Giovanni 7
Giovanni 7:37-38
Cap. 7
Incredulità dei fratelli di Gesù
Gesù è in Galilea, è autunno e a breve avrà inizio la festa dei Tabernacoli. Tutta la parte che qui ha inizio e che termina in 10: 21 descrive quanto avvenne in questa circostanza. In quel momento molte persone credono che Egli sia il Messia, mentre altri lo giudicano un ingannatore.
Vs. 1-5. Dopo queste cose,
L’evangelista racconta cosa accadde dopo che Gesù aveva dato da mangiare a 5.000 persone ed aveva parlato del pane della vita. Tale avvenimento, però, avvenne al tempo della Pasqua, mentre la feste delle capanne cade tra settembre ed ottobre
Gesù se ne andava per la Galilea, non volendo fare altrettanto in Giudea perché i Giudei cercavano di ucciderlo. 2 Or la festa dei Giudei, detta delle Capanne, era vicina. 3 Perciò i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qua e va’ in Giudea, affinché i tuoi discepoli vedano anch’essi le opere che tu fai. 4 Poiché nessuno agisce in segreto, quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente. Se tu fai queste cose, manifèstati al mondo». 5 Poiché neppure i suoi fratelli credevano in lui.
Erano tutti figli di Giuseppe e Maria, mentre Gesù è figlio di Dio. Tali persone lo conoscevano benissimo, eppure non credevano in Lui.
Gesù non voleva andare a Gerusalemme, perché alcune persone lo volevano uccidere, ma segue la volontà di Dio. Essendo venuto per adempiere la Legge, sa che ogni maschio Israelita (Levitico 23:17) doveva recarvisi tre volte all’anno:
in occasione della festa di Pasqua e dei Pani azzimi,
di quella di Pentecoste,
di quella dei Tabernacoli.
Perciò, per obbedire alla Parola, si presenta a Gerusalemme.
La festa dei Tabernacoli (o delle Capanne).
Il popolo ebraico festeggiava 7 feste ogni anno; solo 3 di esse venivano obbligatoriamente celebrate a Gerusalemme e ad esse doveva prendere parte tutta la popolazione maschile.
Queste 7 feste erano segni profetici che parlavano dell’opera del Messia:
feste primaverili:
la festa di Pasqua, con l’agnello sacrificato ed il sangue posto sullo stipite delle porte raffigura la morte in croce di Cristo per pagare i peccati degli uomini. Pasqua significa “oltrepassare”, perciò l’ira di Dio guarderà oltre i nostri peccati nel giorno del giudizio; al contrario, chi non ha creduto in Cristo dovrà rispondere a Dio di ogni azione, parola o pensiero espresso qui sulla terra.
La festa dei Pani azzimi raffigura la sepoltura, perché in essa viene comandato di cercare il lievito nella propria casa e di eliminarlo. Cristo, che non ha conosciuto il peccato, ha preso su di sé il nostro lievito (peccato) ed è stato estromesso da Gerusalemme.
La festa delle Primizie rappresenta la resurrezione di Gesù: come Egli è uscito dalla tomba, anche noi possiamo risorgere in novità di vita.
La festa di Pentecoste è centrale rispetto alle altre e ricorda quando Dio diede a Mosè la Legge; quindi determina il primo patto, che portava alla morte, ma in Atti 2 è narrato che in quello stesso giorno venne versato lo Spirito Santo sulla Chiesa: esso ci ha dato la vita.
Feste autunnali, quelle che narrano del rapimento della chiesa, del giudizio finale e del millennio:
La festa delle Trombe, che invitava gli Israeliti a prepararsi per il giudizio. Ogni giorno veniva suonata una tromba ed ogni credente doveva prepararsi per il giudizio di Dio. Nell’ultimo giorno veniva suonata la Grande tromba, l’ultima, quella che determinerà la fine di tutto.
La festa dell’Espiazione, che ci parla del ritorno di Cristo sulla terra per giudicare ogni essere vivente.
