Daniele 6

Daniele 6
Craig Quam

Cap. 6

E’ scaduto il tempo di Belshatsar, sconfitto da Dario, re dei Medi. Siamo al tempo del secondo impero mondiale, quello dei Medi e Persiani, rappresentati dalle braccia e dal petto d’argento nel sogno di Nabucodonosor. E’ un impero inferiore rispetto al precedente e destinato a decadere.

E’ diviso in due parti, i Medi e i Persiani, comandati rispettivamente da Dario e da Ciro. Secondo gli storici Dario non ebbe una vita molto lunga e Ciro comandò poi su entrambi i regni. Egli fu colui che permise agli ebrei il ritorno in Palestina.

Daniele nella fossa dei leoni.

Vs. 1-2.  Piacque a Dario di stabilire sul regno centoventi satrapi, i quali fossero preposti su tutto il regno, 2  e sopra di loro tre prefetti, di cui uno era Daniele, ai quali quei satrapi dovevano render conto, perché il re non ne soffrisse alcun danno. 

Ci troviamo di fronte ad un modo di regnare diverso dai precedenti. Infatti, mentre un tempo tutto il potere era accentrato su un’unica persona, il sovrano, con Dario vediamo l’istituzione di un gruppo di uomini che stabiliscono le leggi, le quali devono essere rispettate anche dal re. E’ una democrazia, che vuole una legge uguale per tutti i cittadini.

Daniele diviene un personaggio di spicco anche durante questo regno.

Vs. 3.  Ora questo Daniele eccelleva sugli altri prefetti e satrapi, perché in lui c’era uno spirito superiore, e il re pensava di stabilirlo sopra tutto il regno. 

Daniele è guidato dallo Spirito Santo ed anche in questo caso riceve da Dio l’onore di eccellere sopra ogni altro. E’ tenuto in alta considerazione dal re, che riconosce in lui la presenza di “uno spirito superiore”.

Vs. 4.  Allora i prefetti e i satrapi cercarono di trovare un pretesto contro Daniele riguardo l’amministrazione del regno, ma non poterono trovare alcun pretesto o corruzione, perché egli era fedele e non si poté trovare in lui alcun errore o corruzione. 

I satrapi cercano un qualunque appiglio per mettere in cattiva luce Daniele poiché spinti da due sentimenti: dalla gelosia per l’alta carica che egli riveste e dalla paura che quest’uomo retto metta in luce i loro imbrogli a danno del sovrano. Daniele e’ onesto ed in nessun caso si sarebbe piegato ad avallare dei comportamenti scorretti.

Vs. 5.  Allora quegli uomini dissero: "Non troveremo mai nessun pretesto contro questo Daniele, eccetto che lo troviamo contro di lui nella legge stessa del suo Dio".

Quindi cercano di trovare un pretesto all’interno della sua fedeltà a Dio, così diversa dalla loro religiosità idolatra.

Vs. 6-9.  Allora quei prefetti e satrapi si radunarono tumultuosamente presso il re e gli dissero: "O re Dario, possa tu vivere per sempre! 7  Tutti i prefetti del regno, i governatori e i satrapi, i consiglieri e i comandanti si sono consultati insieme per promulgare un editto reale e fare un fermo decreto, in base ai quali chiunque durante trenta giorni rivolgerà una richiesta a qualsiasi dio o uomo all’infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni. 8  Ora, o re, promulga il decreto e firma il documento, in modo che non possa essere cambiato in conformità alla legge dei Medi e dei Persiani, che è irrevocabile". 9  Il re Dario quindi firmò il documento e il decreto.

Allora si accordano per far promulgare un editto che stabilisca il divieto di rivolgere alcuna richiesta ad un uomo o ad una divinità, ma solamente al re. Mentono affermando di essere d’accordo all’unanimità, ma ciò e’ falso poiché Daniele non e’ al corrente della cosa. Spingono il sovrano a firmare tale legge facendo leva sul suo orgoglio, poiché lo lodano e lo elevano al pari di un dio. In  questo modo dimostra di essere un sovrano corruttibile attraverso l’adulazione, ma ciò è molto pericoloso. Infatti:

Proverbi 29:5. L’uomo che adula il suo prossimo tende una rete sui suoi passi. 

Questa adulazione dei satrapi era una trappola preparata per il re.

