Daniele 3

Daniele 3
Craig Quam

I capitoli 3, 4, 5 e 6 sono di carattere storico e narrano fatti accaduti durante il regno di Nabucodonosor, del suo successore, del nipote Belsatsar e di Dario, re dei Medi. Questi conquistò Babilonia nel 538 a. C., cioè 68 anni dopo la deportazione di Daniele.

Cap. 3

Nel cap. 1 abbiamo visto la presentazione di Daniele e dei suoi 3 amici al re e la dimostrazione della loro intelligenza, dieci volte superiore a quella dei saggi di Babilonia;

nel cap. 2 c’è stata l’interpretazione del sogno di Nabucodonosor grazie alle preghiere dei 4 Giudei ed alla conseguente rivelazione da parte di Dio. Alla fine del capitolo il re riconosce la grandezza di Dio, però non ne proclama l’unicità.

Ora vediamo come egli dimentica molto velocemente quanto ha compreso e proclamato in precedenza.

L’erezione dell’immagine d’oro e l’obbligo di adorarla.

Vs. 1-3. Il re Nebukadnetsar fece costruire un’immagine d’oro, alta sessanta cubiti (= 30 metri), e larga sei cubiti (= 3 metri), e la fece erigere nella pianura di Dura, nella provincia di Babilonia. 2  Poi il re Nebukadnetsar mandò a radunare i satrapi, i prefetti, i governatori, i giudici, i tesorieri, i consiglieri di stato, gli esperti nella legge e tutte le autorità delle province, perché venissero alla inaugurazione dell’immagine che il re Nebukadnetsar aveva fatto erigere. 3  Allora i satrapi, i prefetti e i governatori, i giudici, i tesorieri, i consiglieri di stato, gli esperti della legge e tutte le autorità delle province si radunarono insieme per la inaugurazione dell’immagine, fatta erigere dal re Nebukadnetsar, e si misero in piedi davanti all’immagine che Nebukadnetsar aveva fatto erigere. 

Dopo i fatti del capitolo precedente, il re Nabucodonosor fa erigere una grande statua, tutta d’oro, posta in una pianura affinché anche da lontano la si potesse vedere. Agisce in questo modo per appagare la sua superbia e per onorare se stesso, affinché tutti i popoli da lui sottomessi possano prostrarsi davanti alla statua. Certamente vuole creare un culto di se stesso e porsi al posto di Dio. La statua del sogno aveva solamente la testa d’oro, mentre ora il re crea una statua di se stesso realizzata interamente con questo materiale. Probabilmente egli desidera contrastare il sogno che ha fatto poco prima e non si accontenta di essere solamente una parte della statua, né tanto meno di venir sopraffatto da un altro popolo. Vuole che il suo regno duri in eterno, perciò respinge l’idea di un susseguirsi di regni, bensì vede se stesso perdurare fino alla fine dei tempi.

Egli ha già dimenticato quanto detto a Daniele quando ha proclamato che il suo Dio era il Dio degli dei, il Signore dei re, prostrandosi ai suoi piedi in quanto rivelatore dei segreti.

Notiamo le dimensioni della statua: essa misura 60x6 cubiti. Mentre il 7 è il numero della perfezione ed è sempre usato da Dio, il 6 è quello dell’uomo e fa ricordare il numero dell’anticristo 666. Negli ultimi tempi, infatti, la bestia e l’anticristo saranno adorati tramite una statua ed il secondo siederà nel Tempio di Dio al posto di Dio.

Vs. 4-6.  Quindi l’araldo gridò a gran voce: "A voi, popoli, nazioni e lingue è ordinato che, 5  appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del salterio, della zampogna e di ogni genere di strumenti, vi prostriate per adorare l’immagine d’oro che il re Nebukadnetsar ha fatto erigere; 6  chiunque non si prostrerà per adorare, sarà subito gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente". 

Questa nuova religione ha due aspetti:

  • L’uso della musica.

