Daniele 10
Cap. 10
Anche nel cap. 10 vediamo Daniele agire come uomo di preghiera, cioè servirsi di questo potente mezzo di azione contro il nemico, grazie al quale ha cambiato la storia di vari popoli (Babilonesi, Medi e Persiani). Il re Nabucodonosor è arrivato alla salvezza e forse anche Dario, sempre grazie alle preghiere di Daniele. Se guardiamo la storia della chiesa, infatti, vediamo come i più potenti sconvolgimenti siano avvenuti grazie all’intercessione di cristiani che dedicavano tutti se stessi alla preghiera, affamati per Dio.
Il cap. 10 è unito all’11 e al 12 poiché nel primo vediamo lo sconvolgente incontro di Daniele con Gesù e con alcuni angeli, mentre negli altri due c’è la profezia riguardante gli ultimi tempi.
Vs. 1. Nel terzo anno di Ciro, re di Persia,
Ciro sta regnando da tre anni.
Nel primo anno aveva già pubblicato un editto, nel quale affermava di aver ricevuto da Dio l’incarico di edificargli un tempio a Gerusalemme (V. Esdra 1:2). Sappiamo che già prima della sua nascita egli era stato scelto da Dio quale liberatore degli ebrei dall’esilio; tale informazione ce la rivela Isaia, il quale ne cita il nome preciso: Ciro.
una parola fu rivelata a Daniele, che si chiamava Beltshatsar. La parola è verace e il conflitto lungo. Egli comprese la parola ed ebbe intendimento della visione.
Daniele ha la visione della lotta dura che attendeva il suo popolo, ed allora decide di digiunare e pregare per 21 giorni.
Vs. 2-3. In quel tempo, io Daniele feci cordoglio per tre settimane intere. 3 Non mangiai cibo prelibato, non entrarono nella mia bocca né carne né vino e non mi unsi affatto, finché non furono passate tre intere settimane.
Per tutto questo tempo Daniele cerca il volto di Dio poiché vuole conoscere il senso della sua visione. Perché Dio impiega tanto tempo per rispondergli? Anche tale fatto gli verrà rivelato più avanti.
Vs. 4. Il ventiquattresimo giorno del primo mese, mentre ero sulla sponda del gran fiume, che è il Tigri,
Sappiamo con esattezza il giorno esatto ed il luogo(in Iraq) in cui Daniele si trova in carne ed ossa al momento della visione.
Vs. 5-9. alzai gli occhi e guardai, ed ecco un uomo vestito di lino, con ai lombi, una cintura d’oro di Ufaz. 6 Il suo corpo era simile al topazio, la sua faccia aveva l’aspetto della folgore, i suoi occhi erano come torce fiammeggianti, le sue braccia e i suoi piedi parevano bronzo lucidato e il suono delle sue parole era come il rumore di una moltitudine. 7 Soltanto io, Daniele, vidi la visione, mentre gli uomini che erano con me non videro la visione, ma un gran terrore piombò su di loro e fuggirono a nascondersi. 8 Così rimasi solo a osservare questa grande visione. In me non rimase più forza; il bel colorito cambiò in un pallore e le forze mi vennero meno. 9 Tuttavia udii il suono delle sue parole; all’udire però il suono delle sue parole, caddi in un profondo sonno con la faccia a terra.
Daniele ha una visione soprannaturale e vede Gesù stesso e lo comprendiamo leggendo
Apocalisse 1: 13-18. e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, vestito d’una veste lunga fino ai piedi e cinto d’una cintura d’oro al petto. 14 Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come bianca lana, come neve, e i suoi occhi somigliavano ad una fiamma di fuoco, 15 i suoi piedi erano simili a bronzo lucente, come se fossero stati arroventati in una fornace e la sua voce era come il fragore di molte acque. 16 Egli aveva nella sua mano destra sette stelle e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, e il suo aspetto era come il sole che risplende nella sua forza. 17 Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: "Non temere! Io sono il primo e l’ultimo, 18 e il vivente;
Sia Daniele che Giovanni hanno visto in anticipo il Signore, hanno anche avuto la rivelazione della fine dei tempi ed entrambi hanno reagito allo stesso modo, ossia sono caduti a terra privi di forze.
