Romani 10
Cap. 10
Vs. 1-2. Fratelli, il desiderio del mio cuore e la preghiera che rivolgo a Dio per Israele è per la sua salvezza. 2 Rendo loro testimonianza infatti che hanno lo zelo per Dio, ma non secondo conoscenza.
Gli ebrei erano molto zelanti, ma questo non bastava per ottenere la salvezza. Oggi molti pensano che la vita eterna sia ottenibile attraverso qualunque religione, l’importante è la sincerità del cuore umano. Ma Paolo dice che la sincerità non è sufficiente, perché ciò che salva è solo la fede nel figlio di Dio. Per questo prega per la salvezza di Israele, in quanto, pur essendo molto zelanti, non hanno la conoscenza. Egli può comprenderli totalmente, essendo stato esattamente uguali a loro.
Del proprio zelo egli parla più volte: essendo stato strettamente legato alle tradizioni del suo popolo, era devoto allo studio e alla pratica della religione ebraica. In virtù del proprio zelo, egli tormentò per lungo tempo e con tenacia la chiesa primitiva appena nata (v. Galati 1:13-14; Filippesi 3:6).
Galati 1:13-14. Avete infatti udito quale fu un tempo la mia condotta nel giudaismo, come perseguitavo con grande ferocia la chiesa di Dio e la devastavo, 14 E progredivo nel giudaismo più di molti coetanei tra i miei connazionali, essendo estremamente zelante nelle tradizioni dei miei padri.
Filippesi 3:6. quanto allo zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile,
La pietra angolare posta da Dio, per lui era realmente “una pietra d’inciampo”, fino a quando non gli si sono aperti gli occhi ed egli, convertito a Cristo, ha cambiato orientamento alla propria vita. Da allora il suo zelo è servito per magnificare Cristo nella sua predicazione e con la sua vita, e lo ha spinto a parlare agli altri di Gesù perché Lo conoscano.
Vs. 3. Poiché ignorando la giustizia di Dio e cercando di stabilire la propria giustizia non si sono sottoposti alla giustizia di Dio
Tramite la legge gli israeliti cercavano di stabilire la giustizia di Dio, ma tale fatto è impossibile. Dio ha stabilito qual’è l’unico modo che ci permette la giustificazione, e non passa attraverso le nostre opere: è Gesù, la via, la verità e la vita, l’unica via che conduce al Padre.
Quando l’uomo cerca una via attraverso le proprie forze è destinato al fallimento; ad es. la costruzione della torre di Babele, la quale doveva essere talmente alta da raggiungere il Dio altissimo. Ma Dio l’ha distrutta.
Vs. 4. perché il fine (= lo scopo) della legge è Cristo, per la giustificazione di ognuno che crede.
I salvati non sono più sotto la legge.
Galati 3:21-25. La legge è dunque contraria alle promesse di Dio? Così non sia; perché se fosse stata data una legge capace di dare la vita, allora veramente la giustizia sarebbe venuta dalla legge. 22 Ma la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, affinché fosse data ai credenti la promessa mediante la fede di Gesù Cristo. 23 Ora, prima che venisse la fede noi eravamo custoditi sotto la legge, come rinchiusi, in attesa della fede che doveva essere rivelata. 24 Così la legge è stata nostro precettore per portarci a Cristo, affinché fossimo giustificati per mezzo della fede. 25 Ma, venuta la fede, non siamo più sotto un precettore.
Lo scopo della legge era quello di portarci a Cristo, perché attraverso di essa non potremmo mai raggiungere lo standard di Dio. Per questo, inchinandoci alla croce di Cristo avremo la vita eterna.
2 Corinzi 5:20-21. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui.
Gesù è l’agnello purissimo, senza peccato, ha adempiuto la legge in ogni momento della sua vita. Ha preso su di sé i nostri peccati, affinché noi potessimo diventare la giustizia di Dio.
Cristo non è venuto ad abolire la legge, bensì a portarla a compimento, in quanto incarnava la giustizia perfetta richiesta dalla legge.
Matteo 5:17. "Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento.
