Giovanni 19

Giovanni 18:38-19:13
Craig Quam
Giovanni 19:6-30
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Giovanni 19:31-20:18
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Cap. 19

Sono gli ultimi momenti della vita di Cristo, che sta per essere sacrificato per dare la vita eterna a tutti noi.

Pilato evita di fare una scelta riguardo Gesù: vorrebbe liberarlo, ma alla fine, dovendo decidere  tra l’essere nemico di Cesare o di Dio, decide di conservare l’amicizia con l’uomo. Ognuno di noi deve fare prendere una decisione.

Pilato era un uomo importante a quel tempo, ricco e potente, che ha la facoltà di dare la morte ad un uomo.

Vs. 1. Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare. 

La flagellazione era un modo per gettare la vergogna addosso ad un uomo. La frusta romana, il gatto a nove code, era composta da 9 trecce di cuoio, che vedevano intrecciati dei pezzi di vetro e metallo; pertanto apriva la carne e poteva anche portare alla morte. 

Vs. 2.  I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli misero addosso un manto di porpora; e s’accostavano a lui e dicevano: 

Il mondo ha dato a Gesù una corona di spine, ma un giorno la Chiesa getterà davanti ai suoi piedi la propria corona.

Le spine sono il frutto del peccato e nascono in seguito alla disobbedienza di Adamo ed Eva ( Genesi 3: 17-19): la corona del nostro peccato è stata portata fisicamente dal capo del Signore, del Re dei re, segno del suo prendere su di sé la nostra condanna.

Vs. 3-6.  «Salve, re dei Giudei!» E lo schiaffeggiavano. 4  Pilato uscì di nuovo, e disse loro: «Ecco, ve lo conduco fuori, affinché sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». 5  Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro: «Ecco l’uomo!» 6  Come dunque i capi dei sacerdoti e le guardie lo ebbero visto, gridarono: «Crocifiggilo, crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa». 

Pilato ha capito che Cristo era un uomo giusto, il Figlio di Dio e prova continuamente a salvarlo. Anche sua moglie lo aveva avvertito di non torcergli neanche un capello. Pilato sa che non è un semplice rabbino itinerante, ma il Figlio di Dio.

Vs. 7-11.  I Giudei gli risposero: «Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». 8  Quando Pilato udì questa parola, ebbe ancor più paura; 9  e, rientrato nel pretorio, disse a Gesù: «Di dove sei tu?» Ma Gesù non gli rispose. 10  Allora Pilato gli disse: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il potere di crocifiggerti?» 11  Gesù gli rispose: «Tu non avresti alcun’autorità su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto; perciò chi mi ha dato nelle tue mani, ha maggior colpa». 

La nostra vita è nelle mani del Padre, siamo la pupilla dei suoi occhi; dobbiamo riposare nella certezza che Egli ha l’autorità nella nostra vita e ne controlla ogni attimo. Se Egli ha cura dei passeri, tanto più ne ha per noi.

Luca 12: 4-5.  Ma a voi, che siete miei amici, io dico: non temete quelli che uccidono il corpo ma, oltre a questo, non possono far di più. 5  Io vi mostrerò chi dovete temere. Temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella geenna. Sì, vi dico, temete lui. 

Dobbiamo temere Dio, non gli uomini. Alla fine della nostra vita affronteremo l’Eternità: dove vogliamo trascorrerla?

Vs. 12.  Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a Cesare». 

I Giudei sono ipocriti in questo momento perché essi odiavano Cesare, ma, per loro tornaconto, lo esaltano. Comprendono che Pilato deve difendere la propria posizione politica, perciò sfruttano tale realtà per costringerlo ad agire secondo il loro volere: Gesù dichiara di essere re, perciò politicamente si oppone a Cesare. Pilato sta affermando che Egli è re, perciò deve scegliere: o essere fedele a Cesare, oppure esserlo a Gesù.

Anche noi dobbiamo fare una scelta:

Giacomo 4: 4. O gente adultera, non sapete che l’amicizia del mondo è inimicizia verso Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio. 

