Daniele 2

Daniele 2
Craig Quam

Cap. 2.

I tempi dei Gentili e la pienezza dei Gentili.

In questo capitolo troviamo una rivelazione profetica molto importante, la quale è alla base di altre contenute in questo libro e che si ricollega anche al libro di Apocalisse. La medesima rivelazione è riportata anche nel cap. 7, dove Daniele ha una visione.

Il sogno della grande immagine fatto da Nebukadnetsar. 

Vs. 1.  Nel secondo anno del regno di Nebukadnetsar, Nebukadnetsar, ebbe dei sogni; il suo spirito rimase turbato e il sonno lo lasciò. 

Siamo nel secondo anno del regno di questo re e ritroviamo Daniele ancora molto giovane. Dal cap. 1 sappiamo che egli ed i suoi amici erano di gran lunga più saggi degli anziani consiglieri del re. Perciò il ragazzo viene innalzato all’interno della corte reale.

Il re è un uomo pagano, non ama il Signore, eppure Questi gli dà un sogno che gli rivela gli eventi dei regni che si sarebbero susseguiti nell’arco della storia, fino ai nostri giorni ed anche nel futuro, ossia alla fine dei tempi. Tutta la storia del mondo appare agli occhi di questo re, che viene usato da Dio, pur non essendo un uomo di fede.

Il sogno riguarda “i tempi dei Gentili”, espressione che non si trova in Daniele, ma che è stata usata da Gesù in Luca 21:24. Ed essi cadranno sotto il taglio della spada, e saranno condotti prigionieri fra tutte le nazioni; e Gerusalemme sarà calpestata dai gentili, finché i tempi dei gentili siano compiuti". 

Il popolo ebraico non segue più Dio, gli è infedele e non rispetta il patto;perciò l’Eterno ritira la sua mano da lui e non gli dà più le vittorie sui nemici. La terra di Israele è invasa da questi ultimi, che ne prendono possesso per un tempo, che si protrae ancora oggi. I Giudei vengono deportati e la gloria del Signore lascia Gerusalemme.

Ezechiele 11:22-23. Poi i cherubini spiegarono le loro ali e le ruote si mossero accanto a loro, e la gloria del DIO d’Israele stava in alto su di loro. 23  La gloria dell’Eterno si alzò dal mezzo della città e si fermò sul monte che è ad est della città. 

In tutto ciò Nabucodonosor è uno strumento nelle mani di Dio e di lui profetizzò tempo prima Geremia 27:5-8.    Io ho fatto la terra, gli uomini e gli animali che sono sulla faccia della terra, con la mia grande potenza e col mio braccio steso, e la do a chi sembra bene ai miei occhi. 6  E ora ho dato tutti questi paesi in mano di Nebukadnetsar, re di Babilonia, mio servo; a lui ho pure dato le bestie della campagna perché lo servano. 7  Così tutte le nazioni serviranno a lui, a suo figlio e al figlio di suo figlio, finché verrà il tempo anche per il suo paese; allora molte nazioni e re potenti lo ridurranno in servitù. 8  E avverrà che la nazione o il regno che non vorrà servire a lui, a Nebukadnetsar re di Babilonia, e non vorrà porre il suo collo sotto il giogo del re di Babilonia, quella nazione io la punirò, dice l’Eterno, con la spada, con la fame e con la peste, finché non li abbia sterminati per mano sua.

Il concetto di “tempi dei Gentili” non va confuso con quello di “pienezza dei Gentili”, con il quale si intende un periodo di tempo durante il quale Dio permette ai non Ebrei di entrare nel suo piano salvifico. Pietro ha aperto tale via battezzando il centurione romano Cornelio, e da quel momento ha avuto inizio una chiesa mista. Dio sta permettendo questo periodo di cecità degli Ebrei, il quale avrà termine quando tutti i Gentili convertiti arriveranno al Signore nel momento del rapimento, negli ultimi tempi.

