Genesi 16
Cap. 16
Aggar e la nascita di Ismaele secondo la carne.
Nel capitolo precedente abbiamo visto un Abramo fedele a Dio, che riporta grandi vittorie sui nemici e che incontra il re di Pace, Melchisedek; ora lo vediamo commettere degli errori, cosa che capita anche a Sara e ad Aggar.
Egli è un uomo come noi, che commette errori come i nostri, che ha fede e che poi cade in grandi fallimenti.
Però vediamo come Dio è capace di trarre qualcosa di molto grande dagli errori umani e dare degli insegnamenti importanti. Stiamo frequentando la scuola di Dio e, per progredire, dobbiamo imparare alcuni elementi fondamentali.
Romani 14:23. tutto quello che non viene da fede è peccato.
Per peccato non si intende solamente, ad esempio, commettere adulterio o rubare, ma la Bibbia dichiara che lo è anche il fatto di non avere fede in Dio; anzi, questo è il peccato del quale non possiamo ottenere il perdono.
Prima di questo capitolo vediamo come Dio ha ribadito per ben tre volte ad Abramo che egli avrebbe avuto una discendenza molto numerosa e che avrebbe fatto di lui una grande nazione, e precisamente in:
Genesi 12:2-3. io farò di te una grande nazione, ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione. 3 Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà, e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra».
Questa prima promessa avviene al momento della partenza da Ur.
Genesi 13:16. E renderò la tua discendenza come la polvere della terra; in modo che, se qualcuno può contare la polvere della terra, potrà contare anche i tuoi discendenti.
Genesi 15:5-6. Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda il cielo e conta le stelle se le puoi contare». E soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». 6 Egli credette al SIGNORE, che gli contò questo come giustizia.
Tali promesse si rivolgevano anche a Sara, l’unica moglie che Abramo avesse e l’unica che doveva avere in base all’istituzione divina del matrimonio.
Ma la promessa tarda ad arrivare ed Abramo dubita, anche perché sono passati 10 anni. Ma il Signore ha i suoi tempi a ragion veduta. Pensiamo quando a Gesù giunse la notizia della malattia di Lazzaro; cosa fece allora? Non corse subito, ma attese alcuni giorni prima di recarsi dal suo amico. Pertanto lo trovò morto e sepolto, ma potè risuscitarlo, per la gloria di Dio. Infatti, quando umanamente non c’è più speranza, allora si può vedere chiaramente la gloria di Dio all’azione.
Ebrei 11:11-12. Per fede anche Sara, benché fuori di età, ricevette forza di concepire, perché ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa. 12 Perciò, da una sola persona, e già svigorita, è nata una discendenza numerosa come le stelle del cielo, come la sabbia lungo la riva del mare che non si può contare.
L’autore di Ebrei rivela che Dio dona Isacco ad Abramo e Sara quando entrambi non erano più in grado di concepire, al fine di mettere in evidenza la Sua gloria. Non li ha esauditi prima di tale momento perché Abramo era ancora capace di procreare, quindi l’Eterno non avrebbe avuto il merito di tale miracolo.
A volte noi gridiamo al Signore e non comprendiamo perché Egli non agisca tempestivamente nella nostra vita: dobbiamo avere fede e speranza, poiché Egli ha i suoi tempi.
2 Corinzi 1:8-9. Fratelli, non vogliamo che ignoriate riguardo all’afflizione che ci colse in Asia, che siamo stati molto provati, oltre le nostre forze, tanto da farci disperare perfino della vita. 9 Anzi, avevamo già noi stessi pronunciato la nostra sentenza di morte, affinché non mettessimo la nostra fiducia in noi stessi, ma in Dio che risuscita i morti.
Paolo si è trovato in una situazione disperata e, solo quando ha capito che l’unica possibilità di uscita era il Signore, ha ricevuto l’aiuto da parte Sua. Quindi, se anche noi non vediamo l’adempimento di una promessa che Dio ci ha fatto, dobbiamo avere fede, perché Egli è fedele e porterà a compimento quanto ci ha promesso, ma con i suoi tempi.
Il libro di Ebrei ci dice che Sara era una donna di fede, ma qui vediamo che vacilla perché è amareggiata.
Vs. 1. Or Sarai, moglie di Abramo, non gli aveva dato figli. Aveva una serva egiziana di nome Agar.
Aggar è una schiava egiziana, il cui nome non avrebbe mai trovato posto nella Scrittura se non fosse entrata a far parte della famiglia di Abramo. Ella è pagana, ma alla fine del capitolo diventerà una donna credente.
