Giovanni 14

Giovanni 14:1-4

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Craig Quam

Giovanni 14:5-6

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Giovanni 14:7-18

Giovanni 14:7-18
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Giovanni 14:15-24

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Giovanni 14:23-31

Giovanni 14:23-31
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Giovanni 14:1-3
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Giovanni 14:4-9
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Giovanni 14:25-31
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Giovanni 14:9-18
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Cap. 14

Gesù continua a parlare intimamente con i discepoli e pronuncia quelle parole che precedono la sua cattura, il processo e la crocifissione.

E’ la notte prima della croce. Gesù sa pienamente che dopo poche ore verrà arrestato, maltrattato, e che, di mattina presto, sarà appeso sulla croce, per subire non solo una morte fisica terribile, ma infinitamente peggiore, anche l'ira di Dio Padre contro il peccato.

In questo brano Gesù si trova insieme ai suoi 12 discepoli in una sala privata, celebrando la cena della Pasqua, quella che era stata stabilita circa 1500 anni prima, proprio per indicare la morte di Gesù Cristo sulla croce come sacrificio per il peccato.

Nonostante Gesù sappia quanto terribile sarà la sofferenza che sta per affrontare di lì a poco, i suoi pensieri anche in questa occasione sono rivolti ai suoi discepoli. Vuole preparare i loro cuori per quello che gli sta per succedere e per quello che avverrà dopo. Sa, infatti, che la Sua morte sarà vissuta da loro come una sconfitta, come la fine di tutto ciò in cui hanno creduto, e che per questo lo rinnegheranno o fuggiranno.

Gesù si prende cura di loro teneramente e la stessa premura ha anche nei nostri confronti.

Sono seduti a tavola e gli apostoli vengono a sapere che tra loro c’è un traditore, che Gesù sta per morire; nello specifico, Pietro scopre di essere un rinnegatore.

Vs. 1-3.  «Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! 2  Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? 3  Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi; 

Anche a noi Gesù dice di conoscere il nostro animo, le nostre mancanze, le debolezze, le azioni che compiremo: nulla di noi può stupirlo. Tuttavia Egli sta preparando un posto per noi nella casa del Padre: gioiamo in questo. Il nostro nome è scritto nel libro della vita. Gesù ci dice queste cose per darci la sicurezza della vita eterna, nonostante la nostra natura peccaminosa.

Giovanni 16: 33. Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo». 

La nostra fede è in Gesù, il vincitore del maligno.

Nei capitoli da 13 a 17 Gesù usa la parola PADRE ben 55 volte, per sottolineare il fatto che, se siamo figli di Dio, Egli è nostro padre e che esiste in cielo una casa per noi. Lì saremo in comunione con Dio e con i fratelli.

Viviamo in tempi terribili, perciò facciamoci forza e non togliamo gli occhi dall’obiettivo: Gesù.

Colossesi 3: 1-4.  Se dunque siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2  Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra; 3  poiché voi moriste e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. 4  Quando Cristo, la vita nostra, sarà manifestato, allora anche voi sarete con lui manifestati in gloria. 

Se teniamo gli occhi fissi sulle cose celesti, allora potremo affrontare la vita sulla terra, che è effimera.

Vs. 1. Il vostro cuore non sia turbato

Problemi e motivi per cui si ha il cuore turbato.

Tutti noi abbiamo avuto o abbiamo tuttora dei pesi legati a questa vita, alle cose di ogni giorno. A volte sono pesi modesti, che possiamo portare senza grandi problemi. Però, possiamo vivere anche delle situazioni che sono terribili, estremamente pesanti. Arrivano incertezze, pericoli e pesi che durano a lungo. Quando siamo afflitti così, è facile che il nostro cuore sia pieno di preoccupazione e che sia turbato, anziché tranquillo.

Questa è una realtà che ognuno di noi conosce. Ci serve un aiuto, ci serve un rifugio, ci serve un modo per avere pace nel cuore. Però, anche le persone più care non ce la possono  donare perché esse stesse sono soggette a dei pesi, come lo siamo noi.

Esiste solo Uno che può farci avere un cuore tranquillo nelle tempeste, ed è Gesù Cristo.

