Apocalisse 11
Cap. 11
Stiamo ancora vivendo una parentesi tra la sesta e la settima tromba.
Vs. 1-2. Poi mi fu data una canna, simile ad una verga. E l’angelo, stando ritto disse: "Alzati e misura il tempio di Dio, l’altare e quelli che vi adorano, 2 ma tralascia il cortile che è fuori del tempio e non misurarlo, perché è stato dato ai gentili, ed essi calpesteranno la santa città per quarantadue mesi. (42 mesi sono 3 anni e mezzo).
In questa visione Giovanni riceve una verga per misurare il tempio. Ricordiamo che tale visione raggiunge Giovanni nell’isola di Patmos, in Grecia, all’incirca nel 96 d.C., mentre il tempio era stato distrutto nel 70 dai Romani al comando di Tito. Non si tratta, quindi, del Tempio di Salomone, distrutto da Nabucodonosor, né di quello di Zorobabele, profanato da Antioco Epifanie, né ancora quello di Erode, distrutto da Tito. Tale visione, quindi, non riguarda i tempi di Giovanni, ma quelli futuri, per lui ed anche per noi: ancora oggi, infatti, non esiste un tempio a Gerusalemme.
Oggi, là dove un tempo c’era il tempio di Dio sorgono due moschee, ovvero quella di Alaxa e il duomo della roccia, che, secondo i Musulmani, ha visto la discesa dal cielo di Maometto proprio sulla pietra. Su di essa Abramo offrì suo figlio, che essi credono sia Ismaele, mentre la Bibbia dice che era Isacco. Il Tempio del futuro sorgerà a Gerusalemme, sul sito ove Salomone lo edificò circa 3000 anni fa.
In Israele oggi molti ebrei ortodossi si stanno preparando per la ricostruzione del Tempio: ci sono già i vestiti per i sacerdoti ed una scuola per i Leviti, affinché apprendano come effettuare i sacrifici. Essi stanno attendendo la ricostruzione del Tempio per celebrare un culto a Dio in modo completo e la Bibbia ci assicura che ciò accadrà: Giovanni qui lo sta misurando e Gesù in Matteo 24 afferma che un giorno il mondo vedrà l’abominazione di desolazione descritta in Daniele, ossia l’entrata nel tempio dell’Anticristo per autoproclamarsi Dio (v. I Tessalonicesi). Il tempio, quindi, sarà ricostruito. Gli studiosi ebraici di archeologia affermano che il tempio originare sorgeva a nord della moschea di Alaxa, la quale si erge nel vecchio cortile dei gentili. Perciò il popolo di Dio potrebbe ricostruire il proprio luogo di culto, separandosi dai gentili con un muro e lasciando loro le due moschee esistenti. Un giorno un uomo potente permetterà tutto questo e gli Ebrei, che non vedranno il pericolo, saranno orgogliosi di avere il suo appoggio; edificheranno il nuovo tempio e si faranno manipolare dall’Anticristo.
Dal 1948 e in tutti questi anni si è parlato di come portare la pace a Gerusalemme, ma non è stato mai possibile, perciò possiamo comprendere le parole di Paolo in Tessalonicesi quando afferma che la rovina arriverà subitanea quando si affermerà “pace e sicurezza”. L’Anticristo farà un patto con il popolo di Israele per una settimana e permetterà loro di ricostruire il tempio, lasciando intatte le due moschee.
E’ interessante notare come 2000 anni fa Dio ha permesso a Giovanni di vedere i fatti che si sarebbero avverati a Gerusalemme negli ultimi tempi.
Giovanni misura il Tempio con una canna, ovvero una verga, simbolo del castigo. Giovanni misura il Tempio, i cortili e coloro che adorano Dio, fatto che preannuncia un giudizio: anche questo Tempio verrà distrutto, come anche la città di Gerusalemme, poiché è stata contaminata dall’Anticristo. Essa viene misurata dal Signore per diventare una città consacrata a Dio, una “città di giustizia”.
Vs. 3. Ma io darò ai miei due testimoni di profetizzare, ed essi profetizzeranno milleduecentosessanta giorni (sempre 3 anni e mezzo), vestiti di sacco.
