Giudici 3
Cap. 3
Vs. 1-4. Questi sono i popoli che il SIGNORE lasciò stare per mettere alla prova, per mezzo di essi, Israele, cioè tutti quelli che non avevano visto le guerre di Canaan. 2 Egli voleva soltanto che le nuove generazioni dei figli d’Israele conoscessero e imparassero la guerra: quelli, per lo meno, che non l’avevano mai vista prima. Questi popoli erano: 3 i cinque principi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’ingresso di Camat. 4 Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele avrebbe ubbidito ai comandamenti che il SIGNORE aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè.
Il perfetto volere di Dio era che Israele occupasse da solo la terra promessa, godendo tutte le benedizioni del Signore; siccome si sono ribellati ed hanno disobbedito, accettando di convivere con i pagani, sono caduti progressivamente sempre più profondamente nel peccato. Ora stanno raccogliendo i frutti del loro peccato e sono sottoposti al giogo dei pagani.
Intanto il Padre aspetta il ravvedimento con pazienza ed amore, pronto a riabbracciare i suoi figli al minimo segno di rettitudine. Ogni volta che il popolo grida all’Eterno, Egli prontamente invia un giudice in loro aiuto.
Vs. 5. Così i figli d’Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei;
Quando Israele da preso possesso del territorio avuto in eredità, ha disobbedito lasciando che i pagani vivessero assieme a loro, però li hanno costretti a pagare un tributo; questo era il segno della loro superiorità. Col passare del tempo, però, la contaminazione diviene totale e profonda.
Infatti:
Vs. 6-7. sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie come spose ai loro figli, e servirono i loro dèi. 7 I figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE; dimenticarono il SIGNORE, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e di Astarte.
Si arriva ai peccati più gravi gradualmente, iniziando con quelli più piccoli. C'è quasi sempre una progressione. Prima di tutto abitarono in mezzo ad un popolo pagano. Questo era già un peccato perché Dio ci comanda di non frequentare i pagani.
Questa usanza li portò a prendere in mogli le figlie dei pagani e dare le loro figlie in moglie ad essi, cosa anche questa vietata da Dio.
Poi, esattamente come Dio li aveva avvertiti, arrivarono a servire i loro dèi, Baal e le Asceroth. I figli d'Israele, che erano stati liberati dalla schiavitù dell'Egitto con potenza, che avevano ricevuto il patto con Dio stesso sul Monte Sinai, che avevano le promesse, che avevano conosciuto la cura miracolosa di Dio, Lo abbandonarono per servire i falsi dèi!! Fecero ciò che è male agli occhi dell'Eterno, Lo dimenticarono e servirono Baal e le Asceroth! Ecco la progressione del peccato: da un piccolo compromesso sono arrivati a dimenticare Dio.
Vs. 8. Perciò l’ira del SIGNORE si accese contro Israele ed egli li diede nelle mani di Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e i figli d’Israele furono servi di Cusan-Risataim per otto anni.
Non si sa se il nome di questo re sia il suo vero nome, oppure un soprannome, perché Cusan è il nome di una regione del Medio Oriente e Risataim significa “colui che è doppiamente malvagio”: una figura di Satana.
Queste poche parole descrivono una durissima disciplina subita da Israele. Dio diede il suo popolo nelle mani di un nemico per otto anni. Ciò vuol dire che non solo permise una vittoria militare al loro nemico, ma anche di diventare loro padrone. Perciò quel popolo ebbe potere sui figli d'Israele, giorno dopo giorno, e rese la loro vita quotidiana molto dura e dolorosa. In Israele regnava un'atmosfera di paura e pesantezza tutti i giorni.
I più vecchi si ricordano ancora quando i Tedeschi occupavano e controllavano l'Italia durante la Seconda Guerra mondiale. La vita per gli Italiani era durissima, la paura regnava. I dominatori prendevano il meglio per sé, lasciando poco agli Italiani. Tanti conoscevano la fame, non c'erano diritti per gli Italiani. Era una vita veramente dura e difficile.
E fu così quando Dio, per disciplinare i figli d'Israele, li diede nelle mani di un nemico, in questo caso, Kushan- Rishathaim. Questa dura disciplina durò otto lunghi anni. Solo un mese di una vita così sarebbe già tantissimo, ma nel loro caso, durò otto lunghi anni.
Il motivo per cui durò così tanto tempo, e non meno, era perché ci vollero otto anni prima che i figli d'Israele si ravvedessero. Comprendiamo questo da quello che dichiara il v.9.
Vs. 9. Poi i figli d’Israele gridarono al SIGNORE e il SIGNORE fece sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò.
Il Signore risponde immediatamente, appena udito il grido del popolo.
Notate la prima parola del versetto: “Poi i figli d’Israele gridarono all’Eterno”: per otto anni non si erano ravveduti. Nonostante la sofferenza, nonostante la vita durissima, rifiutavano di ravvedersi e di rivolgersi a Dio. Solo dopo otto anni finalmente si umiliarono e si rivolsero a Dio, gridarono a Dio.
