Genesi 6-7
Capitolo 6.
In questo capitolo vengono narrati i fatti che portarono al diluvio.
Inizialmente viene descritta la corruzione che dilagava nel mondo, l’apostasia da Dio e la ribellione umana, quindi l’arrivo del diluvio, quale necessità inderogabile di giustizia.
Vs.1-2. Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla faccia della terra e nacquero loro delle figlie, 2 avvenne che i figli di DIO videro che le figlie degli uomini erano belle, e presero per loro mogli tutte quelle che essi scelsero.
Il dilagare della malvagità è dovuto al moltiplicarsi delle persone sulla terra e ai matrimoni misti.
L’incremento umano è avvenuto per benedizione di Dio; tuttavia la corruzione ha moltiplicato anche il peccato: tanto più sono i peccatori, tanto maggiore è il peccato.
I matrimoni misti avvennero probabilmente tra i credenti (figli di Dio) e i non credenti (figli degli uomini), discendenti da Caino. Questi matrimoni furono celebrati in base all’apparenza e non agli aspetti spirituali. Quando un credente pensa di sposarsi, deve cercare una compagna nell’ambito della fede perché è più veloce l’empio a traviare il giusto, che il giusto a convertire l’empio. Chi è figlio di Dio non deve sposarsi senza il consenso del Padre, per evitare di passare dalla parte dei suoi nemici.
Vs.3. E l’Eterno disse: "Lo Spirito mio non contenderà per sempre con l’uomo, perché nel suo traviamento egli non è che carne; i suoi giorni saranno quindi centovent’anni".
Dio è scontento dell’uomo, disapprova questi matrimoni misti ed è contristato da questa situazione. L’uomo ha abbandonato Dio e la conseguenza di ciò è la perdita della spiritualità tra le persone. Esse avevano ascoltato molte volte le prediche di Noè (1 Pietro 3:19-20. nel quale egli andò anche a predicare agli spiriti che erano in carcere, 20 che un tempo furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate attraverso l’acqua,), ma tutto ciò era stato vano per la maggior parte di loro.
Infatti, le persone sono carnali, irrimediabilmente corrotte, e per Dio è inutile contendere con esse. Quando un peccatore dà risalto solo alla carne e per lungo tempo, lo spirito si ritira e non contende più. Se una persona rifiuta l’azione dello Spirito, viene da esso abbandonata. Dio sopporta a lungo, ma non per sempre.
Vs.4-5. Vi erano dei giganti sulla terra a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di DIO si accostarono alle figlie degli uomini e queste partorirono loro dei figli. Essi sono gli eroi che esistettero nei tempi antichi, sono gli uomini famosi di quei tempi. 5 Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.
Quando i credenti sposarono le figlie degli uomini, la corruzione, la violenza e la sopraffazione erano cosa abituale. Vi erano dei giganti, famosi a quel tempo per le loro sopraffazioni sulle persone vicine; erano molto forti, come i figli di Anak (Numeri 13:33. Inoltre là abbiamo visto i giganti (i discendenti di Anak provengono dai giganti), di fronte ai quali ci sembrava di essere delle cavallette, e così dovevamo sembrare a loro").; erano famosi, come i re di Assiria (Isaia 37:11. Ecco, tu hai udito ciò che i re di Assiria hanno fatto a tutti gli altri paesi, votandoli alla distruzione. Scamperesti tu soltanto?). Calpestavano i diritti di tutti e sprezzavano ogni cosa sacra. Questa razza sprezzò ogni forma di spiritualità e fu famosa solo per la corruzione.
Dio vide la loro empietà. Essi erano onorati per la loro malvagità ed erano considerati persone famose. Dio osservò che la fonte del peccato è nel cuore stesso dell’uomo, che i suoi principi morali sono corrotti, che i suoi costumi e le sue attitudini sono inclini al male. Il fiume del peccato era in piena, il cuore umano era corrotto e i suoi pensieri inclini al male: Dio vide tutto questo.
I fautori dell’evoluzione deridono questo accenno ai giganti, eppure recentemente sono stati trovati dei fossili umani, di persone che avevano il femore lungo circa m.1,80. Come spiegarlo? Essi erano certamente umani, non delle grandi scimmie, poiché il DNA lo conferma. Ancora una volta la Bibbia ha ragione.
