Apocalisse 21
Cap. 21
Giovanni ha la visione del nuovo cielo e della nuova terra: la nuova Gerusalemme, ove nulla ricorderà la creazione presente.
Vs. 1. Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non c’era più.
La Parola di Dio è un unico tessuto poiché, anche se è stata scritta da 40 diversi autori e composta da 66 libri, in tre diverse lingue, ci dà un messaggio unico, poiché l’autore vero è lo Spirito Santo. Il primo versetto in Genesi recita: “In principio Dio creò il cielo e la terra”, mentre in Apocalisse vediamo la creazione di “un nuovo cielo ed una nuova terra”. La terra che noi conosciamo, quindi, è destinata alla distruzione.
Pietro fornisce altri dettagli riguardo questo argomento:
2 Pietro 3:1-15. Carissimi, questa è già la seconda lettera che vi scrivo; e in entrambe io tengo desta la vostra mente sincera facendo appello alla vostra memoria, 2 perché vi ricordiate le parole già dette dai santi profeti, e il comandamento del Signore e Salvatore trasmessovi dai vostri apostoli. 3 Sappiate questo, prima di tutto: che negli ultimi giorni verranno schernitori beffardi, i quali si comporteranno secondo i propri desideri peccaminosi
Oggi normalmente i credenti vengono derisi e ritenuti folli perché credono alle promesse della Bibbia; tuttavia è bene che ci ricordiamo di Noè che, allo stesso modo, veniva deriso a causa del diluvio, però aveva ragione. Quando il Figlio dell’uomo tornerà sarà come ai tempi di Noè, quando la gente faceva ciò che riteneva giusto ai propri occhi, così come accade oggi, e non c’era una morale condivisa. Molte nazioni europee permettono il matrimonio tra gli omosessuali, ma non ancora l’Italia, grazie a Dio. L’Eterno ama tutti i peccatori, ma non il peccato, che ritiene abominevole. Oggi, secondo la mentalità corrente, tutto è lecito perché la gente vive lontano dalla Parola. La scienza afferma che l’uomo si sta evolvendo verso la perfezione, che era l’obiettivo di Hitler; egli voleva costruire una razza più forte e più intelligente, a scapito delle altre, che dovevano essere eliminate. Escludendo Dio, l’evoluzione giustifica qualunque azione umana indirizzata alla selezione naturale, poiché l’uomo non dovrà misurare il proprio comportamento con lo standard morale di Dio. Al contrario, chi non è stato lavato dal sangue dell’agnello, ha davanti a sé il giudizio del Creatore. La grazia, invece, ci rende giusti.
4 e diranno: «Dov’è la promessa della sua venuta? Perché dal giorno in cui i padri si sono addormentati, tutte le cose continuano come dal principio della creazione».
Il pensiero del mondo afferma che le cose vanno come sempre e che Cristo non tornerà; anche ai tempi di Noè nessuno si preoccupava dell’imminente diluvio.
5 Ma costoro dimenticano volontariamente che nel passato,
Gli scienziati negano Dio coscientemente e intenzionalmente, perché altrimenti dovrebbero ammettere che un giorno dovranno rendere conto a Lui di ogni azione.
per effetto della Parola di Dio, esistettero dei cieli e una terra tratta dall’acqua e sussistente in mezzo all’acqua; 6 e che, per queste stesse cause, il mondo di allora, sommerso dall’acqua, perì; 7 mentre i cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima Parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi. 8 Ma voi, carissimi, non dimenticate quest’unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno. 9 Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. Il Signore mantiene in vita la terra per dare modo a tutte le genti di accettare la sua grazia ed ottenere la vita eterna. 10 Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. 11 Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà,
Paolo ricorda ai credenti che un giorno ogni nostro possedimento sarà distrutto, mentre dureranno in eterno le cose fatte per Dio; perciò dobbiamo avere una vita santa, dedicata al Signore e non alle cose di questo mondo.
12 mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! 13 Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia. 14 Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili nella pace; 15 e considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data;
Dopo il giudizio di Dio, la terra verrà distrutta, ma verrà eretta una nuova terra ed un nuovo cielo, dove regnerà la giustizia. In essa non comanderà alcun uomo, ma Dio.
Vs. 1. Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il primo cielo e la prima terra erano passati, e il mare non c’era più.
Quando i primi uomini hanno peccato, la terra è stata maledetta e l’uomo ha cominciato a distruggerla con il suo comportamento scellerato.
I cieli sono impuri perché contaminati dal “principe delle potestà dell’aria”, perciò Dio costruirà cieli e terra nuovi.
C’è anche una relazione in II Pietro 3 tra il diluvio d’acqua del tempo di Noè e quello di fuoco che consumerà l’universo alla fine dei tempi. Il fuoco che scenderà dal cielo, infatti, consumerà ogni cosa.
Vs. 2-3. E io, Giovanni, vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, che scendeva dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 E udii una gran voce dal cielo, che diceva: "Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Ed egli abiterà con loro; e essi saranno suo popolo e Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio.
