Apocalisse 2
Apocalisse 2:1-7
Apocalisse 2:8-11
Apocalisse 2:12-17
Apocalisse 2:18-29
Le sette chiese di Apocalisse 2 e 3
Brano: 2:1-7
Chiesa: Efeso
Positivo: Opere, fatica, costanza, non sopporta i malvagi, mette alla prova colui che dice di essere Apostolo, ha sopportato molto per amore, detesta le opere dei Nicolaiti.
Negativo: Ha abbandonato il primo amore.
Comandamento: Ricorda l’amore di prima, ravvediti e ritorna com’eri.
Premio: Mangerà dall’albero della vita.
Brano: 2:8-11
Chiesa: Smirne
Positivo: Ha sostenuto la tribolazione, la povertà e le calunnie.
Negativo:
Comandamento: Non temere la sofferenza e sii fedele fino alla morte.
Premio: Non sarà colpito dalla morte seconda.
Brano: 2:12-17
Chiesa: Pergamo
Positivo: E’ rimasta fedele nonostante le prove.
Negativo: Alcuni membri professano delle dottrine false.
Comandamento: Ravvediti.
Premio: Avrà la manna nascosta e una pietruzza bianca con scritto un nuovo nome.
Brano: 2:18-29
Chiesa: Tiatira
Positivo: Opere, amore, fede, servizio, costanza, opere aumentate.
Negativo: Tollera Jezebel, una falsa dottoressa.
Comandamento: Coloro che non professano la falsa dottrina devono tenere fermamente ciò che hanno fino al ritorno di Cristo.
Premio: Potere sulle nazioni.
Brano: 3:1-6
Chiesa: Sardi
Positivo:
Negativo: E’ una chiesa morta.
Comandamento: Sii vigilante e rafforza il resto che sta per morire; ricorda che hai ricevuto e ascoltato la Parola; serbala e ravvediti.
Premio: Sarà vestita di vesti bianche; Gesù non cancellerà il suo nome dal libro della vita, ma lo confesserà davanti al Padre.
Brano: 3:7-13
Chiesa: Filadelfia
Positivo: Opere, ha serbato la Parola di Cristo, non ha rinnegato il Suo nome; ha osservato la Sua esortazione con costanza.
Negativo:
Comandamento: Tieni fermamente quello che hai.
Premio: Sarà posto come colonna nel Tempio di Dio, sarà scritto su di lui il nome di Dio.
Brano: 3:14-22
Chiesa: Laodicea
Positivo:
Negativo: Non è fredda né fervente; pensa di essere ricca, ma è povera, nuda, cieca.
Comandamento: Compra da Cristo oro purificato, delle vesti bianche e collirio per gli occhi; sii zelante e ravvediti; apri a Cristo la porta.
Premio: Gesù ti farà sedere presso di Sé sul suo trono.
Cap. 2
Lettere alle sette chiese dell’Asia.
In Apocalisse 2 e 3 ci sono le lettere alle sette chiese di quel tempo, ognuna delle quali segue uno schema identico. In tutte le lettere, infatti, Gesù inizia con una descrizione di Se stesso, poi parla della condizione di quella chiesa, in bene e in male, quindi la esorta, la avverte e infine proclama anche la promessa di quale sarà il premio per chi ascolta e segue ciò che Egli dichiara.
Ricordiamo che queste sette chiese erano esistenti al tempo di Giovanni ed oggi sono localizzabili in Turchia e in Grecia, anche se tali città sono oggi abbandonate ed utilizzate come siti archeologici. Tali chiese rappresentano tutte le chiese esistenti nel corso della vita umana, di ieri e di oggi, perciò queste lettere sono anche indirizzate a noi ed hanno un’applicazione anche nella nostra vita.
Alcune correnti di pensiero odierne ritengono che tali chiese rappresentino la storia della chiesa, dalle origini (chiesa di Efeso) ad oggi, ma tale tesi non è molto attendibile.
Prima lettera. Alla chiesa di Efeso.
La città di Efeso.
La città di Efeso fu fondata attorno all’anno 1000 a.C. Al tempo degli Apostoli era un centro commerciale molto importante verso i mercati dell’Oriente. Vi risiedeva un proconsole romano ed era una città famosa quanto Babilonia, Atene o Roma. Ospitava il tempio di Artemide (Diana), sette volte più grande del Partendone di Atene; per tale motivo era famosa in tutto il mondo. Da un punto di vista spirituale, tuttavia, era anche il centro dell’idolatria.
Oggi è un sito archeologico, ma stupisce per la sua grandezza, per i monumenti e la bellezza delle sculture.
La chiesa di Efeso.
In questo luogo, che esaltava l’impegno umano e dava gloria ai potenti, Dio stabilì una chiesa che desse gloria a Lui, l’unico degno.
Tutto ha inizio da una coppia, Aquila e Priscilla, provenienti da Roma, i quali predicano la Parola e ospitano in casa loro la chiesa durante le riunioni. Ad essi si unisce Apollo e poi Paolo, che nel corso del suo terzo viaggio vi si stabilisce per tre anni (Atti 19). A questi credenti l’apostolo ha inviato una lettera (agli Efesini) e vi ha costituito anche una scuola biblica. Nel tempo della sua permanenza ha insegnato loro tutto il consiglio di Dio. Miracoli straordinari avvengono attraverso Paolo e la Parola si diffonde con potenza. Molti maghi bruciano i libri di magia e l’evangelo trionfa (Atti 19:20).
Anche Timoteo e Tito passarono del tempo in quella città. Possiamo capire, allora, che questa chiesa ha avuto un ottimo fondamento nella verità.
Era una chiesa composta da molti membri e posta in una grande città dell’Impero Romano.
Vs. 1. "All’angelo (o messaggero o pastore o anziani) della chiesa in Efeso scrivi:
Gesù si rivolge ai leader della chiesa, non ad un vero angelo, perché di essi sottolinea anche le mancanze, mentre gli angeli fedeli a Dio non ne hanno.
queste cose dice colui che tiene le sette stelle (= angeli o messaggeri) nella sua destra e che cammina in mezzo ai sette candelabri d’oro (=le chiese).
Gesù stesso ci spiega cosa sono le stelle ed i candelabri in
Apocalisse 1:20. il mistero delle sette stelle che hai visto nella mia destra e quello dei sette candelabri d’oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri che hai visto sono le sette chiese".
Quindi:
Gesù tiene i suoi ministri nella sua mano destra e cammina all’interno delle chiese, perché lì ci sono i suoi figli. Infatti, Egli tiene nelle mani i suoi credenti e ne ha cura.
Il verbo che qui viene tradotto con “tiene” in realtà indica l’essere padrone di quello che si tiene, possedere con potere ed avere un sovrano controllo. Dunque Gesù sta dichiarando il Suo controllo e la Sua sovranità sulle chiese. Egli è il Capo sovrano della chiesa, perciò ha ogni autorità e diritto di guidarla.
Giovanni 10:27-30. Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; 28 e io do loro la vita eterna e non periranno mai, e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti; e nessuno le può rapire dalla mano del Padre mio. 30 Io e il Padre siamo uno".
Giovanni, che è anche l’autore di Apocalisse, in questi versetti proclama la cura che Dio ha per noi e la sua vittoria sul maligno, il quale vorrebbe estirparci dalla Sua protezione.
Gesù non è solamente il Capo sovrano sulla chiesa ad Efeso, ma è anche il nostro. La domanda importante diventa: stiamo seguendo il nostro Capo?
Egli cammina in mezzo alle Sue chiese e non è mai lontano da chi è un vero figlio di Dio. Egli è vicino a quelli che sono veramente chiesa, cioè, quelli che seguono Cristo in ogni circostanza e proclamano interamente la Sua verità. E’ un privilegio sapere che i ministri dell’Evangelo, tanto preziosi per ogni chiesa, siano nelle mani di Gesù. Egli li guida, li sostiene, li usa come strumenti nelle sue mani e ne ha cura, altrimenti cadrebbero facilmente, seguendo la natura umana.
Ora il libro si rivolge alla chiesa di Efeso, ne elenca i pregi e ne enumera i difetti. Ci fa capire chiaramente che molto spesso nella vita il “quasi” , cioè il fatto di impegnarsi tanto, ma essere inconcludenti, non basta, non è sufficiente. Dio ci mostra questo principio del “quasi non basta” in tanti esempi della vita. Nel vivere per fede, il fatto di seguire Gesù Cristo nella vita in tante cose, ma non in tutte, non basta. Non si può seguire Gesù a metà, neppure al 90%. Seguire Cristo vuol dire seguirLo con tutto il cuore. Chi non segue Cristo completamente, non Lo segue affatto.
Vogliamo considerare quello che Cristo dice ad una chiesa che Lo seguiva in tante cose, ma non completamente. Quello che Cristo dichiara a quella chiesa è anche valido per noi, se ci troviamo nella stessa loro condizione. Io prego che questo insegnamento possa aiutarci ad esaminare noi stessi nell’intimo, per riconoscere se abbiamo qualche mancanza. Non vogliamo sentire Cristo dire che Lo abbiamo seguito in tanto, ma che siamo anche noi mancanti.
Notiamo la dolcezza usata da Cristo nel parlare con i suoi figli e la tecnica di affrontare prima gli aspetti positivi, poi le mancanze. Egli è un perfetto pedagogo e ci riprende con molta gentilezza, esortandoci a cambiare.
Vs. 2. Io conosco le tue opere, la tua fatica
Cristo aveva notato le loro opere e le loro fatiche per Lui.
