Neemia 12

Neemia 12
Craig Quam

Cap. 12

I sacerdoti e i Leviti che tornarono a Gerusalemme con Zorobabel

Vs. 1-7.  Questi sono i sacerdoti e i Leviti che tornarono con Zorobabel, figlio di Sealtiel, e con Iesua: Seraia, Geremia, Esdra, 2  Amaria, Malluc, Cattus, 3  Secania, Reum, Meremot, 4  Iddo, Ghinnetoi, Abiia, 5  Miiamin, Maadia, Bilga, 6  Semaia, Ioiarib, Iedaia, 7  Sallu, Amoc, Chilchia, Iedaia. Questi erano i capi dei sacerdoti e dei loro fratelli al tempo di Iesua. 

Davide aveva stabilito 24 classi sacerdotali che avrebbero dovuto servire nel Tempio quando questo fosse stato costruito (1 Cron. 24: 7-19). Perciò Neemia elenca i capi dei sacerdoti che erano tornati da Babilonia con Zorobabel e Jesua quasi 100 anni prima.

Vs. 8-23.  Leviti: Iesua, Binnui, Cadmiel, Serebia, Giuda, Mattania, che dirigeva con i suoi fratelli i canti di lode. 9  Bacbuchia e Unni, loro fratelli, si alternavano con loro secondo il loro turno. 10  Iesua generò Ioiachim; Ioiachim generò Eliasib; Eliasib generò Ioiada, 11  Ioiada generò Ionatan; Ionatan generò Iaddua. 12  Ecco quali erano, al tempo di Ioiachim, i capi di famiglie sacerdotali: della famiglia di Seraia, Meraia; di quella di Geremia, Anania; 13  di quella d’Esdra, Mesullam; di quella d’Amaria, Ioanan; 14  di quella di Melicu, Ionatan; di quella di Sebania, Giuseppe; 15  di quella di Carim, Adna; di quella di Meraiot, Chelcai; 16  di quella di Iddo, Zaccaria; di quella di Ghinneton, Mesullam; 17  di quella d’Abiia, Zicri; di quella di Miniamin e di Moadia, Piltai; 18  di quella di Bilga, Sammua; di quella di Semaia, Ionatan; 19  di quella di Ioiarib, Mattenai; di quella di Iedaia, Uzzi; 20  di quella di Sallai, Callai; di quella di Amoc, Eber; 21  di quella di Chilchia, Casabia; di quella di Iedaia, Netaneel. 22  Quanto ai Leviti, i capi famiglia furono iscritti al tempo di Eliasib, di Ioiada, di Ioanan e di Iaddua; e i sacerdoti, sotto il regno di Dario, il Persiano. 23  I capi delle famiglie levitiche furono iscritti nel libro delle Cronache fino al tempo di Ioanan, figlio di Eliascib. 

Vs. 24.  I capi dei Leviti erano: Casabia, Serebia, Iesua, figlio di Cadmiel; e i loro fratelli si alternavano con loro per lodare e celebrare il SIGNORE, secondo l’ordine di Davide, uomo di Dio, per gruppi, secondo il loro turno. 

Le mura della città sono state ricostruite ed ora vengono dedicate all’Eterno.

Neemia svolgeva ogni compito in base a ciò che era riportato nella Parola di Dio secondo l’ordine di Davide: leggevano la Bibbia e fedelmente la mettevano in pratica. Allo stesso modo ci dovremmo comportare anche noi, senza aggiungere nuove rivelazioni, che sono un’invenzione umana. Il culto deve svolgersi secondo la Parola di Dio.

Vs. 25-26.  Mattania, Bacbuchia, Obadia, Mesullam, Talmon, Accub erano portinai, e facevano la guardia ai magazzini che stavano alle porte. 26  Questi vivevano al tempo di Ioiachim, figlio di Iesua, figlio di Iosadac e al tempo di Neemia, il governatore, e di Esdra, sacerdote e scriba. 

Dedicazione delle mura di Gerusalemme

Vs. 27.  Per l’inaugurazione delle mura di Gerusalemme si mandarono a cercare i Leviti da tutti i luoghi dove si trovavano, per farli venire a Gerusalemme allo scopo di fare l’inaugurazione con gioia, con lodi e canti e suono di cembali, saltèri e cetre. 

Neemia manda a chiamare i Leviti che si trovano nei villaggi attorno a Gerusalemme affinché si uniscano agli altri per le cerimonie di consacrazione delle mura.

Tali cerimonie si svolgono con gioia, con lodi e canti, detto in altre traduzioni: con allegrezza, ringraziamenti e lodi. Questi sono tre elementi presenti in ogni culto, perché se siamo figli di Dio dovremmo essere allegri, essendo Cristo meraviglioso ed essendo meraviglioso conoscerLo. Entrando nel locale di culto dobbiamo lasciarci alle spalle tutti i problemi, dando spazio alla gioia, al ringraziamento, a scapito dei nostri sentimenti, che potrebbero essere contrastanti.