Oggi Egli ci invita a non avere un cuore turbato, ovvero ad avere pace, quella di cui abbiamo tutti bisogno. Questa pace viene da Gesù stesso. Ricordiamo che sta parlando a noi, i suoi discepoli, con quello che è il suo ultimo discorso prima di venir ucciso. Immaginiamolo seduto con noi a tavola, a cena.

Gesù sa che ci sono delle situazioni che potrebbero incutere paura. C'erano per i discepoli e ci sono per noi. Però, per quanto profondi possano essere i problemi, possiamo trovare pace in Cristo Gesù.

4  e del luogo dove io vado, sapete anche la via». 5  Tommaso gli disse: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la via?» 6  Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. 7  Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l’avete visto». 

Gesù Cristo è l'unico Salvatore, Colui che può salvare ogni peccatore che si ravvede e si rivolge a Lui di cuore. Egli è uno con il Padre. Sia Gesù che il Padre sono Dio, come lo è anche lo Spirito Santo.

Nella Bibbia la trinità è evidente, anche se Dio non ce ne spiega molti dettagli, probabilmente perché non siamo capaci di comprendere più di quello che la Bibbia ci rivela. Come potremmo noi, che siamo così limitati, comprendere un Dio infinito ed eterno? Perciò dobbiamo umilmente riconoscere quanto siamo limitati e riposarci in quello che Dio ha scelto di rivelarci.

Le parole di Gesù sono le parole del Padre. Le opere di Gesù sono le opere del Padre. Le parole e le opere di Cristo rivelano la Sua divinità.

8  Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». 9  Gesù gli disse: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre"? 

Chi è Gesù?

  • Giovanni 6: 25: è il pane della vita;

  • Giovanni 8: 12: è la luce del mondo;

  • Giovanni 8: 58: è Dio onnipotente (prima che Abramo fosse IO SONO);

  • Giovanni 7:9: è la porta delle pecore;

  • Giovanni 10: 11: è il buon pastore;

  • Giovanni 10: 36: è il figlio di Dio;

  • Giovanni 11: 25: è la resurrezione e la vita;

  • Giovanni 14: 6: è la via, la verità e la vita.

Le molteplici religioni rendono complicato quello che Dio rende semplice: la via per arrivare in cielo non è una religione, non è una dottrina, non è una vita costellata di tante buone opere: essa è Gesù Cristo stesso. Chi è in Lui avrà una vita piena di opere buone ed è importante che cresca nella buona dottrina e far parte anche di una chiesa fedele alla Bibbia. Però questi sono tutti risultati di una vera fede in Cristo. Non sono il mezzo per arrivare in cielo. Il mezzo è Cristo. Gesù Cristo è la via, la verità, e la vita.

Via: Gesù è la via. È in Gesù, e solamente in Gesù, che arriviamo al Padre. Egli dichiare: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me!”

Verità: Gesù è la verità, non solamente una verità, ma è la verità. Gesù Cristo è al centro di ogni verità.

La Vita: Gesù Cristo è anche la vita. La vera vita esiste solamente in Gesù Cristo. Chi non è in Lui non ha la vera vita ed è spiritualmente morto. Gesù è la fonte della vera vita. Quindi Gesù non è una dottrina, non è solo una figura con una certa importanza, ma l'unico modo per arrivare a Dio Padre e per essere salvato: è la verità, ed è la vera vita. Gesù Cristo, e Gesù Cristo solo, è tutto questo.

La domanda più importante della vita è: tu (e io) ti stai aggrappando a Gesù Cristo, e solo a Cristo, per avere la vera vita?

Noi saremo salvati IN Cristo: dobbiamo divenire UNO con Lui ed Egli ci porterà al Padre.

Al contrario:

Proverbi 16:25. C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma finisce con il condurre alla morte. 

Il giorno del giudizio ogni essere umano e tutto il creato si inginocchierà davanti a Lui e ne proclamerà la maestà; anche Satana e i demoni Lo riconosceranno quale Creatore e Signore. 

Tutti verranno giudicati:

Apocalisse 20: 11-15. Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. 12  E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. 13  Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. 14  Poi la morte e il soggiorno dei morti furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè lo stagno di fuoco. 15  E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. 