Vs.6-7. E l’Eterno si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. 7 Così l’Eterno disse: "lo sterminerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato, dall’uomo al bestiame, ai rettili, agli uccelli del cielo, perché mi pento di averli fatti".
Dio guarda l’operato dell’uomo e ne soffre in cuor suo; è addolorato e si pente di averlo creato. All’inizio Dio era molto compiaciuto della sua creatura e la vedeva come qualcosa di molto buono; ma dopo l’apostasia, Dio si mostra dispiaciuto dell’operato umano e decide di distruggerlo. Così, l’uomo che si pente del peccato decide di allontanarsi da esso, cambiando tutte le cose sbagliate.
Dio è creatore di ogni cosa e decide di spazzare via l’uomo dalla faccia della terra. Coinvolge anche gli animali in questa distruzione, in quanto erano stati creati per l’uomo.
Vs. 8. Ma Noè trovò grazia agli occhi dell’Eterno.
Noè si distinse dagli altri esseri umani agli occhi di Dio. Questo fa capire che Dio è giusto, esamina a fondo tutte le cose e vede il carattere delle persone. C’era un solo uomo retto e Dio lo vide; tutta l’umanità gli suscita ira, ma Noè è oggetto della sua misericordia. Probabilmente egli non era amato dagli uomini, in quanto la sua vita e le sue parole condannavano il mondo, ma viene visto da Dio, il quale gli mostra misericordia.
Noè è stato un esempio per noi, un modello da seguire, una profezia che riguarda gli avvenimenti futuri.
Matteo 24: 36-44. «Ma quanto a quel giorno (quello del ritorno di Cristo) e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo. 37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà alla venuta del Figlio dell’uomo. 38 Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s’andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, 39 e la gente non si accorse di nulla, finché venne il diluvio che portò via tutti quanti, così avverrà alla venuta del Figlio dell’uomo. 40 Allora due saranno nel campo; l’uno sarà preso e l’altro lasciato; 41 due donne macineranno al mulino: l’una sarà presa e l’altra lasciata. 42 Vegliate, dunque, perché non sapete in quale giorno il vostro Signore verrà. 43 Ma sappiate questo, che se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte il ladro deve venire, veglierebbe e non lascerebbe scassinare la sua casa. 44 Perciò, anche voi siate pronti; perché, nell’ora che non pensate, il Figlio dell’uomo verrà.
Gesù chiaramente sta parlando degli ultimi tempi e ci dice che al Suo ritorno sarà come ai tempi di Noè e quelli di Lot.
Noè visse in tempi malvagi, tra persone non credenti. Costruisce l’arca e, prima del diluvio, egli la sua famiglia viene tolto dalla terra e posto in salvo. L’arca è una figura di Cristo, poiché in Lui saremo salvati dall’ira di Dio.
Lot visse a Sodoma, tra gente estremamente perversa. Solo lui e la sua famiglia erano credenti. Gli angeli lo trascinarono via, dicendogli che, se egli non fosse uscito, allora la distruzione non sarebbe potuta cadere sulle persone.
Queste storie hanno molta attinenza con la nostra vita di oggi, poiché Noè è una figura del credente degli ultimi tempi.
Gesù afferma che nessuno conosce il giorno e l’ora del suo ritorno, neppure Lui lo conosce, ma solo il Padre. Tuttavia non dobbiamo vivere nell’ignoranza e riconoscere i tempi.
Oggi la Russia (l’antico Gog) si sta alleando con l’Iran (Persia) per andare contro Israele, come profetizzato da Ezechiele; infatti Putin e Akmadinajad stanno stringendo un accordo. Le altre nazioni che li spalleggeranno sono la Libia (Put) e tutta l’area musulmana del Medio Oriente. I giocatori sono in campo ed i cristiani devono vederlo, se indagano la Parola di Dio. Gli Stati Uniti stanno decadendo; infatti negli ultimi tempi non saranno più una nazione predominante, mentre risorgerà l’antico impero romano.
38 Infatti, come nei giorni prima del diluvio si mangiava e si beveva, si prendeva moglie e s’andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca,
Fino al momento del diluvio la vita scorreva come sempre e gli uomini vivevano la consueta vita di ogni giorno. Poi Noè entrò nell’arca e Dio chiuse le porte; ora che la sua chiesa era al sicuro, scagliò l’ira sul mondo. Così sarà al ritorno di Cristo.
