Apocalisse 1

Apocalisse 1:1-8

Apocalisse 1:1-8
Craig Quam

Apocalisse 1:9-20

Apocalisse 1:9-20
Craig Quam

Introduzione. 

Apocalisse: un libro fondamentale per la chiesa.

In passato molte persone hanno messo in dubbio la credibilità di questo libro, ma analogo è stato anche il destino di altre parti della Scrittura. In realtà esso è veramente un testo sacro ed il suo contenuto concorda con altri libri profetici, in particolare con Ezechiele e Daniele. La Chiesa lo ha accettato fin dall’inizio e ne ha tratto buoni consigli e grande conforto, traendo benedizioni dalle sue profezie. Ad esempio, la gloriosa profezia della morte del serpente e quelle relative al ritorno del Messia hanno costituito e costituiscono ancora la Buona Novella per ogni credente.

Cristo stesso profetizzò la distruzione di Gerusalemme e diede a Giovanni il libro di Apocalisse affinché lo annunciasse alla chiesa come predizione degli eventi che l’avrebbero riguardata alla fine dei tempi, per sostenerne la fede e darle speranza. Al contrario, nel VI sec. A. C. al profeta Daniele venne imposto di sigillare il suo libro fino alla fine dei tempi, quando molti lo avrebbero “studiato con cura e la conoscenza sarebbe aumentata” (Daniele 12:4). 

Ora siamo in questi tempi e dobbiamo studiare questo libro perché esso comprende la rivelazione in cui Dio svela cose incomprensibili alla ragione umana, cose profonde che solo lo Spirito può rivelare.

Perché il Signore ha dato a Giovanni queste rivelazioni riguardanti gli ultimi tempi? 

Ciò è accaduto perché Egli desidera che tutti i cristiani, in ogni tempo,  pongano ogni giorno la propria attenzione alle verità che sono loro poste davanti agli occhi e sappiano interpretarle alla luce della Parola. Il nostro traguardo eterno, infatti, è la vita assieme a Dio, perciò dobbiamo mirare alla conoscenza delle realtà spirituali, senza dimostrarci ciechi o stolti.

La Parola di Dio ci insegna a guardare avanti e ci svela il piano della salvezza. Studiare con attenzione il libro di Apocalisse, infatti, significa avere gli occhi ben aperti e fissi su ciò che è invisibile, ma che è anche tanto reale. Le cose di Dio, che non si vedono, sono eterne e quindi molto più reali di quelle che ogni giorno tocchiamo con mano, poiché queste ultime sono passeggere e poi non saranno più.

2 Corinzi 4:16-18.  Perciò noi non ci perdiamo d’animo; ma, anche se il nostro uomo esteriore va in rovina, pure quello interiore si rinnova di giorno in giorno. 17  Infatti la nostra leggera afflizione, che è solo per un momento, produce per noi uno smisurato, eccellente peso eterno di gloria; 18  mentre abbiamo lo sguardo fisso non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono, poiché le cose che si vedono sono solo per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne. 

Ogni giorno vediamo una realtà sempre più immersa nel caos e nello smarrimento, afflitta da un’immoralità crescente e devastante; i valori si sgretolano, sono considerati obsoleti, eppure essi sono il cardine su cui si fonda la vita umana. Questo libro ci presenta un oggi e un domani che scivolano sempre più in basso nelle mani di Satana, ma anche un’umanità redenta da Cristo, Colui che  regnerà per mille anni sulla terra, e poi per l’eternità nel cielo.

Tutto ciò deve darci la fede ed incoraggiarci ad andare avanti, anche se il popolo di Dio è una minoranza e, come tale, è sovente deriso e schiacciato. Guardiamo al traguardo, cioè alla vita eterna col Padre nei luoghi celesti. A Lui è data l’ultima parola ed il giudizio sugli empi.

Spero che questo libro sia un valido strumento di approfondimento, studio e conoscenza della Parola e che accresca in noi l’amore per Gesù, il Salvatore.

A Dio sia la gloria.

“Apocalisse” viene da “apokalupsis”, termine composto da “apo” (= “il contrario”) e “kalupo” (= “scoprire”); quindi “apocalisse” vuol dire “scoprire qualcosa di nascosto”. Tale libro è la rivelazione di Gesù a Giovanni circa le cose future, affinché egli le condivida con tutta la chiesa. Viene evidenziata soprattutto la gloria di Gesù, il quale alla fine vincerà su ogni potenza umana e satanica, per poi regnare incontrastato sul mondo e giudicare ogni essere umano che ha vissuto sulla terra.

L’Apocalisse parla di Dio, di Cristo e dello Spirito Santo, di giustificazione, perdono e riconciliazione con Dio per mezzo del sangue di Gesù; tratta della venuta e del governo dell’Anticristo, del giudizio finale e della sconfitta di Satana.

Ci parla di Gesù, presente fin dal principio del libro e descritto nella sua gloria finale:Egli è il Re dei re, il Signore dei Signori.

L’autore è l’Apostolo Giovanni, che ricevette tale rivelazione mentre era prigioniero nell’isola di Patos, in Grecia, nel 95 d.C., quando l’imperatore Domiziano scatenò un’intensa persecuzione contro i Cristiani.

Giovanni era un uomo illetterato, un pescatore, eppure ricevette dallo Spirito Santo tanta conoscenza e saggezza quanta ne possedeva Salomone. Gesù stesso permette all’apostolo di conoscere queste cose attraverso un angelo (Apoc. 1:1), rivelando il suo piano divino agli uomini.

Schema del libro.

Dopo l’introduzione (primi 3 versetti), il libro presenta una prima parte, che raccoglie le sette lettere che Gesù scrive alle sette chiese dell’Asia Minore, sottolineandone i pregi ed i difetti. In tali scritti troviamo degli insegnamenti importanti anche per i cristiani di oggi, poiché ancora una volta sottolineano ciò che il Signore ama di noi e ciò che Egli detesta.