La festa dei Tabernacoli rappresenta il regno di Cristo per 1000 anni (millennio), dopo la grande tribolazione. In quel tempo il mondo sarà governato finalmente con rettitudine e ciò avverrà da Gerusalemme.
La chiesa sarà in cielo con Dio, ma coloro che saranno ancora vivi andranno una volta all’anno a Gerusalemme.
Anticamente tale festa aveva lo scopo di ricordare al popolo il tempo in cui era stato pellegrino, perciò a loro era richiesto di vivere per 7 giorni in una capanna. Ancora oggi gli Ebrei ortodossi rispettano questa tradizione e per una settimana vivono in capanne poste nel loro giardino.
Levitico 23: 33-44. Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 34 «Parla ai figli d’Israele, e di’ loro: "Il quindicesimo giorno di questo settimo mese sarà la festa delle Capanne,
Cade il 15° giorno del 7° mese ebraico.
durerà sette giorni, in onore del SIGNORE. 35 Il primo giorno vi sarà una santa convocazione; non farete nessun lavoro ordinario. 36 Per sette giorni offrirete al SIGNORE dei sacrifici consumati dal fuoco. L’ottavo giorno avrete una santa convocazione e offrirete al SIGNORE dei sacrifici consumati dal fuoco. É giorno di solenne assemblea; non farete nessun lavoro ordinario. 37 Queste sono le solennità del SIGNORE che voi proclamerete come sante convocazioni, perché si offrano al SIGNORE sacrifici consumati dal fuoco, olocausti e oblazioni, vittime e libazioni, ogni cosa al giorno stabilito, oltre ai sabati del SIGNORE, oltre ai vostri doni, 38 oltre a tutti i vostri voti e a tutte le offerte volontarie che presenterete al SIGNORE. 39 Il quindicesimo giorno del settimo mese, quando avrete raccolto i frutti della terra, celebrerete una festa al SIGNORE, per sette giorni; il primo giorno sarà di completo riposo e l’ottavo di completo riposo. 40 Il primo giorno coglierete dagli alberi dei frutti di bell’aspetto, dei rami di palma, rami di mortella e rami di salici di torrente, e vi rallegrerete davanti al SIGNORE Dio vostro, per sette giorni.
E’ una festa di gioia.
41 Celebrerete questa festa in onore del SIGNORE per sette giorni, ogni anno. É una legge perenne, di generazione in generazione. La celebrerete il settimo mese. 42 Abiterete in capanne per sette giorni; tutti quelli che saranno nativi d’Israele abiteranno in capanne, 43 affinché i vostri discendenti sappiano che io feci abitare in capanne i figli d’Israele, quando li feci uscire dal paese d’Egitto. Io sono il SIGNORE, il vostro Dio"». 44 Così Mosè diede ai figli d’Israele le istruzioni relative alle solennità del SIGNORE.
Anche in Neemia 8 si narra di tale festa.
La Bibbia non racconta diffusamente cosa accadeva durante questa festa, ma ci sono dei testi storici, quali il Talmud, che raccolgono le tradizioni rabbiniche e le hanno tramandate a noi. Ci dicono che ogni giorno venivano svolti dei rituali davanti al Tempio, a Gerusalemme, anche durante la vita di Gesù. Ad esempio, ogni sera si svolgeva la Cerimonia della luce: i sacerdoti ponevano dei pali sopra al monte del tempio, che sovrasta Gerusalemme; nei 4 lati della piazza venivano poste queste torri illuminate, che sulla sommità avevano delle conche piene di olio d’oliva. Ogni notte i sacerdoti prendevano i loro vestiti sacri consumati e ne ricavavano degli stoppini; la luce era talmente forte da illuminare tutto il centro storico di Gerusalemme; gli Israeliti dovevano ricordare la colonna di fuoco che li aveva guidati durante il loro peregrinare nel deserto, segno della costante presenza di Dio. Essi si muovevano se la colonna era in movimento e si fermavano quando essa si arrestata: era la raffigurazione della vita sotto la guida dello Spirito Santo.
