Ebrei 8
Cap. 8
Fino a questo momento abbiamo visto la superiorità di Gesù rispetto agli angeli, a Mosè, ai profeti, ad Aronne e al sacerdozio levitico; ora l’autore paragona Gesù al vecchio tabernacolo, quello del tempo di Mosè, la tenda portata nel deserto; discute il ministero del Sommo sacerdote ed il luogo nel quale tale ufficio viene svolto. Cristo è superiore perché svolge il suo ministero in un luogo prestigioso (vs. 1-6), portando avanti un patto migliore di quello antico (vs. 7-13).
L’antico patto era tipico e transitorio: Cristo è mediatore di un patto migliore ed eterno.
Vs. 1-2. Ora, il punto essenziale delle cose che stiamo dicendo è questo: abbiamo un sommo sacerdote tale che si è seduto alla destra del trono della Maestà nei cieli, 2 ministro del santuario e del vero tabernacolo, che il Signore, e non un uomo, ha eretto.
Agli Ebrei, tentati a ritornare alla vecchia religione, fatta di riti sfarzosi, viene posta davanti una gloria eterna, focalizzata in Cristo Gesù. Egli è entrato nel tabernacolo posto nei luoghi celesti, non edificato da alcun uomo, e lì ci ha preceduti, in attesa dell’arrivo della sposa.
Abbiamo un sommo sacerdote tale che si è seduto alla destra del trono della Maestà nei cieli,
Si è seduto
Un tempo nel tabernacolo era impossibile sedersi, non c’erano delle sedie ed il Sommo Sacerdote vi rimaneva sempre in piedi poiché doveva ricordare che il suo lavoro non aveva mai fine e che non c’era tempo per riposare. I sacrifici, infatti, dovevano essere ripetuti di anno in anno; la loro opera non era mai compiuta. Al contrario, quando Cristo ha realizzato la Sua offerta, Egli si è seduto perché il suo compito è compiuto per sempre.
Alla destra del trono. Il sacerdote non aveva un trono, ma Gesù è il nostro Re, anzi è il Re dei Re.
2 ministro del santuario e del vero tabernacolo, che il Signore, e non un uomo, ha eretto.
In Apocalisse vengono presentati degli elementi dell’antica religione, quali un altare o un tabernacolo; la Bibbia ci dice che il tabernacolo di Mosè, fatto con le pelli degli animali, era simile a quello celeste.
Vs. 3-4. Infatti, ogni sommo sacerdote è costituito per offrire doni e sacrifici; è perciò necessario che anche questo sommo sacerdote abbia qualcosa da offrire. 4 Ora, se fosse sulla terra, egli non sarebbe neppure sacerdote, poiché vi sono coloro che offrono i doni secondo la legge.
Essendo Gesù della tribù di Giuda e non di Levi, sulla terra non avrebbe potuto svolgere il servizio sacerdotale, riservato ai Leviti; il suo ministero, quindi, è in cielo.
Vs. 5. Essi celebrano un culto che è rappresentazione e ombra delle cose celesti, come Dio disse a Mosè quando questi stava per costruire il tabernacolo: «Guarda», disse, «di fare ogni cosa secondo il modello che ti è stato mostrato sul monte».
Il tabernacolo e il Tempio erano solo un fax simile di quello vero ed avevano lo scopo di far comprendere agli Ebrei, che li stimavano così tanto, che essi non erano che una copia della realtà, perciò incompleti. In cielo, infatti, essi saranno molto più sontuosi.
Ogni elemento del Tempio doveva portare alla conoscenza di Cristo, ma solo Lui è l’autentico Signore, degno di adorazione; tutti gli utensili non avevano valore per se stessi, ma in vista di Lui.
Vs. 6. Ora però egli ha ottenuto un ministero tanto superiore quanto migliore è il patto fondato su migliori promesse, del quale egli è mediatore.
Gesù non viene più paragonato ad alcune persone, ma ora viene descritta la differenza tra due patti: il nuovo è migliore del vecchio. Inoltre, il ministero di Cristo è superiore a quello levitico, così come il mediatore Cristo è sommo rispetto a Mosè. Il patto stipulato da Dio sul Sinai con quest’ultimo si basava sulla legge, mentre il nuovo trova fondamento sulle promesse pronunciate dal Figlio stesso di Dio, garante del loro adempiersi.