Vs. 28-30.  I figli dei cantori si radunarono dai dintorni di Gerusalemme, dai villaggi dei Netofatiti, 29  da Bet-Ghilgal e dal territorio di Gheba e d’Azmavet; poiché i cantori si erano costruiti dei villaggi nei dintorni di Gerusalemme. 30  I sacerdoti e i Leviti si purificarono e purificarono il popolo, le porte e le mura. 

Probabilmente la purificazione avveniva tramite l’aspersione del sangue degli animali.

Prima di offrire una giusta lode a Dio dobbiamo purificarci e lasciare il rancore verso gli altri. Ciò è valido anche per i credenti di oggi, che devono porre attenzione a se stessi prima di svolgere un qualunque incarico all’interno della chiesa e certamente prima di accedere alla Santa Cena.

Vs. 31-37.  Poi feci salire sulle mura i capi di Giuda, e formai due grandi cori con i relativi cortei. Il primo si incamminò dal lato destro, sulle mura, verso la porta del Letame; 32  e dietro questo coro camminavano Osaia, la metà dei capi di Giuda, 33  Azaria, Esdra, Mesullam, 34  Giuda, Beniamino, Semaia, Geremia, 35  dei figli dei sacerdoti con le trombe; Zaccaria, figlio di Ionatan, figlio di Semaia, figlio di Mattania, figlio di Micaia, figlio di Zaccur, figlio di Asaf, 36  e i suoi fratelli Semaia, Azareel, Milalai, Ghilalai, Maai, Netaneel, Giuda, Canani, con gli strumenti musicali di Davide, uomo di Dio. Esdra, lo scriba, camminava alla loro testa. 37  Alla porta della Sorgente, di fronte a loro, salirono per la scalinata della città di Davide, per la salita delle mura, al di sopra della casa di Davide, e giunsero alla porta delle Acque, a oriente. 

Il primo gruppo va verso destra.

Vs. 38-39.  Il secondo coro si incamminò nel senso opposto; e io gli andavo dietro, con l’altra metà del popolo, sopra le mura. Passando al di sopra della torre dei Forni, esso andò fino alle mura larghe; 39  poi al di sopra della porta di Efraim, della porta Vecchia, della porta dei Pesci, della torre di Cananeel, della torre di Mea, fino alla porta delle Pecore; e il coro si fermò alla porta della Prigione. 

Il secondo si dirige a sinistra.

Vs. 40.  I due cori si fermarono nel tempio di Dio; e così feci io, con la metà dei magistrati che erano con me, 

Neemia stabilisce due cori e li fa camminare sopra le mura, per poi incontrarsi nella casa di Dio. Agisce in questo modo per vari motivi:

  • per far sì che tutto il popolo udisse i canti e si unisse al gruppo,

  • perché Israele col suo cammino prendesse spiritualmente possesso della città,

  • per vedere l’opera completa, eseguita grazie al volere di Dio,

  • per un altro motivo:

Neemia 4: 3. Tobia l’Ammonita, che gli stava accanto, disse: «Costruiscano pure! Se una volpe ci salta sopra, farà crollare il loro muro di pietra!» 

Il nemico aveva pronunciato delle parole di sfiducia, ma la realtà ne dimostra l’erroneità: tutto il popolo può salire sul muro, che dimostra di essere robusto.

  • Un altro motivo è in:

Neemia 6: 15-16. Le mura furono portate a termine il venticinquesimo giorno di Elul, in cinquantadue giorni. 16  E quando tutti i nostri nemici lo seppero, tutte le nazioni circostanti furono prese da timore, e provarono una grande umiliazione perché riconobbero che questa opera si era compiuta con l’aiuto del nostro Dio. 

Neemia dimostra che il vero costruttore delle mura è Dio, che si è servito della forza umana per edificare la sua opera.

Le mura vengono consacrate a Dio in modo che tutto il popolo sia concorde nel dire che l’opera è stata portata avanti da tutti, non da un uomo solo in particolare e grazie al volere di Dio. Nessuno può prendersene la gloria perché le mura appartengono al Signore.

Per arrivare al Tempio camminavano sulla sommità delle mura, ma anche sulla fede e sulla visione di Neemia, che è divenuta realtà. Sfidiamo noi stessi pregando di avere una visione per la nostra città o per il posto di lavoro in cui siamo stati posti, per il popolo o per la nostra stessa vita: con una meta davanti vedremo accrescere la nostra spiritualità.

Il nemico ha seminato la sfiducia e:

Neemia 4: 10-12.  (4-4) Quelli di Giuda dicevano: «Le forze vengono meno ai portatori di pesi, e le macerie sono molte; noi non riusciremo a costruire le mura!» 11  (4-5) I nostri avversari dicevano: «Essi non sapranno e non vedranno nulla, finché non saremo piombati in mezzo a loro; allora li uccideremo, e faremo cessare i lavori». 12  (4-6) I Giudei però, che risiedevano vicino a loro, vennero dieci volte a riferirci questo, da tutti i luoghi da cui provenivano. 

