Giovanni 20

Giovanni 19:31-20:18
Craig Quam
Giovanni 20:19
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Giovanni 20:23
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Giovanni 20:24-21:14
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Cap. 20.

La resurrezione

Vs. 1-2. Il primo giorno della settimana, 

Sono trascorsi il venerdì e il sabato.


la mattina presto, mentre era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. 2  Allora corse verso Simon Pietro e l’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: «Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano messo». 

Cos’ha significato per Maria Maddalena la resurrezione?

Maria Maddalena era una peccatrice. Comunemente viene identificata con una prostituta e con la donna che pianse ai piedi del Signore, al quale li lavò con le sue lacrime.

Luca 8 ci dà delle informazioni su di lei.

Luca 8: 2-3.  Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; 3  Giovanna, moglie di Cuza, l’amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni. 

Era una donna che aveva grande bisogno di incontrare Cristo poiché posseduta da sette spiriti. Tale numero nella Bibbia rappresenta la completezza, quindi era totalmente nelle mani di Satana. Probabilmente viveva una vita oscura e dedita al peccato. Quando è stata liberata dai demoni, si è sentita estremamente grata al Signore e lo ha amato con tutta l’anima. Aiutava Gesù ed i discepoli con i suoi beni. Seguiva Gesù ed è stata al suo fianco fino alla fine: Giovanni 19: 25.  Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa, e Maria Maddalena.

Gli apostoli erano fuggiti per paura; forse il timore aveva invaso anche lei, ma è ugualmente rimasta al suo fianco. Non a caso a lei è stato riservato il privilegio di essere testimone della resurrezione del Signore.

Vs. 3-10.  Pietro e l’altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. 4  I due correvano assieme, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse primo al sepolcro; 5  e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò. 6  Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e vide le fasce per terra, 7  e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. 8  Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. 9  Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale Egli doveva risuscitare dai morti. 10  I discepoli dunque se ne tornarono a casa. 

Gesù appare a Maria Maddalena

Maria rimane al sepolcro a piangere.

Vs. 11-12.  Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 12  ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù. 

Maria vede due angeli, che rappresentano il propiziatorio dell’arca dell’alleanza: lì in mezzo era il sangue dell’agnello; quello è l’unico luogo di incontro con Dio. Gesù è il propiziatorio, ossia l’UNICA via che permette all’uomo imperfetto di incontrare il Dio Altissimo e perfetto; se non ci immergiamo nel sangue di Gesù non possiamo avere alcuna speranza di arrivare a Dio. Il propiziatorio è il luogo dell’espiazione, dove si placa l’ira di Dio.

Pietro e Giovanni non vedono gli angeli, mentre a Maria è dato il privilegio di incontrarli: l’intimità che abbiamo con Cristo è qualcosa di personale.; lei bramava la presenza di Dio e per questo motivo è stata premiata.

Pensiamo a quale può essere stato il suo stato d’animo in quel momento:

era stata salvata dalle mani di Satana, aveva dedicato da quel momento tutta la sua esistenza a Cristo, ed ora Egli non c’era più, era morto, ed anche il suo corpo era scomparso. Cosa le rimaneva? Allora scoppia a piangere, ma gli angeli la consolano.

Vs. 13-18.  Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?» Ella rispose loro: «Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto». 14  Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15  Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: «Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò». 16  Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!» 17  Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: "Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro"». 

Maria riconosce Gesù quando Lui pronuncia il suo nome: Maria.

Egli conosce anche il nostro nome e

Giovanni 10: 3. Noi siamo le pecore che sentono la voce del pastore e lo seguono; Egli chiama le sue pecore per nome e le trae a sé.

18  Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose. 

Gesù appare ai discepoli; incredulità di Tommaso

Cala la sera.

Vs. 19.  La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 

Gesù augura agli uomini di riconciliarsi con Dio, di fare pace con Lui, una pace interrotta dal peccato commesso da Adamo ed Eva. Da quel momento l’uomo ha vissuto separato da Dio.

2 Corinzi 5: 17-20.   se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove. 18  Ora tutte le cose sono da Dio, che ci ha riconciliati a sé per mezzo di Gesù Cristo

La riconciliazione avviene grazie al sacrificio di Cristo.