La musica può essere uno strumento di benedizione e portare all’adorazione dell’unico vero Dio, oppure un mezzo utilizzato dal nemico per indurre le persone ad adorare i falsi dei. Quando Ezechiele descrive Satana, afferma che esso ha incorporati in sé degli strumenti musicali, perciò forse egli in cielo guidava il coro celeste. Un giorno, infatti, parteciperemo a questo coro ed una folla innumerevole di persone loderanno il Padre.

Anche oggi i giovani osannano la musica e si creano degli idoli nei quali potersi riconoscere.

Quindi: al suono degli strumenti tutte le persone erano chiamate a prostrarsi e ad adorare il loro idolo, poiché la musica crea un’atmosfera religiosa e facilita l’adorazione. Notiamo come le cerimonie babilonesi ed i loro canti tristi, monotoni e ripetitivi si ritrovino oggi nella chiesa Romana, la quale sta operando per realizzare una nuova religione, quella universale. Per anni il Papa Woityla ha incontrato i grandi capi religiosi per trovare degli accordi con loro: ma com’è possibile accordarsi con i pagani? È necessario  trovare dei compromessi, ma questo non è ciò che dice Dio.

Comunque, questa religione di realizzerà perché ci sarà il regno dell’anticristo.

  • L’uso della paura.

Le sette tengono legati gli adepti attraverso la paura. Infatti, la punizione alla trasgressione e la vista della fornace ardente terrorizzava ed assoggettava le genti.  La paura era il collante che teneva uniti quei popoli, ma sotto il dominio, mentre il cristianesimo è l’adorare in libertà il Signore, esattamente come facevano i tre Giudei. Chi crede cammina assieme al proprio Padre ed è costretto a comportarsi in modo corretto grazie all’amore di Cristo.  I cristiani sanno che Dio usa qualsiasi circostanza per il bene dei suoi figlioli. Pensiamo a Paolo, quando egli si trovava in prigione, frustato e maltrattato in ogni modo. In quella circostanza egli cantava inni a Dio e poneva in Lui tutta la sua fede, poiché sapeva bene in chi aveva creduto.

Vs. 7-12.  Così, non appena tutti i popoli udirono il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del salterio e di ogni genere di strumenti, tutti i popoli, nazioni e lingue si prostrarono e adorarono l’immagine d’oro, che il re Nebukadnetsar aveva fatto erigere. 8 Per questa ragione in quel momento, alcuni Caldei si fecero avanti e accusarono i Giudei; 9  prendendo la parola dissero al re Nebukadnetsar: "O re, possa tu vivere per sempre! 10  Tu, o re, hai emanato un decreto, in forza del quale chiunque ha udito il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del salterio, della zampogna e di ogni genere di strumenti deve prostrarsi per adorare l’immagine d’oro; 11  e chiunque non si prostra e non adora, deve essere gettato in mezzo a una fornace di fuoco ardente. 12  Or ci sono alcuni Giudei che hai preposto all’amministrazione degli affari della provincia di Babilonia, Shadrak, Meshak e Abed-nego, che non prestano alcuna considerazione a te, non servono i tuoi dèi e non adorano l’immagine d’oro che hai fatto erigere". 

Nel cap. 2 i Caldei sono stati salvati dall’intervento di Daniele e dei tre Giudei, eppure in questo momento li ripagano denunciandoli al re. Viene da chiederci come hanno potuto vedere che i Giudei non si prostravano, se essi erano inginocchiati davanti alla statua. Evidentemente anche questi non erano nell’atteggiamento di adorazione richiesto dal re. 

In ogni caso è evidente l’invidia dei Caldei per Daniele ed i suoi amici, i quali da schiavi erano divenuti addirittura amministratori grazie all’interpretazione del sogno fatto dal re, ma rivelata da Dio. Facendo leva sull’orgoglio del sovrano, i Caldei li accusarono di non aver obbedito agli ordini di Nabucodonosor e gli fanno osservare che essi non avevano alcuna considerazione né per la sua persona, né per i suoi dei. Come si vede, i tre Giudei non avevano trasgredito alla legge dell’Eterno ma, forti nella fede, avevano il coraggio di dimostrare a tutti che essi adoravano un solo Dio. 

