Ebrei 2
Cap. 2
Cristo, il Figlio dell’uomo e sommo sacerdote compassionevole.
Nel capitolo 1 ci è stato presentato il fatto che la rivelazione di Gesù Cristo è totalmente superiore a quella data anticamente. Non significa però che la rivelazione precedente fosse sbagliata, anzi era del tutto valida, perché proveniva da Dio.
Tuttavia si trattava di qualcosa di parziale e non era chiara come quella fatta tramite Gesù Cristo.
Di conseguenza la verità del v.2 costituisce la base per le esortazioni del v.1.
Vs. 2. Infatti, se la Parola pronunziata per mezzo di angeli si dimostrò ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione,
Anche se la rivelazione data durante il periodo dell'Antico Testamento, giunta tramite gli angeli, era parziale, era comunque ferma e proveniva da Dio, perciò era autorevole. Per questo ogni trasgressione e disubbidienza ricevettero una giusta retribuzione. Essendo la rivelazione tramite Cristo tanto superiore a quella del tempo dell'Antico Testamento, quanto più severamente sarà punito, dunque, chiunque non ubbidisce alla verità proclamata dal Signore.
Questa è la base delle esortazioni del v.1.
Vs. 1. Perciò bisogna che ci applichiamo ancora di più alle cose udite, per timore di essere trascinati lontano da esse.
Bisogna che ci atteniamo maggiormente, ossia bisogna che ascoltiamo e seguiamo con cura tutto quello che Gesù Cristo insegna direttamente nei Vangeli e tramite gli autori degli altri libri del Nuovo Testamento, soprattutto a motivo della Sua grandezza, della rivelazione che ci ha dato, della Sua superiorità sugli angeli e dopo aver compreso chi Egli sia e cos’ha fatto per noi. Se non prestiamo attenzione, allora finiremo male!
“Bisogna che ci atteniamo maggiormente” anticamente era un termine nautico che significava che “è necessario controllare con estrema attenzione la rotta che la barca sta prendendo”.
Allo stesso modo: “per timore di essere trascinati lontano da esse” significa proprio che dobbiamo controllare che la barca non si sfracelli contro gli scogli.
Entrambi sono due avvertimenti molto forti! In questo caso sono indirizzati a persone ebree, che potevano essere tentate di tornare alle usanze religiose antiche; per noi, invece, vogliono indurci a non cadere nelle nostre vecchie abitudini, quelle che solitamente facevano parte della nostra vita quando non eravamo convertiti.
Stiamo, dunque, attenti che la nostra barca segua la sua rotta ponendo orecchio alla Parola di Dio e ripassiamo cosa ci ha appena detto nel cap. 1:
Oggi Dio ci parla direttamente attraverso Gesù, senza ausilio di mediatori;
Gesù è erede di tutto l’universo, e esercita la sua autorità e il Suo potere;
Gesù ha creato l’universo, quindi è in grado di aver cura della nostra vita; ci conosce intimamente e vede di noi anche i dettagli più insignificanti;
Gesù è la manifestazione della gloria di Dio;
Gesù è l’impronta dell’essenza di Dio. Se vogliamo conoscere il Padre dobbiamo guardare Gesù, poiché sono perfettamente uguali;
Gesù sostiene l’unione di ogni elemento agli altri con la potenza della Sua parola. Se ci affidiamo a Dio, allora Egli avrà cura della nostra vita;
Gesù ha purificato i nostri peccati grazie al Suo sacrificio; eravamo morti, ma ora abbiamo la vita eterna grazie a Colui che ci ha risuscitato;
ora è seduto alla destra di Dio, perciò in Lui, in questo momento, spiritualmente parlando, anche noi siamo seduti alla presenza del Padre: questa è l’eredità che abbiamo in Gesù;
Gesù è l’unigenito Figlio di Dio;
Gesù è Dio onnipotente.
Perciò, sapendo tutte queste cose Vs. 1. Perciò bisogna che ci applichiamo ancora di più alle cose udite, per timore di essere trascinati lontano da esse.
