Atti 4

Atti 4
Craig Quam

Cap. 4

La guarigione dello zoppo ed il discorso pronunciato da Pietro colpirono molto la gente comune, ma suscitarono l’opposizione dei capi giudei.  Per questo gli Apostoli furono arrestati e condotti davanti al Sinedrio, affinché fossero giudicati per il loro agire. 

Questa fu la prima volta in cui ufficialmente si prese atto dell’esistenza della chiesa.

Anche in questa occasione Pietro parlò della resurrezione di Cristo e del fatto che solo Egli può salvare. Le autorità compresero che gli Apostoli stavano operando nello stesso modo in cui Cristo aveva fatto. Non potendo prendere alcun provvedimento contro Pietro e Giovanni, imposero loro di non insegnare più le dottrine cristiane.

L’episodio trattato qui è simile a quello riportato in Atti 5:17 e segg. La relazione tra i due può trovarsi nel fatto che la legge giudaica affermava che una persona non poteva essere punita la prima volta in cui trasgrediva la legge, ma doveva essere avvertita dell’illegalità del suo agire. Tuttavia, se perseverava nei propri comportamenti, allora poteva essere punita. Seguendo tale logica, in Atti 4 gli Apostoli vengono ammoniti, mentre in Atti 5:17, perpetuandosi il reato, si delinea la possibilità di una condanna per trasgressione volontaria.

Pietro e Giovanni davanti al Sinedrio.

Vs. 1. Ora, mentre essi parlavano al popolo, i sacerdoti, il comandante del tempio e i sadducei, piombarono su di loro,

Il discorso di Pietro, così com’è narrato da Luca, termina con l’arrivo delle autorità, venute ad arrestare gli Apostoli. Sono: i sacerdoti, il comandante del tempio e i sadducei, ossia i responsabili dell’ordine pubblico nell’area del tempio. 

I sacerdoti in servizio in quel momento erano guidati dal comandante del tempio, ufficiale responsabile del personale addetto all’ordine. Tale mansione veniva affidata al “segan”, il sacerdote secondo in grado, dopo il sommo sacerdote.

I sadducei erano laici schierati con i sacerdoti nell’opposizione alla chiesa. E’ interessante notare che, mentre al tempo di Cristo, il gruppo oppositore più accanito era quello dei farisei, in Atti essi appaiono quasi amichevoli verso la chiesa, mentre i sadducei, che nei Vangeli sono presenti solo negli ultimi giorni di vita di Gesù, ora sono divenuti i capi dell’opposizione.

Vs. 2-4. indignati perché ammaestravano il popolo e annunziavano in Gesù la risurrezione dai morti. 3  E misero loro le mani addosso e li gettarono in prigione fino al giorno seguente, perché era già sera. 4  Or molti di coloro che avevano udito la parola credettero; e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila. 

L’ostilità dei sadducei nasce dalla loro avversione al messaggio della resurrezione. Tale insegnamento era stato impartito addirittura nel tempio per cui, a loro avviso, il reato era ancora più grave. Fecero arrestare gli Apostoli perché avevano violato la pace nel tempio, ma tale fatto non impedì l’efficacia del Vangelo, anzi il numero dei credenti salì a 5000.

Vs. 5. Il giorno dopo i capi, gli anziani e gli scribi si radunarono in Gerusalemme, 

Il giorno successivo le autorità si riunirono in assemblea. Probabilmente i 3 gruppi menzionati (capi, anziani e scribi) erano quelli che componevano il Sinedrio.

Gli anziani erano i capi laici della comunità, membri delle famiglie più importanti, generalmente aderenti alla corrente dei sadducei.

Gli scribi erano letterati e per lo più farisei.

I capi sacerdoti amministravano il tempio.

Vs. 6.  insieme con Anna, sommo sacerdote, e con Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che appartenevano alla parentela dei sommi sacerdoti. 

Luca nomina alcuni importanti sacerdoti presenti alla riunione (Anna, Caifa, Giovanni e Alessandro):

Anna, sommo sacerdote dal 6 al 15 d. C., anche se deposto dai romani, esercitava ancora una grande influenza e continuava a fregiarsi del titolo onorifico.

