Esdra 4

Esdra 4
Craig Quam

Cap. 4

Ecco la prima opposizione del nemico alla ricostruzione del Tempio, poiché egli è contrario all’adempiersi della volontà di Dio; ogni cristiano, infatti, si trova all’interno di una guerra spirituale, mentre prima della conversione era uno schiavo al servizio di Satana. La fede in Gesù ci ha redenti, spezzando le catene ed Egli ci ha acquistati con la sua stessa vita; ci ha resi liberi dalla schiavitù, elevandoci a figli del Dio altissimo.

Di tutto ciò Satana non è contento poiché prima ci faceva camminare nella direzione da lui voluta.

Vediamo qui la condizione degli Israeliti: dopo 490 anni di disobbedienza, 70 di schiavitù ed esilio in Babilonia, ora il primo gruppo di esuli torna a Gerusalemme per ricostruire il Tempio di Dio ed un altare per adorarlo. Tutto ciò non piace al nemico spirituale. 

Notiamo come Esdra non registri tutti gli avvenimenti avvenuti fino al completamento del Tempio. Il suo scopo, infatti,  è quello di sottolineare che l’opera arriverà al completamento nonostante gli attacchi del nemico.

Satana agisce, mettendo in atto alcune tattiche:

I nemici si oppongono alla costruzione del Tempio.

Vs. 1-3.  Quando i nemici di Giuda e di Beniamino vennero a sapere che i reduci dall’esilio costruivano un tempio al Signore, Dio d’Israele, 2  si avvicinarono a Zorobabel e ai capi famiglia e dissero loro: «Noi vogliamo costruire con voi, perché, come voi, noi cerchiamo il vostro Dio, e gli offriamo sacrifici dal tempo di Esar-Addon, re d’Assiria, che ci ha fatti venire in questo paese». 3  Ma Zorobabel, Iesua, e gli altri capi famiglia d’Israele risposero loro: «Non è compito vostro costruire insieme a noi una casa al nostro Dio; noi la costruiremo da soli al SIGNORE, Dio d’Israele, come Ciro, re di Persia, ci ha ordinato». 

Prima tattica: cercano di compromettere il popolo di Dio e di renderlo più simile a loro. Non volevano realmente costruire il Tempio, infatti ne ostacoleranno la costruzione in ogni modo. Essi erano gli antenati del popolo samaritano, presente nel Nuovo Testamento: quando il re di Persia invase Israele e distrusse il regno del nord, questi popoli pagani sposarono le persone delle tribù del nord, dando vita al popolo samaritano, disprezzato dagli Ebrei perché di sangue misto.

Quando Israele venne condotto in schiavitù in Babilonia, queste persone abitarono la loro terra; sapendo che JHWH era il Dio degli Ebrei, aggiunsero tale divinità ai loro dei pagani e lo affermano alla fine del Vs. 2 perché, come voi, noi cerchiamo il vostro Dio, e gli offriamo sacrifici dal tempo di Esar-Addon, re d’Assiria, 

Questo re era pagano.

Non dobbiamo sottovalutare il nostro nemico, che è un essere soprannaturale e dotato di una grande intelligenza; egli si presenta a noi con dolci parole ed un atteggiamento amichevole; certamente non è onnisciente, come è il Signore.

In 2 Samuele c’è la storia di un figlio di Davide, che cerca di sottrarre il regno a suo padre ed agisce in modo subdolo, non con palese irruenza;

2 Samuele 15:1-6. 1  Dopo queste cose, Absalom si procurò un cocchio, dei cavalli, e cinquanta uomini che correvano davanti a lui. 

Absalom doveva pagare le persone perché combattessero con lui e non v’era alcun uomo leale al suo fianco.

2  Absalom si alzava la mattina presto e si metteva da un lato della via che conduceva alle porte della città; quando qualcuno aveva un processo e si recava dal re per chiedere giustizia, Absalom lo chiamava e gli chiedeva: «Di quale città sei?» L’altro gli rispondeva: «Il tuo servo è di tale e tale tribù d’Israele». 