39 e la gente non si accorse di nulla,
Il non credente non si accorgerà di nulla fino all’ultimo momento, quando sarà troppo tardi.
Al contrario del rapimento della chiesa, che avverrà in momenti non sospetti, il secondo ritorno di Cristo è stato preannunciato da migliaia di profezie: vedremo l’abominazione di desolazione (entrata dell’anticristo nel tempio di Dio), la costruzione del Tempio nuovo a Gerusalemme, si susseguiranno 21 piaghe (7 sigilli, 7 coppe, 7 trombe), cioè cataclismi mondiali, fino al giudizio del mondo. Tutti vedranno, perché il mondo sarà sconvolto da cataclismi mai visti prima. Dall’abominazione di desolazione potremo contare 1290 giorni (Daniele): beato chi potrà sopravvivere.
Vs. 5. Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.
Dio legge all’interno del cuore dell’uomo.
Ai tempi di Noè il peccato abbondava; anche oggi è così, poiché viviamo in tempi di relativismo, in cui ognuno compie le azioni che ritiene più giuste per la sua vita.
Vs. 8. Ma Noè trovò grazia agli occhi dell’Eterno.
Noè trova grazia davanti a Dio, non per suoi meriti, ma per bontà dell’Eterno.
Vs.9-10. Questa è la discendenza di Noè. Noè fu uomo giusto e irreprensibile tra i suoi contemporanei. Noè camminò con DIO. 10 Noè generò tre figli: Sem, Cam e Jafet.
Noè era giusto agli occhi di Dio, ossia giustificato per la sua fede; era consacrato a Dio, aveva un giusto rapporto con lui, era onesto e sincero; camminava con Dio, come Enoc prima di lui, ossia agiva come chi è sempre sotto lo sguardo di Dio; Lo temeva e voleva piacergli. Manifestava questo suo modo di essere in mezzo alla generazione del suo tempo, nell’epoca corrotta in cui era nato. Per questo nel libro di Dio si parla di Noè, al fine di rendergli onore.
Vs.11. Ora la terra era corrotta davanti a DIO e la terra era ripiena di violenza.
Sembra parlare della terra ai nostri giorni. Il mondo vuole addormentare la coscienza umana, instillando nella mente dei bambini la violenza, il sesso e l’aggressività. Vivendo questi elementi ogni giorno, essi diventano parte della nostra mente e non diamo più loro il giusto valore. E’ bene fare attenzione a ciò che i figli guardano in televisione.
Vs. 12. Ora DIO guardò sulla terra ed ecco, era corrotta perché ogni carne sulla terra aveva corrotto la sua condotta.
Questi versetti descrivono la corruzione umana, sia per contrapporla all’integrità di Noè, che per far comprendere le ragioni che spinsero Dio a scatenare il diluvio.
Ogni tipo di peccato era presente sulla terra ed essa era corrotta, soprattutto nel rapporto con Dio: forse gli uomini adoravano altri dei, oppure sfidavano Dio apertamente.
Dilagava la violenza: le persone venivano derubate dei beni e uccise, anche se innocenti. Imperversavano omicidi, rapine e violenze. Mancava il timore di Dio e quindi gli uomini erano simili alle bestie.
Dio vede tutte queste cose ed emette il suo verdetto. La situazione era gravissima perché il peccato era usuale su tutta la terra, ed era caratteristico di tutti gli uomini. Tranne Noè.
Vs. 13. DIO disse a Noè: "Ho deciso di por fine ad ogni carne perché la terra a motivo degli uomini è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme alla terra.
Dio comunica a Noè le sue intenzioni e, così facendo, sottolinea ancora una volta l’amore speciale che ha per lui. Analogamente farà con Abramo, al quale comunicherà il suo intento di distruggere Sodoma. La Bibbia dice che il segreto dell’Eterno è rivelato a quelli che lo temono (Salmi 25:14) e in particolare ai profeti suoi servi (Amos 3:7) grazie allo spirito di rivelazione.
Certamente Noè aveva predicato ai suoi vicini circa la collera di Dio per le loro opere malvagie; ora Dio metteva in atto le parole di Noè.
Anche oggi i credenti sono pochi; vivono all’interno di popolazioni corrotte, sono genitori di famiglia e cercano di fare il volere di Dio, al contrario degli altri.
