Ester 3-4
Cap. 3
Aman fa pubblicare un decreto mirante alla distruzione dei Giudei
Vs. 1. Dopo queste cose,
cioè dopo che Mardocheo lo ha salvato dalla congiura, Assuero eleva Aman alla posizione più potente in tutto il regno. E’ lecito immaginare che Mardocheo si attendesse una ricompensa per ciò che aveva fatto, ma essa non venne in quel momento, forse a causa di un intoppo burocratico. Tale omissione più avanti nella storia indignerà il re.
il re Assuero innalzò Aman,
Aman è l’Anticristo, è un malvagio.
figlio di Ammedata, l’Agaghita, alla più alta dignità, e pose il suo seggio al di sopra di quelli di tutti i prìncipi che erano con lui.
Aman viene innalzato, pur non avendo alcun merito, mentre a Mardocheo non arriva alcuna lode.
Aman è un Agaghita. Spieghiamo chi sono gli Agaghiti:
1 Samuele 15:1-3. Samuele disse a Saul: «Il SIGNORE mandò me per ungerti re del suo popolo, d’Israele; ascolta dunque quel che ti dice il SIGNORE. 2 Così parla il SIGNORE degli eserciti: "Io ricordo ciò che Amalec fece a Israele quando gli si oppose nel viaggio mentre saliva dall’Egitto. 3 Ora va’, sconfiggi Amalec, vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene; non lo risparmiare, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini"».
Dio aveva ordinato a Israele di sterminare tutti gli Amalechiti, poiché avevano pagato Balam per maledire Israele quando questo era fuggito dall’Egitto e stava per entrare nella terra promessa.
Saul non obbedisce a questo comando e risparmia ciò che di buono trova tra i beni di questo popolo, ed anche il loro re.
1 Samuele 15:7-9. Saul sconfisse gli Amalechiti da Avila fino a Sur, che sta di fronte all’Egitto; 8 prese vivo Agag, re degli Amalechiti, e votò allo sterminio tutto il popolo, passandolo a fil di spada. 9 Ma Saul e il popolo risparmiarono Agag e il meglio delle pecore, dei buoi, gli animali della seconda figliatura, gli agnelli e tutto quel che c’era di buono; non vollero votarli allo sterminio, ma votarono allo sterminio ogni cosa senza valore e inutile.
1 Samuele 15:14-15. Samuele disse: «Che cos’è dunque questo belar di pecore che mi giunge agli orecchi e questo muggire di buoi che sento?» 15 Saul rispose: «Sono bestie condotte dal paese degli Amalechiti; perché il popolo ha risparmiato il meglio delle pecore e dei buoi per farne dei sacrifici al SIGNORE, al tuo Dio; il resto, però, l’abbiamo votato allo sterminio».
Saul maschera la sua disobbedienza con una falsa spiritualità. Samuele, allora, decreta la fine del regno di Saul.
1 Samuele 15:20-24. Saul disse a Samuele: «Ma io ho ubbidito alla voce del SIGNORE, ho compiuto la missione che il SIGNORE mi aveva affidata, ho condotto qui Agag, re di Amalec, e ho votato allo sterminio gli Amalechiti;
Saul risparmia molti altri Amalechiti, dato che il popolo si ricostituisce.
21 ma il popolo ha preso, fra il bottino, delle pecore e dei buoi come primizie di ciò che doveva essere sterminato, per farne dei sacrifici al SIGNORE, al tuo Dio, a Ghilgal». 22 Samuele disse: «Il SIGNORE gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l’ubbidire alla sua voce? No, l’ubbidire è meglio del sacrificio, dare ascolto vale più che il grasso dei montoni; 23 infatti la ribellione è come il peccato della divinazione, e l’ostinatezza è come l’adorazione degli idoli e degli dèi domestici. Poiché tu hai rigettato la parola del SIGNORE, anch’egli ti rigetta come re». 24 Allora Saul disse a Samuele: «Ho peccato, perché ho trasgredito il comandamento del SIGNORE e le tue parole, perché ho temuto il popolo, e ho dato ascolto alla sua voce.
Saul vuole piacere al popolo e a tale scopo disobbedisce a Dio.
Agag è il re degli Amalechiti; egli morirà, ma il suo popolo non è stato sterminato, perciò sopravvive.