Romani 11. Io dico dunque: Ha Dio rigettato il suo popolo? Così non sia, perché anch’io sono Israelita, della progenie di Abrahamo, della tribù di Beniamino. 2  Dio non ha rigettato il suo popolo, che ha preconosciuto. Non sapete voi ciò che la Scrittura dice nella storia di Elia? Come egli si rivolge a Dio contro Israele, dicendo: 3  "Signore, hanno ucciso i tuoi profeti e hanno distrutto i tuoi altari, e io sono rimasto solo, ed essi cercano la mia vita". 4  Ma che gli disse la voce divina? "Io mi sono riservato settemila uomini, che non hanno piegato il ginocchio davanti a Baal". 5  Così dunque, anche nel tempo presente è stato lasciato un residuo secondo l’elezione della grazia. 6  E se è per grazia, non è più per opere, altrimenti la grazia non sarebbe più grazia; ma se è per opere, non è più grazia, altrimenti l’opera non sarebbe più opera. 7  Che dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava, ma gli eletti l’hanno ottenuto, e gli altri sono stati induriti, 8  come sta scritto: "Dio ha dato loro uno spirito di stordimento, occhi per non vedere e orecchi per non udire". 9  E Davide dice: "La loro mensa di venti per loro un laccio, una trappola, un intoppo e una retribuzione. 10  Siano oscurati i loro occhi da non vedere, e piega loro la schiena del continuo". 11  Io dico dunque: Hanno inciampato perché cadessero? Così non sia; ma per la loro caduta la salvezza è giunta ai gentili per provocarli a gelosia. 12  Ora, se la loro caduta è la ricchezza del mondo e la loro diminuzione la ricchezza dei gentili, quanto più lo sarà la loro pienezza? 13  Infatti io parlo a voi gentili, in quanto sono apostolo dei gentili; io onoro il mio ministero, 14  per provare se in qualche maniera posso provocare a gelosia quelli della mia carne e salvarne alcuni. 15  Infatti, se il loro rigetto è la riconciliazione del mondo, che sarà la loro riammissione, se non la vita dai morti? 16  Ora, se le primizie sono sante, anche la massa è santa; e se la radice è santa, anche i rami sono santi. 17  E se pure alcuni rami sono stati troncati, e tu che sei olivastro sei stato innestato al loro posto e fatto partecipe della radice e della grassezza dell’olivo, 18  non vantarti contro i rami, ma se ti vanti contro di loro ricordati che non sei tu a portare la radice, ma è la radice che porta te. 19  Forse dunque dirai: "I rami sono stati troncati, affinché io fossi innestato". 20  Bene; essi sono stati troncati per l’incredulità e tu stai ritto per la fede; non insuperbirti, ma temi. 21  Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te. 22  Vedi dunque la bontà e la severità di Dio: la severità su quelli che sono caduti, e la bontà verso di te, se pure perseveri nella bontà, altrimenti anche tu sarai reciso. 23  E anche essi, se non perseverano nell’incredulità, saranno innestati, perché Dio è potente da innestarli di nuovo. 24  Infatti, se tu sei stato tagliato dall’olivo per natura selvatico e innestato contro natura nell’olivo domestico, quanto più costoro, che sono rami naturali, saranno innestati nel proprio olivo. 25  Perché non voglio, fratelli, che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi in voi stessi, che ad Israele è avvenuto un indurimento parziale finché sarà entrata la pienezza dei gentili, 26  e così tutto Israele sarà salvato come sta scritto: "Il liberatore verrà da Sion, e rimuoverà l’empietà da Giacobbe. 27  E questo sarà il mio patto con loro quando io avrò tolto via i loro peccati". 28  Quanto all’evangelo, essi sono nemici per causa vostra, ma quanto all’elezione, sono amati a causa dei padri 29  perché i doni e la vocazione di Dio sono senza pentimento. 30  Come infatti pure voi una volta foste disubbidienti a Dio, ma ora avete ottenuta misericordia per la disubbidienza di costoro, 31  così anche costoro al presente sono stati disubbidienti affinché, per la misericordia a voi fatta, anch’essi ottengano misericordia. 32  Poiché Dio ha rinchiuso tutti nella disubbidienza, per far misericordia a tutti. 33  O profondità di ricchezze, di sapienza e di conoscenza di Dio! Quanto imperscrutabili sono i suoi giudizi e inesplorabili le sue vie! 34  "Chi infatti ha conosciuto la mente del Signore? O chi è stato suo consigliere? 35  O chi gli ha dato per primo, sì che ne abbia a ricevere la ricompensa?". 36  Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen. 