Quando parliamo di opere che possiamo fare per Cristo, ricordiamo che la Bibbia fa una distinzione assoluta fra le opere compiute da chi non è salvato, che non servono nulla, e le opere compiute da chi è già stato salvato. Dio guarda il cuore di colui che è stato salvato, ma che si impegna a servirLo. Cristo aveva notato le opere di questa chiesa e sapeva che erano state compiute in ubbidienza a Lui, aspetto questo che è fondamentale. Erano state fatte con amore per Lui, nella forza del Signore, per mezzo della Sua grazia, ed erano state realizzate per portare gloria a Lui. Queste sono le qualità che Dio desidera in noi. Egli vuole che ci impegniamo in opere per la Sua gloria, ma nella Sua potenza e in ubbidienza a Lui. Noi siamo veramente impegnati nelle opere del Signore? Cristo non solo menziona le loro opere, ma anche le loro fatiche. Servire il Signore è certamente faticoso, non è facile. Per esempio, studiare la Parola di Dio è mentalmente impegnativo poiché è necessario concentrarsi seriamente. Tuttavia solo così possiamo conoscere meglio il Padre celeste e spiegare ad altri le Sue verità.
Altri tipi di opere sono affaticanti fisicamente, per esempio insegnare, dare ospitalità e anche mettere in atto opere pratiche. Cristo aveva apprezzato che questa chiesa avesse compiuto tante opere e faticato per Lui. Questo è quello che Dio desidera anche da noi.
e la tua costanza
La chiesa di Efeso aveva dimostrato di essere costante nel tempo, di non essersi lasciata traviare dai vari venti di dottrina e di non aver mai lasciato a metà un’opera.
e che non puoi sopportare i malvagi,
non sopportavano gli uomini che insegnano false dottrine e li allontanavano da se stessi. Allo stesso modo si comportavano con coloro che vivevano nel peccato, che, secondo la disciplina biblica, venivano ripresi e, se perseveravano nell’errore, poi erano allontanati dalla chiesa.
e hai messo alla prova coloro che si dicono apostoli e non lo sono, e li hai trovati bugiardi.
Ad un certo momento vennero nella chiesa di Efeso degli uomini che si presentarono come uomini di Dio, come Apostoli di Cristo. La chiesa di Efeso non li accettò ciecamente, ma li mise alla prova e così trovò che erano bugiardi, che non erano veramente da Dio.
Chiaramente, chi non conosce molto bene la Bibbia non sarà in grado di fare questo confronto, perciò Dio ha dato questa responsabilità principalmente agli anziani. Essi devono proteggere la chiesa contro un falso insegnamento e, se trovano che esso non è veritiero, allora devono seguire l’esempio della chiesa di Efeso e non sopportare minimamente chiunque insegni false dottrine. Questo è quello che vuole Cristo, il nostro Signore. Preghiamo di riuscire a tenerci lontani dalle false dottrine che riempiono il mondo d’oggi.
In Atti 20 Paolo sta lasciando la chiesa di Efeso e si rivolge agli anziani:
Atti 20:28-32. Badate dunque a voi stessi e a tutto il gregge in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata col proprio sangue 29 Infatti io so che dopo la mia partenza, entreranno in mezzo a voi dei lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge, 30 e che tra voi stessi sorgeranno degli uomini che proporranno cose perverse per trascinarsi dietro i discepoli. 31 Perciò vegliate, ricordandovi che per lo spazio di tre anni, giorno e notte, non ho mai cessato di ammonire ciascuno con lacrime. 32 Ed ora, fratelli, io vi raccomando a Dio e alla parola della sua grazia, che è in grado di edificarvi e di darvi l’eredità in mezzo a tutti i santificati.
Paolo li mette in guardia dall’avvicinarsi di persone malvagie e li esorta ad avere cura dei fedeli e di proteggerli.
In Apocalisse vediamo come la chiesa di Efeso abbia seguito tale esortazione fatta loro da Paolo, mettendo alla prova coloro che si arrogavano il possesso di un titolo e mettendo in disparte i peccatori.
Cosa possiamo imparare da quello che Cristo dichiara a noi tramite il messaggio alla chiesa di Efeso? Comprendiamo che Cristo odia il peccato e vuole che anche noi lo odiamo. Non basta non peccare se poi restiamo tranquilli vedendo il peccato negli altri. Cristo vuole che odiamo, che detestiamo il peccato. Troppo spesso ci abituiamo ad esso e, con il tempo, non ci badiamo più. Se poi frequentiamo dei non credenti, allora tale processo avviene con maggiore frequenza.
Vs. 3-4. Tu hai sopportato, hai costanza e per amore del mio nome ti sei affaticato senza stancarti. 4 Ma io ho questo contro di te: che hai lasciato il tuo primo amore.
Allora, nonostante questi credenti fossero fedelmente impegnati nell’opera di Dio, nonostante che fossero ancorati alla sana dottrina, al punto da mettere alla prova coloro che si presentavano come uomini di Dio, nonostante questi credenti vivessero una vita di santità, odiando il peccato, Cristo li avvertiva di questa grave mancanza, ossia del fatto che avevano abbandonato il primo amore. Questo non vuol dire che non amavano più Cristo, né che non si amavano più l’uno l’altro, ma che, anziché aumentare, il loro amore si era raffreddato. Questo era un peccato molto grave. Di solito i primi sentimenti delle persone nei confronti di Cristo al momento della conversione sono vivi e caldi. Ma ora tale fervore era affievolito.
Perciò ecco il consiglio di Gesù:
Vs. 5. Ricordati dunque da dove sei caduto, ravvediti e fa’ le opere di prima; se no verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto, se non ti ravvedi.
Cristo non accetta una situazione in cui il nostro amore si raffredda. In questo caso Egli verrà presto per portare la Sua disciplina, per scuoterci. Nel caso di questa chiesa, Egli dichiara che se non si ravvede dalla condizione di avere perso il primo amore, allora Egli verrà presto per rimuovere il candelabro. Se una chiesa non tiene gli occhi su Cristo, allora non mantiene uno zelo fervente per Lui ed Egli può rimuovere il candelabro dal suo posto. Egli può togliere la Sua presenza da una chiesa, che può continuare ad esistere, umanamente parlando, ma senza la presenza e la guida di Cristo. Ci sono tante chiese nel mondo che parlano di Cristo, ma nelle quali Egli da tempo ha tolto la sua presenza. Non c’è più vera vita in quelle chiese.
Cosa deve fare questa chiesa per rimediare a questo stato di cose?
ricordare il suo sentire quando ha conosciuto Gesù e le azioni che compiva a quel tempo per Lui (lo zelo nella preghiera, il partecipare alle riunioni in chiesa...);
ravvedersi, ossia comprendere di aver sbagliato e mutare comportamento, eliminando tutto ciò che permette, ma che dovrebbe eliminare;
compiere le opere che svolgeva all’inizio(preghiere, lettura della Parola...).
Vs. 6. Tuttavia hai questo, che odi le opere dei Nicolaiti, che odio anch’io.
Il termine “Nicolaiti” in greco deriva da due parole: “Nico”, che vuol dire “sopra” e “laiti” ossia “laici”; quindi, mentre nel VT c’era la classe sacerdotale e quella del popolo, il Nuovo abolisce tale distinzione. Non è più lecito che delle persone facciano da tramite tra il popolo e Dio, poiché tutti i credenti sono sacerdoti e re. Uno solo è il mediatore tra gli uomini e Dio, ossia Gesù.
Vs. 7. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: a chi vince io darò da mangiare dell’albero della vita, che è in mezzo al paradiso di Dio".
Questo messaggio è per noi, come chiesa di Cristo Gesù. Egli ci esorta ad ascoltare attentamente quello che dichiara in questo messaggio ad Efeso, ci chiama a perseverare, a mantenere fervente il nostro amore, in modo da vincere.
“Io posso qualunque cosa in colui che mi fortifica”
“Siamo più che vincitori in Cristo Gesù”
A chi vince, Egli promette di dare da mangiare dell’albero della vita. Questo albero è il simbolo della vita eterna e lo troviamo in Apocalisse 22. Chi mangia da questo albero vivrà per sempre alla presenza di Dio!
La vittoria l’abbiamo solamente per merito di Gesù e in Lui.
Seconda lettera: alla chiesa di Smirne.
La città di Smirne.
La città di Smirne fu fondata circa nel 1000 a.C. e distrutta nel 7° secolo. 300 anni più tardi fu ricostruita da Alessandro Magno e da allora si è sviluppata, divenendo per 20 secoli il principale porto dell’Egeo. Oggi si chiama Izmir, ospita 500 mila persone ed è la terza città della Turchia.
La chiesa di Smirne.
Al tempo degli Apostoli l’attività più redditizia era il commercio, ma tutti coloro che lo praticavano dovevano necessariamente essere pagani. I credenti cristiani si opposero a tale mentalità e perciò soffrirono una persecuzione accanita. Da questa chiesa, però, nacquero degli eroi della fede, che dedicarono la loro vita al Signore e che divennero preziosi ai suoi occhi. Essi erano materialmente poveri, ma spiritualmente ricchissimi.
Non sempre le cose sono come sembrano poiché spesso nella vita ciò che sembra essere un fatto deleterio non lo è in realtà, così come un’apparente vittoria può tramutarsi in una sconfitta.
