Genesi 13
Cap. 13
Nel capitolo precedente abbiamo trovato Abramo in Egitto, ove si è recato in disobbedienza alla Parola di Dio e dove, pertanto, ha vissuto un’esperienza molto negativa. E’ emersa, però, anche la sovranità di Dio il quale, anche se suo figlio non ha camminato rettamente, lo ha ugualmente tratto dalle difficoltà, riportandolo lungo la via tracciata. In quel momento Abramo torna a Dio, riconosce la sua disobbedienza e risale dall’ Egitto, esce dal peccato; chiede perdono a Dio Padre e va verso la terra promessa.
Ognuno di noi cristiani commette degli errori e si allontana dalla via tracciata da Dio, ma non scade dalle grazia, l’importante è che torni al momento del distacco ed ascolti di nuovo la voce dello Spirito Santo.
Gen. 13:1-2. Abramo dunque risalì dall’Egitto con sua moglie, con tutto quel che possedeva e con Lot, andando verso la regione meridionale. 2 Abramo era molto ricco di bestiame, d’argento e d’oro.
Circa la ricchezza.
Abramo esce dall’Egitto portando con sé grandi ricchezze. In ebraico la frase si traduce “era molto pesante”: infatti, le ricchezze possono essere un peso perché con esse giungono anche la preoccupazione circa la modalità di usarle e conservarle, l’ansia di amministrarle bene, la tentazione di fare delle speculazioni per vederle accrescere, anche illegalmente, il timore di perderle. Una grande ricchezza può essere motivo di affanno e di stress.
A volte viene da Dio, allora è una benedizione data allo scopo di benedire anche altri. In Marco 10:23-24 Gesù afferma che è difficile per un ricco entrare nel regno dei cieli, ma Abramo ed altri personaggi biblici lo furono, eppure rimasero fedeli all’Eterno. La prosperità, infatti, se ben gestita, offre molte possibilità di fare del bene.
Vs. 3-4. E continuò il suo viaggio dal meridione fino a Betel, al luogo dove da principio era stata la sua tenda, fra Betel e Ai, 4 al luogo dov’era l’altare che egli aveva fatto prima; e lì Abramo invocò il nome del SIGNORE.
Abramo torna tra Bethel e Ai, ovvero si ravvede e torna indietro, al luogo dell’altare, dove invocava l’Eterno ed aveva stabilito una stretta relazione con Lui. Allo stesso modo noi non dobbiamo dare ascolto alla voce del nemico, che ci condanna, ma a quella dello Spirito, che ci compunge e ci induce al ravvedimento, al ritorno alla casa del Padre, al cammino con Lui. Se confessiamo i nostri peccati a Dio, egli è fedele, ci perdona e ci purifica da ogni peccato. Dobbiamo solamente decidere di voler camminare di nuovo con Dio e compiere le azioni che ci accompagnavano al momento della conversione.
A Bethel verrà inviato anche Giacobbe (Genesi 31:1).
Contrasto tra Abramo e Lot
Entrambi sono credenti ma, mentre Abramo si ravvede dai propri peccati e torna al Signore, Lot è carnale e ama ciò che il mondo può offrire. Perciò Dio usa le circostanze della vita per separare Abramo da Lot, così come fin dall’inizio avrebbe voluto. Infatti aveva detto ad Abramo di andare via dalla sua casa e dai suoi parenti, mentre egli ha portato con sé il padre e il nipote.
Vs. 5-7. Anche Lot, che viaggiava con Abramo aveva greggi, armenti e tende. 6 E il paese non era in grado di sostenerli, se essi abitavano assieme, perché i loro beni erano così grandi che non potevano stare assieme. 7 Sorse perciò una contesa fra i pastori del bestiame di Abramo e i pastori del bestiame di Lot. I Cananei e i Perezei abitavano a quel tempo nel paese.
