossa da loro e una pioggia di benedizioni cadrà su tutto il popolo scelto da Dio: l’adempimento di ciò è previsto dal piano di Dio, il quale ha consacrato Israele quale popolo eletto, radice di un albero santo. I gentili sono stati innestati nel popolo di Dio e incorporati a Dio stesso.
Paolo paragona Israele ad un olivo, un albero dalle grandi radici e dal tronco poderoso. Da esso Cristo ha troncato alcuni rami, li ha messi da parte, e ad al posto di essi ha innestato i gentili. Essi prima erano rami selvatici, ma ora possono ricevere la ricchezza di Dio perché divenuti a pieno titolo parti dell’olivo. Per questo i gentili non devono guardare con alterigia i rami tolti, pensando che essi siano dei rifiuti, rigettati da Dio; infatti devono ricordare che l’albero che ci ospita ci da la vita e la salvezza di Dio in eterno.
Paolo ricorda ai gentili di essere stati innestati nella pianta “Israele” e che il cristianesimo non ha abolito il giudaismo, anzi ne è la completezza. Infatti, i giudei credono solamente nel vecchio testamento ed attendono ancora la prima venuta del Messia.
Paolo ricorda ai gentili di far parte di una pianta che ha le radici in Abramo, padre della fede, il cui tronco è Israele e nella quale siamo stati innestati. Per questo non siamo noi Israele, ma il perfezionamento del piano di Dio; in base alla teoria della nuova Israele molte persone sono state uccise durante il medioevo (periodo dell’inquisizione), musulmani, gentili, ebrei, in quanto non volevano convertirsi al cattolicesimo. Ancora oggi al Vaticano c’è una stanza simile al luogo santissimo, contenente un modellino che riproduce la basilica di S. Pietro protetta dalle ali dei cherubini, poste in modo simile all’arca di Dio.
Ma Paolo ci dice di non ritenerci gli eletti, i perfetti, i detentori della sana dottrina, perché chiunque possiede dentro di sé la parola di Dio ha la salvezza. Siamo solo stati innestati in una pianta già esistente, la quale possedeva in esclusiva la benedizione di Dio. A quel tempo chi si convertiva (es. Ruth) diveniva Israelita; ma oggi, grazie a questo innesto, anche i gentili possono godere della benedizione data alla stirpe di Abramo. Di questo non bisogna vantarsi, perché è un dono di Dio e qualcosa che egli può ritrarre da noi a proprio giudizio. E Dio taglierà in modo netto chi non segue Gesù.
Galati 5:2-4. Ecco, io, Paolo, vi dico che se vi fate circoncidere, Cristo non vi gioverà nulla. 3 E daccapo attesto ad ogni uomo che si fa circoncidere che egli è obbligato ad osservare tutta la legge. 4 Voi, che cercate di essere giustificati mediante la legge, vi siete separati da Cristo; siete scaduti dalla grazia.
Chi crede di essere salvato per le proprie opere è scaduto dalla grazia e reciso dalla pianta di Dio. Solo per grazia possiamo essere salvati e per questo non possiamo vantarci di nulla.
Dio è la nostra radice e ci dà la vita: non abbiamo alcun merito e di nulla possiamo vantarci.
Ancora oggi Israele è per Dio un popolo speciale e negli ultimi tempi volgerà nuovamente verso di lei il suo sguardo. Siamo alla porta di questa profezia.
Vs.19-32. Forse dunque dirai: "I rami sono stati troncati, affinché io fossi innestato". 20 Bene; essi sono stati troncati per l’incredulità e tu stai ritto per la fede; non insuperbirti, ma temi. 21 Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te. 22 Vedi dunque la bontà e la severità di Dio: la severità su quelli che sono caduti, e la bontà verso di te, se pure perseveri nella bontà, altrimenti anche tu sarai reciso. 23 E anche essi, se non perseverano nell’incredulità, saranno innestati, perché Dio è potente da innestarli di nuovo. 24 Infatti, se tu sei stato tagliato dall’olivo per natura selvatico e innestato contro natura nell’olivo domestico, quanto più costoro, che sono rami naturali, saranno innestati nel proprio olivo. 25 Perché non voglio, fratelli, che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi in voi stessi, che ad Israele è avvenuto un indurimento parziale finché sarà entrata la pienezza dei gentili, 26 e così tutto Israele sarà salvato come sta scritto: "Il liberatore verrà da Sion, e rimuoverà l’empietà da Giacobbe. 27 E questo sarà il mio patto con loro quando io avrò tolto via i loro peccati". 28 Quanto all’evangelo, essi sono nemici per causa vostra, ma quanto all’elezione, sono amati a causa dei padri 29 perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento. 30 Come infatti pure voi una volta foste disubbidienti a Dio, ma ora avete ottenuta misericordia per la disubbidienza di costoro, 31 così anche costoro al presente sono stati disubbidienti affinché, per la misericordia a voi fatta, anch’essi ottengano misericordia. 32 Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza, per far misericordia a tutti. 33 O profondità di ricchezze, di sapienza e di conoscenza di Dio! Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e inesplorabili le sue vie! 34 "Chi infatti ha conosciuto la mente del Signore? O chi è stato suo consigliere? 35 O chi gli ha dato per primo, sì che ne abbia a ricevere la ricompensa?". 36 Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.