Rimaniamo ancorati a queste verità per non divenire una barca che va alla deriva, spinta dal vento e fuori dal controllo dell’uomo. Il diavolo vuole deviarci dalla giusta rotta, perciò teniamo viva la fiamma dello Spirito Santo nella nostra vita e rimaniamo ancorati alla Parola di Dio; in caso contrario ci infrangeremo contro gli scogli.
Nessun credente pone come obiettivo nella propria vita quello di sviarsi ed allontanarsi dal Signore, ma se non facciamo attenzione, se non siamo vigili, allora piano piano cominceremo a non pregare più, a non leggere la Parola, a non seguire le riunioni in chiesa e lentamente diventeremo come porte sempre più aperte al peccato. Ricordiamo che Satana è astuto ed agisce di nascosto, con l’intento di portarci lontano dal Signore.
Pietro era certo della propria fede, era presuntuoso, eppure era fragile
Matteo 26:31-35. Allora Gesù disse loro: «Questa notte voi tutti avrete in me un’occasione di caduta; perché è scritto: "Io percoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse". 32 Ma dopo che sarò risuscitato, vi precederò in Galilea».
Più volte Gesù li aveva avvisati della Sua morte e della resurrezione; ora afferma che, dopo tali fatti, li attenderà in Galilea.
33 Pietro, rispondendo, gli disse: «Quand’anche tu fossi per tutti un’occasione di caduta, non lo sarai mai per me». 34 Gesù gli disse: «In verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte».
Il Signore riprende Pietro, ma egli rinforza la sua convinzione:
35 E Pietro a lui: «Quand’anche dovessi morire con te, non ti rinnegherò». E lo stesso dissero pure tutti i discepoli.
Sia Pietro, sia gli altri discepoli avevano una falsa immagine di sé; questo è un rischio che corrono molti altri credenti attuali.
Matteo 26: 69-75. Pietro, intanto, stava seduto fuori nel cortile e una serva gli si avvicinò, dicendo: «Anche tu eri con Gesù il Galileo». 70 Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: «Non so che cosa dici». 71 Come fu uscito nell’atrio, un’altra lo vide e disse a coloro che erano là: «Anche costui era con Gesù Nazareno». 72 Ed egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell’uomo».
Nega con maggiore forza: arriva a giurare.
73 Di lì a poco, coloro che erano presenti si avvicinarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli, perché anche il tuo parlare ti fa riconoscere».
Parla con un dialetto della Galilea.
74 Allora egli cominciò a imprecare e a giurare:
Arriva a pronunciare delle parole sconvenienti.
«Non conosco quell’uomo!» In quell’istante il gallo cantò. 75 Pietro si ricordò delle parole di Gesù che gli aveva dette: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, andato fuori, pianse amaramente.
Pietro era alla deriva: credeva di essere forte, ma non lo era.
Così è per noi: abbiamo un nemico che un po’ alla volta cerca di tentarci in modo subdolo; non ci chiede di cadere in grandi compromessi, ma in piccole cose, ad esempio mettendo al primo posto nella nostra vita qualcosa che non sia Gesù, anche cose non peccaminose, ma che ci inducono all’idolatria. Un piccolo compromesso ne richiama un altro e prima che ce ne accorgiamo siamo lontanissimi dalla retta via.
Ascoltiamo la Parola con santo timore: Vs. 2. Infatti, se la Parola pronunziata per mezzo di angeli si dimostrò ferma e ogni trasgressione e disubbidienza ricevette una giusta retribuzione, Vs. 3. come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza?
Infatti, come dichiara il v.3, non ci sarà alcuno scampo se trascuriamo il Vangelo proclamato da Gesù Cristo.
Vs. 3. come scamperemo noi se trascuriamo una così grande salvezza? Questa, dopo essere stata annunziata prima dal Signore, ci è stata poi confermata da quelli che lo avevano udito,
Se fu ferma la Parola rivelata per mezzo degli angeli, quanto più lo è quella che abbiamo tramite Gesù Cristo. Chi trascura questa Parola, ovvero chi trascura la salvezza offerta tramite il Vangelo di Gesù Cristo, non troverà scampo: arriverà il giudizio e per lui non esisterà alcun modo di evitare la condanna eterna.