In questo capitolo si parla:
Del suo matrimonio con Abramo,
Del suo comportamento scorretto nei confronti di Sara,
Del suo incontro con il messaggero di Dio,
Della nascita di Isacco.
Vs. 2. Sarai disse ad Abramo: «Ecco, il SIGNORE mi ha fatta sterile;
Sara commette ora due errori:
Dà la colpa a Dio per la sua sterilità;
Trova un rimedio umano al suo problema ed indirizza Abramo verso Aggar. Non rimane ferma nella fede delle promesse ricevute. Ma Proverbi dice:
Proverbi 3:5-6. Confida nel SIGNORE con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. 6 Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri.
Ogni credente è chiamato a guardare le varie situazioni della sua vita con gli occhi della fede e chiedersi cosa Dio desidera realizzare nella sua vita in quel momento e in quella situazione. Dichiariamo pure i nostri dubbi all’Eterno, ma confessiamo anche la nostra fede incrollabile in ciò che Egli sta realizzando.
ti prego, va’ dalla mia serva; forse avrò figli da lei».
L’artefice di questa unione è Sara. Infatti, la tattica di Satana è proprio quella di tentarci per mezzo delle persone che ci sono più vicine e più care, per le quali nutriamo un grande affetto. La tentazione è più pericolosa quando ci è presentata da una persona amica. Dobbiamo, quindi, essere avveduti e non guardare alla persona ma a ciò che ci viene proposto.
I comandamenti di Dio sono stati istituiti per il nostro bene. Infatti, sarebbe stato molto meglio per Sara se Abramo avesse rispettato la Legge, invece di seguire i consigli della moglie. Sovente ci facciamo del male con le nostre stesse mani.
Sara è molto bella, rispettabile, una brava moglie, amministratrice delle proprietà assieme al marito, ma è sterile. Questo aspetto le dà un grande dispiacere e se ne lamenta; ricordiamo che se quando nascono i figli è perché Dio ce li concede, quando non nascono è Lui che ce li nega. Quindi, il fatto di non avere figli può essere una prova stabilita da Dio per perseguire uno scopo.
E Abramo diede ascolto alla voce di Sarai.
Abramo dà ascolto a sua moglie, non a Dio, venendo meno nel suo compito di guida spirituale della famiglia.
Abramo prende Aggar come concubina, mettendo in atto un comportamento sbagliato per due motivi:
Perché la poligamia non è stata istituita da Dio;
Ancor più grave, perché ha perso la fede nelle promesse fattegli dall’Eterno.
Cristo ha trattato l’argomento del matrimonio, richiamandosi alla sua istituzione originaria posta da Dio e formata da un uomo e da una donna.
Abramo si unisce a Aggar spinto dal desiderio di avere una discendenza, eppure tale fatto gli era stato garantito dal patto stretto anni prima con Dio. Così, il desiderio di voler anticipare o affrettare i tempi dell’Eterno lo porta fuori dal progetto originario. Situazioni simili possono essere facilmente evitate se chiediamo consiglio a Dio in preghiera, prima di prendere decisioni importanti.
Vs. 3-4. Così, dopo dieci anni di residenza d’Abramo nel paese di Canaan, Sarai, moglie d’Abramo, prese la sua serva Agar, l’Egiziana, e la diede per moglie ad Abramo suo marito. 4 Egli andò da Agar, che rimase incinta; e quando si accorse di essere incinta, guardò la sua padrona con disprezzo.
Ecco la prima conseguenza del peccato:
Sara viene disprezzata
Aggar si inorgoglisce
Aggar viene maltrattata
Aggar fugge.
Vs. 5. Sarai disse ad Abramo: «L’offesa fatta a me ricada su di te!
E’ incredibile vedere con quanta facilità le persone, in preda all’ira, accusino gli altri per i guai che esse stesse hanno provocato. Così Sara accusa Abramo, anche se l’ideatrice del complotto era lei. In ogni caso, Abramo non ha ascoltato la voce di Dio ed ora ha perso il rispetto di sua moglie.
Io ti ho dato la mia serva in seno e, da quando si è accorta d’essere incinta, mi guarda con disprezzo. Il SIGNORE sia giudice fra me e te».
Quando camminiamo secondo la carne, otteniamo litigi e disarmonia nella nostra famiglia. Quindi, entrambi i coniugi devono camminare per lo Spirito Santo.
