Giovanni 10

Giovanni 10:1-3
Craig Quam
Giovanni 10:4-11
Craig Quam
Giovanni 10:9-29
Craig Quam

Cap. 10

Il buon pastore

Il discorso che Gesù si appresta a fare è la continuazione di quello presentato nel cap. 9.

Il cieco è stato guarito  e scomunicato dai Farisei ed ora Gesù continua a parlare. 

Vs. 1-6.  «In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell’ovile delle pecore, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. 2  Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore. 3  A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori. 4  Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5  Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei». 6  Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono quali fossero le cose che diceva loro. 

Nel VT i pastori, i sacerdoti, in questo caso i farisei, erano chiamati “Pastori di Israele” e venivano rimproverati perché, invece di occuparsi di stillare nel popolo la conoscenza della Parola, pensavano ad ingrassare se stessi. Anche i farisei non diffondevano fedelmente la Parola, ma erano attenti agli aspetti esteriori della fede, quali il vestirsi, il compiere qualsiasi lavoro di sabato, il venir venerati in quanto rabbini, l’udire il suono della loro voce; a tal fine pronunciavano lunghissime preghiere, perché tutti li udissero e li apprezzassero.

I pastori del VT erano ladri e briganti, si approfittavano delle pecore e volevano derubarle. Al contrario Gesù non ci ha mai tolto nulla, anzi ci ha donato la vita eterna; l’unica cosa che ci ha portato via è il peccato.

Gli odierni predicatori della prosperità si approfittano delle pecore per arricchire e vivere nel lusso. Ricordiamo, invece, che mentre ad ogni tribù è stata data una parte della terra promessa, ai Leviti non è stato dato nulla, affinchè potessero vivere per fede. Le altre 11 tribù davano la decima per sostentare i Leviti, i quali dovevano dedicarsi unicamente ai riti sacerdotali e alla predicazione.

Al tempo di Gesù i pastori non allevavano le pecore per macellarle, ma per ottenere lana, latte e per farle riprodurre; i ladri e i briganti, invece, le rubavano per ucciderle. 

2  Ma colui che entra per la porta è il pastore delle pecore. 

Gesù parla di se stesso, il Buon pastore, ma più avanti dirà anche di essere “la porta” delle pecore. Un vero ministro di Dio deve essere chiamato dal Padre, essere nato di nuovo, aver sperimentato la nuova vita e conoscere Dio personalmente. L’unico modo per entrare nell’ovile, che è la Chiesa, ovvero la famiglia dei credenti, è attraverso la conoscenza di Dio.

3  A lui apre il portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed Egli chiama le proprie pecore per nome e le conduce fuori. 

Ai tempi di Gesù in Israele le pecore venivano tenute nell’ovile, che si trovava fuori dal villaggio. In esso tutte le pecore dei vari pastori erano insieme, ma ogni proprietario durante il giorno si occupava delle proprie e le portava al pascolo. Per questo motivo era importante che le pecore riconoscessero la voce del padrone. La notte venivano sorvegliate a turno da un pastore, che per quell’occasione era il portinaio. Generalmente l’ovile non aveva la porta, perché il pastore stesso era la porta, dal momento che dormiva sdraiato sulla soglia.

  • Le pecore ascoltano la  voce del pastore: noi ascoltiamo la voce di Gesù? Obbediamo alla Sua Parola? Questo è il segno dell’amore che nutriamo per Gesù. Se ci sono aree della nostra vita che non riusciamo ancora dedicare all’Eterno, allora preghiamolo affinché ci liberi dai legami.

La Parola è il mezzo principale che il Signore usa per parlarci e donarci una parola profetica attuale per la nostra vita in ogni momento di difficoltà.