Non vantiamoci della nostra posizione nei confronti di Dio, perché essa è un dono immeritato; non pensiamo che Dio abbia dimenticato il suo popolo eletto perché per lui ha ancora un piano ben preciso. Quando la pienezza dei gentili sarà arrivata alla salvezza, Dio tornerà ad occuparsi degli israeliti.
La pienezza dei gentili non va confusa con i tempi dei gentili, di cui parla Luca:
Luca 21:20-24. "Ora, quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che allora la sua desolazione è vicina. 21 Allora, coloro che sono nella Giudea fuggano sui monti; e coloro che sono in città se ne allontanino; e coloro che sono nei campi non entrino in essa. 22 Poiché questi sono giorni di vendetta, affinché tutte le cose che sono scritte siano adempiute. 23 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni, perché vi sarà grande avversità nel paese e ira su questo popolo. 24 Ed essi cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutte le nazioni; e Gerusalemme sarà calpestata dai gentili, finché i tempi dei gentili siano compiuti".
Alcune di queste cose si sono già adempiute nel 70 d.C., mentre altre ancora devono avvenire.
Gli eserciti si sono già scagliati contro Israele usando la spada: a Roma l’arco di Tito racconta l’asportazione del tesoro del tempio e la distruzione di Israele.
Il vs. 24 parla della prigionia degli israeliti e la loro dispersione in tutto il mondo: fatti accaduti. Perfino in India e in Cina ci sono le sinagoghe, perché il popolo di Israele è andato ovunque.
Nel 48 è nato nuovamente lo stato di Israele: Dio aveva detto che negli ultimi tempi avrebbe raccolto nuovamente il suo popolo e lo avrebbe riportato nella sua terra. Tale fatto storico ha provocato guerre infinite con i palestinesi, i quali rivendicano tale territorio. Il fatto è stupefacente in quanto tale terra è un deserto e non possiede nulla di accattivante; ma in essa c’era il tempio di Dio.
Nessun popolo della terra si è ricomposto una volta che è stato disperso (babilonesi, persiani,… non esistono più). Ma Israele, pur essendo scomparso, si è ricostruito ed è tornato in vita nel ’48.
Nel 1967 Ben Gurion, generale dell’esercito israeliano, ha conquistato Gerusalemme e davanti al muro del pianto ha citato un versetto del vecchio testamento che dice che negli ultimi tempi il popolo di Israele sarebbe tornato a Gerusalemme.
Biblicamente dal ‘67 i tempi dei gentili sono finiti, in quanto essi hanno perso il controllo su Gerusalemme.
Luca 21:25-28. "E vi saranno dei segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli, nello smarrimento al fragore del mare e dei flutti; 26 gli uomini verranno meno dalla paura e dall’attesa delle cose che si abbatteranno sul mondo, perché le potenze dei cieli saranno scrollate. 27 Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nuvola con potenza e grande gloria. 28 Ora, quando queste cose cominceranno ad accadere, guardate in alto e alzate le vostre teste, perché la vostra redenzione è vicina".
Gesù ha predetto queste cose: quando non vedrete più Gerusalemme calpestata dai gentili, i quali avevano il controllo su di lei, guardate in alto perché il Signore sta per tornare. Ora, infatti, la terra di Israele non è più in mano ai gentili, ma al popolo eletto. Quindi, i tempi dei gentili sono finiti. Per questo motivo è bene guardare in alto, verso le cose celesti, staccandoci dalla nostra realtà quotidiana, perché Gesù sta per tornare.
Luca 17:26-36. E, come avvenne ai giorni di Noè, così avverrà anche nei giorni del Figlio dell’uomo. 27 Le persone mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio e li fece perire tutti. 28 Lo stesso avvenne anche ai giorni di Lot: la gente mangiava, beveva, comperava, vendeva, piantava ed edificava; 29 ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma, piovve dal cielo fuoco e zolfo e li fece perire tutti. 30 Così sarà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo sarà manifestato. 31 In quel giorno chi si troverà sul tetto della casa, non scenda in casa a prendere le sue cose; così pure chi si troverà nei campi, non torni indietro. 32 Ricordatevi della moglie di Lot, 33 Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la salverà. 34 Io Vi dico: In quella notte due saranno in un letto; l’uno sarà preso e l’altro lasciato, 35 Due donne macineranno insieme; l’una sarà presa e l’altra lasciata. 36 Due uomini saranno nei campi; l’uno sarà preso e l’altro lasciato".