Finché non si ravvidero continuarono a chiedere aiuto a Baal e alle Asceroth. In altre parole, nonostante la dura disciplina, per tanto tempo continuarono ostinatamente a dimorare nel loro peccato. Dio è buono e pronto a perdonare. Quindi, quando i figli d'Israele finalmente si rivolsero a Lui, Egli fu pronto a usare grande benignità per salvarli.
Notiamo che la vittoria appartiene al Signore, e non dipende dagli uomini. Quando Dio volle disciplinare Israele, diede vittoria ai suoi nemici; appena Dio volle salvare Israele, suscitò un liberatore. Dio può trasformare una vittoria in una sconfitta, e una sconfitta in una vittoria. Dio non è limitato dalle circostanze o da alcun fattore esterno.
E così, tramite questo uomo, Othniel, Dio liberò Israele.
Otniel appare in Vs. 1:13: è colui che sposò la figlia di Caleb ed è un uomo di fede.
Il suo nome è la congiunzione di “Otni”, che significa “forza, potenza” ed “El”, che significa “Dio”; quindi il suo nome significa “forza o potenza di Dio”; è la potenza di Dio a liberare Israele.
Vs. 10-11. Lo spirito del SIGNORE venne su di lui ed egli fu giudice d’Israele; uscì a combattere e il SIGNORE gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim. 11 Il paese ebbe pace per quarant’anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì.
Lo Spirito di Dio muove i passi di Otniel. Ricorda Atti 1: 8, dove lo Spirito scende sugli apostoli; questa è una promessa valida per ogni credente.
Atti 1:8. Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».
La potenza dello Spirito Santo è indispensabile per ogni credente perché lo riveste interamente; è il battesimo dello Spirito Santo.
Atti 8:6-17. Filippo, disceso nella città di Samaria, vi predicò il Cristo. 6 E le folle unanimi prestavano attenzione alle cose dette da Filippo, ascoltandolo e osservando i miracoli che faceva. 7 Infatti gli spiriti immondi uscivano da molti indemoniati, mandando alte grida; e molti paralitici e zoppi erano guariti. 8 E vi fu grande gioia in quella città. 9 Or vi era un tale, di nome Simone, che già da tempo esercitava nella città le arti magiche, e faceva stupire la gente di Samaria, spacciandosi per un personaggio importante. 10 Tutti, dal più piccolo al più grande, gli davano ascolto, dicendo: «Questi è "la potenza di Dio", quella che è chiamata "la Grande"». 11 E gli davano ascolto, perché già da molto tempo li aveva incantati con le sue arti magiche. 12 Ma quando ebbero creduto a Filippo che portava loro il lieto messaggio del regno di Dio e il nome di Gesù Cristo, furono battezzati, uomini e donne.
Questo è il battesimo in acqua: crediamo con il cuore, poi confessiamo la nostra fede e quindi siamo battezzati in acqua.
13 Simone credette anche lui; e, dopo essere stato battezzato, stava sempre con Filippo; e restava meravigliato, vedendo i miracoli e le opere potenti che venivano fatti. 14 Allora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni. 15 Essi andarono e pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; 16 infatti non era ancora disceso su alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù.
Erano battezzati in acqua, ma non con lo Spirito Santo.
17 Quindi imposero loro le mani, ed essi ricevettero lo Spirito Santo.
Quindi:
C’è un uomo malvagio che opprime il popolo di Dio da molti anni, perciò è necessario l’intervento di Otniel, la potenza di Dio, per liberarli. Se vogliamo avere vittoria nella nostra vita, quindi, dobbiamo ricevere il battesimo dello Spirito Santo, che ci dà la vittoria; è essenziale.
Grazie ad Otniel, Israele ha avuto pace per 40 anni.
Come Dio aveva dato Israele nelle mani del nemico, ora dà questo nemico nelle mani di Israele.
La vittoria non dipende dalla forza dell'uomo, ma dalla volontà di Dio.
Dio è Colui che dà la benedizione, e anche Colui che la toglie. La più grande benedizione è quella di avere comunione con il Signore stesso, in Cristo Gesù.
Così, quando i figli d'Israele di ravvidero, Dio diede loro vittoria tramite Othniel, e per tutto il resto della sua vita, quarant'anni, il paese ebbe riposo. In altre parole, per quarant'anni Dio non permise ad alcun nemico di avere vittoria su Israele.
Vs. 12. I figli d’Israele continuarono a fare ciò che è male agli occhi del SIGNORE;
“Ciò che è male agli occhi dell’Eterno” ci fa capire che Dio vede ogni nostra azione.
così il SIGNORE rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché essi avevano fatto ciò che è male agli occhi del SIGNORE.
Eglon: viene descritto nel vs. 17 come un uomo molto grasso. Dio rende forte questo pagano per far sì che il suo popolo si ravveda.
