Atti 17

Atti 17:1-17:13
Craig Quam
Atti 17:13-17:34
Craig Quam

Cap. 17

Paolo a Tessalonica e a Berea

Paolo parte da Filippi e va a Tessalonica, capitale della Macedonia.

Vs. 1. Or dopo essere passati per Anfipoli e per Apollonia, giunsero a Tessalonica, dove c’era la sinagoga dei Giudei.

Anfipoli era a 50 Km da Filippi, Apollonia a 48 Km da Anfipoli e Tessalonica era lontana altri 59 Km: quindi Paolo ha percorso 160 Km a piedi o sull’asino! Questo era quanto allora facevano i cristiani per il Vangelo, perché erano appassionati per il Signore.

Vs. 2. E Paolo, secondo il suo solito, entrò da loro e per tre sabati presentò loro argomenti tratti dalle scritture.

Come al solito Paolo frequenta la sinagoga locale allo scopo di evangelizzarne i frequentatori. Predicava solitamente la Parola di Dio, non casualmente (e dovrebbero essere anche una nostra abitudine e stile di vita). 

Un’altra sua abitudine era quella di basare le proprie argomentazioni sulla Scrittura: tutto ciò che esula dalla parola di Dio è vano; Ebrei 4 afferma che la parola di Dio “è potente e vivente”. 

Vs. 3. dichiarando e dimostrando loro che era necessario che il Cristo soffrisse e risuscitasse dai morti, e dicendo: “Questo Gesù che vi annunzio è il Cristo”. 

In questo modo Paolo dimostrava ai Giudei che Gesù è il Cristo, vale a dire il Messia, colui del quale parlarono i profeti: egli doveva venire per togliere il peccato dal mondo. Anche in questa circostanza il messaggio di Paolo si basa sulla morte e sulla resurrezione di Cristo.

Vs. 4-6.  Alcuni di loro credettero e si unirono a Paolo e Sila, come pure un gran numero di Greci pii e non poche donne ragguardevoli. 5  Ma i Giudei che non avevano creduto, mossi da invidia, presero con loro certi uomini malvagi tra la gente di piazza e, radunata una plebaglia, misero in subbuglio la città, avendo poi assalita la casa di Giasone, cercavano Paolo e Sila per condurli davanti al popolo. 6  Ma, non avendoli trovati, trascinarono Giasone e alcuni dei fratelli davanti ai capi della città, gridando: "Quelli che hanno messo sottosopra il mondo sono venuti anche qua, 

Alcune persone si convertono e seguono Paolo e Sila; forse si crea un gruppo che si incontra separatamente fuori della sinagoga.

I Giudei, invece, invidiosi, si scagliano contro di loro; assalgono la casa di Giasone e trascinano lui ed alcuni fratelli davanti al popolo.

Di Paolo e Sila dicono: “Quelli che hanno messo sottosopra il mondo”: sarebbe bellissimo che questo fosse detto di tutti i fedeli! Infatti, la parola di Dio non lascia indifferente nessuno, ma scombussola, scuote gli animi; il nemico non ha paura delle nostre chiacchiere, ma certamente ne ha quando la chiesa prega o va ad evangelizzare per proclamare la parola di Dio. Questa è l’unica via che porta l’uomo alla conversione e quindi è la più temuta dal nemico.

Vs. 7-8.   e Giasone li ha accolti; tutti costoro agiscono contro gli statuti di Cesare, dicendo che c’è un altro re, cioè Gesù". 8  Così misero in agitazione il popolo e i capi della città, che udivano queste cose.

I Giudei, che odiavano Cesare e i romani giacché da essi sottomessi, in questo caso si schierano dalla loro parte e, al fine di aizzare l’autorità contro gli apostoli, affermano che  questi ultimi vanno contro gli statuti di Cesare. A quel tempo, infatti, l’imperatore era adorato come un dio, proclamato “Signore”, mentre il cristianesimo pone Gesù come “Signore” della vita; per questo a quel tempo chi affermava che Gesù era il Signore veniva ucciso, poiché era negata la divinità di Cesare.

Vs. 9-10. Ma essi, ricevuta una cauzione da Giasone e dagli altri, li lasciarono andare. 10  Allora i fratelli fecero subito partire di notte Paolo e Sila per Berea ed essi, appena vi giunsero, entrarono nella sinagoga dei Giudei. 