La seconda parte del libro (Apoc. 4:1-22:5) descrive la gigantesca lotta che intercorrerà tra il bene e il male, la quale si concluderà con la vittoria di Cristo su Satana. Tale parte può, a sua volta, suddividersi in cinque sezioni:

  1. presentazione di Dio, della sua corte, dell’Agnello, del libro dei sette sigilli (cap. 4-5).

  2. i sette sigilli. Gesù apre i sigilli della storia umana e spiega il significato delle persecuzioni dei credenti da parte dei pagani (cap. 6-7).

  3. Il settimo sigillo non conclude la storia della lotta tra il bene e il male, ma apre la strada ad un altro settenario: sette angeli suonano sette trombe e sulla terra accadono nuove catastrofi (cap. 8-9).

  4. dalla settima tromba passiamo alle sette coppe, tenute in mano da sette angeli, i quali ne versano il contenuto sulla terra. Ecco verificarsi nuove calamità (cap. 15-16).

  5. Il male viene sconfitto.

Interpretazioni.

Nel corso dei secoli ci sono state quattro grandi correnti di interpretazione del libro di Apocalisse.

  1. Tesi idealista: considera il libro come una semplice allegoria, dove tutto è simbolico e misterioso. Essa vede solamente lo scontro tra il bene e il male.

  2. Tesi preterita: afferma che l’Apocalisse sia la narrazione degli avvenimenti storici antecedenti al governo di Costantino (IV secolo d.C.); pertanto, è un manuale di storia.

  3. Tesi del presente o storica: applica i fatti narrati in Apocalisse al periodo storico del momento, attribuendo ai vari personaggi biblici le identità dei capi di stato che si sono via via succeduti.

  4. Tesi futurista: Apocalisse è una rivelazione e una profezia che chiarisce i vari fatti storici che si susseguono.


Cap. 1

Titolo e soggetto del libro

Vs. 1.  Rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono accadere rapidamente 

Circa 2000 anni fa Giovanni ha scritto questo libro per diffondere ai credenti (o servi, o doulos) i fatti che si sarebbero verificati negli ultimi tempi. Tali fatti erano già stati resi noti a Nabucodonosor, re di Babilonia, tramite il profeta Daniele, ed ora la rivelazione arriva a tutta la chiesa attraverso Giovanni.

Dio è stato paziente durante l’arco dell’intera storia umana, ma poi gli avvenimenti precipiteranno e si svolgeranno in modo travolgente uno dopo l’altro. 

La sua redazione è avvenuta circa 70 anni dopo la morte di Gesù.

Tutta la Bibbia, comunque, è una rivelazione di Gesù, della Sua azione di salvezza e di ciò che, grazie ad essa, siamo in Lui. 

e che egli fece conoscere, mandandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, 

Ogni rivelazione ci viene da Dio, il quale si serve degli angeli quali messaggeri per portare agli uomini la Sua Parola. In questo caso un angelo si rivolge a Giovanni, un apostolo molto amato da Cristo, oltre che profeta ed evangelista.

Quindi, la rivelazione ha origine in Dio, arriva a Cristo, poi ad un angelo, quindi a Giovanni, che la divulga a tutta la chiesa in ogni tempo.

vs. 2-3.  il quale ha testimoniato la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, e tutte le cose che ha visto, 3 Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che vi sono scritte, perché il tempo è vicino.

Questo è l’unico libro che proclama “beato” colui che lo legge, poiché esso riempie la vita. “Apocalisse” vuol dire “rivelazione”, poiché ci parla degli ultimi tempi, ma ci rivela anche chi sia Gesù Cristo, cosa Egli abbia compiuto per noi e chi siamo noi in Lui in quanto credenti. E’ un libro che racconta fatti spaventosi, ma c’è una certezza che permea tutto il racconto: non dobbiamo temere poiché Gesù è con noi ed ha sotto controllo ogni avvenimento. Stiamo tranquilli e sentiamoci al sicuro perché siamo nelle Sue mani.

Vs. 3. Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che vi sono scritte, perché il tempo è vicino.

Ecco le tre azioni che Gesù richiede da noi: 

leggere il libro,

ascoltarne le parole, 

metterle in pratica: allora saremo beati.

Luca 11:27-28. Or avvenne che, mentre egli diceva queste cose, una donna della folla alzò la voce e gli disse: "Beato il grembo che ti ha portato e le mammelle che ti hanno allattato". 28  Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che odono la parola di Dio e l’osservano". 

Chi legge e mette in pratica la Parola di Dio è felice.

Ascoltiamo e comprendiamo con attenzione perché il tempo è prossimo.

Quindi, Apocalisse è un libro che deve essere compreso dai cristiani, dal momento che Dio desidera la nostra felicità e che conosciamo ciò che Egli compirà all’interno della storia umana. Allora la nostra attenzione sarà rivolta alle cose di Dio e non ci lasceremo più catturare da ciò che il mondo ci presenta. Se meditiamo su questo libro e facciamo tesoro delle verità in esso contenute, allora la nostra vita sarà cambiata. I problemi non potranno più pesarci così tanto, non temeremo la morte, sapendo ciò che viene dopo di essa per coloro che sono figli di Dio e non temeremo più gli uomini potenti e malvagi, sapendo quale sorte li attende. Aumenterà la volontà di vivere per Cristo, in vista del premio eterno.

Se leggiamo il libro del profeta Daniele riceviamo una chiave di lettura al libro di Apocalisse e, pertanto, riusciamo a comprenderlo con maggiore facilità.

