Ebrei 5-6

Ebrei 4:14-5:11
Craig Quam
Ebrei 5:11-6:20
Craig Quam

Cap. 5

Vs. 1.  Infatti ogni sommo sacerdote, preso tra gli uomini, è costituito per il bene degli uomini nelle cose che riguardano Dio, per offrire doni e sacrifici per i peccati; 

  1. Aronne era un uomo scelto da Dio, ma peccatore come tutti gli uomini, scelto tra gli uomini per servirli.

Gesù è FIGLIO di Dio, non un uomo.

Vs. 2-5. così può avere compassione verso gli ignoranti e gli erranti, perché anch’egli è soggetto a debolezza; 3  ed è a motivo di questa che egli è obbligato a offrire dei sacrifici per i peccati, tanto per sé stesso quanto per il popolo. 4  Nessuno si prende da sé quell’onore; ma lo prende quando sia chiamato da Dio, come nel caso di Aaronne. 5  Così anche Cristo non si prese da sé la gloria di essere fatto sommo sacerdote, ma la ebbe da colui che gli disse: «Tu sei mio Figlio; oggi ti ho generato». 

Vs. 6.  Altrove egli dice anche: «Tu sei sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec». 

  1. Viene citato Salmo 110. Di Melchisedec nel Vecchio Testamento si parla solo due volte: in Genesi 14, quando Abramo ha sconfitto i re di Sodoma e Gomorra e poi ha incontrato questo personaggio misterioso, re di Giustizia e di Pace, che gli ha dato il pane e il vino ed al quale egli ha donato la decima di ogni suo avere; 

          la seconda volta è in Salmo 110, un salmo messianico.

       Salmo 110: 1-4. 1  Salmo di Davide. Il SIGNORE ha detto al mio Signore: «Siedi alla mia destra finché io abbia fatto dei tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi». 

         Davide era un profeta e qui sta parlando di Gesù.

            Il SIGNORE stenderà da Sion lo scettro del tuo potere. Domina in mezzo ai tuoi nemici! 3  Il tuo popolo si offre volenteroso quando raduni il tuo esercito. Parata di santità, dal seno dell’alba la tua gioventù viene a te come rugiada. 4  Il SIGNORE ha giurato e non si pentirà: «Tu sei Sacerdote in eterno, secondo l’ordine di Melchisedec». 

         Dio parla di Gesù e lo definisce “sacerdote in eterno”. Aronne, invece, era un uomo mortale, quindi il suo sacerdozio ha avuto fine. I suoi sacrifici, inoltre, dovevano rinnovarsi di anno in anno, quello di Cristo è stato dato solamente una volta.

         Gesù sarà un sacerdote in eterno e per sempre intercederà a nostro favore presso il Padre.

Ora l’autore ci parla dell’umanità di Gesù.

Vs. 7-10.  Nei giorni della sua carne, con alte grida e con lacrime egli offrì preghiere e suppliche a Colui che poteva salvarlo dalla morte ed è stato esaudito per la sua pietà. 8  Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; 9  e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna, 10  essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec. 

Nel giardino dei Getsemani Gesù ha pregato così intensamente da sudare sangue.

       Ebrei 12: 1-4. Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, 2  fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta. Per la gioia che gli era posta dinanzi egli sopportò la croce, disprezzando l’infamia, e si è seduto alla destra del trono di Dio. 3  Considerate perciò colui che ha sopportato una simile ostilità contro la sua persona da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate perdendovi d’animo. 

Siamo esortati a pensare al fatto che Gesù, che ha fatto sempre del bene alle persone poiché spinto dall’amore, ha sofferto per mano delle persone stesse. Se riteniamo che la nostra vita sia dura, riflettendo al sacrificio di Cristo dobbiamo sentirci felici e comprendere che la nostra vita non sarà mai dura quanto la Sua.

4 Voi non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato, 

Non abbiamo mai sudato sangue, neppure lontanamente.

Vs. 8-9. Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; 9  e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna,

Gesù è Dio, quindi non c’è alcuna cosa che Egli debba imparare; tuttavia qui la Parola afferma che Egli imparò l’obbedienza. Egli è pienamente Dio, ma anche pienamente umano, per poter capire totalmente ogni uomo.

Ebrei 2: 17-18. Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo. 18  Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati. 

Se Dio è onnisciente, allora ci potremmo chiedere come mai doveva diventare uomo per comprenderci pienamente; doveva forse imparare qualcosa? Non penso, ma Egli ha fatto tutto ciò affinché noi potessimo credere fino in fondo che Egli possa capirci. Ha sofferto molto più di quanto a noi sia mai capitato: prima della crocifissione è stato talmente malmenato da rendere irriconoscibile il suo viso; alcuni suppongono che i discepoli lungo la strada di Emmaus non lo riconobbero proprio a causa di tale fatto.

