Atti 3

Atti 3 (2011)
Craig Quam
Atti 3 (2014)
Craig Quam
Atti 3:1-4:13
Craig Quam

Cap. 3

Dal capitolo 3 al capitolo 5 vengono raccontati i problemi vissuti dai primi cristiani a causa della loro testimonianza, per opera dei capi del giudaismo; questi tentarono in ogni modo di ostacolarli ed indurli a porre fine alla loro opera evangelistica, senza riuscirvi. Luca riporta due episodi nei quali gli Apostoli compiono dei miracoli e i giudei tentano di fermarli.

La guarigione dello zoppo (3:1-10).

L’episodio si divide in tre parti:

  • Paolo compie il miracolo,

  • Spiega l’accaduto tramite un discorso,

  • Gli Apostoli vengono arrestati.

Paolo fa quelle cose che un tempo compiva Gesù, agendo nel Suo nome, e con questo Luca sottolinea il rapporto di continuità tra il ministerio di Cristo e l’opera della chiesa. Infatti il nome di Gesù è ancora potente; anzi, Cristo continua ad operare con misericordia, come narrato nei Vangeli, perché il suo regno è presente e la sua venuta prossima.

Caratteristiche di Pietro e di Giovanni.

Pietro e Giovanni dimostrano di avere delle caratteristiche che sono gradite a Dio, e per questo vengono da Lui usati.

Vs. 1. Or Pietro e Giovanni (figlio di Zebedeo) salivano insieme al tempio verso l’ora nona, l’ora della preghiera.

1. Innanzi tutto erano uomini di preghiera. (L’ora nona erano circa le 3 del pomeriggio, quando ci si riuniva a pregare per la preghiera serale). 

La preghiera è un atto di fede, l’opera più importante che si svolge nella chiesa perché si ricerca la faccia di Dio. Noi preghiamo un Dio invisibile, e per questo è un atto di fede; Dio non ci risponde con parole udibili e, spesso, per un lungo tempo non ci fa vedere nessuna risposta; ma bisogna perseverare, ad es. nel chiedere la salvezza dei nostri cari.

Il libro di Atti ci mostra come ogni volta che viene riportato il verbo “pregare” accade qualcosa di potente: miracoli, visioni…

Vs. 2-5. E vi era un uomo zoppo fin dalla nascita, che veniva ogni giorno portato e deposto presso la porta del tempio, detta Bella, per chiedere l’elemosina a coloro che entravano nel tempio. Costui, avendo visto Pietro e Giovanni che stavano per entrare nel tempio, chiese loro l’elemosina. Allora Pietro, con Giovanni, fissando gli occhi su di lui, disse: “Guarda noi”. Ed egli li guardava attentamente, sperando di ricevere qualche cosa da loro.

Il tempio era bellissimo, lussuoso e pieno di uomini religiosi; alla porta  c’era questo uomo vestito di stracci che chiedeva l’elemosina.

Dare l’elemosina era considerato un atto particolarmente meritorio nella religione giudaica, per cui era molto conveniente posizionarsi all’entrata del luogo di culto.

Non è certa l’identificazione della porta “Bella” del tempio. E’ noto che esso fosse circondato da mura e costituito da zone separate per i gentili, per le donne ebree, per gli uomini giudei; il Sommo sacerdote poteva accedere al luogo santissimo.

Inoltre è noto che la porta che conduceva al cortile dei gentili si chiamava “Shushan”, che nel cortile delle donne c’era la porta “Corinzia” fatta di bronzo, e che un’altra porta conduceva al cortile degli uomini.

Dalle persone lo zoppo si attende di ricevere del danaro, donato meccanicamente e distrattamente; al contrario, il suo incontro con gli Apostoli diviene qualcosa di personale, capace di modificare la sua vita. Il loro rapporto comincia con uno sguardo fisso negli occhi.

2. Secondo aspetto di Pietro e Giovanni: erano uomini di fede e sapevano che il Signore avrebbe fatto qualcosa per quell’uomo paraplegico.

Vs. 6. Ma Pietro disse: “Io non ho né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina”. 

Per compiere questo gesto ci voleva tanta fede; Dio ama la fede di colui che in un momento difficile, nel nome di Gesù, va contro la logica umana. Bisogna credere in Dio per cose maggiori, fare passi di fede e non fidarci delle nostre capacità fisiche o mentali: Dio opererà. Esaminiamo la nostra vita e chiediamo a Dio qual è il passo di fede che desidera da noi; poniamo una sfida (es. la conversione di qualcuno) e preghiamo per questo.

Ebrei 11:6.  Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano. 

Dio vuole che abbiamo fede in Lui, che crediamo che sia capace di operare nella nostra vita, che è con noi e che ci condurrà fuori dai momenti difficili. Egli vuole per noi cose buone e per questo dobbiamo arrenderci completamente a lui.