1 Tessalonicesi 4:13-18. Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. 14  Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati. 15  Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati 16  perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 17  poi noi viventi, che saremo rimasti saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; così saremo sempre col Signore. 18  Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. 

Dopo il rapimento della chiesa, il Signore si dedicherà nuovamente a Israele, poi ci sarà la fine.

Quindi, tornando a Daniele: Le profezie che lo vedono protagonista riguardano i tempi dei Gentili.

Vs. 2-9.  Il re allora diede ordini di chiamare i maghi, gli astrologi, gli stregoni e i Caldei perché raccontassero al re i suoi sogni. Questi vennero e si presentarono al re. 3  Il re disse loro: "Ho fatto un sogno e il mio spirito è turbato, finché riuscirò a conoscere il sogno". 4  Allora i Caldei risposero al re in aramaico: "O re possa tu vivere per sempre. Racconta il sogno ai tuoi servi e noi ne daremo l’interpretazione". 5  Il re rispose e disse ai Caldei: "La mia decisione è presa: se non mi fate conoscere il sogno e la sua interpretazione sarete tagliati a pezzi e le vostre case saranno ridotte in letamai. 6  Se invece mi indicherete il sogno e la sua interpretazione, riceverete da me doni ricompense e grandi onori; indicatemi dunque il sogno e la sua interpretazione". 7  Essi risposero una seconda volta e dissero: "Racconti il re il sogno ai suoi servi e noi ne daremo l’interpretazione". 8  Il re allora rispose e disse: "Mi rendo chiaramente conto che voi intendete guadagnare tempo, perché vedete che la mia decisione è presa; 9  se non mi fate conoscere il sogno, c’è un’unica sentenza per voi; vi siete messi d’accordo per dire davanti a me parole bugiarde e perverse, nella speranza che i tempi mutino. Perciò raccontatemi il sogno e io saprò che siete in grado di darmene anche l’interpretazione". 

Il sovrano allora fa chiamare tutti i maghi, gli stregoni e gli astrologi del regno perché gli raccontino il sogno e poi gliene diano la spiegazione. Essi domandano cosa avesse sognato, ma il re si adira perché pensa che se erano veramente dei maghi avrebbero dovuto conoscere il suo sogno, senza che egli glielo debba raccontare.

Vs. 10-11.  I Caldei risposero davanti al re e dissero: "Non c’è alcun uomo sulla terra che possa far sapere ciò che il re domanda. Infatti nessun re, signore o sovrano ha mai chiesto una cosa simile ad alcun mago, astrologo o Caldeo. 11  La cosa che il re domanda è troppo difficile e non c’è nessuno che la possa far sapere al re, se non gli dèi, la cui dimora non è fra i mortali". 

Inconsapevolmente affermavano che solamente Dio é capace di tanta sapienza e discernimento, non loro che, essendo comuni mortali, sono impotenti di fronte a tale richiesta.

Vs. 12-13.  A questo il re si adirò, montò in collera e ordinò di sterminare tutti i savi di Babilonia. 13  Cosi fu promulgato il decreto in base al quale i savi dovevano essere uccisi, e cercavano Daniele e i suoi compagni per uccidere anche loro. 

Il re ordina di uccidere tutti i savi di Babilonia, compresi Daniele ed i suoi amici, proprio loro che poco tempo prima erano stati grandemente innalzati grazie alla loro intelligenza.

Vs. 14-16. Allora Daniele si rivolse con parole prudenti e sagge ad Ariok, capitano delle guardie del re, il quale era uscito per uccidere i savi di Babilonia. 15  Prese la parola e disse ad Ariok, capitano del re: "Perché mai un decreto così duro da parte del re?". Allora Ariok fece sapere la cosa a Daniele. 16  Così Daniele entrò dal re e gli chiese di dargli tempo, perché potesse far conoscere al re l’interpretazione del sogno. 

