Giudici 15-16

Giudici 15-16
Craig Quam

Cap. 15

Vendetta di Sansone sui Filistei

Sansone era un nazireo, ossia un uomo dedicato all’Eterno fin dal grembo di sua madre.

  • Non poteva toccare il vino o l’uva,

  • non poteva tagliare i capelli,

  • non poteva avvicinarsi ad un cadavere, sia umano che di animale.

Sansone è stato toccato dallo Spirito santo fin dall’infanzia, ma ama avvicinarsi al peccato, perciò vuole sposare una donna pagana, passa attraverso una vigna, mangia il miele deposto all’interno di una carogna di un leone e ne dà anche ai genitori. Inoltre, ha rapporti con i pagani e fa un convito con loro.

Vs. 1-4.  Al tempo della mietitura del grano (siamo nel periodo maggio-giugno), Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e disse: «Voglio entrare in camera da mia moglie».(non ha mai consumato il matrimonio con la donna pagana) Ma il padre di lei non gli permise di entrare 2  e gli disse: «Io credevo sicuramente che tu l’avessi presa in odio, perciò l’ho data al tuo compagno; sua sorella minore non è più bella di lei? Prendila dunque al suo posto». 3  Sansone rispose loro: «Questa volta, non avrò colpa, se farò del male ai Filistei». 4  Sansone se ne andò e catturò trecento sciacalli; prese pure delle fiaccole, mise gli sciacalli coda contro coda e una fiaccola in mezzo, fra le due code. 

Prendere tante volpi è un’impresa impossibile, perciò è ovvio che c’è l’intervento divino.

E’ il tempo della mietitura, perciò il grano è secco; attraverso tale grano corrono 150 coppie di volpi, che hanno una fiaccola accesa legata alla coda. L’incendio è stato devastante.

Vs. 5.  Poi accese le fiaccole, fece correre gli sciacalli per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano ancora in piedi e perfino gli uliveti.

Tutto il raccolto è distrutto.

 Vs. 6-13.  I Filistei chiesero: «Chi ha fatto questo?» Fu risposto: «Sansone, il genero del Timneo, perché questi gli ha preso la moglie e l’ha data al compagno di lui». I Filistei salirono e bruciarono lei e suo padre. 7  Sansone disse loro: «Poiché agite in questo modo, siate certi che non mi fermerò finché non mi sarò vendicato di voi». 8  E li sbaragliò interamente, facendone una grande strage. Poi discese e si ritirò nella caverna della roccia d’Etam. 9  Allora i Filistei salirono, si accamparono in Giuda e si spinsero fino a Lechi. 10  Gli uomini di Giuda dissero loro: «Perché siete saliti contro di noi?» Quelli risposero: «Siamo saliti per legare Sansone; per fare a lui quello che ha fatto a noi». 11  Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della roccia di Etam e dissero a Sansone: «Non sai che i Filistei sono nostri dominatori? Che è dunque questo che ci hai fatto?» Egli rispose loro: «Quello che hanno fatto a me, l’ho fatto a loro». 12  Essi gli dissero: «Noi siamo venuti per legarti e darti in mano ai Filistei». Sansone replicò loro: «Giuratemi che voi stessi non mi ucciderete». 13  Quelli risposero: «No, ti legheremo soltanto e ti daremo nelle loro mani; ma certamente non ti metteremo a morte». Così lo legarono con due funi nuove e lo fecero uscire dalla caverna. 

Sansone ha un piano: non vuole uccidere gli Israeliti, perciò li fa giurare che non gli avrebbero fatto del male. In caso contrario, egli li avrebbe uccisi tutti.

Vs. 14-15.  Quando giunse a Lechi, i Filistei gli si fecero incontro con grida di gioia, ma lo spirito del SIGNORE lo investì, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si appicchi il fuoco; e i legami gli caddero dalle mani. 15  Poi, trovata una mascella d’asino ancora fresca, stese la mano, l’afferrò e uccise con essa mille uomini. 

La mascella di un asino è simile ad un boomerang: questa è l’arma usata da Sansone.

Vs. 16-18.  Sansone disse: «Con una mascella d’asino, un mucchio! due mucchi! Con una mascella d’asino ho ucciso mille uomini». 17  Quando ebbe finito di parlare, gettò via la mascella e chiamò quel luogo Ramat-Lechi. 18  Poi ebbe molta sete, invocò il SIGNORE, e disse: «Tu hai concesso questa grande liberazione per mano del tuo servo; ora, dovrò forse morire di sete e cadere nelle mani degli incirconcisi?» 

Questa è la prima preghiera che Sansone rivolge a Dio e somiglia più che altro ad una lamentela. Egli pregherà solamente un’altra volta. Egli, infatti, è orgoglioso e superbo.

