Genesi 3
Capitolo 3.
Qui abbiamo il racconto della tentazione di Satana sull’uomo, che ebbe conseguenze fatali sui nostri progenitori e su tutta la razza umana.
Vs. 1-5. Ora il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l’Eterno DIO aveva fatto, e disse alla donna: "Ha DIO veramente detto: "Non mangiate di tutti gli alberi del giardino?". 2 E la donna rispose al serpente: "Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete". 4 Allora il serpente disse alla donna: "Voi non morrete affatto; 5 ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male".
Il diavolo si presenta a Eva sotto forma di serpente, ma con sembianze diverse da quelle attuali, poiché cominciò a strisciare solo dopo essere stato maledetto da Dio.
Apocalisse 12:9. Così il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, che seduce tutto il mondo, fu gettato sulla terra; con lui furono gettati anche i suoi angeli.
Egli è lo spirito maligno che in origine era stato creato come angelo di luce ed era un servitore vicino al trono di Dio. Poi, a causa del suo peccato, perdette tale privilegio e diventò ribelle e capo dei diavoli. Colmo di ira verso Dio ed invidioso della felicità dell’uomo, divenne un tentatore, cioè cercò di indurre gli altri al peccato. Satana sapeva bene che avrebbe potuto rovinare l’uomo se soltanto fosse riuscito a traviarlo. Il piano di Satana era quello di trascinare nel peccato i nostri progenitori, metterli uno contro l’altro e separarli da Dio. Fin dall’inizio egli fu un omicida ed un seminatore di zizzania. Ancora oggi egli è il nostro avversario e nemico.
Eva dimostra di non temerlo, al punto che parla con lui tranquillamente. Il tentatore usa la tattica della mistificazione.
Spesso nelle scritture si parla del pericolo che corriamo a causa delle tentazioni di Satana, dei suoi raggiri (2 Corinzi 2:11. affinché non siamo sopraffatti da Satana, perché noi non ignoriamo le sue macchinazioni.), delle sue profondità (Apocalisse 2:24. Ma a voi e agli altri che sono in Tiatira, a quanti non hanno questa dottrina e non hanno conosciuto le profondità di Satana, come essi le chiamano, io dico: non vi impongo alcun altro peso;) e delle sue insidie (Efesini 6:11. Rivestitevi dell’intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo). Quando Satana tenta Adamo riesce nel suo intento, quando lo fa con Cristo nel deserto, il suo tentativo va a vuoto.
Egli ci parla attraverso i nostri cuori di peccatori, perciò i suoi assalti, anche quando sono poco riconoscibili, sono sempre molto pericolosi. Volendo che Eva raccogliesse il frutto, insinua in lei il dubbio che tale azione fosse un peccato; nega la pericolosità di quel gesto e, anzi, le assicura che poteva essere per lei una benedizione.
Satana cita il comando divino in modo distorto, come se la proibizione riguardasse tutti gli alberi e non uno solo: infatti, la legge divina non può essere criticata se prima non viene travisata.
Poi cerca di far credere ad Eva di aver compreso male il comando di Dio, facendolo apparire come assurdo; in questo modo è più facile indurre la donna a trasgredirlo. Al contrario, dobbiamo mantenere ferma e intatta la nostra fede in Dio per non essere attaccabili dal nemico.
Il diavolo avvicina Eva, che non conosceva la Parola di Dio, se non tramite Adamo. Infatti, quando Dio ha proibito di cibarsi dei frutti dell’albero della conoscenza del bene e del male, lo ha detto ad Adamo, non essendo la donna ancora stata creata. Anche oggi i falsi profeti avvicinano coloro che sono più immaturi nella fede.
Satana agisce con tre bugie:
Mette in dubbio la parola di Dio:
"Ha DIO veramente detto:
Siamo sicuri oggi che Dio ha proibito alcuni comportamenti (es. omosessualità) indicandoli come peccati? Alcune chiese stanno cadendo nell’errore di non investigare più la Parola con serietà e di non insegnarla con integrità ai fedeli.