Nella Bibbia abbiamo tanti esempi che ci mostrano come quello che sembrava essere una perdita, dopo un certo tempo si rivela una grande vittoria. Quando viviamo per il Signore, infatti, dobbiamo continuare ad avere fede in Dio, poiché Egli sa quello che fa ed è in grado di trarre delle grandi vittorie da fatti che apparentemente sembrano essere negativi.
Pensiamo a Giuseppe in Egitto. Egli era uno dei dodici figli di Giacobbe, arrivò in Egitto come schiavo, fu ingiustamente accusato di adulterio e dovette soffrire in prigione per vari anni. Dio, però, trasformò il male in bene e fece diventare Giuseppe il secondo uomo più potente di tutto il regno d’Egitto. Tramite lui, tutta la sua famiglia fu salvata dalla carestia.
Un altro esempio narra del popolo d’Israele che stava lasciando l’Egitto ed era circondato da montagne da tutti i lati, aveva il mare davanti e dietro l’esercito del Faraone. Apparentemente avevano perso tutto e sembrava che non avessero più speranza. Però, Dio aveva un altro piano e trasformò la sconfitta in grande vittoria: Egli aperse il mare e Israele lo attraversò su terra asciutta. Però, quando l’esercito del Faraone cercò di seguirli, Dio chiuse il mare e i soldati furono annegati.
Ci sono tanti altri esempi nella Bibbia. Nel NT, in Atti, vediamo che Satana voleva fermare la crescita della giovane chiesa perciò, servendosi del re, mandò una grande persecuzione sulla comunità che si trovava in Gerusalemme. I membri della chiesa furono dispersi a causa di tale fatto e, se ciò può sembrare disastroso agli occhi umani, in realtà portò alla diffusione del messaggio del Vangelo.
Allora è molto importante che non ci lasciamo scoraggiare quando le cose vanno male, perché Dio è all’opera e la cosa più importante non è il valutare i fatti al momento, quanto ammirarne il risultato finale.
Sulla base di quanto detto analizziamo la lettera alla chiesa di Smirne.
Vs. 8. "E all’angelo della chiesa in Smirne
La parola “Smirne” viene da “mirra”, ossia dal nome di una spezia che i re dell’Oriente hanno portato in dono a Gesù. Si tratta di un olio profumato che veniva usato per ungere i morti e ricavato dalla spremitura della corteccia di un albero che vive nei paesi caldi. E’ interessante notare come questa chiesa porti il nome di questo olio profumato, ricavato in modo tanto energico, così come essi sono un profumo per Dio e vivono una grande tribolazione. Ad essi ed alla chiesa di Filadelfia Dio non muove alcun rimprovero.
Smirne fu un importante centro mercantile, una città molto ricca e a quel tempo si distinse per la chiesa, mentre in seguito sarà sopraffatta dall’Islamismo.
scrivi: queste cose dice il primo e l’ultimo, che morì e tornò in vita.
Cristo si identifica con questa chiesa che aveva sofferto molto e che doveva ancora soffrire. Egli dichiara di Sé: “Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita.” Gesù Cristo è il primo e l’ultimo, cioè Egli è eterno, non cambia mai, è sempre lo stesso ieri, oggi e per sempre. Quando ci troviamo nella sofferenza è importante ricordare che la nostra situazione può cambiare di giorno in giorno, ma che il nostro Signore non cambierà mai. E’ il primo perché per mezzo di Lui ogni cosa ebbe origine e l’ultimo perché sarà il giudice supremo alla fine dei tempi.
Però, c’è un altro aspetto di Cristo molto importante. Egli è Colui che fu morto e tornò in vita. Cosa dice questo fatto di Cristo, per quanto riguarda la sofferenza che potremmo incontrare durante il nostro soggiorno in terra? Questo fatto ci ricorda che anche Cristo doveva soffrire, ma che la Sua sofferenza ha portato un meraviglioso frutto, il frutto della salvezza, che è la vita eterna per chi riceve Cristo per fede. La Sua sofferenza fu trasformata in gloria. Questo serve come esempio a noi e ci fa capire come Dio permetta la nostra sofferenza per procurarci una gloria eterna. Egli ha vissuto ogni forma di passione umana perciò ci comprende fino in fondo, al punto che ogni suo dolore è stato maggiore del nostro. Egli è il creatore dell’universo, è stato ucciso ma è tornato in vita, perciò ogni cosa è posta sotto il suo controllo.
Vs. 9. Io conosco le tue opere, la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia tu sei ricco) e la calunnia di coloro che si dicono Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana.
Il Signore li conosce fino in fondo e sa ogni cosa che stanno vivendo. Egli è colui che ci ha creato, che sa ogni più piccola sfaccettatura del nostro io: quanti capelli abbiamo, cosa ci piace e cosa ci fa soffrire, e fino in fondo conosce tutto di noi. Ciò è molto bello perché per noi c’è la certezza che Egli è colui che è sempre con noi e che ci protegge. E’ una fonte inesauribile alla quale possiamo rivolgerci ogni giorno: chiediamo ed avremo, senza essere in ansietà per cosa alcuna. Egli è colui che ha creato tutto l’universo e che lo mantiene nel suo ordine perfetto, perciò ancora di più sa prendersi cura della nostra povera vita.
Quanto alla chiesa in Smirne, Gesù dichiara di conoscere la loro tribolazione, la loro povertà e come avevano ricevuto calunnie.
Tribolazione: Smirne era una grande città dell’Impero Romano, posta nell’attuale Turchia, ed in essa era stato eretto un tempio a Cesare. Tale fatto era molto prestigioso per la gente di quel tempo, ma implicava il culto dell’Imperatore quale Dio. Chi si opponeva a tale ordine veniva certamente giustiziato. Da qui la tribolazione che la chiesa stava vivendo. La parola “tribolazione” vuol dire letteralmente “essere schiacciato”, ossia vivere una situazione che mette pressione in modo molto forte. Perciò Gesù sa che essi stanno soffrendo a causa della fede in Lui e per questo motivo li assicura di essere al loro fianco e di sostenerli in ogni situazione.
Povertà: I credenti in questa chiesa erano perseguitati e perdevano i loro beni. Forse alcuni di loro avevano perso il lavoro a causa della loro fede in Cristo ed altri, che erano artigiani, avevano perso tanti clienti quando si seppe che seguivano Gesù. L’apostolo Giovanni qui non lo dice, ma sappiamo che questo succede spesso nel mondo. Che esempio per noi questi credenti che seppero affrontare tali cose, sapendo di avere davanti una ricchezza migliore e più duratura. Infatti Gesù dice loro che sono ricchi, poiché ricchi di beni spirituali. Dio, quindi, non valuta la realtà secondo i canoni umani e non stima una persona per la sua bellezza o per la sua ricchezza. Come valutiamo noi le persone? Secondo il punto di vista umano, oppure secondo il canone di Dio?
Luca 12:15-21. Poi disse loro: "Fate attenzione e guardatevi dall’avarizia, perché la vita di uno non consiste nell’abbondanza delle cose che possiede". 16 Ed egli disse loro una parabola: "La tenuta di un uomo ricco diede un abbondante raccolto; 17 ed egli ragionava fra sé dicendo: Che farò, perché non ho posto dove riporre i miei raccolti? 18 E disse: "Questo farò, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, 19 poi dirò all’anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi. 20 Ma Dio gli disse: "Stolto, questa stessa notte l’anima tua ti sarà ridomandata e di chi saranno le cose che tu hai preparato?" 21 Così avviene a chi accumula tesori per sé e non è ricco verso Dio".
Chi vive per alimentare ciò viene stimato in questo mondo, agli occhi di Dio è stolto e povero, nudo e cieco, poiché non possiede nulla di duraturo.
2 Corinzi 8:1-9. Paolo rende noto alla chiesa in Corinto che a Gerusalemme c’era una grande carestia e che i fratelli di quel luogo vivevano in gravi ristrettezze economiche. Tutte le chiese, quindi, raccolgono un’offerta e quella di Corinto prende un impegno verbale. In questo momento Paolo ricorda loro tale promessa e li prega di non tirarsi indietro. Ora, fratelli, vi facciamo conoscere la grazia di Dio, che è stata data alle chiese della Macedonia,(=di Filippi) 2 e cioè, che in mezzo a molte prove di afflizione, l’abbondanza della loro gioia e la loro estrema povertà hanno abbondato nelle ricchezze della loro liberalità. Pur nella povertà hanno donato in abbondanza. 3 Poiché io rendo testimonianza che essi hanno dato volentieri, secondo le loro possibilità e anche al di là dei loro mezzi, 4 pregandoci con molta insistenza di accettare il dono e di partecipare a questa sovvenzione per i santi. 5 E non solo hanno fatto come speravamo, ma si sono dati prima al Signore e poi a noi per la volontà di Dio. 6 Così abbiamo esortato Tito che, come ha iniziato quest’opera di grazia fra di voi, così la porti a compimento. 7 Ma come abbondate in ogni cosa, nella fede, nella parola e nella conoscenza, in ogni premura e nel vostro amore verso di noi, cercate di abbondare anche in quest’opera di grazia. 8 Non lo dico per darvi un comando, ma per la sollecitudine degli altri e per mettere alla prova la schiettezza del vostro amore. 9 Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.
Quando Gesù era presso la gloria del Padre era ricchissimo e possedeva ogni bene. Tuttavia Egli ha accettato di divenire misero, affinché noi potessimo assumere le sue ricchezze in Lui. Oggi siamo figli di Dio e possediamo un’eredità eterna. Non dobbiamo provare invidia per gli uomini ricchi del mondo poiché essi sono figli di Satana, sono empi e verranno falciati come l’erba. Ogni ricchezza umana un giorno brucerà in un lampo, mentre le cose spirituali dureranno per sempre.
