Daniele 9

Daniele 9:1-23
Craig Quam

Daniele 9:21-25
Craig Quam

Daniele 9 (2011)
Craig Quam

Cap. 9

Ci troviamo all’inizio del regno di Dario, il conquistatore di Babilonia e vediamo come Daniele sia solito studiare attentamente la Parola.

La preghiera di Daniele. 

Vs. 1-2.  Nell’anno primo di Dario, figlio di Assuero, della stirpe dei Medi, che fu costituito re sul regno dei Caldei, 2  nel primo anno del suo regno, io, Daniele, compresi dai libri il numero degli anni in cui, secondo la parola dell’Eterno indirizzata al profeta Geremia, dovevano essere portate a compimento le desolazioni di Gerusalemme, è cioè settant’anni. 

Daniele sta studiando Geremia, che aveva profetizzato l’intervento di un re babilonese su Israele, se tale popolo non si sarebbe ravveduto. Ciò è accaduto alla fine del libro di tale profeta ad opera di Nabucodonosor, il quale ha portato in esilio molti ebrei, tra i quali il giovane Daniele.

Da tale studio Daniele apprende che l’esilio sta per terminare.

Geremia 29:10-13.  "Così dice l’Eterno: Quando saranno compiuti settant’anni per Babilonia, io vi visiterò e manderò ad effetto per voi la mia buona parola, facendovi ritornare in questo luogo. 11  Poiché io conosco i pensieri che ho per voi", dice l’Eterno, "pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza. 12  Mi invocherete e verrete a pregarmi, e io vi esaudirò. 13  Mi cercherete e mi troverete, perché mi cercherete con tutto il vostro cuore. 

Daniele legge dell’imminente castigo di Dio, prima di infliggere il quale il Signore proclama tutto il suo amore per il suo popolo. Come un padre amorevole, pur castigando i propri figli, tuttavia li ama con tutto il suo cuore e proprio per il loro bene desidera per loro una correzione. Ricordiamo, infatti, che coloro che non vengono coretti sono figli illegittimi e poco amati. Dio non è contro di noi ma dalla nostra parte e prova per noi un amore immenso; dal canto nostro, però dobbiamo assecondare i suoi piani.

Vs. 3.  Volsi quindi la mia faccia verso il Signore DIO, per cercarlo con preghiera e suppliche, col digiuno, col sacco e con la cenere. 

Ecco cos’ha appena letto Daniele, ossia che noi incontreremo Dio se lo cercheremo con tutto il nostro cuore. Egli, infatti, desidera che lo cerchiamo con passione e con richieste accorate.

Per un ebreo il sacco e la cenere erano un  modo di umiliarsi davanti a Dio.

La preghiera può essere divisa in tre parti:

  • vs. 4-10: confessione delle colpe di Israele e riconoscimento della misericordia contenuta nel patto con Dio;

  • vs. 11-14: il meritato castigo secondo la legge di Mosè;

  • vs. 15-19: richiesta di misericordia affinché Dio ritiri la sua ira e si ricordi di Gerusalemme e del suo popolo.

Vs. 4. Così feci la mia preghiera e confessione all’Eterno, il mio DIO, dicendo: "O Signore, Dio grande e tremendo, che conservi il tuo patto e la tua misericordia con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, 

La preghiera comincia con l’adorazione a Dio.

Vs. 5-15. abbiamo peccato e abbiamo agito perversamente, siamo stati malvagi e ci siamo ribellati, allontanandoci dai tuoi comandamenti e dai tuoi decreti. 6  Non abbiamo ascoltato i profeti, tuoi servi, che hanno parlato nel tuo nome ai nostri re, ai nostri capi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese. 7  O Signore, a te appartiene la giustizia, ma a noi la confusione della faccia come avviene oggi stesso agli uomini di Giuda, agli abitanti di Gerusalemme e a tutto Israele, a quelli vicini e a quelli lontani, in tutti i paesi in cui li hai dispersi, a motivo delle infedeltà che hanno commesso contro di te. 8  O Signore, a noi la confusione della faccia, ai nostri re, ai nostri capi e ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te. 9  Al Signore nostro DIO appartengono la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, 10  e non abbiamo ascoltato la voce dell’Eterno, il nostro DIO, per camminare nelle sue leggi, che ci aveva posto davanti per mezzo dei suoi servi, i profeti. 11  Sì, tutto Israele ha trasgredito la tua legge, si è sviato per non ubbidire alla tua voce; perciò si è riversata su di noi la maledizione e l’imprecazione scritta nella legge di Mosè, servo di DIO, perché abbiamo peccato contro di lui. 12  Così egli ha mandato a compimento le sue parole che aveva pronunciato contro di noi e contro i nostri giudici che ci hanno governato, facendo venire su di noi una grande calamità, perché sotto tutto il cielo non è mai stato fatto nulla di simile a ciò che è stato fatto a Gerusalemme. 13  Come è scritto nella legge di Mosè, tutta questa calamità ci è venuta addosso, tuttavia non abbiamo implorato l’Eterno, il nostro DIO, per convertirci dalle nostre iniquità e prestare attenzione alla tua verità. 14  Perciò l’Eterno ha tenuto in serbo questa calamità e la fatta venire su di noi, perché l’Eterno, il nostro DIO, è giusto in tutte le cose che fa, mentre noi non abbiamo ubbidito alla sua voce. 15  E ora, o Signore, DIO nostro, che facesti uscire il tuo popolo dal paese d’Egitto con mano potente e ti facesti un nome qual è oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito malvagiamente. 

