Apocalisse 5
Apocalisse 5
Cap. 5
Il libro sigillato con sette sigilli, che l’Agnello solo è degno di aprire.
In questo capitolo si parla di Gesù, l’Agnello sacrificato, ed a Lui vengono rivolte le medesime lodi riservate al Padre. Da ciò comprendiamo che Egli è Dio.
Vs. 1. Poi vidi nella mano destra di colui che sedeva sul trono un libro scritto di dentro e di fuori, sigillato con sette sigilli.
Nell’antichità, il sigillo veniva posto sui documenti ufficiali, sui manoscritti su papiro e su pergamena e perfino sui libri. I rotoli venivano scritti sia all’interno che all’esterno perché la pergamena era molto costosa e, quindi, veniva sfruttata al massimo. I re e gli imperatori erano soliti apporre dei sigilli con il loro emblema, che in genere portavano come anello sulla mano destra.
Anche la fronte dei figli di Dio porta il Suo sigillo.
Dio Padre ha una pergamena scritta in ogni sua parte, poiché il piano di Dio è completo. Essa è chiusa con sette sigilli, ovvero sette piaghe da riversare sulla terra quali giudizi. L’ultimo, cioè il settimo, riporta le sette trombe ed apre un ulteriore serie di sette giudizi. L’ultima tromba dà inizio alle sette coppe, cioè di nuovo altre sette piaghe per gli esseri umani.
Sette sigilli, sette trombe e sette coppe: essi rinchiudono tutta l’ira di Dio.
1 Tessalonicesi 5:1-9.
Paolo sta parlando degli ultimi tempi, quando tutta l’attenzione del mondo sarà su Israele.
1 Quanto poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; 2 perché voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come viene un ladro nella notte. 3 Quando diranno: «Pace e sicurezza» (in Israele),
La Parola di Dio insegna che alla fine dei tempi si coalizzeranno la Russia, l’Iran e la Persia per combattere Israele e tale fatto si sta verificando proprio sotto i nostri occhi.
allora una rovina improvvisa verrà loro addosso, come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno. 4 Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno abbia a sorprendervi come un ladro;
Il ritorno di Cristo sarà inatteso per i non credenti, ma i Cristiani sanno che la terra a quel tempo sarà come ai tempi di Noè: quando questi entrò nell’arca, allora la rovina fu immediata sulla gente. La nostra arca è Gesù, la nostra salvezza, poiché siamo in Lui. Quando la chiesa sarà rapita, quindi, il giudizio si scatenerà sul mondo.
5 perché voi tutti siete figli di luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. 6 Non dormiamo
Non siamo ciechi come coloro che non conoscono la Parola!
dunque come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri; 7 poiché quelli che dormono, dormono di notte, e quelli che si ubriacano, lo fanno di notte. 8 Ma noi, che siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell’amore e preso per elmo la speranza della salvezza. 9 Dio infatti non ci ha destinati a ira,
La chiesa non è destinata all’ira di Dio, perciò saremo rapiti prima dei sigilli, delle trombe e delle coppe. Abbiamo la possibilità di salvarci solo in Gesù, non per le nostre opere.
ma ad ottenere salvezza per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo,
vs. 2-4. E vidi un angelo potente, che proclamava a gran voce: "Chi è degno di aprire il libro e di sciogliere i suoi sigilli?". 3 Ma nessuno, né in cielo né sulla terra né sotto terra, poteva aprire il libro e guardarlo. 4 Io piangevo forte, perché non era stato trovato nessuno degno di aprire e di leggere il libro, e neppure di guardarlo.
Solo Gesù è degno, certamente non un uomo, né gli angeli, che pure sono senza peccato. Questo mondo non ha speranza fuori di Cristo. Stretta è la via che porta alla vita eterna ed è Gesù, la porta che conduce a Dio, l’unica via.
Come la pergamena posta nelle mani di Dio è scritta in ogni sua parte, così nulla deve essere aggiunto o tolto dal libro della vita, poiché essa è la rivelazione agli uomini da parte di Dio circa tutto il Suo piano. Nessun essere umano può arrogarsi il diritto di modificarne neppure una virgola, altrimenti tutte le piaghe descritte nel libro ricadranno su di Lui. Guai a chi dirà di essere il Messia o che, con la Bibbia in mano, ingannerà i fedeli per scopi personali.
Vs. 5. Allora uno degli anziani mi disse: "Non piangere, ecco, il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide, ha vinto per aprire il libro e sciogliere i suoi sette sigilli".
Gesù è l’unico degno, ed è il Leone della tribù di Giuda.
In Genesi 49:9-10 Giacobbe profetizza sui suoi figli ed afferma:
9 Giuda è un giovane leone; tu risali dalla preda, figlio mio; egli si china, s’accovaccia come un leone, come una leonessa: chi lo farà alzare? 10 Lo scettro non sarà rimosso da Giuda, né sarà allontanato il bastone del comando dai suoi piedi, finché venga colui (= Shilo, il Messia) al quale esso appartiene e a cui ubbidiranno i popoli.
Al suo ritorno, Gesù avrà in mano uno scettro di ferro e con esso egli sottometterà tutte le nazioni.
Egli è la Radice di Davide: nei Vangeli Gesù è detto “figlio di Davide”, ovvero colui che discende da Davide, ma qui è identificato come una radice, ovvero colui che dà vita a Davide poiché viene prima di lui. In questo è la sua umanità e la divinità.