Il primo patto aveva uno scopo educativo e fu impotente e temporaneo; il nuovo vuole redimerci dal peccato, ed in questo è dinamico ed eterno.
Vs. 7-9. Perché se quel primo patto fosse stato senza difetto, non vi sarebbe stato bisogno di sostituirlo con un secondo.
Romani 7 descrive la legge come “santa, giusta, buona e spirituale”, ma il peccato l’aveva resa inefficace a causa della natura umana, incline alla trasgressione. Da qui la necessità di stabilire un nuovo patto, dell’efficacia del quale si rende garante solo Dio, l’unico perfetto.
8 Infatti Dio, biasimando il popolo, dice: «Ecco i giorni vengono, dice il Signore, che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo; 9 non come il patto che feci con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto; perché essi non hanno perseverato nel mio patto, e io, a mia volta, non mi sono curato di loro, dice il Signore.
Viene citato Geremia 31: 31-34. Tale profeta ha profetizzato prima dell’arrivo degli Assiri per distruggere Israele e portare il popolo in schiavitù. Attraverso di lui Dio dichiara il proprio giudizio su Israele, sordo al Suo richiamo e infedele al patto.
Perché se quel primo patto fosse stato senza difetto, non vi sarebbe stato bisogno di sostituirlo con un secondo.
Il difetto non era nel patto, che Paolo definisce in Romani “santo e perfetto”, ma nell’essere umano, incapace di mantenere la sua lealtà nel rispetto del patto.
Infatti Dio, biasimando il popolo: letteralmente significa: “trovando difetti in loro”.
che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo;quindi Dio stabilisce un nuovo patto perché gli esseri umani non sono in grado di essere fedeli.
Il Vecchio patto e il Nuovo.
Deuteronomio 27: 14-26. I Leviti parleranno e diranno ad alta voce a tutti gli uomini d’Israele: 15 «Maledetto l’uomo che fa un’immagine scolpita o di metallo fuso, cosa abominevole per il SIGNORE, opera di un artigiano, e la pone in luogo occulto!» -E tutto il popolo risponderà e dirà: «Amen». 16 «Maledetto chi disprezza suo padre o sua madre!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 17 «Maledetto chi sposta le pietre di confine del suo prossimo!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 18 «Maledetto chi fa smarrire al cieco il suo cammino!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 19 «Maledetto chi calpesta il diritto dello straniero, dell’orfano e della vedova!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 20 «Maledetto chi si corica con la moglie di suo padre, perché ha sollevato il lembo della coperta di suo padre!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 21 «Maledetto chi si accoppia con qualsiasi bestia!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 22 «Maledetto chi si corica con la propria sorella, figlia di suo padre o figlia di sua madre!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 23 «Maledetto chi si corica con sua suocera!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 24 «Maledetto chi uccide il suo prossimo di nascosto!» -E tutto il popolo dirà: «Amen». 25 «Maledetto chi prende un regalo per condannare a morte un innocente!» -E tutto il popolo dirà: «Amen».
Dio proclama le leggi del patto e le maledizioni che subiranno coloro che non lo rispetteranno.
26 «Maledetto chi non si attiene alle parole di questa legge, per metterle in pratica!» -E tutto il popolo dirà: «Amen».
Questa è la conclusione, sigillata dal popolo con “Amen”.
La legge richiedeva un’obbedienza perfetta, altrimenti gli Ebrei avrebbero subito delle maledizioni.
Cosa richiede Dio dall’uomo?
Deuteronomio 6:1-2. Questi sono i comandamenti, le leggi e le prescrizioni che il SIGNORE, il vostro Dio, ha ordinato di insegnarvi, perché li mettiate in pratica nel paese nel quale vi preparate a entrare per prenderne possesso, 2 così che tu tema il tuo Dio, il SIGNORE, osservando, tutti i giorni della tua vita, tu, tuo figlio e il figlio di tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandamenti che io ti do, affinché i tuoi giorni siano prolungati.
Non viene tollerata neanche la più piccola mancanza.
Matteo 5:48. Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.
Viene richiesta la perfezione, ma l’uomo è pieno di difetti!
I Farisei erano convinti di rispettare fedelmente la legge, perciò si sentivano giustificati; Gesù, tuttavia, fa loro presente che anche i pensieri possono costituire fonte di peccato.
