Atti 10

Cap. 10

La conversione di Cornelio.

Dio prepara l’entrata dei gentili nella chiesa.

Sia Pietro che Cornelio ricevono dal Signore l’ordine di incontrarsi, ed in questa circostanza il centurione romano viene battezzato. Tornato a Gerusalemme, Pietro dovette difendersi dall’accusa di aver mangiato con i gentili (e, stranamente, non da quella di averli battezzati), e per fare questo raccontò tutta la vicenda. In questo modo i membri della chiesa compresero l’evolversi dei fatti e si prepararono ad aprirsi anche all’affluenza dei gentili.

Vs. 1-2. Or vi era in Cesarea un certo uomo di nome Cornelio, centurione della coorte, detta Italica; egli era un uomo pio e timorato di Dio con tutta la sua casa, faceva molte elemosine ala popolo e pregava Dio del continuo. 

Cornelio era un uomo che temeva Dio e che pregava molto, eppure non era salvato; questo fatto è evidenziato in Atti 11,14: Egli ti dirà parole, per mezzo delle quali sarai salvato tu e tutta la tua casa".Per questo motivo il Signore interviene nella sua vita e gli invia Pietro. Cornelio è il primo uomo gentile che viene battezzato, ed era un italiano. Molte volte l’Italia ha avuto un ruolo importante nella storia della chiesa, talvolta anche in senso negativo: gli italiani hanno inchiodato Gesù, hanno ucciso molti credenti a quel tempo, hanno distrutto Gerusalemme; eppure Dio raccoglierà un gran popolo da loro, ed ha cominciato la sua opera proprio da Cornelio.

La vicenda si svolge a Cesarea, una città nuova, costruita da Erode il Grande e divenuta il centro governativo dell’amministrazione romana della Giudea. Qui risiedeva Cornelio. Il suo nome era assai comune e attribuito a migliaia di schiavi, la cui liberazione era stata concessa loro da Publio Cornelio Silla nell’82 a.C. Infatti, era pratica comune del tempo prendere il secondo elemento del nome tripartito romano. Il grado di centurione corrispondeva a quello attuale di sottufficiale dell’esercito.

Per Luca, più dello stato militare di Cornelio, era importante il fatto che egli e la sua famiglia fossero adoratori di Dio. La sua devozione era evidente nelle elemosine e nelle frequenti preghiere. Egli non era un proselito, ossia un gentile che aveva accettato la religione ebraica in ogni suo aspetto. Egli, infatti, non si era fatto circoncidere, essendo semplicemente un uomo che temeva Dio e che lo pregava.

Vs. 3-9. … Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite davanti a Dio, come una ricordanza.

…Pietro salì sul terrazzo della casa, verso l’ora nona, per pregare.

Sia Cornelio che Pietro erano uomini che cercavano Dio con digiuno e preghiera.

L’ora nona corrisponde alla tre del pomeriggio, ossia al momento in cui gli ebrei pregavano nel tempio di Gerusalemme.

Vs. 10-20.   Or gli venne fame e desiderava prendere cibo; e mentre quelli di casa glielo preparavano, fu rapito in estasi; 11  e vide il cielo aperto e scendere verso di lui un oggetto simile ad un gran lenzuolo, tenuto ai quattro capi e che veniva calato a terra 12  dentro il quale vi erano tutte le specie di quadrupedi, di fiere, di rettili terrestri e di uccelli del cielo. 13  E una voce gli disse: "Pietro, alzati, ammazza e mangia!". 14  Ma Pietro rispose: "Niente affatto, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato". 15  E la voce gli disse per la seconda volta: "Le cose che Dio ha purificate, tu non farle impure". 16  Or questo avvenne per tre volte; poi l’oggetto fu di nuovo ritirato in cielo. 

Pietro capisce che l’invito a mangiare gli viene da Dio, eppure non obbedisce perché non ne comprende il significato.