I credenti fanno fuggire Paolo e Sila i quali, giunti a Berea, entrano nella sinagoga dei Giudei. Questo, infatti, era il loro metodo: prima parlavano ai Giudei, i quali già conoscevano la parola del Signore, poi andavano dai gentili.

E’ interessante notare il loro zelo poiché, perseguitati dai Giudei in un luogo, giunti in un’altra città, si recano nuovamente nella sinagoga. Per loro era principale il fatto di evangelizzare, e secondario il pericolo che correvano agendo in questo modo.

Vs. 11. Or costoro erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica e ricevettero la parola con tutta prontezza, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se queste cose stavano così. 

I credenti di Berea erano attenti ascoltatori della Parola di Dio e controllavano  tutto ciò che Paolo diceva loro. Questa caratteristica li rendeva persone ammirevoli, giacché non si dimostravano dei creduloni. E’ un insegnamento anche per noi, un’esortazione a non correre dietro ad ogni teoria, ma ad investigare le scritture, al fine di trovare in esse il fondamento d’ogni cosa. Non dobbiamo essere oscillanti come le onde del mare, ma attenti ascoltatori della Parola di Dio e fondati su di essa. 

Molti sono i benefici per coloro che sono così zelanti:

  1. Crescono e maturano.

 I Pietro 2:1-2.  Deposta dunque ogni malizia ed ogni inganno, le ipocrisie, le invidie ed ogni maldicenza, 2  come bambini appena nati, desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché per suo mezzo cresciate, 

Quindi: chi vuol crescere nella parola di Dio deve desiderarla ardentemente, come un bambino vuole il latte della sua mamma; a quel bambino il cibo non sarà negato perché egli non smetterà di urlare fino a quando non avrà soddisfatto il proprio bisogno. La fame per la Parola di Dio ci fa crescere perché non potremo mai maturare nella fede se non abbiamo il nostro fondamento nella Bibbia. E Dio vuole che noi diventiamo maturi e forti.

  1. Conoscono la volontà di Dio.

  2. Hanno una mente rinnovata. 

Rm. 12:2.  E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. 

 La parola di Dio ci fa conoscere la volontà del Padre; inoltre trasforma la nostra mente per renderla maggiormente simile alla Sua e dissimile dalla nostra carnalità. 

  1. Comprendono di avere la vita eterna. 

2 Cor. 13:5. Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi? A meno che non siate riprovati. 

Come facciamo a sapere se siamo fondati nella fede giusta? Guardiamo la Bibbia: se la nostra “casa” è fondata sulla Parola di Dio, allora ha le fondamenta nella roccia; vengono la pioggia e la tempesta, ma non possono abbatterla perché è solida. I cristiani hanno bisogno di questo solido fondamento, perché se la nostra fede poggia su qualcosa di diverso (o su qualcuno), sarà delusa. 

1 Gv 5:11-13.   E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel suo Figlio. 12  Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. Vi ho scritto queste cose perché sappiate che avete la vita eterna, voi che credete nel nome del figlio di Dio.

Se noi crediamo in Cristo sappiamo di essere nella fede, perché essa si basa su di Lui. E grazie a Lui sappiamo di avere la vita eterna, senza dubbio.

Ef. 4:11-13.     Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12  per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, 13  finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio.

La conoscenza di Gesù è per noi un’esperienza personale, ma ci viene anche attraverso la Parola di Dio, la quale ci parla del suo carattere, della sua fedeltà, del suo amore; ci illustra la sua personalità, affinché comprendiamo se possiamo fidarci di lui o meno.

Dio ci da’ alcuni fratelli come ministri, perché operino nella chiesa nel preparare gli altri all’opera del ministero; tutti i membri della chiesa devono servire, in base ai talenti che Dio ha dato a ciascuno. I ministri sono come gli allenatori, i quali preparano gli altri per la partita; ma non sono loro i giocatori, bensì il resto della squadra. Bisogna pregare per conoscere il compito che Dio ha predisposto per ognuno, in base ai doni che elargisce. 

Ef. 4:14-15. 14  affinché non siamo più bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, 15  ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. 