Siamo sicuri delle promesse di Dio per la nostra vita?
E’ importante essere certi di queste cose perché solo nelle nostre certezze rimarremo ancorati alla Parola di Dio.
Poi Satana ha ripetuto la Parola di Dio in modo errato: "Non mangiate di tutti gli alberi del giardino?".
Contorce la Parola di Dio, pronunciando parole inesatte. Dio, infatti, ha detto di mangiare di qualunque frutto, ma non di quell’albero in particolare. Egli è un Padre generosissimo, che vuole ricolmare i propri figli di ogni benedizione. Invece, il messaggio che Satana desidera arrivi alla gente è quello di un Dio di regole, che proibisce ogni cosa, pronto a condannare.
Ecco la risposta di Eva:
corregge il serpente dicendo: 2 E la donna rispose al serpente: "Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete".
Riferisce la Parola in modo errato, segno di una scarsa conoscenza e di un’imperfetta trasmissione da parte di Adamo, sacerdote della famiglia.
Comunque Eva, in risposta all’insinuazione del serpente, non pensa di sottolineare la generosità di Dio, il quale non faceva mancare loro nulla.
Non morirete.
4 Allora il serpente disse alla donna: "Voi non morrete affatto;
Non ci saranno conseguenze al nostro peccato: questa è la seconda bugia. Infatti oggi non ci sono più limiti al comportamento malvagio umano ed anche la stessa parola “peccato” è concepita come antiquata.
Sarete come Dio.
5 ma DIO sa che nel giorno che ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male".
Satana voleva essere come Dio, ma è stato punito ed ora vuole trascinare con sé anche gli uomini. Ben conosceva le conseguenze dell’ira di Dio: egli stesso aveva disobbedito e ne aveva pagato le conseguenze. Nascondendo ad Eva la sua sventura, vuole trascinare gli uomini nella sua stessa condizione. E in ciò riscuote più credito di Dio stesso, il quale afferma che il salario del peccato è la morte.
Poi, non solo afferma che non subiranno alcuna conseguenza dal loro gesto, ma assicura Eva anche che ne trarranno un vero giovamento, ossia il miglioramento della propria condizione.
I vostri occhi si apriranno: vedrete le cose più a fondo e ammirerete le cose con maggior piacere;
sarete come Elohim: sarete onniscienti ed onnipotenti, uguali allo stesso Dio, autosufficienti e non dipendenti da lui;
conoscerete il bene e il male: cioè tutto ciò che è desiderabile conoscere.
Tutti questi cambiamenti sarebbero avvenuti subito, appena avessero mangiato il frutto.
Con queste insinuazioni Satana genera del malcontento in Eva circa la sua condizione, e le fa capire che potrebbe stare meglio; poi le fa nascere la sete di potere, il desiderio di essere come Dio. Satana stesso si è rovinato quando ha voluto essere come il creatore.
Le fa capire che Dio con questa proibizione mira solo al loro controllo, temendo che diventino come lui, consapevole delle loro potenzialità. Questo è stato un affronto verso Dio, come se egli potesse temere le proprie creature e come se egli non avesse dimostrato abbondantemente la propria generosità. In questo caso è stato totalmente travisato il carattere di Dio, il quale non è affatto così. Satana, accusatore dei fratelli di fronte a Dio (Apocalisse 12:10. Allora udii una grande voce nel cielo che diceva: "Ora è giunta la salvezza, la potenza e il regno del nostro Dio e la potestà del suo Cristo, poiché è stato gettato giù l’accusatore dei nostri fratelli colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte.), è anche l’accusatore degli uomini di fronte a Dio. Egli semina discordia ed è il padre di tutti quelli che si comportano allo stesso modo.
