Ester 1-2

Ester 1-3;1
Craig Quam

INTRODUZIONE

Il libro di Ester è molto particolare, poiché è l’unico che non nomina mai il nome del Signore, almeno apparentemente. Non viene mai nominata la preghiera, né contiene alcuna profezia, eppure è ricchissimo di verità spirituali.

Martin Lutero voleva escludere tale libro dal Canone delle Sacre Scritture , proprio perché non contiene alcun riferimento a Dio. Al contrario, il testo ebraico contiene numerosi messaggi nascosti, in codice, che vengono alla luce analizzando la sequenza delle lettere o delle frasi. Numerosi sono gli acrostici all’interno di tale libro (un acrostico è una frase formata dalle prime lettere di ogni frase o di ogni capoverso posta in un determinato libro) e varie volte riportano il nome di Dio, scritto con le consonanti JHWH, come d’uso presso gli Ebrei. Noi, infatti, non conosciamo realmente il nome di Dio, poiché esso era impronunciabile per il popolo eletto e riprodotto con le sole consonanti.

4 volte all’interno del libro vengono trovati degli acrostici che riportano il nome di Dio:

Ester 7:5.  in ebraico è riportata la frase “Io sono Colui che sono” in acrostico.

Il libro di Ester, poi, contiene il nome di Dio scritto con le lettere sequenziali (si parte da una lettera e si conta sempre lo stesso numero, trascrivendo le lettere che si vanno a toccare). Così, in Ester 1:3. si ottiene il nome “Meshiak” contando ogni 8 lettere. 

Allo stesso modo, in Ester 4:17. abbiamo “Jeshua” e in Ester 4:2. vi è “El Shaddaj”, il “Dio Onnipotente”.

Le lettere dell’alfabeto ebraico hanno anche un valore numerico. 

In Ester 7:6. Ester rispose: «L’avversario, il nemico, è quel malvagio di Aman»: se si somma il valore numerico delle lettere che compongono tale frase viene il numero 666 e Aman è la figura dell’Anticristo.

Tutto il libro di Ester narra la storia di un uomo che cerca di ferire il popolo di Dio, odiato dal nemico fin dall’inizio, poiché usato da Dio quale mezzo di conversione per l’umanità e come casa per il Messia. L’Eterno è colui che ha cura dei suoi figli e, anche se non viene mai nominato, la Sua presenza è marcata in tutto il libro; si serve di Ester e di Mardocheo, ponendoli tra il popolo nel momento più opportuno.

Contesto storico:

Siamo durante il libro di Esdra. Geremia, il profeta, aveva predetto l’invasione da parte dei Persiani e la deportazione degli Ebrei per 70 a Babilonia come schiavi. In quel periodo visse Daniele, che fu schiavo in Babilonia; poi il nonno di Assuero, che diventerà marito di Ester, ossia Ciro, diede agli schiavi il permesso di tornare in Palestina per ricostruire il Tempio (primo gruppo).

Successore di Ciro è Dario. Al tempo del governo di tale Imperatore, Ester torna in Palestina(secondo gruppo) con suo cugino Mardocheo. Gli eventi narrati nel libro hanno luogo tra il 539 e il 331 a.C.

Neemia tornerà con il terzo gruppo.

Dopo Dario regna Assuero o Serse (485-465 a.C.), un regnante forte ed efficiente.

La narrazione del libro di Ester coprono un arco di tempo di 10 anni, dal 483 (III anno di Serse) e il 473 a.C. (fine del 12° anno di Serse).

Cap. 1

Vs. 1-6. Al tempo di Assuero, 

Il re Serse viene sempre chiamato Assuero in tutto il libro di Ester. Regnò sull’impero persiano per 21 anni, dal 485 al 465 a. C., ed il suo impero era molto vasto.

Giuda era una delle province governare da Assuero.

L’India corrisponde all’odierno Pakistan Occidentale.

“Cush” era un termine per definire la regione dell’Alto Nilo e comprendeva l’Egitto meridionale, il Sudan e l’Etiopia settentrionale.

di quell’Assuero che regnava dall’India fino all’Etiopia su centoventisette provincie, 2  in quel tempo, dico, mentre il re Assuero, che sedeva sul trono del suo regno a Susa, la residenza reale, 

Il re Assuero possedeva un magnifico palazzo a Persepoli, una delle maggiori città dell’impero persiano, oltre alla residenza di Susa. Un’iscrizione risalente ai tempi del figlio di tale re, Artaserse, afferma che il palazzo fu distrutto da un incendio. Anche degli scavi compiuti a Susa confermano l’esistenza di questo palazzo.