Proverbi 28:23.  Chi riprende qualcuno troverà poi maggior favore di chi lo adula con la lingua. 

Proverbi 26:28. La lingua bugiarda odia quelli che ha ferito, e la bocca adulatrice produce rovina. 

Proverbi 27:6. Fedeli sono le ferite di un amico, ma ingannevoli sono i baci di un nemico. 

Un amico ci corregge per amore, mentre un nemico può baciarci, ma le sue labbra sono mendaci.

Il re non dimostra alcun discernimento, poiché non si consulta con Daniele, ma lascia che alcune parole adulatrici si prendano gioco di lui. Questo editto, infatti, avrebbe portato la morte di Daniele e, quindi, un grande danno al re Dario, che su questo uomo contava grandemente. Inoltre, certamente tra questi satrapi vi erano degli uomini che molti anni prima avevano vista la loro vita risparmiata, quando grazie a Daniele è stato interpretato il sogno di Nabucodonosor. Ecco qui vediamo il ringraziamento per una grazia avuta in dono.

Daniele 11:32. Con lusinghe corromperà coloro che agiscono empiamente contro il patto ma il popolo di quelli che conoscono il loro DIO mostrerà fermezza e agirà. 

Qui si parla dell’Anticristo, il quale negli ultimi tempi si servirà delle lusinghe per ingannare le persone.

Ecco la risposta di Daniele a questa legge ingannevole:

Vs. 10.  Quando Daniele seppe che il documento era stato firmato, entrò in casa sua. Quindi nella sua camera superiore, con le sue finestre aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si inginocchiava, pregava e rendeva grazie al suo Dio, come era solito fare prima (fin dalla sua fanciullezza).

Daniele fa una scelta e decide di obbedire a Dio poiché è un uomo di preghiera e desidera continuare a vivere in comunione con il suo Signore. Ogni cristiano è chiamato ad obbedire alla legge dello stato, ma quando essa è in contrapposizione con quella di Dio, allora dobbiamo rimanere saldi sulle prescrizioni del nostro creatore.

Daniele persevera nel comportamento che lo aveva contraddistinto per tutta la vita, come prescrive

Proverbi 22:6. Ammaestra il fanciullo sulla via da seguire, ed egli non se ne allontanerà neppure quando sarà vecchio. 

Vs. 11.  Allora quegli uomini accorsero tumultuosamente e trovarono Daniele che stava pregando e supplicando il suo Dio. 

Questo è il corretto atteggiamento nel quale Dio dovrebbe trovare ogni suo figlio e nel quale soprattutto Cristo dovrebbe trovare la sua sposa al suo ritorno.

Vs. 12-14.  Così si avvicinarono al re e parlarono davanti a lui del decreto reale: "Non hai tu firmato un decreto in base al quale chiunque durante trenta giorni farà una richiesta a qualsiasi dio o uomo all’infuori di te, o re, sarebbe gettato nella fossa dei leoni?". Il re rispose e disse: "La cosa è stabilita in conformità alla legge dei Medi e dei Persiani, che non può essere alterata". 13  Allora quelli ripresero a dire davanti al re: "Daniele, che è uno degli esuli di Giuda, 

Ecco che emerge l’arroganza ed il disprezzo per questo uomo, sebbene fosse un potente in Babilonia

non mostra alcun riguardo per te, o re, o per il decreto che hai firmato ma rivolge suppliche al suo Dio tre volte al giorno". 14  All’udire ciò, il re ne fu grandemente dispiaciuto e si mise in cuore di liberare Daniele, 

Finalmente Dario comprende l’inganno e realizza nella sua mente il vero scopo dell’editto da lui firmato ingenuamente.

e fino al tramonto del sole si affaticò per strapparlo dalle loro mani. 

Daniele è stato accusato di aver trasgredito alla legge dello stato, perciò viene chiesta l’applicazione immediata della pena prevista. Il re ama Daniele, ma non ha via di scampo, anche se il suo cuore è addolorato.

Vs. 15.  Ma quegli uomini vennero tumultuosamente dal re e gli dissero: "Sappi, o re, che è legge dei Medi e dei Persiani che nessun decreto o editto promulgato dal re può essere cambiato". 

La legge si ritorce contro il sovrano.