Dio vuole che noi, attraverso lo studio della Sua Parola, giungiamo ad una maturità tale da non essere più sballottabili dalle varie dottrine umane. Se la nostra conoscenza sarà profonda e ben radicata, quando giungeranno le teorie ingannevoli, saremo piantati nella roccia e nulla ci potrà demolire. Gesù ci ha avvisato molte volte dell’arrivo di falsi profeti e falsi dottori e ci ha messo in guardia dicendo che “ne sedurranno molti”; numerose persone corrono in ogni luogo per incontrare le varie personalità che si susseguono l’un l’altro, pensando abbiano qualcosa di speciale, “un tocco magico” che risolve le cose; ma solo Gesù ha qualcosa di speciale, e non occorre andare tanto lontano per trovarlo: basta cercarlo in preghiera e chiedergli di venire nel nostro cuore. 

Quando qualcuno dice di avere per noi una profezia, dobbiamo sempre metterci nella posizione di chi vuole prima provare le cose: non essere scettici, ma neanche creduloni. 

Apoc. 2:2.  Io conosco le tue opere, la tua fatica e la tua costanza e che non puoi sopportare i malvagi, e hai messo alla prova coloro che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi. 

Nella chiesa di Efeso provavano i ministri attraverso la parola di Dio. Così dobbiamo fare anche noi. Tuttavia, se non conosciamo la Bibbia non possiamo usarla come metro di misura, e quindi saremo ingannati.

Istruendo la chiesa riguardo ai doni dello Spirito Santo, Paolo dice che quando si verifica una parola di profezia, essa deve essere giudicata dagli anziani. 

1 Cor. 14:28-29. 28  Ma se non vi è chi interpreti, si taccia nella chiesa chi parla in altra lingua, ma parli a se stesso e a Dio. 29  Parlino due o tre profeti, e gli altri giudichino. 

Certamente era compito degli anziani il valutare se una profezia rispondeva o meno a ciò che dice la Parola di Dio; in caso negativo, lo facevano presente a tutta l’assemblea. Per questo motivo, prima di profetizzare dobbiamo essere estremamente certi di quello che diciamo; comunque, se rimaniamo all’interno della parola, saremo certi di essere “in terra solida”. Anche qui torna il concetto riguardante l’importanza di conoscere la parola di Dio, giacché senza questa base indispensabile,  non siamo in grado di giudicare l’autenticità o meno di una profezia. 

1 Gv. 4:1-3.  Carissimi, non credete ad ogni spirito, ma provate gli spiriti per sapere se sono da Dio, perché molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo. 2  Da questo potete conoscere lo Spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio. 3  E ogni spirito che non riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, non è da Dio; e questo è lo spirito dell’Anticristo che, come avete udito, deve venire; e ora è già nel mondo. 

Probabilmente questi versetti non si limitano a ritenere “da Dio” ogni spirito che mentalmente riconosce la venuta di Gesù sulla terra; per essere totalmente “da Dio” bisogna accettare tutto ciò che riguarda Cristo e la sua vita nel mondo: la vita, i miracoli, l’adempimento delle profezie, la sua morte…ogni cosa. Se una persona nega anche solo uno di questi punti fondamentali, va rigettata, perché in lei è lo spirito dell’Anticristo.

1 Tessal. 5:16-21. 

Questa lettera è stata scritta dopo molti anni dalla sua visita a Tessalonica (vedi Atti 17). 16  Siate sempre allegri. 17  Non cessate mai di pregare 18  In ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 19  Non spegnete lo Spirito. 20  Non disprezzate le profezie. 21  Provate ogni cosa, ritenete il bene. 

Paolo raccomanda di essere equilibrati: non scettici o paurosi, né troppo permissivi (es. coloro che abbaiano o comunque mostrano delle manifestazioni molto discutibili. In virtù di esse, ci sono credenti che ritengono che Dio stia facendo qualcosa di nuovo, e che tale fatto vada accettato, anche se non riportato nella Bibbia. Ma Dio non sta facendo nulla di nuovo, perché il suo piano “antico” è già completo, perfetto e compiuto). Quindi: non dobbiamo essere troppo controllati, lasciare che lo Spirito si muova liberamente, ma ogni manifestazione va analizzata, per vedere se è da Dio o meno. 