Calunnie: A Smirne vi erano degli Ebrei che li accusavano falsamente al fine di farli perseguitare dai Romani. Ed essi come reagivano? Sapendo di soffrire per Cristo affrontavano ogni prova con la fede nel loro Dio.
Gli accusatori erano persone che si dichiaravano Giudei, ma che in realtà erano figli di Satana.
È molto importante che ricordiamo che i Giudei erano e sono il popolo di Dio. Prima dell’arrivo di Cristo sulla terra erano l’unico popolo di Dio, mentre ora, tramite il Vangelo, chiunque crede veramente in Cristo, solo e completamente per la Sua grazia viene salvato e diventa parte del popolo di Dio. Però la Bibbia dice chiaramente che i Giudei rimangono ancora il popolo di Dio, cioè, fanno ancora parte del piano di Dio. Impariamo però nel NT che un vero giudeo è colui che non lo è solo per sangue, ma anche per fede, ossia spiritualmente.
Romani 2:28-29. Giudeo infatti non è colui che è tale all’esterno; e la circoncisione non è quella esterna, nella carne; 29 ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, nello spirito, non nella lettera; di un tale Giudeo la lode proviene non dagli uomini, ma da Dio.
Pertanto, quando Cristo dice che questi uomini si dichiaravano Giudei, ma non lo erano veramente, non vuol dire necessariamente che non erano Giudei di razza, ma che non lo erano spiritualmente. Infatti erano religiosi, ma non seguivano Dio, nonostante la loro religione. Cristo annuncia senza dubbio che, anziché seguire Dio, in realtà seguivano Satana. La loro sinagoga era una sinagoga di Satana. Vediamo in tutto il NT che chi attaccava Cristo, Paolo e i credenti per lo più non erano pagani, ma persone religiose, che di nome erano seguaci di Dio, ma di fatto erano seguaci di Satana.
Notiamo che come Cristo ha una chiesa nel mondo, l’Israele spirituale, così anche Satana ha una sua sinagoga. Le congregazioni che si riuniscono per opporsi alle verità del Vangelo, che diffondono errori abominevoli e invenzioni umane, riti e cerimonie non volute da Dio, che perseguitano e ingiuriano i veri cristiani, sono al servizio di Satana. Egle le presiede, vi opera e se ne serve per i propri interessi.
Vs. 10. Non temere ciò che dovrai soffrire. Ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in prigione per mettervi alla prova, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Gesù li avvisa che vivranno delle tribolazioni e che alcuni saranno rinchiusi in prigione. Egli è l’Eterno, colui che controlla ogni aspetto della vita umana, eppure a volte permette che alcuni fatti dolorosi colpiscano la nostra vita. Non è Gesù a crearci delle sofferenze, ma Satana, eppure Egli permette che ciò avvenga perché qualcosa di buono scaturisca dal sacrificio di alcuni figli. Seguire Gesù può portare grandi sofferenze, anche il carcere e la morte, però il Signore ci dice di non temere perché i nostri occhi devono essere rivolti verso il premio, verso la vita eterna assieme a Dio. Coloro che soffrono, infatti, avranno la corona della vita.
Anche Daniele fu messo alla prova per 10 giorni, ma alla scadenza aveva un aspetto migliore ed un vigore superiore a coloro che si nutrivano con il cibo del re.
I primi cristiani subirono la persecuzione sotto il dominio di 10 imperatori:
Nerone: 64-68 d.C.
Domiziano: 93-96
Traiano: 107 – 111
Marco Aurelio: 163-180
Settimio Severo: 202-211
Alessandro Severo: 235
Decio: 250-253
Valeriano: 257
Aureliano: 272-275
Diocleziano: 303-313.
La chiesa di Dio ha sempre progredito perché a Lui spetta l’ultima parola. La persecuzione e il martirio fortificano la fede dei cristiani. Nelle pagine indirizzate a queste chiese Dio vuole dirci di non temere tanto la tortura, il martirio, la prigionia o lo scherno, quanto piuttosto l’abbandono del primo amore (Efeso), l’idolatria (Pergamo), la tradizione e la superstizione (Tiatira), il sonno spirituale (Sardi), l’autosufficienza (Laodicea).
Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita.
Il messaggio di Cristo a questa chiesa ci fa comprendere che quando ci troviamo in situazioni di sofferenza, oppure veniamo calunniati a causa del Suo nome, non dobbiamo temere e rimanere fedeli fino alla morte, anche se ciò dovesse costarci la vita. In cambio riceveremo la corona della vita.
Vs. 11. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: chi vince non sarà certamente colpito dalla seconda morte".
La seconda morte è quella che vedrà Satana e tutti i malvagi, assieme a coloro che hanno rigettato Cristo gettati nello stagno di fuoco. Lì ci saranno tormenti per l’eternità.
Terza lettera: alla chiesa di Pergamo.
Il termine “Pergamo” significa “matrimonio” e vediamo come questa chiesa, che doveva essere sposata fedelmente con Gesù, viveva in adulterio spirituale.
La città di Pergamo.
La città di Pergamo era molto imponente e lo storico Plinio la considerava la più importante dell’Asia. Oggi al suo posto sorge un piccolo villaggio, Bergama, situato ad 80 km da Izmir e bagnato dal fiume Caico.
Nel 4° sec. a.C. Pergamo fu conquistata da Alessandro Magno. Un suo generale, Lisimaco, affidò il tesoro imperiale a Filetero, che lo custodì a Pergamo. Alla morte di Lisimaco, tale custode si impossessò del tesoro e del trono di Alessandro Magno, proclamandosi re con il nome di Attalo I. Fino al 133 a.C. fu una capitale molto ricca e possedeva una biblioteca fornitissima, più di quella di Alessandria. A Pergamo, infatti, si produceva la pergamena. Più tardi Antonio farà dono a Cleopatra di questa biblioteca.
Nel 133 a.C. divenne provincia romana.
A Pergamo tutto era molto imponente: colonnati e templi agli dei erano veramente superbi. Nel 27 d.C. fu eretto un tempio a Giove che, smontato pezzo per pezzo durante la II guerra mondiale, fu portato in Germania al tempo di Hitler.
Alcuni storici affermano che i sacerdoti caldei, cacciati da Babilonia dai Persiani, si rifugiarono a Pergamo dove praticarono la magia indisturbati. Il sommo pontefice babilonese, detto “Pontifex Maximus” (lett. “capo costruttore di ponti”), si stabilì a Pergamo. Dal suo titolo deriva quello di “Pontefice Massimo”.
La chiesa di Pergamo.
Fu certamente una chiesa che dovette combattere in un clima di idolatria così ben radicato. Gesù afferma che tale luogo è il regno di Satana ed infatti si celebravano dei culti al demonio. In questa chiesa uscirono dei martiri, come Antipa, che viene citato al vs. 13.
Vs. 12. "E all’angelo della chiesa in Pergamo scrivi: queste cose dice colui che ha la spada affilata a due tagli.
Notiamo come Cristo si presenti a questa chiesa che si trova proprio dove Satana ha il suo trono e dice di essere Colui che ha la spada affilata a due tagli. La Spada a due tagli è il termine biblico che indica la Parola di Dio, una parola potente, efficace.
Ebrei 4:12-13. La parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. 13 E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto.
Il libro di Apocalisse è simbolico, ma il resto della Bibbia ce ne dà l’interpretazione, sempre che tale libro sia ben noto.
Efesini 6:17. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la Parola di Dio,
Gesù afferma di avere in mano la Parola di Dio, con la quale giudicherà il mondo e metterà in evidenza le mancanze umane.
Vediamo in Apocalisse 19 che la spada affilata è una spada di giudizio. Apocalisse 19:11-16 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero; perché giudica e combatte con giustizia. 12 I suoi occhi erano una fiamma di fuoco, sul suo capo vi erano molti diademi e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. 13 Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è la Parola di Dio. 14 Gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano sopra cavalli bianchi, ed erano vestiti di lino fino bianco e puro. 15 Dalla bocca gli usciva una spada affilata per colpire le nazioni; ed egli le governerà con una verga di ferro, e pigerà il tino del vino dell’ira ardente del Dio onnipotente. 16 E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: RE DEI RE E SIGNORE DEI SIGNORI.
Allora, quando Cristo dichiara che Egli è colui che ha la Spada a due tagli, sta sottolineando il suo ruolo di Giudice. Gesù Cristo è il Grande Giudice che giudicherà con severità ogni peccatore e giudicherà anche Satana. Quindi, quando Cristo parla a chi si trova in una situazione dove Satana ha il suo trono, dove potrebbe sembrare che Satana regni, ricorda che solo Lui è il vero Giudice, solo Lui è onnipotente e che solo Lui veramente regna. Satana ha un trono, ma il suo potere è completamente soggetto alla volontà di Dio, pertanto non potrà mai compiere opere, tranne quelle che Dio gli permette. Cristo è il SIGNORE dei signori, è il RE dei re e il Grande Giudice. È importante che ricordiamo questo, specialmente quando ci troviamo in una situazione in cui sembra che Satana abbia tanto potere.