Daniele 12:8-13.  Io udii, ma non compresi, perciò chiesi: "Mio signore, quale sarà la fine di queste cose?". Daniele non comprende le profezie riguardanti la fine del mondo, ma l’angelo gli risponde: 9  Egli rispose: "Va Daniele, perché queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine. 10  Molti saranno purificati, imbiancati e affinati; ma gli empi agiranno empiamente e nessuno degli empi capirà, ma capiranno i savi. 11  Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrifico continuo e sarà eretta l’abominazione che causa la desolazione, vi saranno milleduecentonovanta giorni. 12  Beato chi aspetta e giunge a milletrecentotrentacinque giorni. 13  Ma tu va’ pure alla tua fine; ti riposerai e poi ti rialzerai per ricevere la tua parte di eredità alla fine dei giorni". 

L’angelo dichiara che le profezie riguardanti gli ultimi tempi non sono state scritte per le persone vissute al tempo di Daniele e che, pertanto, a loro non è dato di comprenderle. Esse sono per coloro che vivranno alla fine; aggiunge che non tutti le comprenderanno, ma solamente i savi.

Ebrei 1:1-2. Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, 2  in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l’universo. 

Noi viviamo negli ultimi tempi, perciò riusciamo a capire. 

Nel 1948 si è adempiuta la profezia di Ezechiele, nella quale Dio annunciava la dispersione del suo popolo in tutte le nazioni del mondo, per poi ricostituirlo negli ultimi tempi nella terra a lui promessa. Ezechiele domanda a Dio come sia possibile tutto questo. La storia ci narra che nel 70 d.C. Tito ha distrutto Gerusalemme ed ha disperso tutto il popolo tra le nazioni del mondo. Tale stato di cose è durato per quasi 2000 anni, fino a quando, a causa di ciò che Hitler aveva fatto a tali persone, la simpatia del mondo si è mossa a loro favore ed in un giorno è stata donata loro l’antica terra. Dio può fare ciò che per l’uomo è impossibile.

Oggi tutta l’attenzione del mondo è rivolta verso Israele, uno stato umanamente insignificante, ma Zaccaria aveva profetizzato che negli ultimi tempi essa sarebbe stata una coppa di stordimento per il mondo. Tutti hanno gli occhi puntati su questo piccolo stato e cercano delle soluzioni per potervi portare la pace.

Dedica alle sette chiese dell’Asia

Vs. 4.  Giovanni, alle sette chiese che sono nell’Asia: grazia a voi e pace da colui che è, che era e che ha da venire, e dai sette spiriti che sono davanti al suo trono, 

Al tempo di Giovanni esistevano sette chiese, poste nelle attuali Turchia e Grecia e ad esse Gesù scrive delle lettere. 

Il numero sette, tuttavia, riveste nella Bibbia un significato simbolico ed indica la totalità, la completezza. Sette erano le feste ad Israele, le trombe di Gerico, le parabole del Regno e le parole pronunciate dal Signore sulla croce. Anche in Apocalisse ritroviamo il numero sette: le sette coppe, i sigilli, le trombe. Questo numero ritorna 49 volte (7 per 7).

Le chiese dell’Asia sono 7 e sono reali, ma rappresentano anche la totalità della Chiesa lungo l’arco della storia umana. Ad esse Gesù invia un saluto benevolo, “grazia e pace”, che deriva da tre entità in una:

  1. Colui che era, che è e che ha da venire, ossia Dio Padre,

  2. dai sette spiriti che sono davanti al Suo trono, lo Spirito Santo

  3. e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il Principe dei re della terra.

Questo versetto esprime in modo chiaro la trinità: Dio è uno, ma esiste in tre persone.

 I sette spiriti sono un riferimento a Isaia 11:1-2. Poi un ramoscello uscirà dal tronco di Isai e un germoglio spunterà dalle sue radici. E’ una profezia che parla di Gesù. 2  Lo Spirito dell’Eterno riposerà su lui: spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di potenza, spirito di conoscenza e di timore dell’Eterno. 

Lo Spirito di Dio è uno, ma ha sette caratteristiche che lo definiscono nel suo essere.

Altri interpretano il termine “sette spiriti” con lo Spirito Santo, non perché composto da sette spiriti, quanto perché dotato di  perfezione, perché ricco di doni e perché opera in svariati modi. Esso è posto davanti al Trono perché Dio, che ha creato ogni cosa per mezzo suo, ora le governa tramite esso.

Chi è Gesù

Vs. 5.  e da Gesù Cristo, il testimone fedele, 

Gesù Cristo è fedele, perciò in Lui possiamo porre tutta la nostra fiducia; ciò che afferma è sempre la verità.

il primogenito dai morti 

ha potere sulla morte, è risorto, perciò neppure noi dobbiamo temerla, poiché siamo in Lui; la morte è nuova vita con il Padre.

e il Principe dei re della terra. 

Gesù controlla tutti i governanti della terra e ne conosce le azioni. Perciò non dobbiamo temere, poiché Egli è sopra di loro. E’ Lui il nostro punto di riferimento, non i potenti della terra. Essi non agiscono secondo la volontà di Dio, ma certamente porteranno a termine il Suo piano, che prevede la vittoria del bene sul maligno ed il governo di Gesù sulla terra.

A lui, che ci ha amati, 

Dio ci ama al punto di donare per noi il suo unigenito figlio, affinché nessuno perisca, ma abbia vita eterna. Egli ci amava fin dalla fondazione del mondo, poiché il suo amore è immutabile e non viene mai meno. Di Lui possiamo fidarci ciecamente e tramite questo libro possiamo conoscere chi Egli sia e chi siamo in Lui.

ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue,

Un vero cristiano non è colui che è migliore di un altro, ma è colui che è stato lavato con il sangue di Gesù.

Chi siamo noi in Lui

Vs. 6.  e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen. 

Ogni credente è re e sacerdote, perciò deve curare in modo particolare il proprio comportamento. Siamo figli del Re e possiamo avvicinarci a Lui direttamente, in quanto lavati dal sangue di Cristo. Non abbiamo bisogno di mediatori per andare al cospetto di nostro  Padre ed abbiamo tutti la medesima dignità di figli.