La narrazione si sposta a Ioppe, luogo in cui si trova Pietro. Egli sta pregando, e per questo motivo si trovava nella condizione ideale per ricevere un messaggio da Dio. Spesso Luca pone l’accento sul fatto che Dio parla alle persone in preghiera.

All’interno della tovaglia calata dal cielo vi erano animali che la legge ebraica esposta in Levitino 11 classificava come impuri. Per questo Pietro si rifiuta di mangiarli. Con questa visione, tuttavia, Dio voleva far comprendere a Pietro e a tutti gli ebrei cristiani che da quel momento in avanti avrebbero potuto mangiare qualsiasi cibo senza timore di contaminarsi. Conseguentemente ora Pietro era libero di andare in casa dei gentili e mangiare ogni cibo avessero preparato per lui, così come la chiesa doveva considerare come puri anche i non ebrei.

Vs. 17-20.  E, come Pietro si chiedeva perplesso che cosa potesse significare la visione che aveva avuto, ecco che gli uomini mandati da Cornelio, informatisi della casa di Simone, si presentarono alla porta. 18  E, chiamato qualcuno, domandarono se Simone, soprannominato Pietro, si trovasse lì. 19  Mentre Pietro stava riflettendo sulla visione, lo Spirito gli disse: "Ecco, tre uomini ti cercano. 20  Alzati dunque, scendi e va’ con loro senza alcuna esitazione, perché sono io che li ho mandati". 

L’arrivo degli uomini inviati da Cornelio è immediatamente successivo alla visione, la quale aveva avuto lo scopo di preparare Pietro a quell’incontro inatteso.

 Vs. 21-23. 21  Allora Pietro scese dagli uomini che gli erano stati mandati da Cornelio e disse loro: "Ecco, sono io quello che cercate; qual è il motivo per cui siete qui?". 22  Ed essi dissero: "Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, di cui rende buona testimonianza tutta la nazione dei Giudei, è stato divinamente avvertito da un santo angelo di farti chiamare in casa sua e di ascoltare ciò che avrai da dirgli". 23  Allora Pietro li invitò ad entrare e li ospitò; poi, il giorno seguente andò con loro; e alcuni dei fratelli di Ioppe lo accompagnarono. 

Pietro ascolta i tre messaggeri e, quindi, essendo tardi, li invita ad essere suoi ospiti e a fermarsi per la notte. E’ curioso notare come Pietro, ospite a sua volta di Simone, ritiene di poter ospitare delle persone nella casa di un altro. Evidentemente anche il conciatore di pelli era un cristiano.

Vs. 24-26  Il giorno dopo entrarono in Cesarea. Or Cornelio li stava aspettando e aveva radunato i suoi parenti e i suoi intimi amici. Come Pietro entrava, Cornelio gli andò incontro, gli si gettò ai piedi e l’adorò. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: “ Alzati, sono anch’io un uomo”.

Cornelio era pieno di fervore, impaziente per l’arrivo dell’uomo che gli avrebbe parlato di Dio. Per questo motivo, non appena vede Pietro, si getta ai suoi piedi, ma l’apostolo lo fa rialzare, perché sa di essere un uomo come gli altri. Oggi, invece, molti uomini religiosi non dimostrano di adottare l’atteggiamento di Pietro, anzi lasciano che gli altri li onorino e si prostrino davanti a loro. 

Vs. 27-33. Voi sapete come non è lecito ad un Giudeo associarsi ad uno straniero, o entrare a casa sua; ma Dio mi ha mostrato di non chiamare nessun uomo impuro o contaminato. Perciò, appena sono stato invitato a venire, sono venuto senza obiettare. Pietro ha capito il significato della visione avuta da Dio.

