Esdra 7

Esdra 7
Craig Quam

Cap. 7

Finalmente vediamo entrare in scena Esdra: i primi 6 capitoli narrano del primo gruppo di esuli che, grazie ad un editto di Ciro, hanno il permesso di entrare a Gerusalemme per ricostruire il Tempio; hanno costruito l’altare ed ultimato il Tempio, nel II anno del re Dario. Alla morte di tale re è salito al trono Artaserse, che permetterà a Neemia di portare a Gerusalemme il III gruppo di esuli.

Ora vediamo l’arrivo del II gruppo che, anche se il Tempio è stato costruito, devono seguire Esdra, che ha il compito di riportare il popolo di Dio alla Parola dell’Eterno ed istruirli in Essa. Il secondo gruppo è composto da Leviti.

Arrivo di Esdra a Gerusalemme; il decreto di Artaserse.

Nei cap. 7 e 8 è posta l’enfasi sul carattere di Esdra, un uomo ancorato alla Legge di Dio, e viene preparato lo scenario per i cap. 9 e 10, dove è presentato il peccato della comunità formatasi dopo l’esilio.

Siamo nel settimo anno del re Artaserse, cioè nel 458 a.C.

Sono passati 57 anni dai fatti narrati nel cap. 6. Il Tempio è stato costruito nel 515 a.C. sotto il regno di Dario I.

Dopo la morte di tale re (486 a.C.) regnò per 20 anni suo figlio Serse (485-465 a.C.). Serse è l’Assuero di cui si parla nel libro di ester.

Artaserse è il figlio di Serse e regnò dal 464 al 424 a.C.

Tra il 515 (costruzione del Tempio) e il 458 (settimo anno del re Artaserse) sono passati 57 anni.

Vs. 1-6.  Dopo queste cose, sotto il regno di Artaserse re di Persia, giunse Esdra, figlio di Seraia, figlio di Azaria, figlio di Chilchia, 2  figlio di Sallum, figlio di Sadoc, figlio d’Aitub, 3  figlio di Amaria, figlio di Azaria, figlio di Meraiot, 4  figlio di Zeraia, figlio di Uzzi, 5  figlio di Bucchi, figlio di Abisua, figlio di Fineas, figlio di Eleazar, figlio di Aaronne, il sommo sacerdote. 

Esdra è un discendente diretto di Aronne, fratello di Mosè (v. genealogia) e nipote di Seraia, sommo sacerdote. Data la sua discendenza, Esdra aveva autorità per insegnare.

6  Questo Esdra veniva da Babilonia. Era uno scriba esperto nella legge di Mosè, data dal SIGNORE, Dio d’Israele. Siccome la mano del SIGNORE, suo Dio, era su di lui, il re gli concesse tutto quello che domandò. 

La mano di Dio è su Esdra: questa frase viene ripetuta 6 volte nei capitoli 7 e 8: se anche noi siamo figli di Dio possiamo affermare che la mano di Dio è sopra di noi. Chi non è figlio di Dio è un suo nemico, quindi la mano di Dio è contro di lui. Tutti, infatti, siamo creature di Dio, ma se non siamo suoi figli abbiamo il Suo giudizio sopra il nostro capo. Ogni figlio di Dio vede la sua vita guidata dal Signore, anche nei momenti di difficoltà, quando la costruzione del Tempio è ferma per tanti anni; anche Esdra, come Giuseppe, può affermare che la mano di Dio è sulla sua vita, anche nelle opposizioni.

Esdra è uno scriba, esperto nella Legge di Mosè, profondo conoscitore della Parola di Dio, perciò il suo compito primario sarà quello di insegnare la Parola di Dio al popolo di Dio una volta tornati a Gerusalemme, e di riportarli all’obbedienza.

Vs. 7-9.  Alcuni dei figli d’Israele e alcuni dei sacerdoti, dei Leviti, dei cantori, dei portinai e dei Netinei salirono anche loro con lui a Gerusalemme, il settimo anno del re Artaserse. 8  Esdra giunse a Gerusalemme il quinto mese, nel settimo anno del re. 9  Infatti, aveva fissato la partenza da Babilonia per il primo giorno del primo mese, e arrivò a Gerusalemme il primo giorno del quinto mese, assistito dalla benefica mano del suo Dio; 

Inizia il viaggio in primavera, circa a marzo, e lo termina dopo 5 mesi (dal 1 Nisan all’1 Av), percorrendo circa 1400 Km a piedi e trasportando oro e argento per allestire il Tempio: questo materiale prezioso era appetibile per i predatori, tanto più che tale viaggio era noto a tutti. Ma Dio era con lui.