2 Samuele 1: 6-10. Dopo la morte di Saul un giovane viene da Davide.
Il giovane che gli raccontava queste cose, disse: «Mi trovavo per caso sul monte Ghilboa e vidi Saul che si appoggiava sulla sua lancia e i carri e i cavalieri stavano per raggiungerlo. 7 Egli si voltò indietro, mi vide e mi chiamò. Io risposi: "Eccomi". 8 Egli mi chiese: "Chi sei?" Gli risposi: "Sono un Amalechita". 9 Egli mi disse: "Avvicìnati a me e finiscimi, perché sono preso da vertigine, anche se sono ancora vivo". 10 Io dunque mi avvicinai e lo uccisi, perché sapevo che, una volta caduto, non avrebbe potuto vivere. Poi presi il diadema che egli aveva in capo, il braccialetto che aveva al braccio, e li ho portati qui al mio signore».
Questo ragazzo mente perché sappiamo che Saul si è ucciso, però è ironico il fatto che a tale re era stato assegnato l’incarico di uccidere gli Amalechiti e che proprio uno di essi dà la notizia della sua morte.
Aman è un Agaghita, cioè un discendente di Agag ed ancora vuole sterminare il popolo di Dio. Israele, infatti, è un popolo speciale, al quale Dio ha affiancato la Chiesa nel Suo piano salvifico.
Alcuni studiosi, però, non accettano tale tesi e ritengono improbabile che Agam discenda da un semita occidentale vissuto seicento anni prima. Un’iscrizione, infatti, rivela che Agag era anche il nome di una provincia dell’imparo persiano, perciò Aman, che era persiano, viene chiamato “Agaghita”.
Vs. 2-3. Tutti i servitori del re che stavano alla porta del re si inchinavano e si prostravano davanti ad Aman, perché così aveva ordinato il re. Ma Mardocheo non s’inchinava né si prostrava. 3 I servitori del re che stavano alla porta del re dissero a Mardocheo: «Perché trasgredisci l’ordine del re?»
Mardocheo e Ester non hanno affermato di essere Israeliti, ma lo hanno tenuto nascosto. Ai cristiani Dio dice di essere luce nel mondo, di portare la Parola e proclamarla a tutte le genti. Dobbiamo essere una testimonianza anche con la nostra vita, attraverso le azioni che svolgiamo. Se noi non proclamiamo la Parola, allora chi lo farà? In questo modo le persone andranno all’inferno per l’eternità. Non dobbiamo tenere nascosto il tesoro che abbiamo trovato, ma diffonderlo a tutti.
Aman viene elevato sopra tutti i principi del regno, come anche in
Apocalisse 13:4-9. e adorarono il dragone perché aveva dato il potere alla bestia; e adorarono la bestia dicendo: «Chi è simile alla bestia? e chi può combattere contro di lei?» 5 E le fu data una bocca che proferiva parole arroganti e bestemmie. E le fu dato potere di agire per quarantadue mesi. 6 Essa aprì la bocca per bestemmiare contro Dio, per bestemmiare il suo nome, il suo tabernacolo e quelli che abitano nel cielo. 7 Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione. 8 L’adoreranno tutti gli abitanti della terra i cui nomi non sono scritti fin dalla creazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello che è stato immolato. 9 Se uno ha orecchi, ascolti.
A volte Dio permette di regnare ai malvagi, come accadrà all’anticristo per 3 anni e mezzo; egli marchierà tutte le persone di ogni nazione.
Tutti devono rendere omaggio ad Aman, ma Mardocheo disobbedisce al comando.
Nel V.T. ci sono varie parole per indicare il gesto di inginocchiarsi, prostrarsi: alcune hanno a che fare con il rispetto (ad esempio il chinare il capo, come hanno fatto i fratelli di Giuseppe al suo cospetto quando lo incontrano la prima volta). Questa parola qui in Ester è “cara” e segna una vera adorazione ed indica l’inchinarsi. Per questi motivi Mardocheo non obbedisce, essendo un credente in Dio.
Esodo 20:4-6. Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. 5 Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, 6 e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
Non è lecito prostrarsi davanti ad un oggetto o ad una persona in segno di adorazione: è un divieto che Dio pone.
Vs. 4. Per quanto glielo ripetessero tutti i giorni, egli non dava loro ascolto. Quelli riferirono la cosa ad Aman, per vedere se Mardocheo avrebbe persistito nel dire, come aveva detto loro, che era Giudeo.
Ormai tutti sono a conoscenza del fatto che non è un pagano.
Vs. 5-6. Aman vide che Mardocheo non s’inchinava né si prostrava davanti a lui, per cui ne fu irritatissimo; 6 ma gli sembrò poca cosa mettere le mani addosso a Mardocheo soltanto, poiché gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Cercò quindi di distruggere il popolo di Mardocheo, cioè tutti i Giudei che si trovavano in tutto il regno d’Assuero.
