Romani 1

Romani 1:1-6
Craig Quam
Romani 1:7-15
Craig Quam
Romani 1:16-20
Craig Quam
Romani 1:21-32
Craig Quam

Cap. 1

Indirizzo e saluti

Vs.1. Paolo, servo di Gesù Cristo, 

Inizialmente Paolo si chiamava Saulo, che significa “uomo richiesto”, mentre Paolo vuol dire “uno piccolo, uno che non conta”. In quest’uomo vediamo il cambiamento nel suo nome, così radicale come fu il mutare della sua vita dopo la conversione: prima era prepotente, arrogante, litigioso, orgoglioso della propria religione e delle sue origini, zelante per la sua fede, uomo importante; ora è un servo (schiavo) di Gesù Cristo, un “doulos”. Nella legge ebraica (vedi Esodo 21) uno schiavo doveva rimanere 6 anni al servizio del padrone, poi poteva scegliere tra la propria libertà, oppure il servire ancora quel padrone. In questo secondo caso diveniva un “doulos”, ossia uno schiavo volontario. 

Tale era Paolo per Gesù.

chiamato ad essere apostolo, 

Paolo è stato chiamato direttamente da Dio a svolgere un compito, quello di proclamare il Vangelo ai gentili; anche noi siamo chiamati per svolgere un ruolo per il Signore, non solo nella chiesa, ma anche nella vita di tutti i giorni (es. il Signore ci chiama a lavorare in un determinato luogo o a vivere in un posto specifico).

Un apostolo è un missionario, ossia una persona inviata.

appartato per l’evangelo di Dio, 

In Atti 13:1-3. c’è la chiamata di Paolo e Barnaba per essere missionari del Vangelo : 

 Or, nella chiesa di Antiochia, vi erano profeti e dottori: Barnaba, Simeone chiamato Niger, Lucio di Cirene, Manaen, allevato assieme a Erode il tetrarca, e Saulo. 2  Or, mentre celebravano il servizio al Signore e digiunavano, lo Spirito Santo disse: "Mettetemi da parte Barnaba e Saulo per l’opera alla quale li ho chiamati". 3  Allora, dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li congedarono. 

Ognuno di noi ha una chiamata ministeriale da parte di Dio: egli ci chiama vicino a sé, a leggere la Sua Parola e a stargli vicino con la preghiera.

Galati 1: 15. 

Ma quando piacque a Dio, che mi aveva appartato fin dal grembo di mia madre e mi ha chiamato per la sua grazia, 

Anche mentre egli perseguitava i cristiani, già prima della sua nascita, il Signore in cielo sapeva che un giorno sarebbe stato suo servo. E ciò non è dovuto alle doti di quest’uomo, ma alla grazia di Dio. Tutta la ricchezza e la varietà di prerogative di cui Paolo godeva per nascita, cultura ed educazione era stata preordinata da Dio, in vista del Suo servizio come apostolo. In Atti 9:15 Cristo stesso dice che Paolo è uno strumento da me scelto per portare il mio nome davanti alle genti, ai re e ai figli d’Israele. 

Il Signore ci chiama e rivela suo figlio dentro di noi.

Vs. 2-5. come egli aveva già promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sante Scritture, 3  riguardo a suo Figlio, nato dal seme di Davide secondo la carne (per discendenza naturale), 4  dichiarato (designato, costituito, stabilito) Figlio di Dio in potenza, secondo lo Spirito di santità (è evidente l’antitesi tra “secondo la carne” e “secondo lo spirito”) mediante la resurrezione dai morti (durante la sua vita terrena Cristo era apparso agli uomini come un debole ed era stato umiliato; con la resurrezione, invece, diviene “figlio di Dio in potenza”. Tale aggettivo sottolinea la maestà di Cristo, il suo potere assoluto sul creato e su ogni altra potestà): Gesù Cristo, nostro Signore, 5  per mezzo del quale noi abbiamo ricevuto grazia e apostolato, per l’ubbidienza di fede (in Cristo) fra tutte le genti per amore del suo nome, 