…E Cornelio rispose: “Quattro giorni fa avevo digiunato fino a quest’ora, e all’ora nona pregavo a casa mia, quand’ecco un uomo si presentò davanti a me in veste risplendente…Ora noi siamo tutti qui alla presenza di Dio per udire tutte le cose che Dio ti ha comandato”. Cornelio era un uomo di preghiera, affamato per Dio, pronto e desideroso di ricevere da Lui tutto quello che vorrà dirgli per bocca di Pietro. Cornelio e tutta la sua famiglia sono pronti ad obbedire al Signore, manifestando con le parole e con l’atteggiamento la loro totale disponibilità.

Vs. 34-38.  Pietro comincia a raccontare a queste persone di Gesù. …come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazareth, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui.Dio dona anche a noi oggi lo Spirito santo, come fece con Gesù, perché possiamo andare nel mondo a sanare tutti coloro che sono oppressi da Satana. Dio vuole che dai credenti scaturisca un fiume di acqua viva che bagni tutti coloro che sono attorno.

Gesù sanava tutti. Per questo, quando preghiamo, dobbiamo farlo con la fiducia che Dio interverrà e cambierà la situazione.

Vs. 39-43.    E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno. 40  Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e ha fatto sì che si manifestasse, 41  non già a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo che è risuscitato dai morti. 42  Or egli ci ha comandato di predicare al popolo(cioè ai giudei) e di testimoniare che egli è colui che Dio ha costituito giudice dei vivi e dei morti, 43  A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome". 

Pietro predica semplicemente il Vangelo: 

  • morte di Gesù

  • resurrezione

  • perdono dei peccati.

Vs. 44. Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. 

Questo è stato il frutto di una predica potente, nata dalla preghiera. Di per sé le parole di Pietro sono poche, la predica è breve, ma essa è frutto della preghiera e per questo motivo è così incisiva. A ciò si aggiunge l’atteggiamento degli uditori, aperti e desiderosi di ricevere: Cornelio cercava Dio continuamente, pregava e digiunava.

In questo versetto vengono elencati due fatti:

  • le persone presenti dimostrano fede in Dio,

  • il Signore li accetta e dona loro il sigillo, lo Spirito Santo.

 

Vs. 45-46. E tutti i credenti circoncisi, che erano venuti con Pietro, rimasero meravigliati che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui gentili, perché li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio.

I credenti ebrei, come Pietro, non erano convinti che lo Spirito Santo fosse un dono destinato a tutti gli uomini e per questo si stupirono. Come avviene a noi oggi, anche per Pietro era difficile capire il piano di Dio, pur se Gesù aveva annunciato con chiarezza la diffusione del messaggio di Dio a tutti i popoli, fino all’estremità della terra. Per far capire a Pietro questo concetto, Dio aveva dato a lui per tre volte la visione dei cibi impuri, dicendogli di mangiarne. Ma Pietro e gli altri credenti erano stupiti, perché convinti di far parte dell’unico popolo eletto. Al contrario, lo Spirito viene donato a tutti, proprio perché Dio vuole operare attraverso tutto il suo popolo e in ogni parte della terra.

Non possiamo dire con certezza se il dono delle lingue accompagnasse sempre e senza eccezioni la discesa dello spirito santo. In ogni caso, in quest’occasione, la ricezione del dono accentua la realtà della conversione dei gentili contro ogni possibilità di dubbio.

Vs. 47-48.  "Può alcuno vietare l’acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi?". 48  Così egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù. Essi poi lo pregarono di rimanere con loro alcuni giorni. 

Tutto il gruppo che era con Cornelio viene battezzato: essi, quindi, prima ricevono lo Spirito Santo, poi vengono immersi in acqua. E’ importante notare inoltre che tali persone si erano appena convertite quando ricevettero questo dono, proprio perché esso è gratuito e non  frutto di maturità o di merito.

Se Dio aveva accolto i gentili, alla chiesa non rimaneva che comportarsi in modo analogo. Il battesimo è il segno esteriore che compie colui che ammette pubblicamente di voler far parte del popolo di Dio; è il simbolo del lavaggio dal peccato e del perdono.

Indietro
Indietro

Atti 9

Avanti
Avanti

Atti 11