Un altro rituale quotidiano era il versamento d’acqua sull’altare davanti al tempio. Un terzo dei Leviti, infatti, compiva i sacrifici, un altro terzo raccoglieva le ceneri dei sacrifici del giorno precedente, le eliminava e raccoglieva dei rami di salici lunghi 8 metri vicino al torrente Kidron. Quindi si disponevano in due file, dalla sorgente di Siloe, posta vicino al monte del Tempio, chiamata “acqua viva”, fino al Tempio, passando attraverso la “Porta dell’acqua”. Un altro terzo dei sacerdoti, guidati dal Sommo Sacerdote, che era la figura di Cristo, scendeva dal monte del Tempio alla piscina di Siloe e lì raccoglieva l’acqua viva. Al fianco del Sommo sacerdote era un assistente, che aveva un vaso pieno di vino rosso. Erano preceduti da un sacerdote che suonava un flauto: sia il suonatore che il flauto avevano un nome che significa “Colui che è stato forato”. Essi passavano all’interno di questo tunnel di rami di salice.
Quindi: “colui che è stato forato” portava l’acqua viva ed il vino, simbolo del sangue di Cristo, dalla sorgente all’altare, presso il Tempio.
Intanto le persone cantavano: “Voi attingerete acqua dalla fonte della salvezza”.
Quando il Sommo Sacerdote arrivava nel tempio, assieme al suo assistente, sopra la pietra dove Abramo ha risparmiato la vita ad Isacco versavano contemporaneamente l’acqua e il vino; ricordiamo che quando Cristo era sulla croce (Giovanni 19) ed i Romani hanno trafitto il suo fianco, da esso sono usciti acqua e sangue insieme.
Quando i sacerdoti versavano l’acqua e il sangue, gli Ebrei, che non conoscevano ancora Cristo, ricordavano il sangue versato dal montone al posto di Isacco e il sangue dell’agnello, che li aveva salvati dalla schiavitù dell’Egitto.
L’acqua, invece, ricordava loro di Esodo 17, quando per dissetarli Mosè colpì la roccia e ne scaturì dell’acqua viva. 1 Corinzi ci dice che quella roccia era Cristo.
Il versamento dell’acqua anticipava il Millennio:
Zaccaria 14: 8-9. In quel giorno delle sorgenti usciranno da Gerusalemme; metà delle quali volgerà verso il mare orientale e metà verso il mare occidentale, tanto d’estate quanto d’inverno. 9 Il SIGNORE sarà re di tutta la terra; in quel giorno il SIGNORE sarà l’unico e unico sarà il suo nome.
Zaccaria sta parlando del tempo della grande tribolazione, del giudizio e del millennio.
Anche Ezechiele 47: 1-12 ha avuto la visione di un fiume che scorreva da Gerusalemme e portava guarigione.
Apocalisse 22: 1-5. Poi mi mostrò il fiume dell’acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. 2 In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l’albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni. 3 Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello; i suoi servi lo serviranno, 4 vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte. 5 Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.
Si parla della Nuova Gerusalemme.
Tutto ciò che gli Israeliti compivano durante la festa dei Tabernacoli erano rituali profetici che parlavano dell’opera di Cristo.
Aggeo 2:1-9. Era profeta durante il tempo di Esdra e Neemia, quando gli Israeliti, ritornati dall’esilio, stanno ricostruendo il Tempio. Quando gli anziani, che avevano visto quello di salomone, vedono quello nuovo, piangono perché era molto scarno.
Vs. 1-9. Il giorno ventuno del settimo mese,
Siamo all’ultimo giorno della festa dei Tabernacoli.
la parola del SIGNORE fu rivelata per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: 2 «Parla ora a Zorobabel, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, a Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, e al resto del popolo, e di’ loro: 3 "Chi c’è ancora tra di voi che abbia visto questa casa nel suo primo splendore? E come la vedete adesso? Così com’è non è forse come un nulla ai vostri occhi?
Il nuovo Tempio è nulla rispetto allo sfarzo del primo.