Abramo e Lot erano ricchi, entrambi benedetti da Dio; ma proprio tale ricchezza fu la causa che provocò la loro separazione. Infatti, il luogo in cui vivevano era troppo piccolo per ospitare entrambi e non c’era spazio sufficiente per tutto il bestiame. Ogni vantaggio ha il rovescio della medaglia e spesso le ricchezze alimentano invidia, superbia e avidità. La povertà e la vita nomade tennero vicini Abramo e Lot, mentre la ricchezza li separò.
Nascono contese tra i pastori di Abramo e quelli di Lot, forse per stabilire chi di loro aveva il diritto al pascolo migliore o al pozzo più ricco d’acqua. Quel che è peggio è che i pagani (Cananei e Perezei) assistono alle liti; non c’è cosa più deleteria quando i non credenti vedono le discordie all’interno delle chiese, poiché tale fatto compromette la testimonianza. Infatti, la Parola afferma che i credenti verranno identificati dalle altre persone per l’amore che dimostrano l’uno per l’altro, non certo per le divisioni e per le contese.
Abramo risolve il problema con l’umiltà che è propria anche di Gesù:
Vs. 8-9. Così Abramo disse a Lot: "Deh, non ci sia contesa fra me e te, né fra i miei pastori e i tuoi pastori, perché siamo fratelli. 9 Non sta forse tutto il paese davanti a te? Separati da me! Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; e se tu vai a destra, io andrò a sinistra".
Comprende che non stanno dando una testimonianza positiva, allora lascia che suo nipote scelga il luogo ove abitare, ed egli prende la terra scartata dall’altro. In una società patriarcale ciò non era una consuetudine, poiché Abramo era lo zio, il più anziano dei due, quindi aveva diritto alla scelta. Eppure egli dimostra di possedere il carattere di Cristo, non dando importanza alla terra, ma all’amore tra i fratelli, all’unione.
Allo stesso modo emerge la carnalità di Lot, che non si tira indietro, ma che ben volentieri sfrutta la situazione. Non dimostra rispetto o deferenza nei confronti dello zio e, invece di rilanciare a lui la proposta appena ricevuta, sceglie senza complimenti la terra apparentemente migliore. Vede la terra di Sodoma, una pianura irrigata che sembra il paradiso dell’Eden, e la sceglie, poiché a lui appare desiderabile. :
Vs. 10-12. Allora Lot alzò gli occhi e vide l’intera pianura del Giordano. Prima che l’Eterno avesse distrutto Sodoma e Gomorra, essa era tutta quanta irrigata fino a Tsoar, come il giardino dell’Eterno, come il paese d’Egitto. 11 Così Lot scelse per sé tutta la pianura del Giordano e cominciò a spostare le sue tende verso oriente. Così si separarono l’uno dall’altro. 12 Abramo dimorò nel paese di Canaan, e Lot abitò nelle città della pianura e giunse a piantare le sue tende fino a Sodoma.
Lot non nomina mai il Signore, non fa mai un altare, non prega mai e compie la sua scelta in base ai propri occhi: vede la terra che gli piace, la desidera, la sceglie, si avvicina alla città del peccato: quello non era certamente il luogo idoneo per la vita di un credente. Ne apprezza la posizione favorevole, la fertilità del suolo e ritiene di divenire ricco in breve tempo; invece molto presto sarà fatto prigioniero e posto in gravi difficoltà. Le scelte motivate solamente dal desiderio di vivere comodamente, raramente hanno un esito positivo. Se un cristiano sceglie amici, lavoro o impegni in base al desiderio della carne, al piacere degli occhi, alla superbia della vita, non tenendo conto degli aspetti spirituali, non troverà la benedizione e l’approvazione di Dio. Inoltre, tali cose sono effimere, deludono, non soddisfano pienamente, anche se ardentemente desiderate, poiché caduche e non eterne, come quelle preparate dal Signore.