I tre compagni di Daniele gettati nella fornace ardente, sono divinamente protetti e poi liberati.

Allora Nabucodonosor, ferito nel suo orgoglio, comandò di far venire davanti a sé Daniele e i suoi compagni, comandando loro di prostrarsi e di adorare l’immagine d’oro al suono degli strumenti e ricordando loro la pena che rischiavano.

Vs. 13-15.  Allora Nebukadnetsar, adirato e furibondo, comandò di far venire Shadrak, Meshak e Abed-nego, così questi uomini furono condotti davanti al re. 14  Nebukadnetsar rivolse loro la parola, dicendo: "Shadrak, Meshak e Abednego, è vero che non servite i miei dèi e non adorate l’immagine d’oro che io ho fatto erigere? 15  Ora, non appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra, della lira, del salterio, della zampogna e di ogni genere di strumenti, se siete pronti a prostrarvi per adorare l’immagine che io ho fatto, bene; ma se non l’adorate, sarete subito gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente; e qual è quel dio che potrà liberarvi dalle mie mani?". 

Di lì a poco avrebbe visto quale potenza abbia il Dio dei Giudei, quello stesso che già si era manifestato attraverso il sogno e la sua interpretazione. Eppure il re ha già dimenticato quanto gli era accaduto e le parole di lode che egli stesso aveva pronunciate.

Il re babilonese si sta auto proclamando  dio, al di sopra di tutti gli dei, non sapendo che l’autorità che possiede gli viene da Dio, affinché si possano compiere i disegni divini. Ricordiamo il colloquio tra Pilato e Gesù:

Giovanni 19:10-11.  Pilato perciò gli disse: "Non mi parli? Non sai che io ho il potere di crocifiggerti e il potere di liberarti?". 11  Gesù rispose: "Tu non avresti alcun potere su di me se non ti fosse dato dall’alto; perciò chi mi ha consegnato nelle tue mani ha maggior colpa". 

Nessun uomo sulla terra ha potere se non gli viene da Dio. Notiamo che sia Gesù che Shadrak, Meshak e Abed-nego riposano in Dio e ripongono totalmente in Lui tutta la loro fiducia. Ogni credente dovrebbe arrivare a questo traguardo spirituale e sapere che, qualsiasi tribolazione sta vivendo, egli è già seduto nei luoghi celesti con Dio poiché sa in chi ha creduto.

Vs. 16.  Shadrak, Meshak e Abed-nego risposero al re, dicendo: "O Nebukadnetsar, noi non abbiamo bisogno di darti risposta in merito a questo. 

I tre uomini non ritengono di dover difendere il loro Dio, poiché Egli è perfettamente in grado di farlo da se stesso. Non dimostrano alcuna paura, ma rispondono con fermezza.

Vs. 17-18.  Ecco, il nostro Dio, che serviamo, è in grado di liberarci dalla fornace di fuoco ardente e ci libererà dalla tua mano, o re. 18  Ma anche se non lo facesse, sappi o re, che non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo l’immagine d’oro che tu hai fatto erigere". 

Questi uomini rispondono per fede ed in ogni caso dimostrano di accettare qualsiasi decisione prenda l’Eterno nei loro riguardi. Nel loro cuore c’è l’incrollabile decisione di servirlo in ogni circostanza ed in nessun caso adoreranno i falsi dei pagani. Se pensiamo alla nostra realtà odierna, allora questo medesimo atteggiamento dovremmo averlo quando perdiamo il lavoro, oppure siamo afflitti da una malattia. Quest’ultima, infatti, viene su di noi perché il nostro corpo è destinato a perire e non certamente, come alcuni sostengono, perché non abbiamo abbastanza fede. Tutti un giorno moriremo e, quindi, prima ci ammaleremo: è naturale, ma non ha nulla a che vedere con la fede. Forse, al contrario, ci vuole molta più fede a lodare Dio anche nella malattia, soprattutto se dolorosa e mortale.