I sette anni del patto si dividono in due parti:
3 anni e mezzo prima dell’abominazione di desolazione e 3 anni e mezzo dopo, quando ci sarà la grande tribolazione. Due testimoni profetizzeranno durante i primi tre anni e mezzo. Nel libro di Zaccaria si parla del re di Israele di allora, Zorobabel, e di Giosuè, sacerdote al tempo di Zaccaria; essi sono detti “i due candelabri”, “due alberi di olivo” e sono figure di Gesù. Tali due olivi in Apocalisse sono, però, due personaggi diversi da loro, ossia Mosè e Elia: essi, in questi 3 anni e mezzo, profetizzano contro tutte le abominazioni commesse dalla gente del mondo e contro l’Anticristo. Troviamo due testimoni perché la legge di Dio espressa in Deuteronomio afferma che qualunque verità può essere stabilita da due testimoni.
I due testimoni: Mosè e Elia.
Vs. 4-5. Questi sono i due ulivi e i due candelabri che stanno davanti al Dio della terra. 5 E se qualcuno vuole far loro del male esce fuoco dalla loro bocca e divora i loro nemici; e chiunque vuole far loro del male deve essere ucciso in questa maniera.
I due testimoni sono due esseri umani, ma hanno il potere di far uscire del fuoco dalla loro bocca. Nel VT c’era un profeta che aveva a che fare con il fuoco ed era Elia.
E’ la sfida tra Elia e i profeti di Baal: viene stabilito che il vero Dio è colui che risponde con il fuoco. I profeti di Baal cercano in tutti i modi di far agire il loro Dio, frustandosi e tagliando se stessi, ma invano. Allora Elia li deride. Questo è un insegnamento per oggi, quando sentiamo coloro che dicono che tutte le vie portano a Dio, basta essere sinceri. Molti sono sinceri, ma ingannati. Invece l’unica via è Gesù.
La storia ci insegna che i tedeschi hanno adorato con sincerità Hitler, morendo per lui in Russia a migliaia, mentre era solamente un pazzo. Anche i profeti di Baal erano sinceri poiché si frustavano e si tagliavano per piacere al loro Dio, ma invano. Ogni anno verso Pasqua nelle Filippine ci sono persone che si fanno crocifiggere per piacere a Dio, ma Egli gradisce solamente il sacrificio effettuato da Gesù. Invochiamo l’unico vero Dio e creatore dell’universo.
Ecco chi è l’unico vero Dio:
1 Re 18:36-39. All’ora in cui si offriva l’offerta, il profeta Elia si avvicinò e disse: «SIGNORE, Dio d’Abraamo, d’Isacco e d’Israele, fa’ che oggi si conosca che tu sei Dio in Israele, che io sono tuo servo, e che ho fatto tutte queste cose per ordine tuo. 37 Rispondimi, SIGNORE, rispondimi, affinché questo popolo riconosca che tu, o SIGNORE, sei Dio, e che tu sei colui che converte il loro cuore!» 38 Allora piombò il fuoco del SIGNORE, e consumò l’olocausto, la legna, le pietre e la polvere, e prosciugò l’acqua che era nel fosso. 39 Tutto il popolo, veduto ciò, si gettò con la faccia a terra, e disse: «Il SIGNORE è Dio! Il SIGNORE è Dio!»
Il fuoco di Dio era talmente forte da consumare anche le pietre!