3  nel terzo anno del suo regno, fece un convito per tutti i suoi prìncipi e i suoi servi. Riunì l’esercito di Persia e di Media, i nobili e i governatori delle provincie 4  e per molti giorni, per centottanta giorni, mostrò le ricchezze e la gloria del suo regno e il fasto magnifico della sua grandezza. 

Probabilmente questo banchetto rappresentava il modo per festeggiare il progetto di invadere la Grecia; secondo Erodoto, a Serse servirono 4 anni per prepararsi a compiere tale azione militare, che poi ebbe luogo nel 481 a.C. Serse voleva vendicare la sconfitta subita da suo padre a Maratona, presso Atene: l’esercito di Serse sconfisse i Greci alle Termophili, ma poi fu battuto a Salamina, nel 480 a.C. e anche a Platea, nel 479 a.C. Allora Serse si ritirò.

Ester in quell’anno conquistò il suo favore.

5  Quando questi giorni furono trascorsi, il re fece un altro convito di sette giorni, nel cortile del giardino della reggia, per tutti quelli, dal più grande al più piccolo, che si trovavano a Susa, residenza reale. 

Assuero organizza un banchetto, che dura sei mesi, in un ambiente lussuoso, di seguito descritto:

Vs. 6- 7.  Arazzi di cotone finissimo, bianchi e viola, stavano sospesi, mediante cordoni di bisso e di porpora, ad anelli d’argento e a colonne di marmo. C’erano divani d’oro e d’argento sopra un pavimento di porfido, di marmo bianco, di madreperla e di pietre nere. 7  Si offriva da bere in vasi d’oro di svariate forme, e il vino alla corte era abbondante, grazie alla liberalità del re. 

I bicchieri erano d’oro, diversi l’uno dall’altro.

Vs. 8-11.  Per ordine del re nessuno doveva essere forzato a bere; infatti il re aveva ordinato a tutti i nobili della sua casa di lasciar fare a ciascuno secondo la propria volontà. 9  Anche la regina Vasti fece un convito per le donne nella reggia del re Assuero. 10  Il settimo giorno, il re, che aveva il cuore reso allegro dal vino, 

Il re è ubriaco, dopo aver bevuto per 7 giorni.

ordinò a Meuman, a Bizta, a Carbona, a Bigta, ad Abagta, a Zetar e a Carcas, i sette eunuchi che servivano in presenza del re Assuero, 11  che conducessero davanti a lui la regina Vasti con la corona reale, per far vedere al popolo e ai nobili la sua bellezza; perché era bella d’aspetto. 

A quel tempo le donne erano proprietà del marito, perciò Assuero vuole mostrare la sua a tutti gli invitati. 

 

Vs. 12-17.   Ma quando gli eunuchi riferirono l’ordine del re alla regina Vasti, lei rifiutò di venire. 

La festa, infatti, si era tramutata in un convito di ubriaconi e la regina non vuole intervenirvi.

Il re ne fu irritatissimo, e l’ira divampò in lui. 

Il re era abituato ad ottenere qualsiasi cosa desiderasse.

13  Allora il re interrogò i saggi che avevano la conoscenza dei tempi, poiché gli affari del re si trattavano così in presenza di quanti conoscevano la legge e il diritto. 

Lo scrittore Erodoto conferma che l’utilizzo dei saggi era tipico delle corti di quel tempo e che ricoprivano un ruolo importante (pensiamo al ruolo di Daniele).

14  I più vicini a lui erano Carsena, Setar, Admata, Tarsis, Meres, Marsena e Memucan, sette prìncipi di Persia e di Media che vedevano la faccia del re e occupavano i primi posti nel regno. 15  Il re chiese: «In base alla legge, che cosa si deve fare alla regina Vasti che non ha voluto eseguire l’ordine datole dal re Assuero per mezzo degli eunuchi?» 16  Memucan rispose in presenza del re e dei prìncipi: «La regina Vasti ha mancato non solo verso il re, ma anche verso tutti i prìncipi e tutti i popoli che sono in tutte le provincie del re Assuero. 17  Infatti quello che la regina ha fatto lo verranno a sapere tutte le donne e ciò le spingerà a disprezzare i loro mariti; poiché esse diranno: "Il re Assuero aveva ordinato che si conducesse in sua presenza la regina Vasti, ma lei non è andata". 