Grazie a Gesù tutti coloro che sono “in Cristo” sono ritenuti “giusti” da Dio padre, come se fossero stati in grado di adempiere ad ogni punto della legge.
Quindi: se la legge ci ha portato a Cristo, nella nostra vita non esistono più regole a cui sottometterci, perché lo scopo della legge ha trovato il suo compimento.
Paolo dimostra che fin dai tempi di Mosè era impossibile adempiere ad ogni punto della legge, secondo le possibilità umane.
Vs. 5. Mosé infatti descrive così la giustizia che proviene dalla legge: "L’uomo che fa quelle cose, vivrà per esse". (Levitico 18:5)
Infatti, l’unico uomo che è stato in grado di osservare la legge punto per punto è Cristo.
Giacomo 2:10-11. Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti. 11 Poiché colui che ha detto: «Non commettere adulterio», ha detto anche: «Non uccidere». Quindi, se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge.
Giacomo sembra un po’ legalista perché, ad esempio, dice che senza le opere la fede è vana. Tuttavia egli non intende insegnare che la salvezza viene dalle opere, bensì afferma che da una fede genuina derivano determinate azioni a conferma della conversione.
Paolo in Galati dichiara che se potessimo essere giustificati per le nostre opere, tramite la legge, la morte di Cristo sarebbe vana. Ma la sua venuta sulla terra dimostra proprio la necessità del suo sacrificio, al fine di dare alle persone una via per giungere alla vita eterna.
Vs.6-8. Ma la giustizia che proviene dalla fede dice così: "Non dire in cuor tuo: Chi salirà in Cielo?". Questo significa farne discendere Cristo. 7 Ovvero: "Chi scenderà nell’abisso?". Questo significa far risalire Cristo dai morti. 8 Ma che dice essa? "La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore". Questa è la parola della fede, che noi predichiamo;
Paolo vuol dire che non possiamo salire in paradiso e portare Cristo al nostro livello, e neanche scendere nell’abisso; chi vuole arrivare alla salvezza attraverso le proprie opere vuole agire in modo da avere la salvezza come salario (andare in pellegrinaggio, fare determinate azioni…). Ma non possiamo fare nulla per salvarci: se vogliamo arrivare a Dio dobbiamo solamente credere in Gesù.
Giovanni 6:28-29. Essi dunque gli dissero: «Che dobbiamo fare per compiere le opere di Dio?» 29 Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».
La salvezza viene unicamente per la fede in Gesù.
Vs.9-13. poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza, 11 perché la Scrittura dice: "Chiunque crede in lui non sarà svergognato". 12 Poiché non c’è distinzione fra il Giudeo e il Greco, perché uno stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. 13 Infatti: "Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato". (Gioele 2:32)
Paolo non dice di credere solo con la mente, ma di dichiarare con la bocca e di credere con il cuore, sede delle emozioni più intime. Gesù è il figlio del Dio vivente, la via per la salvezza.
Non dobbiamo tornare alla legge mosaica anche perché non siamo ebrei e non abbiamo gli obblighi che loro avevano nel vecchio patto. Israele è speciale nel piano di Dio ed è stata scelta dal Padre per essere il mezzo per portare la Sua Parola in tutto il mondo. In questo compito ha fallito ed ora per Dio tutti gli uomini sono speciali e fanno parte del suo piano salvifico. La salvezza, infatti, è aperta a tutti coloro che lo desiderano.
Vs. 14. Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non c’è chi predichi?
La fede in Gesù viene dalla predicazione di un altro credente; per questo chi crede è ambasciatore di Dio, annunciatore della buona notizia alle genti. All’interno di una chiesa si impara, per poi andare a diffondere la Parola. E’ necessario proclamare la buona notizia in tutto il mondo perché la gente si converta e invochi il nome del Signore per essere salvata. Tuttavia, nessuno invocherà il nome di Dio se non avrà ricevuto l’insegnamento necessario.
Vs.15. E come predicheranno, se non sono mandati? Come sta scritto: "Quanto sono belli i piedi di coloro che annunziano la pace, che annunziano buone novelle!".