Paolo annuncia il Vangelo, ossia parla di Gesù. Alla domanda rivolta da Gesù agli apostoli: “Chi dicono che io sia?” Pietro risponde che egli è il figlio del Dio vivente: su questa pietra, ossia su questa grande verità, Gesù ha fondato la propria chiesa (non su Pietro, un sasso, un uomo fallace che poco dopo lo avrebbe tradito). In un versetto viene annunciato tutto il Vangelo: la morte e la resurrezione di Cristo per i nostri peccati. La nostra fede si fonda solo su questo e su nient’altro. Oggi la gente pensa che tutte le strade portino a Dio, ma questo non è vero: una sola strada è quella giusta ed è Gesù, l’unica via, la via stretta. 

Noi siamo chiamati ad avere in primo luogo un rapporto con Lui, quindi ci viene affidato un ministero. La grazia del Signore nei nostri confronti si manifesta con il perdono per gli atti che abbiamo compiuti, siano anche i più crudeli. Un esempio in tal senso è Paolo, un persecutore, zelante osservatore della legge ebraica, il quale è stato scelto da Gesù per essere un tenace diffusore della Sua parola.

1 Tim. 1:12-16.  

 E rendo grazie a Cristo nostro Signore, che mi fortifica, perché mi ha ritenuto degno di fiducia ponendo al suo servizio me, 13  che prima ero un bestemmiatore, un persecutore ed un violento; ma mi è stata fatta misericordia, perché lo feci ignorantemente nella mia incredulità; 14  così la grazia del Signor nostro ha sovrabbondato con la fede e con l’amore che è in Cristo Gesù. 15  Questa parola è sicura e degna di essere pienamente accettata, che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. 16  Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo facesse conoscere in me, per primo tutta la sua clemenza, per essere di esempio a coloro che per l’avvenire avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. 

Paolo afferma che certamente il Signore ha versato la Sua grazia su di lui per dimostrare al mondo che qualunque persona può essere salvata. Questo è il Vangelo (evangelion), la Buona Notizia, ossia il fatto che per tutti c’è la possibilità di ottenere il perdono da parte di Dio e la vita eterna. Anche nel Vecchio Testamento esiste la parola “Vangelo”, la quale è stata usata quando il re di Babilonia ha liberato gli schiavi ebrei dall’esilio: era una buona notizia quella che permetteva agli schiavi di ottenere la libertà!

Vs.6-7. fra le quali anche voi siete stati chiamati da Gesù Cristo; 7  a voi tutti che siete in Roma, amati da Dio, chiamati santi: grazia e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo. 

Tutti coloro che credono in Gesù sono santi, per la grazia di Dio. Coloro che credono di poter invocare una persona defunta, ritenuta particolarmente meritevole (“santa”), allo scopo di ricevere da essa alcuni benefici, non riceveranno nulla; anzi, la Bibbia dice che gli idoli sono vanità, che hanno bocca ma non parlano, hanno orecchie ma non odono, hanno mani, ma non possono agire. Anche coloro che si rivolgono agli idoli sono ciechi, sordi e muti. In Corinzi Paolo spiega che c’è un demone dietro ad ogni idolo; per questo dobbiamo fare estrema attenzione. 

Tutti i figli di Dio sono amati dal Padre. Di fronte al peccato, lo Spirito Santo si compunge per indurci al ravvedimento, mentre il nemico ci condanna, facendoci sentire indegni dell’amore di Dio ed allontanandoci dalle riunioni e dai fratelli. Quando Gesù stava per essere arrestato dai soldati Romani, rivolgendosi a Giuda lo chiama “amico”, perché il Signore perdona e non porta rancore.

Paolo usa tantissimo la parola “grazia” nelle sue lettere, perché egli ha ricevuto la grazia dal Signore ed ha capito quanto egli sia misericordioso. Per questo era così zelante per il Signore ed ha reso totalmente la sua vita a Gesù. La conclusione o l’inizio di ogni lettera è “grazia e pace”, una fusione del saluto greco (grazia = chaire=rallegrati!) con quello ebraico (shalom =pace): ma “grazia” precede sempre “pace” perché se non abbiamo conosciuto la grazia di Dio non possiamo avere la pace. 