Vs. 13. Ora la gente di Sodoma era grandemente depravata e peccatrice contro l’Eterno.
Lot sapeva che tipo di persone avrebbe incontrato, ma ciò che vedeva lo attirava, perciò ha compiuto la sua scelta. I credenti non devono mai fare una scelta in base all’aspetto materiale delle cose, così come Gesù ha rifiutato il possesso di tutti i beni della terra, che Satana gli offrì nel deserto in cambio dell’adorazione. Il paese era desiderabile, ma gli abitanti dei peccatori senza freno, arroganti e sfacciati nel loro peccare. Come può un credente come Lot compiere una scelta tanto palesemente errata?
Ecco le gravi conseguenze della scelta da lui intrapresa:
Gen. 14:11-12. I vincitori presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra, tutti i loro viveri e se ne andarono. 12 Andandosene presero anche Lot, figlio del fratello di Abramo, con i suoi beni: Lot abitava infatti a Sodoma.
diviene prigioniero di due re in lite tra loro;
Gen. 19: 26. Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro e diventò una statua di sale.
Quando Dio distrugge Sodoma e Gomorra, perde la moglie, che si volge a guardare ciò che stava perdendo;
Gen. 19:30. Lot salì da Soar per andare ad abitar sul monte insieme con le sue due figlie, perché temeva di stare in Soar; e si stabilì in una caverna, egli con le sue due figlie.
Va a vivere in una caverna con le sue due figlie, poiché aveva paura di vivere a Tsoar e così perde tutti i suoi beni materiali;
Gen. 19:36. Così le due figlie di Lot rimasero incinte del loro padre. (Genesi 19:36 NRV)
Commette incesto con le sue figlie ed ha figli con loro.
E’ stata una buona scelta andare a Sodoma? Certamente no. Egli avrebbe dovuto chiedere consiglio a suo zio, tanto vicino a Dio, e magari insediarsi nei pressi della sua abitazione, per avere comunione con lui.
L’Eterno premia la fiducia che Abramo ha posto in Lui:
Vs. 14. E l’Eterno disse ad Abramo, dopo che Lot si Fu separato da lui: "Alza ora i tuoi occhi e mira dal luogo dove sei a nord a sud; a est e a ovest.
Abramo vede rinsaldare il rapporto tra lui e Dio, dopo la separazione dal nipote; riceve la promessa di avere una buona terra ed una discendenza numerosa. Ciò che Dio ci dona è infinitamente migliore e più desiderabile di ciò che il mondo può offrirci; le ricchezze che vediamo con gli occhi della fede sono più preziose di quelle terrene. Coloro che puntano verso la Canaan celeste hanno per fede un obiettivo ben definito e chiaro già da ora, anche se tali cose le otterranno in futuro.
Vs. 15-17. Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza, per sempre. 16 E renderò la tua discendenza come la polvere della terra; per cui, se qualcuno può contare la polvere della terra, si potrà contare anche la tua discendenza. 17 Levati, percorri il paese in lungo e in largo, perché io lo darò a te".
Ad Abramo viene data una benedizione eterna, a 360 gradi, molto più grande di qualunque aspettativa, mentre Lot ha fatto una scelta temporanea e materiale. Abramo ha messo Dio al primo posto e riceve una benedizione inimmaginabile, che nessuno può contare.
Dio dona la terra ad Abramo, non a Lot, poiché il primo è l’erede della promessa. Ha atteso che il più giovane si allontanasse, per poi riversare la sua benedizione su Abramo e sulla sua progenie.
Vs. 18. Allora Abramo levò le sue tende e venne ad abitare alle querce di Mamre, che sono a Hebron; e là costruì un altare all’Eterno.
Hebron significa “luogo della comunione”,
mentre la prima tenda costruita da Abramo era a Bethel, “casa di Dio”. Di nuovo ringrazia il Signore per le sue meraviglie ed a Lui edifica un altare.