Caifa, genero di Anna, fu in carica dal 18 al 36 d.C.

Giovanni forse è Gionathan, figlio di Anna, in carica nel 37 d.C.

Non si sa chi fosse Alessandro.

Coloro che appartenevano alla famiglia dei sacerdoti erano i detentori delle varie cariche ufficiali dell’amministrazione del tempio.

Da questa descrizione si comprende come gli affari del tempio fossero nelle mani di un ristretto numero di persone.

Vs. 7. E, fatti comparire là in mezzo Pietro e Giovanni, domandarono loro: "Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?". 

Agli Apostoli viene chiesto con quale potere, o in nome di quale autorità abbiano compiuto il miracolo dello zoppo. Si nota, pertanto, che l’oggetto dell’inchiesta (il miracolo) non viene identificato con la ragione dell’arresto (la predicazione della resurrezione).

Vs. 8-10. Allora Pietro, ripieno di Spirito Santo, disse loro: "Capi del popolo e anziani d’Israele, 9  se oggi noi siamo giudicati intorno ad un beneficio fatto a un uomo infermo, per sapere come egli è stato guarito, 10  sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti; in virtù di lui compare davanti a voi quest’uomo completamente guarito. 

6- Erano uomini ripieni di Spirito Santo.

Presentandosi alla corte suprema, Pietro afferma solennemente ai suoi membri, in quanto rappresentativi di tutto Israele, che la guarigione va attribuita alla potenza del nome di Gesù e ripete che quella persona, che essi hanno messo a morte, era proprio Colui che Dio aveva risuscitato dai morti.

Vs. 11. Questi è la pietra che è stata da voi edificatori rigettata e che è divenuta la testata d’angolo, 

Pietro cita Salmo 118:22. La pietra, che i costruttori avevano rigettata è divenuta la testata d’angolo. 

Vs. 12. E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati.

Gesù ha salvato lo zoppo. Solo Lui può dare all’uomo la vita eterna, in quanto Dio stesso lo ha definito “il salvatore”. Solo il nome di Gesù ci salva, non quello, ad es., di Buddha o di Maometto. Nei giornali si legge che l’Islamismo sia una religione di pace, ma questo fatto non corrisponde alla verità, dal momento che Maometto nel Corano incita i credenti ad uccidere le persone aderenti ad altre religioni, ed egli stesso ha sterminato migliaia di vite. L’Islam ha sempre conquistato con la spada e ancora oggi fa così. Ogni musulmano ha giurato di uccidere qualsiasi altro musulmano che lasci la fede, perché considerato infedele.

Anche la chiesa cattolica, al tempo delle crociate, si è comportata in modo analogo.

Al contrario, il cristianesimo ha convertito le persone grazie alla predicazione incentrata su Gesù. Questo è l’unico nome che  porta l’uomo alla salvezza: ciò è quanto  proclama la parola di Dio.

Vs.13. Ora essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni e avendo capito che erano uomini illetterati e senza istruzione, si meravigliarono e riconoscevano che erano stati con Gesù. 

7- Erano uomini normali, comuni, ma usati da Dio con potenza; non avevano studiato dai rabbini, non avevano ricevuto da essi il mandato; tuttavia erano stati ordinati dallo Spirito di Dio: Il loro segreto era nel fatto di essere stati con Gesù. 

Dobbiamo chiederci se ovunque andiamo le persone si accorgono che abbiamo Cristo nella nostra vita.

8- Erano innamorati di Gesù; non erano istruiti (erano popolani), senza conoscenza della Torà o della legge ebraica, non potenti, ma amavano il Signore; Gesù li ha usati perché ricolmi di amore per Lui.

Più che dalle osservazioni di Pietro, l’assemblea viene colpita dalla franchezza con cui esse sono state espresse. Il comportamento di Pietro e di Giovanni è sicuro e senza vergogna, al punto che parlano liberamente di fronte ad un uditorio che avrebbe dovuto incutere loro spavento.

