Apocalisse 10

Apocalisse 10
Craig Quam

Cap. 10

Stiamo vivendo un intervallo tra la sesta e la settima tromba, due giudizi di Dio.

Vs. 1-4.  Poi vidi un altro angelo possente che scendeva dal cielo, avvolto in una nuvola e con l’arcobaleno sul capo; il suo volto era come il sole e i suoi piedi come colonne di fuoco. 2  Egli aveva in mano un libretto aperto e posò il suo piede destro sul mare e il sinistro sulla terra, 3  e gridò a gran voce come un leone ruggente, e quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire le loro voci. 4  Quando i sette tuoni ebbero fatto udire le loro voci, io stavo per scrivere, ma udii una voce dal cielo che mi disse: "Sigilla le cose che i sette tuoni hanno detto e non scriverle". 

Un angelo enorme posa un piede sulla terra ed uno sul mare. Alcuni suppongono che sia un’apparizione di Cristo, ma nel NT il Signore non viene mai descritto come un angelo. Nel VT sono presenti delle cristofanie, ossia delle apparizioni di Cristo prima della sua incarnazione. Ad es. nella storia di Shadrak, Meshak e Abed-nego si vede Gesù  assieme a loro nella fornace ardente e lo stesso re Nabucodonosor lo riconosce come il Figlio di Dio. In Genesi Abramo rende omaggio al re Melchisedek, re di Salem, dandogli la decima; noi sappiamo dal libro di Ebrei che tale sovrano era Gesù, re di pace. Qualche volta nel VT Gesù viene chiamato “l’angelo dell’Eterno”, ma tale termine va inteso come “messaggero”, “ambasciatore”, non come un angelo vero e proprio. Infatti, la Bibbia non dichiara mai che Gesù sia un angelo, poiché questi ultimi sono esseri creati da Gesù stesso.

Inoltre:

vs. 5-6.  Allora l’angelo che avevo visto stare in piedi sul mare e sulla terra alzò la mano destra verso il cielo, 6  e giurò per colui che vive nei secoli dei secoli, il quale ha creato il cielo e le cose che sono in esso, la terra e le cose che sono in essa, il mare e le cose che sono in esso, che non vi sarebbe più alcun ritardo. 

Il libro di Colossesi afferma che ogni cosa è stata creata per mezzo di Gesù, perciò non è possibile che Egli giuri per se stesso. Egli è la Parola di Dio, ed è il Creatore dell’universo. Notiamo come tale angelo giuri con la mano destra alzata, analogamente a come avviene nei tribunali quando una persona deve fare la propria dichiarazione. La base delle usanze occidentali è la Bibbia, che tuttavia negli ultimi anni viene sempre più sovvertita da nuove usanze contro la volontà di Dio, come i matrimoni gay, che sono un’abominazione.

Torniamo al vs. 3-4.  e gridò a gran voce come un leone ruggente, e quando ebbe gridato, i sette tuoni fecero udire le loro voci. 4  Quando i sette tuoni ebbero fatto udire le loro voci, io stavo per scrivere, ma udii una voce dal cielo che mi disse: "Sigilla le cose che i sette tuoni hanno detto e non scriverle". 

Il libro di Apocalisse ha lo scopo di rivelare i fatti futuri, ma in questo momento Dio non desidera che le cose dette dai sette tuoni vengano rese note agli uomini; è certo che quando il Padre sigilla qualcosa, essa non sarà mai conosciuta agli umani. Ad es. nessuno sa quando avverrà il rapimento della chiesa:

Matteo 24:35-36.  Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 36  «Ma quanto a quel giorno e a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo. 

Il rapimento avverrà in un momento di tranquillità, non al tempo della tribolazione, ossia come era ai giorni di Noè, una prefigurazione dei credenti degli ultimi tempi. Egli ha costruito l’arca per 40 anni, in attesa di una pioggia che nessun uomo aveva mai vista, poiché credeva alla Parola di Dio. E’ rimasto fedele in mezzo ad una generazione perversa, anche nel suo quotidiano. Ma poi è arrivato il diluvio e Noè è stato chiuso nell’arca (prefigurazione del rapimento della chiesa). A quel punto si è scatenato il diluvio, ossia il giudizio di Dio.

La chiesa non conosce l’ora e il giorno del rapimento, ma possiamo leggere i segni dei tempi. 1 Tessalonicesi ci dice di non essere nelle tenebre e di non farci sorprendere dagli eventi come un ladro di notte: quando vediamo i segni, allora guardiamo in alto perché la redenzione è vicina. Al contrario, possiamo conoscere con certezza il giorno del ritorno di Cristo, poiché Daniele afferma che dal momento in cui vedremo l’abominazione di desolazione (entrata dell’Anticristo nel Tempio e sua proclamazione di divinità) dobbiamo contare 1290 giorni e vedremo il Signore tornare. Allora inizierà il regno millenniare.