Nella  seconda lettera ai Tessalonicesi comprendiamo i motivi che hanno indotto lo Spirito a far scrivere a Paolo queste cose. II Tess. 2: 1-2.  Or vi preghiamo, fratelli, riguardo alla venuta del Signor nostro Gesù Cristo e al nostro adunamento con lui, 2  di non lasciarvi subito sconvolgere nella mente nè turbare o da spirito, o da parola, o da qualche epistola come se venisse da parte nostra, quasi che il giorno di Cristo sia già venuto. 

Al tempo degli Apostoli, quindi, giravano false epistole, riportanti le loro firme. Per questo egli avvisa i fedeli di non lasciarsi turbare. L’eresia del momento diceva che Cristo era già venuto e che, quindi, molti credenti erano stati lasciati sulla terra. Questo fatto sgomentava numerose persone e poneva in loro dubbi di fede circa la salvezza e la stessa fede cristiana. Pertanto, molti erano turbati e sballottati.

2 Tess. 2:3-4.   Nessuno v’inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l’apostasia e prima che sia manifestato l’uomo del peccato, il figlio della perdizione, 4  l’avversario, colui che s’innalza sopra tutto ciò che è chiamato dio o oggetto di adorazione, tanto da porsi a sedere nel tempio di Dio come Dio, mettendo in mostra se stesso e proclamando di essere Dio. 

L’anticristo farà queste cose: sarà ricostruito il tempio a Gerusalemme, anche se ora sembra impossibile, e l’anticristo proclamerà se stesso Dio onnipotente. 

2 Tessal. 2:5.  Non vi ricordate che, quando ero ancora tra voi, vi dicevo queste cose? 

Paolo ricorda loro di aver già detto queste cose; se le avessero interiorizzate,

avrebbero potuto reagire in modo corretto di fronte all’eresia; invece erano stati ingannati. Non leggiamo in alcuna parte della Bibbia che la chiesa di Berea è stata ingannata, proprio a causa del suo modo di essere tanto scrupolosa nello studio della Parola.

Gesù ha affermato che negli ultimi tempi ci saranno molti falsi profeti, i quali inganneranno anche i figlioli di Dio; ma se noi siamo avveduti e ci basiamo sulla Parola di Dio, questo non ci accadrà. Dobbiamo tenere gli occhi ben aperti. Ogni cosa che viene detta deve essere esaminata attentamente. 


Vs. 13-14.  Ma, quando i Giudei di Tessalonica vennero a sapere che la parola di Dio era stata annunziata da Paolo anche a Berea, andarono pure là, mettendo in agitazione le folle. Allora i fratelli fecero subito partire Paolo in direzione del mare, ma Sila e Timoteo rimasero là. 

Il nemico teme che venga predicata la parola di Dio e, per evitare questo fatto, si mette subito all’opera.

Paolo ad Atene

Vs. 15-16.  Quelli che scortavano Paolo lo condussero fino ad Atene; poi, ricevuto da lui l’incarico di dire a Sila e a Timoteo di raggiungerlo quanto prima, tornarono indietro. Ora, mentre Paolo li aspettava ad Atene, il suo spirito s’inacerbiva in lui, vedendo la città piena di idoli.

Atene, un tempo il centro intellettuale del mondo antico, era in quel momento in un periodo di declino. Pur avendo una famosa università, tendeva a vivere sulla rendita della sua fama. Quando Paolo vi giunge, non rimane impressionato dalla cultura, quanto irritato dai numerosi segni dell’idolatria. Il suo cuore era amaro, contristato da tutto ciò che vede. Anche oggi molti credenti adorano degli idoli, dei manufatti, al posto del creatore. 

Vs. 17. Egli dunque discuteva nella sinagoga con i Giudei e con le persone pie, e ogni giorno sulla piazza con quelli che incontrava. 

Gli Apostoli predicavano in piazza e in ogni luogo molto frequentato. Anche noi oggi siamo chiamati a fare questo perché molte persone possano arrivare alla salvezza. Paolo è andato in Grecia per predicare la parola, poiché questo era l’unico scopo della sua vita. 