2 Re 1:7-15. Acazia chiese loro: «Com’era l’uomo che vi è venuto incontro e vi ha detto queste parole?» 8 Quelli gli risposero: «Era un uomo vestito di pelo, con una cintura di cuoio intorno ai fianchi». E Acazia disse: «É Elia il Tisbita!» 9 Allora mandò da Elia un capitano con i suoi cinquanta uomini. Egli salì e trovò Elia seduto in cima al monte. Il capitano gli disse: «Uomo di Dio, il re dice: "Scendi!"» 10 Elia rispose e disse al capitano dei cinquanta: «Se io sono un uomo di Dio, scenda del fuoco dal cielo, e consumi te e i tuoi cinquanta uomini!». E dal cielo scese il fuoco di Dio che consumò lui e i suoi cinquanta uomini. 11 Acazia mandò di nuovo un altro capitano con i suoi cinquanta uomini, il quale si rivolse a Elia e gli disse: «Uomo di Dio, il re dice: "Fa’ presto, scendi!"» 12 Elia rispose e disse loro: «Se io sono un uomo di Dio, scenda del fuoco dal cielo, e consumi te e i tuoi cinquanta uomini». E dal cielo scese il fuoco di Dio che consumò lui e i suoi cinquanta uomini. 13 Acazia mandò di nuovo un terzo capitano con i suoi cinquanta uomini. Questo terzo capitano di cinquanta uomini salì da Elia; e, giunto presso di lui, gli si gettò davanti in ginocchio, e lo supplicò, dicendo: «Uomo di Dio, ti prego, la mia vita e la vita di questi cinquanta tuoi servi sia preziosa agli occhi tuoi! 14 Un fuoco è sceso dal cielo, e ha consumato i due primi capitani con i loro uomini; ma ora la vita mia sia preziosa agli occhi tuoi». 15 L’angelo del SIGNORE disse a Elia: «Scendi con lui; non aver paura di lui». Allora Elia si alzò, scese con il capitano, andò dal re,
Il terzo capitano viene salvato dal suo atteggiamento umile perché un figlio di Dio ha un’autorità spirituale superiore a quella dei governanti di uno stato.
Vs. 6. Costoro hanno potestà di chiudere il cielo,
1 Re 17:1. Elia, il Tisbita, uno di quelli che si erano stabiliti in Galaad, disse ad Acab: «Com’è vero che vive il SIGNORE, Dio d’Israele, che io servo, non ci sarà né rugiada né pioggia in questi anni, se non alla mia parola».
Elia prega di chiudere il cielo.
Giacomo 5:17. Elia era un uomo sottoposto alle nostre stesse passioni, e pregò intensamente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi.
Giacomo sta parlando di 1 Re 17, eppure annuncia una prefigurazione di Apocalisse. Anche Jezabel e Acab erano figure dell’Anticristo.
Malachia 4:5-6. Ecco, io vi mando il profeta Elia, prima che venga il giorno del SIGNORE, giorno grande e terribile. 6 Egli volgerà il cuore dei padri verso i figli, e il cuore dei figli verso i padri, perché io non debba venire a colpire il paese di sterminio».
Gesù afferma che Giovanni Battista era venuto con lo stesso spirito di Elia, ossia con lo stesso ministerio; tuttavia Giovanni, quando gli viene chiesto se era Elia, egli nega tale fatto perché questo profeta era atteso sulla terra prima della fine del mondo. Pertanto sappiamo che egli tornerà e sarà uno di questi due testimoni. Noi sappiamo che non ha mai sperimentato la morte, ma che è stato rapito su un carro di fuoco. L’altro uomo che vive la stessa esperienza è Enoc, ma noi sappiamo che è una figura della sposa di Cristo, la chiesa, che viene rapita. L’altro testimone, quindi, non è Enoc, ma un altro.
Perché è Mosè:
vs. 6. perché non cada alcuna pioggia nei giorni della loro profezia (3 anni e mezzo); essi hanno pure potestà sulle acque, per convertirle in sangue (lo fece Mosè) e per percuotere la terra con qualunque piaga, ogni volta che vorranno (lo fece Mosè).
Queste sono azioni compiute da Mosè quando mandava le piaghe in Egitto. Abbiamo visto come le piaghe di Apocalisse sono come quelle dei tempi di Mosè, anche se molto più intense. Ad es: le rane dell’Egitto devastavano, ma in Apocalisse esse sono demoni che uccidono.
Matteo 17:1-6. Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. 2 E fu trasfigurato davanti a loro; la sua faccia risplendette come il sole e i suoi vestiti divennero candidi come la luce. (Ci riporta ad Apocalisse 1 dove il Signore è descritto nella sua gloria) 3 E apparvero loro Mosè ed Elia che stavano conversando con lui. 4 E Pietro prese a dire a Gesù: «Signore, è bene che stiamo qui; se vuoi, farò qui tre tende; una per te, una per Mosè e una per Elia». 5 Mentre egli parlava ancora, una nuvola luminosa li coprì con la sua ombra, ed ecco una voce dalla nuvola che diceva: «Questo è il mio Figlio diletto, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo». 6 I discepoli, udito ciò, caddero con la faccia a terra e furono presi da gran timore.
