Romani 2
Cap. 2
La Bibbia parla della nostra sorte eterna e per questo motivo va letta con estrema attenzione, molte volte, ripetutamente perché è importante comprendere tutte le cose in essa contenute.
Nel libro dei Romani tutte le persone del mondo vengono portate davanti al tribunale di Dio poiché colpevoli dei peccati elencati nel cap. 1:29-31.
Dal cap. 3 viene spiegato come sia possibile ottenere il perdono di Dio e la conseguente vita eterna, nonostante le nostre colpi siano palesi.
Nel cap. 2 Paolo comincia a parlare dei giudei, dei religiosi, coloro che ritenevano di essere giusti in quanto osservanti la legge di Mosè; tuttavia dimostra anche a loro di essere colpevoli davanti al Signore.
Luca 18:9-14. Disse ancora questa parabola per certuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri. (così sono i religiosi, i quali si ritengono giusti).10 "Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo e l’altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri, e neppure come quel pubblicano. 12 Io digiuno due volte la settimana e pago la decima di tutto ciò che possiedo". 13 Il pubblicano invece, stando lontano, non ardiva neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: "O Dio, sii placato verso me peccatore". 14 Io vi dico che questi, e non l’altro, ritornò a casa sua giustificato, perché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato".
Impenitenza dei Giudei; il giudizio di Dio.
Vs. 1. Perciò, o uomo, chiunque tu sia che giudichi, sei inescusabile perché in quel che giudichi l’altro, condanni te stesso, poiché tu che giudichi fai le medesime cose.
Paolo in questo momento, e soprattutto dal vs. 17, si riferisce ad una posizione critica da parte dei giudei nei confronti della moralità dei gentili. Ciò è evidente nel ripetersi della frase “del giudeo prima e poi del greco”, con la quale vuole sottolineare il concetto che i giudei sperimenteranno per primi il giudizio di Dio, così come pure hanno ricevuto per primi la buona notizia della sua grazia salvifica.
Riferito a noi, qui Paolo afferma che, quando giudichiamo gli altri, non siamo scusabili, perché quello stesso peccato che ci scandalizza è dentro di noi. Per questo dobbiamo fare molta attenzione nel puntare il nostro dito contro qualcuno, ritenendo di poter giudicare. Invece, con amore è bene andare dal fratello per fargli comprendere i propri errori, aiutandolo e confortandolo.
Vs. 2-3. Or noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità su coloro che fanno tali cose. 3 E pensi forse, o uomo che giudichi coloro che fanno tali cose e tu pure le fai, di scampare al giudizio di Dio?
Il giudizio di Dio non colpisce soltanto coloro che agiscono in modo sbagliato, ma anche chi commette dei pensieri impuri con la mente o con il cuore, ossia dentro se stesso, dove gli altri non vedono. Quindi, anche la persona apparentemente giusta agli occhi umani può essere condannata dal Signore.
Vs. 4. Ovvero disprezzi le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e longanimità, non conoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento?
Ci sono persone che pensano di potersi dedicare alle cose di Dio nella vecchiaia, al termine della propria vita, ma così facendo mettono a dura prova la pazienza dell’Eterno e la sua longanimità.
Vs. 5-6. Ma tu, per la tua durezza ed il cuore impenitente, ti accumuli un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della manifestazione del giusto giudizio di Dio, 6 che renderà a ciascuno secondo le sue opere:
Paolo afferma che è bene ricordare la misericordia di Dio nei riguardi della disobbedienza umana, tuttavia è importante non dimenticare che essa ha unicamente lo scopo di portare l’uomo al ravvedimento. Se, invece, le persone conservano un cuore duro, allora su di esse cadrà l’ira di Dio nel giorno del giudizio.
Chi non crede in Gesù e si ritiene giusto per se stesso sarà giudicato per le sue azioni e per questo accumula l’ira di Dio su di sè; i credenti, invece, devono fare la volontà di Dio, ossia credere nell’opera di Gesù e, in questo modo, non verranno giudicati per quello che hanno fatto.
Vs.7-11. la vita eterna a coloro che cercano gloria, onore e immortalità, perseverando nelle opere di bene, 8 a coloro invece che contendono e non ubbidiscono alla verità, ma ubbidiscono all’ingiustizia, spetta indignazione ed ira. 9 Tribolazione e angoscia spetta ad ogni anima d’uomo che fa il male, del Giudeo prima e poi del Greco; 10 ma gloria, onore e pace a chiunque fa il bene, al Giudeo prima e poi al Greco. 11 Perché presso Dio non v’è parzialità.
Dio è assolutamente imparziale e rende a ciascuno secondo le proprie azioni. Infatti, mentre il perdono e la vita eterna derivano interamente dalla grazia di Dio, il giudizio divino è sempre decretato in conformità alle azioni umane. Tutti verranno giudicati: i giudei sulla base della legge, perché hanno conosciuto Dio attraverso di essa, i gentili secondo altri parametri, perché Dio si fa conoscere da tutti gli uomini.