1 Re 19: 9-12.  Lassù entrò in una spelonca, e vi passò la notte. E gli fu rivolta la parola del SIGNORE, in questi termini: «Che fai qui, Elia?» 10  Egli rispose: «Io sono stato mosso da una grande gelosia per il SIGNORE, per il Dio degli eserciti, perché i figli d’Israele hanno abbandonato il tuo patto, hanno demolito i tuoi altari, e hanno ucciso con la spada i tuoi profeti; sono rimasto io solo, e cercano di togliermi la vita». 11  Dio gli disse: «Va’ fuori e fermati sul monte, davanti al SIGNORE». E il SIGNORE passò. Un vento forte, impetuoso, schiantava i monti e spezzava le rocce davanti al SIGNORE, ma il SIGNORE non era nel vento. E, dopo il vento, un terremoto; ma il SIGNORE non era nel terremoto. 12  E, dopo il terremoto, un fuoco; ma il SIGNORE non era nel fuoco. E, dopo il fuoco, un suono dolce e sommesso. 

Elia fugge da Iezabel, che vuole ucciderlo, ed entra in una caverna.

Lo Spirito Santo ci parla principalmente attraverso la Bibbia e nessuno può aggiungere o togliere nulla a tale rivelazione. Se il Signore ci dà una parola profetica, essa non aggiunge nulla alla Scrittura; Gesù è vivo anche oggi e ci parla con un dolce sussurro, nel nostro intimo, nella coscienza, in modo personale, con un rapporto privato. Dio è con noi.

Gesù è il nostro Buon Pastore, Colui che dobbiamo conoscere bene per fidarci di Lui e poi affidargli totalmente la nostra vita. Chi non si affida a Dio, si comporta così perché non sa quanto sia buono il nostro Signore; ciò si verifica anche nel castigo, che ci viene dato per amore: il genitore che ama i figli, li castiga.

Quali sono le caratteristiche del nostro Pastore?

  1. E Colui che viene ascoltato dalle pecore, che vogliono che la loro vita sia guidata. Gesù ci comanda e noi gli obbediamo; affidiamo la nostra vita nelle Sue mani. Come possiamo ascoltare il pastore? Attraverso la Bibbia e lo Spirito Santo, che ci mette in relazione privata col Padre.

  2. E’ Colui che ci chiama per nome perché ci conosce uno per uno.

Matteo 7: 21-27.      «Non chiunque mi dice: Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22  Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo e in nome tuo cacciato demòni e fatto in nome tuo molte opere potenti?" 23  Allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!" 24  «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia. 25  La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa; ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia. 26  E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27  La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande». 

Molte persone che predicavano e profetizzavano in vita verranno disconosciute dal Signore nel giorno del giudizio perché non erano nate di nuovo e non avevano fatto un’esperienza personale col Salvatore. Egli conosce ogni suo figlio anche nei minimi particolari ed un giorno in cielo ci accoglierà a braccia aperte; ci darà una pietruzza bianca, riportante il nome che Egli vorrà darci; quel nome sarà noto solo a Gesù ed alla persona che lo riceverà: questo è un altro particolare del rapporto speciale che abbiamo col Padre nostro.


Ci conduce fuori affinché viviamo nel mondo per predicare il Vangelo ad ogni creatura perché altri vengano al Padre

Vs. 4-9.   Quando ha messo fuori tutte le sue pecore, va davanti a loro, 

Ci guida standoci davanti e preparandoci la via; non ci percuote, ma ci invita a far parte della sua famiglia. E’ un privilegio l’essere uno strumento di Dio, perché il Creatore dell’universo ha scelto i minimi per fare opere potenti attraverso di loro. Gesù ci guida dandoci l’esempio, compiendo le azioni per primo.

e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua voce. 5  Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché non conoscono la voce degli estranei». 6  Questa similitudine disse loro Gesù; ma essi non capirono quali fossero le cose che diceva loro.

7  Perciò Gesù di nuovo disse loro: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. 8  Tutti quelli che sono venuti prima di me, sono stati ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. 9  Io sono la porta; se uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura. 

Non siamo salvati per opere o per appartenenza ad una o all’altra denominazione, ma perché siamo entrati attraverso la porta, che è Cristo: Egli è l’autore della salvezza umana.

Vs. 10.  Il ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io son venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza. 