Notiamo che l’autore non dice: “se rifiutiamo”, ma semplicemente “se trascuriamo”; il termine greco “amelesantes” viene usato anche in Matteo 22: 5, dove si narra degli ospiti che non dettero importanza all’invito del re a partecipare alle nozze del figlio. Quindi, chi trascura la grazia salvifica di Cristo dimostra di non darle importanza e di ritenerla indegna di essere presa in considerazione. Coloro che si comporteranno in tale modo non avranno via di scampo.
Atti 17:30. Dio dunque, passando sopra i tempi dell’ignoranza, ora comanda agli uomini che tutti, in ogni luogo, si ravvedano,
Un tempo Dio parlava attraverso degli intermediari, ma ora lo ha fatto tramite Gesù, la perfezione, perciò l’ora è giunta: ora è il tempo del ravvedimento, non vi saranno altre possibilità. Chi ha ascoltato il Vangelo e ne ha compreso il messaggio, se lo rifiuta sarà giudicato molto severamente, ancor più di chi non ne è venuto a conoscenza.
L'unico modo per scampare alla perdizione è tramite la salvezza offerta gratuitamente nel Vangelo. Trascurare essa vuol dire essere senza speranza. Questa è la condizione di chi rifiuta il Vangelo, ma anche di chi lo trascura. Infatti, si può essere d'accordo con il Vangelo e comunque sopravvalutarne l’importanza. Chiunque agisce in tal modo si troverà senza speranza.
Efesini 1: 3-11. Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. 4 In lui ci ha eletti prima della creazione del mondo perché fossimo santi e irreprensibili dinanzi a lui, 5 avendoci predestinati nel suo amore a essere adottati per mezzo di Gesù Cristo come suoi figli, secondo il disegno benevolo della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia, che ci ha concessa nel suo amato Figlio. 7 In lui abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8 che egli ha riversata abbondantemente su di noi dandoci ogni sorta di sapienza e d’intelligenza, 9 facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo il disegno benevolo che aveva prestabilito dentro di sé, 10 per realizzarlo quando i tempi fossero compiuti. Esso consiste nel raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che sono nel cielo, quanto quelle che sono sulla terra. 11 In lui siamo anche stati fatti eredi, essendo stati predestinati secondo il proposito di colui che compie ogni cosa secondo la decisione della propria volontà,
La predestinazione in Romani 8 è preconoscenza da parte di Dio: da sempre Egli sa chi di noi avrebbe risposto positivamente al Suo Vangelo e chi lo avrebbe rifiutato. Allo stesso modo, Egli ci vede già in Paradiso. Infatti per Dio passato, presente e futuro non esistono. Noi possiamo scegliere, ma da sempre Dio sa che cosa sceglieremo domani.
Qui è il piano della salvezza, nel quale Dio compie tutte le azioni: l’uomo deve solamente credere all’opera che Egli vuole compiere e alla Sua Parola.
Questo concetto per noi umani è difficile da comprendere, perché ci aspetteremmo di doverci mettere del nostro; ma l’opera è già compiuta: dobbiamo solo afferrarla.
Se comprendiamo queste cose, allora il nostro cuore sarà pieno di ringraziamento e gratitudine; l’amore per Gesù ci terrà al sicuro dalle tentazioni. Ogni giorno siamo in battaglia contro il nemico, perciò abbiamo bisogno della dose quotidiana di manna, che è la Parola di Dio.
Questa Parola, questo Vangelo, è stata inizialmente annunciata dal Signore, dal Signore Gesù stesso; poi, dopo la sua risurrezione e ascensione in cielo, è stata confermata da coloro che l'avevano udita, vale a dire, dagli apostoli e da altri testimoni oculari.
Notiamo come Dio ha confermato la veracità della testimonianza degli apostoli.
Vs. 4. mentre Dio stesso aggiungeva la sua testimonianza alla loro con segni e prodigi, con opere potenti di ogni genere e con distribuzione dello Spirito Santo, secondo la sua volontà.