Dio ordina a Mosè di costruire per se stesso e per la sua famiglia un rifugio, che li salverà dalla rovina imminente. Anche oggi tutti gli uomini cristiani devono istruire i propri figli nelle vie di Dio, affinché siano al riparo dalle malvagità del mondo.
L’arca è simbolo di Gesù, nel quale abbiamo la salvezza, ed il legno con il quale è realizzata e la corrispondenza della croce.
Vs. 14. Fatti un’arca di legno di gofer. Fa’ l’arca a stanze. e spalmala di bitume di dentro e di fuori.
Dio vuole compiere in noi un’opera completa, all’interno e all’esterno. Non desidera che lasciamo una religione per abbracciarne un’altra, in modo esteriore; Egli vuole cambiare il nostro cuore, la nostra interiorità. Se la nostra vita non è cambiata radicalmente, allora non siamo veramente convertiti a Cristo, poiché è possibile essere religiosi anche all’interno della chiesa evangelica.
Vs. 15-16. Ora tu la farai in questo modo: la lunghezza dell’arca sarà di trecento cubiti. La larghezza di cinquanta cubiti e l’altezza di trenta cubiti. 16 Farai all’arca una finestra e la finirai con un cubito di copertura di sopra; di fianco all’arca metterai la porta, e la farai a tre piani, inferiore, medio e superiore.
Dio spiega a Noè come costruire l’arca: sarà come lo scafo di una nave e avrà lo scopo di galleggiare sulle acque, non quello di navigare, fino a quando esse non si abbasseranno. Dio avrebbe potuto salvare Noè tramite degli angeli, invece gli chiede collaborazione per attuare la sua salvezza; lo scopo era quello di sottolineare la sua fede e la sua obbedienza e per insegnarci che Cristo salva solo coloro che si adoperano per la loro salvezza. Noi non possiamo salvarci senza Dio ed Egli non ci salverà senza il nostro contributo.
Queste sono le istruzioni:
usare legno di Gofer (cedro, cipresso o altro?): certamente Noè sapeva quale albero fosse;
avere tre piani,
essere divisa in stanze e spazi adatti ad ogni tipo di creatura,
di dimensioni esatte, in modo da avere lo spazio sufficiente, ma non in esubero,
spalmata di pece dentro e fuori, per essere impermeabile e per non impregnarsi dell’odore degli animali,
non pitturata, ossia gradevole agli occhi, ma solo catramata,
con una finestra in alto per illuminare l’interno,
e una porta laterale per entrare ed uscire.
Le dimensioni dell’arca erano molto grandi, come quelle di una portaerei. 300 cubiti di lunghezza equivalgono a 150m, più di uno stadio di calcio.
La larghezza era di 25 m (50 cubiti).
L’altezza era di 15 metri, come un palazzo di 4 piani.
Era veramente immensa e la sua realizzazione andava molto al di là delle capacità di Noè. Probabilmente qui per noi è la lezione di fare cose sempre più grandi per fede, anche se a noi sembrano impossibili.
Vs.17. Ed ecco, io stesso sto per far venire il diluvio delle acque sulla terra, per distruggere sotto i cieli ogni carne in cui è alito di vita; tutto quello che è sulla terra morirà.
Genesi 2:5-6. non c’era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna. Nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché Dio il SIGNORE non aveva fatto piovere sulla terra, e non c’era alcun uomo per coltivare il suolo; ma un vapore saliva dalla terra e bagnava tutta la superficie del suolo.
Forse Noè non poteva comprendere il significato delle parole pronunciate da Dio, poiché probabilmente non aveva mai visto la pioggia cadere dal cielo. Dalla terra in principio saliva un vapore che annaffiava le piante, poiché l’acqua era contenuta in cielo e non cadeva sulla terra. Tali condizioni avrebbero permesso all’uomo di vivere molto più a lungo di noi. Dopo in diluvio, tali serbatoi si sono vuotati e la vita umana è divenuta più breve.
Noè dimostra fede nel credere alle dichiarazioni di Dio e nel perseverare nella preparazione del rifugio per i suoi cari.
Anche il cristiano di oggi dimostra fede nell’istruire i propri figli al ritorno di Cristo, poiché lo fa unicamente perché crede alle parole del Signore. I non credenti ci deridono, come facevano i contemporanei di Noè. Per queste cose egli ci somiglia.
