Genesi 28

Genesi 28
Craig Quam

Genesi 28

In questo capitolo leggiamo:

  • Di Giacobbe che si separa dai genitori per andare a Paddam-Aran;

  • della benedizione che Isacco gli impartisce;

  • dell’incontro tra Dio e Giacobbe;

  • delle promesse di Dio;

  • del voto che Giacobbe fece a Dio.

Troviamo Isacco che finalmente decide di seguire il volere di Dio, da a Giacobbe la benedizione spirituale della primogenitura, grazie alla quale da lui sarebbe disceso il Messia.

Fuga di Giacobbe in Mesopotamia: visione della scala.

Vs. 1-5.  Allora Isacco chiamò Giacobbe, lo benedisse e gli diede quest’ordine: «Non prendere moglie tra le donne di Canaan. 2  Parti, va’ a Paddan-Aram, alla casa di Betuel, padre di tua madre, e prendi moglie là, tra le figlie di Labano, fratello di tua madre. 3  Il Dio onnipotente ti benedica, ti renda fecondo e ti moltiplichi, in modo che tu diventi un’assemblea di popoli, 4  e ti dia la benedizione d’Abraamo: a te e alla tua discendenza con te, perché tu possieda il paese dove sei andato peregrinando, che Dio donò ad Abraamo». 5  Isacco fece partire Giacobbe, il quale andò a Paddan-Aram da Labano, figlio di Betuel, l’Arameo, fratello di Rebecca, madre di Giacobbe e di Esaù. 

Isacco accetta che la benedizione spirituale vada a Giacobbe. Notiamo che in realtà la parte materiale sarà di Esaù, poiché Giacobbe non vedrà mai più i suoi genitori in vita e, pertanto, tutti i loro beni verranno goduti dal fratello.

Giacobbe parte da solo e percorre circa 800 Km, forse in groppa ad un asino, forse a piedi, da Canaan a Paddam-Aran: era abituato ad essere servito dai servi, benedetto con ogni abbondanza materiale, ma ora non possiede più nulla. La sua vita, quindi, è nelle mani di Dio e con lui farà un’esperienza personale.

Da Abramo, attraverso Giacobbe, nascerà un popolo numeroso come la sabbia del mare e le stelle del cielo, che si moltiplicherà in popoli e nazioni; da lui nasceranno le 12 tribù di Israele.

Da lui discenderà anche il Messia, colui che porterà la benedizione a tutte le genti del mondo.

Vs. 6-9.  Esaù vide che Isacco aveva benedetto Giacobbe e l’aveva mandato a Paddan-Aram perché vi prendesse moglie e che, benedicendolo, gli aveva dato quest’ordine: «Non prendere moglie tra le donne di Canaan», 7  e che Giacobbe aveva ubbidito a suo padre e a sua madre ed era andato a Paddan-Aram. 8  Esaù comprese che le donne di Canaan non erano gradite a suo padre Isacco. 9  Allora andò da Ismaele, e prese per moglie, oltre quelle che aveva già, Maalat, figlia d’Ismaele, figlio d’Abraamo, sorella di Nebaiot. 

Esaù prende una terza moglie, questa volta scegliendola tra le figlie di Abramo; però la trova nella casa di Ismaele, il figlio della serva, che era stato scacciato e che non aveva ereditato le benedizioni di Isacco e la cui progenie non era benedetta. In questo modo si lega ad una famiglia che Dio aveva respinto.

Vs. 10-11.  Giacobbe partì da Beer-Seba e andò verso Caran. 11  Giunse ad un certo luogo e vi passò la notte, perché il sole era già tramontato. Prese una delle pietre del luogo, se la mise per capezzale e lì si coricò. 

Non aveva né una tenda né un cuscino: era un nullatenente, un viaggiatore che va verso una meta sconosciuta. Avrà certamente invocato il nome dell’Eterno con disperazione, perché lo aiutasse.

Vs. 12-16.  Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima toccava il cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano per la scala. 13  Il SIGNORE stava al di sopra di essa e gli disse: «Io sono il SIGNORE, il Dio d’Abraamo tuo padre e il Dio d’Isacco. La terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua discendenza. 14  La tua discendenza sarà come la polvere della terra e tu ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a meridione, e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza. 15  Io sono con te, e ti proteggerò dovunque tu andrai e ti ricondurrò in questo paese, perché io non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che ti ho detto». 16  Quando Giacobbe si svegliò dal sonno, disse: «Certo, il SIGNORE è in questo luogo e io non lo sapevo!» 

Ora Giacobbe ha una relazione personale con Dio, anche se si comporterà ancora in modo immaturo.

Giovanni 1: 49-51.    Natanaele gli rispose: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele». 50  Gesù rispose e gli disse: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu vedrai cose maggiori di queste». 51  Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo». 

La visione della scala avuta da Giacobbe ci parla di Gesù, colui che può mediare tra l’uomo e Dio. Egli è l’unica via, la vita e la verità: solo coloro che credono alla Parola di Cristo avranno la vita eterna, tramite l’unico salvatore. Gesù è la scala, con i piedi in terra, grazie alla sua natura umana e la sommità in cielo, perché è divino.

Vs. 13-15.  Il SIGNORE stava al di sopra di essa e gli disse: «Io sono il SIGNORE, il Dio d’Abraamo tuo padre e il Dio d’Isacco.

Dio è l’essere, la fonte di ogni cosa.

La terra sulla quale tu stai coricato, io la darò a te e alla tua discendenza. 14  La tua discendenza sarà come la polvere della terra e tu ti estenderai a occidente e a oriente, a settentrione e a meridione, e tutte le famiglie della terra saranno benedette in te e nella tua discendenza. 

