Giovanni 8

Giovanni 8:1-11
Craig Quam
Giovanni 8:12
Craig Quam
Giovanni 8:13-59
Craig Quam

Cap. 8.

La donna adultera

Vs. 1-2. Gesù andò al monte degli Ulivi. 2  All’alba tornò nel tempio, e tutto il popolo andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva. 

Dopo l’ultimo giorno della festa, a Gerusalemme c’erano ancora molte persone e loro volevano ascoltare Gesù ed i suoi insegnamenti.

Verso l’alba il Signore torna al Tempio ed il vs. 20 ci dice che era vicino alla tesoreria, il luogo dove venivano custodite le offerte, che affacciava sul cortile delle donne, un cortile posto tra quello dei gentili e quello degli uomini.

Vs. 3-5.  Allora gli scribi e i farisei gli condussero un donna còlta in adulterio; e, fattala stare in mezzo, 4  gli dissero: «Maestro, questa donna è stata còlta in flagrante adulterio. 5  Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali donne; tu che ne dici?» 

A queste persone non interessava la Legge, ma mettere in difficoltà Gesù, per poterlo condannare: qualunque risposta Egli potesse dare, poteva essere usata contro di Lui. Infatti: se avesse accettato la lapidazione, allora sarebbe stato accusato presso i Romani di mettere in atto delle usanze prescritte dalla Legge mosaica, ma vietate da quella romana; al contrario, vietando la pena di morte, sarebbe stato accusato di eludere la Legge data da Dio.

Gesù, invece di giudicare la donna, accusa i farisei; non risponde alla domanda, ma fa un’affermazione:

Vs. 6-7.  Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. 7  E, siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 

Se vogliono veramente che la Legge sia messa in pratica, allora essa giudicherà anche i loro peccati.

Cosa diceva la Legge?

Deuteronomio 22: 22. Quando si troverà un uomo coricato con una donna sposata, tutti e due moriranno: l’uomo che si è coricato con la donna, e la donna. Così toglierai via il male di mezzo a Israele. 

Come mai non hanno portato anche l’uomo a  Gesù perché sia giudicato? Forse era un fariseo, un loro amico! Non erano interessati alla Legge di Dio, ma screditare Gesù ed accusarlo.

Deuteronomio 17: 7. La mano dei testimoni sarà la prima a levarsi contro di lui per farlo morire, poi la mano di tutto il popolo; così toglierai il male di mezzo a te. 

Coloro che hanno colto la coppia in flagranza di reato hanno il compito di scagliare le pietre.

Vs. 8.  E, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 

Cosa scriveva in terra? Forse i peccati di coloro che erano presenti.

Vs. 9.  Essi, udito ciò, e accusati dalla loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. 

La gente non riesce a condannare la donna perché sono tutti peccatori, perduti e condannati. Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio; perciò non giudichiamo gli altri, ma guardiamo noi stessi.

Gesù ora si dedica a questa donna, che per la Legge era ignobile e meritava la morte.

Vs. 10-11.  Gesù, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» 11  Ella rispose: «Nessuno, Signore». 

Signore: è la parola “curios”, “proprietario, padrone”: lei comprende in quel momento di avere davanti a sé il Messia, Signore dell’universo.

E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più».

Questa è una bella notizia per ogni essere umano: se crediamo in Lui, se cambiamo il nostro stile di vita, Gesù non ci condanna. Dobbiamo correre verso Dio: questo è il ravvedimento.

La Legge dichiarava colpevole questa donna, ma Gesù la assolve: come poteva compiere questa azione? Perché Egli sapeva che sarebbe morto al suo posto, cancellando i suoi peccati. 

Discorso di Gesù sulla sua missione divina

Vs. 12.  Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». 

Gesù ha appena assolto la donna dai suoi peccati, le ha detto di non peccare più ed ora le spiega come fare: deve seguire Lui, la luce del mondo. Infatti questa donna, come ogni altro essere umano, è incline al peccato, perciò Gesù le indica l’unica via di salvezza: il Signore, il Salvatore, Colui che morirà per la nostra salvezza e pagherà i nostri peccati. Chi riconosce la signoria di Cristo avrà la vita eterna, poiché il Suo sangue, versato per noi, laverà via i peccati.