Giovanni 15: 14-15.  Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. 15  Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udite dal Padre mio. 

Gesù desidera essere nostro amico, ma dobbiamo proclamarlo nella nostra vita.

Matteo ci racconta cosa avviene ora davanti a Pilato, fatto che Giovanni omette:

Matteo 27: 22-25.   E Pilato a loro: «Che farò dunque di Gesù detto Cristo?» Tutti risposero: «Sia crocifisso». 23  Ma egli riprese: «Che male ha fatto?» Ma quelli sempre più gridavano: «Sia crocifisso!» 24  Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che si sollevava un tumulto, prese dell’acqua e si lavò le mani in presenza della folla, dicendo: «Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi». 25  E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». 

Pilato dichiara che Gesù è un giusto e della sua morte non vuole essere responsabile. In realtà le cose non stanno così, perché egli ha compiuto la sua scelta.

«Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli». Magari fosse su di loro il sangue di Cristo, perché vorrebbe dire che hanno ottenuto la salvezza! Questo è ciò che tutti i credenti desiderano e che sanno di avere per vivere eternamente con Dio, essendo ritenuti giustificati.

Vs. 13-15.  Pilato dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù, e si mise a sedere in tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà. 14  Era la preparazione della Pasqua, ed era l’ora sesta. Egli disse ai Giudei: «Ecco il vostro re!» 15  Allora essi gridarono: «Toglilo, toglilo di mezzo, crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Crocifiggerò il vostro re?» I capi dei sacerdoti risposero: «Noi non abbiamo altro re che Cesare». 

Gesù è condannato: qui è il culmine della storia umana, dove le persone condannano il Figlio di Dio.

Giovanni 12: 27-28. Ora, l’animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a quest’ora. 28  Padre, glorifica il tuo nome!» Allora venne una voce dal cielo: «L’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!» 

Gesù sta per donare la sua vita per riscattare l’umanità. La sua morte è il momento focale della storia umana, perché ci ha donato la vita eterna.

16  Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso. 

La crocifissione 

Vs. 17-30.  Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, 18  dove lo crocifissero, assieme ad altri due, uno di qua, l’altro di là, e Gesù nel mezzo. 19  Pilato fece pure un’iscrizione e la pose sulla croce. V’era scritto: GESU’ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI. 20  Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l’iscrizione era in ebraico, in latino e in greco. 21  Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dicevano a Pilato: «Non lasciare scritto: "Il re dei Giudei"; ma che egli ha detto: "Io sono il re dei Giudei"». 22  Pilato rispose: «Quello che ho scritto, ho scritto». 23  I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall’alto in basso. 24  Dissero dunque tra di loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocchi»; affinché si adempisse la Scrittura che dice: «Hanno spartito fra loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica». (Salmo 22:18)

Questo fecero dunque i soldati. 25  Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena. 26  Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!» 27  Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua. 

Giovanni sta parlando di se stesso.

Anche noi cristiani siamo coloro che Gesù ama.

28  Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete». 29  C’era lì un vaso pieno d’aceto; posta dunque una spugna, imbevuta d’aceto, in cima a un ramo d’issopo, l’accostarono alla sua bocca. 30  Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «É compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito. 

Gesù rese lo Spirito; in passato aveva dichiarato di avere il potere di dare la vita e di toglierla, perciò gli esseri umani sono stati solamente dei mezzi, attraverso i quali Dio ha compiuto il suo piano di salvezza.

É compiuto!»: il piano di salvezza è compiuto ed il debito è stato pagato.

É compiuto!».

Cosa significa per noi oggi che tale piano salvifico è giunto al compimento?

1 Pietro 1:18-20.   sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, 19  ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia. 20  Già designato prima della creazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi; 

Ogni essere umano è nato con il possesso di una natura peccaminosa, tramandataci dai padri, perciò è lontano dall’amore di Dio. Il sangue di Cristo, però, ci ha riscattati. Eravamo degli schiavi di Satana, ma ora siamo liberi.

Il sacrificio di Cristo era stato stabilito fin dalla creazione dell’uomo, perciò rappresenta il momento più importante per tutta la storia umana.