1 Pietro 2:9-10.   Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce; 10  voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia. 

Ogni credente, che un tempo era lontano da Dio ed escluso dalla Sua grazia, grazie al sangue di Gesù è stato adottato ed oggi viene ritenuto figlio; su di lui c’è tutta la misericordia di Dio. Perciò, secondo la Parola di Dio, non esiste la differenza tra i laici ed i sacerdoti ed ogni credente può rivolgersi al Padre direttamente, senza l’ausilio di alcun intermediario.  Gesù è il nostro unico avvocato, poiché è giusto e fedele.

Vs. 7.  Ecco egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; 

Gesù tornerà come giudice e sovrano, in potenza ed in gloria. Sarà un momento meraviglioso per chi lo ha in sé quale salvatore, ma terribile per coloro che non hanno accettato la salvezza.

Infatti:

e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, amen. 

Chi ha rigettato Cristo deve aver paura, ma non i figli di Dio, i quali verranno rapiti sulle nuvole con il Signore.

Tutte le genti del mondo vedranno il ritorno di Cristo, e questo non sarà un evento raccontato dai giornali o dalla televisione, bensì qualcosa di evidente per tutti. Chi è salvato esulterà di gioia, poiché da quel momento tornerà alla casa del Padre e vedrà finire le prove nella sua vita; chi è condannato comincerà a gemere.

Vs. 8.  "Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio, e la fine", dice il Signore "che è, che era e che ha da venire, l’Onnipotente". 

Prima di intraprendere questo studio impegnativo Gesù ci vuole rassicurare, dicendoci che Egli è il principio e la fine, e che controlla ogni evento umano poiché è Dio. E’ il fondamento di tutto l’universo e da Lui dipende ogni altro essere vivente; ha il nostro futuro nelle Sue mani, perciò non dobbiamo temere e possiamo fidarci ciecamente di Lui. Egli è l’Onnipotente, ossia nelle sue mani è tutto il potere. Affidiamo a Lui tutta la nostra vita perché è nostro Salvatore ed avrà cura di noi. Egli onorerà coloro che lo onorano, ma rigetterà chi lo ha disprezzato.

Lo scopo del libro di Apocalisse è quello di presentarci gli avvenimenti che caratterizzeranno gli ultimi tempi della vita umana sulla terra, ma anche di accrescere la nostra fede in Cristo. Se poniamo la nostra fiducia in Lui non saremo delusi e se fissiamo il nostro sguardo in Lui quando i problemi ci opprimono, allora ci sentiremo più sollevati. Non guardiamo indietro, perché nella nostra vita prima di Cristo non c’era nulla. Siamo in viaggio verso la terra promessa, perciò guardiamo avanti verso Cristo.

Gesù appare a Giovanni a Patmos e gli ordina di scrivere quello che vede e di mandarlo alle sette chiese.

Vs. 9.  Io Giovanni, vostro fratello e compagno nell’afflizione, nel regno e nella costanza di Cristo Gesù, 

Giovanni identifica se stesso con ogni altro cristiano, affermando di essere uno tra gli altri. Eppure egli era un apostolo, anzi l’apostolo più amato. Ciò ci deve far riflettere quando qualcuno ci invita a recarci in un luogo, poiché lì sta per giungere un servo di Dio: tutti siamo servi di Dio ed abbiamo la stessa dignità davanti a Lui; siamo tutti uguali ed uno in Cristo.

ero nell’isola chiamata Patmos, a motivo della Parola di Dio 

Giovanni era esiliato tra la Grecia e la Turchia, era perseguitato ed allontanato dalla sua patria. La sua situazione era difficile poiché si trovava in uno stato di prigionia, ma Gesù era con lui ed aveva in pugno la sua vita.

Patmos era un’isola nel mar Egeo, una delle Cicladi, e si estendeva per circa 60 Km. Era un isolotto brullo e roccioso, posto a 50 km da Efeso, la città più vicina. Giovanni non si trovava in quel luogo perché era un malfattore, ma a causa dell’Evangelo, per il quale vale la pena soffrire. La tribolazione, infatti, è un aspetto della vita di ogni cristiano. 

Giovanni 16:33. Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo». 

E’ stata anche la sorte di Giovanni, ma il suo destino è il Regno di Dio.

e della testimonianza di Gesù Cristo. 

Vs. 10. Mi trovai nello Spirito 

Nell’A.T. è raccontato di uomini presi dallo Spirito Santo e portati anche a migliaia di km di distanza dalla loro casa. Ezechiele, ad esempio, venne condotto da Babilonia a Gerusalemme per vedere con i suoi occhi l’idolatria nel Tempio; successivamente venne ricondotto nella sua terra.

Lo Spirito rapì anche Paolo e lo portò fino al terzo cielo.

nel giorno del Signore 

Il giorno del Signore è quello in cui Egli risorse, ovvero la domenica. E’ vero che agli Ebrei veniva comandato di rispettare il sabato, il quale era il giorno in cui Dio si riposò durante la creazione e nel quale il popolo eletto doveva analogamente riposare ed adorare nel Tempio.

Ai cristiani, invece, è stato detto di riunirsi la domenica, giorno in cui Gesù è risorto.

Giovanni, quindi, viene trasportato dallo Spirito fuori dal suo tempo per vivere con Cristo gli avvenimenti futuri del Suo ritorno. L’esperienza dell’apostolo è unica perché riesce a vedere al di là della normale conoscenza umana e contempla i fatti degli ultimi tempi, ben lontani da Giovanni circa 2000 anni, e caratterizzati dalla gloria di Gesù.

e udii dietro a me una forte voce, come di una tromba, 

La tromba:

1 Tessalonicesi 4:15-18.    Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati 16  perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 17  poi noi viventi, che saremo rimasti saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; così saremo sempre col Signore. 18  Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. 