Gesù non è venuto nel mondo perché noi potessimo festeggiare il Natale e ricevere dei regali; Egli è venuto per salvarci dalla morte eterna e chi non sarà trovato IN LUI sarà condannato. Questa è la realtà. Oggi abbiamo l’opportunità per scegliere: vogliamo essere salvati o meno? Non possiamo ottenere la salvezza per le nostre opere, anzi saremo giudicati “per ogni parola oziosa che abbiamo pronunciata”: Accogliamo il figlio di Dio oggi, facciamogli posto nella nostra vita.

Vs. 10-14.  Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. 

Gesù è uno con Dio.

11  Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse. 12  In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch’egli le opere che faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; 

Gesù ha compiuto l’opera più grande possibile, ossia la redenzione umana; tuttavia Egli era limitato dalla sua carnalità, perciò afferma che la chiesa farà delle opere meravigliose, grazie allo Spirito Santo. Ad esempio, la chiesa diffonde la parola in tutto il mondo, cosa che Cristo non poteva fare.

13  e quello che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14  Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.

Questa promessa non riguarda tutti gli esseri umani, ma solo coloro che credono in Cristo. 

“Credere in Gesù” va molto oltre ad una semplice fede intellettuale in Lui; vuol dire confidare in Cristo, ogni giorno, in ogni aspetto della vita. Gesù è Dio, creatore e Signore dell’universo, perciò, quando il versetto 12 parla di coloro che lo hanno ricevuto, vuol dire che lo hanno riconosciuto in quel ruolo, ossia come loro Dio e il loro Signore. “Credere” vuol dire ricevere personalmente Gesù nella tua vita come il tuo Dio e Signore.

Gesù dichiara che il credente che pone fede in Lui farà opere ancora più grandi di quelle che Egli aveva fatto; sarà il credente a fare queste grandi opere, nel senso che il Signore opererà attraverso di lui. Infatti dall'inizio della costituzione della Chiesa Gesù Cristo sta compiendo opere straordinarie attraverso i credenti. Quando era sulla terra Egli si limitava ad operare nel luogo in cui si trovava in quel momento; da quando è tornato in cielo dal Padre è con i suoi discepoli sempre in tutto il mondo. Ad esempio l'apostolo Paolo portò il Vangelo in tanti luoghi dove Gesù non aveva mai predicato. Anche oggi sta salvando persone dappertutto nel mondo allo stesso tempo. 

La preghiera è un’arma potente che i credenti rivolgono a Dio nel nome di Gesù, ossia in virtù di quanto Egli ha compiuto; non, quindi, per merito proprio.

Chiedere nel nome di Gesù vuol dire chiedere secondo la Sua volontà, il suo carattere, ciò che Egli è; solo così possiamo essere certi di venir ascoltati ed esauditi.

La promessa del Consolatore 

Vs. 15-16.  «Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; 

Amiamo Cristo se osserviamo i Suoi comandamenti ogni giorno, come consuetudine di vita.

16  e io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, 

Lo Spirito Santo è Dio onnipotente; è una persona, non una forza; è la terza persona della trinità, qualcuno che prova dei sentimenti. La parola “altro” in greco è “alos” o “eteros”: “alos” vuol dire “un altro uguale”, mentre “eteros” vuol dire “simile, ma non uguale”. Qui Gesù usa “alos”: lo Spirito Santo è uguale a Cristo ed è dentro i credenti, non assieme a loro, al loro fianco. Rimarrà con noi per sempre, in eterno.

Efesini 1: 11-14. in lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di Colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della Sua volontà, 12  affinché fossimo a lode della Sua gloria, noi che prima abbiamo sperato in Cristo. 13  In Lui anche voi, dopo aver udita la parola della verità, l’evangelo della vostra salvezza, e aver creduto, siete stati sigillati con lo Spirito Santo della promessa; 14  il quale è la garanzia della nostra eredità, in vista della piena redenzione dell’acquistata proprietà a lode della sua gloria.

Lo Spirito Santo è il sigillo di Dio nella nostra vita, la certezza che tornerà a riprendere ciò che Gli appartiene.

Vs. 17-18.  lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. 

lo Spirito della verità: Lo Spirito Santo non farà mai nulla che non sia in conformità alla Parola di Dio.