Ebrei 9:11-12.  Ma venuto Cristo, sommo sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d’uomo, cioè, non di questa creazione, 12  è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna. 

Cristo ha acquistato per noi una redenzione eterna: questo è ciò che è stato compiuto in quella croce.

2 Corinzi 5:21. Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui. 

La giustizia che riceviamo per fede non è la nostra, ma quella di Cristo; tra noi e Lui avviene uno scambio soprannaturale e Lui è diventato il peccato e noi la giustizia. Gesù ha pagato il riscatto per tutti. Gesù ha pagato per noi e noi dobbiamo solamente ricevere questo dono meraviglioso.

Ebrei 4:8-16. Infatti, se Giosuè avesse dato loro il riposo, Dio non parlerebbe ancora d’un altro giorno. 9  Rimane dunque un riposo sabatico per il popolo di Dio; 

Paolo non sta parlando di un giorno della settimana, ma ci mostra un simbolo profetico, ossia Gesù, che è il nostro riposo. Non esistono, infatti, giorni speciali, poiché tutti lo sono se siamo in Cristo. Il sabato rappresentava uno stato d’animo, nel quale siamo invitati ad entrare.

Come entriamo?

10  infatti chi entra nel riposo di Dio si riposa anche lui dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue.

Dio si è riposato il settimo giorno, perciò anche noi dobbiamo smettere di affaticarci di compiere delle opere che a nostro avviso possono avvicinarci a Dio: Cristo è il nostro riposo, Colui che ci spiana la strada che porta a Dio.  Non possediamo nessun bene che possa attrarre Dio, siamo incapaci di vivere una vita santa in base alle nostre capacità, perciò possiamo solamente avvicinarci al Creatore grazie alla salvezza che ci viene donata da Cristo. Dobbiamo ringraziare Dio perché siamo IN Lui, perché siamo ricolmi di grazia, perché ci ha permesso di avere la vita eterna. Il sangue di Gesù è potente in eterno: ci lava, ci rinnova e ci guarisce.

 11  Sforziamoci dunque di entrare in quel riposo, affinché nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza. 

Gli Israeliti per fede hanno dipinto gli stipiti della porta col sangue dell’agnello,

sono usciti dall’Egitto,

hanno attraversato il mar Rosso ed il deserto del Sinai;

poi hanno smesso di avere fede e non sono entrati nella terra promessa.

Anche noi siamo messi alla prova ogni giorno e dobbiamo afferrare le promesse di Dio.

12  Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore. 13  E non v’è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto. 

Ognuno di noi ha bisogno della grazia di Dio, che conosce i nostri cuori. Dobbiamo vivere ogni giorno nella certezza di essere accettati ed amati da Dio Padre.

14  Avendo dunque un grande sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, stiamo fermi nella fede che professiamo. 15  Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con noi nelle nostre debolezze, poiché egli è stato tentato come noi in ogni cosa, senza commettere peccato. 

Gesù ci può comprendere pienamente perché ha attraversato tutte le nostre difficoltà.

16  Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ottenere misericordia e trovar grazia ed essere soccorsi al momento opportuno. 

La grazia di Dio è qui, pronta per ognuno di noi in ogni momento.

Ebrei 12: 1-3. Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2  fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio. 3  Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo. 

Teniamo gli occhi fissi su Gesù in ogni momento difficile della vita perché abbiamo già in pugno la salvezza eterna.

Vs. 31.  Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe, e fossero portati via. 

Il Signore è stato ucciso di giovedì pomeriggio, il giorno della preparazione;

infatti Gasù ha detto che sarebbe stato nel sepolcro 3 giorni e tre notti:

Matteo 12: 40. Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell’uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti. 

Gesù è risorto la domenica ed ha affermato che sarebbe stato nel sepolcro per tre giorni e tre notti, come Giona nel ventre della balena. Teniamo presente che la parola “sabato” non intende realmente il giorno della settimana, ma il termine “shabat”, che significa “giorno di riposo”, di preparazione alla festa. Ogni festa ebraica per loro era uno “shabat”, un “gran giorno”.