Pietro e Giovanni erano uomini di fede, e solo per fede stendono la loro mano sullo zoppo nel nome di Gesù. Pietro riconosce la sua povertà di uomo e il fatto che la sua unica ricchezza è data dal Signore Gesù.

Pietro guarisce attraverso l’autorità e la potenza di Cristo, ora conferita agli Apostoli. Al contrario, Gesù non doveva appellarsi ad alcuna autorità superiore, essendo Dio.

Certamente Pietro poteva dare a quell’uomo del danaro, ma preferisce sanare la radice dei suoi problemi. Questo racconto non vuole proibirci di aiutare materialmente i poveri, anzi una chiesa, oltre a dare la salvezza spirituale, deve anche occuparsi dell’aspetto materiale delle persone.

3. Pietro e Giovanni dipendevano totalmente su Gesù. Infatti dicono allo zoppo di non avere beni materiali da donargli, ma la fede nel  Signore, unico e immenso tesoro della loro vita; questo è ciò che possono dargli.

Giovanni 15:4-5    4  Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me. 5  Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. 

Spiritualmente non possiamo fare nulla di buono da noi stessi, ma con l’aiuto di Gesù, che  è la sorgente della nostra vita,  riusciamo a portare frutto. Pietro e Giovanni sono consapevoli della loro dipendenza dal Signore e allora ricevono da lui la potenza dello Spirito.

Vs. 7-8.  E presolo per la mano destra, lo sollevò; e in quell’istante i suoi piedi e le caviglie si rafforzarono.  E con un balzo si rizzò in piedi e si mise a camminare; ed entrò con loro nel tempio, camminando, saltando e lodando Dio. 

Quest’uomo che non aveva mai camminato, toccato dal Signore, salta di gioia e loda Dio. Infatti, per prima cosa entra nel tempio con gli Apostoli per lodare il Signore, riconoscente per quanto è accaduto. Isaia 35:6 dice: Lo zoppo salterà come un cervo.

Vs. 9-10. E tutto il popolo lo vide camminare e lodare Dio, e lo riconobbero per quel tale che sedeva alla porta Bella del tempio a chiedere l’elemosina; e furono ripieni di sbigottimento e di stupore per ciò che gli era accaduto. 

La gente è meravigliata, conoscendo bene l’uomo zoppo. Tale reazione però non equivale alla fede di Pietro, che ha operato il miracolo. Infatti è possibile rimanere impressionati dal lato spettacolare di un fatto, senza comprendere che esso è opera della potenza e della grazia di Dio.

4.  Erano uomini umili, che riconoscevano la gloria di Dio nei prodigi e non la attribuivano a se stessi. Le potenti opere del Signore, i miracoli e i prodigi, non si verificano perché ci rechiamo sempre alla riunione di preghiera o perché siamo più religiosi degli altri, ma per la grazia di Dio; è Lui che opera perchè l’uomo non è in grado di farlo con le proprie forze. Infatti, la prima preoccupazione di Giovanni e Pietro è stata quella di dire alla folla di non guardare a loro come guaritori dello zoppo, perché è il Signore l’autore del miracolo!

Quando un credente viene usato da Dio in modo così potente, immediatamente viene anche ingannato da Satana  con l’orgoglio spirituale e pensa di essere più potente degli altri o più santo. Ma l’operatore dei prodigi è solo Gesù e noi siamo uno strumento nelle sue mani.

L’opera del maligno su di noi si svolge in due direzioni:

o ci esalta e ci fa inorgoglire,

oppure ci abbatte, ci convince di essere degli incapaci, di non meritare l’amore e il perdono di Dio. In questo modo vuole farci arrendere, demoralizzarci, allontanarci da Dio, dalla chiesa e dai compiti che in essa stiamo svolgendo.

In questo è la differenza tra l’opera di Satana e quella dello Spirito:

Satana vuole abbatterci,

lo Spirito ci compunge di peccato per farci ravvedere e poi rimetterci nella retta via.

Vs. 11-12. Ora, mentre quello zoppo che era stato guarito si teneva stretto a Pietro e a Giovanni, tutto il popolo attonito accorse verso loro al portico detto di Salomone. E Pietro, vedendo ciò, parlò al popolo dicendo: “Uomini di Israele, perché vi meravigliate di questo? O perché fissate su di noi gli occhi come se per la nostra propria potenza o pietà avessimo fatto camminare costui?

Pietro coglie l’opportunità di ribadire che si tratta proprio di quel Gesù che è stato ucciso dai giudei, glorificato da Dio e tuttora operante.

Certamente la folla riteneva Pietro e Giovanni capaci di compiere miracoli straordinari, ma l’apostolo fa capire che l’autore del miracolo è Cristo Gesù, il quale si è servito di loro quali strumenti del proprio agire.

Il seguito della predica di Pietro fa capire come gli Apostoli fossero 5. uomini basati sulla parola di Dio e profondi conoscitori della stessa; anche noi, se vogliamo essere strumenti del Signore, dobbiamo conoscere la nostra spada, per saperla adoperare.