Giovanni, però viene toccato dal Signore, mentre Daniele lo è da un angelo.
Dunque qui vediamo quanto sia stato privilegiato Daniele, il quale, essendo grandemente amato, ha visto il Signore faccia a faccia.
Vs. 10-14. Ma ecco, una mano mi toccò e mi fece stare tutto tremante sulle ginocchia e sulle palme delle mani. 11 Poi mi disse: "Daniele, uomo grandemente amato intendi le parole che ti dico e alzati in piedi, perché ora sono stato mandato da te". Quando mi ebbe detto questa parola, io mi alzai in piedi tutto tremante. 12 Egli allora mi disse: "Non temere,(come dice a Giovanni) Daniele, perché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di intendere e di umiliarti davanti al tuo DIO, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto in risposta alle tue parole. 13 Ma il principe del regno di Persia mi ha resistito ventun giorni, però ecco, Mikael, uno dei primi principi, mi è venuto in aiuto, perché ero rimasto là con il re di Persia. 14 E ora sono venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo popolo negli ultimi giorni; perché la visione riguarda un tempo futuro".
Un angelo tocca Daniele ed afferma di aver combattuto per 21 giorni contro il re satanico della Persia, che gli ha resistito. Colui che parla non può essere Gesù, al quale nessuno può resistere, ma probabilmente è Gabriele, che ha combattuto il demone con l’aiuto di Michele.
Qui comprendiamo come la preghiera sia il grande ed unico mezzo per rivolgerci a Dio affinché ascolti le nostre afflizioni e come Egli risponda immediatamente alle suppliche dei suoi figli. Come descritto nei versetti, appena ci disponiamo in preghiera e ci rivolgiamo al Signore Gesù, dobbiamo sapere con certezza che le nostre parole sono state udite e ciò ci darà la pace che questo mondo non ci può dare. Perciò, anche se la risposta alle nostre preghiere dovesse tardare, siamo certi che arriverà e che la nostra vita è al sicuro nelle mani di Dio.
Quanto descritto nel vs. 13, però, ci deve far comprendere quanto deve essere grande la potenza del diavolo sopra ad ogni nazione se riuscì a trattenere il messaggero celeste. Anche Paolo in Efesini 6 afferma che i cristiani combattono contro principati e potestà diaboliche spirituali, poste da Satana sopra alle nazioni. Egli non mentì quando promise a Gesù il possesso di tutti i regni della terra, poiché di fatto Satana ne è il padrone; ma un giorno Dio glieli strapperà dalle mani e lo getterà nello stagno di fuoco.
Molte volte Satana interviene nella nostra vita attaccandoci e trattenendoci nel nostro percorso di fede con tribolazioni e lusinghe che non sappiamo comprendere. Quando ciò accade, non dobbiamo fare altro che invocare il Signore, appartandoci con le preghiere e con il digiuno.
Come Daniele, anche noi abbiamo bisogno di calma interiore per recepire la Parola, ma per comprendere i piani di Dio è necessario vivere separati dalle attrattive del mondo e lontani dal peccato.
Dal vs. 15 vediamo come il timore per Dio fa confessare a Daniele lo sconcerto per la visione e la condizione psicologica sopravvenuta, ma nei vs. 18 e 19 la Parola diede forza a Daniele. Ora, se un servitore così onorato quale era Daniele necessitava di quel momento nella Parola, figuriamoci noi quanto più abbiamo bisogno di un momento di consolazione per far sparire dalla nostra mente e dal nostro cuore le afflizioni.