Vs. 16.  Allora il re diede l’ordine e Daniele fu portato via e gettato nella fossa dei leoni. Ma il re parlò a Daniele e gli disse: "Il tuo Dio, che tu servi del continuo, sarà egli stesso a liberarti". 

Dario sta per convertirsi.

Vs. 17.  Poi fu portata una pietra che fu messa sulla bocca della fossa il re la sigillò con il suo anello e con l’anello dei suoi grandi, perché la decisione riguardo a Daniele non fosse cambiata. 

Daniele è stato condannato pur essendo senza peccato, come Cristo, l’unico giusto davanti a Dio.

Daniele viene sigillato all’interno della fossa del leone, come Cristo è stato posto in un sepolcro sigillato e sorvegliato dalle guardie, perché non fosse portato via dai discepoli.

Vs. 18.  Allora il re si ritirò nel suo palazzo e passò la notte digiunando, non fu portato davanti a lui alcun musicista e anche il sonno lo abbandonò. 

Dario, che poco prima si era esaltato poiché posto al pari di Dio, ora si umilia di fronte al vero Dio e prega e digiuna. Il suo cuore è rotto ed è roso dal rimorso, perciò prega il Dio di Daniele perché dia la salvezza al suo servo.

Notiamo di nuovo come la vita di Daniele sia stata un potente strumento per cambiare la vita degli altri.

Vs. 19-20.  La mattina dopo il re si alzò molto presto e si recò in fretta alla fossa dei leoni. 20  Giunto vicino alla fossa, chiamò Daniele con voce accorata il re prese a dire a Daniele: "Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio, che tu servi del continuo ha potuto liberarti dai leoni?". 

Di buon mattino il re corre presso la fossa in cui è stato rinchiuso Daniele e grida il suo nome a gran voce, sperando in una risposta.

Vs. 22-23.  Allora Daniele disse al re: "O re, possa tu vivere per sempre! 22  Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le bocche dei leoni, ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma anche davanti a te, o re, non ho fatto alcun male". 

Daniele sottolinea quanto Dio ha fatto per lui e gli dà tutta la gloria. Proclama tutta la sua innocenza, sia nei riguardi di Dio che verso il suo sovrano.

Vs. 23.  Allora il re fu ripieno di gioia e ordinò di tirar fuori Daniele dalla fossa. Così Daniele fu tirato fuori dalla fossa e non si trovò su di lui alcuna lesione, perché aveva confidato nel suo Dio. 

Daniele ha confidato in Dio ed ha vinto sul nemico, così noi dobbiamo fare quando siamo piagati, magari malati e vedremo la sua gloria. Non è certo che Egli risponda come noi vorremmo, poiché non sempre la vita dei credenti scorre tranquilla e priva di problemi, tuttavia dobbiamo essere certi della Sua presenza al nostro fianco. Pensiamo a Pietro in Atti: era stato posto in carcere, però Dio lo ha liberato, mentre a Giacomo, nella medesima circostanza, è stato decapitato. Umanamente potremmo chiederci la motivazione di tale disparità di trattamento, però solo il Signore conosce il giusto scorrere degli eventi.

Vs. 24-27.  Il re ordinò quindi che fossero fatti venire quegli uomini che avevano accusato Daniele e furono gettati nella fossa dei leoni, essi, i loro figli e le loro mogli. E, prima ancora che giungessero in fondo alla fossa, i leoni furono loro addosso e stritolarono tutte le loro ossa. 25  Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue che abitavano su tutta la terra: "La vostra pace sia grande! 26  Io decreto che in tutto il dominio del mio regno si tremi e si tema davanti al Dio di Daniele, perché egli è il Dio vivente, che sussiste in eterno. Il suo regno non sarà mai distrutto e il suo dominio non avrà mai fine. 27  Egli libera, salva, e opera segni e prodigi in cielo e sulla terra; è lui che ha liberato Daniele dal potere dei leoni". 28  Così questo Daniele prosperò durante il regno di Dario e durante il regno di Ciro, il Persiano. 