Vs. 18. Ma io stabilirò il mio patto con te e tu entrerai nell’arca: tu, i tuoi figli, la tua moglie e le mogli dei tuoi figli con te.
Dio stabilisce un patto con Noè e garantisce la salvezza per lui e per la sua famiglia. In seguito gli garantirà che la vita avrà seguito fino alla fine dei tempi e che l’unica parentesi sarebbe stata il diluvio.
Noè trae beneficio dalla sua vita corretta, ed esso viene esteso anche a tutta la sua famiglia. Fu un grande beneficio anche per la sua generazione, alla quale predicò la parola di Dio e segnò la retta via del ravvedimento, esortandoli a salvarsi dall’ira a venire.
Vs.19-21. E di tutto ciò che vive di ogni carne fanne entrare nell’arca due di ogni specie. per conservarli in vita con te; e siano maschio e femmina. 20 Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la loro specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due di ogni specie verranno a te, perché siano conservati in vita. 21 E prendi per te di ogni cibo che si mangia, radunalo e conservalo, perché serva di nutrimento a te e a loro".
Grazie a Noè anche gli animali trovano la salvezza; da lui discenderà una nuova razza umana e il Messia.
Provvede un rifugio per gli animali, i quali vanno da lui spontaneamente; Colui che fa riconoscere al bue il suo padrone e la sua stalla, cioè Dio, gli farà anche riconoscere il suo salvatore e la sua arca.
Noè provvede anche il cibo per tutti, uomini e animali. Grazie a lui la discendenza santa sarà conservata e la creazione sarà riscattata dalla vanità cui era sottoposta. Salvò tutti coloro che erano sotto la sua guida, come fa anche Cristo.
Vs. 22. E Noè fece così, fece esattamente tutto ciò che DIO gli aveva comandato.
Noè esegue ogni comando con cura e diligenza, perché fedele a Dio e fiducioso in lui. Dio gli dice che di lì a poco avrebbe inondato il mondo ed egli gli crede; prepara l’arca perché Dio glielo ha comandato. Anche noi dovremmo prendere sul serio la scrittura che ci parla dell’ira di Dio contro gli empi, perché le sue minacce non sono falsi allarmi. La fede di Noè ha prevalso su tutti i normali interrogativi che certamente si sarà posto, e sulle obiezioni che carnalmente saranno venute alla sua mente. Innalzare una costruzione tanto insolita, ampia, di dimensioni precise, avrà richiesto molto tempo, impegno, fatica, spese; i vicini avranno canzonato Noè, lo avranno considerato un credulone e si saranno burlati di lui. Ma nulla ha fermato Noè e la sua obbedienza fu totale. Dio gli dice cosa fare e lui esegue, seguendo alla lettera le istruzioni.
Cap. 7.
Dio avvera le sue promesse e distrugge il mondo: per questo possiamo stare certi che nessuna Sua parola cadrà mai nel vuoto. La situazione del mondo prima del diluvio ci dà un’idea di quello che sarà lo stato del nostro mondo prima che sia distrutto dal fuoco (2 Pietro 3:6-7. 6 a motivo di cui il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì, 7 mentre i cieli e la terra attuali sono riservati dalla stessa parola per il fuoco, conservati per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi.)
Vs. 1. Allora l’Eterno disse a Noè: "Entra (letteralmente dice: ” Vieni dentro con me”) nell’arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto davanti a me, in questa generazione.
Dio invita Noè ad entrare nell’arca assieme alla sua famiglia, affinché si mettano in salvo. Si dimostra premuroso verso Noè ed interessato alla sua sorte.
Noè entra nell’arca solo quando Dio glielo chiede, anche se sapeva che era destinata a lui.
Il termine ebraico reso con “entra” può anche venir tradotto “vieni”ed è l’opposto di “và”: sta ad indicare il fatto che Dio è nell’arca con Noè, lo segue in tutta la vicenda e lo farà uscire da questa situazione sano e salvo. Quindi, è desiderabile avere sempre Dio con noi, in tutte le situazioni.
Noè aveva faticato molto per costruire l’arca ed ora essa è per lui la salvezza. Tutto ciò che facciamo in obbedienza a Dio prima o poi torna a nostro vantaggio.
Non solo Noè, ma tutta la sua famiglia fu salvata: è una vera benedizione appartenere ad una famiglia che teme Dio. Infatti si salva anche Cam, figlio di Noè, che mostrò dei lati negativi nel suo comportamento.