Vs. 15-21. Mentre mi parlava in questa maniera, abbassai la faccia a terra e ammutolii. 16 Ed ecco uno con le sembianze di un figlio d’uomo mi toccò le labbra. Allora io apersi la bocca, parlai e dissi a colui che mi stava davanti: "Signor mio, per questa visione mi hanno colto gli spasimi e le forze mi son venute meno. 17 E come potrebbe un tale servo del mio signore parlare con un tale mio signore, perché ora le forze mi hanno lasciato e mi manca persino il respiro?". 18 Allora colui che aveva le sembianze d’uomo mi toccò di nuovo e mi fortificò, 19 e disse: "O uomo grandemente amato, non temere, pace a te, riprendi forza, sì, riprendi forza". Quando mi ebbe parlato, io ripresi forza e dissi: "Parli pure il mio Signore, perché mi hai dato forza". 20 Quindi egli disse: "Sai tu perché io sono venuto da te? Ora tornerò a combattere con il principe di Persia; e quando sarò uscito, ecco, verrà il principe di Javan (Gracia). 21 Ma io ti farò conoscere ciò che è scritto nel libro della verità; e non c’è nessuno che si comporti valorosamente con me contro costoro tranne Mikael, il vostro principe".
Qui si parla ancora di Michele, l’angelo protettore di Israele.
Javan è la Grecia, perciò l’angelo sta dicendo che ora sta combattendo contro il demone della Persia e che successivamente si sarebbe rivolto contro quello della Grecia. Infatti, dopo Ciro vedremo il governo di Alessandro Magno, re della Grecia. Quindi, probabilmente, quando vediamo dei cambiamenti geografici, si avverano anche dei mutamenti nelle potestà che dominano malvagiamente su queste nazioni.
Ezechiele 28.1 La parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: 2 "Figlio d’uomo, di’ al principe di Tiro ( è uno spirito satanico). Così dice il Signore, l’Eterno: Poiché il tuo cuore si è innalzato e hai detto: Io sono un dio, io siedo su un trono di dèi nel cuore dei mari mentre sei un uomo e non un dio, anche se hai fatto il tuo cuore come il cuore di Dio. 3 Ecco tu sei più savio di Daniele, nessun segreto rimane nascosto a te. 4 Con la tua sapienza e con la tua intelligenza ti sei procurato ricchezze e hai ammassato oro e argento nei tuoi tesori; 5 con la tua grande sapienza con il tuo commercio hai accresciuto le tue ricchezze e a motivo delle tue ricchezze il tuo cuore si è innalzato". 6 Per questo così dice il Signore, l’Eterno: "Poiché hai fatto il tuo cuore come il cuore di Dio, 7 perciò ecco, io farò venire contro di te le più terribili nazioni; essi sguaineranno le loro spade contro lo splendore della tua sapienza e contamineranno la tua bellezza. 8 Ti faranno scendere nella fossa e tu morirai della morte di quelli che sono trafitti nel cuore dei mari. 9 Continuerai tu a dire: "Io sono un dio" davanti a chi ti ucciderà? Ma sarai un uomo e non un dio nelle mani di chi ti trafiggerà. 10 Tu morirai della morte degli incirconcisi per mano di stranieri, perché io ho parlato", dice il Signore, l’Eterno. 11 La parola dell’Eterno mi fu rivolta dicendo: 12 "Figlio d’uomo, innalza una lamentazione sul re di Tiro e digli: Cosi dice il Signore, l’Eterno: (ora parla di Satana) Tu eri il sigillo della perfezione, pieno di sapienza e perfetto in bellezza. 13 Eri nell’Eden il giardino di DIO; eri coperto d’ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici, diaspri, zaffiri, carbonchi, smeraldi e oro; la lavorazione dei tuoi tamburelli e dei tuoi flauti fu preparata per te nel giorno in cui fosti creato. 14 Tu eri un cherubino, unto, un protettore. Io ti avevo posto sul monte santo di DIO e camminavi in mezzo a pietre di fuoco. 15 Tu eri perfetto nelle tue vie dal giorno in cui fosti creato, finché non si trovò in te la perversità. 