Apocalisse 15
Cap. 15
Siamo sempre nel periodo della grande tribolazione e Dio sta per emettere l’ultimo giudizio. Abbiamo visto la vendemmia e la mietitura sulla terra.
Vs. 1. Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso:
Sono tre i segni che vede Giovanni.
Il primo è in 12:1 ed è la donna rivestita di rosso.
Poi un grande segno apparve nel cielo: una donna rivestita del sole, con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle sul capo. E’ Israele.
Il secondo è in 12:3 ed è il dragone rosso.
Apparve ancora un altro segno nel cielo: ed ecco un gran dragone rosso, che aveva sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi.
Il terzo è qui e parla di 7 angeli e 7 piaghe.
sette angeli che avevano le ultime sette piaghe, perché con esse si compie l’ira di Dio.
Già ci sono state 14 piaghe, ora ce ne sono altre 7. Ci sono 7 conche o ciotole, che anticamente erano usate per portare l’incenso davanti al trono di Dio. In altri casi contengono le preghiere dei giusti. Ora contengono, invece, l’ira di Dio ed il giudizio si compie.
Vs. 2. E vidi come un mare di vetro, misto a fuoco e, in piedi sul mare di vetro, quelli che avevano ottenuto vittoria sulla bestia, sulla sua immagine, sul suo marchio e sul numero del suo nome. Essi avevano le cetre di Dio,
C’è una folla posta sopra un mare di vetro e si tratta dei vincitori, dei martiri che hanno passato la tribolazione. Alcuni suppongono che essi sono sopra un mare di vetro e fuoco perché hanno passato il martirio, essendo stati uccisi dalla bestia, ma dal punto di vista di Dio hanno ottenuto vittoria perché non si sono compromessi.
Apocalisse 13:7. Le fu pure dato di far guerra ai santi e di vincerli, di avere autorità sopra ogni tribù, popolo, lingua e nazione.
Apocalisse 13:15-17. Le fu concesso di dare uno spirito all’immagine della bestia affinché l’immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l’immagine della bestia. 16 Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte. 17 Nessuno poteva comprare o vendere se non portava il marchio, cioè il nome della bestia o il numero che corrisponde al suo nome.
L’Anticristo vince ed uccide coloro che non hanno il suo marchio, ma per Dio essi hanno la vittoria, non essendosi compromessi. Per un cristiano, infatti, la morte non è il male peggiore, poiché ci porta a casa, dal Padre.
1 Cor. 15:51-58. Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo trasformati, 52 in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba. Perché la tromba squillerà, e i morti risusciteranno incorruttibili, e noi saremo trasformati. 53 Infatti bisogna che questo corruttibile rivesta incorruttibilità e che questo mortale rivesta immortalità. 54 Quando poi questo corruttibile avrà rivestito incorruttibilità e questo mortale avrà rivestito immortalità, allora sarà adempiuta la parola che è scritta: «La morte è stata sommersa nella vittoria». 55 «O morte, dov’è la tua vittoria? O morte, dov’è il tuo dardo?» 56 Ora il dardo della morte è il peccato, e la forza del peccato è la legge; 57 ma ringraziato sia Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. 58 Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell’opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.
La nostra vittoria ci viene da Gesù e in Lui dobbiamo stare saldi, aggrappandoci alla nostra roccia.
1 Corinzi 2:6-9. Tuttavia, a quelli tra di voi che sono maturi esponiamo una sapienza, però non una sapienza di questo mondo né dei dominatori di questo mondo, i quali stanno per essere annientati; 7 ma esponiamo la sapienza di Dio misteriosa e nascosta, che Dio aveva prima dei secoli predestinata a nostra gloria 8 e che nessuno dei dominatori di questo mondo ha conosciuta; perché, se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. 9 Ma com’è scritto: «Le cose che occhio non vide, e che orecchio non udì, e che mai salirono nel cuore dell’uomo, sono quelle che Dio ha preparate per coloro che lo amano».
Il metro di misura di Dio è molto diverso dal nostro. Infatti, se Satana avesse conosciuto fino in fondo il piano di Dio, non avrebbe mai permesso la morte di Gesù, perché tale fatto ha decretato la nascita della chiesa e la sconfitta del nemico.