Tramite gli apostoli Dio compì miracoli e prodigi per dimostrare che il loro messaggio proveniva da Lui. Così, prima ancora che fosse scritto il Nuovo Testamento, si ebbe una chiara conferma che il Vangelo proclamato dagli apostoli proveniva da Dio stesso.
Infatti, in 2 Corinzi 12:11-12, l'apostolo Paolo, per dimostrare di essere un vero apostolo, parla del fatto di aver compiuto segni e prodigi in mezzo a loro.
11 Sono diventato insensato vantandomi, voi mi ci avete costretto, poiché avrei dovuto essere raccomandato da voi, perché non sono stato per nulla inferiore ai sommi apostoli, benché io non sia niente. 12 Ora i segni dell’apostolo sono stati messi in opera fra voi con grande pazienza, con segni e prodigi e con potenti operazioni.”
Il destino eterno di una persona dipende dall’adesione o meno al Vangelo. Se qualcuno lo rifiuta sarà condannato a un'eternità di tormento e per lui non ci sarà scampo nel giudizio. Allo stesso modo, se qualcuno non rifiuta, ma trascura il Vangelo, sarà comunque condannato. Solamente chi abbraccia il Vangelo con tutto il suo cuore sarà perdonato e salvato.
Perciò è giusto che ciascuno di noi si ponga le due domande seguenti: che cosa faccio con il Vangelo? È la base della mia vita?
La salvezza è riservata a chi crede di cuore al Vangelo e pone la sua fede in Gesù Cristo.
Nei versetti 5-9 vediamo ancora di più in che modo Gesù Cristo è assolutamente superiore agli angeli. Ricordate che l'epistola agli Ebrei dimostra, volta dopo volta, in che modo Gesù Cristo è superiore a tutto e a tutti.
Vs. 5-9. Difatti, non è ad angeli che Dio ha sottoposto il mondo futuro del quale parliamo;
Dio ha stabilito che gli angeli debbano servire gli eredi della salvezza e che non abbiano ruoli predominanti nel nondo futuro.
6 anzi, qualcuno in un passo della Scrittura ha reso questa testimonianza: «Che cos’è l’uomo perché tu ti ricordi di lui o il figlio dell’uomo perché tu ti curi di lui?
L’ordine di Dio, secondo il quale sarà l’uomo a governare il nuovo mondo e non gli angeli, era preannunciato già nell’Antico Testamento (Salmo 8).
7 Tu lo hai fatto di poco inferiore agli angeli;
Tuttavia Gesù è un uomo e, come tale, ma solo in quanto uomo, è inferiore ad essi.
lo hai coronato di gloria e d’onore; 8 tu hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi».
Avendogli sottoposto tutte le cose, Dio non ha lasciato nulla che non gli sia soggetto. Al presente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte;
9 però vediamo colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e di onore a motivo della morte che ha sofferto, affinché, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti.
Dio Padre non ha sottoposto il mondo all’adorazione degli angeli, bensì a quella di Gesù Cristo, il Signore. Ricordando poi che uno dei titoli di Gesù è “figlio dell'uomo”, leggiamo ciò che dichiara l'autore, citando il Salmo 8: 6-8.
"Che cosa è l’uomo, perché tu ti ricordi di lui, o il figlio dell’uomo perché lo consideri? 7 Tu lo hai fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli, tu lo hai coronato di gloria e di onore e lo hai costituito sopra le opere delle tue mani; 8 tu gli hai posto tutte le cose sotto i piedi".
Per un po' di tempo, per quanto concerneva la sua posizione, e non la sua essenza, Gesù Cristo fu inferiore agli angeli perché, quando venne sulla terra per vivere da uomo, si spogliò della Sua gloria.
Il piano originario di Dio poneva anche l’uomo al di sopra di tutti gli esseri viventi ed a lui ha sottoposto ogni cosa; a tale situazione perfetta si è contrapposta la disobbedienza umana e, quindi, la caduta.
Genesi 1: 28-31. Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». 29 Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. 30 A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu. 31 Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno.
Dio pone tutta la natura sotto il dominio e l’autorità di Adamo.