Vs. 19-22. Allora Nebukadnetsar fu ripieno di furore e l’espressione del suo volto mutò nei riguardi di Shadrak, Meshak e Abednego. Riprendendo la parola comandò di riscaldare la fornace sette volte più di quanto si soleva riscaldarla. 20  Comandò quindi ad alcuni uomini forti e valorosi del suo esercito di legare Shadrak, Meshak e Abed-nego e di gettarli nella fornace di fuoco ardente. 21  Allora questi tre uomini furono legati con i loro calzoni, le loro tuniche, i loro copricapo e tutte le loro vesti e furono gettati in mezzo alla fornace di fuoco ardente. 22  Ma poiché l’ordine del re era duro e la fornace era estremamente surriscaldata, la fiamma del fuoco uccise gli uomini che vi avevano gettato Shadrak, Meshak e Abed-nego. 

Dio permette la morte dei carnefici. C’è una promessa per i credenti in

Isaia 54:17. Nessun’arma fabbricata contro di te avrà successo, e ogni lingua che si alzerà in giudizio contro di te, la condannerai. Questa è l’eredità dei servi dell’Eterno, e la loro giustizia viene da me", dice l’Eterno. 

Nessun’arma formata contro i figli di Dio avrà successo.

Vs. 23-25.  E questi tre uomini, Shadrak, Meshak e Abed-nego, caddero legati in mezzo alla fornace di fuoco ardente. 24  Allora il re Nebukadnetsar, sbalordito, si alzò in fretta e prese a dire ai suoi consiglieri: "Non abbiamo gettato tre uomini legati in mezzo al fuoco?". Essi risposero e dissero al re: "Certo, o re". 25  Egli riprese a dire: "Ecco, io vedo quattro uomini slegati, che camminano in mezzo al fuoco, senza subire alcun danno; e l’aspetto del quarto è simile a quello di un figlio di Dio". 

Gesù slega gli uomini da ogni legame umano ed in questo caso ha soccorso i suoi servi. Quindi Gesù non è apparso per la prima volta nella storia umana nella mangiatoia di Betlemme, ma più volte si è fatto vedere attraverso altri aspetti, delle cristofanie. Es. egli era Melchisedek, il re al quale Abramo ha dato la decima. 

Isaia 43:1-2. Ma ora così dice l’Eterno, che ti ha creato, o Giacobbe, che ti ha formato, o Israele: "Non temere, perché io ti ho redento, ti ho chiamato per nome; tu mi appartieni. 2 Quando passerai attraverso le acque io sarò con te, o attraverserai i fiumi, non ti sommergeranno; quando camminerai in mezzo al fuoco, non sarai bruciato e la fiamma non ti consumerà. 

IL Signore è fedele e mantiene le promesse, perciò quando siamo nelle difficoltà, allora Dio è con noi, quindi non sentiamoci abbandonati perché queste promesse sono anche per noi oggi.

Guardiamo i tre Giudei: non avevano subito alcuna lesione, né l’odore del fuoco era su di loro.

Vs. 26-27.  Poi Nebukadnetsar si avvicinò all’apertura della fornace di fuoco ardente e prese a dire: "Shadrak, Meshak e Abed-nego, servi del Dio Altissimo, uscite e venite qui". Allora Shadrak, Meshak e Abed-nego uscirono di mezzo al fuoco. 27  Quindi i satrapi, i prefetti, i governatori e i consiglieri del re si radunarono per osservare quegli uomini: il fuoco non aveva avuto alcun potere sul loro corpo, i capelli del loro capo non erano stati bruciati, i loro mantelli non erano stati alterati e neppure l’odore di fuoco si era posato su di loro. 