La vera abbondanza non è quella materiale, ma in Gesù; Egli è la vita. Gesù ci spiega come possiamo sperimentare questa vita abbondante in:

Giovanni 15: 4-5.    Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. 5  Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. 

Ogni giorno dobbiamo decidere se vogliamo vivere in base alle nostre forze, oppure appoggiarci a Gesù, riconoscerLo in ogni nostra situazione e chiederGli aiuto; non possiamo vivere senza la Sua guida perché dobbiamo essere innestati in Lui.

Vs. 11.  Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. 

  1. Dio ci ama ed ha un piano in ogni circostanza della nostra vita, anche in quelle negative.

Marco 10: 42-45.   Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che quelli che son reputati principi delle nazioni le signoreggiano e che i loro grandi le sottomettono al loro dominio. 43  Ma non è così tra di voi; anzi, chiunque vorrà essere grande fra voi, sarà vostro servitore; 44  e chiunque, tra di voi, vorrà essere primo sarà servo di tutti. 45  Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti». 

Gesù è venuto nel mondo  per riscattare la nostra vita.

Romani 8:28/31-32. Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno. 

31  Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi? 32  Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui? 

Dio ha donato Gesù come sacrificio per noi: poteva dimostrare in modo maggiore il suo amore? Andiamo da Lui ed avremo riposo.

Gesù in questi versetti ci parla del Nuovo Patto: nel Vecchio alcuni animali venivano uccisi affinché il pastore avesse i propri peccati perdonati, ma nel Nuovo è il pastore che dona la propria vita per le pecore. Dio per amore dona il proprio figlio per noi. Gesù è l’unico Buon pastore, ossia è buono nella sua interezza e ci riporta nel suo ovile, nonostante le nostre mancanze. Egli è con noi anche nelle prove e dimoriamo nelle Sue mani.

Negli ultimi tempi verranno dei falsi pastori, che inganneranno molti eletti; molti ministri di Satana si travestiranno in angeli di luce, perciò non saranno facilmente riconoscibili.

La caratteristica di un buon pastore è quella di sacrificare la propria vita per le pecore, mentre il mercenario le abbandona nel momento del pericolo.

Vs. 12-14. Il mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e disperde. 13  Il mercenario si dà alla fuga perché è mercenario e non si cura delle pecore. 14  Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono me, 

Conosceremo la natura di un uomo dai suoi frutti: i mercenari vivono per se stessi e sfruttano le pecore (es. chiesa della prosperità). Un vero pastore esorta le pecore nel progredire.

1 Pietro 5: 1-4. Esorto dunque gli anziani che sono tra di voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sarò pure partecipe della gloria che deve essere manifestata: 2  pascete il gregge di Dio che è tra di voi, 

Pietro è un anziano e si rivolge agli altri anziani, esortandoli ad aver cura delle pecore.

sorvegliandolo, non per obbligo, ma volenterosamente secondo Dio; non per vile guadagno, ma di buon animo; 

Un pastore non deve essere tale per denaro.

3  non come dominatori di quelli che vi sono affidati, ma come esempi del gregge. 

Un buon pastore deve dare l’esempio.

4  E quando apparirà il supremo pastore, riceverete la corona della gloria che non appassisce. 

Questo è il premio per un buon pastore.

conosco le mie, e le mie conoscono me: questa è una conoscenza personale, non mentale.

Vs. 15-16.  come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. 16  Ho anche altre pecore, che non sono di quest’ovile; anche quelle devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge, un solo pastore. 

Sta parlando dei gentili, che diventeranno un solo popolo, quello dei salvati, dei figli di Dio.

Vs. 17-21.  Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita per riprenderla poi. 18  Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio». 

Il Padre, lo Spirito Santo e Gesù stesso hanno resuscitato Gesù dalla morte.

19  Nacque di nuovo un dissenso tra i Giudei per queste parole. 20  Molti di loro dicevano: «Ha un demonio ed è fuori di sé; perché lo ascoltate?» 21  Altri dicevano: «Queste non sono parole di un indemoniato. Può un demonio aprire gli occhi ai ciechi?» .