Daniele confessa i peccati di Israele, ai quali non ha partecipato essendo stato un servo fedele lungo tutto il corso della sua vita. Tuttavia non afferma di esserne esserne estraneo, bensì si inserisce nei falli del suo popolo. Egli si identifica con esso, così come alla Chiesa è chiesto di provare il peso per le anime che stanno per andare in perdizione.

Daniele non aveva commesso i peccati che ha descritti, però possedeva per il suo popolo il medesimo cuore che ha Dio per noi. 

Notiamo il riferimento a Mosè poiché in Levitico e in Deuteronomio sono contenute le benedizioni per coloro che obbediscono a Dio e le maledizioni per coloro che sono ribelli. Daniele era un uomo di preghiera.

Dopo essersi umiliato davanti a Dio, ora Daniele comincia ad esprimere le proprie richieste per il popolo.

Vs. 16-18.  O Signore, secondo tutta la tua giustizia, fa ti prego, che la tua ira e il tuo furore si allontanino da Gerusalemme, la tua città, il tuo monte santo, per i nostri peccati e per le iniquità dei nostri padri, Gerusalemme e il tuo popolo sono divenuti oggetto di vituperio per tutti quelli che ci circondano. 17  Perciò ora ascolta, o DIO nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e fa’ risplendere, per amore del Signore, il tuo volto sul tuo santuario che è desolato. 18  O mio DIO, porgi il tuo orecchio e ascolta; apri i tuoi occhi e guarda le nostre desolazioni e la città sulla quale è invocato il tuo nome, perché noi non presentiamo le nostre suppliche davanti a te per le nostre opere giuste, ma per le tue grandi compassioni.

Confrontiamo l’atteggiamento di Daniele con quello della gente del suo tempo:normalmente l’uomo ebraico riteneva di essere giusto poiché seguiva la legge; Daniele, invece, sa di essere una nullità e si presenta al cospetto di Dio per la Sua grazia. 

Vs. 19.  O Signore, ascolta; Signore, perdona; Signore, presta attenzione e opera. Non indugiare, per amor di te stesso, o mio DIO, perché il tuo nome è invocato sulla tua città e sul tuo popolo". 

Chiede di impedire che i peccati del popolo portino una cattiva testimonianza al nome di Dio, affinché esso non venga bestemmiato. Oggi noi potremmo chiedere, allo stesso modo, di far sì che la nostra chiesa locale non sia fonte di scandalo, poiché è collegata col nome di Dio: se roviniamo la testimonianza impediamo alle persone di avvicinarsi alla salvezza.

La risposta portata da Gabriele e la spiegazione delle sette settimane

Vs. 20-22. Mentre io stavo ancora parlando, pregando e confessando il mio peccato e il peccato del mio popolo d’Israele, e presentavo la mia supplica davanti all’Eterno, il mio DIO, per il monte santo del mio DIO, 21  sì, mentre stavo ancora parlando in preghiera, quell’uomo Gabriele, che avevo visto in visione all’inizio, mandato con rapido volo, mi raggiunse verso l’ora dell’oblazione (offerta nel Tempio) della sera. 22  Egli mi ammaestrò, mi parlò e disse: "Daniele, io sono venuto ora per metterti in grado di intendere. 

Il Tempio non esisteva più, né il suo altare, né le offerte serali, però Daniele è un uomo di fede e ricorda ancora in modo indelebile tutti i rituali della fede ebraica. Per lui essi sono ancora importanti, nonostante da tanti anni non vengano più realizzati.