Gesù è stato trasfigurato ed appare nella sua gloria davanti a Giovanni, Giacomo e Pietro assieme a Mosè ed Elia. Con loro parla degli avvenimenti che attendono Gesù, ma quali? La risposta ce la dà Pietro:
Pietro descrive l’avvenimento appena letto in Matteo e lo collega con il secondo ritorno di Cristo:
2 Pietro 1:15-19. Ma mi impegnerò affinché dopo la mia partenza abbiate sempre modo di ricordarvi di queste cose. 16 Infatti vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del nostro Signore Gesù Cristo, non perché siamo andati dietro a favole abilmente inventate, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua maestà. 17 Egli, infatti, ricevette da Dio Padre onore e gloria quando la voce giunta a lui dalla magnifica gloria gli disse: «Questi è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto». 18 E noi l’abbiamo udita questa voce che veniva dal cielo, quando eravamo con lui sul monte santo. 19 Abbiamo inoltre la parola profetica più salda: farete bene a prestarle attenzione, come a una lampada splendente in luogo oscuro, fino a quando spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori.
Comprendiamo come Gesù stesse parlando con Mosè ed Elia anche del Suo secondo ritorno sulla terra.
Vs. 7. E quando avranno compiuto la loro testimonianza, la bestia che sale dall’abisso farà guerra contro di loro, li vincerà e li ucciderà.
Precedentemente abbiamo letto che i due testimoni erano invincibili e che potevano incenerire chiunque attentasse alla loro vita. Ora leggiamo che al termine della loro missione verranno uccisi. Per noi qui è una lezione: ogni cosa che ci accade è voluta da Dio perciò possiamo vivere con tranquillità. Anche la nostra morte ci colpirà quando Dio vorrà. Ognuno di noi ha un compito da portare a termine nella terra, ma quando lo avremo assolto verremo portati in cielo e il nostro tempo sarà finito.
Vs. 8. E i loro cadaveri giaceranno sulla piazza della grande città, che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto, dove anche il nostro Signore è stato crocifisso.
Gesù è stato crocifisso a Gerusalemme, quindi anche essi verranno uccisi in quella città. Spiritualmente essa è come Sodoma e come l’Egitto. Nel cap. 13 si parlerà di un’altra città demoniaca, Babilonia, ma si riferisce a Roma.
Probabilmente i corpi dei due profeti giaceranno nella piazza del Tempio.
Vs. 9. E uomini dei vari popoli, tribù, lingue e nazioni vedranno i loro cadaveri per tre giorni e mezzo, e non permetteranno che i loro cadaveri siano deposti nei sepolcri.
Per tre giorni tutti i popoli potranno vederli perché i loro corpi rimarranno esposti, sovvertendo la legge ebraica che voleva una sepoltura molto rapida. Come può essere possibile che in tutta la terra la gente potrà vedere questi due corpi? Ai tempi di Giovanni non era pensabile un fatto del genere, ma oggi, grazie alla televisione satellitare, lo è. Questa è una profezia che si attua nei nostri tempi e che solo fino a pochi decenni fa era impensabile.
Vs. 10. E gli abitanti della terra si rallegreranno, su di loro faranno festa e si manderanno doni gli uni agli altri, perché questi due profeti avevano tormentato gli abitanti della terra".
E’ una festa diabolica, in cui tutti fanno doni agli amici per festeggiare la morte di questi uomini di Dio. Notiamo l’antitesi con il Natale, che è la festa del donare, in ricordo del donarsi di Cristo a noi.
La gente è contenta, ma
Vs. 11. Ma dopo tre giorni e mezzo lo spirito di vita, che procede da Dio, entrò in loro; essi si alzarono in piedi e un grande spavento cadde su coloro che li videro.
I profeti risorgono.
Vs. 12. Essi udirono quindi una gran voce dal cielo che disse loro: "Salite quassù". (Come Gesù dirà alla sua chiesa nel momento del rapimento) Così essi salirono al cielo in una nuvola e i loro nemici li videro.