Nessuno di noi può affermare di aver fatto del bene ogni attimo della propria vita, e per questo siamo spacciati; solo Gesù è stato irreprensibile.
Vs.12-13. Infatti tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno pure senza la legge; e tutti quelli che hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati secondo la legge, 13 perché non coloro che odono la legge sono giusti presso Dio, ma coloro che mettono in pratica la legge saranno giustificati.
Come cristiani non siamo sotto la legge, e la grazia ci copre: diamo a Gesù tutti i nostri peccati e in cambio otterremo la sua giustizia. Qui però Paolo sta parlando ai giudei, a coloro che ritengono di essere giusti davanti a Dio: essi sono sotto la legge e verranno giudicati tramite essa.
Vs.14-16. Infatti quando i gentili, che non hanno la legge, fanno per natura le cose della legge, essi, non avendo legge, sono legge a se stessi; 15 questi dimostrano che l’opera della legge è scritta nei loro cuori per la testimonianza che rende la loro coscienza, e perché i loro pensieri si scusano o anche si accusano a vicenda, 16 nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio evangelo.
Se crediamo di arrivare in paradiso al di là del sacrificio di Cristo, ossia grazie ai pellegrinaggi, al digiuno, o comunque per nostro merito, siamo tristemente ingannati; Dio, infatti, accetta solo il sacrificio di Gesù quale unica speranza per noi per avere la vita eterna.
Retribuzione dei giudei.
Paolo sta chiamando in giudizio i giudei, coloro che ritenevano di essere giusti agli occhi di Dio. Anche i credenti di oggi devono stare attenti a non adottare questo stesso comportamento, tipico dei giudei di allora.
Vs. 17-23. Ecco, tu ti chiami Giudeo, ti fondi sulla legge e ti glori in Dio, 18 conosci la sua volontà e distingui le cose importanti, essendo ammaestrato dalla legge, 19 e sei convinto di essere guida di ciechi, luce di quelli che sono nelle tenebre, 20 istruttore degli insensati, insegnante dei bambini, avendo la forma della conoscenza e della verità nella legge. 21 Tu dunque che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi che non si deve rubare, rubi? 22 Tu che dici che non si deve commettere adulterio, commetti adulterio? Tu che hai in abominio gli idoli, ne derubi i templi? 23 Tu che ti glori nella legge, disonori Dio trasgredendo la legge?
I giudei possedevano la legge di Mosè e questo fatto li faceva sentire giusti; ma conoscere la legge e metterla in pratica sono due cose diverse: infatti, la predicazione deve andare di pari passo con le azioni umane. La salvezza ci viene solo da Gesù, l’unica via, verità e vita che possiamo avere. I giudei ponevano la loro fiducia nel fatto di essere membri del popolo eletto, non sul Messia, e su questo punto vuole farli ragionare Paolo.
Matteo 5 :21-22. Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non uccidere" e: "Chiunque ucciderà, sarà sottoposto al giudizio"; 22 ma io vi dico: Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio; e chi avrà detto al proprio fratello: "Raca" (=testa vuota), sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “stolto” sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
Matteo 5:28. Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non commettere adulterio".Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
Questi sono esempi che fanno capire quanto la legge sia dura, difficile da rispettare. I giudei fondavano ogni loro certezza su qualcosa di esteriore, non su un cambiamento che tocca l’interiorità della persona.
Su cosa poggiamo la nostra fiducia? Sul nostro modo di vestire, di parlare, di essere, di vivere…oppure su Gesù? Se la nostra certezza si fonda sul nostro comportamento siamo come gli ebrei, i quali si sentivano giusti perché avevano la legge di Mosè (ma non riuscivano a rispettarla in ogni punto, perché ciò sarebbe impossibile) e perché appartenevano al popolo eletto. Ma queste cose non contano nulla per Dio, per il quale ha valore solo il sangue di Gesù.