Cristo è l’arca preparata per noi, il solo rifugio in cui trovare scampo nel giorno del giudizio.
Dio reputa giusto Noè, in quanto ha valutato tale il suo cuore. Lo ha individuato in mezzo a tanta gente malvagia e lo proclama apertamente. Gesù ci difende davanti agli angeli e agli uomini e ci salva, dandoci la vita eterna. Dio apprezza molto chi si mantiene onesto in mezzo alle persone perverse, perché non partecipa al peccato degli altri.
Vs. 2-3. Di ogni specie di animali puri prendine sette coppie, maschio e femmina; e degli animali impuri una coppia, maschio e femmina; 3 anche degli uccelli del cielo prendine sette coppie, maschio e femmina, per conservarne in vita il seme sulla faccia di tutta la terra;
L’uomo ha il dominio sugli animali e deve provvedere alla loro conservazione, affinché nessuno scompaia dal creato. Dio indica a Noè come comportarsi nei loro confronti, affinché nel nuovo mondo siano ancora utili all’uomo. Infatti, Dio non si preoccupa per gli animali, ma per il benessere dell’uomo, il quale ha bisogno di loro per vivere. Per questo indica a Noè di salvare in maggior numero quelli utili, e in minor numero gli altri; ancora oggi ci sono meno leoni che buoi, e meno tigri che pecore.
Vs. 4. poiché fra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti, e sterminerò dalla faccia della terra tutti gli esseri viventi che ho fatto".
Sono passati tanti anni da quando Dio ha deciso di sterminare l’uomo; ora ne fa trascorrere altri 7 giorni, per mostrare quanto egli sia lento all’ira e quanto malvolentieri punisca le sue creature. Noè avrà avvisato i suoi contemporanei della fine imminente, ma essi hanno sprecato anche questo tempo, perché il loro cuore era indurito dal peccato.
Vs. 5-7. Noè fece esattamente tutto ciò che l’Eterno gli aveva comandato. 6 Noè aveva seicento anni quando venne sulla terra il diluvio delle acque. 7 Così Noè entrò nell’arca con i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, a motivo delle acque del diluvio.
Il diluvio arrivò quando Noè aveva 600 anni. Secondo Genesi 5:32 i suoi figli erano nati quando lui aveva 500 anni. Quando Dio diede il comandamento di costruire l’arca, i suoi figli avevano l’età per avere delle mogli (30-40 anni). Noè ha lavorato all’arca circa 60 anni. Perciò non perdiamoci di animo quando la fatica ci aggredisce e non vediamo la fine di un lavoro. Egli è rimasto fedele ed è stato un esempio per la sua famiglia per la costanza con la quale ha obbedito all’Eterno. Anche ogni cristiano di oggi è responsabile davanti a Dio per la sua famiglia, alla quale deve dare un buon esempio, curandola e guidandola nelle cose di Dio.
2 Pietro 2:4-7. Se Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li inabissò, confinandoli in antri tenebrosi per esservi custoditi per il giudizio; se non risparmiò il mondo antico ma salvò, con altre sette persone, Noè, predicatore di giustizia, quando mandò il diluvio su un mondo di empi; se condannò alla distruzione le città di Sodoma e Gomorra, riducendole in cenere, perché servissero da esempio a quelli che in futuro sarebbero vissuti empiamente; e se salvò il giusto Lot che era rattristato dalla condotta dissoluta di quegli uomini scellerati.
2 Pietro 3:3-9. Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione».
Anche oggi le persone sono scettiche, non credono alle cose di Dio, non credono al ritorno di Cristo. Ma un giorno la chiesa verrà rapita e allora capiranno, ma sarà tardi.
Ma costoro dimenticano volontariamente che nel passato, per effetto della parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall’acqua e sussistente in mezzo all’acqua; e che, per queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì; mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi. Ma voi, carissimi, non dimenticate quest’unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno. Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento.
La storia di Noè è attuale per la nostra vita:
egli ha creduto alle promesse di Dio e, anche se deriso, ha continuato a lavorare per adempiere quanto gli era comandato. Anche noi, quindi, incoraggiamoci guardando a Lui e perseveriamo nel nostro operare e nella fede. Stiamo costruendo un’arca, per avere un rifugio nel Signore.