La voce della tromba è quella di Gesù, che in questo momento sta parlando a Giovanni, ma che un giorno ci chiamerà in cielo (rapimento). Ecco che l’apostolo sta vivendo l’evento assolutamente più meraviglioso che una persona possa mai vivere, superiore a qualsiasi altro evento possibile, al punto che nessun’ altra cosa sarà mai paragonabile ad esso: incontra il nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo nella Sua gloria!  Per quanto possano essere speciali certe esperienze nella vita, nulla è paragonabile a come sarà quando vedremo Gesù Cristo nella Sua gloria. Grazie a Dio, sarà l’inizio di un’ eternità poiché Lo vedremo e  resteremo sempre con Lui. 

Vs. 11.  che diceva: "Io sono l’Alfa e l’Omega, 

Egli è l’inizio, la fine ed ogni cosa che c’è nel mezzo.

il primo e l’ultimo, 

Vorrei elencare alcuni dei titoli di Cristo che troviamo in tutto il libro, dopo quelli riportati nel capitolo 1. 

2:18 il Figlio di Dio
3.7 Queste cose dice il Santo, il Veritiero,
3:14 Queste cose dice l’Amen, il testimone fedele e veritiero, il principio della creazione di Dio:
5.5 il Leone della tribù di Giuda
capitolo 6: l’Agnello in cielo, con autorità su tutta la terra.
7:17 l’Agnello sul trono
11:15 il Messia che regnerà per sempre
19:13 la Parola di Dio
19:11 e seguenti: il maestoso Re dei re e Signore dei signori, che ritorna in glorioso splendore per sconfiggere i Suoi nemici. 

22:16 Io sono la radice e la discendenza di Davide, la lucente stella del mattino»

e ciò che tu vedi scrivilo in un libro e mandalo alle sette chiese che sono in Asia: ad Efeso, a Smirne, a Pergamo, a Tiatira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea". 

Per Asia si intendono le attuali Grecia e Turchia.

Vs. 12.  Io mi voltai per vedere la voce che aveva parlato con me. E, come mi fui voltato, vidi sette candelabri d’oro 

Il libro di Apocalisse è ricco di simboli, ma questo nello specifico è facilmente interpretabile poiché nel vs. 20 ci viene spiegato:

Vs. 20. Le sette stelle sono gli angeli (o messaggeri) delle sette chiese, e i sette candelabri che hai visto sono le sette chiese". 

I sette candelabri sono le sette chiese. Nella Bibbia, sette è il numero della perfezione e della completezza. Perciò queste sette chiese, pur essendo veramente esistite, hanno valore simbolico e rappresentano tutte le chiese nell’arco della storia. Allora, il messaggio di Gesù alle sette chiese, che troviamo nei capitoli 2 e 3, è anche un messaggio per noi perché abbiamo tanto bisogno di ascoltarlo. 

Dio ci paragona ad un candelabro, il quale ha il compito di illuminare nell’oscurità; se le tenebre sono il mondo, allora la Chiesa deve portarvi la luce della Parola di Dio: questa è la missione principale della Chiesa perché la gente si senta attratta da Dio. Il candelabro era usato per diffondere la luce in tutta la casa, perciò Dio usa le chiese per portare la luce nel mondo. Il candelabro non é la luce, ma effonde la luce. Gesù Cristo è la vera luce del mondo, e chi è un figlio di Dio ha Cristo, e in questo senso diviene luce. Ogni chiesa è chiamata ad essere un candelabro per mostrare la luce di Cristo in un mondo di tenebre. Alle persone dobbiamo parlare di Cristo, non della nostra chiesa, la quale è un’associazione umana e, quindi, è imperfetta.

Presto Cristo verrà a prendere la sua chiesa, la quale si prepara all’incontro con lo sposo compiendo la sua missione, che consiste nell’essere luce nel mondo portando il messaggio di salvezza di Cristo in una società umana dominata dalle tenebre. Gesù è la luce, la Chiesa un candelabro. Il Signore cammina sempre in mezzo alle chiese poiché è presente tra i suoi figli.

Vs. 13.  e, in mezzo ai sette candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, 

Giovanni vide il Signore in mezzo ai sette candelabri, cioè in mezzo alle sette chiese. Cosa possiamo capire da questo? Cristo si trova in mezzo alle Sue chiese. Egli non è un Signore lontano, separato, indifferente al Suo popolo. Al contrario, Egli si trova proprio in mezzo alle Sue chiese e non è mai lontano dai Suoi. 

vestito d’una veste lunga fino ai piedi e cinto d’una cintura d’oro al petto. 

Nella traduzione greca dell’AT, scritta prima della venuta di Cristo, la parola che qui viene tradotta “veste lunga” è la stessa che è usata nell’AT per descrivere la veste lunga del Sacerdote, chiamata “Manto”. Allora, probabilmente, la veste lunga di Gesù Cristo era la veste di un Sacerdote, perché Gesù viene chiamato “il nostro Sommo Sacerdote”.

Una volta all’anno, nel giorno delle espiazioni, il Sommo sacerdote entrava nel luogo santissimo per spargere il sangue degli animali sacrificati sul coperchio dell’Arca del patto.  In questo modo il popolo di Israele otteneva il perdono dei peccati poiché reso giusto agli occhi di Dio grazie al sangue versato per loro. In questa solenne circostanza il sacerdote si spogliava degli abiti sacri e si rivestiva di lino fino. Solamente prima di uscire dal tabernacolo ed incontrare il popolo indossava nuovamente la sua veste sacerdotale e l’efod adorno di pietre preziose. Questa antica usanza del popolo di Israele era una prefigurazione dell’opera che Cristo avrebbe compiuto per l’intera umanità.