Questa era la trappola più pericolosa per i nostri progenitori: avrebbero rotto anche l’alleanza con Dio. Ancora oggi Satana vuole attirare l’uomo a sé, insinuando in lui cattivi pensieri su Dio e prospettando falsi benefici dal peccato. Esso, invece, è il peggiore dei mali: resistiamo al diavolo, ed egli fuggirà da noi.
Isaia 14:12-14. Come mai sei caduto dal cielo, astro mattutino, figlio dell’aurora? Come mai sei atterrato, tu che calpestavi le nazioni? 13 Tu dicevi in cuor tuo: «Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del settentrione; 14 salirò sulle sommità delle nubi, sarò simile all’Altissimo».
E’ una profezia circa la caduta del re di Babilonia, ma in realtà parla della caduta di Lucifero, l’angelo di luce. Paolo dice che sovente i falsi ministri di Dio vengono sotto sembianze di angeli di luce, poiché anche il maligno assume tale aspetto.
L’orgoglio è stata la causa della caduta di Satana.
Vs. 6. E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò.
Adamo è stato presente fino a questo momento al colloquio e non ha detto niente, né per correggere le errate citazioni di Satana e di Eva, né per allontanare la moglie dal peccato.
1 Giovanni 2:16. Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo.
Giovanni parla dei tre modi che fanno cadere l’uomo e lo allontanano da Dio:
la concupiscenza della carne (Eva vede che il frutto era buono da mangiare),
la concupiscenza dell’occhio (era piacevole agli occhi),
l’orgoglio della vita (era desiderabile per rendere uno intelligente).
Eva vide: guarda l’albero e lo desidera. Molti peccati passano attraverso gli occhi, una finestra dalla quale Satana lancia le sue frecce fino al nostro cuore. Che il timore di Dio sia sempre un velo davanti ai nostri occhi.
Eva prese: coglie il frutto e lo mangia (non è il diavolo ad agire per lei): egli può tentarci, ma non costringerci.
Eva mangiò: una volta colto, il frutto viene mangiato. Il peccato è sempre in discesa ed un’azione tira l’altra. Bisogna fermarsi finché si è in tempo.
Eva ne diede a suo marito: Adamo si lascia convincere a fare altrettanto.
Adamo mangiò: anche lui dimostra sfiducia verso Dio e fiducia nel diavolo, scontentezza per la sua situazione, orgoglio per i propri meriti, ambizione per un onore più alto, invidia per Dio, detentore di una posizione più alta. I due uomini denotano di sottovalutare i doni di Dio e di preferire ciò che non è adatto a loro.
Ecco le conseguenze del peccato:
Vs. 7. Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi; così cucirono delle foglie di fico e fecero delle cinture per coprirsi.
Conseguenze della trasgressione furono vergogna e paura.
Proverbi 28:13. Egli si avvolge di luce come d’una veste;
Alcuni suppongono che prima del peccato Adamo ed Eva fossero rivestiti dalla luce di Dio. Ora sono nudi ed hanno vergogna.
Satana è un grande mistificatore: aveva assicurato ai nostri antenati che i loro occhi si sarebbero aperti; così fu, ma non nel senso che loro intendevano: i loro occhi si aprirono alla vergogna, non alla conoscenza. Perciò, quando Satana ci lusinga, non ascoltiamolo.
Adamo ed Eva cercano di coprirsi con foglie di fico: non cercano subito il perdono di Dio, esitano a confessare il loro peccato e provano a nasconderlo finché è possibile.
Gli uomini cercano delle scuse inutili per coprire il proprio peccato; infatti, le foglie di fico peggiorano la loro situazione, invece di migliorarla. Esse sono urticanti e piene di buchi, inadatte per coprire le nudità. In questa scelta così ridicola c’è un messaggio per noi: non esiste alcun metodo umano efficace per coprire il nostro peccato, tranne il sangue di Gesù. Non servono i pellegrinaggi a Lourdes (cattolici), alla Mecca (musulmani) o al fiume Gange (Indù): tutto è inutile e l’uomo rimane un peccatore.