In Ebrei 2:8 l’autore cita Salmo 8 e riconosce l’autorità dell’uomo su tutta la natura, secondo il piano originale di Dio; però, con il peccato, Adamo ha perso tale dominio, infatti oggi non possiamo controllare, ad esempio, i terremoti o le altre catastrofi naturali. Da qui il senso di quanto detto nel vs. 8: Al presente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte;
Perché Gesù doveva diventare uomo? Lo comprendiamo in Romani 5:
Romani 5: 12-17. Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato… 13 Poiché, fino alla legge, il peccato era nel mondo, ma il peccato non è imputato quando non c’è legge. 14 Eppure, la morte regnò, da Adamo fino a Mosè, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. 15 Però, la grazia non è come la trasgressione. Perché se per la trasgressione di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo uomo, Gesù Cristo, sono stati riversati abbondantemente su molti. 16 Riguardo al dono non avviene quello che è avvenuto nel caso dell’uno che ha peccato; perché dopo una sola trasgressione il giudizio è diventato condanna, mentre il dono diventa giustificazione dopo molte trasgressioni. 17 Infatti, se per la trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, tanto più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia, regneranno nella vita per mezzo di quell’uno che è Gesù Cristo.
Adamo ha peccato e la morte è entrata nell’uomo. Romani 8 afferma che tutta la natura geme a causa dell’aggravarsi del peccato ed attende con travaglio l’avvento del Regno di Dio, del ritorno di Cristo.
In 1 Corinzi Paolo parla di questo stesso argomento:
1 Corinzi 15:20-28. Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, primizia di quelli che sono morti. 21 Infatti, poiché per mezzo di un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo di un uomo è venuta la risurrezione dei morti. 22 Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saranno tutti vivificati; 23 ma ciascuno al suo turno: Cristo, la primizia; poi quelli che sono di Cristo, alla sua venuta; 24 poi verrà la fine, quando consegnerà il regno nelle mani di Dio Padre, dopo che avrà ridotto al nulla ogni principato, ogni potestà e ogni potenza. 25 Poiché bisogna ch’egli regni finché abbia messo tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi. 26 L’ultimo nemico che sarà distrutto, sarà la morte. 27 Difatti, Dio ha posto ogni cosa sotto i suoi piedi;
Adamo ha perso questa autorità, ma Gesù l’ha recuperata; noi l’abbiamo solamente in Gesù, non in noi stessi.
ma quando dice che ogni cosa gli è sottoposta, è chiaro che colui che gli ha sottoposto ogni cosa, ne è eccettuato. 28 Quando ogni cosa gli sarà stata sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti.
Prima della trasgressione, Adamo ed Eva avevano una piena comunione con Dio Padre; il peccato ha fatto entrare nell’uomo la morte ed ha fatto sì che i suoi eredi assumessero la sua stessa natura peccaminosa. Un uomo ci ha fatto perdere la comunione con Dio, un altro ce l’ha fatta riconquistare. Gesù allora doveva essere pienamente Dio, ma anche totalmente umano
Vs. 8. Al presente però non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte;
Ebrei ci dice che spiritualmente parlando siamo seduti nei luoghi celesti con Dio, ma a noi umanamente non sembra, anzi i problemi umani ci schiacciano anche ora; non ci sentiamo vittoriosi, perciò l’autore di Ebrei riconosce questa che a noi appare come una contraddizione. La soluzione di questo dilemma è nel
Vs. 9. però vediamo Colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli,
in quanto uomo
cioè Gesù, coronato di gloria e di onore a motivo della morte che ha sofferto, affinché, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti.
La soluzione è nel distogliere lo sguardo dalle nostre vicende umane (il mutuo, il lavoro, le tentazioni…) e nel rivolgerlo a Gesù, che ha già vinto ed è in cielo, con Dio. In Lui siamo già vincitori.
Tutti noi siamo stati pesati e trovati mancanti in Adamo; non ci potevamo salvare, eravamo senza speranza. Tuttavia un altro uomo, Gesù, ha vissuto come noi, ma ha vinto contro il peccato. Pur essendo privo di difetti, ha pagato tutte le nostre colpe, che sono state riversate su Lui. Oggi Dio ci vede puri.