La grazia è l’amore che Dio elargisce gratuitamente.

Il libro dei Romani è il vangelo della grazia di Dio. Paolo ci fa capire che la nostra vita è piacevole per Dio per quello che Gesù ha fatto per noi; siamo amati da Dio e siamo preziosi ai suoi occhi; non dobbiamo fare nulla, tranne credere fermamente all’opera di Gesù.

La fede dei Romani; desiderio di Paolo di vederli.

Vs. 8. Prima di tutto, rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo per tutti voi, 

se guardiamo gli altri attraverso i nostri occhi umani, non possiamo fare altro che vederne tutti i difetti, ma se li osserviamo attraverso Gesù, tramite il sacrificio che ha compiuto per tutti, allora la nostra prospettiva cambia. perché la vostra fede è pubblicata in tutto il mondo. La chiesa di Roma era nota in tutto il mondo per l’elevato livello della loro fede.

Vs. 9-11. Perché Dio, a cui io servo nel mio spirito mediante l’evangelo di suo Figlio, mi è testimone che non smetto mai di menzionarvi, 10  chiedendo continuamente nelle mie preghiere che mi sia finalmente concessa dalla volontà di Dio l’opportunità di venire da voi, 11  perché io desidero grandemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, affinché siate fortificati. 

Paolo desidera andare a Roma per il bene dei fratelli, anche se sapeva che in quella città i cristiani subivano numerose persecuzioni; del resto, egli conosceva il proprio destino e le tribolazioni a cui andava incontro.

Vs. 12.  E questo è per essere in mezzo a voi consolato insieme mediante la fede che abbiamo in comune, vostra e mia. La nostra consolazione ci viene da Gesù, ma anche dai fratelli; Dio ha un ministero per la nostra vita, ed uno dei nostri compiti è anche quello di confortare i fratelli. L’esempio stesso degli altri, il fatto di vederli ancorati con zelo al Signore, ci dà coraggio e ci fortifica. Per questo non dobbiamo pensare che la nostra vita non abbia importanza per gli altri, o che il nostro comportamento non venga notato da nessuno: noi siamo strumenti di Dio oppure, al contrario, armi nelle mani di Satana, il quale ci usa come esempi negativi, per scoraggiare i fratelli. 

Paolo spera di portare benedizioni ai fratelli di Roma, ma anche di ricevere da loro un rinforzo spirituale dalla comunione fraterna.

Vs. 13-16. Ora, fratelli, io non voglio che ignoriate che molte volte mi sono proposto di venire da voi per avere qualche frutto fra voi come ne ho avuto fra le altre genti, ma finora ne sono stato impedito. 14  Io sono debitore ai Greci e ai barbari, ai savi e agli ignoranti. 15  Così, quanto a me, sono pronto ad evangelizzare anche voi che siete in Roma. 16 Infatti io non mi vergogno dell’evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. 

Paolo è pronto ad andare a Roma, anche se ciò gli costerà la vita. Egli non si è mai vergognato del Vangelo e per questo non era interessato al giudizio delle persone; esso, infatti, è l’unica via capace di portare le anime alla salvezza e quindi va predicato.

  • Il vangelo è un adempimento delle profezie del vecchio testamento; in esso ci sono 332 profezie riguardanti la venuta del Messia. In tutto il vecchio testamento viene predicato il vangelo: in Genesi 5:3 e segg. c’è l’elenco dei primi uomini: Adamo visse centotrent’anni e generò un figlio a sua somiglianza, conforme alla sua immagine, e lo chiamò Seth. 

Adamo vuol dire uomo

Set = assegnato

 6 Seth visse centocinque anni, e generò Enosh. 

Enosh = soggetto alla morte

  1. Enosh visse novant’anni e generò Kenan.

Kenan = tristezza

12.Kenan visse settant’anni. e generò Mahalaleel. 

Mahalaleel = dalla presenza di Dio

15.Mahalaleel visse sessantacinque anni e generò Jared. 

Jared = uno che viene dall’alto

18.Jared visse centosessantadue anni e generò Enok.