Daniele, venuto a sapere cosa intende fare il re, si presenta al capo delle guardie e quindi a Nabucodonosor e chiede di dargli tempo affinché possa interpretare il sogno. Domandato esattamente ciò che chiedevano anche gli altri savi, ma con lui il re dimostra una diversa disponibilità. Notiamo la serenità e la fede di Daniele, il quale non dubita minimamente di poter dare al re l’interpretazione richiesta, anche se nel momento in cui fa tale affermazione è all’oscuro di ogni cosa che riguarda il sogno.

Vs. 17-18.  Allora Daniele andò a casa sua e fece sapere la cosa ai suoi compagni Hananiah, Mishael e Azaria 18  perché implorassero misericordia dal Dio del cielo riguardo a questo segreto, perché Daniele e i suoi compagni non fossero messi a morte col resto dei savi di Babilonia. 

Riunisce quindi i suoi compagni Anania, Mishael e Azaria e in preghiera implorano misericordia a Dio, per fede e sicuri di essere ascoltati e di sfuggire alla condanna a morte. 

Essi sono un gruppo di credenti e, quindi, costituiscono una chiesa: quando c’è un problema dobbiamo cercare la faccia di Dio tutti assieme e pregare con costanza, instancabilmente. Il nemico ci è sempre addosso e ci circonda da ogni parte come un leone ruggente. Gli esseri umani non hanno la forza necessario per affrontarlo, ma  tutti assieme possono invocare l’aiuto del Padre e, tramite la preghiera, creare ina barriera difensiva. Lo Spirito Santo è una potenza e come tale non deve essere sottovalutato.

I quattro giovani sono anche grandi uomini di preghiera e si rivolgono al loro Dio, colui che ha creato l’universo. Dio cerca in noi la fede e l’umiltà, per soccorrerci con la Sua misericordia; desidera essere invocato, ricercato come Padre, per poter rispondere amorevolmente ad ogni richiesta. Talvolta non ci risponde di “si”, ma anche “no”, oppure “aspetta, non è il momento”, ma anche queste sono pur sempre delle risposte. 

Quando non comprendiamo qualche passo della Scrittura oppure non ci è chiara una situazione che abbiamo vissuto, allora possiamo rivolgerci allo Spirito Santo, il quale è sempre disponibile per spiegarci ogni cosa.

Nella notte venne la risposta, ossia la rivelazione, attraverso la preghiera perché Dio onora Daniele dal momento che questi lo ha onorato. Perciò, se desideriamo comprendere il piano di Dio, se vogliamo che ci riveli quanto ha nel cuore, allora preghiamo.

Vs. 19-23.  Allora il segreto fu rivelato a Daniele in una visione notturna. Così Daniele benedisse il Dio del cielo. 20  Daniele prese a dire: "Sia benedetto il nome di Dio per sempre, eternamente, perché a lui appartengono la sapienza e la forza. 21  Egli muta i tempi e le stagioni, depone i re e li innalza, dà la sapienza ai savi e la conoscenza a quelli che hanno intendimento. 22  Egli rivela le cose profonde e segrete, conosce ciò che è nelle tenebre, e la luce dimora con lui. 23  O Dio dei miei padri, ti ringrazio e ti lodo, perché mi hai dato sapienza e forza e mi hai fatto conoscere ciò che ti abbiamo chiesto, facendoci conoscere la cosa richiesta dal re". 

Dio esaudisce le preghiere dei quattro giovani fedeli. Quando Daniele era in difficoltà si era rivolto a Dio, ma notiamo come ora, che ha avuto la risposta, dedica un ampio tempo al ringraziamento. Traiamo insegnamento da ciò perché sovente capita che, una volta che la burrasca è passata dalla nostra vita, allora anche noi ci allontaniamo da Dio e diveniamo meno zelanti nel pregarlo. Ringraziamo il Signore per le opere che compie ogni giorno nella nostra vita.

Vs. 24-25. Perciò Daniele entrò da Ariok, a cui il re aveva affidato l’incarico di far perire i savi di Babilonia, andò e gli disse così: "Non far perire i savi di Babilonia! Conducimi davanti al re e darò al re l’interpretazione". 25  Allora Ariok condusse in fretta Daniele davanti al re e gli parlò così: "Ho trovato un uomo fra i Giudei in cattività, che farà conoscere al re l’interpretazione". 