Questa è la grazia: un dono gratis per noi, ma pagato a caro prezzo dal Signore.
Ha eliminato ciò che ci separava da Dio;
Vs. 14-15. Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, 15 e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita.
Ha distrutto l’opera di Satana nella nostra vita: il mane non ci domina più.
Ora che Gesù ha compiuto la salvezza sulla croce ed è risuscitato, Dio Padre lo ha coronato di gloria e di onore e lo ha costituito sopra le opere delle sue mani: in altre parole, Gesù Cristo è sovrano su tutto l'universo.
Egli si è abbassato per salvarci, ma poi è stato innalzato al posto di massimo onore nell'universo.
Ogni cosa è ora sotto i piedi di Gesù Cristo, il che vuol dire che Egli è il sovrano di tutto.
Filippesi 2:5-11. Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce. 9 Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, 10 affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, 11 e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.
Ogni ginocchio si piegherà davanti a Gesù Cristo, ogni lingua confesserà che Egli è il Signore; allora sarà glorificato da ogni creatura in tutto l'universo e questo porterà gloria anche a Dio Padre.
Queste non sono semplici parole. Letteralmente, ogni persona di tutta la storia del mondo piegherà le ginocchia davanti a Gesù Cristo e riconoscerà a voce che Egli è veramente il Signore dei signori. Ogni persona che hai conosciuto Gesù, ogni persona che lo ha ignorato, ogni persona che ha rifiutato di sottomettersi a Lui in questa vita sarà costretta ad inginocchiarsi ai suoi piedi prima di essere mandata nel tormento eterno, se non ha riconosciuto Gesù come il Signore della propria vita durante l’esistenza terrena. Non esiste nessun uomo nella storia del mondo che sia minimamente simile a Gesù Cristo, perché Egli è sia uomo sia Dio!
Quanto è assurdo cercare la salvezza fuori da Gesù Cristo, poiché non la si può trovare! Non esiste altro Salvatore, non esiste altro Signore.
Noi siamo stati creati per la gloria di Gesù Cristo. Se Lo riceviamo come Signore e Salvatore, Lo glorifichiamo in questa vita e anche per l'eternità. Chi non si ravvede e non riceve Gesù Cristo come Signore e Salvatore in questa vita, glorificherà Gesù Cristo come giudice, quando sarà costretto ad inginocchiarsi davanti a Lui prima di essere gettato nel lago di fuoco per essere tormentato per tutta l'eternità.
Inginocchiamoci davanti a Gesù Cristo già da ora, per averLo come Salvatore.
Vs. 10-13. Infatti, per condurre molti figli alla gloria, era giusto che colui, a causa del quale e per mezzo del quale sono tutte le cose, rendesse perfetto, per via di sofferenze, l’autore della loro salvezza.
Gesù ha vinto; noi dobbiamo solamente appropriarci della Sua vittoria e farla nostra. Infatti, l’opera di Cristo sulla croce, benché fosse una pietra d’inciampo per gli Ebrei ed una follia per i gentili, in realtà è stata un atto accettato da Dio per espiare i peccati umani. Prima di tale sacrificio l’uomo si trovava in uno stato di degradazione: nato per governare la creazione, era poi caduto in declino a causa del peccato; da qui il bisogno di un ricattatore, Cristo, colui che ha pagato tutte le colpe umane.
11 Sia Colui che santifica
Gesù
sia quelli che sono santificati,
la Chiesa
provengono tutti da uno;
siamo una cosa sola con Cristo. Egli è il nostro precursore, il campione, colui che ha vinto.
per questo egli non si vergogna di chiamarli fratelli, 12 dicendo: «Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli; in mezzo all’assemblea canterò la tua lode».
Cita Salmo 22, nel quale Davide parla come attraverso gli occhi di Cristo sulla croce. E’ un salmo messianico.