Vs. 13. Eglon radunò intorno a sé i figli di Ammon e di Amalec; poi marciò contro Israele, lo sconfisse e s’impadronì della città delle palme.
Tale città è Gerico. Questa volta la punizione durerà 18 anni: il popolo impiega così tanto tempo prima di ravvedersi e gridare a Dio!
Vs. 14-15. I figli d’Israele furono servi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni. 15 I figli d’Israele gridarono al SIGNORE ed egli fece sorgere per loro un liberatore: Eud, figlio di Ghera, beniaminita, che era mancino. I figli d’Israele mandarono per mezzo di lui un regalo a Eglon, re di Moab.
Eud è un beniamita: Beniamino significa “il figlio del mio braccio destro”;
Eud significa “unità”; egli è mancino e fa parte della tribù del braccio destro.
Egli è colui che porta al re un regalo da parte del popolo di Israele.
Vs. 16. Eud si fece una spada a due tagli,
La spada a due tagli è simbolo della Parola di Dio.
lunga un cubito;
Un cubito è circa mezzo metro, quindi una spada corta.
e la cinse sotto la sua veste, al fianco destro.
Essendo mancino, porta la spada a destra, sotto ai vestiti. Ciò è importante perché, quando è stato perquisito, le guardie hanno controllato il lato sinistro e non hanno visto la spada sotto il vestito al lato destro.
Vs. 17-23. Quindi offrì il regalo a Eglon, re di Moab, che era un uomo molto grasso. 18 Quando ebbe finito la presentazione del regalo, rimandò la gente che l’aveva portato. 19 Ma egli, giunto agli idoli che sono presso a Ghilgal, tornò indietro e disse: «O re, io ho qualcosa da dirti in segreto». Il re disse: «Silenzio!» Tutti quelli che gli stavano intorno, uscirono. 20 Allora Eud si avvicinò al re, che stava seduto nella sala di sopra, riservata a lui solo, per prendervi il fresco, e gli disse: «Ho una parola da dirti da parte di Dio». Eglon si alzò dal suo seggio; 21 ed Eud, stesa la mano sinistra, prese la spada dal suo fianco destro e gliela piantò nel ventre. 22 Anche l’elsa entrò dopo la lama; e il grasso si rinchiuse attorno alla lama; poiché egli non gli ritirò dal ventre la spada, che gli usciva da dietro. 23 Poi Eud uscì nel portico, chiuse le porte della sala di sopra, e mise il chiavistello.
Eglon rappresenta la carne, che ci opprime; infatti, il suo nome significa “vitello”; Eud sconfigge la carne con la spada a doppio taglio, che rappresenta la Parola di Dio; solo Essa ci libera totalmente dalla schiavitù della carne.
Se nella vita di Otniel abbiamo imparato che la potenza dello Spirito Santo libera dal giogo del nemico, qui vediamo come la Parola di Dio libera il credente dalla carnalità.
Vs. 24-27. Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono, ed ecco che le porte della sala di sopra erano chiuse con il chiavistello; e dissero: «Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca». 25 Tanto aspettarono, che ne furono preoccupati; e poiché il re non apriva le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il loro signore era steso per terra, morto. 26 Mentre essi indugiavano, Eud si diede alla fuga, passò oltre gli idoli e si mise in salvo a Seira. 27 Quando fu arrivato, sonò la tromba nella regione montuosa di Efraim, e i figli d’Israele scesero con lui dalla regione montuosa, ed egli si mise alla loro testa.
Il popolo di Dio stava aspettando un uomo di Dio che li liberasse.
Prima di questa storia Eud era un uomo comune, ma poi ha avuto coraggio ed ha liberato il popolo dall’oppressore; Dio potrebbe usare ognuno di noi per liberare una nazione. La fede di Eud è contagiosa, perciò il popolo si unisce a lui.
Vs. 28-29. Disse loro: «Seguitemi, perché il SIGNORE vi ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici». Quelli scesero dietro a lui, s’impadronirono dei guadi del Giordano per impedire il passaggio ai Moabiti, e non lasciarono passare nessuno. 29 In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.
La vittoria fu totale.
Vs. 30. Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d’Israele e il paese ebbe pace per ottant’anni.
Per 80 anni il popolo segue il Signore.
Vs. 31. Dopo Eud, venne Samgar, figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch’egli liberò Israele.
Sagmar con un bastone sconfigge i Filistei: Dio non ha bisogno di grandi mezzi per agire con potenza, né di persone dotte; l’importante è che i credenti mettano a Sua disposizione tutto ciò che possiedono, anche i piccoli talenti.
Una delle lezioni più importanti di Giudici è la necessità di raccontare ai nostri figli, alla prossima generazione, le opere compiute da Dio, per non cadere ripetutamente negli stessi peccati. Impariamo a tenere vivo nella mente il ricordo delle opere di Dio!