Esdra 5-6

Esdra 5-6
Craig Quam

Cap. 5

La costruzione del Tempio ripresa

Il Tempio di Dio non viene più costruito per molti anni (dal 535 al 520 a.C.) poiché i lavori sono stati bloccati; ma qui vediamo come Dio sta per ribaltare la situazione perché il Tempio verrà ricostruito ed in esso entrerà il Messia. 

Cosa è successo in questi 16 anni?

Gli esuli hanno ricostruito l’altare, al seguito di Zorobabel e Jesua, hanno posto le fondamenta del Tempio, poi tutto viene bloccato.

Che cosa è accaduto allora lo si trova in Aggeo 1, il quale colma il vuoto di informazioni a riguardo.

Vs. 1.  I profeti Aggeo e Zaccaria, figlio di Iddo, profetizzarono nel nome del Dio d’Israele ai Giudei che erano in Giuda e a Gerusalemme.

Aggeo e Zaccaria sono contemporanei di Zorobabel, di Esdra e di Neemia; Esdra e Neemia erano i governatori, mentre Zorobabel era un sacerdote; Aggeo e Zaccaria erano profeti, i predicatori, i pastori che proclamavano la Parola di Dio.

Aggeo profetizzò da agosto a dicembre del 520 a.C., mentre Zaccaria profetizzò per due anni, a partire da ottobre-novembre 520.

Essi esortavano ed incoraggiavano gli Israeliti affinché riprendessero la ricostruzione del Tempio.

Aggeo 1 ci parla di cosa accadde nel secondo anno del Re Dario:

Aggeo 1:1-13.  Il secondo anno del re Dario, il primo giorno del sesto mese, la parola del SIGNORE fu rivolta, per mezzo del profeta Aggeo, a Zorobabel, figlio di Sealtiel, governatore di Giuda, e a Giosuè, figlio di Iosadac, sommo sacerdote, in questi termini: 2  Così parla il SIGNORE degli eserciti: «Questo popolo dice: "Non è ancora venuto il tempo in cui si deve ricostruire la casa del SIGNORE"». 3  Per questo la parola del SIGNORE fu rivolta loro per mezzo del profeta Aggeo, in questi termini: 4  «Vi sembra questo il momento di abitare nelle vostre case ben rivestite di legno, mentre questo tempio è in rovina?» 5  Ora così parla il SIGNORE degli eserciti: «Riflettete bene sulla vostra condotta! 

In questi versetti scopriamo che l’interruzione della costruzione del Tempio è dovuta alla pigrizia degli Ebrei, intenti all’edificazione delle proprie case ed all’abbellimento delle stesse ed incuranti delle cose del Signore. E’ vero che 16 anni prima era stato emesso un editto da parte del re, ma gli Israeliti non hanno neppure provato a ribaltare la situazione; infatti Esdra 5 dimostrerà che sarebbe stato sufficiente inviare una lettera al re Dario e spiegare a lui la situazione e tutto sarebbe andato a posto. Scopriamo, inoltre, che in 16 anni però gli Israeliti si sono occupati di edificare per se stessi delle case molto belle, basate su aspetti materialistici. L’opera di Dio è stata abbandonata, dimenticata e la priorità è stata data alle cose materiali. 

Aggeo per ben due volte dice di considerare bene il nostro comportamento e questo è un messaggio rivolto a tutti noi.

Ora fa un resoconto di come si svolge la vita per il popolo di Dio:

6  Avete seminato molto e avete raccolto poco; voi mangiate, ma senza saziarvi; bevete, ma senza soddisfare la vostra sete; vi vestite, ma non c’è chi si riscaldi; chi guadagna un salario mette il suo salario in una borsa bucata». 7  Così parla il SIGNORE degli eserciti: «Riflettete bene sulla vostra condotta! 8  Salite nella regione montuosa, portate del legname e ricostruite la casa: io me ne compiacerò e sarò glorificato», dice il SIGNORE. 

Il tempio doveva essere ricostruito perché doveva entrarvi il Messia, il Re di Gloria, colui che doveva riscattare la razza umana.

Dio esorta il popolo ad agire, a destarsi dal torpore.

9  «Voi vi aspettavate molto ed ecco c’è poco; ciò che avete portato in casa, io l’ho soffiato via. Perché?» dice il SIGNORE degli eserciti. «A motivo della mia casa che è in rovina, mentre ognuno di voi si dà premura solo per la propria casa. 10  Perciò il cielo, sopra di voi, è rimasto chiuso; non c’è stata rugiada e la terra ha trattenuto il suo prodotto. 11  Io ho chiamato la siccità sul paese, sui monti, sul grano, sul vino, sull’olio, su tutto ciò che il suolo produce, sugli uomini, sul bestiame e su tutto il lavoro delle mani». 