Aman, discendente degli Amalechiti, vuole distruggere tutto il popolo di Israele, non solo Mardocheo, perché nemico di questo popolo da sempre.
Mardocheo, come noi oggi, deve essere sottomesso all’autorità dello stato, poiché posta da Dio, tranne quando tale autorità non chieda di fare cose contrarie alla Parola di Dio.
Shadrak, Meshak e Abed-Nego non si sono inchinati davanti alla statua di Nabucodonosor e sono stati condannati (Gesù li ha salvati),
Daniele è stato accusato di prostrarsi tre volte al giorno davanti a Dio in preghiera, egli ha continuato a fare ciò ed è stato gettato nella fossa del leone (Dio lo ha salvato),
in Atti 4 il Sinedrio vietò a Pietro e Giovanni di predicare, ma essi affermano che devono obbedire a Dio.
Quindi, sono previsti momenti in cui un cristiano può contravvenire alle leggi dello stato, ad esempio quando gli viene vietato di dire che l’omosessualità è un peccato; non è però possibile tacere alcune verità bibliche, perché Dio non lo consente. E’ probabile che anche qui in Europa diventerà illegale essere un credente di Dio, perché ci verrà chiesto di inchinarci, come fanno tutti; in quel momento dovremo scegliere.
Vs. 7-8. Il primo mese, cioè il mese di Nisan,
cioè in primavera.
il dodicesimo anno del re Assuero,
è il 474 a.C.
si tirò il Pur, vale a dire si tirò a sorte, in presenza di Aman,
da qui la festa di Purim, che ricorda la storia di Ester e la distruzione di colui che voleva distruggere Israele. Non è una festa biblica, ma anche gli Apostoli e Gesù l’hanno festeggiata.
E’ interessante fare un salto in avanti fino ai giorni nostri:
durante la prima guerra del Golfo, Saddam Hussein lanciò i suoi missili contro Israele, che non era neppure coinvolta nella guerra, poiché sperava di legare assieme tutti i Paesi arabi nell’odio contro tale etnia. Il risultato fu che fu firmata la resa dell’Iraq proprio il 1°giorno di Purim, la festa che celebra la distruzione di un nemico di Israele: qui è l’ironia di Dio!!!
un giorno dopo l’altro e un mese dopo l’altro, finché uscì designato il dodicesimo mese, cioè il mese di Adar. 8 E Aman disse al re Assuero: «C’è un popolo separato e disperso fra i popoli di tutte le provincie del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo, e che non osserva le leggi del re; non è quindi interesse del re tollerarlo.
Il popolo di Dio ha leggi diverse dagli altri, quindi non deve essere tollerato, ma distrutto.
Anche la Chiesa deve vivere secondo valori diversi da quelli degli altri.
Aman era molto superstizioso; la religione persiana dava molta importanza all’azione del fato. Tirando a sorte, Aman lasciò che fosse il destino a decidere il momento in cui avrebbe dovuto agire contro la nazione ebraica. Ma in quel momento Aman non comprendeva che Dio, sovrano assoluto di ogni cosa, avrebbe usato anche quell’estrazione per salvare il Suo popolo.
Vs. 9-15. Se il re è d’accordo, si faccia un decreto per distruggerlo e io metterò diecimila talenti d’argento nelle mani dei funzionari del re, perché siano portati nel tesoro reale».
10.000 talenti d’oro pesavano 375 tonnellate ed equivalevano a svariati milioni di euro: tale somma mozzafiato viene offerta da Aman pur di mettere in atto il suo piano.
10 Allora il re si tolse di mano l’anello con il sigillo, e lo diede ad Aman l’Agaghita figlio di Ammedata, e nemico dei Giudei. 11 Il re disse ad Aman: «Tieni pure il denaro e fa’ di quel popolo quello che vuoi». 12 Il tredicesimo giorno del primo mese furono chiamati i segretari del re, che scrissero, seguendo in tutto gli ordini di Aman, ai satrapi del re, ai governatori di ogni provincia e ai capi di ogni popolo, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo nella sua lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato con il sigillo reale. 13 Furono mandate delle lettere per mezzo di corrieri in tutte le provincie del re perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il tredici del dodicesimo mese, cioè il mese di Adar, e si abbandonassero al saccheggio i loro beni. 14 Queste lettere contenevano una copia del decreto che doveva essere pubblicato in ogni provincia e invitavano tutti i popoli a tenersi pronti per quel giorno. 15 I corrieri partirono in tutta fretta per ordine del re, e il decreto fu promulgato nella residenza reale di Susa; il re e Aman se ne stavano seduti a bere, ma la città di Susa era costernata.