La folla è ancora attorno a Gesù e sente questa dichiarazione: Egli è Colui che dona la vita eterna.

La dichiarazione di Gesù di essere “La luce del mondo” traeva origine da un’usanza ebraica che prendeva vita durante la Festa delle Capanne: una grande candela veniva accesa ogni notte, ad eccezione del sabato.

Tale usanza viene riportata nella Mishnah (Sukkah 5: 2-3):

“Alla fine del primo giorno festivo della festa essi scendevano nel Cortile delle Donne, dove avevano fatto una grande modifica. Là vi erano dei candelieri d’oro, i quali avevano alla loro cima quattro bocce d’oro; e vi erano quattro scale, una per ogni candeliere, e quattro giovani dell’ordine sacerdotale, che tenevano nelle loro mani delle ampolle d’olio contenenti centoventi logs (circa 36 litri), che essi mettevano in tutte le bocce. Essi facevano degli stoppini con i mutandoni consumati e i cordigli dei sacerdoti e con questi accendevano i candelieri, e non c’era nessun cortile a Gerusalemme nel quale non si riflettesse la luce del Beth ha-Shé ubah

La luce.

Genesi 1:1-4. Nel principio Dio creò i cieli e la terra. 2  La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell’abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque. 3  Dio disse: «Sia luce!» E luce fu. 4  Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. 

La luce è indispensabile sia per farci vedere le cose, sia per darci la vitamina D, indispensabile per la crescita delle ossa.

Gesù è la luce e rende meravigliosa ogni cosa: la vita senza di Lui è spenta, grigia.

Quando Gesù dichiara di essere la luce, questa è la seconda volta di 11 in cui dice “Io sono”:

  • sono il pane della vita (cap. 6),

  • la luce del mondo (cap. 8),

  • la porta,

  • il Buon pastore, 

  • il Figlio di Dio,

  • la Resurrezione,

  • la via,

  • la verità,

  • la vita,

  • la vera vite,

  • l’”Io sono”, Dio onnipotente.

Isaia 42: 6-8. «Io, il SIGNORE, ti ho chiamato secondo giustizia e ti prenderò per la mano; ti custodirò e farò di te l’alleanza del popolo, la luce delle nazioni, 7  per aprire gli occhi dei ciechi, per far uscire dal carcere i prigionieri e dalle prigioni quelli che abitano nelle tenebre. 8  Io sono il SIGNORE; questo è il mio nome; io non darò la mia gloria a un altro, né la lode che mi spetta agli idoli. 

Matteo e Luca ci dicono che Gesù era l’adempimento di questa profezia, perciò i farisei capivano benissimo cosa stava dicendo: Gesù dichiarava di essere Dio.

Giovanni 1:1-9. Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. 2  Essa era nel principio con Dio. 3  Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. 4  In lei era la vita, e la vita era la luce degli uomini. 5  La luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta. 6  Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. 7  Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. 8  Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce. 9  La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. 

Gesù è l’ Onnipotente, Dio, la luce che illumina ogni creatura nata sulla terra; è la scintilla vitale, Colui che ci dona il battito del cuore e il respiro. E’ colui che ci dà la coscienza; infatti:

Romani 1: 18-25. L’ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ingiustizia degli uomini che soffocano la verità con l’ingiustizia; 19  poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; 20  infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, 21  perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; 

Il creato dichiara l’esistenza di Dio e la Sua maestà, perciò nessun essere umano sarà scusabile nel giorno del giudizio.

ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato. 22  Benché si dichiarino sapienti, son diventati stolti, 23  e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. 24  Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; 25  essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. 

Gesù è la luce della coscienza di ogni essere umano.

Giovanni 3: 14-21. «E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio dell’uomo sia innalzato, 15  affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna. 16  Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. 

Dio desidera che tutti gli esseri umani abbiano la salvezza, ma ciò non accade perché essi respingono Gesù.

17  Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. 

Cristo non vuole condannarci, ma salvarci.

18  Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. 19  Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie. 20  Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano scoperte; 21  ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio». 