Enock = consacrato

21 Enok visse sessantacinque anni e generò Methuselah. 

Methuselah = morendo manderà

25 Methuselah visse centottantasette anni e generò Lamek.

Lamek = ai poveri che stanno morendo

28 Lamek visse centottantadue anni e generò un figlio; 29  e gli pose nome Noè, 

Noè = consolazione.

Leggendo assieme tutti i significati in modo consecutivo risulta una frase  che parla di un uomo che viene dall’alto per portare consolazione a chi sta morendo: Gesù. Dio ha messo nel cuore delle persone il nome da dare al proprio figlio, affinché fosse un tassello del piano di Dio.

Quindi: il vangelo è profetico e riporta il piano di Dio fin dall’inizio; Egli aveva pianificato che il Messia dovesse venire per morire per i nostri peccati.

  • Lo possiamo provare con certezza perché è stato testimoniato da moltissime persone:

dopo la resurrezione Gesù è stato visto dai dodici e da più di 500 persone,

e gli apostoli sono morti per il nome di Gesù, rinnegando l’imperatore; per questo non possiamo dubitare della sua resurrezione, né della sua esistenza, né dei fatti che lo riguardano. Gesù è risorto dalla morte: questa è una certezza.

Buddha e Maometto sono morti, ed esiste la loro tomba; ma quella di Gesù è vuota perché egli è alla destra di Dio per intercedere per noi.

  • E’ un messaggio personale: Gesù è morto per ogni singolo essere umano; ogni persona può avere un rapporto personale con Gesù se lo invita nella propria esistenza e gli permette di guidarlo in ogni momento della sua vita. Tutte le persone dichiarano di credere in Gesù quale figlio di Dio, ma non ricercano un rapporto personale con lui, anzi forse ritengono di non poterlo avere oppure pensano che il Messia sia qualcosa di astratto e lontano dalla realtà quotidiana. Ma non è così: egli è vivo e vuole agire nella nostra vita.

  • E’ potente il messaggio del vangelo: chi non crede alla parola di Dio non dà credito a nessun’ altra cosa; esistono segni e prodigi (apparizioni mariane, pseudo miracoli di Padre Pio, statue che sanguinano), ma essi non rappresentano la potenza, la quale è insita nel vangelo.

  • E semplicissimo:

1 Cor. 15:3-6. 

3  Infatti vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch’io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, 4  che fu sepolto e risuscitò a il terzo giorno secondo le Scritture, 5  e che apparve a Cefa e poi ai dodici. 6  In seguito apparve in una sola volta a più di cinquecento fratelli, la maggior parte dei quali è ancora in vita, mentre alcuni dormono già.

Il messaggio del vangelo è semplicissimo: Gesù è morto per i nostri peccati secondo le scritture, il terzo giorno è resuscitato secondo le scritture; se lo riceverai sarai salvato per l’eternità: a te la scelta. E’ un messaggio potente e semplice.

Vs. 17. Perché la giustizia di Dio è rivelata in esso (nel Vangelo) di fede in fede, come sta scritto: "Il giusto vivrà per fede". 

Il Vangelo si riceve per fede e non costa nulla; le opere non ci porteranno a guadagnarci l’amore di Dio, perché esso è gratis. Nessuno può presentarsi a Dio in quanto essere perfetto, senza peccato, poiché siamo peccatori; il nostro presentarci a Dio avviene solamente per grazia, e solo per la fede che abbiamo avuto per il sacrificio di Gesù. E’ facile poi cadere nell’inganno e, ritenendoci indegni di tale grazia, cercare di “guadagnarci” in qualche modo il favore ricevuto: partecipazione costante alle assemblee, lettura giornaliera della Bibbia, preghiera costante… perché Dio sia contento di noi. Ma l’amore di Dio è costante solo per il sacrificio di Gesù, non per le nostre azioni.

Le grandi religioni del mondo, invece, danno molta importanza all’agire umano: 

es: Allah ha una bilancia dove pone le opere buone e quelle malvagie compiute da ogni uomo: la sorte umana dipende dalla prevalenza di una o dell’altra.