Tra i vs. 21 e 22 passeranno 2 mesi perché prima eravamo alla festa dei tabernacoli, mentre ora siamo a quella della dedicazione o Hannucah. Era la festa della ridedicazione del Tempio poiché Antioco Epifane, generale di Alessandro il Grande, nel 167 a.C. era entrato nel Tempio e vi aveva sacrificato un maiale: il Tempio era impuro. Un giorno il Tempio verrà edificato di nuovo e l’anticristo vi entrerà, dichiarando di essere Dio: questa è l’abominazione di desolazione.

3 anni dopo l’azione di Antioco Epifane, Giuda Maccabeo ha dedicato di nuovo il Tempio a Dio: la festa di Hannucah parla di questo avvenimento.

Quindi, passano due mesi e Gesù parla di nuovo del pastore.

Alla festa della Dedicazione, Gesù si proclama Messia

Vs. 22-30.  In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era d’inverno, 23  e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. 24  I Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: «Fino a quando terrai sospeso l’animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente». 25  Gesù rispose loro: «Ve l’ho detto, e non lo credete; le opere che faccio nel nome del Padre mio, sono quelle che testimoniano di me; 26  ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore. 27  Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono; 

L’ascoltare e seguire Gesù sono espressi con verbi che parlano di un’azione continua nel tempo: così agiscono le vere pecore.

28  e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29  Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. 30  Io e il Padre siamo uno». 

E’ la seconda volta che Gesù dichiara di essere il Messia.

Gesù ha 5 affermazioni che ci toccano da vicino:

  1. Io do: la salvezza è un regalo immeritato, che non potremmo mai acquistare. Per ottenerla dobbiamo solamente credere in Gesù.

  2. La vita che ci viene donata è eterna, per sempre.

  3. Non c’è morte per le sue pecore. I credenti sono inclini al peccato, ma questa non deve essere una vita abituale. 

1 Giovanni 3:9.  Chiunque è nato da Dio non persiste nel commettere peccato, perché il seme divino rimane in lui, e non può persistere nel peccare perché è nato da Dio. 

   Sta parlando di un peccato abituale.

   Infatti:

        1 Giovanni 1: 8-10.  Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in    noi. 9  Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10  Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo, e la sua parola non è in noi. 

          Chiunque è  nato da Dio non vive abitualmente nel peccato, perché chi ha conosciuto       Gesù vive una vita cambiata.  

  1. Non verremo rapiti dalla mano di Cristo in alcun caso. 

  2. Siamo nelle mani del Padre, che porterà a compimento l’opera che ha iniziato in noi.

1 Giovanni 5: 11-13.  E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Figlio suo. 12  Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. 13  Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio. 

La Bibbia ci dà la certezza nell’essere sicuro di avere la vita eterna, grazie a Gesù. Lo Spirito Santo nei nostri cuori grida a Dio e lo riconosce come padre. Perciò, anche quando stiamo attraversando una tribolazione, ricordiamo che siamo nelle mani di Dio, che controlla la nostra vita; dobbiamo confidare nelle promesse di cristo che ci ha detto queste cose; il giusto cammina per fede.


Vs. 31-42.  I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. 32  Gesù disse loro: «Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?» 33  I Giudei gli risposero: «Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio». 34  Gesù rispose loro: «Non sta scritto nella vostra legge: "Io ho detto: voi siete dèi?" 35  Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), 36  come mai a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, voi dite che bestemmia, perché ho detto: "Sono Figlio di Dio?" 37  Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; 38  ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere,affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre». 39  Essi cercavano nuovamente di arrestarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani. 40  Gesù se ne andò di nuovo oltre il Giordano, dove Giovanni da principio battezzava, e là si trattenne. 41  Molti vennero a lui e dicevano: «Giovanni, è vero, non fece nessun segno miracoloso; ma tutto quello che Giovanni disse di quest’uomo, era vero». 42  E là molti credettero in lui.

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