Aman ha organizzato un olocausto ed ora sta bevendo assieme al re, compiaciuto della sua opera.
Il re, dal canto suo, era un ubriacone ed aveva poco giudizio, estremamente influenzabile.
Il decreto viene emanato e porta il sigillo reale; anche nella città di Susa c’è costernazione per un piano tanto crudele e per la sete di sangue dimostrata da Aman.
Cap. 4
Mardocheo persuade Ester a intercedere presso il re.
Vs. 1-4. Quando Mardocheo seppe tutto quello che era stato fatto, si stracciò le vesti, si coprì di un sacco, si cosparse di cenere, e uscì per la città, mandando alte e amare grida;
Mardocheo non si è inchinato davanti ad Aman, ma ora tale gesto ha provocato una reazione catastrofica; egli, quindi, è disperato e si straccia le vesti.
Certamente molto giudei credenti avranno pregato con fervore, anche se il libro di Ester non ne fa cenno. Intanto Dio stava lavorando dietro le quinte per salvare il suo popolo.
2 e giunse fin davanti alla porta del re, poiché a nessuno che fosse coperto di sacco era permesso di passare per la porta del re. 3 In ogni provincia, dovunque giungevano l’ordine del re e il suo decreto, ci fu grande angoscia tra i Giudei: digiunavano, piangevano, si lamentavano, e a molti facevano da letto il sacco e la cenere. 4 Le ancelle di Ester e i suoi eunuchi vennero a riferirle questa notizia. La regina ne fu molto angosciata e mandò delle vesti a Mardocheo, perché se le mettesse e si levasse di dosso il sacco; ma egli non le accettò.
In questo libro non viene mai nominato Dio, ma l’uso del sacco e del digiuno sono un esplicito segno del gridare a Dio. Nel V.T. molte volte il popolo si è vestito di sacco ed ha cosparso il capo di cenere; essi hanno un significato preciso:
Giona 3: 5-10. I Niniviti credettero a Dio, proclamarono un digiuno, e si vestirono di sacchi, tutti, dal più grande al più piccolo. 6 E poiché la notizia era giunta al re di Ninive, questi si alzò dal trono, si tolse il mantello di dosso, si coprì di sacco e si mise seduto sulla cenere. 7 Poi, per decreto del re e dei suoi grandi, fu reso noto in Ninive un ordine di questo tipo: «Uomini e animali, armenti e greggi, non assaggino nulla; non vadano al pascolo e non bevano acqua; 8 uomini e animali si coprano di sacco e gridino a Dio con forza; ognuno si converta dalla sua malvagità e dalla violenza compiuta dalle sue mani. 9 Forse Dio si ricrederà, si pentirà e spegnerà la sua ira ardente, così che noi non periamo». 10 Dio vide ciò che facevano, vide che si convertivano dalla loro malvagità, e si pentì del male che aveva minacciato di far loro; e non lo fece.
Giona va a predicare il ravvedimento la al popolo di Ninive; il sacco e la cenere sono sempre un segno di pentimento verso Dio, un umiliarsi, chiedere perdono ed invocare il Suo aiuto.
Vs. 5-11. Allora Ester chiamò Atac, uno degli eunuchi che il re aveva messo al servizio di lei, e gli ordinò di andare da Mardocheo per domandargli che cosa questo significasse, e perché agisse così. 6 Atac si recò da Mardocheo sulla piazza della città, davanti alla porta del re. 7 Mardocheo gli narrò tutto quello che gli era avvenuto e gli indicò la somma di denaro che Aman aveva promesso di versare al tesoro reale per far distruggere i Giudei; 8 gli diede anche una copia del testo del decreto che era stato promulgato a Susa per il loro sterminio, affinché lo mostrasse a Ester, la informasse di tutto, e le ordinasse di presentarsi al re per domandargli grazia e per intercedere in favore del suo popolo. 9 Atac tornò da Ester e le riferì le parole di Mardocheo. 10 Allora Ester ordinò ad Atac di andare da Mardocheo e di dirgli: 11 «Tutti i servitori del re e il popolo delle sue provincie sanno che se qualcuno, uomo o donna che sia, entra dal re nel cortile interno, senza essere stato chiamato, per una legge che è uguale per tutti, deve essere messo a morte, a meno che il re non stenda verso di lui il suo scettro d’oro; nel qual caso, ha salva la vita. E io sono già trenta giorni che non sono stata chiamata per andare dal re».