Vs. 8. Poi udirono la voce dell’Eterno DIO che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno; e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno DIO fra gli alberi del giardino.
L’uomo che non conosce Cristo vuole nascondersi da Dio. Adamo e Eva hanno paura di Dio quando sentono che si sta avvicinando. Eppure in Dio non c’era niente di diverso o di spaventoso: era lo stesso che essi conoscevano. Inoltre il suo arrivo fu molto tranquillo, non improvviso come accadrà in seguito nel Sinai, ammantato di tenebre o su un carro fiammeggiante. Al contrario, arrivò camminando, come chi è lento all’ira.
Risultato della loro paura: si nascondono davanti a Dio; un tempo avevano un rapporto gioioso con Lui ed erano lieti nel vedere colui che era artefice di ogni loro bene; ora lo temono perché la loro coscienza li accusa di peccato. Ogni cosa è in lotta contro di loro e non c’è alcun mediatore che li difenda: non rimane altro che attendere la sentenza.
Satana li ha grandemente ingannati:
aveva promesso che sarebbero stati al sicuro, ma non lo sono;
che non sarebbero morti, ma non è così;
che avrebbero progredito, ma sono regrediti;
che avrebbero acquisito conoscenza, ma sono confusi e non sanno dove nascondersi;
che sarebbero diventati come Dio, ma sono tremanti e fuggitivi.
Pensano di nascondersi dalla vista del Creatore ma, se si allontanano dalla sorgente della luce, chi li potrà aiutare?
Al peccato fa seguito la paura ed una serie di conseguenze: paura di Dio, le accuse della coscienza, l’insorgere dei problemi, la morte.
Adamo ed Eva sono vicini in questo momento, ma non riescono a farsi forza.
Vs. 9. Allora l’Eterno DIO chiamò l’uomo e gli disse: "Dove sei?".
Dio li vede perfettamente, sa dove sono, ma vuole sentire dalla voce di Adamo la presa di coscienza della sua caduta. Dio sa dove siamo e come siamo fatti, ma vuole che anche noi lo sappiamo. Ci stiamo nascondendo da Dio? Cerchiamo di coprire il nostro peccato? Dio vede ogni cosa.
Vs. 10-11. Egli rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura perché ero nudo, e mi sono nascosto". 11 E DIO disse: "Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero del quale io ti avevo comandato di non mangiare?".
Adamo non ammette il suo peccato; tuttavia dice di aver avuto paura perché era nudo. Anche noi non possiamo presentarci nudi a Dio, ma rivestiti della giustizia di Cristo. Essa è l’armatura che ci protegge dalla vergogna e che ci rende degni di presentarci davanti a Dio. Ora i due peccatori vengono smascherati, ma cercano ancora delle scusanti e delle attenuanti.
Dio induce Adamo a parlargli del proprio peccato, nonostante ne conoscesse già ogni aspetto; desidera ricevere una confessione completa, perché l’uomo si umili davanti a lui. Desidera farli riflettere sulle loro responsabilità e far loro capire quanto male hanno fatto. Trasgredendo al comando hanno offeso un Dio grande e misericordioso, infranto una legge retta e giusta, violato un patto, attirato su di loro l’ira di Dio.
Proverbi 28:13. Chi copre le sue colpe non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia.
Dio conosce ogni nostra colpa, perciò è inutile nascondersi dietro a qualcosa di vano; è meglio confessare i nostri errori liberamente.
Hai forse mangiato dell’albero del quale io ti avevo comandato di non mangiare?".
Vs. 12. L’uomo rispose: "La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato".
Adamo riversa le proprie colpe sugli altri:
su Eva, che gli ha offerto il frutto,
su Dio, che gli ha posto a fianco la donna. Quindi la colpa è anche un po’ di Dio.
Adamo invoca delle attenuanti: non sembra ravveduto, ma scusa il peccato commesso attribuendone ad altri la colpa.