Allora Daniele parlò al capo delle guardie, Ariok, chiedendogli di non uccidere i savi di Babilonia, ma di condurlo alla presenza del re. Notiamo come Ariok attribuisca a se stesso l’onore di aver trovato un uomo in grado di interpretare il sogno, mentre in realtà Daniele stesso si è presentato a lui. Ariok non è un uomo di Dio, perciò è guidato dalla carne e desidera la gloria per sé.

Vs. 26- 28. Il re prese a dire a Daniele, che si chiamava Beltshatsar,: "Sei capace di farmi conoscere il sogno che ho fatto e la sua interpretazione?". 27  Daniele rispose in presenza del re e disse: "Il segreto di cui il re ha chiesto l’interpretazione, non può essere spiegato al re né da saggi, né da astrologi, né da maghi, né da indovini. 28  Ma c’è un Dio nel cielo che rivela i segreti, 

Daniele è alla presenza del sovrano e immediatamente mette in chiaro il fatto che l’intendimento del sogno non deriva dalla sua sapienza, ma che gli era  rivelato dall’Eterno allo scopo di farlo conoscere al re. Daniele glorifica il Signore per la potenza della Parola data dall’unico Dio, capace di predire e disporre i fatti perché sia fatta la Sua volontà.

Vs. 28. ed egli ha fatto conoscere al re Nebukadnetsar ciò che avverrà negli ultimi giorni. Questo è stato il tuo sogno e le visioni della tua mente sul tuo letto. 

La frase “negli ultimi giorni”si trova 14 volte nel Vecchio Testamento e noi sappiamo dagli apostoli Pietro e Paolo che tale momento è iniziato con la morte e la resurrezione di Gesù e che, quindi, ancora di più che nel passato è quello che stiamo vivendo noi ora sulla terra.

Daniele 12:4.  Ma tu, Daniele, tieni nascoste queste parole e sigilla il libro fino al tempo della fine; molti andranno avanti e indietro e la conoscenza aumenterà". 

Qui è scritto che nei tempi antichi il libro di Daniele non sarebbe stato compreso, mentre lo è oggi, alla luce dei fatti storici trascorsi e dell’avverarsi della profezie.

Vs. 29-30.  O re, i pensieri che ti sono venuti sul tuo letto riguardano ciò che deve avvenire d’ora in poi; e colui che rivela i segreti ti ha fatto conoscere ciò che avverrà. 30  Ma quanto a me, questo segreto mi è stato rivelato non perché io abbia maggiore sapienza di tutti gli altri viventi, ma perché l’interpretazione sia fatta conoscere al re, e tu possa conoscere i pensieri del tuo cuore. 

Daniele è molto umile ed ammette di non essere una persona speciale, mentre ogni cosa va ricercata in Dio. In questo egli è speciale e ricorda l’umiltà di Paolo in

Efesini 3:8. A me, il minimo di tutti i santi, è stata data questa grazia di annunziare fra i gentili le imperscrutabili ricchezze di Cristo, 

E’ buona cosa non gonfiarci a causa delle nostre capacità poiché esse ci sono state date in dono e non vengono da noi stessi.

Ora comincia a raccontare il sogno:

vs. 31-36. Tu stavi guardando, o re, ed ecco una grande immagine; questa enorme immagine, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con un aspetto terribile. 32  La testa di questa immagine era d’oro fino, il suo petto e le sue braccia erano d’argento, il suo ventre e le sue cosce di bronzo, 33  le sue gambe di ferro, i suoi piedi in parte di ferro e in parte d’argilla. 34  Mentre stavi guardando, una pietra si staccò, ma non per mano d’uomo, e colpì l’immagine sui suoi piedi di ferro e d’argilla e li frantumò. 35  Allora il ferro, l’argilla, il bronzo, l’argento e l’oro furono frantumati insieme e diventarono come la pula sulle aie d’estate; il vento li portò via e di essi non si trovò più alcuna traccia. Ma la pietra che aveva colpito l’immagine diventò un grande monte, che riempì tutta la terra. 36  Questo è il sogno; ora ne daremo l’interpretazione davanti al re. 