Vs. 9-10. e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, 10 autore di salvezza eterna, essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l’ordine di Melchisedec.

  1. Il Sommo Sacerdote dava al popolo una salvezza che durava un anno, mentre quella di Cristo è eterna.

  2.  Gesù è autore della salvezza, mentre Aronne non lo era; un animale veniva sacrificato e tutti i peccati del popolo venivano accantonati, fino a quando non arrivò l’autore della salvezza definitiva, il Figlio di Dio.

Ora l’autore fa una parentesi nel suo discorso, per poi parlare di Melchisedec nel cap. 7.

Vs. 11.  Su questo argomento avremmo molte cose da dire, ma è difficile spiegarle a voi perché siete diventati lenti a comprendere. 

“Lenti a comprendere” viene espressa con un vocabolo che letteralmente significa “pigri” nel cammino cristiano: siamo esortati a crescere nella fede.

Vs. 12-14.  Infatti, dopo tanto tempo dovreste già essere maestri; invece avete di nuovo bisogno che vi siano insegnati i primi elementi degli oracoli di Dio; siete giunti al punto che avete bisogno di latte e non di cibo solido. 

Chi frequenta una chiesa da tempo deve darsi da fare per diffondere la fede, invece che continuare a voler ricevere, come i bambini che succhiano il latte. Un bambino riceve, ma un adulto deve darsi da fare e vivere la Parola nella quotidianità. Tale abitudine all’apatia spirituale  nei riguardi delle cose di Dio non solo ostacola il progresso, ma è addirittura causa di regresso.

13  Ora, chiunque usa il latte non ha esperienza della parola di giustizia, perché è bambino; 14  ma il cibo solido è per gli adulti; per quelli, cioè, che per via dell’uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male. 


Cap. 6

Vs. 1-3.  Perciò, lasciando l’insegnamento elementare intorno a Cristo, tendiamo a quello superiore e non stiamo a porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio, 2  della dottrina dei battesimi, dell’imposizione delle mani, della risurrezione dei morti e del giudizio eterno. 3  Questo faremo se Dio lo permette. 

Paolo parla ad un gruppo di credenti ebraici, che basa la propria fede sulle opere della legge.

Da questo punto parla di un altro gruppo di persone ed usa il termine “loro”. Hanno inizio dei passi molto controversi nella Bibbia.

Più o meno i credenti evangelici fanno capo a due grandi gruppi:

  • I calvinisti, i quali ritengono che Dio abbia scelto coloro che sono destinati alla salvezza e che Cristo è morto solo per loro; l’uomo non ha il libero arbitrio ma riceve da Dio la fede. La salvezza non ha mai fine per loro perché sono stati scelti.

  • Gli armenisti (da Armenius), che hanno una dottrina antitetica alla precedente: Cristo è morto per tutti gli uomini, l’uomo ha il libero arbitrio e, in base alla scelta effettuata, sarà salvato o meno.

In base alla visuale che si possiede si ha un’interpretazione di questi passi.

Vs. 4-8.  Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo 5  e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, 6  e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia. 7  Quando una terra, imbevuta della pioggia che vi cade frequentemente, produce erbe utili a quelli che la coltivano, riceve benedizione da Dio; 8  ma se produce spine e rovi, è riprovata e prossima a essere maledetta; e la sua fine sarà di essere bruciata. 

Dal vs. 4 all’8 parla di “loro”,

ora parla di nuovo di “voi”.

Alcuni interpretano che sia possibile scadere dalla grazia di Dio, perdendo la salvezza.

Tale interpretazione è sbagliata se si legge il vs. 6, che dice che è impossibile riportarli al ravvedimento. Nessun protestante crede che un uomo che ha peccato non possa essere perdonato se si ravvede, ma al vs. 6 si parla di persone che non possono ravvedersi se cadono, quindi non sta parlando dei credenti: chi di noi, infatti, pur credendo in Dio, non ha mai peccato? Eppure siamo certi di avere ancora la vita eterna.

In 1 Giovanni è scritto di non peccare ma, se pecchiamo, abbiamo un avvocato in cielo, Cristo Gesù il giusto, che intercede per noi presso il Padre. Quindi il perdono è possibile, poiché l’uomo non è perfetto ed ha bisogno della grazia di Dio.

L’autore, quindi, sta parlando dei non credenti, per i quali il peccato è sinonimo della morte poiché non vi è possibilità di salvezza.