Daniele 7:9-10.  Io continuai a guardare finché furono collocati troni e l’Antico di giorni (=Dio) si assise. La sua veste era bianca come la neve e i capelli del suo capo erano come lana pura; il suo trono era come fiamme di fuoco e le sue ruote come fuoco ardente. 10  Un fiume di fuoco scorreva, uscendo dalla sua presenza; mille migliaia lo servivano e miriadi di miriadi stavano davanti a lui. Il giudizio si tenne e i libri furono aperti. 

Daniele 10:6. Il suo corpo era simile al topazio, la sua faccia aveva l’aspetto della folgore, i suoi occhi erano come torce fiammeggianti, le sue braccia e i suoi piedi parevano bronzo lucidato e il suono delle sue parole era come il rumore di una moltitudine. 

Vs. 14.  Il suo capo e i suoi capelli erano bianchi come bianca lana, 

Quando Daniele ebbe una visione di Dio, lo descrisse come poi Giovanni fece con Gesù; infatti, Gesù è Dio.

I capelli bianchi rappresentano l’antichità di Dio, la sua eternità, ma anche la Sua purezza. Egli è perfetto ed a Lui non manca nulla. E’ santo e richiede da noi la santità.

come neve, e i suoi occhi somigliavano ad una fiamma di fuoco, 

Il fuoco purifica; alla fine dell’età presente tutte le nostre azioni saranno messe a prova con il fuoco: solo quelle veramente spirituali usciranno indenni da questa prova, quali la conversione delle anime.

Dio vede ogni cosa e ci conosce intimamente perciò a Lui nulla può essere celato.

Ebrei 4:13. E non v’è nessuna creatura che possa nascondersi davanti a lui; ma tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo render conto. Questa verità può aiutarci in due modi. 

Primo: ci aiuta ad avere un santo timore, una santa riverenza di Dio e ci aiuta a non peccare. È impossibile nascondere un peccato al Signore poiché Egli vede tutto. 

Secondo: questa verità può consolarci, perché è impossibile che Satana e le forze del male possano attaccarci in qualche modo, di nascosto da Dio. Cristo sa ogni cosa perciò nulla potrà mai succederci se non permesso da Lui. 

Ricordiamo che Cristo vede tutto e camminiamo nella santità degna di un figlio di Dio. Inoltre non temiamo, perché Cristo è con noi. 

Vs. 15.  I suoi piedi erano simili a bronzo lucente, 

Il bronzo è stato il materiale usato per costruire l’altare insieme con tutti i suoi utensili. Tale parte del Tempio serviva per offrire i sacrifici a Dio. Perciò i piedi simili a bronzo incandescente rappresentano i piedi di giudizio, poiché la giustizia di Dio viene soddisfatta grazie al sacrificio. Dio ci giudicherà, anche se salvati per grazia. In questo brano vediamo Cristo che cammina in mezzo alle Sue chiese, esercitando la Sua disciplina e il Suo giudizio sul peccato che Egli trova negli uomini. È un giudizio ardente e puro. Allora è molto importante per noi  ricordare che Cristo cammina in mezzo a noi per disciplinarci e purificarci, in modo da presentarci davanti al Padre completamente puri,  immacolati e irreprensibili. 

come se fossero stati arroventati in una fornace e la sua voce era come il fragore di molte acque. 

Voce come un fragore:

L’acqua di una cascata fa pensare subito ad un grande potere. Il rumore, ovvero, il fragore, é immenso e non solo lo si può sentire con le orecchie, ma anche nel corpo. 

La voce di Cristo, ora che è glorificato, è una voce che esprime  grande potere e autorità, come quella di una moltitudine. Nessuno può scappare quando Cristo parla. Quello che Egli dichiara viene subito adempiuto perché la Sua è una parola piena d’autorità. 

E’ fondamentale per noi sapere che Gesù ha ogni autorità, affinché possiamo fidarci di Lui e non dubitare. Tutto quello che Egli dichiara ha autorità, è “si” e “amen”, è totalmente verace. Gesù è l’unica autorità. 

Vs. 16.  Egli aveva nella sua mano destra sette stelle 

Egli ha nella sua mano i sette messaggeri o anziani delle chiese. Non è possibile, infatti, che si tratti di veri angeli in quanto nella Bibbia non sono mai indicati esplicitamente degli angeli a guida delle chiese. Allora qui il termine “messaggeri” indica i ministri che Dio ha posto nelle chiese per portare il Suo messaggio. 

Gli angeli sono stati usati quali messaggeri di Dio (es. per Daniele) e forse ogni chiesa ha un suo angelo (ma non è certo). Sappiamo dal libro di Daniele che i regni umani sono governati da forze diaboliche che combattono contro i cristiani per impedire le loro preghiere e le risposte di Dio verso di loro, però in questo caso pare si tratti proprio degli anziani. Infatti, Gesù rimprovera tali messaggeri di aver commesso azioni contrarie alla Parola di Dio, cosa che un angelo non può fare. Essi non hanno mancanze, nè commettono peccati, tranne gli angeli caduti e che ora sono seguaci di Satana.

Comunque, quando leggiamo che Cristo tiene le sette stelle nella Sua mano, ciò indica che Egli controlla e guida la chiesa e i suoi pastori. Cristo è l’unico vero capo della chiesa. “Tenere in mano” indica il Suo controllo e la Sua cura. 

Giovanni 10:28-29. e io do loro la vita eterna e non periranno mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. 29 Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. 

Gesù ha ognuno di noi nella sua mano, perciò nessuna calamità ci può sopraffare.

Possiamo ringraziare Dio che siamo sicuri nelle mani di Cristo e dovremmo sempre sottometterci alla Sua guida,  essendo Egli  il nostro Signore. 

e dalla sua bocca usciva una spada a due tagli, acuta, 

La spada a due tagli è la Parola di Dio.