Luca 20:9-16. Poi cominciò a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la affidò a dei vignaiuoli, e se ne andò in viaggio per molto tempo. 10 Al tempo della raccolta mandò un servo da quei vignaiuoli perché gli dessero una parte del frutto della vigna; ma i vignaiuoli, dopo averlo percosso, lo rimandarono a mani vuote. 11 Egli mandò un altro servo; ma dopo aver percosso e insultato anche questo, lo rimandarono a mani vuote. 12 Egli ne mandò ancora un terzo; e quelli, dopo aver ferito anche questo, lo scacciarono. 13 Allora il padrone della vigna disse: "Che farò? Manderò il mio diletto figlio; forse a lui porteranno rispetto". 14 Ma quando i vignaiuoli lo videro, fecero tra di loro questo ragionamento: "Costui è l’erede; uccidiamolo, affinché l’eredità diventi nostra". 15 E lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Dunque che cosa farà loro il padrone della vigna? 16 Verrà e sterminerà quei vignaiuoli, e darà la vigna ad altri». Essi, udito ciò, dissero: «Non sia mai!»
Dio è il padrone della vigna, i servi mandati all’inizio sono i profeti del vecchio testamento, mandati al popolo e respinti, ed il figlio è Gesù. Satana è il vignaiolo che uccide e che non conosce il piano salvifico di Dio.
Efesini 3:10. affinché i principati e le potenze nei luoghi celesti conoscano oggi, per mezzo della chiesa, la infinitamente varia sapienza di Dio,
Satana conosce oggi il piano di Dio, perché lo ha appreso per mezzo della chiesa. Quando Gesù raccontava le sue parabole, certamente Satana era in ascolto, ma non ha capito poiché Dio non glielo ha permesso.
I martiri di Apocalisse non hanno accettato il marchio della bestia, perciò hanno avuto la vittoria. Gesù ha detto di non temere coloro che possono uccidere il nostro corpo, bensì di veder cadere la nostra anima nella Geenna.
Colossesi 2:12-15. siete stati con lui sepolti nel battesimo, nel quale siete anche stati risuscitati con lui mediante la fede nella potenza di Dio che lo ha risuscitato dai morti. 13 Voi, che eravate morti nei peccati e nella incirconcisione della vostra carne, voi, dico, Dio ha vivificati con lui, perdonandoci tutti i nostri peccati; 14 egli ha cancellato il documento a noi ostile, i cui comandamenti ci condannavano, e l’ha tolto di mezzo, inchiodandolo sulla croce; 15 ha spogliato i principati e le potenze, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro per mezzo della croce.
Ecco come avere la vittoria nella nostra vita.
La legge ci accusava e condannava, ma nel battesimo siamo stati sepolti in Cristo, che ha preso su di sé tutte le nostre colpe. Perciò Satana non ha più alcun potere sulla nostra vita, tranne ciò che gli concediamo, se siamo veramente seguaci di Gesù, coperti dal suo sangue.
Infatti:
Galati 2:20. Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me.
Gesù ha dato la sua vita per noi ed ora chiede che gli diamo la nostra vita. Il problema dell’uomo è il fatto di aver accettato il sacrificio di Cristo per avere la vita eterna, ma di non essere ugualmente disposto a dargli la vita e volentieri cade negli stessi errori. Dobbiamo morire in Cristo e comprendere che la nostra vita non ci appartiene più. Dio ci ha comprato e noi gli apparteniamo: Egli è il nostro padrone.
Giovanni 12:24-26. In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. 25 Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna. 26 Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l’onorerà.
La morte dà la vita: se cerchiamo di avere il controllo della nostra vita, allora la perderemo, ma se moriamo a noi stessi e lasciamo Gesù vivere in noi, allora porteremo frutto.
Vs. 3-4. e cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell’Agnello, dicendo: "Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore, Dio onnipotente; giuste e veraci sono le tue vie, o Re delle nazioni. 4 Chi non ti temerà, o Signore e non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei Santo; certo tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a te, perché tuoi giudizi sono stati manifestati".
Mosè e il popolo di Dio uscivano incolumi dalla schiavitù e dal passaggio del mar Rosso, perciò lodarono Dio. Anche i 144.000 usciranno dalla tribolazione, perciò saranno grati a Dio.
5 E dopo queste cose, io vidi, ed ecco aprirsi nel cielo il tempio del tabernacolo, della testimonianza. 6 E i sette angeli, che avevano le sette piaghe, uscirono dal tempio, vestiti di lino puro e risplendente e cinti intorno al petto di cinture d’oro. 7 Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe d’oro, piene dell’ira di Dio, che vive nei secoli dei secoli. 8 E il tempio fu ripieno di fumo, procedente dalla gloria di Dio e dalla sua potenza, e nessuno potevaentrare nel tempio, finché non fossero terminate le sette piaghe dei sette angeli.