16 Per l’abbondanza del tuo commercio, ti sei riempito di violenza e hai peccato; perciò ti ho scacciato come un profano dal monte di DIO e ti ho distrutto o cherubino protettore di mezzo alle pietre di fuoco. 17 Il tuo cuore si era innalzato per la tua bellezza; hai corrotto la tua sapienza a motivo del tuo splendore. Ti getto a terra, ti metto davanti ai re, perché ti vedano. 18 Con la moltitudine delle tue iniquità, con la malvagità del tuo commercio hai profanato i tuoi santuari. Perciò ho fatto uscire di mezzo a te un fuoco che ti ha divorato, e ti ho ridotto in cenere sulla terra sotto gli occhi di quanti ti guardavano. 19 Tutti quelli che ti conoscevano tra i popoli restano stupefatti di te; sei diventato oggetto di terrore e non esisterai mai più". 20 La parola dell’Eterno mi fu rivolta, dicendo: 21 "Figlio d’Uomo, volgi la faccia verso Sidone e profetizza contro di lei, 22 e di’ “Così dice il Signore, l’Eterno: Ecco, io sono contro di te, o Sidone, e sarò glorificato in mezzo a te. Riconosceranno che io sono l’Eterno quando eseguirò i miei giudizi in mezzo a lei e sarò santificato in lei. 23 Manderò su di lei la peste e il sangue nelle sue vie in mezzo ad essa cadranno gli uccisi dalla spada, mandata contro di lei da ogni parte. Allora riconosceranno che io sono l’Eterno. 24 E non ci sarà più per la casa d’Israele, alcun aculeo pungente o spina dolorosa fra tutti i suoi vicini che la disprezzano. Allora riconosceranno che io sono il Signore, l’Eterno". 25 Così dice il Signore, l’Eterno: "Quando avrò raccolto quelli della casa d’Israele di mezzo ai popoli fra i quali sono dispersi e mi santificherò in loro agli occhi delle nazioni, essi abiteranno nel loro paese, che diedi al mio servo Giacobbe. 26 Vi abiteranno al sicuro, edificheranno case e pianteranno vigne; sì, abiteranno al sicuro, quando eseguirò i miei giudizi su tutti quelli intorno a loro che li disprezzano. Allora riconosceranno che io sono l’Eterno, il loro DIO".
Isaia 14. 1 Poiché l’Eterno avrà pietà di Giacobbe, sceglierà ancora Israele e li ristabilirà sulla loro terra, gli stranieri si uniranno a loro e si stringeranno alla casa di Giacobbe. 2 I popoli li prenderanno e li ricondurranno nel loro paese e la casa d’Israele li possederà nel paese dell’Eterno come servi e serve; faranno prigionieri quelli che li avevano fatti prigionieri e regneranno sui loro oppressori. 3 Così nel giorno in cui l’Eterno ti avrà dato riposo dal tuo affanno, dalla tua agitazione e dalla dura schiavitù alla quale eri stato asservito, 4 tu pronunzierai questa sentenza sul re di Babilonia e dirai: "Come è finito l’oppressore, l’esattrice d’oro è finita. 5 L’Eterno ha spezzato il bastone degli empi, lo scettro dei despoti. 6 Colui che nel suo furore percuoteva i popoli con colpi incessanti, colui che dominava con ira sulle nazioni è inseguito senza misericordia. 7 Tutta la terra riposa tranquilla, la gente erompe in gridi di gioia. 8 Perfino i cipressi e i cedri del Libano gioiscono per te e dicono: "Da quando sei atterrato, nessun tagliabosco è più salito contro di noi". 9 Lo Sceol, di sotto è in agitazione per te, per farsi incontro al tuo arrivo; esso risveglia gli spiriti dei trapassati, tutti i principi della terra; ha fatto alzare dai loro troni tutti i re delle nazioni. 10 Tutti prendono la parola per dirti: Anche tu sei diventato debole come noi e sei divenuto simile a noi. 11 Il tuo fasto è precipitato nello Sceol assieme al suono delle tue arpe; sotto di te si stende un letto di vermi e i vermi sono la tua coperta. 12 Come mai sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato gettato a terra, tu che atterravi le nazioni? 13 Tu dicevi in cuor tuo: "Io salirò in cielo, innalzerò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò sul monte dell’assemblea, nella parte estrema del nord; 14 salirò sulle parti più alte delle nubi, sarò simile all’Altissimo". 