Vs. 8-10. Degli animali puri e degli animali impuri, degli uccelli e di tutto quello che striscia sulla terra, 9 vennero a due a due da Noè, nell’arca. maschio e femmina, come DIO aveva comandato a Noè. 10 Al termine dei sette giorni, avvenne che le acque del diluvio furono sopra la terra.
Noè obbedisce prontamente al comando di Dio ed entra nell’arca, sebbene non ci sia ancora alcun segno dell’imminente disastro; il cielo era sereno, ma Noè, come aveva costruito l’arca obbedendo ad un comandamento di Dio, ora l’occupava credendo alle Sue parole. Noè camminò sempre per fede.
Prende con sé sua moglie, i suoi figli e le loro mogli. E’ da notare che, sebbene essi avevano il compito di ripopolare rapidamente la terra, nessuno prese più di una moglie: tale fatto sottolinea il valore della monogamia. Come Dio creò gli uomini all’inizio, ora attribuisce ad ogni uomo una sola donna.
Matteo 19:4-8. 4 Ed egli, rispondendo, disse loro: "Non avete voi letto che chi li creò da principio, li creò maschio e femmina? 5 E disse: "Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà con la propria moglie, e i due diverranno una sola carne". 6 E così non sono più due, ma una sola carne, quello dunque che Dio ha unito insieme, l’uomo non lo separi". 7 Essi gli dissero: "Perché allora Mosé ha ordinato di darle un atto di divorzio e mandarla via?". 8 Egli disse loro: "Per la durezza dei vostri cuori Mosé vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non era così.
Tutti gli animali arrivano spontaneamente da Noè, riconoscendolo come padrone; ma gli uomini, più irragionevoli degli animali, non furono capaci di afferrare la salvezza.
Vs.11-12. Nell’anno seicentesimo della vita di Noè nel secondo mese, nel diciassettesimo giorno del mese, in quel giorno, tutte le Fonti del grande abisso scoppiarono e le cateratte del cielo si aprirono. 12 E piovve sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.
Viene indicata la data con cura, per darle credibilità storica: è il 600° anno della vita di Noè, cioè 1656 anni dopo la creazione. Gli anni del mondo antico sono contati in base a quelli dei patriarchi: per Dio contano i santi e non le persone famose e garantisce che i giusti saranno ricordati per sempre.
Il diluvio inizia il 17° giorno del 2° mese, ossia verso l’inizio di novembre, cioè subito dopo il raccolto; così Noè ottenne il cibo agevolmente.
Il diluvio inizia quando Noè entra nell’arca:
il giudizio arriverà quando il popolo di Dio sarà in salvo;
i venti sono trattenuti finché sui servi di Dio sarà posto il sigillo;
Dio ha cura dei suoi figli.
Quel giorno fu fatale per gli empi: le acque che Dio aveva separato dalla terra ora la travolgevano, e la pioggia scendeva a fiumi.
Per 40 giorni e 40 notti piovve in tutta la terra e la distruzione fu totale.
Vs. 13-16. In quello stesso giorno entrarono nell’arca Noè e i figli di Noè, Sem, Cam e Jafet, e la moglie di Noè e le tre mogli dei suoi figli con loro; 14 essi e tutte le fiere secondo la loro specie, e tutto il bestiame secondo la loro specie, e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, e tutti gli uccelli secondo la loro specie, tutti gli uccelli di ogni sorta. 15 Questi vennero da Noè, nell’arca, a due a due, di ogni carne in cui vi è alito di vita; 16 entrarono maschio e femmina di ogni carne, come DIO aveva comandato a Noè; poi l’Eterno li chiuse dentro.
Viene ribadita la fede di Noè e la sua obbedienza.
Si parla degli animali “secondo la loro specie”, come furono indicati al momento della creazione. Nell’arca cessa anche ogni inimicizia tra animali.
Poi Dio stesso chiude l’uscio, dimostrando per Noè tanta cura da volerlo separare dal mondo esterno e proteggerlo. Inoltre, la porta era troppo grande perché Noè ed i suoi figli potessero chiuderla; tale opera la poteva compiere solamente Dio. Anche la nostra salvezza non è in nostro potere: solo il sangue di Gesù può donarcela.
Anche negli ultimi 7 giorni la porta rimase aperta, perché chiunque si fosse ravveduto sarebbe stato il benvenuto. Ora la porta viene chiusa.