Il predicatore è un apostolo, ossia un messaggero incaricato di portare il messaggio di Dio. Infatti, il Padre si compiace della proclamazione della Parola e benedice coloro che la ricevono. Tutti sono chiamati a collaborare.
1Samuele 30:21-25. Poi Davide giunse dai duecento uomini che erano troppo stanchi per seguire Davide, e che egli aveva fatto rimanere al torrente Besor. Questi andarono incontro a Davide e alla gente che era con lui. Così Davide si avvicinò loro e li salutò. 22 Allora tutti i malvagi e gli spregevoli fra gli uomini che erano andati con Davide presero a dire: "Poiché costoro non sono venuti con noi, non daremo loro nulla del bottino che abbiamo ricuperato, eccetto la moglie e i figli di ciascuno; li conducano via e se ne vadano!". 23 Ma Davide disse: "Non fate così, fratelli miei con quello che l’Eterno ci ha dato proteggendoci e mettendo nelle nostre mani la banda che era venuta contro di noi. 24 Chi vi darà retta in questa proposta? Ma quale la parte di chi scende a combattere, tale sarà la parte di chi rimane presso i bagagli; faranno le parti insieme". 25 Da quel giorno in poi si fece così; Davide ne fece uno statuto e una norma per Israele fino al giorno d’oggi.
Nelle chiese, alcuni vanno a predicare in prima persona, altri li sostengono con soldi o preghiere; un giorno in cielo avranno tutti una parte della ricompensa per il lavoro svolto.
Vs. 16-17. Ma non tutti hanno ubbidito all’evangelo, perché Isaia dice: "Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?". 17 La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio.
E’ facile incrementare la nostra fede: basta ascoltare la parola di Dio e meditare su di essa.
Giovanni 15:7. Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto,
In Cristo si dimora con la preghiera e le sue parole dimorano in noi con lo studio. Bisogna desiderare ardentemente la parola di Dio, come i neonati bramano il latte.
Vs.18. Ma io dico: Non hanno essi udito? Anzi, "La loro voce è corsa per tutta la terra, e le loro parole fino agli estremi confini del mondo".
Anche se i pagani non hanno udito parlare di Gesù, Dio ha predicato se stesso attraverso il creato; per questo gli uomini non hanno scusante alcuna se non credono.
Vs.19. Ma io dico: Non ha Israele compreso? Mosé dice per primo: "Io vi muoverò a gelosia per una nazione che non è nazione; vi provocherò a sdegno per una nazione stolta". (Deut. 32:21)
Nel corso della storia Dio usò come strumenti per il suo giudizio su Israele questa o quella nazione gentile, ossia quelle genti che Israele considerava non-popolo, ossia fuori dal disegno di Dio. Inoltre, i giudei consideravano stolti i gentili, in quanto non avevano ricevuto la conoscenza di Dio.
Vs. 20. E Isaia arditamente dice: "Io sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me".
Questo è riferito alla situazione dei gentili del tempo. Infatti oggi, dopo tanti secoli, Dio è cercato anche dai gentili.
Vs. 21. Ma riguardo ad Israele dice: "Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disubbidiente, e contraddicente". (Isaia 65: 2) Si riferisce ai giudei.
Il vangelo viene proclamato a tutto il mondo. Come dobbiamo evangelizzare? Raccontando alle persone le meraviglie che Dio compie nella vita di ognuno; in questo modo nasce negli altri il desiderio di avere quello che i credenti hanno.
Giovanni 12:32. Ed io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me"
Se con il nostro parlare innalziamo Gesù, le persone saranno attirate a lui. Tante volte viene spontaneo evangelizzare utilizzando la Parola di Dio, creando un dibattito; forse è più efficace la testimonianza di una vita cambiata attraverso Gesù. E’ bello essere come un fiume, che riceve l’acqua della parola di Dio e la lascia scorrere verso gli altri.
Giovanni 7:37-38. Or nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù si alzò in piedi ed esclamò dicendo: "Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d’acqua viva".