Qui è un insegnamento per ogni credente: se saremo fedeli testimoni, allora Dio sigillerà la nostra testimonianza. Se onoriamo solamente Dio, anche a scapito ad es. di grandi guadagni o di nuove amicizie, e non permettiamo ad alcun avvenimento di compromettere la nostra testimonianza (ad es. non partecipiamo ai pettegolezzi o non accettiamo le bestemmie) allora Dio ci onorerà e ci vendicherà dei torti subiti.
Anche Giovanni in Apoc. 4:1 sente la medesima voce che lo chiamava, poiché egli rappresenta la chiesa rapita prima degli eventi catastrofici. Gli uomini che passeranno tali catastrofi sono coloro che hanno deciso di respingere la Parola di Dio, nonostante la salvezza sia stata loro posta su un piatto d’argento. Un giorno all’inferno vedranno tutto ciò che hanno rifiutato, ma per loro non ci sarà più alcuna speranza.
Vs. 13-14. E in quel momento si fece un gran terremoto, la decima parte della città cadde e settemila persone furono uccise nel terremoto, il resto fu spaventato e diede gloria al Dio del cielo. 14 Il secondo guaio è passato, ma ecco, presto viene il terzo guaio.
Ecco un terremoto, forse lo stesso di Zaccaria 14, ma non ve ne è la certezza.
Cade una decima parte della città e tale dato è interessante perché fa venire in mente la decima, ossia la parte di beni che Dio chiede al suo popolo in Levitico 27:30. Quindi, il Signore prende ciò che è suo. Pensiamo a quando il popolo di Israele non ha rispettato il comandamento di esimersi dal coltivare la terra ogni 7 anni, per vivere un anno per fede. Così per 490 anni ha disobbedito, togliendo al Signore i 70 anni a Lui dovuti. Ecco cosa è capitato: sono stati schiavi dei Babilonesi per 70 anni. E’ molto meglio obbedire a Dio, che vivere schiavi di qualcun altro.
Qui in Apocalisse, quindi, è scritto che una decima parte di Israele verrà uccisa: forse Dio si prende la sua quota, dal momento che il suo popolo non lo ha onorato.
Settemila persone vengono uccise: la versione letterale afferma che “il nome di settemila persone viene ucciso”; da ciò si comprende come Dio conosce le persone ad una ad una ed anche il loro nome è per lui ben noto.
Viene suonata la nuova tromba:
Vs. 15- 17. Poi il settimo angelo suonò la tromba e si fecero grandi voci nel cielo che dicevano: "I regni del mondo sono divenuti il regno del Signor nostro e del suo Cristo, ed egli regnerà nei secoli dei secoli". 16 Allora i ventiquattro anziani, (= la chiesa) che sedevano davanti a Dio sui loro troni, si prostrarono sulle loro facce e adorarono Dio, 17 dicendo: "Noi ti ringraziamo, o Signore, Dio onnipotente, che sei, che eri e che hai da venire (la frase “che hai da venire” non c’è nel testo originale, poiché in questo momento Gesù non deve venire, ma è arrivato), perché hai preso in mano il tuo grande potere e ti sei messo a regnare.
La chiesa gioisce perché ogni cosa viene messa a posto ed il Signore è incoronato.
Vs. 18. Le nazioni si erano adirate, ma è giunta la tua ira ed è arrivato il tempo di giudicare i morti e di dare il premio ai tuoi servi, ai profeti, ai santi e a coloro che temono il tuo nome, piccoli e grandi, e di distruggere quelli che distruggono la terra".
Questo è l’adempimento di quanto affermato in Salmo 2, un salmo profetico.
Salmo 2. Perché questo tumulto fra le nazioni, e perché meditano i popoli cose vane? 2 I re della terra si danno convegno e i prìncipi congiurano insieme contro il SIGNORE e contro il suo Unto,(In Apocalisse l’Anticristo e tutte le nazioni tramano contro Dio e contro Cristo) dicendo: 3 «Spezziamo i loro legami, e liberiamoci dalle loro catene».Gli antagonisti non vogliono più sentire le verità di Dio circa la creazione (meglio l’evoluzione) e preferiscono la loro amoralità alla moralità biblica.
4 Colui che siede nei cieli ne riderà; il Signore si farà beffe di loro. Quando le persone ci deridono perché parliamo loro di Cristo pensiamo che sono degli stolti perché rifiutano la verità e che un giorno dovranno affrontare il Signore per aver respinto la Sua Parola. Dio avrà l’ultima risata.