Nella storia di Noè, Pietro vede una figura del battesimo (1 Pt 3:20-21. 20 che un tempo furono ribelli, quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate attraverso l’acqua, 21 la quale è figura del battesimo (non la rimozione di sporcizia della carne, ma la richiesta di buona coscienza presso Dio), che ora salva anche noi mediante la risurrezione di Gesù Cristo,):
Noi dobbiamo, in obbedienza alla richiesta di Gesù, entrare nella via della salvezza e staccarci dagli altri peccatori. Entrando nell’arca, Noè ha abbandonato la sua casa e la sua terra, ed anche noi dobbiamo abbandonare ogni cosa della nostra vita che possa separarci da Cristo.
Come Noè salvò i suoi, anche noi, entrando nella nuova vita con Gesù, dobbiamo cercare di portare il numero maggiore di persone possibili: in lui c’è spazio per tutti e misericordia in abbondanza.
Vs.17-20. E il diluvio venne sopra la terra per quaranta giorni; e le acque crebbero e sollevarono l’arca, che si alzò in alto sopra la terra. 18 Le acque ingrossarono e crebbero grandemente sopra la terra e l’arca galleggiava sulla superficie delle acque. 19 E le acque ingrossarono con grande forza sopra la terra; e tutte le alte montagne che erano sotto tutto il cielo furono coperte. 20 Le acque si alzarono quindici cubiti al di sopra di esse; e le montagne furono coperte.
Il diluvio dura 40 giorni e spazza via ogni cosa: quando Dio inizia un’opera va fino in fondo e la porta a termine. I suoi giudizi si verificano, sia pur lentamente, per dar modo alla gente di giungere al ravvedimento.
L’acqua sommerge tutte le montagne, in modo che nessuno possa salvarsi; sale fino a 15 cubiti sopra alle montagne, ossia 7 metri: non v’è cosa creata che non possa essere superata dalla potenza di Dio. Non ci fu riparo per i peccatori e la loro fuga fu inutile. Sulla terra non ci fu vetta tanto alta da non poter essere accessibile all’ira di Dio.
L’unica opera umana che resistette fu l’arca di Noè. Le stesse acque che hanno demolito ogni cosa, sostennero l’arca.
Vs. 21-22. Così perì ogni carne che si muoveva sulla terra: uccelli, bestiame, fiere, rettili di ogni sorta striscianti sulla terra e tutti gli uomini. 22 Tutto quello che era sulla terra asciutta ed aveva alito di vita nelle sue narici morì.
Ogni creatura presente sulla terra viene distrutta dal diluvio. Dio ha creato ogni cosa ed ora, con la stessa potenza, le distrugge. Egli odia il peccato e per annientarlo distrugge uomini e animali, creati per servire l’uomo. Inoltre, se Dio avesse risparmiato gli animali, essi si sarebbero moltiplicati enormemente, a danno dell’uomo sopravvissuto.
Tutti gli uomini morirono; è immaginabile il terrore che avranno provato, quando le acque li hanno sopraffatti. Gesù racconta che il giorno del diluvio le persone vivevano come al solito, ma la morte li ha raggiunti e ha distrutto le loro false certezze. Tutti avranno cercato una via di fuga, sugli alberi, sui monti, aggrappandosi all’arca, ma ogni tentativo fu inutile. Così avverrà anche nel giorno del giudizio: coloro che non saranno trovati in Cristo andranno in rovina per sempre. Com’è vero che Dio esiste, questo accadrà.
Vs.23-24. E tutti gli esseri viventi che erano sulla faccia della terra furono sterminati: dall’uomo fino al bestiame ai rettili e agli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e non scampò che Noè con quelli che erano con lui nell’arca. 24 E le acque copersero la terra per centocinquanta giorni.
Noè e la sua famiglia furono salvati in modo speciale: furono gli unici esseri umani ad essere risparmiati su tutta la terra. Si può pensare che, mentre Dio attendeva con pazienza, Noè predicava e pregava per la redenzione umana; tale dedizione ha avuto lo scopo di salvare solo se stesso, perché gli uomini non hanno ascoltato il richiamo della salvezza. Ezechiele 14:14:Noè, Daniele e Giobbe non salverebbero che se stessi. La Bibbia insegna che, quando attorno a noi vediamo abbattersi giudizi devastanti, dobbiamo ringraziare Dio di averci risparmiati.