Vs. 18. Con lui discutevano pure alcuni filosofi epicurei, e stoici. Alcuni dicevano: "Che vuol dire questo cianciatore?". E gli altri: "Egli pare essere un annunziatore di divinità straniere", perché annunziava loro Gesù e la risurrezione. 

Paolo non è stimato dalla gente che lo ascolta, anzi ritengono che egli sia poco istruito dal momento che molti di loro erano dei filosofi. 

Gli epicurei, seguaci di Epicureo, erano molto materialisti. Ritenevano che l’unico scopo della vita fosse la ricerca del piacere. L’eternità non era un concetto che a loro interessava. Ritenevano che gli dei non esistessero o che fossero talmente lontani dal mondo, da non esercitare su di esso alcun potere.

Gli stoici, seguaci di Zenone, esaltavano l’importanza della ragione, ritenuta alla base dell’universo e della struttura stessa dell’uomo. Ritenevano che ogni cosa fosse una divinità: gli alberi, le pietre,...tutto; ogni via porta a Dio, basta essere sinceri. Ma la sincerità non è sufficiente: bisogna sapere in chi crediamo e perché crediamo in Lui. 

Questi filosofi ascoltano Paolo e ritengono che sia un ciarlatano.

Altri pensano sia un annunciatore di divinità a loro sconosciute, perché parla di Gesù e della resurrezione.

Vs. 19. Così lo presero e lo condussero nell’Areopago, dicendo: "Potremmo sapere qual è questa nuova dottrina che tu proponi?

Paolo viene portato nella collina di Marte, nell’Areopago, nel luogo in cui tutte le persone importanti erano solite discutere, al fine di ascoltare la sua nuova dottrina.

Vs. 20-21.  Poiché tu rechi cose strane ai nostri orecchi, vogliamo dunque sapere che cosa significano queste cose". 21  Or tutti gli Ateniesi e i forestieri che dimoravano in quella città non avevano passatempo migliore che quello di dire o ascoltare qualche novità. 

Gli ateniesi avevano molto tempo libero e per questo lo impiegavano nell’ascoltare le nuove dottrine. Anche nella nostra società c’è molto tempo per ascoltare i pettegolezzi e sussurrare; dobbiamo, però, ricordare che uno dei motivi che hanno indotto Dio a giudicare Sodoma e Gomorra è stato l’abbondanza di tempo libero, vissuto senza fare nulla di buono (altri motivi sono stati: l’omosessualità e l’abbondanza di pane).

Il discorso di Paolo nell’Areopago.

Vs. 22-23. 22 Allora Paolo, stando in piedi in mezzo all’Areopago, disse: "Ateniesi, io vi trovo in ogni cosa fin troppo religiosi. 23 Poiché, passando in rassegna e osservando gli oggetti del vostro culto, ho trovato anche un altare sul quale era scritto: AL DIO SCONOSCIUTO. Quello dunque che voi adorate senza conoscerlo, io ve lo annunzio. 

Ad Atene adoravano molte divinità; preoccupati di non dimenticarne alcuna, avevano eretto un altare anche “al Dio sconosciuto”. Anche in India oggi sono così e sono disponibili anche a credere in Gesù, ma assieme a tutti gli altri dei; in questo modo ritengono di non offendere alcuno e di non inimicarsi alcuna divinità.

Da qui trae spunto la predicazione di Paolo.

Quando egli predica ai Giudei, basa le proprie parole sull’Antico Testamento; ma quando parla ai gentili, come in questo caso, non cita neanche un versetto, ma parte dalla loro realtà. Anche Gesù faceva così: parlando ai contadini, pronunciava parabole che avevano come tema la campagna (il seminatore, le viti e i tralci…), con i pescatori parlava della pesca, ecc; in questo modo ogni persona poteva capire pienamente il messaggio, poiché era calato nella sua realtà.

Paolo non rimprovera gli ateniesi per la loro idolatria, giacché l’aggressività non porta alla fede; non li asseconda, ma cerca di presentare loro l’unico vero Dio.

Vs. 24-25.   Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d’uomo, 25  e non è servito dalle mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il fiato e ogni cosa; 

Il Dio che Paolo presenta non abita nei templi, ma in tutto l’universo; è il creatore di ogni cosa. Non ha bisogno di essere servito dagli uomini, mentre essi hanno necessità di lui. In India, ad esempio, portano il cibo agli idoli perché desiderano prendersi cura di essi.