15 Invece sarai precipitato nello Sceol, nelle profondità della fossa, 16 Quanti ti vedono ti guardano fisso, ti osservano attentamente e dicono: "E’ questo l’uomo che faceva tremare la terra, che scuoteva i regni, 17 che ridusse il mondo come un deserto, distrusse le sue città e non lasciò mai andar liberi i suoi prigionieri?" 18 Tutti i re delle nazioni, tutti quanti riposano in gloria, ciascuno nel proprio sepolcro; 19 tu invece sei stato gettato lontano dalla tua tomba come un germoglio abominevole, come un vestito di uccisi trafitti colla spada, che scendono sui sassi della fossa, come un cadavere calpestato. 20 Tu non sarai riunito a loro nella sepoltura, perché hai distrutto il tuo paese e hai ucciso il tuo popolo; la discendenza dei malfattori non sarà più nominata. 21 Preparate il massacro dei suoi figli a causa della iniquità dei loro padri, perché non si alzino più a prendere possesso della terra e a riempire la faccia del mondo di città. 22 Io mi leverò contro di loro dice l’Eterno degli eserciti, e sterminerò da Babilonia il nome e i superstiti, la progenie e la discendenza dice l’Eterno. 23 e farò il dominio del porcospino e paludi di acqua, la spazzerò con la scopa della distruzione dice l’Eterno degli eserciti". 24 L’Eterno degli eserciti ha giurato, dicendo: "In verità come ho pensato, così sarà, e come ho deciso, così accadrà. 25 Frantumerò l’Assiro nel mio paese e lo calpesterò sui miei monti; allora il suo giogo sarà rimosso da essi, e il suo carico sarà rimosso dalle loro spalle. 26 Questo è il piano deciso contro tutta la terra e questa è la mano stesa contro tutte le nazioni. 27 Poiché l’Eterno degli eserciti ha deciso questo e chi potrà annullarlo? La sua mano è stesa e chi potrà fargliela ritirare?". 28 Nell’anno della morte del re Achaz fu pronunciata questa profezia: 29 "Non ti rallegrare, o Filistia tutta quanta, perché la verga che ti colpiva è spezzata! Poiché dalla radice del serpente uscirà una vipera, e il suo frutto sarà un serpente ardente e volante. 30 I primogeniti dei poveri avranno di che cibarsi e i bisognosi riposeranno al sicuro; ma farò morire di fame la tua radice, e questo distruggerà il tuo residuo. 31 Urla, o porta, grida, o città! Struggi, o Filistia tutta quanta, perché dal nord viene un fumo, e nessuno lascia il suo posto nelle sue schiere". 32 Che si risponderà ai messaggeri di questa nazione? "Che l’Eterno ha fondato Sion e in essa gli afflitti del suo popolo trovano rifugio".
Quando i discepoli non riuscirono a cacciare un demone, Gesù disse loro in Matteo 17:21. Ora questa specie di demoni non esce se non mediante la preghiera e il digiuno".
Il digiuno e la preghiera sono delle armi che dovremmo usare.
Giobbe 1:6-12. Un giorno avvenne che i figli di DIO andarono a presentarsi davanti all’Eterno e in mezzo a loro andò anche Satana. 7 L’Eterno disse a Satana: "Da dove vieni?". Satana rispose all’Eterno e disse: "Dall’andare avanti e indietro sulla terra e dal percorrerla su e giù". 8 L’Eterno disse a Satana: "Hai notato il mio servo Giobbe? Poiché sulla terra non c’è nessun altro come lui, che è integro retto, tema DIO e fugga il male". 9 Allora Satana rispose all’Eterno e disse: "E’ forse per nulla che Giobbe teme DIO?" 10 Non hai tu messo un riparo tutt’intorno a lui, alla sua casa e a tutto ciò che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani e il suo bestiame è grandemente cresciuto nel paese. 11 Ma stendi la tua mano e tocca tutto ciò che possiede e vedrai se non ti maledice in faccia". 12 L’Eterno disse a Satana: "Ecco, tutto ciò che possiede è in tuo potere non stendere però la mano sulla sua persona". Così Satana si ritirò dalla presenza dell’Eterno.