5 Egli parlerà loro nella sua ira, e nel suo furore li renderà smarriti: 6 «Sono io», dirà, «che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo».(Zaccaria 14) 7 Io annunzierò il decreto: Il SIGNORE mi ha detto: «Tu sei mio figlio, oggi io t’ho generato. 8 Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra. 9 Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d’argilla». 10 Ora, o re, siate saggi; lasciatevi correggere, o giudici della terra. 11 Servite il SIGNORE con timore, e gioite con tremore. 12 Rendete omaggio al figlio, affinché il SIGNORE non si adiri e voi non periate nella vostra via, perché improvvisa l’ira sua potrebbe divampare. Beati tutti quelli che confidano in lui! In Apocalisse 19 Gesù verrà con lo scettro di ferro per castigare tutti coloro che si sono opposti al Suo legittimo possesso.
Vs. 18. Le nazioni si erano adirate, ma è giunta la tua ira
Gesù viene per giudicare il mondo (Apoc. 19) e distruggere le nazioni che si riuniscono nella pianura di Medigo. L’ultima parte del versetto, invece, accade dopo il millennio, quando il Signore giudicherà il mondo e darà la ricompensa alla chiesa (Apoc. 20). Questo versetto, quindi, copre 1000 anni.
ed è arrivato il tempo di giudicare i morti e di dare il premio ai tuoi servi, ai profeti, ai santi e a coloro che temono il tuo nome, piccoli e grandi, e di distruggere quelli che distruggono la terra".
Apocalisse 20:7-13. Quando i mille anni saranno trascorsi (il millennio), Satana sarà sciolto dalla sua prigione 8 e uscirà per sedurre le nazioni che sono ai quattro angoli della terra, Gog e Magog, per radunarle alla battaglia: il loro numero è come la sabbia del mare. 9 E salirono sulla superficie della terra e assediarono il campo dei santi e la città diletta; ma un fuoco dal cielo discese e le divorò. 10 E il diavolo che le aveva sedotte fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli. 11 Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. 12 E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere. 13 Il mare restituì i morti che erano in esso; la morte e il soggiorno dei morti restituirono i loro morti; ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere.
Matteo 25:31-46. «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti gli angeli, prenderà posto sul suo trono glorioso. 32 E tutte le genti saranno riunite davanti a lui ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri; 33 e metterà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli della sua destra: "Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v’è stato preparato fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché ebbi fame e mi deste da mangiare; ebbi sete e mi deste da bere; fui straniero e mi accoglieste; 36 fui nudo e mi vestiste; fui ammalato e mi visitaste; fui in prigione e veniste a trovarmi". 37 Allora i giusti gli risponderanno: "Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare?
Non pensiamo di essere salvati per le nostre opere, ma per la grazia di Dio, attraverso l’opera di Gesù. Tuttavia è frutto naturale della vita di un credente un certo comportamento basato sul dare. I giusti, inoltre, non tengono conto di quanto danno, mentre un pagano si vanta delle sue azioni magnanime.
O assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto? O nudo e ti abbiamo vestito? 39 Quando mai ti abbiamo visto ammalato o in prigione e siamo venuti a trovarti?" 40 E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me".
Quello che facciamo ad un fratello in Cristo è come fatto a Gesù, in bene o in male.
Allora dirà anche a quelli della sua sinistra: "Andate via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli! 42 Perché ebbi fame e non mi deste da mangiare; ebbi sete e non mi deste da bere; 43 fui straniero e non m’accoglieste; nudo e non mi vestiste; malato e in prigione, e non mi visitaste". 44 Allora anche questi gli risponderanno, dicendo: "Signore, quando ti abbiamo visto aver fame, o sete, o essere straniero, o nudo, o ammalato, o in prigione, e non ti abbiamo assistito?" 45 Allora risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me". 46 Questi se ne andranno a punizione eterna; ma i giusti a vita eterna».
Il giudizio di Dio sarà molto duro per coloro che non si sono convertiti.
Vs. 19. Allora si aperse nel cielo il tempio di Dio e in esso apparve l’arca del suo patto, e ci furono lampi, voci, tuoni, un terremoto e una forte tempesta di grandine.