Matteo 22:41-46. Essendo i farisei riuniti, Gesù li interrogò, 42 dicendo: «Che cosa pensate del Cristo? Di chi è figlio?» Essi gli risposero: «Di Davide». 43 Ed egli a loro: «Come mai dunque Davide, ispirato dallo Spirito, lo chiama Signore, dicendo: 44 "Il Signore ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia messo i tuoi nemici sotto i tuoi piedi?"‘ 45 Se dunque Davide lo chiama Signore, come può essere suo figlio?» 46 E nessuno poteva replicargli parola; da quel giorno nessuno ardì più interrogarlo.
Il Messia sarà un uomo, nato nella linea di Davide, ma anche Dio, il Signore.
Vs. 6. Poi vidi ritto, in mezzo al trono e ai quattro esseri viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello come ucciso, il quale aveva sette corna e sette occhi, che sono i sette Spiriti di Dio mandati per tutta la terra.
Il titolo dato a Gesù è “Leone della tribù di Giuda”, che simboleggia il Cristo nella sua potenza. Tuttavia Giovanni vede un agnello, quindi un essere benevolo. Egli è l’agnello immolato, che toglie i peccati dal mondo, che ha salvato il suo popolo al tempo di Mosè, quando il suo sangue ha tenuto lontana la morte che colpiva i figli primogeniti degli Egiziani. Esso era stato posto negli stipiti della porta, in orizzontale e in verticale, tanto da formare una croce di legno. Ecco come Dio parla alle sue creature, per spiegarci il suo piano salvifico.
Gesù è l’unico degno perché si è sottomesso totalmente a Dio, fino a perdere la vita per salvare delle creature ribelli.
In questo versetto tornano dei gruppi di sette: sette corna, sette occhi e sette spiriti. Il numero sette rappresenta la completezza o la perfezione.
Le corna rappresentano la potenza, perciò alla perfezione sono l’onnipotenza;
sette occhi: onniscienza, poiché Gesù vede ogni cosa;
sette spiriti: onnipresenza; Gesù è dovunque.
Vs. 7-8. Egli venne e prese il libro dalla mano destra di colui che sedeva sul trono. 8 E, quando ebbe preso il libro, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi.
Gesù si trova in mezzo ai 24 anziani, alla chiesa, poiché ha promesso che sarà con noi ogni volta che due o tre si riuniranno nel Suo nome. Egli è con noi e questo pensiero ci dà gioia.
I 24 anziani hanno in mano degli strumenti musicali e con essi lodano il Signore per l’eternità.
Inoltre hanno delle coppe d’oro che contengono del profumo, le preghiere dei santi. Quindi: quando noi preghiamo, Dio riceve un profumo soave, qualcosa di gradevole e piacevole. Se vogliamo che Dio provi piacere, quindi, preghiamo tanto, sempre di più.
Vs.9-10. E cantavano un nuovo cantico dicendo: "Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, 10 e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra".
La chiesa canta un canto nuovo.
Isaia 42:10-12. Cantate al SIGNORE un cantico nuovo, cantate le sue lodi all’estremità della terra, o voi che scendete sul mare, e anche gli esseri che esso contiene, le isole e i loro abitanti! 11 Il deserto e le sue città alzino la voce! Alzino la voce i villaggi occupati da Chedar! Esultino gli abitanti di Sela, prorompano in grida di gioia dalla vetta dei monti! 12 Diano gloria al SIGNORE, proclamino la sua lode nelle isole!
Vs. 1-4. «Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto di cui mi compiaccio; io ho messo il mio spirito su di lui, egli manifesterà la giustizia alle nazioni. 2 Egli non griderà, non alzerà la voce, non la farà udire per le strade. 3 Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante; manifesterà la giustizia secondo verità. 4 Egli non verrà meno e non si abbatterà finché abbia stabilito la giustizia sulla terra; e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge».
Isaia sta parlando e profetizzando di Gesù, il Messia.
Vs. 6. «Io, il SIGNORE, ti ho chiamato secondo giustizia e ti prenderò per la mano; ti custodirò e farò di te l’alleanza del popolo, la luce delle nazioni, (o ai gentili, cioè per i popoli non ebrei)
Quindi: Gesù porta la luce alle nazioni ed essi invocano un canto nuovo, fino all’estremità della terra. E’ la chiesa che loda il suo Signore.
Gesù ci ha comprati ed ha fatto di noi dei re e dei sacerdoti.
Vs. 11. Quindi vidi e udii la voce di molti angeli intorno al trono, agli esseri viventi e agli anziani; il loro numero era di miriadi di miriadi e di migliaia di migliaia,
Ecco radunati i credenti di tutte le età: un numero di persone inimmaginabile.
Vs. 12. che dicevano a gran voce: "Degno è l’Agnello, che è stato ucciso, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la benedizione".
Alla nascita del Signore, un concerto di lodi celesti risuonò a Betlemme: “Gloria a Dio nei luoghi santissimi, e pace in terra agli uomini che egli gradisce!”.
Gesù è stato lodato al momento della nascita ed ancor di più gli angeli intoneranno dei canti assieme ai 24 anziani e alle 4 creature viventi al momento del suo trionfo totale! Egli ha versato il suo sangue, ma gente di tutti i popoli hanno potuto salvare la propria anima. La lode all’Agnello riempirà il cielo per l’eternità.
Vs. 13-14.
13 Udii ancora ogni creatura che è nel cielo, sulla terra, sotto la terra e quelle che sono nel mare e tutte le cose contenute in essi, che dicevano: "A colui che siede sul trono e all’Agnello siano la benedizione, l’onore, la gloria e la forza nei secoli dei secoli". 14 E i quattro esseri viventi dicevano: "Amen!". E i ventiquattro anziani si prostrarono ed adorarono colui che vive nei secoli dei secoli.