Allora Nabucodonosor, avvicinandosi alla fornace, chiamò i tre uomini “servi del Dio Altissimo”. Essi uscirono dal fuoco, meravigliando tutti quelli che avevano assistito alla mancata esecuzione, perché il fuoco non aveva neppure sfiorato i loro vestiti.

Il re aggiunse:

vs. 28. Nebukadnetsar prese a dire: "Benedetto sia il Dio di Shadrak, Meshak e Abed-nego, che ha mandato il suo angelo e ha liberato i suoi servi, che hanno confidato in lui; 

Pian piano il re si sta convertendo, ma ancora vede Dio come il Dio dei tre uomini, non il suo personale. Se confideremo nel Signore, allora anche Lui ci soccorrerà e ci darà ogni cosa.

hanno trasgredito l’ordine del re e hanno esposto i loro corpi alla morte, piuttosto che servire e adorare altro dio all’infuori del loro. 

Questi tre uomini si sono presentati a Dio donandosi completamente ed accettando la Sua decisione senza discutere. Questo è anche il nostro atteggiamento? Diamo al Signore ogni cosa, a cominciare dalla nostra stessa vita? Essi erano proprio tre uomini di Dio.

1 Samuele 2:30...io onoro quelli che mi onorano ma quelli che mi disprezzano saranno pure disprezzati. 

Se onoreremo il Signore con la nostra vita, allora anche Lui ci onorerà.

Vs. 29-30.  Perciò io decreto che chiunque, a qualsiasi popolo, nazione o lingua appartenga, dirà male del Dio di Shadrak, Meshak e Abed-nego, sia tagliato a pezzi e la sua casa sia ridotta in un letamaio, perché non c’è nessun altro dio che possa salvare a questo modo". 30 Allora il re fece prosperare Shadrak, Meshak e Abed-nego nella provincia di Babilonia.

Come si è visto, Nabucodonosor stravolge le sue minacce e i tre Giudei, da condannati, ora sono protetti dal re. Riconoscendo la potenza e benedicendo l’Eterno, avverte le genti che non tollererà sentir parlare male del Dio dei Giudei. Dopo questo fatto i tre giovani prosperarono nella protezione del re. Le sue intenzioni sono buone, ma i suoi metodi sono molto carnali, perciò ancora non è convertito.

1 Pietro 4:12-19.   Carissimi, non lasciatevi disorientare per la prova di fuoco che è in atto in mezzo a voi per provarvi, come se vi accadesse qualcosa di strano. 

Anche noi credenti oggi dobbiamo attraversare i nostri “fuochi”, ossia delle prove difficili, perché tali cose sono normali. “Molte sono le tribolazioni del giusto, ma il Signore lo libera da tutte”. 

13  Ma, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi 

Se siamo derisi a causa del Signore, dobbiamo provare gioia.

perché anche nella manifestazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. 14  Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi, poiché lo Spirito di gloria e lo Spirito di Dio riposa su di voi; da parte loro egli è bestemmiato, ma da parte vostra egli è glorificato. 

Nella misura in cui soffriamo per il nome di Cristo riceveremo gloria per l’eternità. Tutti i figlioli di Dio saranno salvati, ma ci saranno delle ricompense maggiori per coloro che hanno servito con costanza.

15  Nessuno di voi abbia a soffrire come omicida o ladro o malfattore, o perché si impiccia negli affari degli altri; 16  ma, se uno soffre come cristiano, non si vergogni, anzi glorifichi Dio a questo riguardo. 17  Poiché è giunto il tempo che il giudizio cominci dalla casa di Dio, e se comincia prima da noi, quale sarà la fine di coloro che non ubbidiscono all’evangelo di Dio? 18  E se il giusto è appena salvato, cosa avverrà dell’empio e del peccatore?. 19  Perciò anche quelli che soffrono secondo la volontà di Dio, raccomandino a lui le proprie anime, come al fedele Creatore, facendo il bene. 