Giovanni 15:7.  Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto,

Dobbiamo abitare sempre con Gesù e le Sue parole devono dimorare in noi.

Vs. 13. Il Dio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo Figlio Gesù che voi consegnaste nelle mani di Pilato e rinnegaste davanti a lui, nonostante egli avesse deciso di liberarlo. 

Quanto appena accaduto è dovuto all’opera di Dio, colui che si era rivelato ai patriarchi  e che si era proclamato Dio d’Israele. Egli ha glorificato il suo servo (Isaia 52:13), profetizzato da Isaia e chiamato servo di Israele.

Si parla delle sofferenze del servo in Marco 10:45,   Marco 14:24,   Luca 22:37, Giovanni 12:38,    Atti 8:32,   1 Pietro 2:22-24.

Per le persone di allora sarà sembrato strano identificare col servo di Israele un uomo morto in croce. Per questo Pietro afferma che ciò è avvenuto perché i giudei stessi lo hanno rinnegato durante il processo, quando Pilato lo aveva ritenuto innocente e voleva liberarlo.

Vs. 14-15. Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto, e chiedeste che vi fosse dato un assassino 15  e uccideste l’autore della vita, che Dio ha risuscitato dai morti e del quale noi siamo testimoni! 

Pietro ripete la sua accusa contro i giudei, rinnegatori del Santo, del Giusto. Tali aggettivi vengono attribuiti a Gesù dai demoni (Marco 1:24), e da tutti i cristiani. Invece del giusto Gesù, viene liberato Barabba, un omicida, totalmente in antitesi con colui che dona la vita. Ma Dio lo ha risorto dai morti, e molti ne sono stati testimoni.

Vs.16. E per la fede nel nome di Gesù, quest’uomo che voi vedete e conoscete è stato fortificato dal suo nome; e la fede, che si ha per mezzo suo, gli ha dato la completa guarigione delle membra, in presenza di tutti voi. 

Pietro afferma che l’evento miracoloso, nel nome di Gesù, è stato compiuto per fede.

 Vs. 17-18.  Ma ora, fratelli, io so che lo avete fatto per ignoranza, come hanno fatto pure i vostri capi. 18  Ma Dio ha così adempiuto le cose che egli aveva predetto per bocca di tutti i suoi profeti, e cioè, che il suo Cristo avrebbe sofferto. 

Il peccato commesso è scaturito dall’ignoranza, quindi può essere perdonato. Tuttavia, se esso non viene riconosciuto come tale e i colpevoli non se ne pentono, diviene allora volontario e non scusabile.

In ogni modo, l’azione colpevole dei giudei ha portato a termine il piano di Dio, annunciato dai profeti.

Vs. 19-21.  Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, e perché vengano dei tempi di refrigerio dalla presenza del Signore, 20  ed egli mandi Gesù Cristo che è stato predicato prima a voi, 21  che il cielo deve ritenere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, dei quali Dio ha parlato per bocca di tutti i suoi santi profeti fin dal principio del mondo. 

Ora i giudei devono comprendere il proprio errore e convertirsi, ossia “voltarsi verso” Dio. Il verbo indica il voltare le spalle al vecchio modo di vivere, per iniziarne uno nuovo alla luce della fede e dell’obbedienza al Signore.

Conseguenza del ravvedimento è un nuovo rapporto con Dio e la venuta di Cristo dal cielo. Egli è il messia di Israele.

Vs. 22-24.   Mosè stesso infatti disse ai padri: "Il Signore Dio vostro susciterà per voi un profeta come me in mezzo ai vostri fratelli; ascoltatelo in tutte le cose che egli vi dirà. 23  E avverrà che chiunque non ascolterà quel profeta, sarà distrutto tra il popolo. 24  E parimenti tutti i profeti, tutti quelli che hanno parlato da Samuele in poi; hanno in realtà annunziato questi giorni. 

Nuovamente Pietro afferma che tutto il VT ha testimoniato l’arrivo di Gesù.

Vs. 25-26.   Voi siete i figli dei profeti e del patto che Dio stabilì con i nostri padri, dicendo ad Abrahamo: "E nella tua progenie tutte le nazioni della terra saranno benedette". 26  A voi per primi Dio, dopo aver risuscitato il suo Figlio Gesù, lo ha mandato per benedirvi, allontanando ciascuno di voi dalle sue iniquità". 

Queste promesse profetiche erano state fatte ai giudei. Essi erano i figli dei profeti, coloro che potevano vedere l’adempimento delle promesse fatte al popolo d’Israele e trarne beneficio. Nel patto con Abrahamo, Dio aveva promesso benedizioni agli ebrei, ma anche a tutte le famiglie della terra. Vi è qui un chiaro riferimento ai gentili. Infatti: Gesù è il discendente di Abrahamo per mezzo del quale a tutte le nazioni giungeranno le benedizioni di Dio. Questi ha mandato suo figlio ai giudei per primi, ma in un secondo momento si è sparsa su tutta la terra.

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