Mardocheo chiede ad Atac di riferire ad Ester circa la situazione disperata nella quale versa il popolo di Israele, ma lei non vuole andare a parlarne con il re perché una legge glielo vieta e lei teme per la sua vita.
Mardocheo ha preso una posizione per Dio, ma ora tocca ed Ester: può tacere e fare finta che tutto vada bene, oppure rischiare la morte per dare testimonianza della sua fede.
Vs. 12-14. Le parole di Ester furono riferite a Mardocheo. 13 E Mardocheo fece dare a Ester questa risposta: «Non metterti in mente che tu sola scamperai fra tutti i Giudei perché sei nella casa del re. 14 Infatti se oggi tu taci, soccorso e liberazione sorgeranno per i Giudei da qualche altra parte;
Dio opererà in qualche modo, ma lei, che si è rifiutata di aiutare il suo popolo, se non prenderà una posizione, allora perderà la benedizione; oggi per gli Ebrei Ester è come un salvatore perché ha deciso di essere una serva nell’opera di Dio.
ma tu e la casa di tuo padre perirete;
Gesù ha detto: “Chi vuole salvare la sua vita la perderà, ma chi darà la sua vita per il mio regno, avrà la vita eterna”: anche noi dobbiamo scegliere se tacere o se dare testimonianza della fede in Dio. Ci vergogniamo di Gesù? Lui non si è vergognato di chiamarci fratelli e amici. Sappiamo in chi abbiamo creduto? In colui che compirà ogni cosa nella nostra vita.
e chi sa se non sei diventata regina appunto per un tempo come questo?»
Fra migliaia di belle ragazze è stata scelta proprio lei perché Dio conosceva il futuro della storia e voleva servirsi proprio di lei, una donna giudea, quale salvatrice del suo popolo.
Qui è il mistero del libero arbitrio, perché Ester e Mardocheo compiono delle scelte, ma l’opera di Dio andrà avanti comunque, con o senza di loro. Inoltre è evidente come protegge i suoi figli, manovrando i fatti a loro favore. Umanamente parlando, né Ester né Mardocheo possono in alcun modo agire in difesa dei Giudei; non hanno alcun potere; Ester non può neppure permettersi di presentarsi davanti al re, pena la sua morte, ma attendere di essere convocata da Lui.
Vs. 15-17. Allora Ester ordinò che si rispondesse a Mardocheo: 16 «Va’, raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa, e digiunate per me, state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno. Anch’io con le mie ancelle digiunerò allo stesso modo; e dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia contro la legge; e se io debbo perire, che io perisca!» 17 Mardocheo se ne andò, e fece tutto quello che Ester gli aveva ordinato.
Ester non nomina Dio, né la preghiera, né la ricerca della presenza di Dio, ma parla del digiuno, che per il suo popolo era il modo privilegiato per cercare umilmente Dio.
Salmi 35:13. Eppure, io, quand’erano malati, vestivo il cilicio, affliggevo l’anima mia con il digiuno, e pregavo con il capo chino sul petto.
Gioele 2: 12-14. «Nondimeno, anche adesso», dice il SIGNORE, «tornate a me con tutto il vostro cuore, con digiuni, con pianti e con lamenti!» 13 Stracciatevi il cuore, non le vesti; tornate al SIGNORE, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira e pieno di bontà, e si pente del male che manda. 14 Può darsi che egli torni e si penta, e lasci dietro a sé una benedizione: un’offerta e una libazione per il SIGNORE, vostro Dio.
Nel V.T. il digiuno era sempre legato all’umiliarsi davanti a Dio, supplicando il suo soccorso.
Ester e Mardoccheo per tre giorni digiunano, al fine di cercare il volere di Dio e supplicarne un intervento soprannaturale.
Il Signore appare a Salomone quando era intento nella costruzione del Tempio:
2 Cronache 7: 12-14. Poi il SIGNORE apparve di notte a Salomone, e gli disse: «Ho esaudito la tua preghiera, e mi sono scelto questo luogo come casa dei sacrifici. 13 Quando chiuderò il cielo in modo che non ci sarà più pioggia, quando ordinerò alle locuste di divorare il paese, quando manderò la peste in mezzo al mio popolo, 14 se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese.
Dio vuole principalmente operare nella vita del suo popolo, al quale chiede di cambiare vita. Esistono elementi della vita, infatti, che non costituiscono un peccato in sé, ma che possono diventare degli idoli nella vita della singola persona, se posti al primo
posto nella vita di una persona.