Vs. 23.  All’inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per fartela conoscere, perché tu sei grandemente amato. Fa’ dunque attenzione alla parola e intendi la visione: 

Gabriele afferma di essere stato mandato nell’attimo esatto in cui Daniele ha cominciato a parlare; ciò è incoraggiante per noi perché ci fa capire che Dio ci ascolta immediatamente.

Ora spiega il significato della visione.

Perché il giudizio dura 70 anni?

Levitico 25:1-7 . Qui abbiamo la Legge circa l’anno sabatico. L’Eterno parlò ancora a Mosè sul monte Sinai, dicendo: 2  "Parla ai figli d’Israele e di’ loro: Quando entrerete nel paese che io vi do, la terra osserverà un sabato di riposo per l’Eterno. 3  Per sei anni seminerai il tuo campo, per sei anni poterai la tua vigna e ne raccoglierai i frutti; 4  ma il settimo anno sarà un sabato di riposo per la terra, un sabato in onore dell’Eterno; non seminerai il tuo campo ne poterai la tua vigna. 5  Non mieterai ciò che cresce spontaneamente del tuo raccolto e non vendemmierai l’uva della vigna che non hai potata; sarà un anno di riposo per la terra. 6  Ciò che la terra produrrà durante il suo riposo servirà di nutrimento: a te, al tuo servo, alla tua serva, al tuo operaio e al forestiero, a coloro cioè che risiedono con te 7  al tuo bestiame e agli animali che sono nel tuo paese; tutto il suo prodotto servirà loro di nutrimento. 

Il settimo anno è un anno di riposo della terra. Dopo 7 di questi 7 anni di riposo, ossia dopo 49 anni, c’era il Giubileo, il cinquantesimo anno. In esso gli schiavi venivano liberati e le terre tornavano agli antichi proprietari allo scopo di livellare i possedimenti tra gli uomini.

Levitico 26:32-35. Qui è indicata la maledizione per coloro che disobbediscono a tale legge:  Devasterò il paese; e i vostri nemici che vi abiteranno rimarranno sbalorditi. 33  Disperderò voi fra le nazioni e trarrò fuori la spada contro di voi; il vostro paese sarà desolato e le vostre città saranno deserte. 34  Allora la terra godrà i suoi sabati per tutto il tempo in cui rimarrà desolata e voi sarete nel paese dei vostri nemici; così la terra si riposerà e godrà i suoi sabati. 35  Per tutto il tempo che rimarrà desolata avrà il riposo che non ebbe nei vostri sabati, quando voi l’abitavate.

La terra riposerà in ogni caso, o grazie alla benedizione di Dio ed occupata dal suo popolo, oppure con l’allontanamento dei Giudei, sparsi in un paese straniero.

2 Cronache 36:19-21.  Poi incendiarono la casa di DIO (quando Nabucodonosor invase Israele), demolirono le mura di Gerusalemme, diedero alle fiamme tutti i suoi palazzi e ne distrussero tutti gli oggetti di valore. 20  Inoltre Nebukadnetsar, deportò a Babilonia quelli che erano scampati alla spada essi divennero servitori suoi e dei suoi figli, fino all’avvento del regno di Persia, 21  affinché si adempisse la parola dell’Eterno pronunciata per bocca di Geremia, finché il paese avesse osservato i suoi sabati, Infatti esso osservò il sabato per tutto il tempo della sua desolazione finché furono compiuti i settant’anni. 

Per 490 Israele non ha rispettato il sabato, perciò Dio impone che vengano restituiti alla terra i 70 anni non dedicati al riposo. Ecco perché l’esilio è durato tanto.

Ora Gabriele profetizza circa il futuro e parla di 490 anni e del numero 70:

vs. 24.  Settanta settimane 

In ebraico la parola “settimane” significa letteralmente “sette”; quindi 70 per 7 (= 490 anni) è il tempo in cui accadranno alcune cose al popolo ebraico.

sono stabilite per il tuo popolo e per la tua santa città, 

  1. per far cessare la trasgressione, 

  2. per mettere fine al peccato, 

  3. per espiare l’iniquità, (ciò è avvenuto quando è morto Gesù, che ha pagato per i peccati degli uomini)

I punti 1, 2 e 3 riguardano la prima venuta del Messia.