Invece nel vangelo viene dichiarato l’opposto: tutti gli uomini sono peccatori, non sono degni di Dio e mai lo saranno; ma Dio ci dona la salvezza per la sua grazia: Egli ci ha tanto amato che ha mandato il suo unigenito figlio a morire per noi. In questo modo, noi che siamo impuri diventiamo puri e santi.

2 Cor. 5:17-20. 

17  Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. 18  Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19  poiché Dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 20  Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. 

Tutti siamo ambasciatori di Cristo, e questo è un grande onore. Nel campo della politica, un ambasciatore rappresenta il proprio paese in terra straniera; quindi è una persona importante, stimata ed onorata. Qui la Parola afferma che siamo ambasciatori di Dio, scelti da Lui in persona. Il messaggio che bisogna portare alla gente dice di essere riconciliati con Dio per mezzo di Cristo, per avere la vita eterna.

Tutti possono essere giusti davanti a Dio se accettano il sacrificio di Cristo quale espiazione dei peccati della propria vita.

Idolatria e depravazione dei gentili.

Però se rigettiamo il Vangelo, gravi sono le conseguenze per noi:

vs.18. Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia,

Paolo afferma che gli uomini devono conoscere il modo per essere giusti davanti a Dio in quanto, in caso contrario, essi si troveranno in una posizio0ne di errore e saranno condannati. Le azioni umane, infatti, sono destinate al peccato e, senza la grazia di Dio, la situazione dell’uomo va di male in peggio. Dio condanna gli uomini e si allontana da essi. L’essere umano è destinato al fallimento, a meno che non comprenda di avere disperatamente bisogno di misericordia e di perdono da parte di Dio. L’unica via da percorrere è quella che passa per Gesù, via, verità e vita.

Tutti coloro che rigettano Cristo quale salvatore hanno l’ira di Dio sul proprio capo e sono già giudicati e condannati. Essi verranno posti con Satana e i demoni nello stagno di fuoco perché non c’è speranza fuori del Vangelo. Gesù ci ha detto che non possiamo vivere in bilico tra il bene e il male: “Chi non è con me è contro di me”. Bisogna prendere una decisione ferma, perché è impossibile vivere nell’incertezza.

Gli uomini empi vivono lontano da Dio, non lo conoscono e non vogliono conoscerlo;

altri conoscono il vangelo, ma lo soffocano con la loro ingiustizia. Gli ebrei, ad es, dichiaravano di essere figli di Abramo ma, come i loro antenati avevano ucciso i profeti, così essi uccisero Gesù, la via, la verità e la vita. Soffocare la verità significa respingere Gesù fuori dalla nostra vita.

Vs.19. poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, perché Dio lo ha loro manifestato. 

L’esistenza di Dio è manifestata dentro di noi: le persone hanno in sé la conoscenza della verità, ma la negano, ad es. aderendo alla teoria dell’evoluzione. In questo modo emerge il relativismo delle cose, il sottile limite tra bene e male, che non sono più un valore condiviso da tutti, bensì qualcosa di personale (è bene ciò che secondo me è bene). Stiamo tornando ai tempi di Noè, quando gli uomini facevano ciò che era buono ai loro occhi: in questo modo ognuno è dio per se stesso. Ma la Bibbia dichiara che esiste un Dio creatore, il quale ha stabilito cosa è bene e cosa è male: questo non è mutabile. Dentro la coscienza di tutte le persone c’è la convinzione che ciò sia vero e che ci siano dei valori validi per tutti. 

Il creato parla di Dio:

Vs. 20-21. Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. 21  Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato. 

Non esiste alcuna prova scientifica che avvalori la teoria dell’evoluzione, anzi gli studiosi hanno capito che improvvisamente ha avuto origine la vita. Nei vari strati della terra ci sono più di 250.000.000 di fossili catalogati; di essi neanche uno rappresenta una specie intermedia tra due, prova di una evoluzione. Eppure a scuola si studia la teoria dell’evoluzione come fosse un fatto certo. 

Il creato grida che Dio esiste! Le montagne, le stelle, … dichiarano la grandezza di Dio. Il salmista dice: “le stelle dichiarano la tua gloria, Signore”. 