Alla Chiesa è stato dato il ministero della riconciliazione:

e ha dato a noi il ministero della riconciliazione, 19  poiché dio ha riconciliato il mondo con sé in Cristo, non imputando agli uomini i loro falli, ed ha posto in noi la parola della riconciliazione. 

Dio vuole che l’uomo si riconcili con Lui.

20  Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se dio esortasse per mezzo nostro, e noi vi esortiamo per amore di Cristo: siate riconciliati con dio. 21  poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di dio in lui.” 

Questo è il nostro compito: dobbiamo incitare il mondo ad accettare il sacrificio di Cristo ed a riconciliarsi con Dio.

Vs. 20-21.  E, detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto il Signore, si rallegrarono. 21  Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre mi ha mandato, anch’io mando voi». 

  1. Gesù saluta donando la pace tra Dio e gli uomini.

  2. Ora afferma che la chiesa ha un compito, una missione: andare nel mondo a portare la Parola, là nel luogo in cui ci troviamo. Questo è il messaggio: Gesù è morto per dare a noi la salvezza, perciò riconciliamoci con Lui.

I cristiani sono ambasciatori di Cristo, ossia rappresentanti di Dio nel mondo: questo è un grandissimo onore perché ci permette di strappare le persone dalle grinfie di Satana.

Vs. 22.  Detto questo, soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. 

Come possiamo portare questo messaggio al mondo? Grazie allo Spirito Santo, non certamente per potere o carisma personale.

Gli apostoli ricevono lo Spirito Santo.

Anche noi dobbiamo avere un rapporto con quest’ultimo e ciò avviene in tre fasi:

Fino a questo momento gli apostoli non erano nati di nuovo, perciò li Spirito non era IN loro, ovvero dentro loro, ma solamente CON essi. (I non credenti sono creature di Dio, ma non Suoi figli, perciò non hanno lo Spirito Santo).

In quale modo era CON i discepoli? In Gesù, che era al loro fianco. Quando Egli si allontanava, anche lo Spirito andava via.

Gesù soffia:

  • La prima volta accade quando creò Adamo e gli donò la vita;

  • ora Egli soffia sugli apostoli e dona loro lo Spirito di vita, facendoli nascere di nuovo a vita eterna.

Le tre fasi:

  • CON noi

  • IN noi

  • (Atti 1: 8) SU DI NOI: è una potenza che ci permette di compiere una missione (una vita consacrata, che dà testimonianza, il proclamare il Vangelo...). Lo Spirito ci copre, ci investe: è un’azione successiva rispetto alla nuova nascita. Infatti, non ci dona la salvezza, ma ci fa agire per diffondere la parola nel mondo.

Quando lo Spirito è SU una persona, alla stessa vengono dati dei doni: lingue, predicare con franchezza, profetizzare... Quindi, il dono delle lingue non è l’unico: la Bibbia non afferma MAI tale fatto. Le lingue servono per intercedere, anche quando le occasioni lo richiedono, ma se una persona è malata, allora serve il dono della guarigione, se una persona ha bisogno di una parola chiara da parte di Dio, allora serve il dono della profezia, della sapienza, della conoscenza. Dio dà i doni come vuole, in base al bisogno.

Come riceviamo i doni?

Luca 11: 5-13. Poi disse loro: "Chi è fra voi colui che ha un amico, che va da lui a mezzanotte, dicendogli: "Amico, prestami tre pani, 6  perché un mio amico in viaggio è arrivato da me, e io non ho cosa mettergli davanti" 7  e quello di dentro, rispondendo, gli dice: "Non darmi fastidio, la porta è già chiusa e i miei bambini sono a letto con me; non posso alzarmi per darteli"? 8  Io vi dico che anche se non si alzasse a darglieli perché gli è amico, nondimeno per la sua insistenza si alzerà e gli darà tutti i pani di cui ha bisogno. 9  Perciò vi dico: chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto. 10  Poiché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa. 

Dobbiamo ricercarlo continuamente, con costanza, chiedendoli con insistenza.