Mamucan spinge fortemente il Re ad essere severo con sua moglie, affinchè l’esempio di lei non venga seguito da altre donne.

Vs. 18-22. Da ora in avanti le principesse di Persia e di Media, che avranno udito il fatto della regina, ne parleranno a tutti i prìncipi del re e ne risulteranno grande disprezzo e molto sdegno. 19  Se il re è d’accordo, emani un decreto reale, lo faccia iscrivere tra le leggi di Persia e di Media in modo che sia irrevocabile, per il quale Vasti non possa più comparire in presenza del re Assuero, e il re conferisca la dignità reale a una sua compagna migliore di lei. 20  Quando il decreto emanato dal re sarà conosciuto nell’intero suo regno che è vasto, tutte le donne renderanno onore ai loro mariti, dal più grande al più piccolo». 21  La cosa piacque al re e ai prìncipi, e il re fece come aveva detto Memucan. 22  Così mandò lettere a tutte le provincie del regno, a ogni provincia secondo il suo modo di scrivere e a ogni popolo secondo la sua lingua, perché ogni uomo fosse padrone in casa sua e potesse parlare secondo il modo di esprimersi del suo popolo. 

Al Re viene chiesto di scegliere un’altra moglie, ripudiando Vasti.

Il regno di Assuero era vastissimo; dal nord Africa fono in India, quindi formato da numerosi popoli, etnie e lingue.


Cap. 2  

Vs. 1. Dopo queste cose, quando l’ira del re fu calmata, egli si ricordò di Vasti, di ciò che lei aveva fatto e di quanto era stato deciso a suo riguardo. 

Assuero tempo dopo comprende che il suo agire è stato impulsivo e poco saggio; in tutto il libro, infatti, appare evidente come egli sia facilmente influenzabile dai suoi consiglieri. Egli aveva molte concubine, ma non una moglie, una compagna di vita e di ciò soffriva. I suoi consiglieri non desideravano il ritorno della precedente sovrana, certi della vendetta di lei nei loro confronti.

Vs. 2-5.  Quelli che stavano al servizio del re dissero: «Si cerchino per il re delle ragazze vergini e di bell’aspetto; 3  il re stabilisca in tutte le provincie del suo regno dei commissari; questi radunino tutte le ragazze vergini e belle alla residenza reale di Susa, negli appartamenti delle donne, sotto la sorveglianza di Egai, eunuco del re, guardiano delle donne, che darà loro i cosmetici di cui necessitano; 4  e la giovane che piacerà al re diventi regina al posto di Vasti». La cosa piacque al re, e così si fece. 5  Nella residenza reale di Susa c’era un Giudeo di nome Mardocheo, figlio di Iair, figlio di Simei, figlio di Chis, un Beniaminita, 

Molte belle ragazze vengono radunate affinchè il Re scelga la sua sposa e poste assieme per un periodo di purificazione.

Ora vediamo come Ester, un’ebrea, viene  collocata in una posizione che le permetterà di aiutare la nazione di Israele.

Mardocheo e Ester sono della tribù di Beniamino.

Mardocheo è un nome babilonese, che deriva dal dio Marduc.

Vs. 6.  che era stato condotto via da Gerusalemme tra gli schiavi deportati con Ieconia, re di Giuda, da Nabucodonosor, re di Babilonia. 

Ciò è accaduto al termine delle profezie di Geremia.

Vs. 7.  Egli aveva allevato la figlia di suo zio, Adassa, (è il nome ebraico di Ester e significa “pianta del mirtillo”)

  • cioè Ester, (questo è il suo nome persiamo e significa “stella”)

che non aveva né padre né madre. La ragazza era avvenente e bella; e alla morte del padre e della madre, Mardocheo l’aveva adottata come figlia. 

Mardocheo e Ester erano cugini e Mardocheo era molto più anziano di Ester. Probabilmente i genitori della ragazza sono morti nel periodo dell’invasione di Babilonia.

Vs. 8.  Quando l’ordine del re e il suo decreto furono divulgati, e un gran numero di ragazze furono accolte nella residenza reale di Susa sotto la sorveglianza di Egai, anche Ester fu condotta nella casa del re, sotto la sorveglianza di Egai, guardiano delle donne. 

Le ragazze venivano prese con la forza, non per loro volontà. Tuttavia vediamo che tale fatto era voluto da Dio, che ha un piano per ogni figlio suo.