Vs. 10.  poiché Esdra si era dedicato con tutto il cuore allo studio e alla pratica della legge del SIGNORE, e a insegnare in Israele le leggi e le prescrizioni divine. 

Esdra dedica la sua vita allo studio della Parola, preparando prima il suo cuore a tale scopo.

Si applica con tutta la sua determinazione allo studio della Legge e vuole raggiungere tre obiettivi:

  • studiare la legge;

  • metterla in pratica;

  • insegnarla agli altri.

Preparare il nostro cuore.

Dedicato con tutto il cuore allo studio: letteralmente significa che aveva preparato il suo cuore prima di intraprendere lo studio della Parola. Tale dovere lo abbiamo anche noi: prima prepariamo il nostro cuore, poi cerchiamo il volto di Dio, se vogliamo vedere un risveglio nella nostra città o nazione. 

2 Cronache 7:14.  se il mio popolo, sul quale è invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese. 

Deve piegarsi a Dio tutto il suo popolo, poi ci sarà la conversione delle altre persone. Il Signore non ha mai affermato che la prima mossa deve venire dai pagani, ma ogni cristiano deve avere un risveglio personale, affinché poi si espanda agli altri. Non possiamo cambiare gli altri, ma certamente possiamo porci in modo diverso davanti a Dio, dedicarci maggiormente a Lui a lasciare a Dio il compito di cambiare il cuore degli altri.

2 Cronache 12:12-14. Così, perché egli si era umiliato, il SIGNORE allontanò da lui la sua ira, e non volle distruggerlo del tutto. Inoltre c’erano ancora delle cose buone in Giuda. 13  Il re Roboamo dunque si consolidò a Gerusalemme, e continuò a regnare. Aveva quarantun anni quando cominciò a regnare, e regnò diciassette anni a Gerusalemme, la città che il SIGNORE si era scelta fra tutte le tribù d’Israele, per stabilirvi il suo nome. Sua madre si chiamava Naama, l’Ammonita. 14  Ed egli fece il male, perché non applicò il suo cuore alla ricerca del SIGNORE. 

In un momento di difficoltà Roboamo si era umiliato davanti a Dio, perciç Dio lo aiuta e lo fa consolidare.

Poi, però, non cerca l’Eterno e Dio lo ha giudicato.

Salmo 78:5-8.  Cantico di Asaf. Ascolta, popolo mio, il mio insegnamento; porgete orecchio alle parole della mia bocca! 2  Io aprirò la mia bocca per esprimere parabole, esporrò i misteri dei tempi antichi. 3  Quel che abbiamo udito e conosciuto, e che i nostri padri ci hanno raccontato, 4  non lo nasconderemo ai loro figli; diremo alla generazione futura le lodi del SIGNORE, la sua potenza e le meraviglie che egli ha operate. 5  Egli stabilì una testimonianza in Giacobbe, istituì una legge in Israele e ordinò ai nostri padri di farle conoscere ai loro figli, 

I genitori devono tramandare ai figli gli insegnamenti di Dio, affinché loro facciano lo stesso con i propri.

6  perché fossero note alla generazione futura, ai figli che sarebbero nati. Questi le avrebbero così raccontate ai loro figli, 7  perché ponessero in Dio la loro speranza e non dimenticassero le opere di Dio, ma osservassero i suoi comandamenti. 8  Tutto ciò per non essere come i loro padri, una generazione ostinata e ribelle, una generazione dal cuore incostante, il cui spirito non fu fedele a Dio. 

Un popolo che non prepara il cuore davanti a Dio.

Giosafat, re di Giuda, prepara il suo cuore a Dio, perciò, nonostante i suoi difetti, è gradito dal Signore.

2 Cronache 19:1-3.  Giosafat, re di Giuda, tornò sano e salvo a casa sua a Gerusalemme. 2  Il veggente Ieu, figlio di Canani, andò incontro a Giosafat, e gli disse: «Dovevi tu dare aiuto a un empio e amare quelli che odiano il SIGNORE? Per questo fatto hai attirato su di te l’ira del SIGNORE. 3  Tuttavia si sono trovate in te delle buone cose, poiché hai fatto sparire dal paese gli idoli di Astarte, e hai applicato il tuo cuore alla ricerca di Dio». 

Gli idoli erano un abominio davanti a Dio, poiché ad essi i pagani sacrificavano i loro figli. Tali idoli erano tollerati dal popolo di Dio, perciò il Signore chiede che siano rimossi.