Anticamente a Gerusalemme la giustizia veniva praticata presso le porte della città, dove qualunque cittadino comune poteva incontrare il re e spiegare a lui i suoi problemi. Absalom accoglieva questa persone prima che entrassero nella città e con un falso interesse, fingeva di occuparsi di loro, dava loro ragione e infine faceva credere loro che il re non fosse disponibile ad ascoltarli. Non parla mai di suo padre in modo irrispettoso, ma insinua nell’interlocutore la certezza che il re sia poco disponibile a fargli giustizia.

3  Allora Absalom gli diceva: «Vedi, la tua causa è buona e giusta, ma non c’è chi sia delegato dal re per sentirti». 4  Poi Absalom aggiungeva: «Oh, se facessero me giudice del paese! Chiunque avesse un litigio o reclamo verrebbe da me e io gli farei giustizia». 

Finge amore verso il suo popolo, mentre in realtà non se ne interessava. Infatti, pur avendo trascorso molti anni presso la corte di suo padre, si interessa ai problemi delle persone solamente ora che vuole spodestare suo padre. A tale scopo fa comprendere al suo popolo che suo padre non ha interesse per i problemi dei più piccoli, che non ha tempo per loro e che, quindi, non farà mai giustizia.

5  Quando uno gli si avvicinava per prostrarsi davanti a lui, egli gli porgeva la mano, l’abbracciava e lo baciava. 

Finge di essere al pari delle persone qualunque, ma la storia ci insegna che, non appena diventerà re, si comporterà in modo spietato con tutti, come un dittatore assoluto.

6  Absalom faceva così con tutti gli Israeliti che venivano dal re per chiedere giustizia; in questo modo Absalom conquistò il cuore della gente d’Israele. 

Absalom è una figura di Satana, mentre Davide lo è del Messia, detto, appunto, “Figlio di Davide”. 

Satana, come Absalom, viene al cristiano con dolci parole e con finto amore.

Per fortuna questa strategia non ha effetto positivo al tempo di Esdra e gli Ebrei rifiutano l’aiuto dei pagani per l’edificazione del Tempio. Zorobabel e Jeshua sono uomini di Dio e rifiutano l’aiuto dei non credenti per dare gloria a Dio, separando le tenebre dalla luce.

Allora viene messa in atto una seconda strategia:

Vs. 4-5.  Allora la gente del paese si mise a scoraggiare il popolo di Giuda, a molestarlo per impedirgli di fabbricare, 5  e a corrompere dei consiglieri perché facessero fallire il suo piano. Questo durò per tutta la vita di Ciro, re di Persia, e fino al regno di Dario, re di Persia. 

Viene messo in atto un tentativo di scoraggiamento. Quando sbagliamo, infatti, il nemico vuole farci sentire indegni di presentarci davanti a Dio e cerca di scoraggiarci  se vogliamo rivolgerci al Padre in preghiera: se non veniamo in chiesa, allora la nostra vita si impoverisce spiritualmente e noi siamo isolati. Al contrario, i credenti sono un popolo che incoraggia, proprio perché ben conosce le sfaccettature del peccato e le ha sperimentate sulla propria pelle.

Notiamo come in questo caso l’assillo va avanti per molti anni; anche per noi le tentazioni saranno una costanza fino a quando Gesù non ci porterà a casa.

Terza tattica: le calunnie.

Vs. 6-22.  Sotto il regno di Assuero, al principio del suo regno, scrissero un’accusa contro gli abitanti di Giuda e di Gerusalemme. 7  Poi, al tempo di Artaserse, Bislam, Mitredat, Tabeel e gli altri loro colleghi scrissero ad Artaserse, re di Persia. La lettera era scritta in caratteri aramaici e redatta in aramaico. 

Molti re a quel tempo si chiamavano Artaserse.

Le accuse rallentarono la costruzione del Tempio, che fu ripresa e completata con Neemia.