Vs. 19-20.  Allora Dio fendè la roccia concava che è a Lechi e ne uscì dell’acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò quella fonte fu chiamata En-Accore; essa esiste anche al giorno d’oggi a Lechi. 20  Sansone fu giudice d’Israele, al tempo dei Filistei, per vent’anni. 

E’ la sorgente di colui che chiama.

Gesù è colui che ci disseta perché è una fonte di acqua viva.



Cap. 16

Sansone e Dalila

Vs. 1.  Sansone andò a Gaza, vide là una prostituta ed entrò da lei. 

E’ sempre guidato dalla concupiscenza. I cristiani devono essere a conoscenza che nel nostro corpo ci sono delle possibili vie di accesso per il maligno; una di esse è l’occhio, che è fonte di concupiscenze. Facciamo attenzione a cosa poniamo davanti alla nostra porta.

L’adulterio comincia con gli occhi: Sansone la vede.

Vs. 2-3.  Fu detto a quelli di Gaza: «Sansone è venuto qua». Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti e dissero: «Allo spuntar del giorno l’uccideremo». 3  Sansone rimase a letto fino a mezzanotte; e a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che è di fronte a Ebron. 

Sansone era molto forte.

Vs. 4.  Dopo questo si innamorò di una donna della valle di Sorec, che si chiamava Dalila. 

Dalila significa “svuotare, impoverire, indebolire”: questo era già un indizio. Questa sarà la fine per Sansone.

Vs. 5.  I prìncipi dei Filistei salirono da lei e le dissero: «Tentalo, e vedi da dove viene quella sua gran forza, e come potremmo prevalere contro di lui per giungere a legarlo e a domarlo; e ti daremo ciascuno millecento sicli d’argento». 

L’aspetto di Sansone era quello di un uomo comune, ma la forza la riceveva da Dio.

Vs. 6.  Dalila dunque disse a Sansone: «Dimmi, ti prego, da dove viene la tua gran forza e in che modo ti si potrebbe legare per domarti». 

Sansone è completamente accecato dalla concupiscenza e non si domanda lo scopo di tali domande.

Vs. 7-9.  Sansone le rispose: «Se mi si legasse con sette corde d’arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi». 8  Allora i prìncipi dei Filistei le portarono sette corde d’arco fresche, non ancora secche e lei lo legò con esse. 9  C’era gente che stava in agguato, da lei, in una camera interna. Lei gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Egli ruppe le corde, come un filo di stoppa si rompe quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza rimase sconosciuto. 

L’agguato non riesce e lei finge di aver scherzato.

Vs. 10-16.  Poi Dalila disse a Sansone: «Ecco, tu mi hai beffata e mi hai detto delle bugie; ora dimmi, ti prego, con che cosa ti si potrebbe legare». 11  Egli le rispose: «Se mi si legasse con funi nuove che non fossero ancora state adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi». 12  Dalila dunque prese delle funi nuove, lo legò e gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» C’era gente in agguato nella camera interna. Egli ruppe, come un filo, le funi che aveva alle braccia. 13  Dalila disse a Sansone: «Fino ad ora tu mi hai beffata e mi hai detto delle bugie; dimmi con che ti si potrebbe legare». Egli le rispose: «Se tesserai le sette trecce del mio capo con il tuo telaio». 14  Lei le fissò al subbio, poi gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Ma egli si svegliò dal sonno e strappò via il subbio del telaio con l’ordito. 15  Lei gli disse: «Come fai a dirmi: "Ti amo", mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte mi hai beffata, e non mi hai detto da dove viene la tua gran forza». 16  La donna faceva ogni giorno pressione su di lui con le sue parole e lo tormentava. Egli ne fu rattristato a morte 

Perché rimane con lei, nonostante le sue insistenze le siano estremamente insopportabili? Perché è imprigionato a lei a causa del sesso. 

Vs. 17.  e le aperse tutto il suo cuore e le disse: «Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo, consacrato a Dio, dal seno di mia madre; se mi tagliassero i capelli, la mia forza se ne andrebbe, diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi». 

Rivela alla donna di essere un nazireo solamente a causa dell’insistenza di lei; è come il credente che non parla di Dio ai colleghi di lavoro o alle conoscenze non credenti.

Vs. 18-19.  Dalila, visto che egli le aveva aperto tutto il suo cuore, mandò a chiamare i prìncipi dei Filistei e fece dire loro: «Venite su, questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il suo cuore». Allora i prìncipi dei Filistei salirono da lei, e portarono con sé il denaro. 19  Lei lo fece addormentare sulle sue ginocchia, chiamò un uomo e gli fece tagliare le sette trecce della testa di Sansone; così giunse a domarlo; e la sua forza lo lasciò. 