11  E chi è tra voi quel padre che, se il figlio gli chiede del pane, gli dà una pietra? O se gli chiede un pesce gli dà al posto del pesce una serpe? 12  O se gli chiede un uovo, gli dà uno scorpione? 13  Se voi dunque, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli, quanto più il vostro padre celeste donerà lo spirito santo a coloro che glielo chiedono". 

Gesù sta nominando degli alimenti comuni in Galilea, quelli di tutti i giorni; perciò ci vuole far capire che i doni dello Spirito sono indispensabili per noi come il pane quotidiano e che Dio ce li darà senza dubbio, come un padre umano nutre con amore i figli con gli alimenti che ha in casa.

Dio vuole donarci i doni dello Spirito Santo e non aspetta altro che darli a piene mani ai suoi figli.

  • Dobbiamo chiedere con insistenza.

  • Dobbiamo credere che riceveremo.

  • Dobbiamo accettarli per fede.

Vs. 23.  A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti».

Questo è il versetto sul quale la chiesa cattolica basa il potere dei sacerdoti di perdonare i peccati. I protestanti, invece, non lo interpretano in questo modo, poiché non è possibile analizzare un singolo versetto ed interpretarlo; al contrario, è necessario cercare altri passi che trattano lo stesso argomento per capire cosa Gesù intendesse affermare.

La chiesa può perdonare i peccati? Per rispondere a questa domanda è necessario investigare, analizzare altri passi biblici. Un versetto non può essere isolato dall’intera Bibbia, perché altrimenti rischiamo di falsarne il significato.

Cosa significa il versetto 23?

Marco 2: 3-12. Allora vennero da lui alcuni a presentargli un paralitico, portato da quattro uomini 4  ma, non potendo accostarsi a lui a causa della folla, scoperchiarono il tetto sul punto ove era Gesù e, fatta un’apertura, calarono il lettuccio sul quale giaceva il paralitico. 5  Come Gesù vide la loro fede, disse al paralitico: "Figliolo, i tuoi peccati ti sono perdonati!". 6  Or vi erano là seduti alcuni scribi i quali ragionavano in cuor loro: 7  "Perché mai costui parla in questo modo? Egli bestemmia. Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?". 

Questa affermazione è esatta perché l’unica persona che può perdonare è colei che è stata offesa.

Quindi: un credente può perdonare qualunque peccato venga commesso contro di lui, ma non ha l’autorità di perdonare un peccatore che ha peccato contro Dio: solo Egli può farlo.

8  Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo Spirito che ragionavano queste cose dentro di sé, disse loro: "Perché ragionate voi queste cose nei vostri cuori? 9  Che cosa è più facile dire al paralitico: "I tuoi peccati ti sono perdonati," oppure dire: "Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina". 

E’ più facile affermare che i peccati sono stati perdonati, perché nulla può confermare o smentire questa frase. Gesù allora dimostra di saper perdonare i peccati guarendo un uomo paralitico, ovvero compiendo un  fatto miracoloso.

10  Ora, affinché sappiate

Ora tutta la folla ha la prova che Gesù è il figlio di Dio.

 che il figlio dell’uomo ha potestà di perdonare i peccati in terra, 11  io ti dico (disse al paralitico): alzati, prendi il tuo lettuccio e vattene a casa tua". 12  Ed egli si alzò immediatamente, prese il suo lettuccio e uscì in presenza di tutti, così che tutti stupivano e glorificavano Dio dicendo: "Non abbiamo mai visto nulla di simile!".” 

Solo Dio può perdonare i peccati. Qui viene dimostrato che Gesù è Dio.

Esistono centinaia di passi in cui viene affermato che l’umanità ha peccato contro Dio, ad esempio:

Giudici 10:10. Allora i figli d’Israele gridarono all’Eterno, dicendo: "Abbiamo peccato contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro DIO e abbiamo servito i Baal".

1 Samuele 7:6. Così essi si radunarono a Mitspah, attinsero acqua e la versarono davanti all’Eterno; quindi in quel giorno digiunarono e là dissero: "Abbiamo peccato contro l’Eterno". Samuele giudicò i figli d’Israele a Mitspah.” 