Vs. 9.  La ragazza piacque a Egai, e trovò grazia davanti a lui. Egli si affrettò a fornirle i cosmetici di cui lei necessitava e il vitto; le diede sette ancelle scelte nel palazzo del re, e assegnò a lei e alle sue ancelle la casa migliore fra quelle riservate alle donne. 

Come fu per Giuseppe, anche in questo caso Dio dà favore ad Ester agli occhi dell’eunuco Egai.

Vs. 10.  Ester non aveva detto nulla né del suo popolo né dei suoi parenti, perché Mardocheo le aveva proibito di parlarne. 

Sia Mardocheo che Ester hanno tenuto nascosto di non essere persiani e di una fede diversa da quella di tale popolo. Dio li protegge, nonostante essi non vivano secondo la legge data a Mosè. Infatti, Ester non avrebbo dovuto sposare un pagano, né avere rapporti sessuali con un uomo che non era suo marito. Il suo comportamento contrasta con quello di Daniele, che non mangiò alla tavola del re, perché gli venivano proposti cibi ritenuti impuri e vietati per gli Ebrei.

Vs. 11-12.  Mardocheo tutti i giorni passeggiava davanti al cortile della casa delle donne per sapere se Ester stava bene e come la trattavano. 12  Quando veniva il turno per una ragazza di andare dal re Assuero, alla fine dei dodici mesi prescritti alle donne per i loro preparativi, perché il tempo dei loro preparativi durava sei mesi per profumarsi con olio di mirra e sei mesi con aromi e altri cosmetici usati dalle donne, la giovane andava dal re, 

Ester si prepara per 12 mesi per incontrare il re.

Vs. 13-16.  e le si permetteva di portare con sé, dalla casa delle donne al palazzo del re, tutto quello che chiedeva. 14  Ci andava la sera, e la mattina dopo passava nella seconda casa delle donne, sotto la sorveglianza di Saasgaz, eunuco del re, guardiano delle concubine. Lei non tornava più dal re, a meno che il re la desiderasse e la facesse chiamare personalmente. 15  Quando venne il turno di Ester-la figlia di Abiail, zio di Mardocheo che l’aveva adottata come figlia di andare dal re, lei non domandò altro che quello che le fu indicato da Egai, eunuco del re, guardiano delle donne. Ester si guadagnava il favore di tutti quelli che la vedevano. 16  Ester fu dunque condotta in presenza del re Assuero nella reggia il decimo mese, che è il mese di Tebet, il settimo anno del regno di lui. 

Nel versetto 1 è detto che eravamo al terzo anno del suo regno, ora siamo al settimo, perciò sono passati 4 anni.

Vs. 17-22.  Il re amò Ester più di tutte le altre donne, e lei trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le altre vergini. Egli le pose in testa la corona reale e la fece regina al posto di Vasti. 18  Poi, per tutti i suoi prìncipi e i suoi servitori, il re fece un gran convito in onore di Ester; concesse uno sgravio alle provincie, e fece doni con munificenza regale. 19  La seconda volta che si radunavano delle vergini, Mardocheo stava seduto alla porta del re. 20  Ester, secondo l’ordine che Mardocheo le aveva dato, non aveva detto nulla dei suoi parenti né del suo popolo; perché faceva quanto Mardocheo le diceva come quand’era sotto la tutela di lui. 21  In quei giorni, mentre Mardocheo stava seduto alla porta del re, Bigtan e Teres, due eunuchi del re, di quelli che stavano di guardia all’ingresso,   irritatisi contro il re Assuero, cercarono di attentare alla sua vita. 22  Mardocheo scoprì la cosa, e ne informò la regina Ester, che a sua volta ne parlò al re in nome di Mardocheo. 

Mardocheo e Ester sono credenti, quindi nel palmo della mano di Dio; perciò il Padre permette a lui di essere al posto giusto nel momento giusto e di ascoltare quanto veniva tramato contro il Re.

Vs. 23.   Dopo che furono svolte indagini e verificato il fatto, i due eunuchi furono impiccati a una forca; e il fatto fu registrato nel libro delle Cronache, in presenza del re.

In questo momento il Re non fa nulla a favore di Mardocheo, ma non dimenticherà in futuro tale gesto. In Galati è scritto che ciò che seminiamo un giorno sarà da noi raccolto. Quindi, anche quando evangelizziamo, noi gettiamo il seme e poi non sappiamo se esso produrrà frutto.

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Ester 3-4