Vs. 13 Io conosco le tue opere e dove tu abiti, là dove Satana ha il suo trono; tuttavia tu rimani fedele al mio nome e non hai rinnegato la fede in me neppure nei giorni in cui il mio fedele testimone Antipa fu ucciso tra di voi, là dove abita Satana. La chiesa di Pergamo si trovava in una situazione molto difficile, poiché molte persone della città erano idolatre e tale fatto dava a Satana un grande potere. Questa chiesa, quindi, esisteva in un ambiente pagano e ciò faceva sì che essi vivessero in un clima ostile. Gli storici ritengono che in Pergamo fosse stato eretto un tempio a Zeus, il quale conteneva anche un trono. Oggi quest’ultimo, sin dagli anni 40, si trova all’interno di un museo a Berlino, il museo di Pergamo. E’ interessante pensare che proprio in Germania è sorto il fascismo, un’ideologia satanica, il quale ha adottato il simbolo della svastica dalla religione Indù: questa croce che gira nella direzione della svastica è il simbolo della morte e proprio questo è stato scelto quale simbolo del nazismo. Tale ideologia, infatti, è stata portatrice di morte.
La città di Pegamo, quindi, era la capitale di questo culto ad un falso dio e la chiesa viveva la persecuzione, eppure era rimasta fedele al Signore. Un membro di tale assemblea, un certo Antipa, era stato ucciso a causa della persecuzione.
Il fatto di vivere presso il trono di Satana può essere la realtà anche per un credente quando vive in una famiglia dove l’idolatria è pregnante e dove, per esempio, c’è una costante venerazione per i santi o dove c’è la magia nera. In quella casa Satana ha molto più potere che in una casa normale, perciò il credente in quella situazione si verrebbe a trovare dove c’è il trono di Satana.
Vs. 14. Ma ho alcune cose contro di te: tu hai colà alcuni che ritengono la dottrina di Balaam, il quale insegnò a Balak a porre un’insidia davanti ai figli d’Israele per farli cadere, inducendoli a mangiare cose sacrificate agli idoli e a fornicare.
Però, nonostante i loro problemi e le lodevoli qualità, Cristo aveva anche una forte critica da muovere nei loro confronti, un ammonimento molto importante, che vale anche per noi oggi, se dovessimo trovarci nella stessa situazione loro. Questa chiesa aveva alcuni membri, anche se non tutti, che professavano false dottrine. Da ciò comprendiamo come il peccato di un membro della chiesa si ripercuota su tutti e che, quindi, esso non deve essere tollerato, ma soffocato. Il fratello che vive con costanza nell’errore deve essere ripreso e poi, se non si ravvede, allontanato. Il lievito porta al compromesso e toglie la benedizione.
Qui i peccatori vengono chiamati “coloro che professano la dottrina di Balaam” e “quelli che professano la dottrina dei Nicolaiti”. Troviamo la storia di Balaam in Numeri e in 1 Pietro.
Numeri 22:5-7. Egli (=Balac) mandò ambasciatori a Balaam figlio di Beor, a Pethor che è vicino al Fiume, nel paese dei figli del suo popolo, per chiamarlo e dirgli: "Ecco, un popolo è uscito dall’Egitto; esso ricopre la faccia della terra e si è stabilito di fronte a me. 6 Orsù vieni, ti prego, e maledici per me questo popolo perché è troppo potente per me; forse riuscirò a sconfiggerlo e potrò scacciarlo dal paese; Poiché so che chi tu benedici è benedetto e chi tu maledici è maledetto. 7 Allora gli anziani di Moab e gli anziani di Madian partirono con nelle loro mani la ricompensa dell’indovino; e arrivati da Balaam, gli riferirono le parole di Balak.
Israele stava passando dal deserto alla terra promessa, quando arrivò al paese di Moab e il re di tale popolo, Balac, che non voleva lasciarlo passare, chiamò Balaam, una specie di sacerdote, chiedendogli di maledire Israele.
Balaam è una persona che si fa pagare per elargire le grazie di Dio. Da qui la dottrina delle indulgenze, una dottrina blasfema che annulla il sacrificio di Cristo ed impone un pagamento per ricevere la grazia di Dio o addirittura la salvezza.
Tre volte Balaam cercò di maledire Israele, ma Dio non glielo permise e, anzi, fece scaturire dalla bocca del profeta solamente delle benedizioni nei confronti del popolo. Allora il profeta, cosciente della sua incapacità nell’eseguire il compito affidatogli, insegnò al re Balac un trucco che certamente avrebbe fatto cadere Israele nelle sue mani.
Numeri 24:14. Ed ecco, ora ritornerò al mio popolo; vieni, io ti annunzierò ciò che questo popolo farà al tuo popolo negli ultimi giorni".
Qui la Bibbia non ci racconta cosa il profeta dice al re Balac, ma ce lo rivela Mosè al cap. 31:
Numeri 31:15-16. Mosè disse loro: "Avete lasciato in vita tutte le donne? 16 Furono esse, dietro suggerimento di Balaam, a far peccare i figli d’Israele contro l’Eterno, nel fatto di Peor per cui scoppiò la calamità nell’assemblea dell’Eterno.
Balaam suggerisce al re Balac di offrire ad Israele le donne Moabite, affinché esse li facessero fornicare e poi accostare agli idoli pagani. Sarebbe sciocco, infatti, da parte di un cristiano ritenersi immune dalle tentazioni e pensare che la comunione con i non credenti non possa avere un’influenza negativa nella sua vita. Così non è mai, in nessun caso, poiché le persone non convertite cercheranno di trascinare verso sé i credenti, rendendoli più simili a loro.
Ecco la conseguenza di questo consiglio:
Numeri 25:1-3. Mentre Israele si trovava a Scittim, il popolo cominciò a darsi alla fornicazione con le figlie di Moab. 2 Esse invitarono il popolo ai sacrifici dei loro dèi, e il popolo mangiò e si prostrò davanti ai loro dèi. 3 Così Israele si unì a Baal-Peor, e l’ira dell’Eterno si accese contro Israele.
La fornicazione è il sesso fuori dal matrimonio ed oggi è largamente praticato, anche se Dio lo ritiene un grave peccato. Oggi il matrimonio è fuori moda e pochi si sposano, ma Dio ha detto che il sesso è consacrato solo nel matrimonio. Vediamo come Israele si stia compromettendo, come accetti un piccolo peccato, il quale comporta molti altri: fornicazione, partecipazione a riti religiosi, prostrazioni davanti agli idoli stranieri... Tutto ciò non porta gloria a Dio.
Il nemico usa due forme di attacco o di distruzione verso le chiese:
cerca di distruggere la chiesa utilizzando degli attacchi frontali, quali la persecuzione;
se tale tattica va a vuoto, allora cerca di insinuarsi nella chiesa attraverso false dottrine o tramite l’immoralità, affinché anche la testimonianza non sia più efficace agli occhi del mondo. La chiesa, invece, deve essere una sposa separata per Dio e consacrata, per essere una luce e il sale della terra. Facciamo attenzione perché negli ultimi tempi delle false dottrine entreranno nella chiesa, negando la potenza dello Spirito Santo o l’efficacia dei miracoli, come avviene al giorno d’oggi, oppure acconsentendo al matrimonio omosessuale, che è un’abominazione davanti a Dio. In alcune chiese è praticato il culto di persone ritenute particolarmente meritevoli, cosa assolutamente vietata da Dio, che proclama Santo e Degno solamente suo Figlio Gesù. In Apocalisse è profetizzata l’apertura di un sigillo unicamente da parte di Cristo, l’unico degno di mettere in atto tale fatto, poiché nessun essere umano, né un angelo o un santo ne sono all’altezza. Giovanni racconta come tutti in cielo piangono poiché risultano mancanti e proclamano lode, onore e potenza a Lui, il Figlio di Dio.
Israele fu indotto a sacrificare agli idoli, ossia ai demoni, e questo fu un grave errore perché infransero l’antico patto stipulato con Dio. Anche la storia del cristianesimo ci mostra molti esempi in cui i cristiani si sono compromessi; si dice, ad esempio, che Costantino fosse un imperatore cristiano, ma ciò non corrisponde alla verità: egli desiderava l’appoggio dei sudditi cristiani, in quanto numerosi. L’impero romano non è mai diventato cristiano, mentre è certo che i cristiani si sono compromessi: la chiesa cattolica adotta le divinità pagane, alle quali pone aureole e nomi di santi; la chiesa acquisisce un potere temporale e comanda per molti secoli. Le pratiche dei magi babilonesi si sono infiltrate nella religione cristiana, al punto che sono divenute una tradizione che ha l’apparenza della santità, ma che sono diaboliche.
Eccone qualche esempio, con la data approssimativa della loro apparizione:
preghiere per i morti (IV sec)
segno della croce (IV sec)
culto degli angeli e dei santi (357)
celebrazione della messa (394)
paramenti ecclesiastici e celibato per i preti (500)
estrema unzione (526)
purgatorio (593)
culto a Maria (431): è l’adattamento dell’adorazione a Semiramide babilonese.
La promiscuità è causa di ogni male; ad es, ammettevano la dottrina dei Nicolaiti, detestata ad Efeso.
Parlando del suo ritorno, Gesù ha detto che in quei tempi sarebbe stato come ai giorni di Noè e di Lot, al fine di farci capire la situazione attraverso due esempi. Noè, un uomo giusto e fedele verso Dio, viveva in un tempo in cui ognuno agiva secondo un suo standard personale di bene o di male; Lot, un credente compromesso, viveva a Sodoma, una città nella quale regnava il peccato in ogni sua forma. Così sarà negli ultimi tempi: alcuni credenti si consacreranno al Signore, mentre altri si contamineranno con il mondo.