Gesù parla del suo ritorno e delle cose che si verificheranno.
Nei giorni di Noè e di Lot c’era l’omosessualità: anche oggi è così e gli omosessuali fanno dei cortei, a dispetto del cristianesimo. Siamo tornati nei tempi di Lot e impera la perversione. Gesù ci ha detto che quando tornerà troverà la terra come ai tempi di Lot.
Una cosa positiva che deriva da questi esempi è il fatto che sia Lot che Noè sono stati portati in salvo prima della distruzione; infatti crediamo che anche la chiesa verrà rapita prima che l’ira di Dio si riversi sulla terra.
Forse soffriremo la persecuzione, come Noè e Lot, ma Dio ci risparmierà il suo giudizio.
Gesù parla dei segni degli ultimi tempi. In Romani Paolo parla dei tempi di Dio: prima c’era Israele, poi la chiesa è stata innestata in essa, poi negli ultimi tempi, quando anche l’ultimo sarà salvato, tutta l’attenzione di Dio tornerà su Israele.
2 Tessalonicesi 2:1-4. Or vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo e al nostro adunamento con lui, 2 di non lasciarvi subito sconvolgere nella mente nè turbare o da spirito, o da parola, o da qualche epistola come se venisse da parte nostra, quasi che il giorno di Cristo sia già venuto. 3 Nessuno v’inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e prima che sia manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, 4 l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato dio o oggetto di adorazione, tanto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio.
Alcune persone asserivano che il rapimento della chiesa era già avvenuto, e che la chiesa di Tessalonica non era stata presa. Questa openione sconvolgeva i fratelli del luogo.
Allora Paolo afferma che prima del rapimento della chiesa devono avvenire tre cose:
1. l’apostasia della chiesa (questo è già accaduto: molte chiese evangeliche si uniscono con persone che non rispettano la parola di Dio; pertanto cercano contatti con i buddisti, con i cattolici, fanno pellegrinaggi…è la new age. Si è formato un grande movimento ecumenico che non guarda alle dottrine discostanti e cerca solo la fratellanza; ma non siamo tutti fratelli: solo chi ha la sana dottrina lo è, gli altri sono apostati, ossia sviati dalla verità. La chiesa evangelica riconosce i matrimoni omosessuali: ciò va contro gli insegnamenti di Dio; se siamo il sale di Dio dobbiamo bruciare nelle ferite e gridare dove si vedono gli errori: guai a noi se non bruciamo e se non diamo fastidio al mondo, perché questo è il compito che lo spirito ci fa compiere. Non vanno bene i compromessi perché essi non portano al regno di Dio; omosessuali, adulteri, fornicatori non erediteranno il regno di Dio.
2. L’anticristo sarà manifestato al ritorno di Cristo; ci sarà un governo mondiale: oggi si parla del governo dell’ONU, il quale deve prendere le decisioni per tutti. L’anticristo sarà nella scena politica mondiale e avrà un gran potere. Il mondo oggi sta andando verso queste cose, per avere la pace.
3. Il tempio di Dio sarà riedificato a Gerusalemme; oggi a Israele stanno pensando come riedificarlo e stanno studiando la genealogia per capire chi appartiene alla tribù di Levi, al fine di prepararli per il sacerdozio. Per gli ebrei questi 2000 anni hanno visto dei culti incompleti perché mancanti del tempio, nel quale offrire i sacrifici. Per questo non offrono più i sacrifici. Essi vogliono il loro tempio più di ogni altra cosa. Quindi quando lo vedremo in costruzione sapremo che il ritorno di Cristo è alle porte.
1 Tessalonicesi 5:1-4. Ora, quanto ai tempi e alle stagioni, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva, 2 poiché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. 3 Quando infatti diranno: "Pace e sicurezza", allora una subitanea rovina cadrà loro addosso, come le doglie di parto alla donna incinta e non scamperanno affatto. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno vi sorprenda come un ladro.
Il 2003 ha visto la guerra in Iraq, ma non bisogna temere perché tutto è sotto il controllo di Dio. Si parla tanto di pace e tantissime bandiere vengono esposte.Molti sperano che George Bush li liberi da Saddam Ussein, ma l’unica liberazione a cui dobbiamo aspirare è quella ad opera di Cristo, quando Egli tornerà e regnerà per 1000 anni.
Preghiamo per la pace ad Israele e Dio ci benedirà. Infatti, in Genesi 12 Dio dice ad Abramo che benedirà coloro che lo benediranno e maledirà coloro che lo malediranno: amiamo il popolo ebraico e benediciamolo nel nostro cuore.