4 Ma ora, sii forte, Zorobabel", dice il SIGNORE, "sii forte, Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote; sii forte, popolo tutto del paese", dice il SIGNORE! "Mettetevi al lavoro! perché io sono con voi," dice il SIGNORE degli eserciti, 5 "secondo il patto che feci con voi quando usciste dall’Egitto. Il mio spirito è in mezzo a voi, non temete!" 6 Così infatti parla il SIGNORE degli eserciti: "Ancora una volta, fra poco, io farò tremare i cieli e la terra, il mare e l’asciutto; 7 farò tremare tutte le nazioni, le cose più preziose di tutte le nazioni affluiranno e io riempirò di gloria questa casa", dice il SIGNORE degli eserciti. 8 "Mio è l’argento e mio è l’oro", dice il SIGNORE degli eserciti. 9 "La gloria di questa casa sarà più grande di quella della casa precedente", dice il SIGNORE degli eserciti. "In questo luogo io darò la pace", dice il SIGNORE degli eserciti».
Questo Tempio vedrà la visita di Gesù, per questo è maggiore del primo; la gloria di Dio, il Messia entrerà in quel Tempo.
Dopo 553 anni in Giovanni 7 è narrata tale visita, al vs. 37.
Vs. 37-39. Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa (quello profetizzato da Aggeo), Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno». 39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.
Tutti i rituali parlavano di Gesù: perciò se vogliamo dell’acqua viva dobbiamo andare da Lui; Egli ci disseterà e metterà a posto la nostra vita.
Vs. 6-9. Gesù quindi disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro tempo, invece, è sempre pronto. 7 Il mondo non può odiare voi; ma odia me, perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvagie. 8 Salite voi alla festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora compiuto». 9 Dette queste cose, rimase in Galilea.
Gesù non va alla festa assieme ai fratelli, poiché vuole farlo in modo nascosto.
Gesù insegna nel Tempio, nella festa dei Tabernacoli.
Vs. 10-13. Ma quando i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche lui; non palesemente, ma come di nascosto. 11 I Giudei dunque lo cercavano durante la festa, e dicevano: «Dov’è quel tale?» 12 Vi era tra la folla un gran mormorio riguardo a lui. Alcuni dicevano: «É un uomo per bene!» Altri dicevano: «No, anzi, svia la gente!» 13 Nessuno però parlava di lui apertamente, per paura dei Giudei.
Molti stimano Gesù, ma alcuni Giudei lo contrastano, al punto da voler escludere dalla Sinagoga chiunque lo riconosca come Messia. A tal motivo la gente aveva paura di loro.
Vs. 14-15. Verso la metà della festa, Gesù salì al Tempio e si mise a insegnare. 15 Perciò i Giudei si meravigliavano e dicevano: «Come mai conosce così bene le Scritture senza aver fatto studi?»
Gesù non ha studiato presso alcun rabbino, eppure conosce la scrittura con un’erudizione straordinaria.
Vs. 16-20. Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di Colui che mi ha mandato. 17 Se uno vuol fare la volontà di Lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio. 18 Chi parla di suo cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di Colui che l’ha mandato, è veritiero e non vi è ingiustizia in lui. 19 Mosè non vi ha forse dato la legge? Eppure nessuno di voi mette in pratica la legge! Perché cercate d’uccidermi?» 20 La gente rispose: «Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?»
Insegnare senza essere stato discepolo di un rabbino era sinonimo di presunzione e di arroganza, perché era come ammettere che lo si facesse per autorità propria.
I Giudei non seguivano la Legge perché intendevano uccidere Cristo, eppure la Legge non ammette l’omicidio.
Gesù ignora l’insulto subito.
Vs. 21-23. Gesù rispose loro: «Un’opera sola ho fatto, e tutti ve ne meravigliate. 22 Mosè vi ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e voi circoncidete l’uomo in giorno di sabato. 23 Se un uomo riceve la circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi adirate voi contro di me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto intero?
Gesù ha guarito il paralitico nella vasca di Bethesda di sabato e per questo è stato criticato, ma a farlo sono persone che circoncidono di sabato, per non violare la Legge; infatti, è scritto che ogni maschio doveva essere circonciso l’ottavo giorno, a prescindere dal giorno della settimana.