Geremia 14:7. Anche se le nostre iniquità testimoniano contro di noi, o Eterno, opera per amore del tuo nome, perché le nostre ribellioni sono molte; abbiamo peccato contro di te.” 

Se pecchiamo contro Dio, è ovvio che solamente Lui può perdonarci.

Allora, cosa sta affermando Gesù nel versetto 23?

1 Corinzi 5: 1-5.  Si ode dappertutto dire che tra di voi vi è fornicazione, 

La parola “fornicazione” è “porneia”, dalla quale deriva il termine pornografia.

Qui Paolo ci dimostra che è lecito riprendere i fratelli in peccato all’interno della chiesa; tale riprensione è un’autorità che Dio dà ai suoi figli.

Infatti:

e una tale fornicazione che non è neppure nominata fra i gentili, cioè che uno tiene con sé la moglie del padre. 2  E vi siete addirittura gonfiati e non avete piuttosto fatto cordoglio, affinché colui che ha commesso una tale azione fosse tolto di mezzo a voi. 3  Ora io, assente nel corpo ma presente nello Spirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha commesso ciò. 4  Nel nome del nostro signore Gesù Cristo, essendo riuniti assieme voi e il mio Spirito, con il potere del signor nostro Gesù Cristo 5  ho deciso che quel tale sia dato in mano di Satana a perdizione della carne, affinché lo Spirito sia salvato nel giorno del signor Gesù.” 

Il peccato è come un lievito, che si espande ed inquina tutta la chiesa.

La disciplina ha come scopo il pentimento del credente, il quale poi può tornare a Cristo, all’interno della chiesa.

1 Corinzi 5: 9-12. Vi ho scritto nella mia epistola di non immischiarvi con i fornicatori, 10  ma non intendevo affatto con i fornicatori di questo mondo, o con gli avari, o con i ladri, o con gli idolatri, perché altrimenti dovreste uscire dal mondo. 11  Ma ora vi ho scritto di non mescolarvi con chi, facendosi chiamare fratello, sia un fornicatore, o un avaro o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un ladro; con un tale non dovete neppure mangiare. 12  Tocca forse a me giudicare quelli di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro?” 

Il peccato deve essere allontanato dalla chiesa perché non si espanda e non contamini gli altri fratelli.

Passa del tempo ed il fratello fornicatore si è ravveduto:

2 Corinzi 2: 3-11.  E vi ho scritto in quel modo affinché, alla mia venuta, non avessi tristezza da coloro che dovrebbero rallegrarmi, avendo fiducia in voi tutti che la mia gioia è quella di voi tutti. 4  Vi ho scritto infatti con molte lacrime e con grande afflizione e angoscia di cuore, non perché foste rattristati, ma perché conosciate il grandissimo amore che ho per voi. 5  E se qualcuno ha causato tristezza, non ha rattristato me, ma in parte, per non esagerare, voi tutti. 6  Basta a quel tale la punizione inflittagli dalla maggioranza 

Sta parlando del fratello fornicatore.

7  ma ora, al contrario, dovreste piuttosto perdonarlo e consolarlo, perché talora quell’uomo non sia sommerso dalla troppa tristezza. 8  Vi prego perciò di confermargli il vostro amore 9  perché vi ho anche scritto per questo, per sapere alla prova se siete ubbidienti in ogni cosa. 10  Or a chi voi perdonate qualche cosa perdono anch’io, perché anch’io se ho perdonato qualcosa a chi ho perdonato l’ho fatto per amor vostro davanti a Cristo, 11  affinché non siamo sopraffatti da Satana, perché noi non ignoriamo le sue macchinazioni.” 

Il versetto 10 è simile a Giovanni 20: 23.

Dio perdona e dimentica i nostri peccati; il Suo perdono è totale. Questo tipo di perdono deve essere donato anche al fratello fornicatore, in quanto è pentito e ravveduto. Se la chiesa dimentica, anche Dio lo farà, poiché i credenti sono ambasciatori di Cristo, ossia suoi vicari.

