Giovanni 9

Giovanni 9
Craig Quam

Cap. 9

Guarigione del cieco nato

Ci troviamo ancora nello stesso giorno in cui Gesù ha parlato con la donna adultera e con i farisei che l’accusavano; ha dichiarato di essere Dio, perciò hanno cercato di lapidarlo.

Gesù esce dal Tempio, dal cortile delle donne ed incontra un cieco, che si trovava lì per ricevere un aiuto economico.

Vs. 1.  Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. 

Viene sottolineato questo suo stato fisico perché la Bibbia afferma che ognuno di noi è nato spiritualmente cieco.

2 Corinzi 4: 1-5. Perciò, avendo noi tale ministero in virtù della misericordia che ci è stata fatta, non ci perdiamo d’animo; 2  al contrario, abbiamo rifiutato gli intrighi vergognosi e non ci comportiamo con astuzia né falsifichiamo la Parola di Dio, ma rendendo pubblica la verità, raccomandiamo noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio. 3  Se il nostro Vangelo è ancora velato, è velato per quelli che sono sulla via della perdizione, 4  per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del vangelo della gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio. 5  Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù quale Signore, e quanto a noi ci dichiariamo vostri servi per amore di Gesù; 

Prima di credere eravamo accecati dal dio di questo mondo, da Satana; Paolo dice che eravamo morti nei falli e nei peccati, nati morti. Dopo la resurrezione Gesù ha subito soffiato sui discepoli l’alito vitale, come fece anche Dio con Adamo quando lo ha creato: ogni essere umano ha bisogno della vita che Gesù gli dona; al contrario, se lo Spirito non è in noi,  siamo dei morti.

Vs. 3-6.  I suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?» 3  Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui. 4  Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno; la notte viene in cui nessuno può operare. 5  Mentre sono nel mondo, io sono la luce del mondo». 6  Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, 

Gesù esce dal Tempio con i discepoli ed incontra l’uomo cieco; 

i discepoli giudicano l’infermo, dando per scontato che la sua malformazione sia dovuta ad una colpa sua o dei suoi familiari. Non cercano di aiutarlo, ma desiderano discutere del suo problema.

Gesù, invece, lo risolve, agisce. Poi fa del fango con la terra e la saliva e lo spalma sugli occhi del cieco; questa, però, non è l’unica metodologia usata dal Signore per guarire un cieco: Gesù ha compiuto questo miracolo tante volte, ed ogni volta l’ha fatto in un modo diverso: ha sputato negli occhi dell’infermo, gli ha parlato, ha imposto le mani, ecc. Ogni volta lo Spirito Santo lo ha spinto ad  agire in modo diverso.

Vs. 7-9.  e gli disse: «Va’, làvati nella vasca di Siloe» (che significa: mandato). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva. 

L’acqua della fonte di Siloe era incanalata tramite un tunnel alla sorgente Gihon. La vasca di Siloe era la riserva d’acqua usata nelle cerimonie in cui si spargeva l’acqua durante la festa delle Capanne.

8  Perciò i vicini e quelli che l’avevano visto prima, perché era mendicante, dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l’elemosina?» 9  Alcuni dicevano: «É lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli diceva: «Sono io». 

Gesù usa questo miracolo per toccare il cuore di questo uomo ed anche quello dei suoi conoscenti.

Vs. 10-11.  Allora essi gli domandarono: «Com’è che ti sono stati aperti gli occhi?» 11  Egli rispose: «Quell’uomo che si chiama Gesù fece del fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: "Va’ a Siloe e làvati". Io quindi sono andato, mi son lavato e ho ricuperato la vista». 

Quest’uomo non ha mai visto Gesù perché quando lo ha incontrato non vedeva ancora ed ha recuperato la vista presso la piscina di Siloe, quindi lontano dalla presenza del Signore.

In questo momento Gesù per il cieco guarito è solo un uomo.

Vs. 12-17.  Ed essi gli dissero: «Dov’è costui?» Egli rispose: «Non so». 13  Condussero dai farisei colui che era stato cieco. 14  Or era in giorno di sabato che Gesù aveva fatto il fango e gli aveva aperto gli occhi. 15  I farisei dunque gli domandarono di nuovo come egli avesse ricuperato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16  Perciò alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non è da Dio perché non osserva il sabato». Ma altri dicevano: «Come può un peccatore fare tali miracoli?» E vi era disaccordo tra di loro. 17  Essi dunque dissero di nuovo al cieco: «Tu, che dici di lui, poiché ti ha aperto gli occhi?» Egli rispose: «É un profeta». 

Prima era un uomo, ora è un profeta.

Vs. 18-25.  I Giudei però non credettero che lui fosse stato cieco e avesse ricuperato la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di colui che aveva ricuperato la vista, 19  e li ebbero interrogati così: «É questo vostro figlio che dite esser nato cieco? Com’è dunque che ora ci vede?» 20  I suoi genitori risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; 21  ma come ora ci veda, non sappiamo, né sappiamo chi gli abbia aperto gli occhi; domandatelo a lui; egli è adulto, parlerà lui di sé». 22  Questo dissero i suoi genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla sinagoga. 23  Per questo i suoi genitori dissero: «Egli è adulto, domandatelo a lui». 24  Essi dunque chiamarono per la seconda volta l’uomo che era stato cieco, e gli dissero: «Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest’uomo è un peccatore». 25  Egli rispose: «Se egli sia un peccatore, non so; una cosa so, che ero cieco e ora ci vedo». 

Chi ha conosciuto Gesù anche solo per un secondo non può fare a meno che proclamarne le potenti opere compiute. Egli è il Signore e trasforma l’esistenza umana.

Vs. 26-34.  Essi allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti aprì gli occhi?» 27  Egli rispose loro: «Ve l’ho già detto e voi non avete ascoltato; perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventar suoi discepoli anche voi?» 28  Essi lo insultarono e dissero: «Sei tu discepolo di costui! Noi siamo discepoli di Mosè. 29  Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma in quanto a costui, non sappiamo di dove sia». 30  L’uomo rispose loro: «Questo poi è strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure mi ha aperto gli occhi! 31  Si sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di Dio, egli lo esaudisce. 32  Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno abbia aperto gli occhi a uno nato cieco. 33  Se quest’uomo non fosse da Dio, non potrebbe far nulla». 34  Essi gli risposero: «Tu sei tutto quanto nato nel peccato e insegni a noi?» E lo cacciarono fuori. 

Lo cacciano fuori, lo scomunicano, perché sono orgogliosi.

Vs. 35-38.  Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel Figlio dell’uomo?» 36  Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?» 37  Gesù gli disse: «Tu l’hai già visto; è colui che parla con te, è lui». 38  Egli disse: «Signore, io credo». E gli si prostrò dinanzi. 

Riconosce la maestà di Gesù, sa che è Dio e si prostra davanti a Lui.

Prima era un uomo, poi un profeta, poi “il Signore”.

Vs. 39-41.  Gesù disse: «Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi». 40  Alcuni farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: «Siamo ciechi anche noi?» 41  Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane. 

Gesù dona la vista spirituale agli umili, mentre acceca gli orgogliosi, che credono di non avere bisogno della salvezza in Cristo.

Indietro
Indietro

Giovanni 8

Avanti
Avanti

Giovanni 10