Adamo dà la colpa alla moglie; ma il suo compito era quello di insegnarle come si sarebbe dovuta comportare, e comunque doveva obbedire a Dio e non alla moglie. Quindi: dobbiamo sempre agire secondo la nostra coscienza.
La psicologia moderna attribuisce ad altri la colpa delle nostre azioni: ai genitori, forse poco attenti, alla società, alle compagnie sbagliate, agli insegnanti … Tuttavia la Bibbia afferma chiaramente che noi siamo il risultato dei nostri peccati, che portano alla morte. Al contrario, il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù. Se confessiamo i nostri peccati troviamo guarigione per l’anima e pace presso Dio.
Vs. 13. E l’Eterno DIO disse alla donna: "Perché hai fatto questo?". La donna rispose: "Il serpente mi ha sedotta, e io ne ho mangiato".
Analogamente Eva scarica la colpa sul serpente, che l’ha indotta a mangiare del frutto. Ciò è vero, ma Eva aveva la possibilità di scegliere grazie al libero arbitrio.
Le tentazioni di Satana sono tutte ingannatrici, le sue argomentazioni tutte false, le sue lusinghe fraudolente; egli parla bene, ma non va creduto. Le astuzie di Satana ci istigano al peccato, ma non ci rendono scusabili di fronte a Dio; egli è il tentatore, ma noi i peccatori; quindi, non cerchiamo di minimizzare le nostre azioni. Indigniamoci contro di noi stessi e non lasciamoci ingannare da un famigerato truffatore, nostro nemico giurato. Ogni giorno dobbiamo fare delle scelte tra il peccato e il seguire Dio.
Vs. 14-16. Allora l’Eterno DIO disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le fiere dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita.
Dio maledice il serpente, ma non Adamo ed Eva.
Poi spiega le conseguenze del peccato:
15 E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno". 16 Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te".
La supremazia dell’uomo sulla donna è stata nei secoli la conseguenza del peccato. All’inizio, infatti, Dio voleva un rapporto alla pari e in stretta comunione con Lui.
Molti passi parlano del seme dell’uomo, ma nel vs. 15 si parla del seme della donna:
15 E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei.
Infatti Gesù non ha un padre umano, ma discende da una donna. Egli distruggerà Satana. Il maligno ferirà la parte carnale di Cristo (croce) (morderà il calcagno), ma Gesù lo distruggerà per sempre alla fine dei tempi.
Vs. 17-19. Poi disse ad Adamo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto (non Adamo) per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita. 18 Esso ti produrrà spine e triboli,
Questi elementi prima non esistevano e tutti i frutti erano buoni. Ora vengono creati, a causa del peccato. Non a caso la corona posta sul capo di Gesù era di spine, poiché Egli ha preso su di sé i nostri peccati.
e tu mangerai l’erba dei campi; 19 mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai".
Poiché Adamo ha peccato, compiendo un’azione proibita, ora riceve la sentenza divina. L’habitat in cui viveva viene trasformato e, a causa della maledizione, diviene pieno di spine e duro da coltivare. Non è più il paradiso ideale in cui abitare, ma un luogo sterile e arido, i cui frutti spontanei sono le erbacce. Da allora l’uomo dovrà sempre lottare per piegare la terra al suo volere.
Il lavoro dell’uomo è fatto da fatica e sudore, mentre prima era piacevole. Dio non chiede ad Adamo se vuole lavorare: tutti siamo chiamati a farlo perché esso è un nostro dovere. Nessuno può oziare.
Il lavoro è scomodo e faticoso, frutto del peccato, eppure va svolto senza lamenti.
La vita umana presenta molte sofferenze, guai e malattie. Adamo vive, ma per un tempo; poi ci sarà la morte, che ci fa tornare alla terra. La morte è il salario del peccato.
Vs. 20. E l’uomo diede a sua moglie il nome di Eva, perché lei fu la madre di tutti i viventi.