Anche la recessione attuale può essere imputabile ai potenti della terra, ma in realtà sopra a tutti gli eventi storici c’è un Dio potente che desidera scuotere le coscienze umane e versare il giudizio sull’immoralità occidentale, che corre dietro al vento (sensualità, soldi, potere). Dio maledice le opere umane per riportarci a sé, svegliarci e farci realizzare che tutte le opere di questo mondo sono temporanee e fallaci; è la stessa cosa di edificare la propria casa sulla sabbia. La tempesta colpisce il giusto e l’ingiusto, ma colui che ha delle fondamenta stabili la sopporterà molto meglio di colui che ha basato la sua vita sulle cose effimere.

Il profeta Aggeo ha il compito di richiamare il popolo di Dio alla considerazione delle priorità che ha posto davanti a sé; prima viene l’opera di Dio, poi tutte le altre cose.

12  Allora Zorobabel, figlio di Sealtiel, e Giosuè, figlio di Iosadac, il sommo sacerdote, e tutto il resto del popolo, ascoltarono la voce del SIGNORE, loro Dio, e le parole del profeta Aggeo che portavano il messaggio che il SIGNORE, loro Dio, gli aveva affidato. Il popolo ebbe timore del SIGNORE. 13  Aggeo, inviato dal SIGNORE, trasmise al popolo questo messaggio del SIGNORE: «Io sono con voi», dice il SIGNORE. 

Il popolo ascolta Aggeo e riprende la costruzione del Tempio e lo troviamo in Esdra:

Vs. 2-3.  Allora Zorobabel, figlio di Sealtiel, e Iesua, figlio di Iosadac, andarono a riprendere la costruzione della casa di Dio a Gerusalemme; e con loro erano i profeti di Dio, che li assistevano. 3  In quel medesimo tempo giunsero da loro Tattenai, governatore d’oltre il fiume, Setar-Boznai e i loro colleghi, e parlarono così: «Chi vi ha dato l’ordine di costruire questa casa e di rialzare queste mura?» 

Cominciano a costruire prima di avere il permesso del re.

Vs. 4-5.  Poi aggiunsero: «Quali sono i nomi degli uomini che costruiscono quest’edificio?» 5  Ma l’occhio del loro Dio vegliava sugli anziani di Giuda, e quelli non li obbligarono a sospendere i lavori, finché la cosa non fosse stata sottoposta a Dario, e da lui fosse giunta una risposta in proposito. 

Ora viene riportata la lettera scritta al re, nella quale gli Israeliti  affermano che l’ordine lo ebbero dal Re Ciro molti anni prima.

La lettera di Tattenai a Dario

Vs. 6-17.  Copia della lettera mandata al re Dario da Tattenai, governatore d’oltre il fiume, da Setar-Boznai, e dai suoi colleghi, gli Afarsachiti, che risiedevano oltre il fiume. 7  Gli mandarono un rapporto così formulato: Al re Dario, perfetta salute! 8  Sappia il re che noi siamo andati nella provincia di Giuda, alla casa del gran Dio. Essa viene costruita con blocchi di pietra e nelle pareti si inserisce del legname; l’opera viene fatta con cura e progredisce nelle loro mani. 9  Noi abbiamo interrogato quegli anziani, e abbiamo detto loro: «Chi vi ha dato l’ordine di costruire questa casa e di rialzare queste mura?» 10  Abbiamo anche domandato i loro nomi perché tu ne prenda nota, e abbiamo scritto i nomi dei loro capi. 11  Questa è la risposta che ci hanno data: «Noi siamo i servi del Dio del cieloe della terra, e ricostruiamo la casa che era stata già costruita molti anni fa: un gran re d’Israele l’aveva costruita e portata a termine. 12  Ma poiché i nostri padri provocarono l’ira del Dio del cielo, Dio li abbandonò nelle mani di Nabucodonosor, il Caldeo, re di Babilonia, il quale distrusse questa casa, e deportò la popolazione a Babilonia. 13  Ma Ciro, re di Babilonia, nel suo primo anno di regno, diede ordine che questa casa di Dio fosse ricostruita. 14  Inoltre il re Ciro prelevò dal tempio di Babilonia gli utensili d’oro e d’argento della casa di Dio, che Nabucodonosor aveva portati via dal tempio di Gerusalemme e trasportati nel tempio di Babilonia; li fece consegnare a uno chiamato Sesbasar, che egli aveva fatto governatore, e gli disse: 15  "Prendi questi utensili, riportali nel tempio di Gerusalemme, e la casa di Dio sia ricostruita dov’era prima". 16  Allora lo stesso Sesbasar venne e pose le fondamenta della casa di Dio a Gerusalemme. La costruzione è andata avanti da quel tempo fino a oggi, ma non è ancora conclusa». 17  Dunque, se così piace al re, si facciano delle ricerche nella casa dei tesori del re a Babilonia, per verificare se vi sia stato un ordine dato dal re Ciro per la costruzione di questo tempio di Dio a Gerusalemme; e il re ci comunichi la sua volontà a questo riguardo.