Alcuni credono si parli dei credenti perché si dice che:

  • sono stati una volta illuminati 

  • hanno gustato il dono celeste 

  • sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo 

  • e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, 

  • e poi sono caduti,

Hanno conosciuto lo Spirito Santo, la Parola, la potenza di Dio eppure non avranno la salvezza: sono credenti? Ricordiamo però che tutti coloro che hanno incontrato Cristo nella loro vita terrena, in ogni tempo storico, hanno conosciuto tali cose, eppure molti non si sono convertiti: essi verranno giudicati da Dio. Giovanni 3 afferma che la condanna deriva proprio dalla venuta di Gesù, la luce, nel mondo e dall’aver amato più le tenebre che la luce. Dio giudicherà gli empi, i quali senz’altro in qualche modo hanno sperimentato Gesù nella loro vita, ma l’hanno respinto. Sarebbe malvagio, infatti, condannare delle persone che sono all’oscuro della grazia di Dio: hanno avuto l’opportunità, ma non l’hanno accolta. Per essi la condanna è certa.

Vs. 4-6. Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo 5  e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, 6  e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento perché crocifiggono di nuovo per conto loro il Figlio di Dio e lo espongono a infamia.

Quindi, l’autore parla di un gruppo di Ebrei che hanno conosciuto la grazia di Dio, hanno appreso la Parola, gustato la presenza del Signore, ma poi sono tornati nell’ebraismo, rifiutando Cristo.

In Romani 1 Paolo parla di persone che non hanno più possibilità di accedere alla grazia di Dio:

Romani 1: 19-28. poiché quel che si può conoscere di Dio è manifesto in loro, avendolo Dio manifestato loro; 20 infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo essendo percepite per mezzo delle opere sue; perciò essi sono inescusabili, 21 perché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno glorificato come Dio, né l’hanno ringraziato; ma si son dati a vani ragionamenti e il loro cuore privo d’intelligenza si è ottenebrato. 22 Benché si dichiarino sapienti, son diventati stolti, 23  e hanno mutato la gloria del Dio incorruttibile in immagini simili a quelle dell’uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili. 

Statue di santi o venerazione di animali, invece che rivolgersi all’unico creatore, incorruttibile e perfetto.

24  Per questo Dio li ha abbandonati all’impurità, secondo i desideri dei loro cuori, in modo da disonorare fra di loro i loro corpi; 25 essi, che hanno mutato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore, che è benedetto in eterno. Amen. 26 Perciò Dio li ha abbandonati a passioni infami: infatti le loro donne hanno cambiato l’uso naturale in quello che è contro natura; 27 similmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri commettendo uomini con uomini atti infami, ricevendo in loro stessi la meritata ricompensa del proprio traviamento. 28 Siccome non si sono curati di conoscere Dio, Dio li ha abbandonati in balìa della loro mente perversa sì che facessero ciò che è sconveniente; 

Ad un certo punto la grazia avrà fine e Dio abbandonerà coloro che hanno rifiutato Suo Figlio alle perversioni della mente umana.

Vs. 7-8. Quando una terra, imbevuta della pioggia che vi cade frequentemente, produce erbe utili a quelli che la coltivano, riceve benedizione da Dio; 8  ma se produce spine e rovi, è riprovata e prossima a essere maledetta; e la sua fine sarà di essere bruciata. 

Matteo 5: 45. affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 

Cosa rappresenta la pioggia nella Bibbia?

Isaia 55: 10-11. Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, 11  così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata. 

La pioggia, ossia la benedizione di Dio e la sua Parola, cadono su tutti gli esseri umani; cambia la loro reazione: la riceveranno o la respingeranno?

Un altro esempio è nella parabola del seminatore in Luca 8: 11-15.    Il seme era lo stesso, ma il frutto cambia a seconda del terreno in cui cade. 

Or questo è il significato della parabola: il seme è la parola di Dio. 12  Quelli lungo la strada sono coloro che ascoltano, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dal loro cuore, affinché non credano e non siano salvati. 

Hanno ricevuto la Parola, infatti essa viene rubata dal diavolo e non possiamo vederci sottrarre qualcosa che non abbiamo.

13  Quelli sulla roccia sono coloro i quali, quando ascoltano la parola, la ricevono con gioia; ma costoro non hanno radice, credono per un certo tempo ma, quando viene la prova, si tirano indietro. 

Credono con enfasi, ma per poco tempo.

14  Quello che è caduto tra le spine sono coloro che ascoltano, ma se ne vanno e restano soffocati dalle preoccupazioni, dalle ricchezze e dai piaceri della vita, e non arrivano a maturità. 

Anche essi hanno ascoltato la parola, ma poi scelgono di seguire le lusinghe del mondo.