Lettera ad Artaserse e sua risposta

8  Reum il governatore e Simsai il segretario scrissero al re Artaserse una lettera contro Gerusalemme, in questi termini: 9  Reum il governatore, Simsai il segretario, e gli altri loro colleghi di Din, d’Afarsatac, di Tarpel, d’Afaras, d’Erec, di Babilonia, di Susan, di Dea, di Elam, 10  e gli altri popoli che il grande e illustre Osnapar ha trasportati e stabiliti nella città di Samaria, e gli altri che stanno di là dal fiume… eccetera. 11  Questo è il testo della lettera che inviarono al re Artaserse: I tuoi servi, che risiedono oltre il fiume, eccetera. 12  Sappia il re che i Giudei che sono partiti da te e giunti in mezzo a noi a Gerusalemme, ricostruiscono la città ribelle e malvagia, ne rialzano le mura e ne restaurano le fondamenta. 

Al popolo di Dio vengono avanzate delle calunnie; uno dei nomi di Satana, infatti, è “Accusatore dei fratelli” (Apocalisse): questo è il significato del nome “Satana”. Egli ci accusa e ci calunnia, perciò non tendiamo le nostre orecchie alla tendenza di sparlare dei fratelli. Questo agire malvagio, infatti, avrà anche una ripercussione sulla nostra vita.

13  Sappia dunque il re che, se questa città si ricostruisce e se le sue mura si rialzano, essi non pagheranno più né tributo né imposta né pedaggio, e il tesoro dei re ne soffrirà. 14  Poiché noi mangiamo il sale del palazzo e non ci sembra conveniente stare a vedere il danno del re, mandiamo al re questa informazione. 15  Si facciano delle ricerche nel libro delle memorie dei tuoi padri e, nel libro delle memorie, troverai e apprenderai che questa è una città ribelle, portatrice di sventure a re e a province, e che fin dai tempi antichi ci sono state rivolte. Per queste ragioni la città è stata distrutta. 16  Noi facciamo sapere al re che, se questa città viene ricostruita e le sue mura vengono rialzate, tu non avrai più il dominio su questo lato del fiume. 17  Il re mandò questa risposta a Reum, il governatore, a Simsai il segretario e agli altri loro colleghi che stavano a Samaria e altrove di là dal fiume: Salute, eccetera. 18  La lettera che ci avete mandato, è stata fedelmente letta in mia presenza; 19  e io ho dato ordine di far delle ricerche. Si è trovato che fin dai tempi antichi codesta città è insorta contro i re e ci sono stati tumulti e rivolte. 20  Vi sono stati a Gerusalemme dei re potenti, che dominarono su tutto il paese che è di là dal fiume, e ai quali si pagavano tributi, imposte e pedaggio. 21  Date dunque ordine che quella gente sospenda i lavori, e che quella città non sia ricostruita finché non ne dia l’ordine io stesso. 22  Badate di non essere negligenti in questo, affinché la situazione non peggiori a danno dei re. 

Il re al trono in questo momento è il figlio di Ciro, che darà ascolto a queste false accuse contro il popolo di Dio: Satana fa ora uso della forza.

Vs. 23.  Non appena la copia della lettera del re Artaserse fu letta in presenza di Reum, di Simsai il segretario e dei loro colleghi, essi andarono in fretta a Gerusalemme dai Giudei e li obbligarono, a mano armata, a sospendere i lavori. 

Anche oggi accade che i cristiani vengano soppressi con la forza in tutto il mondo. 

Vs. 24.  Allora fu sospesa l’opera della casa di Dio a Gerusalemme, e rimase sospesa fino al secondo anno del regno di Dario, re di Persia. 

Fra i fatti narrati in cap. 4 e quelli di cap. 5 passeranno 16 anni, durante i quali l’opera di Dio resterà ferma. Lo Spirito Santo, però, continuerà ad operare perché la realtà non è sempre come la vediamo con i nostri occhi; Dio ha un piano e lo porterà a termine in ogni caso e secondo il Suo volere. Come Egli completerà questo Tempio, così agirà anche nella nostra vita.

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