Cap. 6.

Qui è la risposta del Re Dario che, dopo aver dato ordine di ricercare l’editto di Ciro negli archivi, acconsente all’edificazione del Tempio.

Editto di Dario

Vs. 1-5.  Allora il re Dario ordinò che si facessero delle ricerche negli archivi, dove erano conservati i tesori a Babilonia. 2  Nel castello di Ameta, situato nella provincia di Media, si trovò un rotolo, nel quale stava scritto così: 

La ricerca viene fatta a 450 Km di distanza, in un luogo pieno di rotoli: era una ricerca lunga e difficile.

L’editto viene trovato:

3  Memoria. -Il primo anno del re Ciro, il re Ciro ha pubblicato questo editto, concernente la casa di Dio a Gerusalemme: La casa sia ricostruita per essere un luogo dove si offrono sacrifici; le fondamenta che verranno poste, siano solide; abbia sessanta cubiti d’altezza, sessanta cubiti di larghezza, 4  tre ordini di blocchi di pietra e un ordine di travatura nuova; la spesa sia pagata dalla casa reale; 5  inoltre, gli utensili d’oro e d’argento della casa di Dio, che Nabucodonosor aveva tolti dal tempio di Gerusalemme e trasportati a Babilonia, siano restituiti e riportati al tempio di Gerusalemme, nel luogo dov’erano prima, e riposti nella casa di Dio—. 

Questo era l’editto di Ciro.

Ora il re Dario imporrà tre ordini:

  1. Lasciare che i Giudei costruiscano tranquillamente il Tempio di Dio.

  2. Il progetto viene finanziato con i soldi provenienti dai tributi; ai Giudei vengono forniti animali per i sacrifici ed alimenti per le offerte, cioè tutto ciò che i Sacerdoti indicano come necessario. Tali richieste vengono rivolte a quelle persone che hanno in odio il popolo di Dio e che vorrebbero distruggerlo. Il Re desidera che i credenti preghino per lui e per la sua famiglia.

  3. Chi avrebbe disobbedito avrebbe fatto una fine tremenda: sarebbe stato inchiodato ad una trave della sua casa e quest’ultima doveva essere distrutta. 

Vs. 6-12.  Tu dunque, Tattenai, governatore d’oltre il fiume, tu, Setar-Boznai, e voi, loro colleghi d’Afarsac, che state di là dal fiume, statevene lontani da quel luogo! 7  Lasciate continuare i lavori di quella casa di Dio. Il governatore dei Giudei e gli anziani dei Giudei ricostruiscano quella casa di Dio dov’era prima. 8  Io ho dato ordine su come dovrete comportarvi verso quegli anziani dei Giudei nella ricostruzione di quella casa di Dio: le spese siano puntualmente pagate a quegli uomini attingendo dalle entrate del re provenienti dai tributi d’oltre il fiume, in modo da non interrompere i lavori. 9  Le cose necessarie per gli olocausti al Dio dei cieli: vitelli, montoni, agnelli, frumento, sale, vino e olio, siano fornite ai sacerdoti di Gerusalemme su loro richiesta, giorno per giorno e senza negligenza, 10  affinché offrano sacrifici di odor soave al Dio del cielo, e preghino per la vita del re e dei suoi figli. 11  E io ho dato anche quest’ordine: Se qualcuno contravverrà a questo decreto, si prenda dalla sua casa una trave, la si rizzi, vi sia inchiodato sopra, e la sua casa, per questo motivo, sia ridotta a letamaio. 12  Il Dio che ha fatto di quel luogo la dimora del suo nome, distrugga ogni re ed ogni popolo che alzi la mano per trasgredire la mia parola, per distruggere la casa di Dio che si trova a Gerusalemme! Io, Dario, ho emanato questo decreto, ed esso sia eseguito con diligenza. 

