Giovanni 2
Cap. 2
Le nozze di Cana; l’acqua mutata in vino.
Vs. 1-12. Tre giorni dopo,
Dopo tre giorni dall’incontro con Natanaele.
ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea,
Cana si trovava a 12 km a nord di Nazareth, dove Gesù era stato allevato, ed a 25 da Capernaum, dove predicava.
e c’era la madre di Gesù. 2 E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze.
Gesù e sua madre erano conosciuti dallo sposo, forse parenti.
In questo Vangelo Maria non viene mai chiamata per nome, ma ci si riferisce a lei semplicemente come la madre di Gesù.
3 Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». 4 Gesù le disse: «Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta». 5 Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà». 6 C’erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. 7 Gesù disse loro: «Riempite d’acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all’orlo. 8 Poi disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. 9 Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l’acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo e gli disse: 10 «Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora». 11 Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui. 12 Dopo questo, scese a Capernaum egli con sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.
Questo è il primo miracolo ricordato da Giovanni nel suo Vangelo e si verifica ad un matrimonio; l’ultimo miracolo che citerà sarà quello riguardante un funerale: la resurrezione di Lazzaro.
Questo miracolo raccontato da Giovanni ha un retroscena spirituale: l’acqua che diventa vino.
Probabilmente il matrimonio in questione era quello di persone poco abbienti, in quanto ad un certo punto il vino finisce. Teniamo presente che nella cultura ebraica tale aspetto costituiva una mancanza molto grave da parte della famiglia degli sposi e che in nessun matrimonio potevano scarseggiare il cibo, né soprattutto il vino.
Il matrimonio ebraico era una festa importantissima e durava per molti giorni, spesso anche per una settimana: in tutto questo tempo dovevano abbondare sia il cibo che il vino, perché spesso si aggiungevano ospiti nuovi. Ciò comportava un notevole sforzo economico per lo sposo, essendo suo compito provvedere quanto occorreva. La mancanza di cibo o di vino costituivano una carenza talmente grave da mettere in imbarazzo il padrone di casa.
Non conosciamo il legame tra Maria e Gesù e gli sposi, però vediamo che lei non è un ospite qualsiasi, in quanto prende a cuore il problema degli sposi. Allora si rivolge a suo figlio, sapendolo figlio di Dio, dotato di poteri soprannaturali.
L’aspetto spirituale che fa da retroscena a questo miracolo ci fa capire che tutto ciò che il mondo può offrirci a lungo andare ci lascia vuoti, come i vasi di vino. La vita senza Dio è senza senso, e solo Gesù può riempirla con la Sua presenza.
Vs. 4. Gesù le disse: «Che c’è fra me e te, o donna? L’ora mia non è ancora venuta».
Questo passo è molto profondo.
Gesù sembra mancare di rispetto a sua madre, ma ciò non può essere vero, altrimenti non avrebbe rispettato la Parola di Dio, che ci impone di onorare i nostri genitori. Tuttavia, Egli non voleva essere coinvolto in questo discorso perché afferma che “la sua ora non era ancora venuta”. Tale frase viene utilizzata varie volte all’interno del Vangelo di Giovanni, ad esempio nel giardino del Getsemani, quando afferma, al contrario, che la sua ora è venuta; si stava, infatti, adempiendo il Suo destino, che lo vedeva quale agnello sacrificale da lì a poco tempo.
Gesù doveva seguire un piano stabilito e in questo caso non era ancora giunto il tempo per lui di compiere dei miracoli; sua madre, al contrario, le chiede di intervenire in modo soprannaturale. Ciò è interessante perché ci fa capire che gli esseri umani possono cambiare il piano di Dio nelle piccolezze, avere un’influenza; il grande piano di Dio andrà avanti con o senza di noi, ma i dettagli possono subire un cambiamento. In questo caso, infatti, Gesù darà ascolto a Sua madre.
Pietro sta parlando della fine dei tempi, del rapimento della chiesa, la grande tribolazione, il ritorno di Gesù per distruggere l’anticristo.
2 Pietro 3: 10-12. Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. 11 Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, 12 mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno!
Da Ebrei 1 sappiamo che Gesù mantiene uniti gli atomi dell’universo attraverso il potere della Sua Parola; alcuni suppongono che dopo il millennio, quando Satana sarà legato per sempre, la terra sarà consumata perché Gesù deciderà di non mantenere più questa unione nella materia.
E’ interessante leggere che Pietro dichiara che noi possiamo affrettare il ritorno di Cristo e che, quindi, la data di questo eventi non è prestabilita. Ciò può avvenire se preghiamo e soprattutto predichiamo il Vangelo. Matteo 24 afferma che la fine verrà quando il Vangelo sarà predicato a tutte le nazioni.