Pietro e Giovanni vengono arrestati. Infatti, quando l’opera della chiesa fa dei progressi, il nemico cerca di porre dei limiti, temendo la predicazione e la diffusione della Parola. In questo caso ha cercato di spegnere la grandiosità del miracolo dovuto alla fede degli Apostoli, cioè la guarigione dello zoppo, perché produceva fede nel popolo. Satana teme il fatto che la parola venga diffusa perché chi conosce la verità si libera dai legami del maligno.

I farisei e i religiosi cercano di schiacciare la parola di Dio, ma non ci riescono.

Vs. 14. Vedendo poi accanto a loro l’uomo che era stato guarito, non potevano dire nulla contro. 

Tutti i discorsi teologici non possono nulla di fronte ad una vita cambiata; anche noi oggi, pur se non conosciamo ogni versetto della Bibbia, possiamo raccontare la nostra testimonianza, spiegare come eravamo e come siamo stati trasformati, ossia ciò che Dio ha fatto per noi con la sua potenza.

Vs. 15-19. 15  E, dopo aver comandato loro di uscire dal sinedrio, si consultarono fra loro, 16  dicendo: "Che faremo a questi uomini? Perché è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che un evidente miracolo è stato fatto da loro, e noi non lo possiamo negare; 17  ma affinché questo non si divulghi maggiormente fra il popolo, imponiamo loro con severe minacce di non parlare più a nessun uomo in questo nome". 18  E, chiamatili, comandarono loro di non parlare affatto, né di insegnare nel nome di Gesù, 19  Ma Pietro e Giovanni, rispondendo loro, dissero: "Giudicate voi, se è giusto davanti a Dio ubbidire a voi, piuttosto che a Dio. 

In definitiva il Sinedrio li minaccia perché avevano fatto del bene ad un uomo; questo è accaduto perché il nome di Gesù spaventa questi religiosi, i quali si sentono minacciati. Capita sovente che il nemico si serva di qualcuno per aggredire i credenti, perché egli si muove come un leone che ruggisce per spaventare, ma non morde; alla fine le sue minacce sono vuote. 

I membri del Sinedrio cercano di far tacere il nome di Gesù, temuto anche dai dottori della legge. Infatti il vs. 17 recita … non parlare più a nessun uomo in quel nome.  I demoni hanno paura del nome di Gesù e tremano.

I membri del tribunale giudaico amavano credere di parlare con la voce di Dio, ma Pietro fa capire loro di essere un’istituzione umana. Senza dubbio, in caso di disaccordo, l’obbedienza va a Dio perché ogni credente è chiamato a testimoniare Gesù e a predicare il Suo nome.

Vs. 20. Poiché, quanto a noi, non possiamo non parlare delle cose che abbiamo visto e udito. 

Gli Apostoli rispondono di non poter far altro se non parlare di Gesù perché, mentre gli uomini stanno perendo verso la dannazione eterna, essi hanno parole di vita  e   salvezza. Anche il profeta Geremia dice che egli cercava di trattenersi dal parlare, ma non ci riusciva perché … la Tua parola era come un fuoco nelle mie ossa. 

Vs. 21-23.   Ed essi, minacciatili di nuovo, li lasciarono andare, non trovando alcun modo per poterli punire, a motivo del popolo, poiché tutti glorificavano Dio per ciò che era accaduto. 22  Infatti l’uomo, in cui si era prodotta quella guarigione miracolosa, aveva più di quarant’anni. 23  Quando furono rilasciati, ritornarono dai loro e riferirono tutte le cose che i capi dei sacerdoti e gli anziani avevano loro detto. 

Pietro e Giovanni vengono minacciati di nuovo e poi rilasciati, a motivo della gente, impressionata dal miracolo operato su un uomo zoppo da più di quarant’anni. Una volta liberi, gli Apostoli corrono dai fratelli, in quel rifugio che è la  chiesa, la famiglia. Così dovrebbe essere anche oggi per noi: quando siamo indeboliti, attaccati e minacciati, dobbiamo correre dai fratelli, raccontare i fatti e pregare il Signore assieme.