  1. per far venire una giustizia eterna, 

  2. per sigillare visione e profezia (portare a compimento tutte le profezie, anche quelle che ancora non si sono verificate)

  3. per ungere il luogo santissimo (parla di Gerusalemme, ove ancora non c’è il Tempio, ma verrà ricostruito)

I fatti numerati come 4, 5 e 6 non sono ancora accaduti, ma lo saranno quando Gesù tornerà per stabilire il suo regno eterno a Gerusalemme. Allora si dedicherà al popolo ebraico e alla città di Gerusalemme.

Vs. 25.  Sappi perciò e intendi che da quando è uscito l’ordine di restaurare e ricostruire Gerusalemme (=14 marzo 445 a.C.), fino al Messia, il principe, vi saranno sette settimane e altre sessantadue settimane (=69 settimane, ossia 483 anni); essa sarà nuovamente ricostruita con piazza e fossato, ma in tempi angosciosi. 

E’ stato il re Artaserse al tempo di Neemia a dare l’autorizzazione a ricostruire le mura di Gerusalemme e l’intera città: era il 14 marzo 445 a.C. Quindi, da questa data è possibile stabilire con esattezza la data della venuta del Messia: 10 Nisan 30 d.C., quando gli ebrei vanno a scegliere l’agnello per celebrare la Pasqua. In quel giorno Gesù entra trionfalmente a Gerusalemme in groppa ad un’ asina:

Luca 19: 37-38. E, quando egli fu vicino alla discesa del monte degli Ulivi, tutta la folla dei discepoli iniziò con gioia a lodare Dio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano visto, dicendo: "Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi". 

Questo è l’adempimento di una profezia data a Zaccaria:

Zaccaria 9:9. Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia o figlia di Gerusalemme! Ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e porta salvezza, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina. 

Luca 19:39-44.  E alcuni farisei fra la folla gli dissero: "Maestro, sgrida i tuoi discepoli!". Ai Farisei dava fastidio che Gesù venisse proclamato quale Messia. 40  Ed egli, rispondendo, disse loro: "Io vi dico che se costoro tacessero, griderebbero le pietre". La profezia si deve avverare in ogni caso, anche senza la collaborazione umana. 41  E come egli si avvicinava, vide la città e pianse a su di essa, Gesù piange per una città che lo ha rigettato. 42  dicendo: "Oh, se tu, proprio tu, avessi riconosciuto almeno in questo tuo giorno le cose necessarie alla tua pace! Ma ora esse sono nascoste agli occhi tuoi. 43  Poiché verranno sopra di te dei giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti accerchieranno e ti assedieranno da ogni parte. 44  E abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te; e non lasceranno in te pietra su pietra perché tu non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata". 

Gesù sta dichiarando l’adempimento della profezia di Daniele davanti agli occhi del popolo poiché esso ha rifiutato Dio.

Vs. 26.  Dopo le sessantadue settimane (dopo il totale di 69) il Messia sarà messo a morte e nessuno sarà per lui.(E’ la morte di Gesù) E il popolo (i Romani) di un capo che verrà distruggerà la città e il santuario; la sua fine verrà con un’inondazione, e fino al termine della guerra sono decretate devastazioni. 

Ciò si è adempiuto nel 70 d.C. quando Tito ha distrutto Gerusalemme. Ciò era stato profetizzato da Gesù nel giorno in cui entrò nella città in groppa al puledro.

Anche l’Anticristo verrà dal Mediterraneo ed ora Gabriele parla di lui, quale capo di un Impero Romano restaurato:

vs. 27  Egli stipulerà pure un patto con molti per una settimana, 

Siamo nell’ultima settimana, quella della fine. L’Anticristo stabilisce un patto di pace con Israele.

ma nel mezzo della settimana 

cioè 3 anni e mezzo

farà cessare sacrificio e oblazione; 

proibirà i sacrifici nel tempio

e sulle ali delle abominazioni verrà un devastatore, 

compirà l’abominazione di desolazione, ossia dichiarerà di essere Dio.

Matteo 24:15.  "Quando dunque avrete visto l’abominazione della desolazione predetta dal profeta Daniele (a metà dei 7 anni), posta nel luogo santo (chi legge intenda), 16  allora coloro che sono nella Giudea fuggano ai monti. 

Qui sta parlando ai soli ebrei, poiché solo loro potranno trovarsi in Giudea in quei giorni.