Non sappiamo se Dario si sia convertito a Dio o meno, poiché ne parla come del “Dio di Daniele”, mentre Nabucodonosor si era piegato al suo cospetto e lo aveva riconosciuto come suo Dio personale. Speriamo che Daniele abbia portato a Dio ben due re e che tutte le nazioni poste sotto il loro dominio abbiano potuto ascoltare la Parola di Dio. Dario stesso proclama il potere di Dio di liberare dai leoni poiché è l’unico vero Dio, così come libera noi dal maligno, il leone ruggente che brama dal desiderio di divorarci. Stiamo vivendo una guerra spirituale contro Satana perciò abbiamo un nemico che combatte strenuamente contro di noi. Al nostro fianco, però, abbiamo un alleato potente, il Signore Gesù, che ha già in mano la vittoria e che ci porterà con sé nel suo regno.

Luca 10:18-20.   Ed egli disse loro: "Io vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. 19  Ecco, io vi ho dato il potere di calpestare serpenti e scorpioni, e su tutta la potenza del nemico, e nulla potrà farvi del male. 20  Tuttavia non vi rallegrate del fatto che gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli". 

Abbiamo appena studiato un capitolo del tutto simile nei fatti al cap. 3: due re si sono innalzati al pari di Dio, fatto che più e più volte si è ripetuto nel corso della storia. Pensiamo al greco Antioco Epifanie, un uomo empio, a tutti i re e agli imperatori romani, oppure ai Papi, che nell’antichità hanno preteso un’adorazione da parte dei fedeli al pari di quella dovuta a Dio. Guardiamo ora avanti, verso la fine dei tempi, quando si manifesterà l’uomo del peccato, l’Anticristo, colui che  s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato dio o oggetto di adorazione, tanto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio. (2 Tessalonicesi 2:4 LND) Di lui leggiamo anche in Daniele 11:36-37 Quindi il re agirà come vuole, si innalzerà, si magnificherà al di sopra di ogni dio e proferirà cose sorprendenti contro il Dio degli dèi; prospererà finché l’indignazione sia completata, perché ciò che è decretato si compirà. 37  Egli non avrà riguardo al DIO dei suoi padri né al desiderio delle donne; non avrà riguardo ad alcun dio, perché si magnificherà al di sopra di tutti. 

Daniele è stato fedele a Dio ed è stato liberato dal male, cosa che accadrà anche ai fedeli di Israele negli ultimi giorni. A quel tempo la chiesa sarà stata rapita in cielo, perciò non vedrà tale abominazione.

Abbiamo visto l’empietà propria dei tempi dei Gentili, che perdurerà fino a quando Gesù, “la pietra”, non abbatterà tutti i governi umani e li distruggerà per sempre. Dio punirà tutti i peccati umani, quali l’idolatria, l’empietà, la bestemmia, l’odio ed il desiderio umano di mettersi al posto di Dio.

Osserviamo l’esempio che ci ha dato Daniele e l’esito che il suo comportamento ha avuto nella sua vita: egli ha prosperato durante il governo di ogni re poiché è stato un uomo di fede.

Del re Ciro aveva già profetizzato Isaia cento anni prima della sua nascita:

Isaia 44:28-45:4.   Dico di Ciro: "Egli è il mio pastore!" e compirà tutti i miei desideri, dicendo a Gerusalemme: "Sarai ricostruita!" e al tempio: "Sarai stabilito!". 1  "Così dice l’Eterno al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare davanti a lui le nazioni: Sì, io scioglierò le cinture ai lombi, dei re, per aprire davanti a lui le porte a due battenti e perché le porte non rimangano chiuse. 2  Io camminerò davanti a te e appianerò i luoghi elevati, frantumerò le porte di bronzo e spezzerò le sbarre di ferro. 3  Ti darò i tesori delle tenebre e le ricchezze nascoste in luoghi segreti, perché tu riconosca che io sono l’Eterno il DIO d’Israele, che ti chiama per nome. 4  Per amore di Giacobbe mio servo e d’Israele mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo onorifico anche se non mi conoscevi. 

Isaia annuncia il ritorno a Gerusalemme del popolo di Israele, dopo un periodo di cattività a Babilonia. Ciro viene definito “unto di Dio” e “pastore”, poiché egli è simile ad un altro liberatore, che verrà alla fine dei tempi. Quando un altro uomo vorrà porsi al posto di Dio ed esigerà per sé onori ed adorazione, allora un altro liberatore, Gesù, maggiore di Ciro, verrà e radunerà coloro che fanno parte del popolo eletto e che si sono perduti.

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