Tutti i pianeti del sistema solare hanno uno scopo preciso; essi, infatti, si sorreggono  a vicenda.

Le stelle chiamate “nano bianco” sono state ritenute inutili per moltissimo tempo; ora gli scienziati hanno capito che esse emettono un minerale il quale, dopo aver vagato nello spazio, arriva sulla terra nella quantità giusta e ne permette la vita. Senza tale minerale non vi sarebbe la vita nel nostro pianeta, mentre se ve ne fosse troppo, esso sarebbe nocivo per la  salute umana.

Oggi l’uomo sta distruggendo il creato di Dio e pertanto, ad es, l’ozono non protegge più la terra e il sole ci sta provocando il cancro. La Bibbia migliaia di anni fa ha detto che il sole brucerà l’uomo, il quale avrà le piaghe sulla pelle.

Gen. 1:25 dice che ogni cosa si genera secondo la sua specie e questo contraddice la teoria dell’evoluzione, secondo la quale da una specie vivente ne è derivata un’altra completamente differente (uomo-scimmia). I biologi affermano che tale teoria è impossibile: infatti il nostro DNA, che è un programma genetico perfetto, riproduce le nostre caratteristiche. La Bibbia dichiara che da una coppia sono state create tutte le razze umane.

Nella storia geologica della terra c’è uno strato, detto Cambriano, nel quale appaiono istantaneamente tutte le specie esistenti oggi nella terra, senza avere antenati; di questo gli scienziati sono stupiti.

Hitler credeva nella teoria dell’evoluzione e per questo motivo ha agito come sappiamo; nell’ “Opera mia” egli dichiara la sua fede in Darwin. Uccidendo gli ebrei, gli zingari, i disabili,…tutti gli indesiderati, egli si sentiva giustificato dalla necessità di sopravvivenza del più forte.( Dio non esiste, siamo nati per caso, non c’è morale, ogni cosa è lecita, dopo la morte tutte le persone sono annichilite).

Tuttavia la Bibbia dichiara che ogni creazione di Dio ha uno scopo e che noi siamo a Sua immagine e somiglianza; per questo ragioniamo e facciamo delle scelte. Un giorno risponderemo per come abbiamo vissuto.

Gli scienziati stanno cercando di creare qualcosa di vivente da una materia non vivente, ma inutilmente. Solo Dio può fare questo! Da lui possiamo avere la vita e il respiro, perché lui è la vita.

Gli scienziati non sanno spiegare come mai gli atomi che compongono il nostro corpo non si separano: la parola di Dio afferma che Egli mantiene insieme ogni cosa per la potenza della Sua parola.

Anche la nostra coscienza ci parla di Dio quando in noi comprendiamo cosa sia bene e cosa sia male.

La Bibbia afferma che negli ultimi tempi le persone rifiuteranno la sana dottrina per correre dietro a cose inventate; questi sono i nostri tempi. 

La nostra fede è fondata su una persona, Gesù, e sulla sua opera, ossia su qualcosa di concreto e reale. Tutto ciò è spiegato nel libro dei Romani, l’ epistola che dimostra a tutti gli uomini la loro colpevolezza davanti  a Dio ed il loro bisogno di salvezza(fine cap. 1, cap. 2 e cap. 3 fino al vs. 20); quindi introduce la fede e il sacrificio di Cristo, unica nostra via di salvezza. 

Vs. 22-25.  Dichiarandosi di essere savi, sono diventati stolti,(moralmente ottusi) 23  e hanno mutato la gloria dell’incorruttibile Dio in un’immagine simile a quella di un uomo corruttibile, di uccelli, di bestie quadrupedi e di rettili. 24  Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità nelle concupiscenze dei loro cuori, sì da vituperare i loro corpi tra loro stessi. 25  Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Amen. 

Dio ha abbandonato a se stesse queste persone lontane da lui a causa delle loro tendenze idolatre. Infatti, pur desiderando di raggiungere ogni persona, se viene respinto, lascia che essa segua la strada  prescelta. Questo capitolo di Romani sembra una profezia per i nostri tempi, in quanto realmente le persone sono lontanissime da Dio e adorano altre entità: santi, angeli, miracoli, …

Ma queste sono cose vane.