Davanti a noi ha posto una scelta: vogliamo accettare la luce, oppure soffocarla? Riconosciamo di essere peccatori, oppure no?

Chi respinge Gesù sarà condannato; chi lo accetta sarà salvato.

Chi respinge Gesù sarà giudicato per le proprie opere, che sono destinate al fallimento, ma chi si aggrappa a Cristo, quale ancora di salvezza, agli occhi di Dio apparirà pulito e perfetto. Cosa scegliamo?

1 Giovanni 1: 5-7. Questo è il messaggio che abbiamo udito da lui e che vi annunziamo: Dio è luce, e in lui non ci sono tenebre. 6  Se diciamo che abbiamo comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. 7  Ma se camminiamo nella luce, com’egli è nella luce, abbiamo comunione l’uno con l’altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. 

Il cammino cristiano non prevede il vivere fuori dal peccato: nessun uomo può riuscirci; dobbiamo, invece, camminare verso Cristo, la luce, e quando sbagliamo, chiedere perdono e riportarci nella giusta via.

Apocalisse 22: 5.    Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli. 

Accogliamo la luce nella nostra vita ed un giorno vivremo in contatto con la luce eterna: Dio onnipotente.

Gesù ha perdonato la donna, ha dichiarato di essere la luce del mondo ed ora continua a parlare con i farisei, che vogliono coglierlo in fallo.

Vs. 13-18.  Allora i farisei gli dissero: «Tu testimoni di te stesso; la tua testimonianza non è vera». 14  Gesù rispose loro: «Anche se io testimonio di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove son venuto e dove vado; ma voi non sapete da dove io vengo né dove vado. 

I farisei non riconoscevano Cristo come Messia, né la sua divinità come Dio.

15  Voi giudicate secondo la carne; io non giudico nessuno. 

Un giorno saremo giudicati, ma non oggi; attualmente il Signore sta con le braccia aperte e ci accoglie.

16  Anche se giudico, il mio giudizio è veritiero, perché non sono solo, ma sono io con il Padre che mi ha mandato. 17  D’altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è vera. 18  Or sono io a testimoniare di me stesso, e anche il Padre che mi ha mandato testimonia di me». 

In Levitico 17: 6 Dio ha stabilito che due testimoni devono parlare in modo univoco dei fatti accaduti e solo così la loro parola verrà accettata; pertanto Gesù sta affermando che, se gli uomini accettano la testimonianza di due esseri umani, che sono fallaci, tanto più devono dare credito a quella di Dio e di Suo figlio, che sono divini. 

Vs. 19.  Essi perciò gli dissero: «Dov’è tuo Padre?» 

Alcuni suppongono che i farisei stiano alludendo  al fatto che Gesù sia stato concepito prima del matrimonio e che forse molti lo consideravano figlio della fornicazione. Infatti, più avanti i farisei gli dicono di non essere figli di un rapporto avuto fuori dal matrimonio.

Gesù rispose: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio». 

Giovanni 14: 6-9.   Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7  Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete visto». 8  Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9  Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre"? 

Gesù è la manifestazione di Dio in terra: i pensieri e le parole di Dio sono espresse da Gesù. Egli è Dio Onnipotente.

Vs. 20-31.  Queste parole disse Gesù nella sala del tesoro, 

è ancora nel cortile delle donne.

insegnando nel tempio; e nessuno lo arrestò, perché l’ora sua non era ancora venuta. 21  Egli dunque disse loro di nuovo: «Io me ne vado e voi mi cercherete e morirete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire». 22  Perciò i Giudei dicevano: «S’ucciderà forse, poiché dice: "Dove vado io, voi non potete venire"?» 23  Egli diceva loro: «Voi siete di quaggiù; io sono di lassù; voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo. 24  Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete nei vostri peccati». 25  Allora gli domandarono: «Chi sei tu?» Gesù rispose loro: «Sono per l’appunto quel che vi dico. 26  Ho molte cose da dire e da giudicare sul conto vostro; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udite da lui, le dico al mondo». 27  Essi non capirono che egli parlava loro del Padre. 28  Gesù dunque disse loro: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, 

parla della morte sulla croce.

allora conoscerete che io sono, e che non faccio nulla da me, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato. 29  E colui che mi ha mandato è con me; egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli piacciono». 30  Mentre egli parlava così, molti credettero in lui. 31  Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; 

Dimorare nella Parola vuol dire vivere costantemente nella Parola e nella presenza di Dio.