Il popolo pensa di non riuscire nell’impresa ed anche di perdere la vita; perciò la loro volontà sarebbe stata quella di recedere ed abbandonare tutto. Anche noi oggi siamo sfiduciati e vediamo il lato scuro delle situazioni: questa mentalità fatalista ci viene innestata dal nemico, che ci vuole deboli ed arrendevoli. Dobbiamo invece aver fede circa il cambiamento della situazione mondiale attuale perché Dio è potente ed onnipotente; al contrario, l’uomo è limitato.

Israele all’inizio era scoraggiata, le persone guardavano l’entità del lavoro e si sentivano perduti in partenza, anzi volevano chiudersi in casa per non venir uccisi.

Ma in Neemia 4: 13-14. 13  (4-7) Allora io disposi il popolo per famiglie, con le loro spade, le loro lance, i loro archi, nelle parti più basse del posto, dietro le mura, allo scoperto. 14  (4-8) Dopo aver bene esaminato ogni cosa, mi alzai e dissi ai notabili, ai magistrati e al resto del popolo: «Non li temete! Ricordatevi del Signore, grande e tremendo. Combattete per i vostri fratelli, per i vostri figli e figlie, per le vostre mogli e le vostre case!» 

Neemia si alza in piedi e rifiuta questa situazione perdente: bisogna compiere l’opera grande e meravigliosa che Dio desidera. La gloria dell’Eterno coprirà la nostra nazione come le acque coprono il mare. Se abbiamo fede in Dio possiamo muoverci; non guardiamo alle nostre limitate capacità, ma al Signore, che è grande  e tremendo. 

Neemia li incita in tre aspetti:

  • Non aver paura,

  • guardare al Signore,

  • combattere.

Come possiamo combattere oggi? Opponiamoci al consumismo, all’evoluzionismo, a tutto ciò che bombarda la mente dei nostri figli per risucchiarli e renderli seguaci del maligno.

Neemia aveva una visione ed è stato capace di trasmetterla alla gente; le mura di Gerusalemme erano la realizzazione di tale visione. Anche noi dobbiamo credere che Dio farà grandi cose nella nostra vita, al di là di ciò che pensiamo o immaginiamo.

Prima dell’arrivo di Neemia il popolo camminava per terra, tra le macerie, ma ora si trova in alto, nella realizzazione dei progetti del Signore. 

Prima si lamentavano per la loro condizione, ora cantano le lodi a Dio.

Vs. 41-42.  e i sacerdoti Eliachim, Maaseia, Miniamin, Micaia, Elioenai, Zaccaria, Anania con le trombe, 42  e Maaseia, Semaia, Eleazar, Uzzi, Ioanan, Malchia, Elam, Ezer. E i cantori fecero risonare forte le loro voci, diretti da Izraia. 

Vs. 43.  In quel giorno il popolo offrì numerosi sacrifici, e si rallegrò perché Dio gli aveva concesso una gran gioia. Anche le donne e i bambini si rallegrarono; e la gioia di Gerusalemme si sentiva da lontano. 

Grande è la gioia di coloro che camminano verso il Tempio; tale sentimento era udibile da lontano, più ancora dei canti, perché scaturiva dal cuore. Quando una persona ama Gesù emana tale gioia; quando una persona è risvegliata, quando lo Spirito sta operando, allora la gente pagana viene attirata perché nel mondo non c’è la felicità, che viene ricercata nella droga o comunque nelle cose effimere. Le persone oggi sono affamate della felicità e la ricercano.

Riordinamento delle decime

Vs. 44.  In quel tempo alcuni uomini furono nominati sorveglianti delle stanze che servivano da magazzini delle offerte, delle primizie e delle decime: dai campi intorno alle città dovevano raccogliere nei magazzini le parti assegnate dalla legge ai sacerdoti e ai Leviti; poiché i Giudei erano contenti di vedere i sacerdoti e i Leviti ai loro posti. 

Neemia approfitta di questa celebrazione per provvedere al ripristino del culto.

Ecco il frutto della gioia prima descritta: le persone donano volentieri parte dei propri beni perché desiderano vedere il progredire dell’opera di Dio.

Vs. 45.  E questi compivano tutto ciò che riguardava il servizio del loro Dio e le purificazioni; come facevano, dal canto loro, i cantori e i portinai secondo l’ordine di Davide e di Salomone suo figlio. 

I Leviti, i cantanti e i portinai vengono sostenuti dalla comunità.

Vs. 46.  Anticamente infatti, al tempo di Davide e di Asaf, c’erano alcuni capi dei cantori e dei canti di lode e di ringraziamento a Dio. 

Stanno tornando all’antico culto biblico.

Vs. 47.  Tutto Israele, al tempo di Zorobabel e di Neemia, dava giorno per giorno le porzioni assegnate ai cantori e ai portinai; dava ai Leviti le cose consacrate, e i Leviti davano ai figli di Aaronne le cose consacrate che spettavano loro. 

Anche coloro che venivano sostenuti davano a loro volta la decima.

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