Daniele racconta il sogno in ogni suo particolare. Descrive una statua composta da vari elementi. Notiamo come Nabucodonosor fosse il re di una nazione idolatra, la quale adorava delle statue, fatto vietato da Dio. Eppure Egli parla a questo re pagano attraverso il sogno che riguarda proprio una statua: qui è anche un messaggio spirituale, che mette in guardia questo uomo circa il fatto che ogni idolo fatto dall’uomo sarà distrutto dall’unico vero Dio.

Anche tutte le forti nazioni umane sono degli idoli agli occhi del creatore e verranno frantumate.

Vs. 37.  Tu, o re, sei un re dei re, perché il Dio del cielo ti ha dato il regno, la potenza, la forza e la gloria.

Qui Daniele dice con franchezza a Nabucodonosor che la sua potenza, la forza e la gloria non erano sue conquiste, ma qualcosa che ha avuto dal Dio del cielo, il Dio dei suoi padri, per portare a compimento la volontà divina. In quel momento storico, egli era un re potente sulla terra, posto tra altri re umani.

Ora comincia a spiegare il sogno, anticipando quella che sarebbe stata la storia umana dei secoli successivi:

Vs. 38-43.  Dovunque dimorano i figli degli uomini, le bestie della campagna e gli uccelli del cielo, egli li ha dati nelle tue mani e ti ha fatto dominare sopra tutti loro. Tu sei quella testa d’oro. 39  Dopo di te sorgerà un altro regno, inferiore al tuo; poi un terzo regno di bronzo, che dominerà su tutta la terra. 40  Il quarto regno sarà forte come il ferro, perché il ferro fa a pezzi e stritola ogni cosa; come il ferro che frantuma, quel regno farà a pezzi e frantumerà tutti questi regni. 41  Come tu hai visto che i piedi e le dita erano in parte d’argilla di vasaio e in parte di ferro, così quel regno sarà diviso, tuttavia in esso ci sarà la durezza del ferro, perché tu hai visto il ferro mescolato con argilla molle. 42  E come le dita dei piedi erano in parte di ferro e in parte d’argilla, così quel regno sarà in parte forte e in parte fragile. 43  Come hai visto il ferro mescolato con la molle argilla, essi si mescoleranno per seme umano, ma non si uniranno l’uno all’altro, esattamente come il ferro non si amalgama con l’argilla. 

Vengono profetizzati 4 regni:

  1. Il primo regno è quello di Babilonia e la testa d’oro è Nabucodonosor: il suo regno si estendeva in tante regioni e la sua potenza era ben nota fra tutti i popoli d’allora.

  2. Il secondo regno, inferiore al primo, è quello dei Medi e Persiani, con re Dario: “il petto e le braccia d’argento”. Al tempo di Daniele, il figlio di Nabucodonosor verrà ucciso quando il re Dario, re dei Medi e dei Persiani, invaderà Babilonia. Tale re era stato profetizzato da Isaia molto tempo prima della sua nascita.

  3. Il ventre e le cosce di bronzo riguardano l’impero greco con Alessandro Magno. La storia narra che tale imperatore pianse perché non c’erano più territori da occupare. Egli, infatti, era ambizioso e sognava di governare su tutta la terra, quasi fosse un dio.

  4. Successivamente si è imposto l’impero romano, il più potente, che si estendeva da Oriente ad Occidente, rappresentato nel sogno dalle gambe e dai piedi di ferro. Tuttavia questi ultimi sono rivestiti di argilla, perciò rappresentano la seconda fase della vita di questo regno. Tale impero, infatti,  sottomise inizialmente quasi tutti i popoli di allora, però i piedi di ferro ricoperti di argilla rappresentano anche la fragilità di questo impero, che si sgretolerà nella seconda fase. Infatti, come l’argilla non si amalgama con il ferro, così l’impero subì una divisione in “impero di Oriente” ed “impero di Occidente”. 