Vs. 32.  conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». 

Come essere liberi?

Giovanni 17: 14-17. Io ho dato loro la Tua Parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo. 15  Non prego che Tu li tolga dal mondo, ma che Tu li preservi dal maligno. 16  Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. 17  Santificali nella verità: la Tua parola è verità. 

La vera libertà è in Cristo. La Parola ci ha rigenerati e ci dà libertà e santificazione; essa è potente e vivente.

Vs. 33-36.  Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti d’Abraamo, e non siamo mai stati schiavi di nessuno; come puoi tu dire: "Voi diverrete liberi"?» 

Si sentono offesi nell’orgoglio, tanto più che sono stati schiavi dei Babilonesi, degli Egiziani ed ora dei Romani; Dio ha permesso tali periodi di schiavitù per colpa del loro peccato: solo esso li ha resi schiavi, non Dio.

34  Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. 35  Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi dimora per sempre. 36  Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi.

Gesù ci vuole liberare anche in questo momento.

La vera discendenza di Abrahamo 

Vs. 37-48.  So che siete discendenti d’Abraamo; ma cercate di uccidermi, perché la mia parola non penetra in voi. 38  Io dico quel che ho visto presso il Padre mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro». 39  Essi gli risposero: «Nostro padre è Abraamo». Gesù disse loro: «Se foste figli di Abraamo, fareste le opere di Abraamo; 

Li chiama discendenti di Abramo, non figli di Abramo; appartenere al popolo ebraico non li rendeva automaticamente eredi del Regno di Dio.

40  ma ora cercate di uccidermi, perché vi ho detto la verità che ho udita da Dio; Abraamo non fece così. 41  Voi fate le opere del padre vostro». Essi gli dissero: «Noi non siamo nati da fornicazione; abbiamo un solo Padre: Dio». 

Si riferiscono forse al concepimento di Gesù prima del matrimonio. Sono pesanti nei suoi confronti e Lui lo sarà altrettanto nei loro:

42  Gesù disse loro: «Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio; infatti io non son venuto da me, ma è lui che mi ha mandato. 43  Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. 44  Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. 

Siete figli del diavolo.

Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c’è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna. 45  A me, perché io dico la verità, voi non credete. 46  Chi di voi mi convince di peccato? 

Chi di voi, che è peccaminoso, può vedere in me il peccato? Nessuno.

Se dico la verità, perché non mi credete? 47  Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio». 48  I Giudei gli risposero: «Non diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e che hai un demonio?» 

Cercano di insultarlo nel modo peggiore possibile.

Vs. 49-56.  Gesù replicò: «Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate. 50  Io non cerco la mia gloria; v’è uno che la cerca e che giudica. 51  In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte». 

Siamo salvati se conosciamo le parole di Cristo e le mettiamo in pratica.

52  I Giudei gli dissero: «Ora sappiamo che tu hai un demonio. Abraamo e i profeti sono morti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non gusterà mai la morte". 53  Sei tu forse maggiore del padre nostro Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?» 54  Gesù rispose: «Se io glorifico me stesso, la mia gloria è nulla; chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite essere vostro Dio, 55  e non l’avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la Sua parola. 56  Abraamo, vostro padre, ha gioito nell’attesa di vedere il mio giorno; e l’ha visto, e se n’è rallegrato». 

Nella Bibbia non viene mai detto che Abramo abbia visto Gesù, ma probabilmente il Signore si riferisce all’episodio del sacrificio di Isacco. In quell’occasione Abramo profeticamente annuncia a suo figlio che un giorno Dio avrebbe provveduto un sacrificio per salvare l’umanità dal peccato. Gesù è quell’agnello donato da Dio per cancellare i nostri peccati.

Vs. 57-59.  I Giudei gli dissero: «Tu non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abraamo?» 58  Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, io sono». 

Gesù dichiara di essere Dio. Allora i farisei reagiscono con grande ira:

59  Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

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