Levitico 23 dà delle indicazioni circa la celebrazione delle 7 feste ebraiche, che sono simboli profetici che ci parlano del Messia:

  • Pasqua, pani azzimi e primizie hanno a che fare con la prima venuta di Gesù,

  • Pentecoste è la nascita della chiesa,

  • Trombe, espiazione e capanne vengono celebrate in autunno e parlano del rapimento della chiesa e del giudizio finale.

Levitico 23: 24.

Parla della festa delle trombe, che rappresenta il rapimento della chiesa.

  «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: "Il settimo mese, il primo giorno del mese avrete un riposo solenne, 

o “Shabat”

che sarà ricordato con il suono della tromba, una santa convocazione. 

Quindi, la parola “shabat” non si riferisce necessariamente al sabato, ma ad un momento di riposo.

Levitico 23: 5-9. Il primo mese, 

è il mese di Nisan ebraico, che corrisponde a marzo-aprile.

il quattordicesimo giorno del mese, sull’imbrunire, sarà la Pasqua del SIGNORE; 6  il quindicesimo giorno dello stesso mese sarà la festa dei Pani azzimi in onore del SIGNORE; per sette giorni mangerete pane senza lievito. 7  Il primo giorno avrete una santa convocazione; non farete in esso nessun lavoro ordinario;

Essendo che durante lo svolgimento di queste feste non era possibile eseguire alcun lavoro, nel periodo della preparazione veniva predisposto tutto il necessario per le feste stesse.

 8  per sette giorni offrirete al SIGNORE dei sacrifici consumati dal fuoco. Il settimo giorno si avrà una santa convocazione, non farete nessun lavoro ordinario"». 9  Il SIGNORE disse ancora a Mosè: 10  «Parla ai figli d’Israele e di’ loro: "Quando sarete entrati nel paese che io vi do e ne mieterete la raccolta, porterete al sacerdote un fascio di spighe, come primizia della vostra raccolta; 11  il sacerdote agiterà il fascio di spighe davanti al SIGNORE, perché sia gradito per il vostro bene; l’agiterà il giorno dopo il sabato. ( o shabat).

Vs. 31.  Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe, e fossero portati via. 

I Giudei volevano sbrigare questa faccenda circa Cristo perché era il giorno che precedeva la Pasqua, perciò era lo “shabat”; quindi Gesù è stato crocifisso il giovedì pomeriggio all’imbrunire, venerdì quell’anno era il giorno di Pasqua, sabato era quello dei pani azzimi e domenica la festa delle primizie; Gesù è stato nel sepolcro per tre giorni e tre notti. 

Vs. 32-35.  I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo, e poi anche all’altro che era crocifisso con lui; 33  ma giunti a Gesù, lo videro già morto, e non gli spezzarono le gambe, 34  ma uno dei soldati gli forò il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. 35  Colui che lo ha visto, ne ha reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il vero, affinché anche voi crediate. 

Anche I Giovanni afferma che l’acqua e il sangue sono la testimonianza della vera fisicità di Cristo, a confutare coloro che affermavano che Egli fosse solo un’apparizione.

Giovanni l’ha visto e l’ha toccato, ha vissuto con Lui e ne è testimone.

Vs. 36.  Poiché questo è avvenuto affinché si adempisse la Scrittura: «Nessun osso di lui sarà spezzato». 

Salmo 34: 20.

Vs. 37-42.  E un’altra Scrittura dice: «Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto». 

Da Zaccaria 12:10.

Il seppellimento di Gesù

38  Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, 

Era un uomo ricco, membro importante del Sinedrio.

che era discepolo di Gesù, ma in segreto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù. 39  Nicodemo, che in precedenza era andato da Gesù di notte, venne anch’egli, portando una mistura di mirra e d’aloe di circa cento libbre. 40  Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi, secondo il modo di seppellire in uso presso i Giudei. 41  Nel luogo dov’egli era stato crocifisso c’era un giardino, e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove nessuno era ancora stato deposto. 42  Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino. 

E’ giovedì notte, prima dell’alba.

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