13 E di nuovo: «Io metterò la mia fiducia in lui». E inoltre: «Ecco me e i figli che Dio mi ha dati».
Gesù Cristo, Dio eterno, è diventato uomo per poter essere il Salvatore. Per questa ragione Egli può chiamare fratelli coloro che Egli salva. Per essere il Salvatore, era necessario che Gesù Cristo soffrisse.
Quando il brano dichiara, nel v.10, che Gesù fu reso perfetto per mezzo della sofferenza, il termine “perfetto” non vuol dire che prima fosse imperfetto. Piuttosto, questa parola ha il significato di “completo”: per essere il Salvatore, Gesù doveva diventare uomo e soffrire come uomo.
Grazie a Dio, Gesù Cristo ha fatto questo per noi. Che immenso privilegio essere chiamati fratelli da Gesù Cristo quando Egli ci salva, perché tramite la salvezza ci fa veramente diventare figli di Dio.
Figli di Dio: pensateci! Quale privilegio, nella vita, è minimamente paragonabile a quello di essere un figlio di Dio? Quale privilegio nella nostra vita durerà oltre la morte? Nessuna cosa può essere confrontata con l’ essere un figlio di Dio, realtà che durerà per tutta l'eternità.
Come Salvatore, Gesù Cristo si è rivestito di carne e sangue per poterci liberare per sempre dal timore della morte. Anche se non tutti ammettono di averne paura, anche se alcuni, stoltamente, non si rendono conto del pericolo che corrono, tutti coloro che sono senza Dio dovrebbero avere un grande timore della morte. Infatti, l'uomo non può in alcun modo scampare a quel momento fatidico. L'uomo più potente, l'uomo più intelligente, l'uomo più furbo, l'uomo più ricco, tutti devono arrivare alla morte e perderanno ciò a cui si sono aggrappati durante l’esistenza. Grandi e piccoli, ricchi e poveri, buoni e cattivi, la morte arriverà per tutti. Non c'è scampo!
Gesù Cristo è Colui che libera dal timore della morte.
Vs. 14-15. Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne,
I figli condividono con i genitori lo stesso DNA, così noi abbiamo ereditato l’essere incline al peccato da Adamo. Gesù, però, il secondo Adamo, è venuto a creare una stirpe santa, che eredita la santità da Gesù.
egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, 15 e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita.
I non credenti sono figli di Satana e suoi schiavi.
Gesù Cristo è diventato uomo senza smettere di essere Dio, per distruggere il nemico e liberare la Chiesa. Con la sua morte e la sua risurrezione ha vinto Satana e ha liberato tutti quelli che erano tenuti nella schiavitù del peccato per tutta la loro vita. In altre parole, chiunque riceve Gesù Cristo come Salvatore e Signore, viene liberato dalla condanna della morte e del peccato. Non esistono i legami dovuti dai peccati degli antenati: questa è una dottrina diabolica; siamo già liberi dal peccato grazie al sacrificio di Cristo, che ha distrutto l’opera di Satana. Siamo ricchi in Cristo Gesù: afferriamo a piene mani questa realtà!
Satana non ha alcuna autorità nella nostra vita, tranne quella che siamo disposti ad offrirgli: teniamolo lontano da noi, non diamogli spazio; usiamo il nostro libero arbitrio per seguire Gesù.
L’autore descrive la salvezza ottenuta sotto due aspetti:
siamo liberi da Satana,
siamo liberi dalla schiavitù
In Giovanni 11 leggiamo ciò che Gesù disse a Marta, poco prima di risuscitare Lazzaro dalla morte.
Giovanni 11:25-26. Gesù le disse: "Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu
questo?".”
Gesù offre la vera liberazione dalla morte: chi ha Gesù Cristo come Salvatore ha la vittoria.
1 Corinzi 15: 51-57. 51 Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. 53 Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità. 54 Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: «La morte è stata sommersa nella vittoria». 55 «O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?» 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; 57 ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo.
Chi ha Gesù Cristo come Salvatore e Signore ha la vittoria sulla morte e potrà stare per sempre nella presenza di Dio; colui che non ha Gesù Cristo, verrà portato dalla presenza di Dio subito al giudizio, alla condanna e alla punizione eterne.