Al tempo di Costantino (313 d.C.) divenne cristiano, perciò molti pagani hanno attribuito ai propri dei il nome di quelli venerati dai cattolici del tempo, ma fondamentalmente non hanno mutato il proprio cuore. Il Pontefice è anche detto “vicario di Cristo”, il che sta a significare che è “al posto di Cristo” ed in termine “anticristo” nel greco non significa che si oppone al Signore, ma proprio che si sostituisce a Lui. 

L’impero romano, così come era alle origini, si sta ricostituendo dal 1957, quando alcuni paesi hanno firmato un trattato. Ciò è avvenuto proprio a Roma, che un tempo era la capitale di questo impero. Qui ha avuto origine la Comunità Europea, che inizialmente era composta da 10 stati; alcuni suppongono che siano le 10 dita profetizzate da Daniele.

Come le gambe sono le parti più lunghe della figura umana, così tale impero regnò più a lungo degli altri. 

Notiamo come i materiali che compongono la statua si presentino secondo una sequenza via via più debole e di scarso valore: oro, argento, rame, ferro, quindi ferro e argilla. Ciò significa che, senza la presenza di Dio, le imprese umane sono destinate al fallimento e alla distruzione.

Vs. 44.  Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto; questo regno non sarà lasciato a un altro popolo, ma frantumerà e annienterà tutti quei regni, e sussisterà in eterno, 

Il quinto regno è il Regno di Dio. Infatti, la pietra che si stacca non per mano d’uomo e che colpisce l’immagine ai suoi piedi, frantumandola, rappresenta il sorgere di un regno che non sarà mai distrutto. Gesù è la pietra e su di Lui è fondata la nostra fede. La potenza di Dio, quindi, prevale su tutto il mondo, regnando in eterno. Egli colpisce la statua ai piedi di argilla e di ferro, fatto che sta profetizzando la seconda venuta  del Signore, per distruggere fisicamente i regni umani. Egli verrà al tempo dei piedi di ferro e di argilla, quando regneranno molti re, cioè negli ultimi tempi.

Daniele 7:19-25.  Daniele ha una visione circa il quarto regno, quello dei Romani. Vede quattro bestie, equivalenti ai quattro materiali che costituiscono la statua: 

19 Allora desiderai sapere la verità intorno alla quarta bestia, che era diversa da tutte le altre e straordinariamente terribile, con denti di ferro e artigli di bronzo, che divorava, stritolava e calpestava il resto con i piedi, 20  e intorno alle dieci corna che aveva sulla testa, e intorno all’altro corno che spuntava e davanti al quale erano cadute tre corna, cioè quel corno che aveva occhi e una bocca che proferiva grandi cose e che appariva maggiore delle altre corna. 21  Lo guardavo e quello stesso corno faceva guerra ai santi e li vinceva 22  finché giunse l’Antico di giorni e fu resa giustizia ai santi dell’Altissimo, e venne il tempo in cui i santi possedettero il regno. 23  Ed egli mi parlò così: "La quarta bestia sarà un quarto regno sulla terra che sarà diverso da tutti gli altri regni e divorerà tutta la terra, la calpesterà e la stritolerà. 24  Le dieci corna sono dieci re che sorgeranno da questo regno; dopo di loro ne sorgerà un altro, che sarà diverso dai precedenti e abbatterà tre re. 25  Egli proferirà parole contro l’Altissimo, perseguiterà i santi dell’Altissimo con l’intento di sterminarli e penserà di mutare i tempi e la legge; i santi saranno dati nelle sue mani per un tempo, dei tempi e la metà di un tempo. 

All’interno dell’Impero Romano sorgeranno 10 re, i quali si uniranno per formare un insieme: è la Comunità Europea. Da essa sorgerà l’anticristo, che ucciderà tre re e prenderà i loro regno. Parlerà contro Dio: è il tempo della grande tribolazione. Cercherà di mutare la legge e forse anche il calendario: esso, infatti, oggi si fonda sulla nascita di Cristo, perciò il suo antagonista farà in modo di annientarne il ricordo.

Apocalisse 17:3; 12-18; 9-11. Parla ancora dei 10 regni.

3  Quindi egli mi trasportò in spirito in un deserto, e vidi una donna che sedeva sopra una bestia di colore scarlatto, piena di nomi di bestemmia e che aveva sette teste e dieci corna. 