Vs. 24-30. Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia». 25 Perciò alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è questi colui che cercano di uccidere? 26 Eppure, ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono nulla. Che i capi abbiano riconosciuto per davvero che egli è il Cristo? 27 Eppure, costui sappiamo di dov’è; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà di dove egli sia». 28 Gesù dunque, insegnando nel tempio, esclamò: «Voi certamente mi conoscete e sapete di dove sono; però non son venuto da me, ma Colui che mi ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. 29 Io Lo conosco, perché vengo da Lui, ed è Lui che mi ha mandato». 30 Cercavano perciò di arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché l’ora sua non era ancora venuta.
Proclama di essere stato mandato da Dio e ciò scandalizza i suoi uditori, che lo vedono come uno che bestemmia. Non lo riconoscono come Messia perché di quest’ultimo sapevano che doveva essere un discendente di Davide e venire da Bethlemme (Matteo 2: 4-6): Gesù era un discendente di Davide, ma lo credevano venire da Nazareth.
Vs. 31-36. Ma molti della folla credettero in lui, e dicevano: «Quando il Cristo sarà venuto, farà più segni miracolosi di quanti ne abbia fatto questi?» 32 I farisei udirono la gente mormorare queste cose di lui; e i capi dei sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo. 33 Perciò Gesù disse loro: «Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne vado a Colui che mi ha mandato. 34 Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove io sarò, voi non potete venire». 35 Perciò i Giudei dissero tra di loro: «Dove andrà dunque ché noi non lo troveremo? Andrà forse da quelli che sono dispersi tra i Greci, a insegnare ai Greci? 36 Che significano queste sue parole: "Voi mi cercherete e non mi troverete"; e: "Dove io sarò voi non potete venire?"».
Non capiscono che Gesù sta per morire.
Vs. 37-39. Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa (quello profetizzato da Aggeo), Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. 38 Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, fiumi d’acqua viva sgorgheranno dal suo seno». 39 Disse questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era ancora glorificato.
Gesù promette dell’acqua viva a coloro che avrebbero creduto in Lui.
Tutti i rituali parlavano di Gesù: perciò se vogliamo dell’acqua viva dobbiamo andare da Lui; Egli ci disseterà e metterà a posto la nostra vita.
Vs. 40-49. Una parte dunque della gente, udite quelle parole, diceva: «Questi è davvero il profeta».(quello di cui parlava Mosè, il Messia) 41 Altri dicevano: «Questi è il Cristo». Altri, invece, dicevano: «Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo? 42 La Scrittura non dice forse che il Cristo viene dalla discendenza di Davide e da Betlemme, il villaggio dove stava Davide?» 43 Vi fu dunque dissenso, tra la gente, a causa sua; 44 e alcuni di loro lo volevano arrestare, ma nessuno gli mise le mani addosso. 45 Le guardie dunque tornarono dai capi dei sacerdoti e dai farisei, i quali dissero loro: «Perché non l’avete portato?» 46 Le guardie risposero: «Nessuno parlò mai come quest’uomo!» 47 Perciò i farisei replicarono loro: «Siete stati sedotti anche voi? 48 Ha qualcuno dei capi o dei farisei creduto in lui? 49 Ma questo popolino, che non conosce la legge, è maledetto!»
Continua il dissidio tra il credere e il non credere alla divinità di Cristo. Disprezzano la gente comune.
Vs. 50-53. Nicodemo (uno di loro, quello che prima era andato da lui) disse: 51 «La nostra legge giudica forse un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quello che ha fatto?» 52 Essi gli risposero: «Sei anche tu di Galilea? Esamina, e vedrai che dalla Galilea non sorge profeta». 53 E ognuno se ne andò a casa sua.
Nicodemo, un capo dei Farisei, crede in Cristo, ma non lo dichiara. Afferma una verità legale, la quale prevedeva che qualunque accusa doveva essere suffragata da due o tre testimoni, prima di essere motivo di condanna per un uomo.