Vs. 5. Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà».
La chiesa cattolica afferma che Maria è una redentrice e che ha un compito paritario con Cristo nel piano salvifico umano. In realtà la Bibbia riserva a lei uno spazio molto esiguo, riportando le sue parole solamente 4 volte: 3 volte nel Vangelo di Luca (Magnificat – quando racconta ad Elisabetta cosa le è accaduto – quando Gesù ha 12 anni e si reca con la famiglia a Gerusalemme, poi riprende suo figlio perché si allontana dalla carovana) e qui, al cap. 2 di Giovanni. Maria pronuncia qui il suo unico comandamento: dobbiamo fare tutto ciò che Gesù ci comanda.
Quando in Luca 8 Gesù sta parlando alla folla e sua madre ed i fratelli lo cercano, Egli risponde che sono suoi fratelli tutti coloro che credono in Lui e che fanno la volontà di Dio.
In Luca 11 alcune persone dichiarano beata Maria, il cui grembo ha portato Gesù e le cui mammelle lo hanno allattato, ma il Signore replica che è beato colui che crede alla Parola e poi la mette in pratica.
I servi obbediscono a Gesù: anche tali figure sono importanti quale insegnamento per noi: gli uomini non sono in grado di compiere dei miracoli, ma possono essere il veicolo attraverso il quale Dio può agire. Gesù chiede obbedienza nelle piccole cose: in questo caso il comando è quello di portare i vasi pieni d’acqua
Vs. 9. Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l’acqua che era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano bene i servitori che avevano attinto l’acqua), chiamò lo sposo
Il primo miracolo avviene in segreto: nessuno sa cosa accade, ma i servi ne sono a conoscenza. In tale modo agisce lo Spirito Santo.
Vs. 10. «Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».
Il mutare l’acqua in vino è una figura del Nuovo Patto, quello migliore, che viene donato per ultimo.
Giovanni 1: 17. Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo.
Mosè rappresentava il Vecchio Patto, la legge, ma Gesù ci ha portato la grazia, il favore di Dio immeritato: non possiamo compiere alcun atto per guadagnare la grazia, ma solamente accettare Gesù.
Il nuovo vino rappresenta il Nuovo Patto.
Galati afferma che la legge non perfeziona l’uomo, ma lo condanna: è lo specchio posto davanti a noi, che ci dimostra quanto siamo mancanti. Senza la grazia non avremmo alcuna possibilità di salvezza e saremmo condannati; siamo peccatori, salvati per grazia. La legge ci condannava a morte.
Qui c’è il paragone tra Mosè e Gesù, tra la Legge e la grazia.
Il primo miracolo di Mosè vede la trasformazione dell’acqua del Nilo in sangue: per gli Egiziani era una vera tragedia, in quanto vivevano in un paese desertico e l’acqua rappresentava la vita. Questo miracolo fu un segno del giudizio.
Il primo miracolo di Gesù, invece, è un segno di misericordia, è la Parola di Dio che ci comunica che Gesù, Figlio di Dio, è venuto per versare il suo sangue per la redenzioni di quanti affideranno a Lui la loro vita. Gesù dà la gioia. Quando i primi discepoli furono battezzati con lo Spirito Santo, cominciarono ad esprimere la loro gioia e a glorificare Dio; i passanti, allora, pensavano fossero ubriachi. La gioia che Dio ci dà è una fonte inesauribile, che nasce dentro di noi.
1 Pietro 1: 3-9. Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che nella sua grande misericordia ci ha fatti rinascere a una speranza viva mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per una eredità incorruttibile, senza macchia e inalterabile. Essa è conservata in cielo per voi, 5 che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la salvezza che sta per essere rivelata negli ultimi tempi. 6 Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, 7 affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. 8 Benché non l’abbiate visto, voi lo amate; credendo in lui, benché ora non lo vediate, voi esultate di gioia ineffabile e gloriosa, 9 ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime.
Se la Legge ci condanna, il sangue di Cristo ci dà la vita eterna e l’eterna gioia.
Vs. 11-12. Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea,
Questo miracolo è il primo di sette segni riportati da Giovanni allo scopo di condurre alla fede i lettori.
e manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui. 12 Dopo questo, scese a Capernaum
Capernaum era la città in cui Gesù viveva quando non era in viaggio.
egli con sua madre, con i suoi fratelli e i suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.
Gesù purifica il Tempio.
