Giudici 8

Giudici 8
Craig Quam

Vs. 8

Gedeone sbaraglia i re di Madian, Zebah e Tsalmunna.  

Alla sconfitta fa seguito la reazione di Satana: Israele ora è unito, ma la gente di Efraim trova un cavillo per protestare e portare dissidio.

Vs. 1.  Gli uomini di Efraim dissero a Gedeone: «Perché ci hai trattati in questo modo? Perché non ci hai chiamati quando sei andato a combattere contro Madian?» Ebbero con lui una disputa violenta. 

Gli uomini di Efraim sono gelosi; hanno visto l’esito della vittoria e si sono rammaricati perché non ne hanno fatto parte. Però, se siamo obiettivi, sappiamo che questo non era il piano di Dio: il popolo che doveva andare a combattere doveva essere minimo perché la gloria fosse tutta di Dio stesso.

Vs. 2.  Egli rispose loro: «Che ho fatto io in confronto a voi? La racimolatura di Efraim non vale forse più della vendemmia di Abiezer? 

Gedeone era della famiglia di Abiezer; Efraim significa “fruttifero”. Quindi, Gedeone sta dicendo che le piccolezze di Efraim (la racimolatura, cioè quel poco che rimane dopo la raccolta) sono maggiori di ogni grande opera compiuta da Gedeone. Era un modo gentile ed umile per dire che egli era piccolo, minimo, un nulla in confronto a loro.

Vs. 3.  Dio vi ha messo in mano i prìncipi di Madian, Oreb e Zeeb; che dunque ho potuto fare in confronto a voi?» Quand’egli ebbe loro detto quella parola, la loro ira contro di lui si calmò. 

Essi avevano catturato i principi nemici: questo era un fatto importante. Sentendosi declamare, la loro ira si calmò.

Vs. 4.  Gedeone arrivò al Giordano, lo passò con i suoi trecento uomini, i quali, benché stanchi, continuavano a inseguire il nemico, 

Probabilmente avevano trascorso la notte insonne eppoi erano passate anche molte ore del giorno, ma vanno avanti e proseguono nell’inseguire il nemico. Questi 300 sono stati scelti da Dio e proseguono nel cammino di fede, nonostante la stanchezza; sono fedeli nel portare a compimento l’opera e perseverano nell’inseguimento di 15.000 uomini, pur essendo solo 300.

 

Vs. 5-7.  e disse a quelli di Succot: «Date, vi prego, dei pani alla gente che mi segue, perché è stanca, e io sto inseguendo Zeba e Salmunna, re di Madian». 6  Ma i capi di Succot risposero: «Zeba e Salmunna sono forse già nelle tue mani? Perché dovremmo dare del pane al tuo esercito?» 7  Gedeone disse: «Ebbene! Quando il SIGNORE avrà messo nelle mie mani Zeba e Salmunna, io vi lascerò le carni con delle spine del deserto e con dei rovi». 

Gli uomini di Succot rifiutano l’aiuto a Israele perché, non essendo certi della sconfitta dei re di Madian, temono una loro ritorsione.

Vs. 8-9.  Di là salì a Penuel e fece la stessa richiesta a quelli di Penuel, ma essi gli risposero come avevano fatto quelli di Succot. 9  Egli disse anche a quelli di Penuel: «Quando tornerò in pace, abbatterò questa torre». 

Anche a Penuel ricevono un rifiuto.

Vs. 10-16.  Zeba e Salmunna erano a Carcor con il loro esercito di circa quindicimila uomini, che era tutto quello che rimaneva dell’intero esercito dei popoli dell’oriente, poiché centoventimila uomini armati di spada erano stati uccisi. 11  Gedeone salì per la via dei nomadi, a oriente di Noba e di Iogbea, e sconfisse l’esercito, che si credeva sicuro. 12  Zeba e Salmunna si diedero alla fuga; ma egli li inseguì, prese i due re di Madian, Zeba e Salmunna, e sbaragliò tutto l’esercito. 13  Poi Gedeone, figlio di Ioas, tornò dalla battaglia, per la salita di Cheres; 14  prese un giovane di Succot, e lo interrogò; e quello gli diede per iscritto i nomi dei capi e degli anziani di Succot, che erano settantasette. 15  Poi Gedeone andò da quelli di Succot e disse: «Ecco Zeba e Salmunna, a proposito dei quali mi insultaste dicendo "Zeba e Salmunna sono forse già nelle tue mani? Perché dovremmo dare del pane alla tua gente esausta?"» 16  Poi prese gli anziani della città, e con delle spine del deserto e con dei rovi castigò gli uomini di Succot. 

Non sappiamo cosa fece loro, ma certamente provocò loro molte sofferenze.

Vs. 17-19.  Abbatté la torre di Penuel e uccise la gente della città. 18  Poi disse a Zeba e a Salmunna: «Com’erano gli uomini che avete ucciso sul Tabor?» Quelli risposero: «Erano come te; ognuno di essi aveva l’aspetto di un figlio di re». 19  Ed egli riprese: «Erano miei fratelli, figli di mia madre; com’è vero che il SIGNORE vive, se aveste risparmiato la loro vita, io non vi ucciderei!» 

I Madianiti avevano ucciso i fratelli di Gedeone.

Vs. 20.  Poi disse a Ieter, suo primogenito: «Alzati, uccidili!» Ma il giovane non estrasse la spada, perché aveva paura, essendo ancora un ragazzo. 

Il fatto di venir uccisi dal ragazzo sarebbe stato un grande insulto per questi re perché, a quel tempo, secondo la cultura del luogo, era compito del re conquistatore uccidere i sovrani nemici.