Anche noi oggi siamo benedetti e siamo un adempimento della parola data allora a Giacobbe.

15  Io sono con te, e ti proteggerò dovunque tu andrai 

Dio promette di essere con lui per sempre, in ogni luogo in cui andrà: è una promessa incondizionata. Gesù ha fatto la medesima promessa alla chiesa, nonostante i nostri peccati.

e ti ricondurrò in questo paese, perché io non ti abbandonerò prima di aver fatto quello che ti ho detto».

Filippesi 1:6.      E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. 

Gesù porterà a termine in noi l’opera che ha iniziato, per la grazia di Gesù. Dio, infatti, ci vede attraverso l’opera compiuta da Cristo.

Vs. 17.  Ebbe paura e disse: «Com’è tremendo questo luogo! Questa non è altro che la casa di Dio, e questa è la porta del cielo!» 

Giacobbe esprime una credenza pagana circa il paese di Israele. Vediamo ad esempio 1 Re 20, dove è espressa una credenza pagana; Giacobbe, infatti, pur vivendo in una famiglia cristiana, tuttavia è vissuto in una terra pagana e crede che fisicamente il luogo in cui si trova sia la casa fisica di Dio.

1 Re 20:28.        Allora l’uomo di Dio si avvicinò al re d’Israele, e gli disse: «Così dice il SIGNORE: Poiché i Siri hanno detto: "Il SIGNORE è Dio dei monti e non è Dio delle valli", io ti darò nelle mani tutta questa gran moltitudine; e voi conoscerete che io sono il SIGNORE». 

Per i pagani c’era un Dio per ogni luogo geografico, ma Dio proclama a Giacobbe che Egli sarà con lui in ogni luogo nel quale si recherà: ovunque.

La mentalità pagana attribuisce ad ogni santo una specialità, con la quale protegge le persone: Giuseppe è il protettore degli operai, Lucia di coloro che non vedono bene…ma ciò non ha nulla a che fare con la Parola di Dio. Allo stesso modo non esistono molti dei, ognuno che governa un luogo: Dio è uno solo ed è onnipotente.

Vs. 18-19  Giacobbe si alzò la mattina di buon’ora, prese la pietra che aveva messa come capezzale, la pose come pietra commemorativa e vi versò sopra dell’olio. 19  E chiamò quel luogo Betel;

Giacobbe erige un altare a Dio in quella che ritiene essere la Sua casa; Betel, infatti, significa “casa di Dio”.

mentre prima di allora il nome della città era Luz. 

Vs. 20-21.  Giacobbe fece un voto, dicendo: «Se Dio è con me, se mi protegge durante questo viaggio che sto facendo, se mi dà pane da mangiare e vesti da coprirmi, 21  e se ritorno sano e salvo alla casa di mio padre, il SIGNORE sarà il mio Dio 

Giacobbe ha già dimenticato le promesse di Dio perché le mette in dubbio! Comunque, se Dio farà la sua parte, allora Giacobbe gli renderà l’onore di essere il suo Dio.

Inoltre:

Vs. 22.  e questa pietra, che ho eretta come monumento, sarà la casa di Dio; di tutto quello che tu mi darai, io certamente ti darò la decima».

Dio viene pagato per quanto ha fatto per Giacobbe!!! Eppure ancora oggi molti credenti hanno questo atteggiamento verso l’Eterno, non comprendendo che Egli ha già provveduto una via per la salvezza, di fronte alla quale noi non possiamo far altro che inginocchiarci e ringraziare.

Giacobbe cambierà nel tempo:

Genesi 32:9-12.   Poi Giacobbe disse: «O Dio d’Abraamo mio padre, Dio di mio padre Isacco! O SIGNORE, che mi dicesti: "Torna al tuo paese, dai tuoi parenti e ti farò del bene", 10  (32-11) io sono troppo piccolo per essere degno di tutta la benevolenza che hai usata e di tutta la fedeltà che hai dimostrata al tuo servo; perché quando passai questo Giordano avevo solo il mio bastone, e ora ho due schiere. 11  (32-12) Liberami, ti prego, dalle mani di mio fratello, dalle mani di Esaù, perché io ho paura di lui e temo che venga e mi assalga, non risparmiando né madre né figli. 12  (32-13) Tu dicesti: "Certo, io ti farò del bene e farò diventare la tua discendenza come la sabbia del mare, tanto numerosa che non la si può contare"». 

Giacobbe cita le promesse di Dio e lo ringrazia.

Nel cap. 28 il Signore ha rinnovato a Giacobbe la promessa che fu già di Abramo. Poi al vs. 20-22.   Giacobbe fece un voto, dicendo: «Se Dio è con me, se mi protegge durante questo viaggio che sto facendo, se mi dà pane da mangiare e vesti da coprirmi, 21  e se ritorno sano e salvo alla casa di mio padre, il SIGNORE sarà il mio Dio 

Giacobbe pensa di onorare Dio accettandolo come Signore della sua vita, mentre al contrario, è Dio che si abbassa fino a noi; Giacobbe non ha capito chi sia Dio, perciò quest’ultimo dovrà operare un grande cambiamento in lui, come vedremo nei capitoli seguenti. L’esperienza fatta da quest’uomo è la stessa che deve compiere ogni credente: finché non comprendiamo i nostri limiti, non riusciamo a vedere la grandezza di Dio e la sua onnipotenza.

22  e questa pietra, che ho eretta come monumento, sarà la casa di Dio; di tutto quello che tu mi darai, io certamente ti darò la decima». 

Come si sente generoso! Al contrario, ogni cosa che possediamo appartiene a Dio e l’abbiamo solo perché Lui ce la concede.

Per trasformare il cuore di Giacobbe, Dio si servirà di un uomo peggiore di lui: Labano.

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