2 Corinzi 11:5-15. Ora io ritengo di non essere stato in nulla inferiore ai sommi apostoli. 6 E se anche sono rozzo nel parlare, non lo sono però nella conoscenza; anzi lo abbiamo dimostrato a voi in ogni modo e in tutte le cose. 7 Ho forse io commesso peccato abbassando me stesso affinché voi foste innalzati, per il fatto che vi ho annunziato l’evangelo di Dio gratuitamente? 8 Io ho spogliato altre chiese, ricevendo uno stipendio da loro per servire voi. 9 Inoltre, quando ero tra di voi e mi trovavo nel bisogno, non sono stato di aggravio ad alcuno, perché supplirono al mio bisogno i fratelli che vennero dalla Macedonia, e in ogni cosa mi sono guardato dall’esservi di aggravio, e anche per l’avvenire me ne guarderò. 10 Come la verità di Cristo è in me, questo vanto nei miei confronti non sarà messo a tacere nelle contrade dell’Acaia. 11 Perché? Forse perché non vi amo? Dio lo sa. 12 Anzi ciò che io faccio lo farò ancora, per troncare ogni pretesto a quelli che desiderano un pretesto, per essere trovati simili a noi in ciò di cui si gloriano. 13 Tali falsi apostoli infatti sono degli operai fraudolenti, che si trasformano in apostoli di Cristo. 14 E non c’è da meravigliarsi, perché Satana stesso si trasforma in angelo di luce. 15 Non è dunque gran cosa se anche i suoi ministri si trasformano in ministri di giustizia la cui fine sarà secondo le loro opere.
Nella chiesa contemporanea si ritiene erroneamente che un uomo di Dio si riveli dalle opere che compie, perciò sono ben accolti i guaritori e coloro che compiono miracoli; tuttavia Gesù ci ha messo in guardia quanto a ciò, dicendoci di giudicare le persone dai frutti della loro vita, elencati in Galati, e per la dottrina che professano. Essa deve essere fedele alla Parola di Dio. Riguardo a ciò, Apocalisse ci insegna che l’Anticristo e il Falso Profeta faranno grandi segni, riuscendo ad ingannare anche gli eletti, ma certamente non sono affatto uomini di Dio. Satana, infatti, è un essere soprannaturale, in grado di compiere delle false guarigioni o dare vita a manifestazioni innaturali. Stiamo attenti, quindi, perché i seguaci di Satana si travestono da pecore di Dio ed entrano nelle chiese, ma in realtà sono dei demoni e predicano cose blasfeme.
Vs. 15. Così hai pure alcuni che ritengono la dottrina dei Nicolaiti, la qual cosa io odio.
La dottrina dei Nicolaiti è quella che promuove l’accesso a Dio attraverso altri uomini quali mediatori. Dio odia tale dottrina e desidera un rapporto personale con ogni suo figlio. Ognuno è sacerdote davanti a Dio e, grazie al sangue di Gesù, può entrare nel luogo santissimo. Il Signore è l’unico intermediario ed ha pagato il prezzo per il nostro riscatto; è il nostro avvocato ed intercede per noi al cospetto del Padre. Se siamo sotto il Suo sangue, allora siamo già assolti.
Vs. 16. Ravvediti dunque, altrimenti verrò presto da te e combatterò contro di loro con la spada della mia bocca.
Cristo ammonisce questa chiesa di ravvedersi dal peccato di aver permesso a queste persone di rimanere dentro la chiesa e di diffondere delle false dottrine.
Se ricordiamo, una delle lodi che Cristo esprimeva alla chiesa di Efeso era proprio quella di aver provato coloro che si presentavano come apostoli e di averli scoperti bugiardi. In altre parole, la chiesa di Efeso fu lodata da Cristo perché non permetteva che al suo interno ci fosse qualcuno che non seguiva veramente Cristo, mentre questa chiesa non aveva cacciato fuori coloro che seguivano dottrine false.
Cristo comanda alla chiesa di Pergamo di ravvedersi, riconoscendo il peccato della loro azione e cacciando queste persone fuori dal loro mezzo. Se non agivano in questo modo, allora Cristo era pronto ad intervenire severamente. La stessa cosa la dichiara anche a noi oggi: se abbiamo permesso al peccato di entrare nella nostra vita, allora dobbiamo ravvederci perché altrimenti Egli verrà a giudicarci. Questo è certo ed accadrà. Egli è misericordioso e propenso al perdono, ma dobbiamo sapere con certezza che odia il peccato e non gli permetterà di agire per sempre. Togliamo il lievito dalla nostra vita. Purtroppo oggi ci sono tanti credenti che vogliono trovare un modo per collaborare con chiunque si dichiari cristiano, anche se non è fedele a Cristo. Tanti pensano che un buon cristiano non deve giudicare nessuno, ma accettare tutti. Dobbiamo evitare questo modo sbagliato di pensare e agire. Il ravvedimento è un dovere della chiesa e del singolo individuo. Quando Cristo viene a punire i membri corrotti della chiesa, rimprovera tutta l’assemblea per aver permesso loro di rimanere nella comunità. Nessuna spada taglia così in profondità, né infligge una ferita così mortale come la spada che esce dalla bocca di Cristo. Essa colpisce l’animo umano, provocando terrore e mettendo in crisi le coscienze. Prima o poi la Parola di Dio farà i conti con gli uomini, per condannarli o per smuoverli dal loro stato di peccato.
Vs. 17. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: a chi vince io darò da mangiare della manna nascosta, e gli darò una pietruzza bianca, e sulla pietruzza sta scritto un nuovo nome che nessuno conosce, se non colui che lo riceve".
Ecco il premio per i credenti che rimarranno fedeli a Dio e che si ravvedranno: essi riceveranno la manna nascosta, qualcosa di intimo tra Dio ed ogni credente. La manna scesa dal cielo è Gesù stesso, che si svelerà a tutti i figli di Dio in modo intimo e personale. Cristo è la vera manna che scende dal cielo perciò riceverLo è qualcosa di nascosto perché il mondo non può vedere la nostra salvezza. Allora, ricevere la manna nascosta simboleggia ricevere Cristo.
La pietruzza bianca era un simbolo molto conosciuto in quell’epoca ed aveva due significati.
Nei tribunali, se una persona veniva condannata riceveva una pietruzza nera, mentre, se veniva dichiarata innocente, ne aveva una bianca.
Una pietra bianca veniva data a tutti coloro che erano invitati ad una festa e che, quindi, entravano a pieno diritto nella casa del padrone.
Allora, considerando queste usanze si comprende come la pietruzza bianca rappresenti la dichiarazione che il credente non è più considerato colpevole, avendo ricevuto pieno perdono per mezzo del sacrificio di Cristo. Inoltre, entra a pieno titolo nel Regno dei Cieli, dove è atteso ed invitato. Siamo assolti, perdonati e considerati persone speciali, poiché invitati ad entrare nella Casa del Padre.
Inoltre, l’aver scritto sulla pietra un nome nuovo che nessuno conosce se non colui che lo riceve, simboleggia il nuovo rapporto con Cristo, molto intimo. Non siamo persi nella folla dei credenti poiché Dio ci ama uno per uno e stabilisce un rapporto intimo con ognuno di noi. Ognuno è speciale ai suoi occhi, al punto che Egli ci donerà un nuovo nome, che solo noi e Lui conosceremo, come il nomignolo segreto che si donano gli innamorati. Questo rapporto con Cristo durerà per l’eternità ed Egli sarà la nostra fonte di vita per sempre.
Quarta lettera: alla chiesa di Tiatira.
La città di Tiatira.
I ruderi dell’antica Tiatira oggi si trovano al centro dell’attuale Akhisar, posta a circa 60 km da Izmir. Nel 190 a.C. fu conquistata dai Romani.
Anticamente vi si coltivava una pianta, con le cui radici si potevano tingere di rosso le stoffe. Quando fu scoperta la porpora, ossia una secrezione di alcuni molluschi, le tinture vegetali divennero superate, anche se il costo delle stoffe salì notevolmente. La tintura della stoffa, comunque, assicurò grandi affari alla città di Tiatira. Molte persone ricchissime indossavano gli abiti tinti in questa città con la porpora, ed indumenti colorati venivano venduti nel mondo conosciuto.
Lidia, una mercante di porpora originaria di Tiatira, viveva a Filippi, dove forniva gli abiti ai nobili romani. Fu lì che si convertì.
La chiesa di Tiatira.
Lidia si convertì a Cristo e divenne missionaria in Asia una volta tornata nella sua terra. La chiesa nacque per suo mezzo. Era uan chiesa molto attiva e fedele, ma il Signore ha in serbo per lei alcuni gravi rimproveri. Infatti, vengono accettate delle situazioni che sono estranee alla Parola di Dio.
Il nome di Tiatira viene da “thuo”, ossia “sacrificare”, fatto che allude al dogma cattolico del sacrificio di Cristo che si rinnova ad ogni comunione. Non viene, quindi, accettato il principio della salvezza acquisita una volta e per sempre grazie al sacrificio di Cristo.