Gesù ci dona la vita, il fiato e ogni altra cosa; è la luce che anima ogni uomo. 

Vs. 26. Or egli ha tratto da uno solo tutte le stirpi degli uomini, perché abitassero sopra tutta la faccia della terra, avendo determinato le epoche prestabilite e i confini della loro abitazione. 

Con i greci Paolo comincia a parlare, narrando i fatti dall’inizio della Bibbia:

  • presenta il Dio creatore,

  • poi parla di come tutte le persone derivino da Adamo.

Vs. 27. affinché cercassero il Signore, se mai riuscissero a trovarlo come a tastoni, benché egli non sia lontano da ognuno di noi. 

Gli uomini sono come dei ciechi e cercano Dio a tastoni; ma Egli è vicino: basta una preghiera ed è subito raggiungibile.

Vs. 28-30.  Poiché in lui viviamo, ci muoviamo e siamo, come persino alcuni dei vostri poeti hanno detto: "Poiché siamo anche sua progenie". 29  Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo stimare che la deità sia simile all’oro o all’argento o alla pietra o alla scultura d’arte e d’invenzione umana. 30  Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. 

Da questi versetti sembra che Paolo sostenga che tutte le persone siano figli di Dio; ma non è così. Afferma che discendiamo tutti da Adamo, creato da Dio (anzi nella genealogia di Adamo si dice che egli era figlio di Dio), ed in questo senso siamo progenie di Dio; ma spiritualmente non siamo tutti figli di Dio. 

Infatti: Gv. 8:42-44 Gesù dice ai Farisei: 42  Allora Gesù disse loro: "Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e sono venuto da Dio; non sono venuto infatti da me stesso, ma è lui che mi ha mandato. 43  Perché non comprendete il mio parlare? Perché non potete ascoltare la mia parola. 44  Voi siete dal diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro; egli fu omicida fin dal principio e non è rimasto fermo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, parla del suo perché è bugiardo e padre della menzogna. 

Tutti gli uomini sono figli di Satana; solo tramite il sangue di Gesù diventano qualcosa di diverso, per grazia, ossia figli di Dio. E questo vale per tutti.

Rom. 5:10. Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora, che siamo stati riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 

Paolo dichiara che prima di ottenere la salvezza eravamo nemici di Dio. Nessuna persona ritiene di essere tale, eppure la Parola di Dio dice esplicitamente così. 

Ef. 2:1-3. Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, 2  nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3  fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. 

Chi non è divenuto figlio di Dio è guidato da Satana: la nostra guerra non è contro carne e sangue, ma contro le potestà dell’aria. Una volta noi tutti eravamo figli delle tenebre e oggetti dell’ira di Dio: chi non riconosce chi è il Signore ha già la sentenza di morte sopra il proprio capo. Per questo noi siamo chiamati ad annunciare che Gesù ha già pagato per il nostro riscatto.

Ef. 2:4-7.   Ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5  anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6  e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, 7  per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia con benignità verso di noi in Cristo Gesù. 

Eravamo nemici, figli di ira, figli del diavolo, ma Dio, che è ricco di misericordia, ha avuto pietà di noi: ci ha perdonato, salvato, resuscitato e noi siamo seduti nei luoghi celesti in Cristo in questo momento. Paolo dice “fatti sedere”, usando un verbo al passato: è qualcosa di compiuto. Cristo è seduto alla destra di Dio e noi in lui, in questo momento, spiritualmente parlando, siamo al suo fianco.

Oggi è diffusa la credenza di essere tutti figli di Dio, ma la Sua parola ci dice chiaramente che, prima di conoscerlo, eravamo tutt’altro, ossia figli di ira e suoi nemici.

Perché siamo figli di Dio?

Romani 8:14-16.   Poiché tutti quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio sono figli di Dio. 15  Voi infatti non avete ricevuto uno spirito di schiavitù per cadere nuovamente nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione per il quale gridiamo: "Abba, Padre" 16  Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli di Dio.

Lo Spirito Santo, che è dentro di noi, ci testimonia che siamo figli di Dio e ci dona la certezza di avere la vita eterna.