Se vogliamo vedere un risveglio dobbiamo rimuovere gli idoli dalla nostra vita, ossia quei legami che ci distraggono dall’opera di Dio e che per noi sono più importanti di Dio stesso.

Qui è il testo della lettera di Artaserse a Esdra, con la quale egli gli concede di riportare in patria altri esuli.

Vs. 11-26.  Ecco il testo della lettera data dal re Artaserse a Esdra, sacerdote e scriba, esperto nei comandamenti e nelle leggi dati dal SIGNORE a Israele: 12  Artaserse, re dei re, a Esdra, sacerdote e scriba esperto nella legge del Dio del cielo, eccetera. 13  Io decreto che nel mio regno, chiunque del popolo d’Israele, dei suoi sacerdoti e dei Leviti sarà disposto a partire con te per Gerusalemme, vada pure. 14  Tu infatti sei mandato dal re e dai suoi sette consiglieri in Giuda e a Gerusalemme per informarti come laggiù sia osservata la legge del tuo Dio, la quale è nelle tue mani, 15  e per portare l’argento e l’oro che il re e i suoi consiglieri hanno volontariamente offerto al Dio d’Israele, la cui dimora è a Gerusalemme, 16  e tutto l’argento e l’oro che troverai in tutta la provincia di Babilonia, e i doni volontari fatti dal popolo e dai sacerdoti per la casa del loro Dio a Gerusalemme. 17  Tu avrai quindi cura di comprare con questo denaro tori, montoni, agnelli, e ciò che occorre per le relative oblazioni e libazioni, e li offrirai sull’altare della casa del vostro Dio che è a Gerusalemme. 18  Dell’argento e dell’oro che avanzeranno farete, tu e i tuoi fratelli, quel che vi sembrerà meglio, conformandovi alla volontà del vostro Dio. 19  Quanto agli utensili che ti sono dati per il servizio della casa del tuo Dio, rimettili davanti al Dio di Gerusalemme. 20  Inoltre prenderai dal tesoro della casa reale quello che ti servirà per qualunque altra spesa che dovrai fare per la casa del tuo Dio. 21  Io, il re Artaserse, do ordine a tutti i tesorieri d’oltre il fiume di consegnare senza indugio a Esdra, sacerdote e scriba, esperto nella legge del Dio del cielo, tutto quello che vi chiederà, 22  fino a cento talenti d’argento, a cento cori di grano, a cento bati di vino, a cento bati d’olio, e una quantità illimitata di sale. 23  Tutto quello che è comandato dal Dio del cielo sia puntualmente fatto per la casa del Dio del cielo. Perché infatti l’ira di Dio dovrebbe riversarsi sopra il regno, sul re e i suoi figli? 24  Vi facciamo inoltre sapere che non si possono esigere tributi o imposte o pedaggi da nessuno dei sacerdoti, dei Leviti, dei cantori, dei portinai, dei Netinei e dei servi di questa casa di Dio. 25  E tu, Esdra, secondo la saggezza di cui il tuo Dio ti ha dotato, stabilisci dei magistrati e dei giudici che amministrino la giustizia a tutto il popolo d’oltre il fiume, a tutti quelli che conoscono le leggi del tuo Dio; e voi fatele conoscere a chi non le conosce. 26  Senza esitare farete giustizia di chi non osserverà la legge del tuo Dio e la legge del re, e lo punirete con la morte o con l’esilio, con una multa o con il carcere. 

Risposta di Esdra:

Vs. 27-28.  Benedetto sia il SIGNORE, Dio dei nostri padri, che ha così disposto il cuore del re a onorare la casa del SIGNORE, a Gerusalemme, 28  e che mi ha procurato la benevolenza del re, dei suoi consiglieri e di tutti i suoi potenti capi! Io, fortificato dalla mano del SIGNORE, del mio Dio, che era su di me, radunai i capi d’Israele perché partissero con me. 

Artaserse permette ad Esdra di portare gli esuli in patria e gli concede anche una cospicua somma di denaro. A ciò Esdra risponde rendendo gloria a Dio, che ha messo nel cuore del re questi pensieri.

L’opera è sempre di Dio.

Se noi prepareremo il nostro cuore per fare la volontà di Dio, Egli si occuperà del cuore degli altri. Vogliamo che gli altri cambino? Cambiamo noi stessi. Non interessiamoci al comportamento degli altri, ma concentriamoci su quello che è il nostro compito: agli altri penserà il Signore.

Se siamo figli di Dio ogni cosa coopera per il nostro bene, anche un lavoro duro o un principale malvagio.

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