I tempi del ritorno di Cristo sono vicinissimi, perciò probabilmente ben presto anche in Europa inizieranno le persecuzioni contro i Cristiani. In Canada, ad esempio, un pastore è stato denunciato perché predicava contro l’omosessualità, dicendo chiaramente che per Dio è un abominio. Per questo è stato denunciato, ma certamente il Signore avrà cura delle sue sofferenze perché non si è compromesso, ma è stato fedele nel proclamare unicamente il consiglio di Dio. La nostra vita e la nostra anima sono nelle mani di Dio.

Apocalisse 13:11-18. Poi vidi un’altra bestia, che saliva dalla terra, ed aveva due corna simili a quelle di un agnello, ma parlava come un dragone. 12  Essa esercitava tutta l’autorità della prima bestia davanti a lei, e faceva sì che la terra e i suoi abitanti adorassero la prima bestia, la cui piaga mortale era stata guarita. 

La prima bestia è l’anticristo, la seconda è il falso profeta, che testimonia circa l’anticristo. Così come esiste una trinità celeste, così ne esiste una diabolica, composta da Satana, dall’anticristo o figlio della bestia, e dal falso profeta, il testimone dell’anticristo.

Il falso profeta somiglia ad un agnello, cioè ricorda Gesù e sembra una persona rivestita di luce, tuttavia parla come un dragone.

  • E faceva grandi prodigi, facendo persino scendere fuoco dal cielo sulla terra in presenza degli uomini, 

Non lasciamoci ingannare dai segni e dai prodigi, perché non sono il segno inconfutabile che contraddistingue gli uomini di Dio. Satana ha potere soprannaturale, anche se non sui figli di Dio, che sono sotto la protezione dell’agnello. Gli ingannati, però, sono guidati e soggiogati da lui.

14  e seduceva gli abitanti della terra per mezzo dei prodigi 

Ossia seduce le persone con segni e prodigi.

che le era dato di fare davanti alla bestia, dicendo agli abitanti della terra di fare un’immagine alla bestia, che aveva ricevuto la ferita della spada ed era tornata in vita. 15  E le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia, affinché l’immagine della bestia parlasse, e di far sì che tutti coloro che non adoravano l’immagine della bestia fossero uccisi. 

Ricorda la storia di Nabucodonosor, il quale era sotto il dominio di Satana, ma che poi fortunatamente si è convertito.

16  Inoltre faceva sì che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e servi, fosse posto un marchio sulla loro mano destra o sulla loro fronte, 17  e che nessuno potesse comperare o vendere, se non chi aveva il marchio o il nome della bestia o il numero del suo nome. 18  Qui sta la sapienza. Chi ha intendimento conti il numero della bestia, perché è un numero d’uomo; e il suo numero è seicentosessantasei. 

Negli ultimi tempi i fatti storici saranno gli stessi del tempo di Daniele: le persone dovranno adorare la bestia, altrimenti saranno uccise. Di nuovo torna la costrizione con la paura.

Poi nessuno potrà comprare o vendere nulla se non grazie al marchio della bestia: oggi è stato impiantato il microcip sugli animali, ma in futuro lo faranno anche sugli esseri umani. In America hanno effettuato degli studi per superare il problema del caricamento della batteria e ne hanno creata una che si ricarica con il mutare del calore corporeo. Dopo lunghe analisi, hanno compreso che le due zone che meglio si prestano per ospitare il microcip sono proprio la mano e la fronte umane perché lo spessore della pelle è molto fine. Fino a pochi anni fa questa tecnologia era impossibile, ma ora non è più così.

Presto, quindi, l’anticristo si insedierà a Gerusalemme, farà un’immagine di se stesso ed obbligherà Israele ad adorarla. Tutti saranno invasi da terrore e coloro che saranno fedeli a Dio verranno perseguitati (grande tribolazione). Gesù ha detto che in quella circostanza il suo popolo dovrà fuggire nel deserto o nei monti, altrimenti sarà la disfatta.

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