Filippesi 3 :1-9. Per il resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore; per me certo non è gravoso scrivervi le stesse cose, e per voi è una salvaguardia. 2 Guardatevi dai cani, guardatevi dai cattivi operai, guardatevi da quelli che si fanno mutilare. Anche oggi nelle chiese bisogna guardarsi da coloro che vogliono costringere di nuovo i credenti sotto il giogo della legge, ad esempio ponendo delle regole (uso di un certo tipo di abbigliamento o del velo, ecc) 3 I veri circoncisi infatti siamo noi che serviamo Dio nello Spirito e ci gloriamo in Cristo Gesù senza confidarci nella carne, (Dio oggi non cerca più la circoncisione della carne, ma quella del cuore e dello Spirito) 4 benché io avessi di che confidare anche nella carne; se qualcuno pensa di avere di che confidare, io ne ho molto di più: (chi crede di potersi gloriare nella propria religiosità, ora deve metterla a confronto con quella di Paolo, la quale è nettamente superiore) 5 sono stato circonciso l’ottavo giorno, sono della nazione d’Israele, della tribù di Beniamino, Ebreo di Ebrei quanto alla legge, fariseo, 6 quanto allo zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che è nella legge, irreprensibile, (secondo il metro di misura dei farisei, Paolo esternamente era perfetto; ma in Romani 7 egli afferma che nella sua carne non dimora alcun bene) 7 Ma le cose che mi erano guadagno, le ho ritenute una perdita per Cristo. 8 Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose(quando Paolo si è convertito a Gesù ha perso moltissimo in fama, stima, forse in ricchezza; ma di fronte alla ricchezza di Gesù queste cose per Paolo erano senza importanza) e le ritengo come tanta spazzatura (sterco) per guadagnare Cristo, 9 e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede,
Ebrei 12:1-2. Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, 2 tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio.
Siamo chiamati a tenere gli occhi fissi su Gesù, in ogni momento della nostra vita (non sugli altri, con osservazioni e critiche). Prima di togliere la pagliuzza dall’occhio degli altri bisogna togliere il trave dal nostro occhio. Ogni giorno, invece, bisogna ringraziare Gesù per l’opera che ha fatto per noi e per il fatto di essere l’autore della nostra vita. Certamente l’opera iniziata in noi verrà portata a termine.
Vs. 24. Infatti: "Per causa vostra, come sta scritto, il nome di Dio è bestemmiato fra i gentili".(Isaia 52:5)
Il versetto di Isaia si riferisce al fatto che la condizione di esilio dei giudei induceva i gentili a disprezzare il loro Dio, considerandolo incapace di aiutare il proprio popolo.
In questo caso, invece, non era lo stato di disgrazia del popolo a spingere i gentili a non stimare il Dio degli ebrei, quanto la cattiva condotta del popolo stesso.
Vs. 25. Perché la circoncisione, è vantaggiosa se tu osservi la legge, ma se sei trasgressore della legge, la tua circoncisione diventa incirconcisione.
Anche in Galati 5:3 Paolo afferma che la circoncisione obbliga l’uomo ad osservare tutta la legge, sia che gli venga praticata da bambino che da adulto. Siccome nessun uomo è in grado di assolvere tale compito, il trasgressore della legge diviene analogo all’incirconciso.
Geremia 9:25-26. "Ecco, vengono i giorni", dice l’Eterno, "in cui punirò tutti i circoncisi, che sono incirconcisi: 26 l’Egitto, Giuda, Edom, i figli di Ammon, Moab, e tutti quelli che si tagliano gli angoli della barba e abitano nel deserto; poiché tutte le nazioni sono incirconcise e tutta la casa d’Israele è incirconcisa di cuore".
Tutte le nazioni poste vicino a Israele praticavano la circoncisione, tranne il popolo dei Filistei. Tali popoli, però, non lo facevano come segno di patto con Dio, al contrario degli ebrei. Pertanto, se Israele e Giuda si allontanavano da Dio, la loro circoncisione veniva valutata parimenti a quella delle altre nazioni. Dio, infatti, desidera un cuore puro ed obbediente. Deuteronomio 10:16. Circonciderete perciò il prepuzio del vostro cuore e non indurite più il vostro collo; Geremia 4:4. Circoncidetevi per l’Eterno e rimuovete il prepuzio dei vostri cuori, o uomini di Giuda e abitanti di Gerusalemme, affinché il mio furore non prorompa come fuoco e non arda senza che alcuno possa spegnerlo, a motivo della malvagità delle vostre azioni!".
Vs. 26-27. Perciò se un incirconciso osserva gli statuti della legge, non sarà la sua incirconcisione reputata circoncisione? 27 E se colui che per natura è incirconciso adempie la legge, non giudicherà egli te che con la lettera e la circoncisione sei trasgressore della legge?
Le imperfezioni del giudeo indegno saranno messe in luce dall’esempio del gentile che, grazie al proprio comportamento, riesce a piacere a Dio.
Vs. 28-29. Infatti il Giudeo non è colui che appare tale all’esterno (Giuda vuol dire lode), e la circoncisione non è quella visibile nella carne; 29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente, e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, e non nella lettera; e d’un tal Giudeo la lode non proviene dagli uomini, ma da Dio.
Il nostro unico compito è quello di dare lode a Dio in qualunque luogo ci troviamo; la vera lode viene dal cuore.Chi basa la propria giustizia nell’opera di Cristo non ha nulla di cui gloriarsi davanti a Dio, l’autore e il realizzatore della nostra vita.