Il libro di Daniele è la chiave di lettura di Apocalisse, perciò da esso sappiamo che le 10 corna sono i 10 re degli stati della Comunità Europea.

12  Le dieci corna, che hai visto, sono dieci re i quali non hanno ancora ricevuto il regno, ma riceveranno potestà come re, per un’ora, insieme alla bestia. 13  Essi hanno un unico scopo e daranno la loro potenza ed autorità alla bestia. 14  Essi combatteranno contro l’Agnello e l’Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il Re dei re; e coloro che sono con lui sono chiamati, eletti e fedeli". 15  Poi mi disse: "Le acque che hai visto, dove siede la meretrice, sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue. 16  E le dieci corna che hai visto sulla bestia odieranno la meretrice, la renderanno desolata e la lasceranno nuda, mangeranno le sue carni e la bruceranno col fuoco. 17  Dio infatti ha messo nei loro cuori di eseguire il suo disegno, di avere un unico pensiero e di dare il loro regno alla bestia finché siano adempiute le parole di Dio. 18  E la donna che hai visto è la grande città  (= Roma) che regna sui re della terra". 

9  Qui sta la mente che ha sapienza: le sette teste sono sette monti, sui quali la donna siede, 

La città di Roma domina sugli altri popoli; la città del Vaticano è uno stato piccolissimo, eppure davanti al Papa si inchinano tutti i potenti della terra. Pensiamo alla storia: tutti gli imperatori dovevano essere incoronati dal Papa.

L’Italia, quindi, avrà un ruolo chiave negli ultimi tempi, anche se, purtroppo, non al fianco del Signore.

10  e sono anche sette re; cinque sono caduti, uno è, l’altro non è ancora venuto; e, quando verrà, dovrà durare poco. 11  E la bestia che era e non è più, è anch’essa un ottavo re, viene dai sette e se ne va in perdizione. 

Vs. 45esattamente come hai visto la pietra staccarsi dal monte, non per mano d’uomo, e frantumare il ferro, il bronzo, l’argilla, l’argento e l’oro. Il grande Dio ha fatto conoscere al re ciò che deve avvenire d’ora in poi. Il sogno è veritiero e la sua interpretazione è sicura". 

Una grande pietra colpisce la statua ai piedi e la distrugge, poi diviene una montagna ed occupa tutta la terra. Questo è il Regno di Dio, che spazzerà via i regni umani e non avrà mai fine. La pietra è Gesù, la pietra angolare, il fondamento della chiesa, la pietra rigettata da Israele, la pietra d’inciampo. Egli è colui che mette allo scoperto il peccato di Israele, ma che condannerà anche i Gentili che nell’arco dei secoli lo hanno rifiutato.

Egli tornerà improvviso negli ultimi tempi, distruggerà i 10 regni umani e stabilirà il suo trono sul monte Sion. Il progresso umano terminerà e con esso ogni esaltazione di intelligenza, di onnipotenza e di idolatria di se stesso.

I tempi sono vicini, ma prima che ciò accada la Chiesa sarà chiamata in cielo.

Vedi 1 Tessalonicesi 4:13-18 a p. 12.

Vs. 46-49.  Allora il re Nebukadnetsar cadde sulla sua faccia e si prostrò davanti a Daniele; quindi ordinò che gli presentassero un’offerta e dell’incenso. 47  Il re parlò a Daniele e disse: "In verità il vostro Dio è il Dio degli dèi, il Signore dei re e il rivelatore dei segreti, poiché tu hai potuto rivelare questo segreto". 48  Allora il re rese Daniele grande, gli diede molti e grandi doni, lo fece governatore di tutta la provincia di Babilonia e capo supremo di tutti i savi di Babilonia. 49  Inoltre, dietro richiesta di Daniele, il re prepose Shadrak, Meshak e Abednego all’amministrazione degli affari della provincia di Babilonia. Daniele invece rimase alla corte del re. 

Questi tre uomini hanno pregato con Daniele ed hanno raccolto con lui: le preghiere del singolo rappresentano una forza se unite a quelle degli altri e sono la forza propulsiva della chiesa stessa.

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Daniele 1

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Daniele 3