15  E quello che è caduto in un buon terreno sono coloro i quali, dopo aver udito la parola, la ritengono in un cuore onesto e buono, e portano frutto con perseveranza. 

Tutti e quattro i tipi di persone in molte chiese evangeliche sarebbero considerate dei convertiti, ma ciò che differenzia i primi tre dall’ultimo sono i frutti.

Vs. 9. Tuttavia, carissimi, benché parliamo così, siamo persuasi riguardo a voi di cose migliori e attinenti alla salvezza; 

L’autore ha portato l’esempio di coloro che non otterranno la salvezza, ma ora si rivolge di nuovo ai veri credenti, quelli più maturi e lo fa con affetto.

Vs. 10.  Dio infatti non è ingiusto da dimenticare l’opera vostra e l’amore che avete dimostrato per il suo nome con i servizi che avete resi e che rendete tuttora ai santi. 

Dio vede i frutti nella loro vita e si comporta con giustizia.

Vs. 11-12.  Soltanto desideriamo che ciascuno di voi dimostri sino alla fine il medesimo zelo per giungere alla pienezza della speranza, 12  affinché non diventiate indolenti ma siate imitatori di quelli che per fede e pazienza ereditano le promesse. 

I credenti devono avere fede e pazienza, aggrappandosi al Signore, senza arrendersi mai, per ereditare le promesse che Dio ci ha fatto. Questa è la speranza cristiana.

Ora viene usato Abramo come esempio di fede e pazienza:

Vs. 13-14.  Infatti, quando Dio fece la promessa ad Abraamo, siccome non poteva giurare per qualcuno maggiore di lui, giurò per sé stesso, 14  dicendo: «Certo, ti benedirò e ti moltiplicherò grandemente». 

Gli uomini giurano davanti a Dio, che è più grande di loro, ma Egli giurò per se stesso, che è l’Essere maggiore di tutti.

Vs. 15-17.  Così, avendo aspettato con pazienza, Abraamo vide realizzarsi la promessa. 16  Infatti gli uomini giurano per qualcuno maggiore di loro; e per essi il giuramento è la conferma che pone fine a ogni contestazione. 17  Così Dio, volendo mostrare con maggiore evidenza agli eredi della promessa l’immutabilità del suo proposito, intervenne con un giuramento; 

Il giuramento fatto ad Abramo ha seguito tutta la sua discendenza, tra la quale siamo noi, uomini di fede.

Vs. 18.  affinché mediante due cose immutabili, nelle quali è impossibile che Dio abbia mentito, troviamo una potente consolazione noi, che abbiamo cercato il nostro rifugio nell’afferrare saldamente la speranza che ci era messa davanti. 

Due cose immutabili:

  • Dio non può mentire: la Sua Parola è eterna.

Numeri 23: 18-20.     Allora Balaam pronunziò il suo oracolo e disse: «Alzati Balac, e ascolta! Porgimi orecchio, figlio di Sippor! 19  Dio non è un uomo, da dover mentire, né un figlio d’uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola? 20  Ecco, ho ricevuto l’ordine di benedire; egli ha benedetto; io non posso contraddire.

Balam viene pagato per maledire il popolo di Dio, ma siccome esso è stato benedetto e Dio non può mentire, anche Balam deve benedire queste persone.

Ancora oggi lo stato di Israele è benedetto da Dio e protetto dalle nazioni che vogliono distruggerlo: tale benedizione, data ad Abramo, non sarà mai revocata.

  • Dio ha provveduto un agnello per il sacrificio, per poi risuscitarlo, dimostrando che il suo sacrificio è stato accettato.

Rifugio: fa riferimento alle città di rifugio, che proteggevano una persona ricercata per un reato commesso. Tali città sono una figura di Gesù, perché eravamo colpevoli, ma lui ci permette di fuggire dall’ira di Dio.

Vs. 19-20.  Questa speranza la teniamo come un’àncora dell’anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina, 20  dove Gesù è entrato per noi quale precursore, essendo diventato sommo sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec. 

I credenti hanno la promessa immutabile che, se hanno creduto in Gesù, possono partecipare alla promessa eterna fatta ad Abramo.

L’ancora è Gesù, che è penetrato nel luogo santissimo in cielo, agganciato nel Regno di Dio; a Lui siamo legati anche noi, perciò siamo salvi grazie a Cristo.

Gesù è il precursore: tale termine viene utilizzato una sola volta nella Bibbia ed è riferito solo a Gesù. Il precursore è colui che va avanti agli altri e prepara la strada: Egli è Gesù, che sta già nel luogo a preparare una dimora per noi; poi tornerà a prenderci. Questa è la nostra speranza: Gesù è già arrivato al luogo stabilito e noi lo seguiremo.

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