Apoc. 19:9-10  Giovanni sta dialogando con un angelo.

Quindi mi disse: "Scrivi: Beati coloro che sono invitati alla cena delle nozze dell’Agnello". Mi disse ancora: "Queste sono le veraci parole di Dio". Allora io caddi ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse: "Guardati dal farlo, io sono un conservo tuo e dei tuoi fratelli che hanno la testimonianza di Gesù. Adora Dio! 

L’angelo afferma con forza che non bisogna adorare una creatura, ma solo Dio. Molte religioni adorano delle creature: gli induisti venerano degli animali, i buddisti Buddha, gli animisti gli antenati, i musulmani Maometto e la pietra nera. Tuttavia l’unico degno di adorazione è Dio.

Le persone sono lontane da Dio e nel mondo sono evidenti i frutti di questo rifiuto. 

Nel 2000 i gay hanno marciato a Roma contro il Papa, il quale aveva affermato che l’omosessualità è un peccato: 50 anni fa una manifestazione del genere sarebbe stata inconcepibile, ma ormai è accettata da tutti.

In Timoteo Paolo affermava che negli ultimi tempi le persone non si sarebbero più sposate: oggi la convivenza è la scelta fatta dalla maggioranza delle persone. 

Vs.26–27. Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami, poiché anche le loro donne hanno mutato la relazione naturale in quella che è contro natura. 27  Nello stesso modo gli uomini, lasciata la relazione naturale con la donna, si sono accesi nella loro libidine gli uni verso gli altri, commettendo atti indecenti uomini con uomini, ricevendo in se stessi la ricompensa dovuta al loro traviamento. 

Qui c’è la condanna nettissima contro l’omosessualità. La chiesa valdese accetta questo tipo di matrimonio, ignorando il comandamento di Dio. L’aids è il frutto di queste perversioni, tanto che alcuni scienziati credono che tale malattia abbia avuto inizio dall’unione dei fluidi maschili di due uomini. 

Le mucche sono erbivore, ma ora vengono nutrite anche con carne macinata di altri animali, a causa dell’avarizia dell’uomo; il risultato è il morbo della mucca pazza.

L’uomo è riuscito ad incrociare gli animali di specie diversa: da essi sono nati dei mostri.

E’ possibile clonare un animale: Dolly è una pecora giovane, concepita contro natura, la quale sta invecchiando molto velocemente.

Gli uomini quotidianamente respingono Dio lontano dalla propria mente e dalla propria vita, compiendo azioni moralmente perverse.

Vs.28- 32. E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti, 29  essendo ripieni d’ogni ingiustizia fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, omicidio, contesa frode, malignità, 30  ingannatori, maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi ideatori di cose malvagie, disubbidienti, al genitori, 31  senza intendimento, senza affidamento, senza affetto naturale, implacabili, spietati. 32  Or essi, pur avendo riconosciuto il decreto di Dio secondo cui quelli che fanno tali cose sono degni di morte, non solo le fanno, ma approvano anche coloro che le commettono. 

Paolo elenca tutti i peccati umani e, in questo modo, dimostra a tutti gli uomini quanto siano colpevoli.

Spiega quale sia lo scopo della legge in

Romani 3: 19-20. Or noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice per coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia messa a tacere e tutto il mondo sia sottoposto al giudizio di Dio, 20  perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato. 

La legge non ci dà la salvezza, ma ci fa capire quanto siamo colpevoli. A questo punto sta a noi renderci conto del nostro stato e chiedere la salvezza al Signore. 

Quando Gesù è andato a casa del fariseo Simone, una donna è entrata e con le proprie lacrime ha lavato i piedi del Signore, asciugandoli poi con i suoi capelli. Era compunta nel cuore e per questo Gesù le ha mostrato compassione. Ma a Simone, un ipocrita che si riteneva giusto, il Signore ha messo davanti la legge, perché vi specchiasse tutte le sue pecche.

Indietro
Indietro

Romani - Introduzione

Avanti
Avanti

Romani 2