Efesini 6: 17.  Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, 

Ebrei 4:12-13.  La parola di Dio infatti è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. 13  E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto. 

La Parola di Dio esce dalla bocca di Gesù e va a scavare nell’intimo dell’animo umano, perfino nei pensieri.

e il suo aspetto era come il sole che risplende nella sua forza. 

Il sole è la fonte dell’energia sulla terra e la riscalda. Quando il sole risplende in tutta la sua forza non lo si può guardare. Quest’ immagine di Cristo ci mostra la Sua gloria e la  maestà. Egli è risplendente e la Sua gloria è più maestosa di qualsiasi cosa nella creazione. Il nostro Signore è pieno di gloria! Non c’è nessuno simile a Lui. Per questo nel vederlo Giovanni cadde a terra come morto. Che altro poteva fare? Lui, che lo aveva conosciuto bene quando era in vita, ora comprende chi è Gesù, ossia Dio onnipotente, il giudice del mondo, colui che è risorto: chi può sostenere il suo sguardo? Ogni essere umano sulla terra deve riconoscere chi sia Gesù e sulla base di tale fatto saremo giudicati.

Vs. 17.  Quando lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. 

La gloria di Cristo è troppo grande per l’uomo e senza l’intervento di Dio non può vivere davanti alla Sua gloria. Infatti impariamo in tanti brani, specialmente in 1Corinzi 15, che quando Cristo verrà a prenderci ci darà un corpo nuovo, diverso da questo. Per questo corpo di corruzione la gloria di Dio è troppo grande, ma il nostro nuovo corpo viene chiamato “corpo glorificato” perché ci permetterà di vivere alla presenza di Dio. 

Anche altri, prima di Giovanni, sono caduti con la faccia a terra davanti al Signore:

Abrahamo: Genesi 17:3: Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e Dio gli parlò, dicendo: 

Mosè e Aronne: Numeri 20:6.Allora Mosè e Aaronne si allontanarono dall’assemblea per recarsi all’ingresso della tenda di convegno; si prostrarono con la faccia a terra, e la gloria del SIGNORE apparve loro. 

Giosuè: Giosuè 5:14. E quello rispose: «No, io sono il capo dell’esercito del SIGNORE; arrivo adesso». Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli disse: «Che cosa vuol dire il mio Signore al suo servo?». 

Gedeone: Giudici 6:22-23.  Allora Gedeone vide che era l’angelo del SIGNORE e disse: «Misero me, Signore, mio DIO, perché ho visto l’angelo del SIGNORE faccia a faccia!» 23  Il SIGNORE gli disse: «Sta’ in pace, non temere, non morirai!» 

Manoà: Giudici 13:20. e mentre la fiamma saliva dall’altare al cielo, l’angelo del SIGNORE salì con la fiamma dell’altare. Manoà e sua moglie, vedendo questo, caddero con la faccia a terra. 

Davide: 1 Cronache 21:16. Davide, alzando gli occhi, vide l’angelo del SIGNORE che stava fra terra e cielo, tenendo in mano una spada sguainata, vòlta verso Gerusalemme. Allora Davide e gli anziani, coperti di sacchi, si gettarono con la faccia a terra. 

Giobbe: Giobbe 42: 5-6.   Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l’occhio mio ti ha visto. 6  Perciò mi ravvedo, mi pento sulla polvere e sulla cenere». 

Isaia: Isaia 6:5-7.  Allora io dissi: «Guai a me, sono perduto! Perché io sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; e i miei occhi hanno visto il Re, il SIGNORE degli eserciti!» 6  Ma uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente, tolto con le molle dall’altare. 7  Mi toccò con esso la bocca, e disse: «Ecco, questo ti ha toccato le labbra, la tua iniquità è tolta e il tuo peccato è espiato». 

Ezechiele: Ezechiele 1:28. Qual è l’aspetto dell’arco che è nella nuvola in un giorno di pioggia, tal era l’aspetto di quello splendore che lo circondava. Era un’apparizione dell’immagine della gloria del SIGNORE. A quella vista caddi sulla mia faccia, e udii la voce di uno che parlava. 

Zaccaria, padre di Giovanni Battista: Luca 1:12. Zaccaria lo vide e fu turbato e preso da spavento. 

Pietro: Luca 5:8. Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». 

I discepoli sul monte: Matteo 17:6. I discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da gran timore. 

Paolo: Atti 9:4. e, caduto in terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» 

Ma egli mise la sua mano destra su di me, dicendomi: "Non temere! Io sono il primo e l’ultimo, 

Gesù Cristo conforta Giovanni e gli dice di essere il primo e l’ultimo, cioè il Dio creatore, il Sovrano su tutto. Egli è il Vivente e in Lui c’è la vita. Egli è la vera vita e tutto ciò che è  la vera vita viene da Lui solo. 

Vs. 18. e il vivente; io fui morto, ma ecco sono vivente per i secoli dei secoli amen; e ho le chiavi della morte e dell’Ades. 

Era morto, ma ora è vivo per i secoli dei secoli. Era morto in quanto si è sacrificato per salvarci, però la morte non poteva tenerLo. Egli è risorto e vive per sempre; è il Signore su tutto, il nostro grande Dio. Egli tiene le chiavi della morte e del soggiorno dei morti; la morte è la condizione, il soggiorno dei morti è il luogo dove i morti aspettano il giudizio. Cristo Gesù non è solamente sovrano su tutta la terra, ma anche sulla morte. Tutto è soggetto a Lui. Egli ha ogni autorità, sia sulla vita, che sulla morte. Ecco il nostro Dio! 

Vs. 19.  Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle che sono e quelle che stanno per accadere dopo queste, 

Giovanni scrive nel cap. 1 ciò che ha visto, nel 2 e nel 3, ossia le lettere alle sette chiese, riporta le cose come sono al suo tempo, e dal 4 al 22 le cose che verranno.