Un altro errore di Abramo è quello di non prendere in mano la situazione, ma lasciare che sua moglie trovi una soluzione. Abramo non ha impedito che Aggar mancasse di rispetto a Sara, ed ora allo stesso modo permette a sua moglie di maltrattare la serva.
Vs. 6. Abramo rispose a Sarai: «Ecco, la tua serva è in tuo potere; falle ciò che vuoi». Sarai la trattò duramente e quella se ne fuggì da lei.
La situazione è piena di contese, ma anche nel peccato e nella mancanza di fede Dio trae qualcosa di positivo. Infatti, Aggar si convertirà.
Aggar fugge dalla casa, dimenticando
il torto fatto alla padrona, essendo lei una serva,
e che era stata lei a provocare Sara per prima, manifestando il suo disprezzo.
Vs. 7-9. L’angelo del SIGNORE la trovò presso una sorgente d’acqua, nel deserto, presso la sorgente che è sulla via di Sur,
Forse la donna si stava recando verso la sua casa. Si trova nel deserto, dove sarà stata stanca e assetata; è lì che riceve l’incontro con il messaggero di Dio.
8 e le disse: «Agar, serva di Sarai,
La chiama con il suo titolo, forse per richiamarla al suo ruolo di serva e farle capire che il suo posto è al fianco della sua padrona.
da dove vieni e dove vai?»
Proviene da una casa abitata da credenti e si sta recando verso una terra idolatra: anche per questo motivo per lei è bene ritornare indietro.
Lei rispose: «Fuggo dalla presenza di Sarai mia padrona». 9 L’angelo del SIGNORE le disse: «Torna dalla tua padrona e umiliati sotto la sua mano».
L’angelo non le garantisce che sarà accolta con amore, infatti non sembra che Abramo si sia preoccupato di mandarla a cercare; tuttavia, essendosi allontanata dal suo dovere, è suo compito ritornare e cambiare atteggiamento, per quanto umiliante e mortificante possa essere la situazione.
Questa parola “angelo” ha più significati:
angelo, messaggero o re, poiché è “Malak”, la stessa dalla quale deriva il termine “Melchisedek”; tale apparizione probabilmente è una cristofania, poiché l’angelo promette delle cose che solamente l’Onnipotente può realizzare:
Vs. 10. L’angelo del SIGNORE soggiunse: «Io moltiplicherò grandemente la tua discendenza e non la si potrà contare, tanto sarà numerosa».
Solo il creatore può pronunciare tali promesse, non un angelo, che non possiede tali facoltà. Notiamo come Dio si prende cura di questa donna peccatrice, che attende un figlio dal marito di un’altra e che ha peccato di orgoglio. Egli, infatti, ama tutti i peccatori, ed anche noi, quando non avevamo con lui alcun rapporto.
L’angelo dice ad Aggar di sottomettersi a Sara: nel mondo la sottomissione è un aspetto disprezzabile, mentre per Dio l’umiltà è un valore altamente ricercato ed apprezzato.
Vs. 11-12. L’angelo del SIGNORE le disse ancora: «Ecco, tu sei incinta e partorirai un figlio a cui metterai il nome di Ismaele, perché il SIGNORE ti ha udita nella tua afflizione;
Ismaele vuol dire “Dio ascolta”.
12 egli sarà tra gli uomini come un asino selvatico; la sua mano sarà contro tutti, e la mano di tutti contro di lui; e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli».
Ecco perché gli Arabi sono in lotta con Israele. Apocalisse afferma che alla fine dei tempi gli Arabi si uniranno con La Russia, con la Libia e con la Persia per sterminare Israele: è la battaglia di Armageddon.
Vs. 13-14. Allora Agar diede al SIGNORE, che le aveva parlato, il nome di Atta-El-Roi, perché disse: «Ho io, proprio qui, veduto andarsene colui che mi ha vista?» 14 Perciò quel pozzo fu chiamato il pozzo di Lacai-Roi. Ecco, esso è tra Cades e Bered.
Lacai Roi significa “il pozzo di Colui che vive e che vede ogni cosa”. E’ confortante sapere che Dio sente il nostro dolore e vede ogni cosa.
Alla fine di questa storia Aggar diventerà una credente nel Signore, poiché ora ha conosciuto il Signore.
Vs. 15-16. Agar partorì un figlio ad Abramo. Al figlio che Agar gli aveva partorito Abramo mise il nome d’Ismaele. 16 Abramo aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.