Questi versetti ci insegnano che Dio odia alcune cose e che Gesù si è arrabbiato. L’ira e l’indignazione verso l’opera del maligno non sono un peccato, ad esempio quando colpisce i bambini. Gesù era un lavoratore, un uomo forte e sapeva arrabbiarsi con foga.
Vs. 13-17. La Pasqua dei Giudei
Questa è la prima delle cinque feste alle quali Gesù partecipò a Gerusalemme e menzionate in questo Vangelo:
Pasqua (2:13),
Una festa dei Giudei (5:1),
La festa delle Capanne (7: 2, 10-11),
La festa della Dedicazione (10:22),
Una seconda Pasqua (11:55; 12: 20).
Il racconto della purificazione del Tempio, quindi, avviene nei primi tempi del ministre rio di Cristo.
era vicina e Gesù salì a Gerusalemme. 14 Trovò nel tempio quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti. 15 Fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi; sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole, 16 e a quelli che vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare della casa del Padre mio una casa di mercato». 17 E i suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi consuma».
Giovanni sta citando il Salmo 69: 9, che è profetico circa il Messia.
Il comportamento di Gesù è radicale perché Egli è uno che viene a rovesciare, a cambiare totalmente la nostra vita e lo fa con forza.
Perché dimostra tale ira di fronte a questo mercanteggiare? La fornitura dei bovini, delle pecore e dei colombi ed il cambio delle monete erano necessari per l’adorazione nel Tempio. Infatti, ad esempio i pellegrini che provenivano dalla Galilea, che compivano un viaggio di circa 132 km, non avrebbero potuto portare con sé gli animali per il sacrificio; altri necessitavano di cambiare la propria moneta. Tali operazioni avvenivano nel cortile del Tempio detto “dei Gentili”. Levitico 23 obbligava tutti gli Israeliti maschi a recarsi a Gerusalemme tre volte all’anno, in occasione della festa di Pasqua, di Pentecoste e dei Tabernacoli, ed offrire degli animali all’Eterno; quindi, non era sbagliato comprare e vendere in sé, ma lo era il luogo: il Tempio di Dio. In esso doveva esserci uno spazio riservato ai Gentili, nel quale anche loro potessero venire a cercare l’unico vero Dio, ma tale luogo era stato utilizzato per commerciare.
Siamo alla prima Pasqua del ministerio pubblico di Cristo ed un comportamento analogo lo avrà al tempo della sua ultima Pasqua, quando starà per morire.
Perché venivano offerti: buoi, pecore, colombi?
Le colombe.
Luca 2: 22-24. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore, 23 come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà consacrato al Signore»; 24 e per offrire il sacrificio di cui parla la legge del Signore, di un paio di tortore o di due giovani colombi.
Ogni maschio doveva essere presentato al Signore a Gerusalemme e poi fatta quest’offerta.
A cosa serviva?
Levitico 12: 2-7. «Parla così ai figli d’Israele: "Quando una donna sarà rimasta incinta e partorirà un maschio, sarà impura per sette giorni; sarà impura come nei giorni del suo ciclo mestruale. 3 L’ottavo giorno il bambino sarà circonciso. 4 La donna poi resterà ancora trentatré giorni a purificarsi del suo sangue; non toccherà nessuna cosa santa e non entrerà nel santuario finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. 5 Ma, se partorisce una bambina, sarà impura per due settimane come nei giorni del suo ciclo mestruale; e resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue. 6 Quando i giorni della sua purificazione, per un figlio o per una figlia, saranno terminati, porterà al sacerdote, all’ingresso della tenda di convegno, un agnello di un anno come olocausto, e un giovane piccione o una tortora come sacrificio per il peccato. 7 Il sacerdote li offrirà davanti al SIGNORE e farà l’espiazione per lei; così ella sarà purificata del flusso del suo sangue. Questa è la legge relativa alla donna che partorisce un maschio o una femmina.
Serviva come sacrificio per il proprio peccato. Anche Maria porta il suo olocausto perché anche lei è una peccatrice.
Le pecore.