L’adempimento di questa profezia è in

Apocalisse 12: 1-6. Poi apparve nel cielo un gran segno: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. (=Israele e ce lo dice Genesi 37:9-11 con il sogno di Giuseppe, nel quale suo padre, Giacobbe o Israele, e i suoi fratelli si inchinano davanti a lui. Le 12 stelle sono le 12 tribù.) 2  Era incinta e gridava per le doglie e i dolori del parto. 3  Nel cielo apparve anche un altro segno: un gran dragone rosso (=Satana) che aveva sette teste e dieci corna, e sulle sue teste vi erano sette diademi. 4  La sua coda trascinava dietro a sé la terza parte delle stelle del cielo e le gettò sulla terra; poi il dragone si fermò davanti alla donna che stava per partorire, per divorare suo figlio quando lo avesse partorito.(=Gesù e si riferisce all’uccisione dei figli maschi degli ebrei comandata da Erode) 5  Ed ella partorì un figlio maschio, che deve governare tutte le nazioni con uno scettro di ferro(=Gesù e ce lo dice

Salmo 2:7-9.  Dichiarerò il decreto dell’Eterno. Egli mi ha detto: "Tu sei mio figlio oggi io ti ho generato. 8  Chiedimi, e io ti darò le nazioni come tua eredità e le estremità della terra per tua possessione. 9  Tu le spezzerai con una verga di ferro, le frantumerai come un vaso d’argilla"".) 

e il figlio di lei fu rapito presso Dio e il suo trono. Qui è la resurrezione di Cristo.

Ora parla della fine dei tempi:

6  E la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, perché vi sia nutrita durante milleduecentosessanta giorni. (= 3 anni e mezzo) 

Apocalisse 13:4-5. E adorarono il dragone che aveva dato l’autorità alla bestia e adorarono la bestia dicendo: "Chi è simile alla bestia, e chi può combattere con lei?". E le fu data una bocca che proferiva cose grandi e bestemmie; e le fu data potestà di operare per quarantadue mesi. (ossia 3 anni e mezzo)

Apocalisse 11:1-3. Poi mi fu data una canna, simile ad una verga. E l’angelo, stando ritto disse: "Alzati e misura il tempio di Dio, l’altare e quelli che vi adorano, di nuovo c’è la conferma che il tempio sarà ricostruito 

2  ma tralascia il cortile che è fuori del tempio e non misurarlo, perché è stato dato ai gentili, 

Dove un tempo c’era il cortile dei Gentili oggi è stata eretta la Moschea.

ed essi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi (=cioè per altri 3 anni e mezzo. Infatti, dopo che vi sarà entrato l’Anticristo, il Tempio sarà contaminato ed egli vi regnerà per questo tempo stabilito)

3 Ma io darò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno milleduecentosessanta giorni (= 3 anni e mezzo), vestiti di sacco. 

Quando gli Israeliti vedranno avverarsi tali cose dovranno fuggire sui monti o nel deserto e solo in quei luoghi saranno protetti da Dio. Coloro che resteranno, invece, saranno uccisi e tra loro ci saranno questi santi che non hanno ascoltato gli avvertimenti dei profeti.

Sappiamo quindi che l’ultimo periodo della profezia non è ancora venuto, che non è ancora stato ristabilito l’impero romano e che non c’è ancora nella scena mondiale la presenza di costui che soggiogherà il popolo di Israele. Quando questo capo verrà, comanderà per tre anni e mezzo (=la prima metà dei sette anni), ma poi romperà il patto con i Giudei e farà cessare il sacrificio e l’offerta nel Tempio di Dio in Gerusalemme. Ricordiamo che esso deve essere ancora ricostruito a tutt’oggi. Quindi commetterà l’abominazione di desolazione poiché, posseduto dalla potenza di Satana, introdurrà l’idolatria e le esecrazioni più terribili attraverso i Giudei che lo accetteranno come Messia. 

finché la totale distruzione, che è decretata, sarà riversata sul devastatore".

Gesù distruggerà ogni potestà satanica ed avrà la vittoria sul male.

Quanto tempo deve ancora passare prima che cominci quest’ultima settimana? Nessuno lo sa, tranne Dio che conosce ogni cosa.

Nel 1948, dopo circa 2000 anni, il popolo Giudeo è stato restaurato ed è tornato in Palestina, occupando di nuovo quei territori che gli erano appartenuti. Questo popolo sta attendendo “il capo che verrà”, mentre i cristiani sono in attesa del ritorno del grande capo, Gesù Cristo, il quale, come ha promesso, tornerà per accoglierci nella casa celeste in eterno. Nell’attesa vegliamo e preghiamo.

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