La situazione del popolo di Israele è totalmente capovolta.

Il Tempio è ultimato. Sua dedicazione e celebrazione della Pasqua.

Vs. 13-15. Poiché il re Dario aveva così decretato, Tattenai, governatore d’oltre il fiume, Setar-Boznai e i loro colleghi, eseguirono puntualmente i suoi ordini. 14  E gli anziani dei Giudei poterono continuare i lavori e far avanzare la costruzione, aiutati dalle parole ispirate dal profeta Aggeo, e di Zaccaria figlio di Iddo. Così finirono i loro lavori di costruzione secondo il comandamento del Dio d’Israele, e secondo gli ordini di Ciro, di Dario e di Artaserse, re di Persia. 15  La casa fu finita il terzo giorno del mese di Adar, il sesto anno del regno di Dario. 

Per costruire il Tempio impiegano 4 anni.

Vs. 16-19.  I figli d’Israele, i sacerdoti, i Leviti e gli altri reduci dall’esilio celebrarono con gioia l’inaugurazione di questa casa di Dio. 17  Per l’inaugurazione di questo tempio di Dio offrirono cento tori, duecento montoni, quattrocento agnelli; e come sacrificio espiatorio per tutto Israele, dodici capri, secondo il numero delle tribù d’Israele. 18  Stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi e i Leviti secondo le loro divisioni, per il servizio di Dio a Gerusalemme, come sta scritto nel libro di Mosè. 19  Poi, i reduci dall’esilio celebrarono la Pasqua il quattordicesimo giorno del primo mese; 

Siamo nel mese successivo a quello di Adar, ultimo mese del calendario ebraico; il successivo, ossia il primo, è quello di Nissan ( aprile 515 a.C.) ed in esso viene celebrata la Pasqua. E’ la prima volta dopo 70 anni che il popolo partecipa a questa festa, che commemorava la liberazione dei padri dalla schiavitù dell’Egitto.

La comunità giudaica dopo l’esilio è guidata da persone che conoscono la Legge e cercano di fare ogni cosa in base ad essa.

Vs. 20-22.  poiché i sacerdoti e i Leviti si erano purificati di pari consentimento, tutti erano puri; sacrificarono la Pasqua per tutti i reduci dall’esilio, per i sacerdoti loro fratelli e per sé stessi. 21  Così i figli d’Israele reduci dall’esilio mangiarono la Pasqua con tutti coloro che si erano separati dall’impurità della gente del paese e che si unirono a loro per cercare il SIGNORE, Dio d’Israele. 22  Celebrarono con gioia la festa degli Azzimi per sette giorni, perché il SIGNORE li aveva rallegrati, e aveva piegato in loro favore il cuore del re di Assiria in modo da fortificare le loro mani nell’opera della casa di Dio, Dio d’Israele. 

Quando camminiamo in obbedienza alla Parola di Dio, allora anche i nostri nemici cercheranno di vivere in pace con noi. Anche se nel mondo c’è la crisi economica o altri eventi preoccupanti, non dobbiamo temere perché la nostra casa non appartiene alla terra e non è soggetta alle sue leggi o ai suoi eventi. Dio vuole che sperimentiamo la gioia dello Spirito Santo e che non siamo abbattuti, né depressi; la gioia nel Signore non è soggetta agli eventi umani, perché è legata alla salvezza.

Dopo la Pasqua viene celebrata la festa del pane azzimo, una figura di Cristo, perché Egli è il pane senza lievito, ossia senza il peccato.

1 Corinzi 5: 7-8. Purificatevi del vecchio lievito, per essere una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. 8  Celebriamo dunque la festa, non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità. 

Dio ci chiama a ricostruire un luogo di culto a Lui, a ritornare alla croce di Cristo, ai fondamenti, ricordando che Cristo è la nostra pasqua, l’agnello sacrificato; Egli ci chiama a purificarci, a togliere il lievito di malizia e malvagità; ordiniamo le nostre priorità ed Egli verserà le Sue benedizioni nella nostra vita.

La festa degli azzimi durava 7 giorni, dal 15 al 21 del primo mese, immediatamente dopo la Pasqua.

Questi giorni di festa segnavano la fine dell’esilio perché un residuo della nazione era di nuovo in comunione con Dio.

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