Vs. 18. "E all’angelo
o messaggero o anziano della chiesa. Infatti qui il Signore rimprovera questo angelo perché permette ad una falsa profetessa di insegnare una dottrina diabolica: tale comportamento non è proprio degli angeli, ma degli esseri umani. A tali persone è stato dato da Dio l’incarico di custodire la chiesa e di farla progredire secondo i Suoi insegnamenti. Infatti, la verità non è personale ed esiste solo una Via che porta a Dio, ed è una strada stretta. Non dipende da quello che pensano gli uomini, ma totalmente da quello che Cristo dichiara. Solo Cristo, il Capo della chiesa, può stabilire la verità. Allora, è molto importante che ascoltiamo attentamente quello che Egli dichiara a queste sette chiese e anche a noi in queste lettere. Chi cerca di vivere la vita cristiana secondo il proprio parere, anziché sottomettersi totalmente a Cristo, si troverà lontano da Dio. Quella chiesa che cerca di fare le cose come sembra meglio ai suoi leader, anziché seguire attentamente la guida di Cristo, si troverà lontano dalla Sua presenza. Perciò ascoltiamo attentamente quello che Cristo dichiara nella lettera di oggi.
della chiesa in Tiatira scrivi: queste cose dice il Figlio di Dio,
Gesù qui si definisce chiaramente “Figlio di Dio”, l’Eterno, della stessa natura del Padre.
che ha gli occhi come fiamma di fuoco e i cui piedi sono simili a bronzo lucente.
Gesù dice di avere gli occhi come fiamma di fuoco e i piedi simili a bronzo incandescente.
La stessa definizione l’abbiamo trovata in Apocalisse 1, che riporta anche alla visione di Cristo da parte di Daniele. Gli occhi come fiamma di fuoco fa pensare alla purezza, ma anche alla capacità che il Signore possiede di vedere ogni cosa e di penetrare nell’animo umano. È impossibile nascondere qualcosa a Cristo. Non solo, ma l’idea degli occhi come fiamma di fuoco descrive come Cristo guardi con forte odio ogni peccato. Quando Egli era sulla terra era il Salvatore, mentre ora Egli è il Capo della Sua chiesa, ed anche il grande Giudice. Allora, quando Lui vede il peccato, il Suo sguardo è pieno di fiamma, di furore, poiché non tollera il peccato nella Sua chiesa.
L’immagine dei piedi simili a bronzo lucente rappresenta l’altare, che era fatto appunto di questo materiale. Su tale altare veniva posto l’olocausto, sul quale cadeva il giudizio. Perciò i piedi di bronzo ci parlano del giudizio e della giustizia di Dio.
Cosa sta dicendo, allora, Gesù alla chiesa? Che Egli è colui che vede tutto e che giudicherà il peccato, poiché Egli è giusto e santo. Ogni essere umano, anche i credenti, vedranno cadere il giudizio sui propri peccati, poiché è vero che siamo salvati per la grazia di Dio, ma è anche vero che Egli desidera che ci allontaniamo dal peccato. Ricordiamo cosa ha comandato alla chiesa in Corinto, quando si gloriavano di avere un membro che conviveva con la sua matrigna: il peccato deve essere estirpato dalla chiesa perché il lievito non faccia lievitare la pasta.
Gesù inizia lodando la chiesa per le sue doti:
Vs. 19. Io conosco le tue opere, il tuo amore, la tua fede, il tuo servizio e la tua costanza, e so che le tue ultime opere sono più numerose delle prime.
Ecco le doti che secondo Cristo sono importanti, al punto che sono le stesse che esaltava anche alla chiesa in Efeso.
Confrontando le due lettere che Cristo mandò a queste chiese possiamo capire che nella volontà di Cristo, per le chiese di oggi, c’è un desiderio estremamente importante: che ogni chiesa abbia un serio impegno nell’operare e faticare per la Sua opera e che questo sia fatto con costanza. Infatti, notiamo che entrambe queste chiese furono lodate da Cristo per le loro opere, per le fatiche e per il servizio, tutti fattori portati avanti con costanza.
Da queste due lettere, allora, comprendiamo quanto è una priorità per Cristo che ogni chiesa, perciò anche noi e anche ogni credente, siamo tutti impegnati a compiere opere per Dio. La vera vita cristiana, alla quale siamo chiamati, comporta la fatica nel servizio per Dio.
Cosa vuol dire compiere opere per Dio? Cioè, come possiamo impegnarci ogni giorno per il Signore, se già siamo molto indaffarati con gli impegni di lavoro, famiglia e casa? Ci lascia poco tempo! Dove troviamo qualche ora alla settimana in più da dedicare al Signore?
Innanzi tutto dobbiamo sapere che Dio ci insegna che ogni cosa che facciamo deve essere compiuta per il Signore.
Colossesi 3:17, 22-23. Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù ringraziando Dio Padre per mezzo di lui.
22 Servi, ubbidite in ogni cosa ai vostri padroni secondo la carne; non servendoli soltanto quando vi vedono, come per piacere agli uomini, ma con semplicità di cuore, temendo il Signore. 23 Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, 24 sapendo che dal Signore riceverete per ricompensa l’eredità. Servite Cristo, il Signore!
La prima cosa che dobbiamo capire per poterci impegnare totalmente per Dio è che dobbiamo compiere ogni azione per il Signore, cioè nel nome del Signore. Fare qualcosa nel nome di Gesù Cristo vuol dire agire secondo la Sua volontà. Pertanto, secondo questo insegnamento, non solo dobbiamo fare i nostri lavori nel nome di Gesù, cioè, secondo la Sua volontà, ma ogni cosa deve essere svolta nel Suo nome. Tutto quello che facciamo, ossia il nostro lavoro, quello che svolgiamo a casa o nel tempo libero deve essere svolto nel nome del Signore Gesù Cristo, cioè secondo la Sua volontà ed in modo che porti onore a Lui. Ogni nostra azione deve essere valutata secondo gli standard di Dio, affinché possiamo comprendere e valutare se si tratta di qualcosa che possiamo fare nel nome di Gesù Cristo. Alcuni esempi: posso, nel nome di Gesù Cristo, guardare un film in tivù che contiene immoralità? Posso, nel nome di Gesù Cristo, stare in compagnia di amici che parlano in modo peccaminoso ed ascoltare le loro conversazioni? Posso, nel nome di Gesù Cristo, arrabbiarmi e litigare senza amore? Posso, nel nome di Gesù Cristo, partecipare a qualunque forma di falsa religione o idolatria o falsi insegnamenti nel nome di Gesù?
Però, per quanto riguarda i nostri impegni lavorativi, nel nome di Gesù Cristo possiamo svolgere qualsiasi attività, purché sia un lavoro onesto, che non porta né noi né altri a peccare. Nel brano in Colossesi, Dio comanda ai servi di servire i loro padroni, non lavorando per i padroni, ma lavorando per il Signore, perciò, grazie a Dio, possiamo lavorare in fabbrica, in ufficio, come casalinghe o in qualsiasi altro settore, purché in modo onesto, svolgendo il nostro compito per il Signore. Dio ci insegna a non vivere per noi stessi, ma totalmente per Lui ed in vista del Suo Regno. Tutto ciò va vissuto con costanza, ossia non per qualche settimana o qualche mese, ma proprio come stile di vita. La costanza è una caratteristica che Gesù loda sia ad Efeso che a Tiatira, perciò per Lui è di gran pregio.
Ora Gesù esprime le sue critiche:
Vs. 20-21. Ma ho alcune cose contro di te: tu permetti a quella donna Iezabel, che si dice profetessa, di insegnare e di sedurre i miei servi inducendoli a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli. 21 Le ho dato tempo per ravvedersi dalla sua fornicazione, ma lei non si è ravveduta.
Non sappiamo se realmente esistesse una donna di nome Jezabel all’interno della chiesa, in ogni caso Gesù critica la presenza di una donna che invitava gli uomini alla fornicazione ed a cibarsi della carne immolata agli idoli. Perciò Dio rimprovera il pastore della chiesa e gli anziani poiché permettono tale abominio.
Chi era Jezebel:
Siamo nel IV sec. a.C.
1 Re 16:30-33. Achab,(marito di Jezebel) figlio di Omri, fece ciò che è male agli occhi dell’Eterno più di tutti quelli che lo avevano preceduto. 31 Inoltre, come se fosse stata per lui un’inezia il seguire i peccati di Geroboamo figlio di Nebat, prese in moglie Jezebel, figlia di Ethbaal, re dei Sidoni,(una donna pagana) e andò a servire Baal e a prostrarsi davanti a lui. 32 Eresse poi un’altare a Baal nel tempio di Baal, che aveva costruito in Samaria. 33 Achab fece anche un’Ascerah. Achab provocò ad ira l’Eterno, il DIO d’Israele, più di tutti i re d’Israele che l’avevano preceduto.
Achab, re di Israele, non avrebbe potuto sposare una donna pagana, per non cadere nell’idolatria, ma ha disobbedito al comando di Dio. Sotto il regno di Acab, ben 400 profeti di Baal avevano mangiato alla tavola del re. Tuttavia la Parola di Dio è verace, perciò anche a noi viene comandato di non sposare un pagano, altrimenti ci troveremo nella stessa condizione di questo re, che è caduto in peccato.
1 Re 21:25-26. In verità non ci fu mai alcuno che si vendette a fare ciò che è male agli occhi dell’Eterno come Achab, perché era sospinto da sua moglie Jezebel. 26 Egli si comportò in modo abominevole, andando dietro agli idoli, come avevano fatto gli Amorei che l’Eterno aveva scacciato davanti ai figli d’Israele.
Qui la Bibbia dichiara che il re Achab si comportava in modo malvagio poiché incitato da sua moglie. Imitava gli Amorrei, un popolo pagano famoso per il sacrificio dei propri figli agli idoli, per la prostituzione che si consumava nel tempio e per la violenza sessuale che i bambini maschi subivano da parte dei sacerdoti. Queste abominazioni erano proprie anche di Achab, il quale veniva incitato da sua moglie.
