Neemia 6

Neemia 6
Craig Quam

Cap. 6

Altri ostacoli miranti ad attirare Neemia in un tranello, a calunniarlo e a indurlo a peccare

Vs. 1. Quando Samballat, Tobia e Ghesem, l’Arabo, e gli altri nostri nemici ebbero udito che avevo ricostruito le mura e che non c’era più rimasta nessuna breccia, sebbene allora non avessi ancora messo i battenti alle porte, 

Tutti i buchi delle mura sono chiusi; mancano ancora gli infissi alle finestre.

Quando la chiesa è unita non ci sono possibilità di varco per il nemico; pensiamo al giorno di Pentecoste, quando lo Spirito è sceso e tutti proclamavano la gloria di Dio in lingue. E’ scesa la potenza di Dio in forma di lingue di fuoco e 3.ooo persone si sono convertite.

Le mura sono chiuse, perciò il nemico sceglie altre strategie.

In questo capitolo viene concentrato l’attacco su Neemia, in quanto, essendo il capo carismatico, attraverso di lui può essere annientata l’intera comunità. Perciò i nemici pensano di toglierlo dalla scena, di farlo decadere in credibilità agli occhi dei Giudei. Contro di lui vengono ideati tre attacchi.

Vs. 2.  Samballat e Ghesem mi mandarono a dire: «Vieni, e troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono». Essi volevano farmi del male. 

  • Cercano di fare amicizia con Neemia e lo invitano in modo cordiale. Egli, però, comprende che volevano fargli del male.

Vs. 3-4.  Io mandai loro dei messaggeri per dire: «Io sto facendo un gran lavoro, e non posso scendere. Il lavoro rimarrebbe sospeso se io lo lasciassi per scendere da voi». 4  Quattro volte essi mandarono a dirmi la stessa cosa, e io risposi loro allo stesso modo. 

Vogliono distoglierlo dal lavoro, ma egli si nega. La loro insistenza proseguirà per ben quattro volte.


Vs. 5-8.  Allora Samballat mi mandò a dire la stessa cosa una quinta volta per mezzo del suo servo che aveva in mano una lettera aperta, 6  nella quale stava scritto: «Corre voce fra queste popolazioni, e Gasmu l’afferma, che tu e i Giudei meditate di ribellarvi; e che perciò tu ricostruisci le mura; e, stando a quel che si dice, tu dovresti diventare loro re, 7  e avresti perfino costituito dei profeti per farti proclamare re di Giuda a Gerusalemme. Questi discorsi saranno riferiti al re. Vieni dunque, e parliamone assieme». 8  Io gli feci rispondere: «Le cose non stanno come tu dici, ma sei tu che le inventi!» 

  • Spargono voci false su di lui, fingendo di averle udite da altri.

Vs. 9.  Tutta quella gente voleva impaurirci e diceva: «Perderanno il coraggio e il lavoro non si farà più». Ma ora, o Dio, fortificami! 

Neemia frequentemente proclama queste brevi preghiere per ricevere forza dall’Eterno. Il nemico vuole che smetta di lavorare? Allora Egli vuole darsi da fare ancora di più.

Vs. 10-13.  Io andai a casa di Semaia, figlio di Delaia, figlio di Metabeel. Or egli se ne stava rinchiuso là. E mi disse: «Troviamoci assieme nella casa di Dio, dentro il tempio; e chiudiamo le porte del tempio; perché essi verranno a ucciderti, e verranno a ucciderti di notte». 11  Ma io risposi: «Un uomo come me si dà forse alla fuga? Un uomo come me potrebbe entrare nel tempio e vivere? No, io non vi entrerò». 12  Io compresi che egli non era mandato da Dio, ma aveva pronunziato quella profezia contro di me, perché Tobia e Samballat lo avevano pagato. 13  Lo avevano pagato per impaurirmi e spingermi ad agire a quel modo e a peccare, per avere un precedente che mi causasse una cattiva reputazione e il disonore. 

  • Terza tattica: vogliono spaventarlo ed indurlo a disobbedire a Dio. 

Come avrà fatto Neemia a comprendere che tale consiglio non veniva da Dio? Presumibilmente perché egli era un uomo di Dio e sapeva che per lui era vietato entrare nel Tempio, non essendo un sacerdote. Infatti:

Levitico 18:6-7. dice che chi entra nel Tempio non essendo un sacerdote doveva essere messo a morte.

Vs. 14.  O mio Dio, ricòrdati di Tobia, di Samballat, e di queste loro opere! Ricòrdati anche della profetessa Noadia e degli altri profeti che hanno cercato di spaventarmi! 

Completamento delle mura

Vs. 15.  Le mura furono portate a termine il venticinquesimo giorno di Elul (circa il 20 settembre), in cinquantadue giorni. 

All’inizio della ricostruzione i Giudei dichiaravano che l’opera era impossibile, mentre in 52 giorni viene portata a termine. Per la loro incredulità per tanto tempo avevano vissuto tra le rovine: lo Spirito Santo può compiere delle opere incredibili.

Vs. 16.  E quando tutti i nostri nemici lo seppero, tutte le nazioni circostanti furono prese da timore, e provarono una grande umiliazione perché riconobbero che questa opera si era compiuta con l’aiuto del nostro Dio. 

Che Satana possa sentirsi abbattuto perché la mano di Dio è anche nelle nostre vite e nelle nostre chiese.

Il nemico sferra il quarto attacco:

Vs. 17-18.  In quei giorni, anche dei notabili di Giuda mandavano frequenti lettere a Tobia, e ne ricevevano da Tobia, 18  poiché molti in Giuda gli erano legati per giuramento perché egli era genero di Secania figlio di Ara, e Iocanan, suo figlio, aveva sposato la figlia di Mesullam, figlio di Berechia. 

Tobia non era un Israelita, ma aveva sposato una donna di tale popolo.

Vs. 19.  Essi dicevano bene di lui perfino in mia presenza, e gli riferivano le mie parole. E Tobia mandava lettere per impaurirmi. 

  • Cercano di dividere i capi della comunità. Infatti i nobili, i quali dovevano essere al fianco di Neemia, mandano lettere contro di lui. Facciamo attenzione ad ascoltare le parole ingiuriose che provengono da altre persone umane della chiesa.

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