Matteo 5:27-29. «Voi avete udito che fu detto: "Non commettere adulterio". 28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 29 Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.
L’osservanza esterna della legge era una pratica molto impegnativa, anzi impossibile da portare a termine, ma se ad essa aggiungiamo anche i pensieri, allora nessuno può avere la salvezza.
Giacomo 2: 10. Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti.
La Legge richiede da noi la perfezione totale, perciò nessun essere umano può raggiungere la salvezza con i propri mezzi. Anche ad esempio una sola bugia pronunciata nell’arco della nostra vita ci rende colpevoli davanti a Dio e meritevoli della condanna eterna.
Ecco l’unica salvezza: Gesù Cristo, il Salvatore.
Galati 2: 16. sappiamo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù, e abbiamo anche noi creduto in Cristo Gesù per essere giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge; perché dalle opere della legge nessuno sarà giustificato.
La legge non è in grado di renderci giusti agli occhi di Dio.
Galati 3: 21. La legge è dunque contraria alle promesse di Dio? No di certo; perché se fosse stata data una legge capace di produrre la vita, allora sì, la giustizia sarebbe venuta dalla legge;
La legge ci mostra i nostri errori, ma non è in grado di darci la vita. Nel Vecchio patto il problema era nell’uomo, di natura difettosa, perciò Dio, dopo anni di pazienza verso il popolo di Israele, attraverso il profeta Geremia ha annunciato la nascita di un nuovo patto, nel quale Egli stesso era il garante di entrambe le parti. L’unico compito che l’uomo ha ora è quello di credere nell’azione compiuta da Gesù.
Vs. 8-9. «Ecco i giorni vengono, dice il Signore, che io concluderò con la casa d’Israele e con la casa di Giuda, un patto nuovo; 9 non come il patto che feci con i loro padri nel giorno in cui li presi per mano per farli uscire dal paese d’Egitto; perché essi non hanno perseverato nel mio patto, e io, a mia volta, non mi sono curato di loro, dice il Signore.
Sta parlando del patto della legge, dato attraverso Mosè.
Vs. 10. Questo è il patto che farò con la casa d’Israele dopo quei giorni, dice il Signore: io metterò le mie leggi nelle loro menti, le scriverò sui loro cuori; e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo.
DIO è l’unico protagonista di questo patto: è Lui che compie ogni azione.
Queste cose le promette alla casa di Israele e alla tribù di Giuda, ma sono valide anche per noi oggi e profetizzano l’avvento di Cristo, il mediatore del Nuovo Patto.
Nel Vecchio Patto la legge era scritta sulle tavole di pietra, nel nuovo nel cuore dell’uomo. Perciò ai cristiani è comandato di rinnovare la propria mente, affinché la Parola divenga un tutt’uno con loro.
Vs. 11. Nessuno istruirà più il proprio concittadino e nessuno il proprio fratello, dicendo: "Conosci il Signore!" Perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro.
Nel Vecchio Testamento solamente i sacerdoti avevano comunione con Dio, poiché solo a loro era permesso l’accesso al Luogo Santissimo, ove c’era la presenza dell’Eterno.
Oggi ogni credente è considerato figlio dell’Altissimo e può avvicinarsi al Padre in qualunque momento sua vita.
Vs. 12 Perché avrò misericordia delle loro iniquità e non mi ricorderò più dei loro peccati».
L’opera è di nuovo esclusivamente di Dio.
Quando abbiamo accolto Gesù nella nostra vita, Dio ha cancellato anche il solo ricordo dei nostri falli.
Ezechiele 36: 25-27. vi aspergerò d’acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli. 26 Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò un cuore di carne. 27 Metterò dentro di voi il mio spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi, e osserverete e metterete in pratica le mie prescrizioni.
La vecchia legge era equivalente alla morte e non dava la vita all’uomo; poteva solamente chiarirci la nostra posizione rispetto al Padre senza l’aiuto di Cristo. La sua virtù, quindi, è nella sua azione di portarci al Salvatore.
Oggi per noi che siamo in Cristo la legge è abolita. Sopra di noi vige la grazia e abbiamo la possibilità di camminare negli statuti di Dio perché guidati dallo Spirito Santo.
Vs. 13. Dicendo: «Un nuovo patto», egli ha dichiarato antico il primo. Ora, quel che diventa antico e invecchia è prossimo a scomparire.
Il patto antico è obsoleto.