Dio chiamò la sua creatura umana “Adamo”, che vuol dire terra rossa;
egli chiamò “Eva” la donna, che significa vita.
Adamo profetizza sulla maternità di sua moglie, che ancora non aveva figli.
Come nel caso di Abramo e Sara, il nome rappresenta il sigillo di un patto: Dio li aveva benedetti nella fecondità e ora non ritira la sua parola. Una conferma di questo sta nella frase che dice che la progenie della donna avrebbe schiacciato la testa del serpente.
Vs. 21. Poi l’Eterno DIO fece ad Adamo e a sua moglie delle tuniche di pelle, e li vestì.
I vestiti compaiono sull’uomo dopo il peccato. Per questo non abbiamo motivo di vantarci dei nostri abiti, i quali sono il distintivo della disobbedienza umana a Dio.
E’ l’Eterno che confeziona gli abiti adatti per l’uomo, poiché questi non è in grado di farlo autonomamente. L’uomo che vuole salvarsi per le proprie opere è come colui che si confeziona degli abiti con le foglie del fico; colui che si affida a Dio, invece, avrà una copertura adeguata.
Vs. 22. E l’Eterno DIO disse: "Ecco, l’uomo è divenuto come uno di noi, perché conosce il bene e il male. Ed ora non bisogna permettergli di stendere la sua mano per prendere anche dell’albero della vita perché mangiandone, viva per sempre".
Ora l’uomo comprende il significato del bene e del male e vede chiaramente il risultato delle sue azioni: certamente non ha ottenuto ciò che sperava perché, ascoltando le promesse del diavolo, è stato ingannato. Ciò che ora possiede è esattamente l’opposto di quello che prima aveva.
E’ una grazia di Dio che la nostra vita sia limitata, poiché l’uomo ha in sé tanta malvagità che creerebbe dei danni innumerevoli se vivesse in eterno.
E’ una grazia di Dio che un giorno saremo trasformati nella Sua gloria.
Vs. 23-24. Perciò l’Eterno DIO mandò via l’uomo dal giardino di Eden perché lavorasse la terra da cui era stato tratto. 24 Così egli scacciò l’uomo; e pose ad est del giardino di Eden i cherubini, che roteavano da tutt’intorno una spada fiammeggiante, per custodire la via dell’albero della vita.
La precedente condizione dell’uomo non esiste più e non c’è posto per il ravvedimento. Tutti gli uomini sarebbero perduti se dovessero essere giudicati secondo i criteri del patto stipulato con Mosè attraverso la Legge. Dio si è riconciliato con noi solo in Gesù Cristo.
Ebrei 9:11-15. Ma venuto Cristo, sommo sacerdote dei futuri beni, egli, attraverso un tabernacolo più grande e più perfetto, non fatto da mano d’uomo, cioè, non di questa creazione, 12 è entrato una volta per sempre nel luogo santissimo, non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue. Così ci ha acquistato una redenzione eterna. 13 Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurar la purezza della carne, 14 quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì sé stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente! 15 Per questo egli è mediatore di un nuovo patto. La sua morte è avvenuta per redimere dalle trasgressioni commesse sotto il primo patto, affinché i chiamati ricevano l’eterna eredità promessa.
Cristo è colui che ci dona la salvezza grazie al suo sangue: il suo sacrificio è perfetto e rimuove il peccato umano, lo spazza via definitivamente. L’uomo ha appena peccato e già Dio ha provveduto ad un rimedio: verrà suo figlio Gesù, nato dal seme della donna, che redimerà l’uomo con il suo sangue. L’opera è tutta nelle mani di Dio, che la compie in modo perfetto.
I sacrifici fatti dagli uomini attraverso il sangue degli animali costituivano un’azione imperfetta e dovevano essere ripetuti. Il sacrificio di Cristo è avvenuto una volta e per sempre. A noi sta l’atto di volontà di accettare tale sacrificio eccelso. Grazie ad esso possiamo entrare nel luogo santissimo.