La nuova città sarà reale ed avrà delle mura ed una dimensione; tuttavia, contemporaneamente sarà la sposa di Cristo, la Chiesa. Questo è un enigma ed un giorno lo capiremo: noi siamo la città e, contemporaneamente, vivremo all’interno della città.
Oggi Gesù è il capo della Chiesa, quindi è al di sopra di essa, ma un giorno sarà il suo sposo e sarà, quindi, con lei e in lei. Egli vivrà in eterno nella nuova Gerusalemme e ne costituirà la luce e l’essenza.
Vs. 4. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e non ci sarà più la morte né cordoglio né grido né fatica, perché le cose di prima son passate".
La morte per un credente significa il ritorno alla casa del Padre, mentre per i pagani è qualcosa di terribile e di ignoto.
Vs. 5-7. Allora colui che sedeva sul trono disse: "Ecco, io faccio tutte le cose nuove". Poi mi disse: "Scrivi, perché queste parole sono veraci e fedeli". 6 E mi disse ancora: "E’ fatto! Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell’acqua della vita. 7 Chi vince erediterà tutte le cose, e io sarò per lui Dio ed egli sarà per me figlio.
Questa è l’eredità per un credente: divenire figlio di Dio, del Re. (v. Apoc. 21-22).
Vs. 8. Ma per i codardi (coloro che temono il giudizio degli altri, perciò non hanno il coraggio di prendere una posizione per Cristo), gl’increduli (che non credono alla Parola), gl’immondi (anche a livello sessuale, perciò gli adulteri e gli omosessuali, e coloro che praticano l’occultismo), gli omicidi, i fornicatori, i maghi (gli indovini, coloro che leggono le carte o gli oroscopi), gli idolatri (chi prega i santi, Maria, Padre Pio, dando a delle creature quell’adorazione che spetta solo a Dio. Il secondo comandamento ci impone di non farci immagini, perché è idolatria; adoriamo solo Cristo) e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda".
Questa è l’eredità degli empi. Come per i santi è stato costruito un luogo santo in cui vivere, per gli empi è stato stabilito un luogo destinato a Satana.
Vs. 9-17. Poi venne uno dei sette angeli che avevano le sette coppe piene delle ultime sette piaghe, e parlò con me, dicendo: "Vieni, ti mostrerò la sposa, la moglie dell’Agnello". 10 E mi trasportò in spirito su di un grande ed alto monte, e mi mostrò la grande città, la santa Gerusalemme che scendeva dal cielo da presso Dio, 11 avendo la gloria di Dio. E il suo splendore era simile a quello di una pietra preziosissima, come una pietra di diaspro cristallino. 12 Essa aveva un grande ed alto muro con dodici porte, e alle porte dodici angeli, e su di esse dei nomi scritti che sono i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. 13 A oriente vi erano tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e ad occidente tre porte. 14 Il muro della città aveva dodici fondamenti, e su quelli erano i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello. 15 E colui che parlava con me aveva una canna d’oro, per misurare la città, le sue porte e il suo muro. 16 La città era a forma quadrangolare, e la sua lunghezza era uguale alla larghezza; egli misurò la città con la canna, ed era di dodicimila stadi; la sua lunghezza, larghezza e altezza erano uguali. 17 Misurò anche il muro ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura di uomo, cioè d’angelo.
La città è molto grande, circa 12.000 km di lato, a forma di cubo.
Perché c’è un muro se non ci sono più nemici dai quali difenderci? Forse per ricordare la protezione di Dio, l’unico che sa prendersi cura di noi, che c’è sempre stato e sempre ci sarà. Egli è benigno verso il suo popolo.
Vs. 18-22. Il muro era fatto di diaspro; e la città era di oro puro, simile a cristallo trasparente. 19 Le fondamenta del muro della città erano adorne d’ogni pietra preziosa; il primo fondamento era di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo, 20 il quinto di sardonico, il sesto di sardio, il settimo di crisolito l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto, il dodicesimo di ametista. 21 E le dodici porte erano dodici perle; ciascuna delle porte era fatta di una sola perla; e la piazza della città era di oro puro, come di cristallo trasparente. 22 Non vidi in essa alcun tempio, perché il Signore Dio onnipotente e l’Agnello sono il suo tempio.
Dio e l’Agnello sono il Tempio, ma anche la Chiesa, perché saremo uno con loro. (Il marito lascerà la sua famiglia e sarà uno con la sua sposa). Il matrimonio è una figura del rapporto tra Cristo e la Chiesa.
Vs. 23-27. E la città non ha bisogno del sole né della luna, che risplendano in lei, perché la gloria di Dio la illumina e l’Agnello è il suo luminare. 24 E le nazioni di quelli che sono salvati cammineranno alla sua luce, e i re della terra porteranno la loro gloria ed onore in lei. 25 Le sue porte non saranno mai chiuse durante il giorno, perché lì non vi sarà notte alcuna. 26 In lei si porterà la gloria e l’onore delle nazioni. 27 E nulla d’immondo e nessuno che commetta abominazione o falsità vi entrerà mai, ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello.
Le tenebre sono sconfitte.
Il nostro nome è scritto nel libro dell’Agnello? Si, se abbiamo accettato il sangue dell’Agnello.