18  Non vi lascerò orfani; tornerò da voi. 

Gesù è in noi attraverso lo Spirito, dentro la nostra vita, non solo al nostro fianco.

Il nuovo patto è stato profetizzato in:

Ezechiele 11: 19-20. E io darò loro un altro cuore e metterò dentro di loro un nuovo Spirito; toglierò via dalla loro carne il cuore di pietra e darò loro un cuore di carne, 20  perché camminino nei miei statuti e osservino le mie leggi e le mettano in pratica; allora essi saranno il mio popolo e io sarò il loro DIO. 

Ezechiele 36: 25-27. spanderò quindi su di voi acqua pura e sarete puri; vi purificherò da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli. 26  vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno Spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. 27  Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti.

Nel vecchio patto lo Spirito di Dio non dimorava  per sempre con gli uomini; infatti si allontana da Saul ed al suo posto entra nel re uno spirito maligno. Veniva dato da Dio ad alcune persone, ma poteva essere ritirato da loro.

Nel nuovo patto, invece, lo Spirito non viene più rimosso e dimora nei credenti. In questo modo ci permette di vivere una vita consacrata, in base agli statuti di Cristo.

Geremia 32:38-40. essi saranno per me il mio popolo e io sarò per loro il loro DIO, 39  darò loro un solo cuore, una sola via, perché mi temano per sempre per il bene loro e dei loro figli dopo di loro.” “40  Farò con loro un patto eterno: non mi ritirerò più da loro, facendo loro del bene, e metterò il mio timore nel loro cuore, perché non si allontanino da me. 

Dio fa una promessa prodigiosa al suo popolo: lo Spirito non verrà rimosso dagli uomini mai più. Non pone condizioni a questa promessa: è eterna; siamo Suoi figli, ci ama e nonostante le nostre mancanze resterà sempre al nostro fianco, anzi in noi.

L’azione parte sempre da Dio e noi dobbiamo credere e accettare le promesse.

Quando i tempi difficili sopraggiungono nella vita di ognuno, dobbiamo sapere sempre che non siamo soli, ma che Dio è con noi.

Galati 3:26-4:7.  perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù. 27  Poiché voi tutti che siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. 28  Non c’è né Giudeo né Greco, non c’è né schiavo né libero, non c’è né maschio né femmina, perché tutti siete uno in Cristo Gesù.  Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d’Abrahamo ed eredi secondo la promessa.  1 ¶ Ora io dico che per tutto il tempo che l’erede è minorenne non è affatto differente dal servo, benché sia signore di tutto, 2  ma egli è sotto tutori e amministratori fino al tempo prestabilito dal padre. 3  Così anche noi, mentre eravamo minorenni, eravamo tenuti in servitù sotto gli elementi del mondo, 4  ma, quando è venuto il compimento del tempo, Dio ha mandato suo Figlio, nato da donna, sottoposto alla legge, 5  perché riscattasse quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione. 6  Ora perché voi siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio suo nei vostri cuori che grida: "Abba, Padre", 7  Perciò tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede di Dio per mezzo di Cristo. 

Dio non vuole darci solo delle informazioni, ma condividere con noi la vita. Siamo figli, non servi, quindi amati e non solo educati. Dio vuole essere il nostro”papà”, ovvero qualcuno in intimità con noi. Satana vuole che crediamo di avere un nemico in Dio, uno che non aspetta altro di vederci cadere in fallo per punirci, ma questa è una bugia: colui che il figlio ha liberato è veramente libero. Siamo un popolo libero, reso tale dalla croce di Cristo. Lo schiavo non fa parte della famiglia, mentre il figlio ha un posto nella famiglia, è amato e curato, non orfano. Dio ci vuole vicino a sé e gode della nostra vicinanza.

Vs. 19-20. Ancora un po’, e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20  In quel giorno conoscerete che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi. 

Quando Gesù era in vita faceva sì che i discepoli godessero della presenza di Dio tramite lui; essa, però, svaniva non appena Egli si allontanava da loro. Con la sua morte e la resurrezione, attraverso lo Spirito Santo, Cristo è sempre con noi, anzi dentro di noi, pronto a guidarci e soccorrerci in ogni situazione. Per questo motivo dobbiamo essere come i fanciulli, ossia possedere quella fiducia cieca verso di Lui e chiedere il suo aiuto in ogni circostanza.