Quindi, chi ha Gesù Cristo come Salvatore è libero dal timore della morte. Quando morirà, sarà il momento più meraviglioso della sua vita perché entrerà nella presenza di Dio stesso e da quel momento il suo cuore sarà pienamente soddisfatto, per sempre.
Che immenso beneficio, che stupenda benedizione, per chi ha Gesù Cristo come Signore e Salvatore!
Satana è già stato reso impotente: sulla terra ha ancora il suo dominio, ma la sua fine è stabilita. Egli ha avuto in concessione il potere della morte a causa del peccato, che istiga gli altri a compiere; il sacrificio di Cristo ha espiato le colpe umane, annullando il potere del nemico.
Non solo Gesù ci ha salvati dalla morte, ma ha cura dei suoi.
Vs. 16-18. Infatti, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla discendenza di Abraamo.
Gesù vuole redimere e soccorrere i figli di Dio.
Il verbo usato è “epilambanetai” e significa “venire in aiuto”, “prendere per mano”. Lo si trova anche in Geremia 31:9 (citato anche in Ebrei 8.9), dove si racconta di Dio che prende per mano Israele, lo libera dall’Egitto e lo porta fuori da questa terra.
17 Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote
Questa è la prima volta che in questo libro viene usato il termine “sommo sacerdote” nei riguardi di Cristo.
nelle cose che riguardano Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo.
Gesù può comprendere le nostre debolezze, ha sperimentato tutte le nostre tentazioni, però non è caduto nel peccato.
18 Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.
Se nelle tentazioni invochiamo il nome di Gesù, Egli ci verrà in aiuto. Il problema è che quando noi non lo chiamiamo è perché vogliamo peccare.
La progenie di Abrahamo è costituita da coloro che hanno fede in Gesù Cristo perché il patriarca fu salvato per fede.
Galati 3:29. Ora, se siete di Cristo, siete dunque progenie d’Abrahamo ed eredi secondo la promessa.”
Gesù si prende cura della progenie di Abramo, cioè di coloro che hanno fede in lui. Gesù, il sovrano Signore dei signori, il Creatore di tutto, cura personalmente ogni figlio di Dio.
Chi potrebbe fare meglio di Gesù stesso? Egli può curare perfettamente coloro che hanno fede in lui. Perché cercare di curarci da soli, quando non ne siamo capaci? Camminiamo per fede e conosceremo la cura perfetta di Gesù Cristo! Per poterci curare, Gesù è diventato uomo come noi; ha sofferto come uomo, è stato tentato in ogni cosa come uomo, però senza peccare; perciò Egli può curarci in ogni situazione e ogni prova. E’ un misericordioso e fedele sommo sacerdote che tratta con grande amore coloro che vengono da lui umilmente.
Egli è il sommo sacerdote, in altre parole, Gesù è l'unico mediatore fra Dio e l'uomo; non ne esiste un altro. Per l'uomo, quindi, l'unico modo di arrivare a Dio è tramite Gesù Cristo.
Dobbiamo andare direttamente da Cristo, perché Egli è diventato uomo per essere il nostro mediatore. Conosce a fondo ogni sofferenza e ogni tipo di tentazione, perciò può venire in nostro aiuto quando siamo tentati.
Applicazione
Finora in Ebrei abbiamo visto Gesù Cristo nella sua gloria, nella sua misericordia, nella sua potenza, nella sua divinità e ora, in questo capitolo, nel suo ruolo di Salvatore dei peccatori.
Dopo un capitolo simile è importante porci la domanda: chi è Gesù Cristo per me? Non basta quello che so intellettualmente di Lui, importa chi è per me personalmente.
Ciascuno deve essere sicuro di avere Gesù Cristo come Signore e Salvatore.
Nessuno può arrivare alla salvezza con le proprie forze, né può anche solo migliorare la propria vita terrena. Dio è così santo che nessun uomo potrebbe mai arrivare a Lui con il proprio impegno. È Dio che fa arrivare la salvezza fino a noi quando riconosciamo di essere peccatori sotto la Sua condanna, ci ravvediamo e riconosciamo in Gesù Cristo il nostro Signore e Salvatore!