Siamo nel I sec. della chiesa:
Nella chiesa di Tiatira c’era una donna autoritaria ed immorale che si era dichiarata profetessa; essa insegnava cose malvagie e induceva gli uomini a sacrificare agli dei pagani e a mangiare carne sacrificata agli idoli.
Anche Jezabel era una donna di questo tipo e non voleva essere sottomessa ad alcuna autorità maschile, al contrario di quanto afferma la Bibbia. A questa chiesa Gesù rimprovera anche solo il fatto che a lei venisse permesso di insegnare:
1 Timoteo 2:11-12. La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio.
Le donne possono predicare la Parola ai non credenti per diffondere il messaggio della salvezza, possono essere diaconesse, ossia servitrici, ma non anziane all’interno della leadership di una comunità. Ciò non perché una donna abbia un valore inferiore agli occhi di Dio, ma perché possiede un’autorità differente e, inoltre, ad esse è stato dato un ruolo diverso. La Bibbia dichiara l’esistenza di un’autorità maschile, così come all’interno della chiesa esiste un’autorità da rispettare. Perciò Jezabel non poteva ricoprire il ruolo del pastore ed insegnare la Parola di Dio, poiché tale ruolo è stato affidato da Dio agli uomini.
1 Timoteo 3:1-5. Questa parola è sicura: Se uno desidera l’ufficio di vescovo, desidera un buon lavoro. 2 Bisogna dunque che il vescovo (un sorvegliante), sia irreprensibile, marito di una sola moglie( sta parlando degli uomini), sobrio, assennato, prudente, ospitale, atto ad insegnare, 3 non dedito al vino, non violento, non avaro, ma sia mite, non litigioso, non amante del denaro; 4 uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5 (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?).
Un anziano è un uomo sposato che guida la famiglia ed anche se noi non ne comprendiamo il motivo, questo è un comando di Dio e deve essere rispettato.
Ecco cosa accadrà negli ultimi tempi, quando gli uomini saranno lontani dal Signore:
1 Timoteo 4:1-5. Or lo Spirito dice espressamente che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede, dando ascolto a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, 2 per l’ipocrisia di uomini bugiardi, marchiati nella propria coscienza, 3 i quali vieteranno di maritarsi (pensiamo ai sacerdoti) e imporranno di astenersi da cibi che Dio ha creato, affinché siano presi con rendimento di grazie da coloro che credono e che hanno conosciuto la verità. Oggi non c’è una legge che vieta il matrimonio, però è opinione comune che la convivenza sia molto più conveniente. 4 Infatti tutto ciò che Dio ha creato è buono e nulla è da rigettare, quando è usato con rendimento di grazie, 5 perché è santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.
Ogni cibo creato da Dio è degno di essere mangiato.
Nella storia umana:
Un’altra Jezabel induce i credenti a peccare davanti a Dio con encicliche che contengono falsi insegnamenti. La storia narra molte volte di uccisioni volute dalla chiesa contro i suoi oppositori, i quali giustamente mettevano davanti la Parola rispetto alle usanze cattoliche.
Qui in Apocalisse impariamo un chiaro messaggio da queste lettere di Cristo alle varie chiese, ossia che il Signore proclama con insistenza che ogni vera chiesa sia molto attenta a non permettere che chiunque nel suo mezzo insegni dottrine sbagliate, né sia tollerato chiunque viva una vita di peccato. Cristo è santo e puro ed Egli non accetta una chiesa che non sia santa e pura, sia in dottrina che in pratica.
Nel mondo d’oggi c’è la tendenza a non voler giudicare gli altri, perciò viene tollerata una persona che non si comporta in modo convenevole, tanto quanto viene accettata una dottrina non biblica. Questo è il pensiero molto diffuso oggi: in nome del rispetto per gli altri vengono definiti leciti ogni ideologia ed ogni comportamento, al fine di non essere tacciati per intolleranti.
Quanto è diversa la posizione che Cristo comanda alla Sua chiesa! Cristo vuole che ogni vera chiesa si tenga pura, sia dottrinalmente, che praticamente. Allora, per quanto riguarda la chiesa, anziché non giudicare gli altri, Cristo vuole che valutiamo ogni dottrina che sentiamo e il comportamento di chiunque si dichiari credente, affinché possiamo essere una chiesa pura e lontana dal peccato. Se non ci atterremo a tali raccomandazioni avremo un pessimo raccolto nella vita ed arriverà il momento di dover rendere conto a Dio delle nostre azioni.
Infatti, ecco il giudizio:
Gesù aveva in qualche modo avvertito la donna, probabilmente tramite un credente, e le aveva intimato di astenersi dai suoi peccati; le aveva dato il tempo di cambiare, ma lei non aveva ascoltato. Pertanto il Signore le aveva chiuso le porte della salvezza ed aveva emesso il Suo giudizio.
Vs. 22-23. Ecco, io la getto in un letto di sofferenze e quelli che commettono adulterio con lei, in una grande tribolazione, se non si ravvedono dalle loro opere. 23 E farò perire con la morte i suoi figli; e tutte le chiese conosceranno che io sono colui che investiga le menti e i cuori, e renderò a ciascuno di voi secondo le sue opere.
Per la donna è già stato emesso un giudizio e non c’è via di scampo, ma anche i credenti che la seguono stanno correndo un grave pericolo: vivranno un tempo di tribolazione, ma per loro c’è ancora una possibilità di ravvedimento. Ravvedersi vuol dire lasciare i comportamenti sbagliati e comportarsi nel modo voluto da Dio.
Vs. 24. Ma a voi e agli altri che sono in Tiatira, a quanti non hanno questa dottrina e non hanno conosciuto le profondità (o le cose segrete) di Satana, come essi le chiamano, io dico: non vi impongo alcun altro peso;
Un fattore comune alle varie sette sono gli aspetti segreti, i misteri sconosciuti ai più.
A Tiatira c’erano dei fedeli che non avevano ascoltato la donna, perciò a loro Gesù non aggiunge alcun peso, poiché ha una cura speciale per coloro che lo seguono con un cuore sincero.
Vs. 25. ma tenete fermamente a ciò che avete finché io venga.
Questa è una parola per tutti i fedeli sparsi nel mondo, poiché viviamo in tempi perversi e malvagi. Tali cose si propagano senza limiti e le abominazioni si diffondono sempre più. La Spagna ha già riconosciuto il matrimonio omosessuale, ed ora anche l’Italia è nella stessa scia: ciò è abominevole agli occhi di Dio e chi accetta tali situazioni ne renderà conto. Facciamo attenzione a non lasciarci trascinare dal modo di pensare che ritiene lecita ogni azione giusta ai propri occhi. Ciò è scorretto poiché i canoni della moralità ce li dà Dio, non il nostro modo di sentire. Viviamo in tempi terribili, negli ultimi tempi e l’ira di Dio non tarderà a scatenarsi. Se Egli ha giudicato Sodoma e Gomorra, perché dovrebbe risparmiare le nazioni oggi? Aggrappiamoci alle cose di Dio fino al Suo ritorno, sperando che Egli venga presto.
Ecco la ricompensa:
Vs. 26. A chi vince e ritiene fino alla fine le opere mie, darò potestà sulle nazioni;
Coloro che resteranno fedeli a Cristo regneranno con Lui in eterno. Durante il millennio, quando Cristo regnerà per mille anni, chi è salvato avrà una posizione di autorità, sottoposta all’autorità di Cristo.
Vs. 27-28. ed egli le governerà con uno scettro di ferro ed esse saranno frantumate come vasi d’argilla, come anch’io ho ricevuto autorità dal Padre mio; 28 e darò a lui la stella del mattino.
Chi è la stella del mattino? E’ Cristo stesso.
2 Pietro 1:16-21. Infatti non vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signor nostro Gesù Cristo, andando dietro a favole abilmente escogitate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. 17 Egli ricevette infatti da Dio Padre onore e gloria, quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: "Questi è il mio amato Figlio, nel quale mi sono compiaciuto". 18 E noi udimmo questa voce recata dal cielo, quando eravamo con lui sul monte santo. 19 Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori, 20 sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. 21 Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d’uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo.
Gesù è la ricompensa per coloro che saranno fedeli.
Apocalisse 22:16. Io, Gesù, ho mandato il mio angelo per attestarvi queste cose in seno alle chiese. Io sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino».
Gesù è la stella del mattino che viene ricevuta da coloro che si convertono, così com’é anche la manna nascosta. La benedizione più grande della salvezza è di ricevere Cristo stesso. Questo il mondo non lo riconosce. Se perdiamo ogni benedizione materiale, se perdiamo la salute, se abbiamo una prova dopo l’altra, rimaniamo grandemente benedetti, perché abbiamo Cristo Gesù.
Vs. 29. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese".
Qual è il messaggio principale che abbiamo visto nelle parole di Cristo oggi? Vediamo tre cose maggiormente:
1) Cristo vuole che ci impegniamo di tutto cuore nell’opera di Dio e che compiamo ogni azione per la Sua gloria. Così dobbiamo vivere come chiesa e come individui.
2) la seconda lezione chiara che emerge da questo studio è che Cristo non tollera una chiesa che permette nel suo mezzo un falso insegnamento o il peccato. Cristo vuole che teniamo la chiesa pura, sia in dottrina che in pratica. Allora dobbiamo valutare e giudicare quello che ci viene presentato, per essere una chiesa pura.
3) Cristo è il capo della chiesa, non una falsa dottrina o il sentire comune. E’ Lui che stabilisce le regole morali e che ce le insegna. Noi dobbiamo seguire i suoi insegnamenti.