In questi passi c’è una frase che si ripete tre volte:

Vs. 15. «Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; 

Vs. 21.  Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama;

Vs. 24.  Chi non mi ama non osserva le mie parole;

L’amore per Cristo si manifesta nell’osservare le sue parole.

Matteo 21: 28-32.  «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si avvicinò al primo e gli disse: "Figliolo, va’ a lavorare nella vigna oggi". 29  Ed egli rispose: "Vado, signore"; ma non vi andò. 30  Il padre si avvicinò al secondo e gli disse la stessa cosa. Egli rispose: "Non ne ho voglia"; ma poi, pentitosi, vi andò. 31  Quale dei due fece la volontà del padre?» Essi gli dissero: «L’ultimo». E Gesù a loro: «Io vi dico in verità: I pubblicani e le prostitute entrano prima di voi nel regno di Dio. 32  Poiché Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia, e voi non gli avete creduto; ma i pubblicani e le prostitute gli hanno creduto; e voi, che avete visto questo, non vi siete pentiti neppure dopo per credere a lui. 

Coloro che proclamano l’amore per Dio, ma non si comportano in base ai suoi statuti, in realtà non sono veri credenti. Se l’amiamo, necessariamente dobbiamo obbedire alla sua parola perché l’amore si manifesta nella vita quotidiana.

Se osserviamo i suoi comandamenti riceviamo 4 promesse:

Vs. 21-24.  Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui». 22  Giuda (non l’Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» 23  Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui. 24  Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato. 

Tre promesse sono contenute nel vs. 21:

1. Dio ama anche i malvagi, ma ancor di più i propri figli;

2. Gesù ama chi lo ama;

3. Si manifesta, si rivela a chi lo ama e gli rivela delle cose in modo profondo.

2 Samuele 23: 13-17. Tre dei trenta capi scesero al tempo della mietitura, e vennero da Davide nella caverna di Adullam, mentre una schiera di Filistei era accampata nella valle di Refaim. 14  Davide era allora nella fortezza e c’era un presidio di Filistei a Betlemme. 15  Davide ebbe un desiderio e disse: «Oh, se qualcuno mi desse da bere dell’acqua del pozzo che è vicino alla porta di Betlemme!» 16  I tre prodi si aprirono un varco attraverso il campo filisteo, attinsero dell’acqua dal pozzo di Betlemme, vicino alla porta della città e, presala con sé, la portarono a Davide; il quale però non volle bere, ma la sparse davanti al SIGNORE, 17  e disse: «Non sia mai, o SIGNORE, una cosa simile! Dovrei bere il sangue di questi uomini, che sono andati là a rischio della loro vita?» E non volle bere. Questo fecero quei tre prodi. 

I guerrieri che Davide preferiva erano 30, ma tre di essi compiono un’azione prodigiosa, che manifestava l’amore profondo che nutrivano per il loro re. Essi ascoltano un desiderio intimo di Davide perché erano sempre vicino a lui; allo stesso modo, se dimoriamo nella parola, se siamo vicino a Dio, allora Egli ci rivelerà degli aspetti personali, intimi.

Osserviamo i comandamenti di Gesù. Quali sono i comandamenti principali? Amare Dio e i fratelli, perché non possiamo amare Lui, che non vediamo, se non nutriamo amore per coloro che abbiamo davanti ogni giorno. Questo è l’argomento di