Questo è un esempio di ciò che accade nei luoghi celesti e ci fa comprendere le modalità di azione del maligno, il quale va per il mondo simile ad un leone ruggente allo scopo di trovare qualcuno da divorare. Egli studia i cristiani, ne conosce le debolezze e tutti gli avvenimenti della vita, perciò sa bene quali note toccare per avere da noi una reazione impulsiva.
Nel vs. 12 si comprende come il male che ci accade viene da Satana, mai da Dio, anche se però il Padre lo permette al fine di portare a termine i suoi scopi. Guardiamo, ad es, la vita di Giobbe:
Giobbe 1: 13-22. Così un giorno avvenne che mentre i suoi figli e le sue figlie mangiavano e bevevano vino in casa del loro fratello maggiore, giunse da Giobbe un messaggero a dirgli: 14 "I buoi stavano arando e le asine pascolavano nelle vicinanze, 15 quando i Sabei sono piombati loro addosso, e li hanno portati via e hanno passato a fil di spada i servi. Io solo sono scampato per venire a dirtelo". 16 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: "Il fuoco di DIO è caduto dal cielo, ha investito pecore e servi e li ha divorati. Io solo sono scampato per venire a dirtelo". 17 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: "I Caldei hanno formato tre bande, si sono gettati sui cammelli e li hanno portati via, e hanno passato a fil di spada i servi. Io solo sono scampato per venire a dirtelo". 18 Egli stava ancora parlando, quando giunse un altro e disse: "I tuoi figli e le tue figlie stavano mangiando e bevendo vino in casa del loro fratello maggiore. 19 quand’ecco un vento impetuoso, venuto dal deserto, ha investito i quattro angoli della casa che è caduta sui giovani, ed essi sono morti. Io solo sono scampato per venire a dirtelo". 20 Allora Giobbe si alzò, si stracciò il suo mantello e si rase il capo; poi cadde a terra e adorò, 21 e disse: "Nudo sono uscito dal grembo di mia madre e nudo vi ritornerò. L’Eterno ha dato e l’Eterno ha tolto. Sia benedetto il nome dell’Eterno". 22 In tutto questo Giobbe non peccò e non accusò DIO di alcuna ingiustizia.
Ecco la reazione di un vero uomo di Dio.
Efesini ci insegna come fare a difenderci dal nemico:
Efesini 6:10-18. Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza. 11 Rivestitevi dell’intera armatura di Dio per poter rimanere ritti e saldi contro le insidie del diavolo 12 poiché il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti. 13 Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa. 14 State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia, 15 e avendo i piedi calzati con la prontezza dell’evangelo della pace, 16 soprattutto prendendo lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. 17 Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, 18 pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi,
Satana si serve dei nostri familiari, dei colleghi o comunque di coloro che conosciamo per colpirci, ma noi dobbiamo essere avveduti e smascherare i suoi piani malvagi.
2 Corinzi 10:3-5. Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, 4 perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, 5 affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo,
Non possiamo vincere contro il diavolo con armi carnali, ma attraverso mezzi spirituali, quali la Parola, la preghiera e il digiuno.
Efesini 6 ci elenca queste armi: la preghiera, la nostra presenza in Cristo, la Parola di Dio, il digiuno. Esse sono la nostra risposta contro gli attacchi del nemico.
Apocalisse 20:10. Allora il diavolo, che le ha sedotte sarà gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli.
Questa sarà la fine di Satana per l’eternità.
Quale sarà, invece, quella dei figli di Dio?
Apocalisse 21: 2-7. E io, Giovanni, vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 E udii una gran voce dal cielo, che diceva: "Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Ed egli abiterà con loro; e essi saranno suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio. 4 E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate". 5 Allora colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio tutte le cose nuove". Poi mi disse: "Scrivi, perché queste parole sono veraci e fedeli". 6 E mi disse ancora: "E’ fatto! Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell’acqua della vita. 7 Chi vince erediterà tutte le cose, e io sarò per lui Dio ed egli sarà per me figlio.