Gesù ci ha lasciato delle istruzioni circa la disciplina alla quale deve essere soggetta la chiesa e circa il perdono che dobbiamo riservare agli altri:

Matteo 18:15-35. Ora, se il tuo fratello ha peccato contro di te, va’ e riprendilo fra te e lui solo; se ti ascolta, tu hai guadagnato il tuo fratello; 16  ma se non ti ascolta, prendi con te ancora uno o due persone, affinché ogni parola sia confermata per la bocca di due o tre testimoni. 17  Se poi rifiuta di ascoltarli, dillo alla chiesa; e se rifiuta anche di ascoltare la chiesa, sia per te come il pagano e il pubblicano. 18  In verità vi dico che tutte le cose che voi avrete legate sulla terra saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra saranno sciolte nel cielo. 19  Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli. 20  Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". 

Dio ha dato a tutta la chiesa l’autorità di legare o sciogliere una situazione, NON ad una singola persona.

21  Allora Pietro, accostatosi, gli disse: "Signore, se il mio fratello pecca contro di me, quante volte gli dovrò perdonare? fino a sette volte?". 22  Gesù gli disse: "Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette. 

70 volte 7 fa 490 e corrisponde alle volte in cui il popolo di Israele ha disobbedito a Dio, non rispettando l’anno sabatico, ed Egli li ha condannati ad essere esuli in Babilonia per 490 anni.

23  Perciò il regno dei cieli è simile ad un re, il quale volle fare i conti con i suoi servi. 24  Avendo iniziato a fare i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. 25  E non avendo questi di che pagare, il suo padrone comandò che fosse venduto lui con sua moglie, i suoi figli e tutto quanto aveva, perché il debito fosse saldato. 26  Allora quel servo, gettandosi a terra gli si prostrò davanti dicendo: "Signore, abbi pazienza con me e ti pagherò tutto". 27  Mosso a compassione, il padrone di quel servo lo lasciò andare e gli condonò il debito. 28  Ma quel servo, uscito fuori, incontrò uno dei suoi conservi, che gli doveva cento denari; e, afferratolo per la gola, lo soffocava dicendo: "Pagami ciò che mi devi". 29  Allora il suo conservo, gettandosi ai suoi piedi, lo supplicava dicendo: "Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto" 30  ma costui non volle, anzi andò e lo fece imprigionare, finché non avesse pagato il debito. 31  Ora gli altri servi, visto quanto era accaduto, ne furono grandemente rattristati e andarono a riferire al loro padrone tutto ciò che era accaduto. 32  Allora il suo padrone lo chiamò a sé e gli disse: "Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perché mi hai supplicato. 33  Non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?" 34  E il suo padrone, adiratosi, lo consegnò agli aguzzini finché non avesse pagato tutto quanto gli doveva. 35  Così il mio Padre celeste farà pure a voi, se ciascuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello i suoi falli".” 

Se Dio ci ha perdonato un debito inestimabile, quanto più noi dobbiamo perdonare di cuore i nostri fratelli. Togliamo il rancore dalla nostra mente perché eravamo peccatori e nemici di Dio e siamo stati perdonati.

Vs. 24-31.  Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25  Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo costato, io non crederò». 26  Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» 27  Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e vedi le mie mani; 

Il Signore ci ascolta in ogni momento.

porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». 28  Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» 

Gesù accetta il culto come Dio, poiché Egli E’ Dio; al contrario, quando Giovanni incontrò un angelo e si prostrò davanti a lui, quest’ultimo gli intimò di NON farlo, perché anch’egli è una creatura. Per questo motivo non è lecito prostrarsi davanti a persona alcuna, anche se importante e stimata. E’ bene trarre insegnamento dagli altri, comportarsi come loro, ma non inchinarsi e dare loro riverenza o culto: tali cose sono riservate solo a Dio.

29  Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!» 

Tutti i credenti sono beati e benedetti.

30  Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non sono scritti in questo libro; 31  ma questi sono stati scritti, affinché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome. 

Qui sembra finire il Vangelo di Giovanni, anche perché 1 Giovanni 5: 13 sembra ripetere alla lettera tali parole: lo scopo dell’epistola è quello di indurre la fede in Cristo e, di conseguenza, avere vita eterna nel Suo nome.

Invece poi c’è il cap. 21, nel quale Gesù insegna alcune cose ai discepoli, e a noi oggi, prima di venire rapito in cielo dal Padre.

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