1 Giovanni 4. 1  Carissimi, non crediate a ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio; perché molti falsi profeti sono sorti nel mondo. 2  Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; 3  e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell’anticristo. Voi avete sentito che deve venire; e ora è già nel mondo. 4  Voi siete da Dio, figlioli, e li avete vinti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. 5  Costoro sono del mondo; perciò parlano come chi è del mondo e il mondo li ascolta. 6  Noi siamo da Dio; chi conosce Dio ascolta noi, chi non è da Dio non ci ascolta. Da questo conosciamo lo spirito della verità e lo spirito dell’errore. 7  Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. 8  Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. 9  In questo si è manifestato per noi l’amore di Dio: che Dio ha mandato il suo unico Figlio nel mondo, affinché, per mezzo di lui, vivessimo. 10  In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che egli ha amato noi, e ha mandato suo Figlio per essere il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati. 11  Carissimi, se Dio ci ha tanto amati, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. 12  Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e il suo amore diventa perfetto in noi. 13  Da questo conosciamo che rimaniamo in lui ed egli in noi: dal fatto che ci ha dato del suo Spirito. 14  E noi abbiamo veduto e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figlio per essere il Salvatore del mondo. 15  Chi riconosce pubblicamente che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio. 16  Noi abbiamo conosciuto l’amore che Dio ha per noi, e vi abbiamo creduto. Dio è amore; e chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui. 17  In questo l’amore è reso perfetto in noi: che nel giorno del giudizio abbiamo fiducia, perché qual egli è, tali siamo anche noi in questo mondo. 18  Nell’amore non c’è paura; anzi, l’amore perfetto caccia via la paura, perché chi ha paura teme un castigo. Quindi chi ha paura non è perfetto nell’amore. 19  Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo. 20  Se uno dice: «Io amo Dio», ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto. 21  Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello. 

Vs. 25-31.  Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; 26  ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa 

Lo Spirito Santo ci insegna con pazienza ogni cosa, poiché possiede la risposta ad ogni quesito o problema.

e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto. 

Lo Spirito ci ricorda tutte le parola contenute nella Bibbia, affinché le usiamo per avere pace e per evangelizzare.

27  Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro cuore non sia turbato e non si sgomenti. 

Noi viviamo in tempi spaventosi, ma dobbiamo sapere che ogni avvenimento è controllato da Dio. La pace che dona Cristo non cambia le corcostanze della vita, non le rende diverse, ma muta il nostro cuore, permettendoci di vivere in pace anche nella tempesta.

Come possiamo ottenere la pace?

Romani 4:20-25. neppure dubitò per incredulità riguardo alla promessa di Dio, ma fu fortificato nella fede e diede gloria a Dio, 21  pienamente convinto che ciò che Egli aveva promesso era anche potente da farlo. 22  Perciò anche questo gli fu imputato a giustizia. 23  Ora non per lui solo è scritto che questo gli fu imputato, 24  ma anche per noi ai quali sarà imputato, a noi che crediamo in Colui che ha risuscitato dai morti Gesù, nostro Signore, 25  il quale è stato dato a causa delle nostre offese ed è stato risuscitato per la nostra giustificazione.”

Tutti gli uomini sono peccatori, degni della condanna, perciò Gesù è venuto nel mondo per pagare al nostro posto. Quindi: siamo stati salvati per grazia.

  1. Dobbiamo porre fede nell’opera di Cristo.

Come possiamo mantenere la pace?

2 Corinzi 10: 3-6. infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, 4  perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, 5  affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo, 6  e siamo pronti a punire qualsiasi disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà perfetta.

Ogni battaglia viene combattuta spiritualmente nella nostra mente; tale lotta avviene nei ragionamenti, nei pensieri, nella non conoscenza di Dio.

Come possiamo legare, distruggere i pensieri che ci angosciano ed avere la pace di Dio?

Filippesi 4: 4-7.  rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: rallegratevi. 

Rendiamo grazie a Dio per tutte le cose che ci ha donato e soprattutto per la salvezza, che nessuno può portarci via.

5  La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini; il Signore è vicino. 6  Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. 7  E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.

Ecco le conseguenze della pace in Cristo: la pace di Dio copre i tormenti della nostra mente.

Dobbiamo:

  1. Rallegrarci nel Signore,

  2. non essere in ansietà per alcuna cosa,

  3. pregare Dio per i nostri problemi (malattia, perdita del lavoro, problemi con i figli...),

  4. ringraziamo Dio per quanto ci dona.

28  Avete udito che vi ho detto: "Io me ne vado, e torno da voi"; se voi mi amaste, vi rallegrereste che io vada al Padre, perché il Padre è maggiore di me. 29  Ora ve l’ho detto prima che avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate. 30  Io non parlerò più con voi per molto, perché viene il principe di questo mondo. Egli non può nulla contro di me; 31  ma così avviene affinché il mondo conosca che amo il Padre e opero come il Padre mi ha ordinato. Alzatevi, andiamo via di qui.

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