Vs. 21.  Zeba e Salmunna dissero: «Alzati tu stesso e dàcci il colpo mortale; poiché qual è l’uomo tale è la sua forza». Gedeone si alzò, uccise Zeba e Salmunna, e prese le mezzelune che i loro cammelli portavano al collo. 

Una divinità pagana erano la luna e la mezzaluna. Maometto adorava Allah, il dio della luna e la Kabala era l’altare di questo dio.

Anche i cammelli erano ornati con oggetti che li abbellivano.

Vs. 22.  Allora gli uomini d’Israele dissero a Gedeone: «Regna su di noi, tu, tuo figlio, e il figlio di tuo figlio, poiché ci hai salvati dalla mano di Madian». 

Israele non aveva mai avuto un re umano, perché Dio voleva governarli direttamente; poi, al tempo di Samuele, sarà eletto Saul. Infatti, noi umani abbiamo la tendenza a desiderare di adorare qualcuno di tangibile, mentre Dio voleva essere la loro guida, essendo il creatore dell’universo.

Ora Israele vuole innalzare Gedeone, ma egli rifiuta l’offerta.

 

Vs. 23.  Ma Gedeone rispose loro: «Io non regnerò su di voi, né mio figlio regnerà su di voi; il SIGNORE è colui che regnerà su di voi!» 

Questa è una risposta molto saggia e pubblicamente dichiara di non  voler prendere il posto di Dio. Nei versetti seguenti, però, purtroppo, vedremo che quanto ha dichiarato con la bocca non verrà realizzato nella realtà: egli vivrà come un re; avrà un figlio da una donna pagana e lo chiamerà Abimeleck, congiunzione di due parole ebraiche: “Abi”, che significa “papà” e “Melek”, ossia “re”: “mio padre è re”. Gedeone un tempo era piccolo e umile e il Signore lo ha incoraggiato, ma quando ha vinto ha iniziato a esaltare se stesso.

Vs. 24-26.  Poi Gedeone disse loro: «Una cosa voglio chiedervi: che ciascuno di voi mi dia gli anelli del suo bottino». -I nemici avevano degli anelli d’oro perché erano Ismaeliti. - 25  Quelli risposero: «Li daremo volentieri». E stesero un mantello, sul quale ciascuno gettò gli anelli del suo bottino. 26  Il peso degli anelli d’oro, che egli aveva chiesto, fu di millesettecento sicli d’oro, oltre alle mezzelune, ai pendenti e alle vesti di porpora che i re di Madian avevano addosso, e oltre ai collari che i loro cammelli avevano al collo. 

L’oro era tantissimo e lo rese il più ricco di tutti; ciò non fu per lui una benedizione perché lo allontanò dal Signore. Si sentiva grande in se stesso perciò non confidò più in Dio.

Cosa ne fa di questa ricchezza?

Vs. 27.  Gedeone ne fece un efod, che pose in Ofra, sua città, e tutto Israele si prostituì al seguito di quello; ed esso diventò un’insidia per Gedeone e per la sua casa. 

L’Efod era un gilet blu che indossava Aronne, sul cui pettorale erano 12 pietre, rappresentanti le 12 tribù; sotto il pettorale vi erano due pietre, una bianca e una nera, l’urim e il tummim: il Sommo Sacerdote le usava per indovinare il volere di Dio.

Numeri 27: 18-21.      Il SIGNORE disse a Mosè: «Prendi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; imporrai la tua mano su di lui; 19  lo farai comparire davanti al sacerdote Eleazar e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini in loro presenza, 20  e lo farai partecipe della tua autorità, affinché tutta la comunità dei figli d’Israele gli obbedisca. 21  Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleazar, che consulterà per lui il giudizio dell’urim davanti al SIGNORE; egli e tutti i figli d’Israele con lui e tutta la comunità usciranno all’ordine di Eleazar ed entreranno all’ordine suo». 

Gedeone ha realizzato un oggetto sacro, non un idolo; l’errore sta nel fatto che non è stato eseguito in seguito ad un ordine di Dio. Le sue intenzioni potevano essere anche buone, ma non rispettavano un comando; infatti, condusse il popolo all’idolatria e si è rivelata una pietra d’inciampo.

Vs. 28-31.  Così Madian fu umiliato davanti ai figli d’Israele e non alzò più il capo; e il paese ebbe pace per quarant’anni, durante la vita di Gedeone. 29  Ierubbaal, figlio di Ioas, tornò ad abitare a casa sua. 30  Gedeone ebbe settanta figli, che gli nacquero dalle sue molte mogli. 31  La sua concubina, che stava a Sichem, gli partorì anche lei un figlio, al quale pose nome Abimelec. 

Gedeone ebbe molte mogli e una concubina pagana. Impone al bambino un nome che rivela il suo cuore.

Vs. 32-35.  Poi Gedeone, figlio di Ioas, morì molto vecchio e fu sepolto nella tomba di Ioas suo padre, a Ofra degli Abiezeriti. 33  Dopo la morte di Gedeone, i figli d’Israele ricominciarono a prostituirsi agl’idoli di Baal e presero Baal-Berit come loro dio. 34  I figli d’Israele non si ricordarono del SIGNORE, del loro Dio, che li aveva liberati dalle mani di tutti i nemici che li circondavano; 35  e non dimostrarono nessuna gratitudine alla casa di Ierubbaal, ossia di Gedeone, per tutto il bene che egli aveva fatto a Israele. 

Muore l’uomo di Dio e subito il popolo torna all’idolatria, forse perché aveva posto fede in un uomo, non nel Dio onnipotente. Gedeone, poi, non ha avuto dei discepoli, perciò, una volta che lui è morto, nessuno ha proseguito la sua opera.

In cap. 9 Abimelec, figlio della donna pagana, ucciderà tutti i suoi fratelli: il nostro peccato porta alla morte.

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