Esodo 12: 3-13. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: "Il decimo giorno di questo mese, ognuno prenda un agnello per famiglia, un agnello per casa; 4 se la casa è troppo poco numerosa per un agnello, se ne prenda uno in comune con il vicino di casa più prossimo, tenendo conto del numero delle persone. Voi conterete ogni persona secondo quello che può mangiare dell’agnello. 5 Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, dell’anno; potrete prendere un agnello o un capretto. 6 Lo serberete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta la comunità d’Israele, riunita, lo sacrificherà al tramonto. 7 Poi si prenda del sangue d’agnello e lo si metta sui due stipiti e sull’architrave della porta delle case dove lo si mangerà. 8 Se ne mangi la carne in quella notte; la si mangi arrostita al fuoco, con pane azzimo e con erbe amare. 9 Non mangiatelo poco cotto o lessato nell’acqua, ma sia arrostito al fuoco con la testa, le gambe e le interiora. 10 Non lasciatene avanzo alcuno fino alla mattina. Quello che sarà rimasto fino alla mattina, bruciatelo con il fuoco. 11 Mangiatelo in questa maniera: con i vostri fianchi cinti, con i vostri calzari ai piedi e con il vostro bastone in mano; e mangiatelo in fretta: è la Pasqua del SIGNORE. 12 Quella notte io passerò per il paese d’Egitto, colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, tanto degli uomini quanto degli animali, e farò giustizia di tutti gli dèi d’Egitto. Io sono il SIGNORE. 13 Il sangue vi servirà di segno sulle case dove sarete; quand’io vedrò il sangue, passerò oltre, e non vi sarà piaga su di voi per distruggervi, quando colpirò il paese d’Egitto.
Questi rituali parlavano profeticamente di Gesù e dell’opera che stava per compiere. Inoltre, coloro che venivano a Gerusalemme per ascoltare la Parola di Dio, in realtà venivano derubati, perché obbligati ad acquistare l’animale da sacrificare dai venditori del Tempio ad un prezzo maggiorato: ciò è riportato nei libri storici, che aggiungono che il prezzo era aumentato 15 volte.
I cambiavalute convertivano in moneta Ebraica quella romana e permettevano l’acquisto e la vendita degli animali solamente grazie alla moneta Ebraica; ciò avveniva perché la moneta romana riportava da un lato l’effigie dell’imperatore, adorato come un dio e, pertanto, considerato come divinità pagana. Il cambio, però, non avveniva in modo onesto. Il Tempio, che doveva essere un luogo di preghiera, era sede di una serie di ladrocini, di truffe.
Oggi i telepredicatori richiedono soldi alle persone in cambio delle preghiere; è provato che molti dei donatori sono dei pensionati, ovvero delle persone che hanno pochi mezzi e che , magari, sono malati. Il messaggio che arriva loro da questi ciarlatani è che per avere il favore di Dio è necessario pagare; ciò è blasfemo.
Gesù si arrabbia perché queste persone stavano rovinando tutto il messaggio d’amore che Egli voleva dare all’uomo. Così le persone si avvicinavano per cercare la faccia di Dio e, invece, trovavano dei furbacchioni, dei truffatori che mostravano una religiosità basata sull’inganno. Questo non è il messaggio che Cristo voleva dare all’uomo.
Vs. 18-19. I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno miracoloso ci mostri per fare queste cose?» 19 Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere!»
Quel Tempio aveva avuto lo scopo di indirizzare le persone fino al Messia, perciò ora era divenuto inutile. Nel 70 d.C. è stato distrutto dai Romani e da allora gli Ebrei non compiono più sacrifici.
La ricostruzione del Tempio era stata iniziata da Erode il Grande nel 20 a. C.
Vs. 20-21. Allora i Giudei dissero: «Quarantasei anni è durata la costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?» 21 Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Nel nuovo Patto non vengono più consacrati dei templi di mattoni, ma le persone, che sono il vero tempio di Dio, la dimora di Dio onnipotente.
Qual è il messaggio per noi questa mattina? Se siamo il Tempio di Dio, forse anche in noi c’è qualcosa che deve essere ripulito. Ringraziamo il Signore perché non permetterà che qualcosa ci inquini e continuamente verrà a ripulirci. Dio è Santo ed anche noi dobbiamo esserlo. Estirpiamo i compromessi nella nostra vita perché Egli ci ha purificato; noi, il Tempio di Dio, abbiamo lo scopo di rappresentarLo agli occhi degli altri.
Vs. 22. Quando dunque fu risorto dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla Scrittura e alla Parola che Gesù aveva detta.
Vs. 23-25. Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva. 24 Ma Gesù non si fidava di loro, perché conosceva tutti 25 e perché non aveva bisogno della testimonianza di nessuno sull’uomo, poiché egli stesso conosceva quello che era nell’uomo.
Gesù non ha bisogno di noi come testimoni poiché Egli è l’Onnipotente, il Figlio di Dio; anche se noi non fossimo suoi testimoni, ciò non annullerebbe la sua essenza. Egli conosce la nostra natura e nel capitolo 3 vedremo come Dio ci considera, in base alla nostra tendenza al peccato.