Vs. 7.  Ma nei giorni in cui il settimo angelo farà udire la sua voce, quando egli suonerà la tromba, si compirà il mistero di Dio, secondo quanto egli ha annunziato ai suoi servi, i profeti. 

Qual è questo mistero del quale parlarono i profeti? La salvezza dei gentili e la costituzione della Chiesa. L’avvento di Cristo sulla terra non fu mai vissuto dagli ebrei come la venuta del Messia perché essi attendevano un conquistatore che, armi alla mano, scacciasse i Romani. Inoltre veniva da Nazareth, un luogo disprezzato. Essi volevano vedere letteralmente l’avverarsi del Regno di Dio, mentre Gesù parlava di un regno spirituale e non terreno. Anche Pietro in Atti, nonostante avesse ricevuto l’ordine di andare ad evangelizzare tutti gli uomini della terra, dimostra di non aver capito tale concetto.

In questo punto di Apocalisse sappiamo che al suono della settima tromba termina il tempo delle opportunità per i gentili e di nuovo il Creatore rivolge la sua faccia su Israele.

Apocalisse 11:13;15.  In quell’ora ci fu un gran terremoto e la decima parte della città (Gerusalemme) crollò e settemila persone furono uccise nel terremoto; e i superstiti furono spaventati e diedero gloria al Dio del cielo. Gli Ebrei danno gloria a Dio, lasciando da parte l’idolatria e l’immoralità sessuale: è la conversione.

15  Poi il settimo angelo sonò la tromba e nel cielo si alzarono voci potenti, che dicevano: «Il regno del mondo è passato al nostro Signore e al suo Cristo ed egli regnerà nei secoli dei secoli». 

La settima tromba annuncia il rivolgersi di Dio verso Israele.

Romani 11:25-29.  Infatti, fratelli, non voglio che ignoriate questo mistero, affinché non siate presuntuosi: un indurimento si è prodotto in una parte d’Israele, finché non sia entrata la totalità degli stranieri; 26  e tutto Israele sarà salvato, così come è scritto: «Il liberatore verrà da Sion. 27  Egli allontanerà da Giacobbe l’empietà; e questo sarà il mio patto con loro, quando toglierò via i loro peccati». 28  Per quanto concerne il vangelo, essi sono nemici per causa vostra; ma per quanto concerne l’elezione, sono amati a causa dei loro padri; 29  perché i doni e la vocazione di Dio sono irrevocabili. 

I gentili non devono inorgoglirsi a causa della loro salvezza, pensando magari che Dio abbia voltato la faccia alla chiesa, poiché proprio per raccogliere i gentili Dio ha indurito il cuore degli Ebrei. Egli li ama tanto quanto in passato, ma ha permesso tale incredulità di cuore per far accedere i gentili alla salvezza.

La pienezza dei Gentili l’abbiamo al cap. 10 di Apocalisse. Infatti, al cap. 4 la chiesa è stata rapita; poi ci sono stati i martiri della tribolazione, ossia dei gentili che si convertono durante la prima parte della tribolazione, quindi si compie il mistero di Dio: i gentili sono entrati nel Regno di Dio ed ora il Padre si rivolge di nuovo al Suo popolo.

Vs. 8-11.  Poi la voce che avevo udito dal cielo mi parlò di nuovo e disse: "Va prendi il libretto aperto, che si trova nella mano dell’angelo che sta sul mare e sulla terra". 9  Io allora andai dall’angelo, dicendogli: "Dammi il libretto". Ed egli mi disse: "Prendi e divoralo ed esso renderà amare le tue viscere, ma nella tua bocca sarà dolce come miele". 10  Così presi il libretto dalla mano dell’angelo e lo divorai, e mi fu dolce in bocca come miele; ma dopo che l’ebbi divorato, le mie viscere divennero amare. 11  Quindi egli mi disse: "Tu devi profetizzare ancora intorno a molti popoli, nazioni, lingue e re". 

Questo libretto è la Parola di Dio, grazie alla quale egli profetizza.

Salmo 19:9-10.  Il timore del SIGNORE è puro, sussiste per sempre; i giudizi del SIGNORE sono verità, tutti quanti son giusti, 10  son più desiderabili dell’oro, anzi, più di molto oro finissimo; son più dolci del miele, anzi, di quello che stilla dai favi. 

La Parola di Dio è dolce, ma amara nel ventre. Essa è dolce, ma contrasta con la carne e ne denuncia il peccato. I credenti, però, devono accettarne ogni aspetto, sia quello dolce, che quello amaro, poiché non possiamo toglierne gli aspetti che non ci sono graditi. Quando Dio permette qualcosa di amaro nella nostra vita, noi dobbiamo accettarlo perché è un insegnamento. Davide dice nei Salmi che le afflizioni che ha vissuto sono state un insegnamento per Lui e hanno fatto sì che egli camminasse nella Parola di Dio. Anche le cose amare cooperano per il nostro bene.

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