Lo addormenta con dolcezza, piano piano, in modo suadente; allo stesso modo cerca di sedurci Satana.                        

Vs. 20.  Allora lei gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Egli, svegliatosi dal sonno, disse: «Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò». Ma non sapeva che il SIGNORE si era ritirato da lui. 

Era abituato a venir sempre perdonato da Dio, era sviato, il suo spirito era indurito e non si è accorto che Dio non era più con lui.

Vs. 21.  I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di bronzo. Ed egli girava la macina nella prigione. 

Satana vuole accecarci spiritualmente e legarci a lui, affinché perdiamo la forza di diffondere la Parola. Al contrario, Dio ci vuole liberi, perciò non giochiamo con il peccato.

Vs. 22.  Intanto, la capigliatura che gli avevano tagliata cominciava a ricrescergli. 

Dio è misericordioso e non ha completato il Suo piano nella vita di Sansone.

I capelli lunghi

Numeri 6:1-7 Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 2  «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: "Quando un uomo o una donna avrà fatto un voto speciale, il voto di nazireato, 3  per consacrarsi al SIGNORE, si asterrà dal vino e dalle bevande alcoliche; non berrà aceto fatto di vino, né aceto fatto di bevanda alcolica; non berrà liquori d’uva e non mangerà uva, né fresca né secca. 4  Per tutto il tempo del suo nazireato non mangerà alcun prodotto della vigna, dagli acini alla buccia. 5  Per tutto il tempo del suo voto di nazireato il rasoio non passerà sul suo capo; fino a che siano compiuti i giorni per i quali egli si è consacrato al SIGNORE, sarà santo; si lascerà crescere liberamente i capelli sul capo.

6  Per tutto il tempo che egli si è consacrato al SIGNORE, non si avvicinerà a un corpo morto; 7  si trattasse anche di suo padre, di sua madre, di suo fratello e di sua sorella, non si contaminerà con loro alla loro morte, perché porta sul capo il segno della sua consacrazione a Dio. 

Sansone non era consacrato a Dio nel suo cuore.

8  Per tutto il tempo del suo nazireato egli è consacrato al SIGNORE. 

I capelli erano il simbolo della consacrazione.

Sansone muore con un gran numero di Filistei

Vs. 23-24.  Ora i prìncipi dei Filistei si radunarono per offrire un grande sacrificio a Dagon, loro dio, e per rallegrarsi. Dicevano: «Il nostro dio ci ha dato nelle mani Sansone, nostro nemico. 

Danno la gloria a Dagon.

Vs. 24-26.  Quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a dire: «Il nostro dio ci ha dato nelle mani il nostro nemico, colui che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti di noi». 25  Nella gioia del loro cuore, dissero: «Chiamate Sansone, ché ci faccia divertire!» Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise a fare il buffone in loro presenza. Lo posero fra le colonne; 26  Sansone disse al ragazzo che lo teneva per mano: «Lasciami, che io possa toccare le colonne sulle quali poggia la casa, e mi appoggi a esse». 

E’ passato del tempo ed i capelli sono ricresciuti.

I Filistei si prendono gioco di lui e Sansone sta al gioco.

Ora è molto più umile e decide di dedicare l’ultimo momento della sua vita alla liberazione del suo popolo.

Vs. 27-28.  La casa era piena di uomini e donne; e tutti i prìncipi dei Filistei erano lì; e c’erano sul tetto circa tremila persone, fra uomini e donne, che stavano a guardare mentre Sansone faceva il buffone. 28  Allora Sansone invocò il SIGNORE e disse: «SIGNORE mio Dio, ti prego, ricòrdati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, o Dio, perché io mi vendichi in un colpo solo dei Filistei, per la perdita dei miei due occhi». 

Sansone invoca l’Eterno: finalmente è consacrato a Dio totalmente. Questa è l’unica sua vera preghiera.


Vs. 29-31.  Sansone tastò le due colonne di mezzo, che sostenevano la casa; si appoggiò a esse: all’una con la destra, all’altra con la sinistra e disse: 30  «Che io muoia insieme con i Filistei!» Si curvò con tutta la sua forza e la casa crollò addosso ai prìncipi e a tutto il popolo che c’era dentro; così quelli che uccise mentre moriva furono di più di quanti ne aveva uccisi durante la sua vita. 31  Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono via; quindi risalirono e lo seppellirono fra Sorea ed Estaol, nel sepolcro di Manoà, suo padre. Egli era stato giudice d’Israele per venti anni.

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