 

Romani 8:17.  E se siamo figli, siamo anche eredi, eredi di Dio e coeredi di Cristo, se pure soffriamo con lui per essere anche con lui glorificati. 

Quindi siamo eredi con Cristo di tutta la bontà, la ricchezza e la potenza di Dio.

Galati 3:26  perché voi tutti siete figli di Dio per mezzo della fede in Cristo Gesù.

Non tutti gli esseri umani sono figli di Dio, ma lo diventano mediante la fede in Gesù. 

1 Gv. 3:1-9.   Vedete quale amore il Padre ha profuso su di noi, facendoci chiamare figli di Dio. Prima di conoscere Dio noi non lo cercavamo, ma Egli ci ha dato la grazia di incontrarlo. La ragione per cui il mondo non ci conosce è perché non ha conosciuto lui, 2  Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. 3  E chiunque ha questa speranza in lui, purifichi se stesso, come egli è puro. 4. Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge. 5  E voi sapete che egli è stato manifestato per togliere via i nostri peccati; e in lui non vi è peccato. 6  Chiunque dimora in lui non pecca chiunque pecca non l’ha visto né l’ha conosciuto. 7  Figlioletti, nessuno vi seduca: chi pratica la giustizia è giusto, come egli è giusto, 8  Chiunque commette il peccato è dal diavolo, perché il diavolo pecca dal principio; per questo è stato manifestato il Figlio di Dio: per distruggere le opere del diavolo. 9  Chiunque è nato da Dio non commette peccato, perché il seme di Dio dimora in lui e non può peccare perché è nato da Dio. 

Tutti noi pecchiamo, anche dopo la conversione, tuttavia non possiamo vivere continuamente nel peccato e nel rifiuto di Cristo. Alcuni si convertono in modo emotivo, ma dopo un po’ di tempo, come il seme sparso tra le rocce, non seguono più una chiesa, né il Signore. Secondo la Bibbia quelle persone non sono mai appartenute a Dio, altrimenti avrebbero continuato nelle vie del Signore.

1 Gv. 3:10-11.  10  Da questo si riconoscono i figli di Dio e i figli del diavolo: chiunque non pratica la giustizia non è da Dio, e neppure lo è chi non ama il proprio fratello. 11  Poiché questo è l’annunzio che avete udito dal principio: che ci amiamo gli uni gli altri, 

Il soggiorno di Paolo ad Atene è stato molto breve.

Vs. 31-34.   Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti". 32  Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni lo beffavano, altri dicevano: "Su questo argomento ti ascolteremo un’altra volta". 33  Così Paolo uscì di mezzo a loro. 34  Ma alcuni si unirono a lui e credettero, fra i quali anche Dionigi l’areopagita, una donna di nome Damaris e altri con loro. 

Questa è la fine della predica di Paolo agli uomini intellettuali ateniesi, filosofi e politici, ai quali ha parlato di Gesù quale giudice del mondo e della sua resurrezione. Essa è  considerata come un fatto storico, noto a tutti.

Molti degli uditori lo prendono in giro, ritenendolo un ignorante, e non lo ascoltano, soprattutto circa la resurrezione. Altri, però, si sono convertiti.

Egli afferma che un tempo Dio ha avuto pazienza nei confronti degli uomini, pur vedendo la loro idolatria; ma, dopo la venuta di Gesù, non agirà più in modo tanto tollerante,  bensì giudicherà tutto il mondo attraverso suo Figlio. “La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce”: 

I Musulmani ritengono che il giudizio di Dio su di noi sia determinato dalla quantità di buone azioni  compiute dall’uomo: se prevalgono le azioni malvagie, siamo condannati, se sono di più le buone opere, siamo salvati. Allora gli uomini avranno molte donne e potranno bere a sazietà, ossia potranno fare tutte quelle cose che sulla terra sono vietate. 

Ma la Bibbia dichiara che giudizio dipende dall’aver accettato o rigettato Gesù.

Atene, capitale del mondo greco, grande centro culturale, non accetta Gesù e di lei non si parlerà più nel libro di Atti. Pochissime persone si convertono; pur essendo il centro del pensiero filosofico, questa città dimostra di essere molto chiusa dal punto di vista spirituale.

Indietro
Indietro

Atti 16

Avanti
Avanti

Atti 18