Vs. 20-21.  il mistero delle sette stelle che hai visto nella mia destra e quello dei sette candelabri d’oro. Le sette stelle sono gli angeli delle sette chiese, e i sette candelabri che hai visto sono le sette chiese". 

Gesù Cristo nella Sua gloria, come Capo della Chiesa, ha dato a Giovanni alcuni messaggi per le sette chiese. Esse erano chiese vere, realmente esistenti al tempo dell’Apostolo, però rappresentano anche tutte le chiese esistite in passato ed esistenti oggi. Pertanto i messaggi a queste chiese sono anche messaggi per noi oggi. 

Cosa intendiamo per chiesa. 

Prima di studiare i messaggi di queste lettere alle chiese e a noi, dobbiamo fermarci e considerare cosa vuol dire la parola “Chiesa”.

E’ estremamente importante, quando leggiamo la Bibbia, capire il senso delle parole secondo l’interpretazione che ne ha Dio, non secondo quello che viene inteso nella società di oggi. Infatti, ogni parola può avere più significati e se usiamo le stesse parole, ma ciascuno gli attribuisce un significato differente, è facile fraintendersi. 

Per comprendere correttamente la Bibbia dobbiamo capire il senso delle parole secondo l’intendimento di Dio e spesso il senso è molto diverso da quello che gli viene attribuito nella società.  

Qualche esempio: Dio parla spesso dei malvagi. Secondo il mondo, un malvagio è colui che compie atti terribili, come l’omicidio o lo stupro, mentre, per il Signore, chiunque non obbedisca alla Parola di Dio è un malvagio. Perciò con “atti malvagi” Egli intende l’ essere attaccati ai soldi, non onorare i genitori, dire qualsiasi menzogna, parlare in modo volgare e tante altre cose che dal mondo non sono viste come malvagie. Perciò, quando leggiamo brani che parlano, ad esempio, dei malvagi, dobbiamo capire come Dio intende tali termini. 

Similmente, la parola fede, nella Bibbia ha un significato, ma nella società di oggi ne ha un altro. Tante persone dicono di credere in Dio, eppure non hanno la fede di cui parla la Bibbia. In essa, infatti, fede in Dio vuol dire accogliere veramente Dio nella propria vita come Signore e Sovrano, confidando in Lui in tutto. Se non si agisce in questo modo non possiamo considerarla vera fede. Invece, nel mondo di oggi, credere in Dio viene intenso come accettare intellettualmente delle verità intorno a Lui, senza seguirLo totalmente. 

Allora, per capire queste lettere di Cristo alle chiese, è essenziale che comprendiamo cosa Dio intende con la parola “chiesa”, in contrasto all’uso che se ne fa nel mondo d’oggi. Ai nostri giorni il termine “chiesa” viene usato per descrivere più o meno qualsiasi gruppo che si dichiara “cristiano”. Così si parla di chiesa Cattolica Romana, Chiesa Battista, Chiesa metodista, Chiesa Ortodossa greca, Chiesa dei Mormoni e tante altre cosiddette chiese. 

C’è la tendenza oggi a credere che nessuno abbia il diritto di giudicare gli altri e che si deve accettare il credo religioso di tutti. 

Invece la Bibbia insegna una posizione assai diversa. Prima di tutto è negata radicalmente la convinzione che ogni modo di credere sia valido. Dio è molto rigido nel dichiarare che non esiste verità al di fuori di quella che Egli dichiara nella Bibbia. Gesù Cristo dichiara che è impossibile arrivare al Padre se non per mezzo di Lui, perciò è assolutamente falso credere che ogni via sia lecita. Sotto la guida dello Spirito Santo, l’Apostolo Paolo dichiara che non esiste Vangelo diverso da quello che egli annuncia, e che se qualcuno ne predica un altro sarà maledetto da Dio. 

Allora, per capire cos’è una vera chiesa, dobbiamo ascoltare attentamente quello che dichiara la Bibbia, non quello che affermano gli uomini.  La parola greca che viene tradotta con “chiesa” nel NT è la parola “ekklesia”. Essa deriva da due parole: “ek”, che è la preposizione per “fuori”, e “klesia” che significa “chiamata”. Nel linguaggio comune ai tempi della Bibbia, veniva usata per “assemblea”, per esempio, l’assemblea dei cittadini di una città che avevano il diritto di votare. Perciò, indica un gruppo molto particolare, mai uno qualsiasi, ma solo coloro che erano qualificati per appartenervi veramente. 

Dio ha guidato gli autori della Bibbia ad usare questa parola per indicare coloro che hanno veramente ricevuto la salvezza, il perdono e la vita eterna per mezzo della fede in Gesù Cristo. Non è un gruppo nel quale alcuni ne stabiliscono l’appartenenza di altri uomini o meno, poiché per diventare parte della chiesa una persona deve ricevere la nuova nascita, attraverso la fede in Cristo Gesù. Egli è colui che battezza e che introduce nella famiglia di Dio, non un altro essere umano.

Secondo la Bibbia Cristo è il Capo della Chiesa, perciò chi è veramente membro della Chiesa Lo segue come Capo indiscusso. Non è possibile alcuna altra condizione. Un gruppo che non segue veramente Cristo non è una vera chiesa, indipendentemente dal fatto che si possa autodefinire come tale. Se un gruppo predica un Vangelo diverso da quello vero non è una vera chiesa. Questo è il metro di Dio. 

Naturalmente tanti gruppi che insegnano un falso Vangelo si definiscono “chiese”, ma noi dobbiamo valutarli secondo il metro di Dio, non secondo il loro. Di solito, il mondo accetta la loro dichiarazione, ma non DIO e neppure noi dobbiamo accettarla. Il metro è la Parola di Dio.

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Apocalisse 2