Vs. 24. All’udire ciò, alzarono all’unanimità la voce a Dio e dissero: "Signore, tu sei il Dio che hai fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi, 

La reazione immediata del gruppo è quella di raccogliersi in preghiera. Infatti, la persecuzione stringe i legami dei membri della chiesa e suscita un comune desiderio di preghiera., “all’unanimità”, ossia tutti assieme.

E come pregano?

Per prima cosa riconoscono chi è Dio e vedono la Sua grandezza. Anche Gesù nella sua preghiera inizia dando gloria a Dio in cielo e in terra, ossia riconoscendo chi Egli è.

Vs. 25-26. 25  e che mediante lo Spirito Santo hai detto, per bocca di Davide tuo servo: "Perché si sono adirate le genti e i popoli hanno macchinato cose vane? 26  I re della terra si sono sollevati e i principi si sono radunati insieme contro il Signore e contro il suo Cristo. 

Solo gli uomini sciocchi tramano contro Dio, il quale ha creato l’uomo e ne prevede i pensieri. Davide viene nominato “servo di Dio”; Cristo, invece, viene chiamato “unto”. Nel salmo tale termine veniva applicato ad un re, ma poi lo si è trasposto su Cristo.

Vs. 27-28.   Poiché proprio contro il tuo santo Figlio Gesù, che tu hai unto, si sono radunati Erode e Ponzio Pilato con i gentili e il popolo d’Israele, 28  per fare tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio avevano prestabilito che avvenissero. 

Ora la chiesa confessa che il Signore ha sotto controllo tutto ciò che accade e che, anzi, egli conosce in anticipo le cose, perché è onnisciente.

Il mondo ha paura per la violenza presente sulla terra e teme una guerra mondiale. Invece i cristiani sanno che ogni cosa è già stata prevista da Dio, vedono i segni dei tempi, e non temono perché il Signore  ha ogni cosa sotto controllo. Ogni avvenimento si verifica come Dio ha detto e stabilito; anche la nostra vita è nelle sue mani.

I Cor. 2: 6-9.    6  Or noi parliamo di sapienza fra gli uomini maturi, ma di una sapienza che non è di questa età né dei dominatori di questa età che sono ridotti al nulla, 7  ma parliamo della sapienza di Dio nascosta nel mistero, che Dio ha preordinato prima delle età per la nostra gloria, 8  che nessuno dei dominatori di questa età ha conosciuta; perché, se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. 9  Ma come sta scritto: "Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d’uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano". 

Se Satana e i demoni avessero conosciuto il piano di Dio, non avrebbero crocifisso il Signore Gesù, dal momento che la sua morte è stata uno svantaggio per loro. Questo accade perché Satana non sa ogni cosa e non conosce il futuro. Infatti, uccidendo Gesù, pensava di sconfiggere Dio e di prendere il Suo posto; invece ha adempiuto al piano del Signore per la nostra salvezza.

Anche nella nostra vita il maligno fa dei piani, ma noi abbiamo Gesù, che lo ha già sconfitto e che volgerà ogni cosa in nostro favore. Il destino di Satana è nel lago di stagno e fuoco, il nostro, invece, è nel coro celeste per cantare le lodi a Dio.

Ogni giorno siamo perseguitati e derisi, ma Dio ha già predetto ogni cosa e ci esorta nel ritenerci  beati quando gli uomini ci dicono ogni sorta di vituperi e maldicenze a causa del nome di Gesù. In questo è la nostra forza e la nostra sicurezza, non nelle cose umane.

Chi ha messo le proprie certezze nelle ricchezze terrene le vedrà sgretolarsi, ma chi le ha poste in cielo con Gesù possiede un tesoro che nessuno potrà mai toccare. La nostra forza è nel Dio creatore di tutto, per il quale i nostri problemi non sono niente. Anche Davide sapeva questo, e quando si è trovato di fronte il gigante Golia, non lo ha guardato in base alle proprie forze, ma basandosi sul Signore; pensando alla Sua grandezza, ha capito che Dio avrebbe sconfitto il gigante, perché può ogni cosa.

Vs.29-30.  29  Ed ora, Signore, considera le loro minacce e concedi ai tuoi servi di annunziare la tua parola con ogni franchezza, 30  stendendo la tua mano per guarire e perché si compiano segni e prodigi nel nome del tuo santo Figlio Gesù". 

Ora gli Apostoli procedono con le richieste, le quali non sono egoistiche (ad es. di liberarsi dai persecutori), ma mettono le cose di Dio al primo posto. Infatti chiedono di predicare la parola con franchezza  e di guarire nel nome di Gesù. Con questa preghiera la chiesa domanda la forza per portare avanti la testimonianza nonostante le avversità, ed il coraggio necessario per affrontare a viso aperto le minacce e proclamare la Parola.

Anche Paolo chiede alle chiese di pregare per lui, affinché proclami la parola con franchezza. Questo ci incoraggia perché capiamo che, anche se era un grande uomo di Dio, aveva timore a predicare. Anche a noi capita di avere timore, perché siamo derisi e calunniati, ma dobbiamo pensare che la stessa cosa è accaduta anche agli Apostoli e a Gesù. Allora anche noi dobbiamo pregare per la franchezza.

Vs. 31. E, dopo che ebbero pregato, il luogo dove erano radunati tremò; e furono tutti ripieni di Spirito Santo, e annunziavano la parola di Dio con franchezza. 

Dopo la preghiera vengono riempiti di nuovo con lo Spirito Santo e annunciavano la Parola senza timore. In questo modo Dio faceva loro capire di essere presente e di aver sotto controllo ogni cosa. A causa della predicazione della Parola vedremo, più avanti nel libro di Atti, che verranno uccisi. 


La chiesa primitiva. Barnaba. 

Vs. 32-35. E il gran numero di coloro che avevano creduto era di un sol cuore e di una sola anima; nessuno diceva esser suo quello che aveva, ma tutte le cose erano in comune fra di loro.  E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della resurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. Infatti non vi era alcun bisognoso fra di loro, perché tutti coloro che possedevano poderi o case li vendevano e portavano il ricavato delle cose vendute, e lo depositavano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo particolare bisogno.

In questa parentesi viene raccontato uno stralcio della vita comunitaria di allora.

La parola il gran numero  fa comprendere che la chiesa cresceva numericamente, ma Luca sottolinea il fatto che nonostante questo, tutta la chiesa era unita nella ferrea volontà di servire il Signore. Tali persone possedevano dei beni, i quali rimanevano di proprietà dei singoli, ma tutti erano disponibili a metterli al servizio degli altri in caso di necessità. Queste due caratteristiche corrispondono al comandamento di amare Dio e il prossimo.

La chiesa primitiva, quindi, era molto unita, di un sol cuore e di una sola mente; testimoniavano di Gesù con parole, fatti, segni, prodigi ed amore, e non si interessavano più delle cose materiali.

Anche noi come credenti non dovremmo più guardare alla ricchezza esteriore perché l’inganno dell’agiatezza data dalle cose materiali soffoca la parola di Dio. Ciò che possediamo ci dà sicurezza, ma essa è ingannevole perché può essere distrutta in un attimo. 

Per la chiesa primitiva era importante solo Gesù, poi gli altri (famiglia, amici, bisognosi); si aiutavano l’un l’altro e nessuno viveva stentatamente. Erano una grande testimonianza per la gente intorno perché davano prova di amore reciproco.

Vs. 36-37. Or Iose, soprannominato dagli apostoli Barnaba (che significa “figlio di consolazione”), levita, originario di Cipro, avendo un campo, lo vendette e portò il ricavato e lo depose ai piedi degli apostoli.

Barnaba, che diventerà il compagno di viaggio di Paolo, in origine si chiamava Giuseppe. Il soprannome Barnaba indica una persona capace di consolare gli altri. Era levita per nascita, membro della tribù giudaica dalla quale provenivano alcuni degli addetti ai servizi di minor importanza del tempio, ma la sua famiglia doveva essere emigrata a Cipro, dove c’era una colonia ebraica discretamente numerosa. Un giorno dà tutto il ricavato della vendita di un campo di sua proprietà agli Apostoli.

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